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Ratafià, il nuovo elisir di Premiata Distilleria Fabbri

Ratafià Fabbri 1905
L'iconica Amarena Fabbri è la grande protagonista della versione del tradizionale liquore firmata dall'azienda bolognese. Un liquore da servire ghiacciato in purezza, ma perfetto anche per la miscelazione

Il sapore della tradizione incontra la contempotaneità nella nuova creazione della Premiata Distilleria Fabbri 1905: il Ratafià, liquore composto da un infuso a base di frutta o fiori e alcol del quale esistono diverse versioni locali non solo nell Penisola, ma anche in altri Paesi, soprattutto Francia, Spagna e Svizzera. Del tradizionale liquore, il cui nome deriva dall’espressione latina “ut rata fiat”, “ratificare”, pronunciata alla stipula di accordi o contratti importanti, celebrati con un bicchierino in segno di buon auspicio, la versione fornita dall’azienda Bolognese ha come grande protagonista l’iconica Amarena Fabbri.

Nel nuovo nato, infatti, il succo purissimo dell’Amarena Fabbri si fonde con il pregiato Sangiovese Superiore di Romagna Dop (65%) dando vita a un liquore dalla calda corposità, dal sapore avvolgente e dall'aroma intenso, nel quale spicca il profumo del succo di Amarena Fabbri, accompagnato dalle note di mosto d’uva, di agrume e profumi retrolfattivi di vino e spezie.

Dal colore viola intenso, il Ratafià Fabbri è ideale da servire in purezza rigorosamente ghiacciato, come fine pasto, in accompagnamento a dolci e nei momenti di convivialità, ma è anche un ottimo ingrediente per la miscelazione.

Ideale anche per la mixology

Le sue particolari note dolci e fruttate e il finale amaro lo rendono perfetto per abbinarsi a spirit più secchi o dal tratto amaro, permettendo ai bartender di sperimentare nuove combinazioni di sapori.

Un esempio è il cocktail Autumn Changes proposto dal giovane bartender Lucio Albano Raccuja al premio Angelo Zola, il concorso rivolto ai futuri talenti della mixology durante il Campionato Italiano dei Cocktail di Aibes, svoltosi a Loano (Savona),  dove il prodotto è stato presentato ed era tra gli ingredienti nella competizione. Drink nel quale il bartender ha saputo valorizzare al meglio il Ratafià, miscelandolo con Wild Turkey Bourbon Whiskey, Mixybar Fabbri Cannella, succo di limone e soda homemade alla mela e decorando con Amarena Fabbri e mezzelune di mela.

Altri esempi delle possibilità offerte sono i cocktail realizzati dai mixologist Fabbri 1905, come Fabbri's Cup, dove si unisce a succo di limone e a soda al pompelmo rosa, Fabbroni, twist sul Negroni preparato miscelando il liquore con dry gin e Marendry Bitter, o New York Sour, dove invece si unisce a bourbon, succo di limone e sciroppo di zucchero.  Mixybar Plus Zucchero Italiano.

Il nuovo prodotto è custodito da una bottiglia (70 cl) di grande impatto, ispirata allo stile art déco e dalla forma elegante e raffinata.

Le ricette

Fabbri's Cup

Ratafià Fabbri's Cup
Ingredienti:
60 ml Ratafia Fabbri, 10 ml succo di limone, 120 ml soda al pompelmo rosa
Preparazione:
build
Guarnizione:
spiedino di Amarena Fabbri e foglia di menta
Bicchiere:
collins

Fabbroni

Ratafià Fabbroni
Ingredienti:
30 ml Dry Gin Fabbri, 50 ml Marendry Bitter, 10 ml Ratafia Fabbri
Preparazione:
build
Guarnizione:
c
iliege speciali Fabbri, fettina di limone
Bicchiere:
Old fashioned

New York Sour


Ingredienti:
60 ml Bourbon Whiskey, 30 ml succo di limone, 20 ml Mixybar Plus Zucchero Italiano, 15 ml Ratafia Fabbri
Preparazione:
shake
Guarnizione:
Amarena Fabbri e scorza d’arancia
Bicchiere:
Old fashioned

