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Firenze, un codice contro gli abusi

Attività –

Un patto tra Comune, Fiepet e Fipe prevede iniziative per educare i clienti al bere intelligente. E suggerisce qualche regola per migliorare la convivenza

Le regole più restrittive sul consumo di alcol, appena introdotte dal nuovo Codice della strada, hanno importanti ricadute anche sull'attività degli esercenti di locali pubblici. A qualche settimana dall'introduzione delle nuove norme, entrate in vigore il 13 agosto scorso, sono scattate anche alcune iniziative a livello locale che ribadiscono il nuovo clima di severità e che contestualmente cercano di creare un clima di collaborazione tra le istituzioni e i gestori di locali pubblici.
L'esempio più articolato arriva da Firenze, dove il Comune ha coinvolto gli esercizi associati a Fiepet-Confesercenti e a Fipe-Confcommercio in un “codice di autoregolamentazione” contro l'abuso di alcol e droga. Il documento, sottoscritto ad agosto, introduce una serie di norme comportamentali a cui tutti i gestori sono invitati ad attenersi. Con il documento tutti i firmatari si impegnano a rispettare le nuove norme del Codice della strada, a non somministrare alcol ai minori di 16 anni, a rispettare gli orari di chiusura, i limiti di emissione di rumori, le ordinanze comunali sulla vendita di alcolici e superalcolici e a non somministrare bevande alcoliche a chi mostra evidenti segni di ebbrezza o comportamenti alterati.
Questo impegno si accompagna anche l'impegno all'assunzione di una serie di comportamenti virtuosi. Per esempio non vanno promosse offerte o sconti sulla vendita di alcolici, i prodotti somministrati devono essere di qualità certificata e il personale va formato allo scopo di mantenere serenità e tranquillità nel locale. In alcuni casi i punti sottoscritti diventano anche suggerimenti operativi.

Suggerimenti di servizio
Per esempio si consiglia di incentivare la somministrazione al bicchiere invece della vendita di bottiglie. Oppure si invita il personale a suggerire ai gruppi di avventori di individuare un guidatore designato, cosa che può avvenire anche attraverso la promozione di bevande analcoliche o altre iniziative. Grande rilievo è posto sulla comunicazione e sulla pulizia della zona pubblica in prossimità dei bar: si sollecitano gli esercenti ad adottare una cartellonistica interna ed esterna che inviti i consumatori ad attenersi alle norme elementari di comportamento. E si chiede espressamente un impegno nel mantenere in ordine l'area esterna prospiciente il locale. Ogni esercizio, inoltre, deve prevedere la nomina di un supervisore che verifichi il rispetto delle norme di autoregolamentazione. Infine si chiede, come prova tangibile di buona volontà, che i locali mettano in pratica almeno due iniziative tra cinque proposte (vedi box qui sopra). Di fronte all'impegno degli esercenti, il comune di Firenze a sua volta si adopererà per promuovere i locali aderenti al codice. Un'iniziativa interessante, quindi, replicabile probabilmente in altre città che vivono il problema di una vita notturna che si protrae fino a tarda ora.
Anche Roma per esempio potrebbe dotarsi di una soluzione simile. Per il momento la capitale si distingue soprattutto per un'intensa attività repressiva nei confronti dei locali che aderiscono alla moda del “pub crawl”, cioè i tour alcolici organizzati di notte, che hanno molta presa su un pubblico giovane. Il fenomeno si diffonde con il passaparola e con un “viral marketing” basato su Internet e Facebook e ha portato, lo scorso settembre, alla formulazione di sei denunce da parte della Polizia nei confronti di altrettanti gestori.

A Trento alcol vietato ai minori
Più organica invece l'iniziativa presa dalla provincia autonoma di Trento, che il 25 agosto ha emanato una nuova legge provinciale (Lp 19/2010) con cui vieta la mescita o distribuzione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. I titolari dei bar dovranno esporre un cartello e avranno anche la facoltà di chiedere l'esibizione di un documento in caso di dubbio. Le sanzioni per gli esercenti vanno da 500 a 5.000 euro e provvedimenti sono previsti anche per i maggiorenni che comprino alcol ai minori. Inutile dire che la misura ha aperto un'accesa discussione con i gestori, che si vedono appioppare funzioni di vigilanza e controllo non facili da applicare.

Etilometri obbligatori per chi chiude dopo le 24

Norme&fisco –

Il nuovo codice della strada impone anche ai gestori alcuni obblighi, tra cui rigide indicazioni sugli orari di vendita. Le regole entreranno in vigore, per tutti, dal 13 novembre

