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École Ducasse apre al Cairo, tra i corsi anche la pasticceria

École Ducasse apre al Cairo un nuovo centro focalizzato sulla pasticceria, parte di un’espansione globale che valorizza tradizioni locali e tecniche francesi

École Ducasse, uno dei più prestigiosi network di scuole culinarie al mondo, aprirà entro il 2025 una nuova sede al Cairo. Questo progetto, realizzato in collaborazione con Reliance Egypt, mira a creare un centro di eccellenza per la formazione nelle arti culinarie e della pasticceria in Egitto, offrendo corsi innovativi. L'École Ducasse Cairo Studio rappresenterà un punto di riferimento per studenti locali e regionali interessati a perfezionare le loro competenze gastronomiche.

L’espansione globale delle scuole di pasticceria e cucina

Negli ultimi anni, la formazione culinaria ha registrato una forte crescita a livello mondiale. Le scuole specializzate, come École Ducasse e ALMA, attraggono studenti da oltre 80 Paesi, offrendo programmi che vanno dai corsi intensivi a bachelor triennali. L’espansione internazionale di École Ducasse, con sedi già attive in Francia, Emirati Arabi, India e Filippine, riflette un interesse crescente verso l’eccellenza nel settore gastronomico. Questa tendenza è confermata dall’aumento del tasso di occupazione dei diplomati, con percentuali che superano il 90% entro sei mesi dalla fine dei corsi, evidenziando il valore strategico di un’educazione di alta qualità in un mercato in evoluzione.

École Ducasse Cairo Studio: focus sulla pasticceria

Il nuovo studio del Cairo offrirà una vasta gamma di programmi che includono laboratori di pasticceria, masterclass e corsi intensivi. Le strutture, progettate secondo standard internazionali, saranno dotate di laboratori di pasticceria avanzati e spazi per dimostrazioni pratiche. L’obiettivo è formare studenti capaci di coniugare creatività, tecnica e stile personale, sviluppando una conoscenza profonda delle arti pasticcere.

Valorizzare la tradizione e l’innovazione

La scuola non si limita a trasferire competenze tecniche, ma integra nei suoi programmi un approccio che combina sapori locali e tecniche internazionali. Al Cairo, i corsi di pasticceria includeranno ingredienti tradizionali egiziani, come datteri e spezie, reinterpretati attraverso l’alta pasticceria francese. «Siamo entusiasti di contribuire alla scena gastronomica egiziana, valorizzandone le tradizioni locali», ha dichiarato Karine Hyon-Vintrou, Managing Director di École Ducasse.

École Ducasse, collaborazioni e opportunità

La scuola si avvarrà di collaborazioni con chef locali e internazionali, offrendo agli studenti opportunità di stage e accesso a una rete globale di professionisti. Questa visione si allinea con l’obiettivo di École Ducasse di creare una piattaforma educativa che favorisca l’eccellenza, l’innovazione e il dialogo tra diverse culture gastronomiche.

Simon Hunt è il nuovo ceo di Campari Group

Campari Group ceo Simon Hunt
Il manager, con oltre 30 anni di esperienza nel settore degli spirit a livello internazionale, assumerà la guida del Gruppo a metà del prossimo mese di gennaio. A lui il compito di proseguire il percorso di crescita e sviluppare il modello operativo delle House of Brands

Campari Group ha scelto il suo nuovo ceo. È Simon Hunt, che vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore dei premium spirit a livello internazionale, in particolare nel mercato strategico degli Stati Uniti e nei mercati emergenti.

Hunt, che sarà nominato ufficialmente chief executive officer nell’assemblea generale di Campari Group convocata per il 15 del prossimo gennaio, subentra ai co-ceo ad interim Paolo Marchesini, chief financial and operating officer, e Fabio Di Fede, chief legal and M&A officer, che avevano assunto la guida del gruppo dopo le dimissioni lo scorso settembre di Matteo Fantacchiotti (leggi Matteo Fantacchiotti lascia la guida di Campari Group).

«Durante i miei oltre tre decenni di esperienza nell'industria degli spirit, ho sempre nutrito grande stima per Campari Group per la sua storia unica, il solido portafoglio di brand iconici, la cultura aziendale, la continua sovraperformance e l’eccezionale storia di crescita – ha commentato inl neo ceo in una nota che annuncia la sua nomina -. Sono onorato ed entusiasta di cogliere questa straordinaria opportunità e non vedo l'ora di collaborare con un leadership team di talento e con tutta l'organizzazione per continuare a consolidare l'eredità e i successi degli ultimi decenni, elevando il potenziale e l'ambizione di crescita del Gruppo a livelli ancora più elevati».

Il profilo del nuovo ceo

Doppia cittadinanza, australiana e britannica, laureato alla London School of Economics e alla London Business School, Hunt ha completato programmi da executive presso Harvard Law School, Insead a Singapore e Wharton negli Stati Uniti. Lunghissimo il suo curriculum professionale. La sua carriera è iniziata in Diageo, dove ha ricoperto varie posizioni manageriali nel marketing e nelle vendite, incluso il ruolo di vice president of Smirnoff global marketing. Successivamente è entrato a far parte di Allied Domecq come senior vice president of global innovation ed executive vice president of marketing North America, prima di unirsi a Pernod Ricard in qualità di chief executive officer&president di Malibu-Kahlua International.

Il passo successivo è stato in William Grant&Sons, proprietaria del portafoglio di Scotch whisky single malt tra i più venduti al mondo, oltre che di marchi rilevanti nelle categorie gin e tequila, dove è rimasto per 14 anni, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità, da president&managing director of North America a chief commercial officer, fino a essere promosso ceo dal 2016 al 2020. Durante questi anni ha sviluppato e implementato con successo la strategia aziendale focalizzata su infrastrutture scalabili e costruzione di marchi premium, rafforzando la presenza nei mercati emergenti e promuovendo l’innovazione.