Campionato del Mondo del Panettone 2024: l’Italia domina la scena

Al Campionato del mondo del panettone, l’Italia trionfa. Tra i vincitori, Pietro Sparago per il classico, e Domenico Manfredi per l'innovativo

Non solo una gara, il Campionato Miglior Panettone del Mondo 2024 è stato anche occasione per valorizzare l’arte pasticcera e le tradizioni italiane. Organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC), il Campionato ha premiato i migliori talenti nelle categorie panettone classico, innovativo, salato, decorato e pandoro. La competizione, che ha visto sfidarsi 40 professionisti di Francia, Spagna, Messico, Giappone e Italia alla Mostra d’Oltremare di Napoli durante il salone Gustus, ha messo sul podio 5 professionisti italiani.

I vincitori delle cinque categorie

Nella categoria Panettone classico si è imposto Pietro Sparago. Il maestro pasticciere di Caserta, si è aggiudicato il primo posto grazie a una lievitazione impeccabile e un perfetto equilibrio di ingredienti. Pee quanto riguarda il Panettone innovativo il migliore è stato Domenico Manfredi di Teggiano (SA). A conquistare è stato un grande lievitato caratterizzato da una ganache al passion fruit, ispirato all’opera Tu si 'na cosa grande di Gaetano Pesce. Beatrice Volta di Pistoia, vincitrice della categoria Panettone salato, ha proposto un panettone dal cuore di spritz. In cima alla categoria Panettone decorato è stata Patrizia Mancuso di Milano. Il miglior pandoro è di Raffaele Romano di Avellino.

Campionato del mondo del panettone, una giuria d’eccellenza

A esprimersi è stata una giuria composta da figure di spicco del settore, tra cui le docenti di pasticceria Cinzia Iotti e Molly Coppini, affiancate da due membri degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana (APEI), Emanuele Valsecchi e Vincenzo Donnarumma. I giurati hanno valutato con attenzione ogni dettaglio delle creazioni in gara, dalla tecnica agli ingredienti, fino all’estetica, per decretare i vincitori delle cinque categorie.

Le dichiarazioni del presidente Matteo Cutolo

Il presidente di FIPGC, Matteo Cutolo, ha sottolineato l’altissimo livello dei prodotti in gara e l’impegno dei partecipanti. «Ogni creazione - ha dichiarato - ha portato innovazioni negli ingredienti, nella tecnica e nella forma. È stato difficile decretare i vincitori, ma il talento e la passione dei pasticcieri italiani ci spingono a fare sempre meglio».

La Cimbali, premiate le macchine Fully Automatics

Il brand di Cimbali Group ha meritato il premio Europe Best Coffee Equipment Manufacturer
Il brand di Cimbali Group ha meritato il premio Europe Best Coffee Equipment Manufacturer. In collaborazione con il Gruppo, Autogrill organizza la finale Cup Tasters del 20 novembre.

Semplificazione delle operazioni, controllo da remoto e molto altro per rendere più agevole l’operatività al bar come nelle grandi catene. Grazie a questa ricerca continua, La Cimbali, brand di Cimbali Group, ha meritato il premio Europe’s Best Coffee Equipment Manufacturer nella categoria Fully Automatics di Coffee Ventures Europe in occasione dell’European Coffee Symposium di Berlino. 