L'entrata in vigore del nuovo codice della strada ha dato una stretta ai consumi di alcol, introducendo una serie di obblighi anche per i gestori di locali pubblici.
Da sottolineare che la norma introduce una distinzione tra i locali che svolgono attività di intrattenimento (serate danzanti, spettacoli) e locali che si limitano alla sola somministrazione. I primi già dall'entrata in vigore delle norme, cioè lo scorso 13 agosto, devono essere in grado di dare ai loro clienti la possibilità di misurare il tasso alcolemico, con appositi tester messi a disposizione del pubblico. Questo stesso obbligo è differito di tre mesi, ed entra in vigore il 13 novembre prossimo, anche per tutti gli altri locali che, dice la norma, “prolungano l'apertura oltre la mezzanotte”. Le aree di servizio sulle autostrade sono soggette a una disciplina ancora più rigida: non possono vendere bevande superalcoliche da asporto dalle 22 alle 6 e non possono somministrarle mai. Le bevande alcoliche possono essere invece servite nelle aree di servizio, tranne che dalle 2 alle 6. Chi trasgredisce rischia una multa da 300 a 1.200 euro. Molto peggio può andare però a chi viola le nuove norme sui tempi di somministrazione degli alcolici, che non possono essere venduti o serviti dalle 3 alle 6, salvo eccezioni disposte dal questore. I negozi e le rivendite, definiti dalla legge come esercizi di vicinato, non possono vendere alcolici dalla mezzanotte alle 6 del mattino. Le sanzioni in caso di inottemperanza vanno da 5.000 a 20.000 euro.
Gli esercizi interessati sono dunque praticamente tutti quelli che possono vendere o somministrare alcolici: hotel, trattorie, locande, pensioni, osterie, ristoranti, caffè, enoteche, agriturismo, wine-bar, sale biliardo, locali all'aperto e anche fiere e sagre.
Il punto dolente della norma pare quello che impone ai gestori di dotarsi di alcol test o, come vengono definiti tecnicamente, di “precursori alcolemici”. «Le disposizioni non dicono nulla riguardo alle loro caratteristiche tecniche - dice Cesare Martino, consulente e tecnologo alimentare, autore di un interessante blog a tema normativo (www.cesaremartino.it) - per cui i gestori si trovano un po' spiazzati. Nella scelta d'acquisto è sempre bene verificare che siano contrassegnati con il marchio CE e che siano dotati di certificazioni». La scelta può andare dai tester monouso, a quelli elettronici con beccuccio intercambiabile. I primi hanno margini d'errore un po' più elevati, ma questo di per sé non è un problema, perché il gestore non deve assicurare una precisione totale dello strumento che mette a disposizione e non è responsabile nel caso in cui un suo cliente venga “pizzicato” per eccesso di alcolemia anche dopo essersi sottoposto al test in un locale.
«Le forze dell'ordine sono comunque orientate a interpretare il codice in senso restrittivo», spiega Martino, e questo potrebbe avere ripercussioni anche per i gestori, per esempio quando il gestore stesso deve calcolare quanti alcol test deve tenere in casa, magari a fronte di 100 coperti e un'alta rotazione di tavoli. 200, 300 di più? E con quali costi a carico dei gestori? Secondo Nazzareno Sacchi, presidente della sezione romana di Fipe Confcommercio, «L'obbligo di detenere gli etilometri ricade solo sui locali aperti dopo le 24, che ovviamente avranno un costo in più rispetto agli altri».

Uno staff ben motivato rende più felice anche il cliente

Formazione –

Quando il personale di un locale fa volentieri il proprio lavoro, finiscono per beneficiarne tutti i clienti, contagiati dall’atmosfera positiva. Bar University racconta i segreti per costruirla

Vi è mai capitato di entrare in un qualsiasi negozio e accorgervi, “a pelle”, che c'è tensione nell'aria? E non vi viene subito voglia di uscire? Colpa di un clima interno negativo, inteso come relazione tra le persone che lavorano in quel luogo.
«Per far sentire a proprio agio i clienti - spiega Roberto Provana, docente di Bar University - occorre lavorare prima di tutto sul cosiddetto “cliente interno”, cioè sulla squadra di collaboratori. La prima cosa da fare è motivarli nel modo giusto, perché personale motivato ho un rendimento più alto e fa star meglio il cliente».

Più soldi? Non sempre

Qui molto storcono il naso, perché pensano subito al fatto di dover scucire dei soldi.
«In realtà- spiega Provana - ogni persona ha le sue motivazioni: per qualcuno può essere guadagnare di più, ma c'è anche chi punta a lavorare in un posto dove si trova bene o chi vuole crescere professionalmente: è necessario individuare le motivazioni di ogni persona per poi cercare di offrire quello che li far star meglio».
Un altro elemento fondamentale che un gestore dovrebbe curare è il controllo dello stress e dell'ansia: «Chi guida il personale - dice Provana - deve mostrare sempre la faccia migliore che ha, cercando di calmare e dare fiducia ai collaboratori».
Sul modo in cui di solito si istruisce lo staff, Provana ha molto da dire: «In genere si finisce per fare un elenco, più o meno lungo, di cose da non fare per poi stare a verificare con il fiato sul collo. Così facendo si perde troppo tempo nel controllo e si sottrae tempo ed energia alla cura del cliente. Senza contare che si finisce per avere comportamenti troppo standardizzati».

La cura del cliente

Molto meglio invece rafforzare il senso di responsabilità dei singoli dipendenti: «Occorre imparare a valutare i collaboratori in base ai risultati» spiega Provana. Che lancia una provocazione: «Perché non affidare la valutazione del proprio personale a un questionario da distribuire ai clienti? È molto più importante il giudizio del cliente di quello del gestore, visto che è il cliente a dover uscire soddisfatto».