Nel 2022, dopo due anni come consulente strategico per chief executive e consigli di amministrazione di realtà di spirit premium, è stato nominato ceo di Catalyst Spirits, un incubatore di marchi spirit, dove ha guidato le iniziative strategiche dell’azienda e l'innovazione di marchi attraverso piattaforme digitali. Catalyst Spirits è la società operativa dietro marchi quali Howler Head in cui Campari Group ha acquisito due anni fa una partecipazione di minoranza e i diritti di distribuzione, attualmente in fase di dismissione dato il rinnovato focus del Gruppo sui brand strategici prioritari.

Una nuova leadership per continuare a crescere

«Sono lieto di dare il benvenuto a Simon come nuovo ceo di Campari Group. La sua ampia e comprovata esperienza nel settore, insieme alla sua leadership nella costruzione e nello sviluppo dei marchi premium a livello globale saranno fondamentali per guidare Campari Group nella sua prossima fase di crescita – ha commentato Luca Garavoglia, presidente del Gruppo -. Sono convinto che le competenze, la personalità, l'energia, la leadership e la determinazione di Simon porteranno Campari Group a nuovi traguardi, mentre continuiamo a implementare la nostra strategia di crescita e a evolvere nel nostro nuovo modello operativo delle House of Brands».

A Bologna, dal 23 al 25 febbraio, la quarta edizione di Slow Wine Fair

Slow Wine Fair 2025
Appuntamento a BolognaFiere con la quarta edizione della manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto. Ad attendere i visitatori, un ricco programma di eventi, convegni e masterclass, uno spazio dedicato a spirits e amari, e una nuova area per gli Specialty Coffee

Da domenica 23 a martedì 25 febbraio 2025 torna a BolognaFiere, per la quarta edizione, la Slow Wine Fair, l'unica fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto.

Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la Slow Wine Fair promuove i vini frutto di un'agricoltura sostenibile, artigianale, che rispetta la biodiversità e il paesaggio agrario, tesa alla crescita socioculturale delle comunità agricole e a rendere i consumatori più consapevoli.

Vini buoni, puliti e giusti da tutto il mondo

Il successo dell’edizione 2024 è stato decretato da 12.000 ingressi, il 70% dei quali di operatori dell’Horeca, distributori e importatori, che hanno apprezzato l’elevata qualità dei vini proposti: quasi 900 le cantine presenti (+25% rispetto al 2023), oltre il 50% delle quali certificate biologiche o biodinamiche o in conversione. Più di 140 i produttori internazionali e 5.300 le etichette (+75%). Oltre a tutte le regioni italiane, sono stati rappresentati ben 26 Paesi del mondo. E con il supporto di Ice-Agenzia e del Ministero degli Affari Esteri, a BolognaFiere sono confluiti circa 200 buyer, creando le premesse per l’accesso di vignaioli e vignerons a nuovi mercati.

La selezione delle cantine risponde ai requisiti fissati nel Manifesto Slow Food del vino buono, pulito e giusto, alla Guida Slow Wine e alle valutazioni di una commissione d’assaggio.

A tutta formazione

Sempre sold out nel 2024, tornano le masterclass, le degustazioni guidate che esplorano il panorama vinicolo italiano e internazionale, e i convegni. Tema portante dell’edizione 2025, la sostenibilità della filiera del vino: le modalità di imbottigliamento, trasporto e stoccaggio, la loro incidenza sull’impronta carbonica e le possibilità di ridurre queste fonti di inquinamento.

Spazio a spirits e mixology

Più spazio agli spirits e alla mixology, per la prima volta affiancati dai sidri: nell’area della 5a Fiera dell’Amaro d’Italia, promossa da Amaroteca e Anadi - Associazione Nazionale Amaro d’Italia, produttori di eccellenza raccontano la storia dei propri amari e i loro legami con ingredienti e ricette locali, mentre il percorso tra i partner della sostenibilità mette in luce tecnologie, impianti, attrezzature e servizi innovativi connessi alla filiera del vino sostenibile.

I premi ai locali e la novità Specialty Coffee

Novità 2025: in contemporanea a Slow Wine Fair si svolge SANA Food, il nuovo format di BolognaFiere sulla sana alimentazione nei consumi fuori casa, con 10.000 visitatori specializzati del food&beverage.

E se il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, assegnato ogni anno ai locali che più valorizzano i vini delle categorie in concorso, si estende alla migliore selezione di amari, un’altra novità riguarda gli Specialty Coffee: di scena a BolognaFiere, alcuni dei migliori roaster della rete internazionale di Slow Food Coffee Coalition, che unisce i coltivatori di caffè ai principali artigiani torrefattori.

Slow Wine Fair è un evento b2b rivolto ai professionisti dell'Horeca e della gdo che cercano vini di alta qualità, ma domenica 23 porte aperte ai wine lover.

Il Natale 2024 di Molino Pasini tra design, eccellenza e solidarietà

Il Natale 2024 di Molino Pasini celebra il design con una latta dedicata ad Achille Castiglioni e il panettone di Crosara. Il ricavato in beneficenza alla Fondazione Castiglioni

Come ogni Natale, Molino Pasini celebra l’eccellenza italiana. Stavolta la latta da collezione è dedicata ad Achille Castiglioni, uno dei più grandi designer del Novecento. La latta è stata realizzata in esclusiva per l'azienda di Cesole (Mantova) dalla Fondazione Achille Castiglioni. Un oggetto che è simbolo di ricerca e innovazione, valori che uniscono quello che era il lavoro del designer con l’impegno di Molino Pasini nel creare farine di altissima qualità. Nella confezione, il panettone firmato Diego Crosara premiato col primo posto ad Artisti del Panettone 2023.

