Birre specialità: avanti tutta. Su quattro fronti

Cresce il numero di novità legate alla ricerca tecnologica, ai prodotti del territorio, agli eventi stagionali e alle aromatizzazioni con luppoli

birre specialità

Sono quattro le principali aree di fermento birrario con le inevitabili “contaminazioni incrociate” che stanno dando vita a una serie di nuove specialità: birre di ricerca tecnologica, del territorio, stagionali e aromatizzate.

Analcoliche e gluten-free

Sotto la spinta delle richieste di mercato per alimenti sempre più “leggeri” e salutari, si accresce anche la ricerca di nuovi metodi di produzione per birre con meno alcol (light) o senza alcol (analcoliche) e per birre gluten-free. Non è un caso che, nella classifica Bloomberg delle dieci birre più vendute al mondo, al primo posto compaia la cinese Snow (3% alc), seguita al terzo posto da Bud Light (4,2% alc) che sopravanza la consorella Budweiser (5% alc). Per la legge italiana si possono definire “analcoliche” le birre che hanno un tenore alcolico limitato a 1,2%. Così ad Heineken 0.0, Birra Moretti Zero e Bavaria 0,0% si è aggiunta di recente Forst 0,0% che, in virtù di questa gradazione minima, sponsorizza la Fisi, la nazionale italiana di sport invernali. Oltre che per i brindisi degli atleti azzurri, le birre analcoliche sono sempre più preferite da guidatori che hanno cara la patente e dai consumatori del break di mezzogiorno, in maggioranza giovani e donne. Le tecniche utilizzate sono per diluizione dei mosti o per sottrazione di alcol a fermentazione avvenuta. Per gli intolleranti al glutine contenuto nei cereali (ma non solo) alcune birre gluten-free come Gritz ricorrono a una nuova tecnologia che prevede di deglutinizzare la birra con particolari enzimi che provvedono alla scomposizione iniziale del glutine.

Le birre del territorio

Per quanto riguarda invece le birre del territorio, vengono predilette materie prime che esprimono la cultura alimentare locale con l’utilizzo di ingredienti spesso Igp (Indicazione geografica protetta) come castagne del Monte Amiata, farro della Garfagnana, limoni di Sorrento, ciliegie di Vignola, ma anche lieviti di uva per realizzate specialità come birre Iga (Italian Grape Ale). Queste produzioni rispondono al desiderio di identificazione del bevitore con il proprio ambiente, con conseguente fidelizzazione emotiva. Tra i primi a cogliere questa opportunità è stato il Birrificio Baladin di Piozzo (Cuneo) che è arrivato a proporre una specialità come Birra Nazionale Baladin, realizzata con malto d’orzo della Basilicata e luppolo piemontese. Da sempre Birra Morena utilizza le materie prime della propria regione (Basilicata) tanto che, per sottolkinearne l'origine, le ultime specialità sono state battezzate Birra Lucana. Anche l’industria ha colto questa occasione rilanciando marchi locali come la storica Ichnusa sarda e proponendo la gamma di cinque Birre Regionali Birra Moretti (Heineken) o inserendo per la prima volta luppoli americani, ma coltivati in provincia di Modena, come Angelo Poretti 4 Luppoli con il quarto luppolo (l'americano Cascade) coltivato in Italia (Carlsberg). Oltre al desiderio di identificazione del bevitore, la scelta di preferire cereali locali contribuisce al rilancio di produzioni agricole quasi scomparse come nel caso di Nastro Azzurro Sardegna (Birra Peroni).

Le birre stagionali

Molto diffuse nei Paesi del Nord Europa, le birre stagionali (e di anniversario) stanno ricevendo una crescente attenzione, spinte dalle produzioni di medie e piccole aziende come Birrificio del Ducato con la Winter Ale Krampus, Theresianer con la Winter Beer e Kühbacher con la Festbier Märzen. La loro ridotta presenza temporale sul mercato (a Natale, a Primavera, in Inverno) favorisce infatti la produzione di birre artigianali non pastorizzate e non filtrate.

Le birre Ipa

Prosegue infine senza ostacoli l’incremento delle birre Ipa (India Pale Ale) la cui caratteristica è l’utilizzo di luppoli americani particolarmente aromatici (tipo Cascade e Simcoe) che conferiscono forti note amare e agrumate e, in versione Double e Imperial, anche gradazioni alcoliche più decise (8% alc e oltre). Tanto che Heineken si è assicurato la distribuzione delle californiane Lagunitas attraverso la controllata Dibevit Import, oltre a distributori specializzati come Radeberger/QBA con Double Jack Double Ipa, Ales & Co con Siren Soundwave Ipa e D&C con l'italiana Indie Rock Ipa.

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