
Campari Group archivia la prima metà dell’anno con una solida crescita organica delle vendite, confermando così i segnali positivi emersi già nell’ultima parte dello scorso anno (leggi Segnali positivi per il 2025 di Campari: chiude l’anno con ricavi a 3 miliardi e aumenta i dividendi). A dirlo la semestrale del Gruppo che registra un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, con una crescita organica del 2,7% rispetto al primo semestre 2025, risultato ottenuto in un contesto che resta sfidante e trainato in particolare dal buon andamento di aperitivi e tequila.
Positivi anche gli altri principali indicatori finanziari: l’Ebit (utile prima degli interessi e delle imposte) rettificato è stato pari a 358 milioni, in aumento dell’8,5% organicamente e dell’1,8% complessivamente, con il margine operativo lordo rettificato pari a 430 milioni, in crescita del 6,5% organicamente e dello 0,8% complessivamente e l’utile netto salito del 4,7% raggiungendo quota 226 milioni.
Nel semestre, gli investimenti in conto capitale complessivi sono stati pari a 75 milioni di euro, dei quali 34 milioni relativi a investimenti straordinari, principalmente riconducibili al programma di ampliamento della capacità produttiva che sarà completato entro l’anno. Ma a crescere, come da programma, sono stati anche gli investimenti pubblicitari e in promozioni, pari nel totale a 264 milioni (+5,9% sul primo semestre 2025). Numeri che fanno guardare con fiducia al futuro, con il Gruppo che conferma l’aspettativa di una crescita organica del fatturato di circa il 3% per l’anno in corso, con sovraperformance rispetto del settore.
«Stiamo implementando la nostra strategia e crescendo con solidi risultati conseguiti nel primo semestre del 2026 in termini di crescita organica delle vendite, profittabilità e solidità patrimoniale - ha commentato in una nota stampa il ceo di Campari Group Simon Hunt -. Allo stesso tempo, stiamo crescendo e guadagnando quota di mercato in tutti i nostri mercati chiave, trainati dai nostri marchi prioritari. La nostra strategia, fondata su scelte di portafoglio più mirate, che include la cessione di marchi non strategici, l’innovazione e l’accelerazione dell’espansione geografica, sta dimostrando la propria efficacia, mentre continuiamo a generare efficienze in tutte le linee del conto economico».
Corrono aperitivi e tequila
Guardando le performance delle House of brand, il mercato degli aperitivi che totalizza il 49% delle vendite di Campari Group, ha registrato una crescita del 4%, con le vendite di Aperol aumentate del 3,3% e quelle di Campari del 2,3%, con quest’ultima che ha beneficiato anche del lancio di Campari Spritz ready-to-serve. Ottimo l’andamento anche degli altri marchi di aperitivi, in crescita dell’8,8%, trainati principalmente da Sarti Rosa, che ha proseguito la sua espansione geografica e consolidato la posizione nel mercato principale tedesco.
In crescita del 6,9% le vendite dei marchi della House of Agave (10% delle vendite del Gruppo), con Espolòn che ha registrato una crescita dell’8,2%, anche grazie al lancio della referenza Extra Añejo e di formati più piccoli, trainata in particolare dal mercato chiave degli Stati Uniti.
In calo invece i brand della House of Whiskey and Rum (12% delle vendite del Gruppo): -6%, che hanno risentito della flessione di Wild Turkeyg, legate difficoltà del segmento boubon negli Usa, e del mercato whisky. A tenere, però, è il portafoglio di rum giamaicani, +0,2%, grazie al solido andamento in Giamaica.
Segno più, per i marchi della House of Cognac and Champagne (8% delle vendite del Gruppo) cresciuti del 4,6%, e tra i quali spiccano le performance di Courvoisier, +6,3%, trainata dai mercati in via di sviluppo e dall’area Asia-Pacifico, e Grand Marnier, +5%.
Infine, i marchi locali (20% delle vendite del Gruppo) in crescita del 2,9%. Skyy ha registrato un aumento del 5,7%, mentre gli altri brand del 2,3%, principalmente trainata dai vini spumanti, nell’ambito della strategia focalizzata sul portafoglio aperitivi.