Achille Castiglioni: il genio del design

Achille Castiglioni (1918-2002) è stato un pioniere del design italiano, noto per la sua capacità di unire estetica e funzionalità. Dal suo studio di Milano, ha realizzato tanti progetti esposti nei principali musei del mondo, tra cui 14 opere al MoMA di New York. La Fondazione Achille Castiglioni continua a preservare e valorizzare questo patrimonio con mostre, archivi digitali e visite guidate, mantenendo vivo il legame tra passato e futuro.

Diego Crosara: la tradizione pasticcera d’eccellenza

Molino Pasini ha scelto il panettone di Diego Crosara, maestro pasticcere di fama internazionale e responsabile prodotto di Marchesi 1824, per impreziosirela latta da collezione. Con una carriera ricca di trionfi in competizioni mondiali, infatti, Crosara trasferisce nel suo panettone artigianalità, morbidezza e sapori autentici, rendendo ogni fetta un’esperienza unica. Il pirottino, anch'esso firmato Marchesi 1824, completa il packaging riflettendo la stessa cura per i dettagli del Molino.

Molino Pasini, beneficenza e impegno sociale

Tutto il ricavato della vendita delle latte sarà poi devoluto alla Fondazione Achille Castiglioni, contribuendo a preservare la storica sede dello studio del designer. «Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che unisce design, arte e solidarietà», ha sottolineato Gianluca Pasini Gianluca Pasini, amministratore del Molino. «La frase di Achille, “Se non siete curiosi, lasciate perdere”, è una fonte d’ispirazione che rispecchia il nostro modo di lavorare».

Baritalia: tutti i vincitori dell’edizione 2024

Baritalia 2024 finale foto team
(©Riccardo Gallini/GRPhoto)
Premiati alla finalissima tenutasi allo Skyway Monte Bianco di Courmayeur i migliori interpreti del Back to basics. Ecco i nomi

Il viaggio di Baritalia 2024 si è concluso con una vera e propria salita in vetta, quella sullo Skyway Monte Bianco di Courmayeur. Lo scenografico Mountain Bar, a oltre duemila metri di altitudine, ha fatto da sfondo alla finale della nona edizione di Baritalia. Una finalissima da record, non solo di altitudine, con 68 partecipanti e 25 premi consegnati ai migliori interpreti del Back to basics, il tema dell’edizione 2024 di Baritalia.

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(©Riccardo Gallini /GRPhoto)

Ventidue i premi che sono stati assegnati (in fondo l’elenco completo), oltre al podio dei tre migliori interpreti assoluti: Giovanni De Gaetano (vincitore assoluto), Cosimo Neri (2°) e Luca Goracci (3°), cui si aggiunge la menzione speciale Back to basics per Marco Marchese.

 

La super giuria

A incoronare i vincitori, una giuria composta dai rappresentanti delle aziende sponsor, affiancati da sei giudici d’onore, che quest’anno sono stati Danilo Bellucci, decano della miscelazione, che lavora da sempre sulla valorizzazione delle donne al bancone con manifestazioni come Lady Drink; Martina Bonci, bar manager di Gucci Giardino a Firenze, nel 2021 e vincitrice del premio Bartender dell’anno 2023 ai Barawards; Cristian Bugiada, imprenditore e bar manager romano (Freni e frizioni, Slap e La Punta Expendio de Agave), fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave, Bar manager dell’anno ai Barawards 2023; Giovanni Ceccarelli, formatore di Drink Factory e ideatore del progetto Cocktail Engineering; Paolo Griffa, chef e pastry chef, titolare del Caffè Nazionale di Aosta, una doppia insegna che è bar pasticceria e ristorante che vanta la stella Michelin; Vanessa Vialardi, titolare del D.One di Torino, senatrice del Drink Team di Bargiornale, bartender Aibes e formatrice.

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I giudici d'onore (da sinistra): Paolo Griffa, Martina Bonci, Cristian Bugiada, Danilo Bellucci, Vanessa Vialardi e Giovanni Ceccarelli (©Riccardo Gallini/GRPhoto)

Giudici delle aziende partner erano, invece: Danny Del Monaco per Ancienne Pharmacie, Simone Mina per Bonaventura Maschio – Botran, Francesco Zara per Bonaventura Maschio – Prime Uve, Fabrizio Tacchi per Caffo, Marianna Di Leo per Campari Academy, Francesco Pirineo per Compagnia dei Caraibi, Filippo Ghizzi per Coca-Cola Hbc Italia – Spirits, Domenico Ditrizio per Coca-Cola Hbc Italia - 3Cents, Igor Tuliach per Gamondi, Terry Monroe per Mixer Cocktails, Marco Fedele per Molinari, Terry Monroe per Montosco, Enrico Porro per Nonino, Walter Gosso per OnestiGroup, Gabriele Riva per Pernod Ricard, Federico Lugaresi per Premiata Officina Lugaresi, Gianmaria Ciardulli per Soero, Samuele Verri per Sorte Gin, Leonardo Todisco per Strucchi, Nicol Porta per Tassoni e Daniele Gentili per The Organics by Red Bull.