Alla presenza di 500 esperti del settore, sono state premiate le aziende che stanno guidando l’evoluzione dei settori del caffè e dell’ospitalità in Europa. Grande soddisfazione e «una ulteriore motivazione a proseguire nella ricerca e nello sviluppo di macchine superautomatiche sempre più vicine alle esigenze dei nostri clienti - ha commentato Andrea Clerici, group business director di Cimbali Group -. L’obiettivo rimane quello di avere macchine più efficienti, capaci di garantire la migliore qualità del caffè e del latte, e che offrano una gestione, settaggio e utilizzo semplice ed efficace per tutti gli utilizzatori. Tutto questo, avvalorato ulteriormente dalla connettività delle nostre attrezzature e il monitoraggio da remoto, per offrire un service ancora più rapido ed efficiente a vantaggio dei tempi e dei costi. Un impegno costante che ci ha permesso di affermarci in mercati strategici come partner di fiducia per clienti di prestigio, tra i quali importanti catene europee e internazionali con le quali seguiamo lo sviluppo». Attualmente Cimbali Group e Mumac sono presenti nella mostra Italia Geniale, design Enables - Bellezza, originalità, creatività del design industriale apprezzato universalmente, allestita in seguito al tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci.

Semifinale Cup Tasters

Il 20 novembre, inoltre, presso la Factory Food Designers, il centro di ricerca e sviluppo di Avolta alle porte di Milano, si svolge la tappa Nord di selezione del campionato italiano Cup Tasters promosso da Sca Italy. 

Autogrill, in collaborazione con Cimbali Group, apre le porte agli operatori, ai coffee lover e a chi vuole conoscere più a fondo il mondo del caffè, un’eccellenza del made in Italy che le due aziende vogliono valorizzare. Del resto, come osserva Luca D’Alba, general manager Italy F&B Avolta, «il caffè è da sempre simbolo della sosta in Autogrill per il viaggiatore. La nostra Factory Food Designers, luogo di innovazione e sperimentazione, in grado di individuare tendenze e creare nuove esperienze di gusto per i consumatori, è il luogo perfetto per accogliere un evento che promuove proprio lo sviluppo del caffè». È soddisfatto del sostegno dato a Sca Italy Andrea Clerici che aggiunge: «essere partner con Autogrill in questa nuova esperienza ci permetterà di rafforzare ancora di più una partnership consolidata, proiettandoci verso un futuro di sviluppo oltre i confini italiani». 

Il mondo specialty vuole avvicinare e sensibilizzare alla qualità il consumatore finale, un obiettivo che questa location favorisce. Andrea Lattuada, events coordinator di Sca Italy ringrazia Autogrill e Cimbali Group per avere organizzato la competizione e conclude: «speriamo che questo sia solo l’inizio di una lunga collaborazione insieme».

Tre new entry nella proposta di salse di Heinz

Heinz nuove salse 2024
Ketchup Pickle, Mayo Spicy e il nuovo formato del Ketchup Zero ampliano l'offerta dell'azienda statunitense. Per sperimentare nuovi sapori, senza trascurare i nuovi trend alimentari

Tre novità arricchiscono il già ampio catalogo di salse di Heinz per il mondo dei locali. Le new entry sono il Ketchup Pickle, la Mayo Spicy, pensate per dare un tocco di sapore e di originalità in più alle preparazioni dei locali, e il Ketchup Zero disponibile in un nuovo formato.

Disponibile in formato top down da 220 ml, Ketchup Pickle aggiunge all’iconico ketchup dell’azienda statunitense il sapore rinfrescante e piacevolmente acidulo dei cetriolini sottaceto. Ideale per gli hamburger, il nuovo arrivato si inserisce nel trend del gusto americano, molto amato dalla generazione Z, ed è del tutto privo di coloranti, aromi artificiali e conservanti.

Mayo Spicy è invece una maionese vegana impreziosita da un tocco orientale donatole dalla nota piccante della sriracha, il famoso condimento thailandese a base di peperoncino. Cremosa come la classica, ma dal sapore intrigante e speziato, è molto versatile prestandosi a completare le proposte più diverse, dalle insalatone al riso, dal pollo al salmone, fino ai sandwich e alle preparazioni a base di pesce. La salsa nuova salsa, in formato top down da 400 ml, si inserisce nella “culinary fusion”, dove le tradizioni mediterranee incontrano note esotiche e risponde a una duplice esigenza degli operatori dei locali: soddisfare la domanda di prodotti vegani, in decisa crescita, e la fame di novità di quei clienti desiderosi di sperimentare nuovi sapori e viaggiare con il gusto.