Ristorazione Collettiva settembre-ottobre 2010

Archivio Cover Horeca –

il punto 9 Ristorazione scolastica: anno nuovo, stessi problemiRicomincia la scuola e, anche in mensa, si ripresentano i “nodi” di sempre: dai rincari delle rette all’alto tasso di morosità da parte delle famiglie. Due facce della stessa medaglia che non devono – questo è l’auspicio – coinvolgere i ragazzinotizie 10 Panorama 16 Business 18 Techno 20 Food & beverage strategie 26 Milano Ristorazione cambia indirizzo: nuovi menu e nuovi fornitori Sotto la presidenza di Roberto Predolin l’aziend…

il punto

9 Ristorazione scolastica: anno nuovo, stessi problemi
Ricomincia la scuola e, anche in mensa, si ripresentano i “nodi” di sempre: dai rincari delle rette all'alto tasso di morosità da parte delle famiglie. Due facce della stessa medaglia che non devono - questo è l'auspicio - coinvolgere i ragazzi
notizie

10 Panorama
16 Business
18 Techno
20 Food & beverage
strategie
26 Milano Ristorazione cambia indirizzo: nuovi menu e nuovi fornitori
Sotto la presidenza di Roberto Predolin l'azienda sta affrontando un radicale processo di revisione. Che è stato pianificato anche grazie alla collaborazione di qualificati professionisti
30 La qualità Rummo anche sui grandi numeri
Il pastificio campano è presente anche nella ristorazione “grandi numeri” con un marchio ad hoc: Spiga di Puglia
32 Mai più scolari senza pasto
Giro d'opinioni fra amministratori comunali per capire come pensano di affrontare la questione del mancato pagamento del servizio di ristorazione da parte di molte famiglie senza penalizzare i bambini
36 Happy hour senza sprechi
Trasformare in sfiziosi stuzzichini il pane avanzato (e non solo quello) è la sfida raccolta dalla Fondazione Banco Alimentare, per dimostrare che recuperare il cibo è giusto e anche piacevole
40 A tavola in tutte le lingue del mondo
La ristorazione di una scuola post-universitaria internazionale deve rispondere a due esigenze: grandi numeri e soddisfazione di una “clientela” composita per provenienza e relative abitudini alimentari. La Sissa di Trieste ci sta riuscendo, grazie anche a un partner dotato di esperienze diversificate e gusto per l'innovazione

focus

43   Hostelco 2010
     Appuntamento con l'innovazione
Dal 5 al 9 novembre si terrà a Barcellona il Salone Internazionale delle attrezzature per il settore alberghiero, la ristorazione e le comunità. Nel servizio, il programma, gli eventi e una rassegna
di soluzioni innovative per gli operatori professionali
formule
56   La ristorazione collettiva s'incontra a Guidonia

L'appuntamento annuale promosso da Il Circolo dei Buongustai si ripresenta, con i suoi punti di forza tradizionali e con tante novità. Sempre con l'obiettivo di contribuire al miglioramento del settore


58   Quando il carrello cambia la qualità del pasto
Così i carrelli prodotti da Fimi Ali hanno cambiato - in meglio - l'alimentazione dei pazienti di tre ospedali tedeschi 


64   Creare valore anche attraverso la mensa
Nella sede milanese di Helvetia il ristorante aziendale è stato progettato secondo alti standard di qualità


66   Da Insalate Italiane il fast food è good food
La nuova insegna propone verdure fresche, piatti e sfiziosità varie, da scegliere a self-service e comporre a proprio piacimento. Un format innovativo, pronto a replicarsi e a sbarcare anche all'estero


68   60 anni all'insegna di innovazione e design
All'edizione 2010 Sia Guest si presenta con un'immagine rinnovata e con il punto di forza di sempre: la capacità di fotografare l'eccellenza di un mercato in continua evoluzione

70   Il locale con il bollino blu

Nata in Germania, la formula Chiquita fruit bar si è diffusa rapidamente, grazie a un'offerta declinata su vari format e al gradimento da parte della clientela, soprattutto quella femminile


innovazioni


75   Energia sotto controllo
La gestione e la riduzione dei consumi sono oggi possibili grazie all'utilizzo di tecnologie innovative. I sistemi di ottimizzazione possono essere inseriti anche nelle cucine già esistenti


80   Buona per la tavola, buona per l'ambiente
Nell'anno del trentennale Surgital inaugura l'avanzato impianto di trigenerazione, che le permetterà di produrre risparmiando energia e limitando le emissioni di anidride carbonica

82   Il consumatore esce dai “luoghi comuni”

Un convegno promosso da Micros-Fidelio chiarisce che per incentivare i consumi fuori casa non si può limitarsi ad aspettare il “cliente”, occorre inseguirlo. Anche con l'aiuto della tecnologia

spunti & appunti
 
86 In agenda
90 Soluzioni 
92 Leggi 
94 Da leggere, da guardare 
96 Abbiamo parlato di...

Carta d’identità dolce, una tutela per i clienti

Attività –

Le pasticcerie di padova certificano volontariamente i prodotti del laboratorio. Un esempio per il settore