Il viaggio di Baritalia da Sud a Nord

Prima di raggiungere lo Skyway Monte Bianco di Courmayeur le cinque tappe della nona edizione sono state un viaggio a colpi di shaker che ha toccato Caserta (22 aprile), Bari (20 maggio), Verona (24 giugno), Roma (16 settembre) e Reggio Emilia (21 ottobre). Da Sud a Nord, Baritalia si conferma manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutta Italia, desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Nel corso delle tappe, per classificarsi alla finale, ai partecipanti in gara era stato chiesto di pensare ricette seguendo il tema Back to Basics, ovvero che prendessero ispirazione dai classici e che avessero non più di quattro ingredienti.

I vincitori per squadra

  • Ancienne Pharmacie - Erick Cercado Coloma
  • Bonaventura Maschio - Botran - Mirko Scorteccia
  • Bonaventura Maschio - Prime Uve - Francesca Graglia
  • Caffo - Daniele Dumitru
  • Campari Academy - Cosimo Neri
  • Compagnia Dei Caraibi - Marco Marchese
  • Coca-Cola Hbc Italia - Finlandia Vodka - Filippo Caltagirone
  • Coca-Cola Hbc Italia - Premium Spirits - Giulia Cosentino
  • Coca-Cola Hbc Italia - 3Cents - Giovanni De Gaetano
  • Gamondi - Diego Di Giannantonio
  • Mixer - Gabriele Bonelli
  • Molinari - Ilaria Azzalin
  • Montosco - Luca Goracci
  • Nonino - Daniele Gravagna
  • OnestiGroup - Alpestre - Antonio Cresci
  • OnestiGroup Bobby’s - Alessandro Belluschi
  • Pernod Ricard - Daiana Ballarini
  • Premiata Officina Lugaresi - Elena Rossi
  • Soero - Nicolò Mele
  • Sorte Gin - Dario Heluani
  • Strucchi - Ambrogio Ferraro
  • The Organics by Red Bull - Giovanni Spagnoletti

 

 

 

 

 

Espresso Italiano Champion, il migliore barista è coreano

Lee Hyung Wook, vincitore Espresso Italiano Champion
Lee Hyung Wook è il vincitore della competizione che vede i concorrenti misurarsi sulla realizzazione del migliore espresso italiano e di un cappuccino eccellente.

Lo scorso anno fu la barista e coffee trainer coreana Song Hye-Jin la prima donna a diventare campione del mondo di espresso italiano. Anche nel 2024 il trofeo è andato nelle mani di un coreano, Lee Hyung Wook, vincitore della finale di Espresso Italiano Champion che si è svolto all’Hotel Gallia in concomitanza con Iei Connect 2024. Al secondo posto si è piazzato il filippino Darwin Pontanos e al terzo l’italiana Ilaria Izzo . La consegna del trofeo è stata fatta proprio dalla campionessa uscente.

Lee Hyung Wook gestice il D:mine Cafe, una torrefazione con caffetteria situata a Gunpo City, nella  Corea del Sud, nei pressi di Seoul. È anche formatore per Italian Barista School, Iiac - International Institute of Coffee Tasters e Next Bean. Da otto anni segue la competizione di caffè italiano e si dice molto onorato della vittoria a Milano, aggiungendo «non vedo l’ora di imparare di più sull’espresso italiano».  Un pensiero in linea con l’attività di Iei, che da oltre 25 anni rappresenta l’Espresso Italiano all’interno della filiera: «dà molta soddisfazione vedere come la formazione, la ricerca scientifica e la promozione della cultura del nostro amato Espresso Italiano siano sempre più argomenti al centro di interesse», ha dichiarato il presidente Luigi Morello.

Per la prima volta nei campionati, quest’anno, sia la macchina per espresso sia i macinadosatori sono stati forniti da La San Marco. Come ha sottolineato Roberto Nocera, general manager dell’azienda, «La San Marco è orgogliosa di essere stata partner tecnico di Espresso Italiano Champion, una grande opportunità di formazione e confronto tra baristi di diversi paesi. Ritengo che questo campionato internazionale sia essenziale per promuovere nel mondo la qualità e il rito di una bevanda simbolo del made in Italy».

Hanno partecipato alla finalissima, oltre ai primi tre classificati, anche gli italiani Nicolas Mosco e Matteo Colzani, e il giapponese Shuichi Hino.

I prodotti presentati in gara hanno rispettato i parametri di qualità di Iei: per l’espresso una tazzina con circa 25 ml di caffè ornato da una crema consistente e di tessura molto fine, di color nocciola, con una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con un bilanciamento perfetto tra gli aromi del latte e quelli del caffè.

Anche quest’anno il vincitore ha meritato una borsa di studio da reinvestire, insieme all’aiuto di IEI, in attività formative nei prossimi mesi. Un messaggio questo che vuole passare per tutti i professionisti, non solo quelli affermati come il vincitore, e che ha come base l’importanza di continuare a studiare e confrontarsi sulla materia e sulle tecniche dell’arte di fare eccellenti espressi e cappuccini. 

Altitude, la limited edition invernale di Belvedere Vodka

Belvedere Altitude
Tonalità oro-rosa, vette imbiancate e alberi coperti di neve per la bottiglia in edizione limitata della vodka polacca ultra premium dedicata ai locali delle mete sciistictiche alpine

Non ci sono sci e scarponi, ma vette imbiancate e alberi coperti di neve sul pack di Belvedere Altitude, la limited edition invernale della vodka polacca ultra premium del gruppo Moët Hennessy. Un’edizione limitata molto esclusiva: è infatti dedicata e viene distribuita solo nei locali delle principali mete sciistiche alpine di Italia, da Courmayeur a Madonna di Campiglio, Francia, Austria e Germania.