Infine, il Ketchup Zero, la versione senza zuccheri e sale aggiunto del Tomato Ketchup di Heinz, ora disponibile anche nel formato top down da 220 ml, oltre che in quello da 400 ml. Anche in questo caso si tratta di un prodotto perfettamente in linea con i trend alimentari contemporanei, fortemente orientati verso proposte “zero” e free from sotto la spinta di un pubblico di consumatori sempre più attento a uno stile di vita sano e al proprio benessere ai quali non vuole rinunciare nche quando mangia fuori casa.

Con Maître Chocolatier – Talenti in sfida il cioccolato è protagonista in Tv

Al via su TV8 la seconda edizione del talent Maître chocolatier - Talenti in sfida. 10 professionisti si sfidano per entrare tra i Maître Chocolatier Lindt

Tecnica, passione e creatività: sono questi i requisiti necessari per un professionista del cioccolato. Da sempre simbolo di eccellenza artigianale, il cioccolato è il fulcro di Maître Chocolatier - Talenti in Sfida. Il talent show che celebra l’arte cioccolatiera torna, a 3 anni dalla prima, con la seconda edizione in onda dal 22 novembre al 20 dicembre, ogni venerdì alle 19,05 su TV8. In gara dieci professionisti si sfideranno per dimostrare di possedere le qualità necessarie a entrare nell’élite dei Maître Chocolatier Lindt, il cuore creativo dell’azienda leader del cioccolato premium.

Maître Chocolatier: l’equilibrio tra arte e tecnica

Essere Maître Chocolatier non significa solo saper lavorare il cioccolato: è un'arte che richiede competenze trasversali. Oltre a una padronanza assoluta delle tecniche di temperaggio, modellaggio e decorazione, un Maître Chocolatier deve avere un'approfondita conoscenza delle materie prime. L’attenzione al dettaglio, e l’abilità di trasformare il cioccolato in creazioni uniche sono tratti distintivi di questa figura professionale.

Giuria di grande competenza

A guidare pubblico e concorrenti è Giorgio Locatelli, chef stellato e volto noto della televisione grazie al suo ruolo di giudice a MasterChef Italia. Stile diretto ed esperienza da vendere, Locatelli è sicuramente un punto di riferimento per i partecipanti. Lo affianca una giuria composta da Nico Tomaselli, responsabile dei Maîtres Chocolatiers di Lindt Italia, e Melissa Forti, pasticcera famosa per l'eleganza delle sue creazioni.

Maître Chocolatier - Talenti in sfida, un set scenografico all’insegna del gusto

La cornice del programma esalta l’esperienza: un atelier elegante, avvolto dal profumo di cioccolato, dove i concorrenti trasformano blocchi di fondente, latte e bianco in capolavori. Le melting pot, simbolo del format, scorrono ininterrottamente, aggiungendo un elemento scenografico che amplifica l’atmosfera creativa.

Il valore dei talent show

Negli ultimi anni, i talent show di pasticceria hanno contribuito a ridefinire il ruolo del pasticcere. «Maître Chocolatier - Talenti in Sfida» si inserisce in questo panorama, con un focus esclusivo sul cioccolato. A differenza di format più generalisti, qui la sfida si concentra su un solo ingrediente, rendendo il percorso dei concorrenti una vera prova di specializzazione.

Animo, il whisky nato in Piemonte di Mazzetti d’Altavilla

mazzetti Whisky Animo - ph. Paolo Bernardotti
Foto di Paolo Bernardotti
Con il nuovo prodotto creato dal maestro distillatore Sanzio Evangelisti, la storica distilleria del Monferrato propone la sua interpretazione della grande tradizione del whisky

Tempo, studio e passione: c’è tutto questo dietro Animo, il whisky firmato Mazzetti d’Altavilla. Con il nuovo prodotto la storica distilleria del Monferrato, nota per la sua produzione di grappe, liquori, amari e gin, categoria quest’ultima dove la scorsa estate ha lanciato il suo secondo nato, il Gin Mazzetti Black Edition (leggi Gin Mazzetti Black Edition, il nuovo London dry di Mazzetti d’Altavilla), ha voluto affrontare una nuova sfida: cimentarsi nella creazione di un distillato lontano dalla tradizione italiana.