Facile da gestire per il professionista e rassicurante per il consumatore. Stiamo parlando della carta d'identità dolce che da qualche mese viene consegnata ai clienti che acquistano torte e dessert nelle pasticcerie padovane. L'iniziativa, nata da un'idea dei pasticceri aderenti all'Appe, l'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, «è stata pensata per soddisfare una precisa esigenza di alcuni clienti - spiega Federica Luni, vicepresidente Appe e portavoce dei pasticceri padovani -. La carta viene consegnata a coloro che acquistano un dessert per poi portarlo in una scuola, in un asilo o in un ristorante per festeggiare un compleanno o una ricorrenza ovvero in quei luoghi che non accettano dessert “casalinghi” per la macanza di garanzie igieniche, di sicurezza alimentare o ingredientistica, di scadenza del prodotto. E per noi pasticceri questo può rappresentare una perdita di incassi. Con la carta d'identità tali problemi vengono superati perché in essa sono riportate tutte le informazioni richieste».
Nella carta messa a punto dall'Appe vengono infatti riportate una serie di informazioni sulle caratteristiche igieniche e produttive e, soprattutto, vengono specificate le regole per la conservazione e il consumo. Pinzata direttamente sull'incarto a garanzia di chi acquista il dolce e di chi lo andrà a consumare, la carta d'identità è facilmente gestibile dal pasticcere. Poche le voci da compilare per esteso, più alcune caselle da barrare a seconda delle informazioni da trasmettere. Pochi secondi che non gravano sul lavoro quotidiano, ma che danno il grande vantaggio di trasmettere al cliente tutta la cura e l'attenzione che il professionista dedica ai propri prodotti.
La carta sta ora per essere proposta alla Fipe dal presidente dell'Appe, Erminio Alajmo, con lo scopo di trasformarla in uno strumento di lavoro a livello nazionale.

Ristoranti – Imprese del Gusto ottobre 2010

Archivio Copertine Horeca –

News16 Idee Porzioni in scatola, così Oy serve il pasto.17 Gastronomia A Tavola sulla Spiaggia e il patrimonio di ricette della cucina d’estate. 18 Idee Eataly: il meglio dell’italian food nel multistore più frequentato di New York.20 Ecotrend Un quarto degli italiani compra bio.22 Eventi Le Grand Fooding da Parigi a Milano.24 Tecnologia Ecopiatto di design in Mater-Bi.26 Beverage Segnana, la grappa dei 150 anni.28 Beverage Un festival per il tè e le erbe.56 Azie…