La bottiglia, in formato da 70 cl, è stata quindi studiata per racchiudere ed esprimere l’essenza dell’inverno e, soprattutto, incarnare lo spirito celebrativo e conviviale tipico dell’après ski. Così sul pack le cime innevate prendono il posto dell’iconico Palazzo Reale di Varsavia, simbolo del marchio Belvedere, mentre i rami del suo albero si ricoprono di neve. Piccoli dettagli resi più evidenti dalla nuova tonalità della bottiglia, che vira nei caldi toni dell’oro-rosa a richiamare le vette delle Alpi coperte di neve il cui bianco sfuma appunto verso questa tonalità all’imbrunire.

La qualità sale in quota

All’interno della bottiglia i bartender e i loro clienti troveranno tutto il gusto di Belvedere original, pieno e rotondo, con leggere note di vaniglia, che oscillano tra il dolce e il salato, con un accenno di pepe nero e spezie, e la sua texture morbida e setosa.

Peculiarità regalatele dalle materie prime con la quale Belvedere Vodka è realizzata, la segale Dankowskie Gold Rye, una pregiata segale coltivata esclusivamente nella regione polacca della Mazovia, e da un processo produttivo che prevede quattro distillazioni e la diluizione del distillato finale con purissima acqua artesiana, attinta a una grande profondità nel sottosuolo e filtrata 11 volte.

Caratteristica che la rendono ideale da servire liscia è da utilizzare in miscelazione, in questo caso per realizzare cocktail perfetti per la stagione invernale. Come Altitude Spiced Punch, creato dai bartender del marchio polacco, miscelando la vodka con Cocchi Americano, succo di mela, menta piperita, succo di limone, acqua di miele e qualche goccia di estratto di vaniglia: un punch da condivisione da servire caldo.

La ricetta

Altitude Spiced Punch

Belvedere Altitude Spiced Punch 1
Ingredienti:
120 ml Belvedere Vodka Altitude 60 ml Cocchi Americano, 240 ml succo di mela, 200 ml menta piperita (oppure tè verde), 7,5 ml succo di limone, 10 ml acqua di miele, 4 gocce di estratto di Vaniglia
Preparazione:
unire tutti gli ingredienti e mescolarli a fuoco basso per garantire un’omogeneità del calore. Spegnere non appena il liquido arriva a ebollizione
Guarnizione:
stecca di cannella o scorza di limone
Bicchiere:
mug

Sigep World Natale 2024, ecco tendenze e visioni della pasticceria internazionale

Il panettone di Peck
L'osservatorio Sigep Natale 2024 ha esplorato trend e sfide della pasticceria delle feste. Si attende una crescita del +1,5% rispetto al 2023 per un mercato che raggiunge gli 11,4 miliardi di euro

Le feste sono alle porte e si accendono i riflettori su Sigep World Natale 2024, l’Osservatorio che esplora trend, consumi e innovazioni della pasticceria europea. I dati parlano di un settore in crescita: +1,5% rispetto al 2023 per un mercato che raggiunge gli 11,4 miliardi di euro. L’Italia si conferma leader, generando il 40,6% dei consumi totali. Tuttavia, la pasticceria deve affrontare rincari significativi delle materie prime, come le nocciole (+40%) e il cioccolato (+50%). Questi temi saranno al centro anche del Sigep 2025. Il salone internazionale di pasticceria, gelateria, panificazione, caffè e, quest'anno anche della pizza, è in programma a Rimini dal 18 al 22 gennaio.

Sigep World Natale 2024, la voce delle associazioni

Marta Boccanera, vicepresidente APEI e founder con Felice Venanzi di Grué a Roma, analizza il contesto attuale. «Nonostante il rincaro delle materie prime, prevediamo un aumento delle vendite di panettone tra il 10 e il 15%. Anche il pandoro dovrebbe raddoppiare le vendite. Inoltre abbiamo sviluppato il Sole d'inverno, dolce che richiama il pangiallo, con frutta secca, cedro e arancia candita, perfetto anche per la colazione delle feste».

Un padiglione al Sigep

I campioni italiani Biasetto e Rinaldini

Luigi Biasetto, accademico AMPI e campione del mondo 1997, punta sul pandoro. «Stimiamo un +22% nelle vendite», dice. Non mancano le novità: «È nuova la Corona di Natale, decorata con frutta di stagione e vin brulé». Roberto Rinaldini, presidente del Campionato del mondo di pasticceria juniores, punta invece sui panettoni gourmet. «Il nostro panettone Dante, con pistacchio, fragoline di bosco e ciliegie, è ideale per regali e pranzi natalizi», dice.

Lo sguardo internazionale

Giuseppe Piffaretti, maestro pasticcere svizzero e associato Apei, afferma: «Il panettone tradizionale domina il mercato, ma in Svizzera le rivisitazioni con mirtilli e castagne sono sempre più apprezzate». Christophe Louie, panettiere parigino, sperimenta con due nuove proposte: «Abbiamo creato un panettone al caffè con spezie e pere e uno con alghe e yuzu, perfetto per l’aperitivo». José Romero, pasticciere spagnolo, conferma l’ascesa del panettone in Spagna: «Le vendite sono triplicate, ma il Turrón de yema, con zucchero e mandorle caramellate, resta il nostro dolce natalizio per eccellenza».

Cynar Spritz scende in campo con il Venezia FC

Brindisi con Cecilia De Matthaeis, mkt manager Aftermeal & Spirits di Campari Group con la barlady Denise
Accanto ai drink di successo Aperol Spitz e Campari Spritz, Campari Group rilancia la ricetta Cynar Spritz, con una bottiglia Cynar Limited Edition, in occasione della sponsorizzazione della squadra di calcio Venezia FC.