Un progetto nato nella primavera 2018 e animato dal desiderio di dare vita a un whisky che si inserisse nella tradizione internazionale del nobile distillato, senza essere però un’imitazione di una delle sue varie versioni, ma portandovi l’identità di Mazzetti d’Altavilla.

Un ricco profilo sensoriale

Frutto di un lungo processo creativo guidato da Sanzio Evangelisti, mastro distillatore di Mazzetti, Animo (alc 48% in vol) è ottenuto dal blend di whisky di 3 diverse annate, tutti realizzati con orzo del territorio piemontese. I distillati sono stati fatti invecchiare, da 3 a 5 anni nella Barricaia della distilleria, ad Altavilla Monferrato, in botti di rovere che in precedenza avevano ospitato bourbon e grappa.

Il risultato è un whisky che si distingue per il bouquet ricco e ampio, dal quale emergono note di cereali e vaniglia, accompagnate da delicati sentori di miele d’acacia e leggere sfumature di erba fresca. Il palato viene immediatamente riscaldato dalla forza alcolica del prodotto, senza però risultare bruciante, che lascia emergere il sentore di malto d’orzo, che si sviluppa su note di crema pasticcera, uvetta sotto spirito e delicate sfumature di pepe nero, accompagnate da note di lievito, mentre il finale rivela una piacevole nota balsamica, per chiudere con una nota tannica persistente ma non aggressiva.

Un nome, un destino

Da servire liscio, e per chi vuole offrire ai suoi ospiti un perfetto pairing, accompagnandolo con cioccolato ad alta percentuale di cacao, Animo è custodito in un pack ricercato: una bottiglia da 70 cl con linee scanalate nella parte alta ed etichetta che riporta ben in evidenza il nome del prodotto. E a proposito del nome, questo prevede una retrolettura che rimanda al significato profondo del concept che ha ispirato tutto il progetto di Animo. Letto al contrario, infatti, il nome diventa “Omina”, che in latino è il plurale di “Omen”, che significa presagio, e che rimanda al detto “nomina sunt omina, “i nomi sono presagi”, ovvero che il nome di una persona o di una cosa è un presagio del suo destino: in questo caso il destino cui si allude è quello del coraggio e dell’innovazione, che Mazzetti porta avanti dal 1846.

Futura, primo festival con specialty, kombucha e no/low

Futura Festival, progetto Coffee on the Rocks
Si apre oggi a Roma il primo festival indipendente organizzato da Viva la Vite. Gli appuntamenti con Pulycaff e con il progetto di Accademia del Caffè Espresso, Scotsman e BWT Water+More.

Si svolge domenica 17  e lunedì 18 novembre a Roma presso l’hub delle Officine Farneto, in via dei Monti della Farnesina 77,  la prima edizione di Futura Festival - The New Era of Drinking, festival indipendente dedicato dedicato a specialty coffee, kombucha e no/low. Un progetto di Viva la Vite che si propone come momento di incontro tra le realtà emergenti del panorama culturale del beverage. 

Il caffè è importante sotto tutti gli aspetti. È un alimento e al contempo è socialità, fatta di piacere e di condivisione, soprattutto quando si parla di specialty, e il desiderio è che tutto ciò diventi di pubblico dominio.

Tra gli sponsor c’è Pulycaff: Gianfranco Carubelli, responsabile amministrativo di Asachimici-pulyCAFF con il fratello Marco, afferma: «Un passaggio fondamentale affinché ci possa essere effettiva qualità in tazza con qualsiasi tipo di estrazione, è che macchine, macinacaffè e strumenti siano ben puliti. Solo così il ruolo importante dei piccoli roaster, che saranno protagonisti del settore caffeicolo di Futura Festival, può essere esaltato al meglio. È poi fondamentale che queste conoscenze passino al consumatore finale, e noi faremo la nostra parte». 