News
16 Idee Porzioni in scatola, così Oy serve il pasto.
17 Gastronomia A Tavola sulla Spiaggia e il patrimonio di ricette della cucina d’estate.
18 Idee Eataly: il meglio dell’italian food nel multistore più frequentato di New York.
20 Ecotrend Un quarto degli italiani compra bio.
22 Eventi Le Grand Fooding da Parigi a Milano.
24 Tecnologia Ecopiatto di design in Mater-Bi.
26 Beverage Segnana, la grappa dei 150 anni.
28 Beverage Un festival per il tè e le erbe.
56 Aziende&mercati Spumanti italiani, bene
le esportazioni.
57. L’Amarone d’Arte sceglie la distintività.
58. Cucina etnica, non è più una nicchia.
60. Decaffeinato, una tazzina da valorizzare.
62. Nardini e il forum sul cambiamento demografico.
80 Vino&enologia Nel museo del vino a Ginevra il naso impara con lo spray.
81. La prima vendemmia di Venissa del rinato grappolo d’oro.
82 Vino&territorio Asti regina per Trip Advisor.
84 Vino&cantine Pinot Grigio Santa Margherita, 50 anni di un vino che rimane un modello.
86 Vino&cantine Argiolas entra in aeroporto.
88 Vino&eventi A ottobre Bolzano dà maggiore visibilità ai vini autoctoni.
Rubriche
10 il gastronauta Davide Paolini torna sul rapporto tra innovazione e tradizione in cucina.
18 perché Eccessi del frullatore, amuse-bouche per accogliere e il menu del mezzogiorno: le riflessioni di Martino Ragusa.
Ristorazione
12 Alcoltest, arriva l’ora zero
A novembre scatta l’obbligo di dotarsi di precursori per i ristoranti attivi dopo la mezzanotte. Costi e performance di alcuni strumenti sul mercato.
14 Pausa pranzo? No, ri-creazione
Dalla guida di Martino Ragusa ai locali milanesi per la pausa di mezzogiorno, uno stimolo ai ristoratori a recuperare una leadership perduta.
32 Formula ristorante gourmet
Una carta di cucina fusion nazionale con piatti d’autore premiata da una stella Michelin. Il Piccolo Principe di Viareggio.
36 Formula country restaurant
Doppia proposta al Carrettino di Tortona: alla carta o a menu fisso, con ortaggi e carne di produzione propria.
Fare impresa
41 Tendenze: il salume fa portata
Da cibo popolare a prodotto premium, il tagliere in tavola crea ambiente e veicola l’esperienza dei territori d’origine.
42 Associazioni, istruzioni per l’uso Organizzare attività comuni richiede il rispetto di regole condivise e molto impegno.
44 La rete diventa social Con i social network si creano contatti raramente realizzabili nella vita reale.
46 Il corpo dice più delle parole Il linguaggio non verbale è il maggiore responsabile dell’empatia generata con il proprio interlocutore. I punti di attenzione.
48 Menu a prezzo fisso, come farli Lavorare da buoni artigiani e gestire con logica industriale è il segreto per far guadagnare il ristorante. Un esempio.
50 Obblighi e insidie della carta La lista è un vero e proprio documento contrattuale con il cliente. Le cose da sapere.
52 Birre, una carta ragionata Predisporre una carta ottimale bilanciando le tipologie di birra con le scelte di cucina.
54 Videosorveglianza, le regole Primo, informare i cittadini con appositi cartelli. La privacy è salva, ma le pareti dei ristoranti si trasformano in bacheche.
Made in Italy
66 Il dolce e il salato del panettone
Dolce natalizio per eccellenza, dà grandi soddisfazioni anche in cucina. Parola del produttore Dario Loison e dello chef Danilo Angé.
68 Coppa del mondo in cucina La Nazionale italiana cuochi, ambasciatrice della nostra cucina, pronta alla sfida mondiale in Lussemburgo.
70 Suoli vulcanici, bianchi energici Bianchi eleganti, longevi e con forte mineralità. Alla scoperta delle zone vocate.
72 Le Rive, vertice del Prosecco docg Sono 43 le zone eccelse del territorio di Conegliano Valdobbiadene.
74 Protezione per il Gewürtztraminer Un complesso a basso impatto ambientale in linea con la mission dei vini naturali: è la nuova sede di Cantina Tramin.
76 Zone vocate, risposta alla crisi L’esperienza di Ruffino, che con una serie di investimenti mirati, presidia le zone d’origine ad alto valore.
78 Vini gialli che reclamano tempo Le scelte di successo di Marco Felluga, che dal Collio estrae prodotti che sanno sfidare gli anni.
Drink List
91 Tasting Borgoluce, Valdobbiadene Prosecco superiore con profumo e gusto equilibrati, è il vino del mese.
92 Merlot, semplice e performante Considerato di pronta beva, può diventare sorprendente se affidato alla cura di winemaker di classe.
94 Rosé per ogni occasione Bollicine rosa trendy per diverse occasioni di consumo ed eclettici abbinamenti.
96 Verdicchio isolito Tre declinazioni poco note del classico vitigno marchigiano.
98 Dolci assaggi di storia Malvasia, Moscadello, Ramandolo, gioielli sempre attuali in carta.
100 Aromi del buon ricordo Spirit da ricordare con gusti morbidi e intriganti.
102 Tè, l’importanza del servizio Tre proposte ricercate per una bevanda congeniale al cibo e alla tavola.
Strumenti
104 Locali chiavi in mano, con fiducia
Da una precisa scelta culinaria nasce l’input giusto per progetti su misura. E il fornitore spesso dà una mano.
110 Cucinare a bassa temperatura Resa in cottura e ridotto calo di peso, concentrazione di sapori, tenerezza.Tutti i pregi di una tecnica in cucina che sta prendendo piede.
Food&Beverage
112 Zuppa di mare secondo Greci Qualità e convenienza dal foodservice anche nelle ricette di mare.
114 Formaggio al pepe Mila Latte d’alpeggio altoatesino e grani di pepe: così nasce un formaggio semiduro da taglio degno del carrello.
114 Stinco arrosto Castelcarni Pronto o da cucinare, due versioni di un classico della cucina d’autunno.

Spazi aperti alle emozioni

Progettisti –

Creare locali studiati ad arte per far vivere ai clienti un’esperienza sensoriale “memorabile”: è la filosofia di Simone Micheli

Coinvolgere, stimolare tutti i sensi, emozionare: i locali che disegna l’architetto fiorentino Simone Micheli sono fatti per non passare inosservati. Al contrario: l’obiettivo è di restare impressi nella memoria di chi ci entra. L’uso sapiente della tecnologia è lo strumento con cui colpire nel segno, arrivando a stimolare tutti i sensi di chi entra. Ecco una sintesi del Micheli-pensiero.

Quali sono gli elementi chiave della sua progettazione, soprattutto con riferimento ai locali pubblici?

I principi ispiratori della mia progettazione sono la storia, la tecnologia, la fantasia, l’invenzione e la proiezione verso il futuro.
La storia come necessario sottofondo per la generazione di un rinnovato pensiero; la tecnologia come strumento per manifestare le potenzialità latenti dei materiali; la fantasia come pianeta vibrante di ricordi passati e futuri; l’invenzione, mondo infinito di possibili risposte a ogni singolo problema, e la proiezione verso il futuro come incessante flusso in continuo divenire.
La mia creatività è da sempre stimolata dalla progettazione di luoghi dell’ospitalità e dell’intrattenimento.
Questi spazi, infatti, rappresentano il terreno per sperimentazioni “altre”: sono luoghi in grado di coinvolgere i sensi del visitatore a 360 gradi, travolgendolo in un vortice di emozioni sconosciute, introvabili altrove.
Direi, in sintesi, che i capisaldi principali della mia progettazione sono di carattere contenutistico-funzionale.

Uno dei concetti chiave che sottolinea a proposito dei suoi progetti è quello di “esperienza sensoriale”. Come si traduce in concreto per i frequentatori di questi spazi?