Per festeggiare la sponsorizzazione con la società di calcio Venezia FC, Campari Group ha scelto di brindare con il cocktail Cynar Spritz, creando per l'occasione una limited edition di bottiglie di Cynar. Quasi d'obbligo per l'etichetta la scelta dei colori arancio-nero-verde delle maglie dei giocatori di calcio della società sportiva lagunare.

Per la presentazione milanese è sto scelto il locale afro-cubano Santeria di via Paladini 8, nel popolare quartiere Ortica, inaugurato nel 2011 negli spazi di un ex-opificio, trasformato in un locale indie dove poter fare aperitivo e brunch senza molte formalità.
Santeria Paladini è una factory indipendente, che ospita un bar/bistrot, un negozio di dischi e libreria, una sala per mostre, concerti e presentazioni letterarie, e un coworking e alcuni uffici privati di professionisti dell’ambito creativoUna interessante iniziativa che ha avuto il raddoppio nel locale Santeria di viale Toscana, nei pressi della Università Bocconi, inaugurato nel 2011.

Presente Cecilia De Matthaeis, Marketing Manager Aftermeal & Spirits di Campari Group, nel corso della presentazione della bottiglia limited edition, è stato offerto un "aperitivo rinforzato" alla maniera happy hour milanese, protagonista ovviamente

Cynar Spritz
Ingredienti
3 parti di Prosecco (9 cl)
2 parti di Cynar (6 cl)
1 parte di soda (3 cl)
Preparazione
Versare direttamente in un grande calice da vino, molti cubetti di ghiaccio, aggiungendo Cynar, Prosecco e soda, mescolare e guarnire con una fetta di limone.

Tutto da ricordare anche un piatto caldo (applausi allo chef) come le Lasagnette con carciofi, funghi e asparagi, affogati nel formaggio.

Contro il logorio della vita moderna

Cynar è il liquore al carciofo nato nel 1950 da un’idea di Angelo Dalle Molle, imprenditore e filantropo di Mestre. Gusto unico e particolare, carattere forte e deciso. Cynar è fresco, leggero, dolcemente amaro, dedicato a chi la vita se la vuole godere, con leggerezza ma senza superficialità, apprezzando la bellezza delle cose autentiche.

Cynar deve tanto al suo passato e ai cari anni ’60: nel 1967 inizia la fortunata saga di Ernesto Calindri in Carosello. Il famoso attore teatrale e la “sua famiglia” diventano parte fondamentale della giornata degli italiani. Un appuntamento serale con gag e sketch protagonista un bicchiere di Cynar & seltz servito a Ernesto Calindri seduto imperturbabile a un tavolino immerso nel traffico milanese con lo slogan Contro il logorio della vita moderna”.

Ernesto Calindri brinda con Cynar

Il 1995 segna una svolta nella storia del brand veneto che viene acquisito da Campari Group. Il gruppo ne studia i valori e ne comprende le caratteristiche fondanti; Cynar è parte del patrimonio storico italiano, un’icona vintage ancora molto presente.

La forza del passato vive nel brand ma anche nel prodotto stesso, e nella ricetta che è sempre rimasta segreta. Cynar nasce dall’infusione di 13 ingredienti naturali, tra erbe e piante.
La più importante? Certamente il carciofo: da sempre immagine del brand, è anche la pianta da cui esso prende il nome, Cynar Scolymus, definizione botanica del carciofo. Infatti Cynar è un  liquore dolce-amaro che sa adattarsi ad ogni necessità, per alleggerire il logorio della vita moderna.

Con questo spirito, oggi si propone, oltre che come amaro, anche in una nuova veste, quella del Cynar Spritz, con Prosecco e soda. Una proposta vintage-cool, una nuova tradizione che rappresenta una scelta non convenzionale nella categoria dello Spritz (ricordiamo le consorelle di Campari Group, Aperol Spritz e Campari Spritz), rispondendo al bisogno di chi desidera sperimentare e sentirsi differente.

 

 

Cake Couture, al Portrait Milano la pasticceria ispirata alla moda

Portrait Milano, premiato per la miglior colazione in Italia, presenta Cake Couture: sei torte di Cesare Murzilli ispirate a Ferragamo. Acquistabili da asporto, sono il regalo perfetto anche per le feste

Al Portrait Milano, l'arte della pasticceria incontra l'ispirazione della moda. Con Cake Couture, il pastry chef Cesare Murzilli rende omaggio a sei modelli iconici di Salvatore Ferragamo con una collezione di torte d'autore. A presentare l’iniziativa è stata Giovanna Gentile Ferragamo, figlia dello stilista. «Ogni torta è ispirata ad altrettante calzature custodite al Museo Ferragamo di Firenze», ha detto. «Unendo arte pasticcera e attenzione al dettaglio, infatti, alcune delle creazioni di mio padre sono diventate opere belle e buone grazie al lavoro del pastry chef».

Le torte: un omaggio al design

La collezione Cake Couture si distingue per la capacità di trasformare design e stile in esperienze gustative uniche. Dama cattura i colori con un rivestimento in cioccolato ispirato all'Arlecchino, mentre Rainbow riprende l’estetica innovativa degli Anni ’30 con strati audaci. Damigella celebra l’eleganza senza tempo dello stivaletto creato per Sophia Loren attraverso un mix bilanciato di cacao e caffè.

Damigella, calzatura e torta (Foto Ufficio stampa)

Tradizione e innovazione dolciaria

La tradizione campana di Salvatore Ferragamo è raccontata in Avanguardie, una crostata moderna farcita con crema di pastiera, mentre Iride omaggia i merletti in seta delle calzature anni ’30 con sentori di zabaione e fini decorazioni di cioccolato. Infine, Argo rappresenta l’equilibrio tra leggerezza e consistenza, riflettendo l’artigianalità delle decorazioni manuali tipiche di Ferragamo.