Domenica 17 dalle 14,30 e lunedì 18 dalle 11,30 a disposizione di professionisti, coffee lover e di tutti i visitatori ci sarà l’Esperto del Pulito Andrea Antonelli, con workshop di 30 minuti in area talk dal titolo “Una tazza di caffè che trasmette un’emozione? Vi raccontiamo i retroscena che ne assicurano la qualità”.

Da più di tre anni Accademia del Caffè Espresso, Scotsman e BWT Water+More collaborano tra loro e nell’ambito di Futura daranno un assaggio del loro progetto Coffee on the Rocks. È un format messo a punto per  promuovere la qualità e l’importanza della combinazione tra acqua, caffè e ghiaccio, con l’obiettivo di fornire informazioni utili per migliorare l’esperienza sensoriale sia ai clienti sia ai professionisti.

Di seguito il programma delle attività che nello spazio dedicato al progetto, che si ripete nelle due giornate.

- ore 10.00  -  L’importanza dell’acqua - 1 caffé preparato con 3 acque diverse - degustazione

- ore 11.30   -  Tostatura di campionature - Versione micro del mondo macro della tostatura – demo live con degustazione

- ore 13.00   - Lavato / honey / naturale / anaerobico - Una varietà con 4 diversi metodi di lavorazione - degustazione

- ore 14.30  -  Caffeina - Cascara - Fiori di caffé - caffé – tutti contengono caffeina - degustazione

- ore 16.00  - Cocktail alcolici e non con base di cold brew Signature Accademia - Mixology

Ron Santiago de Cuba celebra la cultura del rum con una trilogia di stampe in edizione limitata

Una trilogia di stampe da collezione create dall'artista e designer Nephthys Illustrated per accompagnare Ron Santiago de Cuba Extra Añejo 11 Anni

"Un Daiquiri por favor": è solo una delle frasi presenti sulle stampe che per l'edizione natalizia Ron Santiago de Cuba propone come speciale cadeau per gli amanti di rum e arte in abbinamento a una bottiglia di Ron Santiago de Cuba Extra Añejo 11 Anni. Una collezione nata dalla collaborazione con l'artista e designer Nephthys Illustrated per creare una trilogia di stampe da collezione in edizione limitata che celebrano la cultura del rum e dei cocktail. 

La collezione include non solo la già citata stampa dedicata al Daiquiri con la scritta "Un Daiquiri Por Favor", ma anche una stampa a tema rum con la didascalia "Ring for Rum" e una dedicata al classico Mojito con il brindisi in spagnolo, "Salud!".

Già famosa per le sue stampe a tema, l'artista Nephthys ammette che è la prima volta che si cimenta con il tema rum: «Sebbene - dice - le mie collezioni abbiano incluso altre bevande alcoliche, il rum era una categoria che non avevo ancora esplorato. Il rum, per me, è incredibilmente versatile, vivace e pieno di carattere. Gustare il rum, sia liscio che in un cocktail, è un'esperienza. Riguarda la celebrazione e il godersi i semplici momenti della vita, un tema ricorrente nella mia arte. La fusione di cultura, qualità e stile di vita rende Ron Santiago de Cuba il partner ideale per le mie opere».

Distribuito da Rinaldi 1957, Ron Santiago de Cuba è conosciuto come una delle massime espressioni della produzione di rum cubano proveniente dal sud-est dell'isola. L'Extra Añejo 11 anni, caratterizzato da una complessa miscela di dolcezza della melassa di canna da zucchero e delicati aromi di vaniglia, cocco e note di mandorla tostata, si rivela essere il rum perfetto per un grande classico come il Daiquiri.