La mia parola d’ordine è emozionarsi: sollecitare forti risposte emotive, narrare storie dall’energica carica comunicativa, far rivivere luoghi dell’inconscio.
L’uso della luce, del colore, delle forme della materia, del profumo, del suono determina la nascita di luoghi interattivi, coinvolgenti e stimolanti che diventano “non luoghi” lontani dagli stereotipi, improbabili ed esclusivi.
Il concetto di esperienza sensoriale si traduce per il cliente in un’inconscia captazione di meravigliose storie che portano quasi subliminalmente ossigeno al suo cuore.

Come entra l’elemento tecnologico nella realizzazione dei locali che portano la sua firma?

Il ruolo delle tecnologie connesse alla dimensione del suono, del profumo, della luce, della multi proiezione di dinamiche immagini rappresenta “il vero ponte” verso la sinestesia (la percezione di uno stimolo con una reazione propria di un altro senso, come nel caso della vista di un cibo che ne evoca il sapore, ndr).
Le tecnologie per un architetto dovrebbero essere come i colori di una tavolozza per un pittore: permettono di definire spazi in cui scoprirsi, ritrovarsi, essere se stessi in maniera emozionalmente nuova e sempre unica.

Quali elementi decretano il successo di un locale?

Indico il fondamentale: essere in perfetta sintonia con la società in cui è calato, con le sue tendenze, e con i desideri, i sogni e le utopie dell’uomo che ne vive il senso.

Quali locali, tra le sue varie realizzazioni, ritiene particolarmente rappresentativi del suo stile?

Il primo è lo Sketch lounge-bar (all’interno dell’Hotel Aurora di Merano, ndr): immaginato per suggestionare e stimolare ogni frammento spaziale e materico, è concepito per generare plurime interazioni e combinazioni concettuali e sensoriali, plurime risposte percettive possibili.
Si tratta di un nuovo frammento spaziale capace di far vivere all’utilizzatore un rinnovato tipo di esperienza legata al mondo della bellezza, della verità dell’emozione.
E poi c’è il ristorante wine-bar Acquadulza di Maccagno (in provincia di Varese, ndr), innovativo e sorprendente, in cui si incontrano i gusti della tradizione e le forme innovative, coinvolgenti e affascinanti della contemporaneità, dando origine a un progetto che prende spunto dai riferimenti di contenuto del lago Maggiore e delle sue montagne e si trasforma in nuova espressione.
Un luogo per incontrarsi e vivere esperienze con l’inconscia consapevolezza di appartenere al presente.

Quali sono le condizioni che rendono più proficua la relazione tra un committente e l’architetto? Quali sono le riflessioni che deve fare un imprenditore per scegliere a chi affidare la progettazione del suo locale?

I clienti che mi scelgono, e che io scelgo, hanno un cuore vicino al mio, e il rapporto che instauro con loro ha un’importanza nodale nella riuscita del progetto.
Un committente illuminato, che non mette un freno, ma al contrario ossigena le esplosioni teoriche, funzionali e formali che appartengono alla dimensione creativa, fa sì che il risultato possa essere un’opera unica e inimitabile.
Un committente che sceglie un architetto deve solo aver cura di trovare un personaggio umano in perfetta assonanza con la sua visione contenutistica.

Come immagina i locali del prossimo futuro?

Camaleontici, ibridi, improbabili, legati al mondo del sogno e dell’unicità, super funzionali e intelligenti, in grado di trasformare realmente l’esperienza vissuta dall’utilizzatore in memoria attiva.

Spazi aperti alle emozioni

Progettisti –

Creare locali studiati ad arte per far vivere ai clienti un’esperienza sensoriale “memorabile”: è la filosofia di Simone Micheli

Coinvolgere, stimolare tutti i sensi, emozionare: i locali che disegna l’architetto fiorentino Simone Micheli sono fatti per non passare inosservati. Al contrario: l’obiettivo è di restare impressi nella memoria di chi ci entra. L’uso sapiente della tecnologia è lo strumento con cui colpire nel segno, arrivando a stimolare tutti i sensi di chi entra. Ecco una sintesi del Micheli-pensiero.

Quali sono gli elementi chiave della sua progettazione, soprattutto con riferimento ai locali pubblici?

I principi ispiratori della mia progettazione sono la storia, la tecnologia, la fantasia, l’invenzione e la proiezione verso il futuro.
La storia come necessario sottofondo per la generazione di un rinnovato pensiero; la tecnologia come strumento per manifestare le potenzialità latenti dei materiali; la fantasia come pianeta vibrante di ricordi passati e futuri; l’invenzione, mondo infinito di possibili risposte a ogni singolo problema, e la proiezione verso il futuro come incessante flusso in continuo divenire.
La mia creatività è da sempre stimolata dalla progettazione di luoghi dell’ospitalità e dell’intrattenimento.
Questi spazi, infatti, rappresentano il terreno per sperimentazioni “altre”: sono luoghi in grado di coinvolgere i sensi del visitatore a 360 gradi, travolgendolo in un vortice di emozioni sconosciute, introvabili altrove.
Direi, in sintesi, che i capisaldi principali della mia progettazione sono di carattere contenutistico-funzionale.

Uno dei concetti chiave che sottolinea a proposito dei suoi progetti è quello di “esperienza sensoriale”. Come si traduce in concreto per i frequentatori di questi spazi?