Cesare Murzilli spiega: «Mi sono ispirato alla complessità e alla bellezza delle calzature di Ferragamo per creare dolci che non fossero solo buoni, ma che rispettassero il design originale. Ogni torta rappresenta una sfida tecnica e creativa».

Il processo creativo

Per la realizzazione di Cake Couture, Murzilli ha integrato tecnologie moderne con metodi artigianali. «Gli stampi in silicone mi hanno aiutato a creare dettagli raffinati – afferma – ma è il lavoro manuale che dà unicità alle torte. Ringrazio anche la signora Gentile Ferragamo per i suoi suggerimenti, che mi hanno aiutato a non perdere di vista l’essenza delle creazioni di suo padre».

Lungarno Collection e il legame con la famiglia Ferragamo

La Lungarno Collection, a cui appartiene il Portrait Milano, è profondamente legata alla famiglia Ferragamo, che l’ha fondata, e ai suoi valori. Creatività, artigianalità e uno stile inconfondibile permeano ogni aspetto degli hotel e dei ristoranti della Collection, che si distinguono per un’accoglienza “fatta a mano”, ispirata alla tradizione fiorentina. Accoglienza che ha permesso al Portrait di essere premiato per la miglior colazione d’Italia ai Best Luxury Hotel Awards 2024.

Cake Couture: disponibili in più versioni

Le torte di Cake Couture sono acquistabili anche da asporto, nella versione regular (per 6/8 persone), in monoporzione o nel cofanetto da tre monoporzioni. «Queste torte non sono solo dolci – spiega Valeriano Antonioli, CEO di Lungarno Collection – ma anche un tributo alla maestria artigiana che unisce passato e presente. Sono espressioni di creatività che dialogano con l’estetica e la tradizione italiana».

Portra-hit: l’offerta dolciaria natalizia

Portra-hit amplia l’esperienza gastronomica del Portrait Milano per le festività, proponendo una selezione di dolci artigianali firmati da Cesare Murzilli. Oltre alle torte di Cake Couture, il 10_11 Bar Giardino Ristorante offre panettoni e pandori preparati con tecniche tradizionali e ingredienti di alta qualità. I dolci sono disponibili in eleganti confezioni regalo, perfette per le occasioni speciali.

Gabriele Fantino vince 110 e Lode 2024. Assegnati 8 Order of Merit

110 e Lode order of merit winners e giudici
Il Grand Hotel Billia di Saint Vincent è stato il palcoscenico dell'edizione 2024 della competition riservata ai bartender di grandi hotel e della cerimonia di consegna delle onoreficienze che celebrano il merito professionale nel mondo bar e dell'ospitalità

È Gabriele Fantino l'hotel bartender of the year 2024, il vincitore della competition 110 e Lode 2024, che si è svolta lunedì 25 novembre al Grand Hotel Billia di Saint Vincent. Fantino, con il suo cocktail Quentin's Roots, ha superato nella finale ristretta Mattia Capezzuoli e Mattia Patruno, selezionati a loro volta da una platea di 30 bartender provenienti da altrettanti alberghi 5 stelle italiani.

Ma accolti dalle montagne imbiancate dalla prima neve di stagione, i bartender hanno celebrato anche gli Order of Merit 2024, ovvero quelle figure che si sono particolarmente distinte nel settore del bar e dell'ospitalità. Per la prima volta, infatti, i due premi - Order of Merit e 110 e Lode – sono stati riuniti in un'unica giornata che ha visto grandi protagonisti anche gli ideatori di questi format, l'inossidabile Danilo Bellucci e l'impeccabile Francesco Cione.

110 e Lode, ritorno alle origini

Ritorno alle origini. Questo il tema che i 30 bartender sono stati chiamati a interpretare quest'anno, ognuno di loro abbinato a un ingrediente sponsor principale, sul palco del Grand Hotel Billia, nome che ai più esperti ricorda tanti concorsi di cocktail, svolti qui a partire dalla fine degli anni Cinquanta. A giudicarli, una giuria guidata da Roberto Pellegrini e composta dal bartender vincitore lo scorso anno, Giovanni Onori e dal giornalista Corrado Beldì, che hanno selezionato nel pomeriggio i tre finalisti. «Abbiamo assaggiato cocktail molto interessanti. A fare la differenza, sono state l'eleganza complessiva del cocktail, la pulizia delle garnish, la ricercatezza dei bicchieri che, in certe strutture, fanno sempre più la differenza», ha spiegato Pellegrini.

Nella finale ristretta, il primo a salire sul palco è stato Mattia Capezzuoli, bar manager del Stravinskij Bar dell'Hotel de Russie (Roma), che ha presentato il suo Roots, con Vodka Altamura, cordiale Paragon Palo Santo, fake lime home made e soda al cardamomo nero. È toccato poi a Gabriele Fantino - piemontese d'origine, genovese d'adozione, da 11 anni bar manager del Blue Lounge, il cocktail bar all'interno dell'Hotel Melia di Genova - presentare e raccontare il suo Quentin's Roots, un evidente omaggio ai film e alla figura di Quentin Tarantino, preparato con Campari, Nigori Asahara Umeshu Prune, Tarantino Cordial (pomodoro, fichi d’india e pompelmo rosa) e Montelobos Tobalà Joven. A chiudere la gara, Mattia Patruno, assistant bar manager Lobby Bar Rosewood Castiglion del Bosco (Si), con il suo Somewhere it's time, a base Amante 1530 a basilico marinato in aceto di Jerez, sale, e zucchero. A giudicarli nella finalissima, una giuria allargata agli Order of Merit 2024, proclamati pochi minuti prima.