La mia parola d’ordine è emozionarsi: sollecitare forti risposte emotive, narrare storie dall’energica carica comunicativa, far rivivere luoghi dell’inconscio.
L’uso della luce, del colore, delle forme della materia, del profumo, del suono determina la nascita di luoghi interattivi, coinvolgenti e stimolanti che diventano “non luoghi” lontani dagli stereotipi, improbabili ed esclusivi.
Il concetto di esperienza sensoriale si traduce per il cliente in un’inconscia captazione di meravigliose storie che portano quasi subliminalmente ossigeno al suo cuore.

Come entra l’elemento tecnologico nella realizzazione dei locali che portano la sua firma?

Il ruolo delle tecnologie connesse alla dimensione del suono, del profumo, della luce, della multi proiezione di dinamiche immagini rappresenta “il vero ponte” verso la sinestesia (la percezione di uno stimolo con una reazione propria di un altro senso, come nel caso della vista di un cibo che ne evoca il sapore, ndr).
Le tecnologie per un architetto dovrebbero essere come i colori di una tavolozza per un pittore: permettono di definire spazi in cui scoprirsi, ritrovarsi, essere se stessi in maniera emozionalmente nuova e sempre unica.

Quali elementi decretano il successo di un locale?

Indico il fondamentale: essere in perfetta sintonia con la società in cui è calato, con le sue tendenze, e con i desideri, i sogni e le utopie dell’uomo che ne vive il senso.

Quali locali, tra le sue varie realizzazioni, ritiene particolarmente rappresentativi del suo stile?

Il primo è lo Sketch lounge-bar (all’interno dell’Hotel Aurora di Merano, ndr): immaginato per suggestionare e stimolare ogni frammento spaziale e materico, è concepito per generare plurime interazioni e combinazioni concettuali e sensoriali, plurime risposte percettive possibili.
Si tratta di un nuovo frammento spaziale capace di far vivere all’utilizzatore un rinnovato tipo di esperienza legata al mondo della bellezza, della verità dell’emozione.
E poi c’è il ristorante wine-bar Acquadulza di Maccagno (in provincia di Varese, ndr), innovativo e sorprendente, in cui si incontrano i gusti della tradizione e le forme innovative, coinvolgenti e affascinanti della contemporaneità, dando origine a un progetto che prende spunto dai riferimenti di contenuto del lago Maggiore e delle sue montagne e si trasforma in nuova espressione.
Un luogo per incontrarsi e vivere esperienze con l’inconscia consapevolezza di appartenere al presente.

Quali sono le condizioni che rendono più proficua la relazione tra un committente e l’architetto? Quali sono le riflessioni che deve fare un imprenditore per scegliere a chi affidare la progettazione del suo locale?

I clienti che mi scelgono, e che io scelgo, hanno un cuore vicino al mio, e il rapporto che instauro con loro ha un’importanza nodale nella riuscita del progetto.
Un committente illuminato, che non mette un freno, ma al contrario ossigena le esplosioni teoriche, funzionali e formali che appartengono alla dimensione creativa, fa sì che il risultato possa essere un’opera unica e inimitabile.
Un committente che sceglie un architetto deve solo aver cura di trovare un personaggio umano in perfetta assonanza con la sua visione contenutistica.

Come immagina i locali del prossimo futuro?

Camaleontici, ibridi, improbabili, legati al mondo del sogno e dell’unicità, super funzionali e intelligenti, in grado di trasformare realmente l’esperienza vissuta dall’utilizzatore in memoria attiva.

Summit 2010 imprese fuori casa

Eventi –

Il prossimo 8 novembre, presso la sede del Gruppo 24 Ore, a Milano, una giornata di incontri e confronto aperta a tutti i professionisti per ripensare il futuro in termini propositivi con il contributo degli esperti del settore e dei docenti di Bar University

Leggere i segnali di ripresa, cogliere le opportunità che il mercato e i cambiamenti degli stili di vita e di consumo offrono, analizzare le tendenze in atto e condividere le esperienze positive. Per voltare pagina, per ripensare il futuro in termini propositivi dopo due anni di fermo, di bilanci negativi, di chiusure anticipate. Questo in sintesi è quanto si propone il Summit delle imprese fuori casa: ¿Progetto futuro: le nuove sfide competitive per bar, alberghi, ristoranti e collettività¿, organizzato dal Gruppo 24 Ore in collaborazione con Bargiornale, Pianetahotel, Ristoranti, Ristorazione Collettiva e Bar University, in calendario il prossimo 8 novembre presso la sede di via Monte Rosa 91 a Milano.

Iscrizioni on line

Un'occasione di crescita dunque, ma anche di formazione con il contributo degli esperti del Sole 24 Ore e i docenti di Bar University, che forniranno soluzioni pratiche per migliorare la redditività dell'impresa.
L'invito è esteso a tutti. La partecipazione all'evento è gratuita previo accredito (per velocizzare le operazioni di registrazione consigliamo di preaccreditarsi sul sito).
Ricco di appuntamenti il calendario. Si inizia la mattina in Sala Collina con due momenti di riflessione per tracciare una fotografia puntuale di quelli che saranno i luoghi del fuori casa e per configurare le strategie vincenti per fidelizzare la clientela. Già, perché ancor più che in passato l'improvvisazione non pagherà in futuro. Gli imprenditori saranno chiamati ad allargare l'orizzonte del proprio business. Non senza sacrifici economici, inutile nasconderlo. A maggior ragione occorre essere preparati.
E non basta. Le imprese dell'ospitalità si troveranno di fronte a un consumatore sempre più esigente, attento al proprio benessere e, grazie alla Rete, più informato. Questo il tema della tavola rotonda del pomeriggio attraverso il contributo degli esperti del settore e inedite testimonianze. L'invito è a visitare il sito per leggere il programma completo degli interventi.
Non mancheranno, come consuetudine, momenti di formazione studiati su misura secondo le esigenze delle diverse tipologie di imprese.