Order of Merit

«Celebriamo l'ospitalità, l'impegno, la passione e il duro lavoro di grandi nomi che hanno fatto e continuano a fare la differenza nella nostra industry», ha detto Bellucci. «Un riconoscimento che non va solo a chi si è distinto come professionista, ma soprattutto per il suo valore umano», ha continuato Cione.

Order of Merit 2024 sono saliti così sul palco il giornalista Maurizio Maestrelli, la campionessa del Mondo Latte Art Carmen Clemente, il divulgatore del caffè Gianni Cocco, mr. Saperebere Fulvio Piccinino. E poi i bartender Claudio Perinelli, Patrick Greco e Paolo Baccino. L'ultimo premio è stato assegnato alla memoria di Dom Costa, il cui riconoscimento è stato ritirato dalla figlia Eliana, mentre sul maxischermo scorrevano le immagini di Dom e il video saluto di Julio Bermejo.

Birra Theresianer brinda a un anno di premi con Winter Beer 2024

Theresianer Winter Beer 2024 con il pettirosso in etichetta
Continuano i riconoscimenti internazionali per le birre Theresianer, merito di una grande passione dei mastri birrai e della scelta delle migliori materie prime.

Il 2024 all’insegna di conferme e riconoscimenti internazionali per Theresianer, la birra che ha conquistato il mondo, grazie al rispetto della tradizione mitteleuropea e alla grande maestria italiana. Un risultato che si conferma con la presentazione della nuova Birra di Natale, Winter Beer 2024.

Sempre attesa e ricercata Winter Beer ha quest’anno un nuovo testimonial: il pettirosso. Da sempre simbolo della vita che resiste all’inverno, portatore di rinnovamento, icona di rinascita, il pettirosso porta con sé tutti i buoni auspici per accompagnarci dall’anno vecchio a quello nuovo con gioia e positività.

Birra Theresianar Winter Beer 2024 in bottiglia 75 cl

La ricetta di Winter Beer è invariata e dà il carattere originale e unico alla più apprezzata birra stagionale Theresianer: una doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9° alc in bottiglia 75 cl) e leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato.
Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con il cioccolato fondente, si manifesta perfetta come birra da meditazione.

Per l’inverno 2024 Winter Beer è custodita in una confezione a tubo di cartone che racconta, attraverso il piccolo pettirosso e i caldi colori che lo caratterizzano, un sentimento di gioia e rinascita pur nella stagione fredda.

Nel 2024 è stata una pioggia di riconoscimenti

Alla New York International Beer Competition 2024 Theresianer è stata insignita del titolo Italian Brewery of the Year 2024 e le sue birre, dalle personalità caratteristiche, hanno ottenuto punteggi di assoluto rilievo:
Medaglia d’Oro per Wit
Medaglia d’Argento per Premium Lager
Medaglia di Bronzo per Premium Pils e per Vienna.

Al Brussels Beer Challenge 2024 la birra Vienna è stata insignita della Medaglia d’Oro a testimonianza della caratteristica personalità e del gusto perfettamente rispondente allo stile di appartenenza.

Al Premio Cerevisia 2024 Theresianer ha guadagnato il podio assoluto con Bock, premiata con il Premio Eccellenza raggiungendo il punteggio più alto tra tutte le birre partecipanti.

Un anno memorabile per Theresianer che aveva chiuso il 2023 salendo sul podio di European Beer Star, competizione che da oltre 20 anni valuta le migliori espressioni brassicole mondiali, con Premium Pils, insignita della Medaglia d’Argento.

Una storia di grande impegno

Theresianer inizia la sua storia a Trieste nel vivace Borgo Teresiano, con la volontà di Martino Zanetti di rinnovare la tradizione birraria mitteleuropea presente a Trieste, per non perdere la vitalità di una cultura che attraversa la storia, dal lontano passato alla contemporaneità.

È grazie alla sua lungimiranza imprenditoriale che nel 2000 viene creato Theresianer, birrificio trevigiano a Nervesa della Battaglia (Treviso). Ed è sua la scelta di affidare lo sviluppo delle sue birre all’abilità dei migliori mastri birrai, con la certezza che la qualità inizia dagli ingredienti e prosegue nel rispetto della migliore tradizione. Il tutto inserito in un processo produttivo e organizzativo contemporaneo e una distribuzione mirata, che permette di far apprezzare Theresianer a tutti gli appassionati nel mondo: un successo confermato dal mercato con prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Un percorso di qualità che vede la ricerca, soprattutto nell’utilizzo di materie prime selezionate, e l’impegno costante dei mastri birrai, che lavorando in sinergia come un vero e proprio team, ha permesso di raggiungere risultati straordinari.

Theresianer ha scelto come simbolo proprio la Lanterna di Trieste che indica “il porto sicuro” per gli estimatori della buona birra e suggerisce la rotta per una scelta ottimale di un prodotto di esclusiva eccellenza.

La lungimiranza imprenditoriale del suo fondatore, Martino Zanetti, il cui intervento nel panorama italiano della birra è stato una visionarietà unica per riaffermare un intero comparto dell’economia italiana, ha ridato vita ad un settore che conta ora più di 800 imprese, di cui una buona parte di ottima qualità.

I premi ottenuti dimostrano la cura e l’attenzione del lavoro del team Theresianer nella creazione di birre uniche e distintive, sempre più affermate e riconosciute, che arricchiscono anche quest’anno il già significativo palmares della “più piccola industria della birra italiana”. Oggi Theresianer è un punto di riferimento nel panorama mondiale della birra di qualità. Un capolavoro che unisce tradizione e innovazione; un gusto unico riconosciuto e apprezzato dai palati più esigenti.

 

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