I caffè letterari

Dalle tecnologie che aiutano il lavoro ai nuovi processi produttivi in cucina che migliorano il profitto del ristorante. Dai grandi temi d'attualità, come l'Expo 2015, ai prodotti e attrezzature di nuova generazione che rivitalizzano il momento della prima colazione in albergo. Come la scelta di attrezzature e tecniche sostenibile può incidere positivamente sui fatturati oppure rinnovare un locale approfittando delle formule di finanziamento commerciale e delle soluzioni che l'industria mette a disposizione. Questi alcuni dei temi che si affronteranno nel corso degli incontri, durante i quali i consueti momenti didattici si alterneranno a discussioni e confronti. Non a caso questi momenti sono stati volutamente battezzati con il nome di caffè letterari. Dato lo spirito, il numero di posti è limitato. Il consiglio è di affrettarsi a compilare il coupon di iscrizione sul sito e assicurarsi così un posto in prima fila.

Bargiornale ottobre 2010

Archivio copertine Horeca –

localicase history 14 Insalate Italiane, Milano. Piatti sani fai dai te con prezzo a peso20 Ricreazione, Torino. Pause di gusto nell’emporio polifunzionale24 Arenile Reload, Napoli. Gazebi, spiaggia e tanta musica30 Bìcu, Genova. Birra e cucina all’insegna dei sapori più autentici dal mondo 34 Anche Bargiornale al raduno dei grandi mixologist a New Orleans44 Tippling Club, Singapore. Cocktail e pietanze d’avanguardia50 Covet, New York. Vince il lusso tendenze&…

locali
case history


14 Insalate Italiane, Milano. Piatti sani fai dai te con prezzo a peso
20 Ricreazione, Torino. Pause di gusto nell’emporio polifunzionale
24 Arenile Reload, Napoli. Gazebi, spiaggia e tanta musica
30 Bìcu, Genova. Birra e cucina all’insegna dei sapori più autentici
dal mondo
34 Anche Bargiornale al raduno dei grandi mixologist a New Orleans
44 Tippling Club, Singapore. Cocktail e pietanze d’avanguardia
50 Covet, New York. Vince il lusso
tendenze&progetti
54 L’arte sensoriale di Simone Micheli
61 Quel bancone sembra una bancarella. E il cliente si diverte
attività
64 Buoni modelli di integrazione tra biologico e convenzionale
70 Codice di autoregolamentazione anti abusi per i locali di Firenze
74 Padova, la carta d’identità dolce
tecnologia
76 Corner per aumentare il business: attrezzature e marketing
80 Riscaldamento: l’alternativa dei sistemi radianti
giochi&scommesse
86 Crescerà anche nel 2010 il mercato dei giochi in Italia

rubriche
90 la dispensa del gastronauta
92 protagonisti  
94 il cliente misterioso 


professione

norme&fisco 


97 Summit 2010 Imprese Fuori Casa
100 Gli obblighi per gli esercenti in materia di alcol derivanti dal nuovo Codice della Strada
102 Dalla manovra nuove regole anti evasione
107 Via libera al latte crudo per fare il gelato
108 Contributi Inps: norme più rigide
110 Anseb: una Authority per vigilare sui ticket
gestione
112 Anticipi “cash” per gli iscritti a Fon.Te.
114 Come redigere un business plan: consigli e schemi per prevenire il rischio di fare flop
118 Dal manuale al sito web: il felice esempio di comunicazione didattica di Oscar Galeazzi
120 Colonne sonore su misura per il tuo locale
122 Bar University: come motivare lo staff









food&drink
prodotti
124 Quando il vino si arricchisce di nuovi profumi: vermouth e non solo
128 Premix, sempre più ricchi di gusto
ricettario
134 Nuovi modi di proporre il tequila
138 Reportage dall’ultima edizione del World Barista Championship
rubriche
142 l’angolo del caffè  
144 birra&co  
146 vini al bar   
148 letti al bar   
150 drink da raccontare
imprese&mercati
top management
152 Niccolò Branca, presidente di Distillerie F.lli Branca, lancia nuove modalità di consumo per i suoi prodotti storici
156 Margherita Fuchs von Mannstein, numero uno di Forst, fa il punto su strategie e obiettivi di mercato
zoom
160 Gli ultimi dati sul mercato della birra: quote, numeri e trend
aziende
162 A Milano la prima tappa della sfida DiSaronno Mixing Star
164 L’offerta di Mediaset Premium Club per i locali pubblici
166 Zabov cresce nel mercato dei liquori all’uovo e diventa protagonista di nuovi mix
168 Surgital e Riso Gallo danno vita al progetto Risotto Mio
rubriche
171 giù il cappello   
172 agenda  
174 annunci   
176 indirizzi


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