TheSheSide, la prima edizione con un obiettivo: costruire una community di riferimento

Gli interventi delle maggiori personalità della bar industry al femminile: il talk di TheSheSide per dare ispirazioni e motivazioni alle nuove leve del bar

Rispetto, specializzazione, assertività, motivazione, ambiente sano, relazioni, leadership: sono solo alcune delle parole chiave che sono venute fuori nella due giorni al femminile promossa dal collettivo TheSheSide. L'appuntamento milanese, che ha visto "planare" nello spazio Fase del Mudec il gotha della bar industry al femminile (avevamo parlato qui del parterre d'eccezione), è stato un successo di pubblico, ma soprattutto di contenuti.

Due giorni e due formati, che hanno coinvolto ospiti nazionali e internazionali (11 speaker, 18 moderatori e workshop leader) a guidare una riflessione sul mondo dell'hospitality al femminile: il primo giorno interventi in stile Ted, con l'idea di dare spunti motivazionali e ispirazioni alle nuove generazioni; il secondo tavole rotonde sui più disparati argomenti che interessano il mondo del bar. A margine, le guest delle bartender che hanno colorato i banconi di nove bar dell'area Navigli/Darsena/Tortona.

«Sono soddisfatta di quanto siamo riuscite a realizzare - ha dichiarato Daniela Garcea, project manager del progetto TheSheSide - , ho percepito un grande entusiasmo da parte di tutti i partecipanti, quasi come se di un evento così sentissimo in qualche modo tutti il bisogno. Il primo giorno ha avuto un riscontro migliore delle aspettative nonostante un modello decisamente diverso dai soliti eventi di settore. Abbiamo creato un format di mentorship nel mondo del bar, invitando personalità di rilievo nazionali e internazionali. Insieme con Chiara Buzzi, che è l'ideatrice, possiamo dire di avere creato qualcosa di importante, di aver posto le basi per costruire una community di riferimento, condividere esperienze e visioni con i più giovani».

Le fa eco Chiara Buzzi: «La qualità degli speaker si è dimostrato essere un delta cruciale rispetto ad altri format e lo sforzo di coinvolgere ospiti di caratura internazionale ha ripagato noi e il pubblico. Sono felice perché siamo partite dal nulla e siamo riuscite a lasciare un segno».

Per dare un'idea delle tematiche emerse in particolare nel primo giorno di talk, citiamo alcuni interventi, come quello di Betty Kupsa, che ha esortato a trovare la propria nicchia («Finding the niche», il nome dell'intervento), una specializzazione che ci distingua, valorizzando il nostro personal brand ma senza perdere l'obiettivo di essere autentici: «La personalità è la tua forza, sii orgogliosa di quello che sei», è la sua esortazione, rivolta soprattutto alle nuove generazioni. L'imprenditrice e consulente Kate Gerwin ha invece parlato di ambiente di lavoro e di quanto sia utile conoscere lo staff, lavorare per far amalgamare anche personalità molto diverse fra di loro: metterli al centro e coinvolgerli nelle decisioni è la chiave per creare una vera leadership. E, a proposito di leadership, come hanno detto le due ideatrici del progetto, da tatuarsi la frase che ha introdotto l'intervento di Monica Berg: «If you always follow, you will never lead» (se insegui sempre non guiderai mai).

Continua la crescita responsabile di Branca, che mette insieme business e sostenibilità

Branca Niccolò Branca
Niccolò Branca, presidente e amministratore delegato del Gruppo Branca
Il bilancio di sostenibilità 2023 racconta i risultati ottenuti dal Gruppo sul fronte ambientale del Gruppo, con le emissioni globali di CO2 calate del 10%, così come i consumi di energia. Mentre il valore generato ha superato i 380 milioni

Il 2023 è stato un altro anno di risultati molto positivi per il Branca, che, pur in un contesto di sfide economiche globali, ha proseguito il suo percorso di crescita consapevole, che tiene insieme sviluppo economico, sostenibilità e responsabilità sociale. A raccontarlo è Bilancio di sostenibilità relativo allo scorso anno, appena presentato da Branca International, la holding che fa capo alla famiglia Branca e che controlla le società del Gruppo dedicate alla produzione e commercializzazione di spirit, Fratelli Branca Distillerie e le “sorelle” Argentine e statunitensi F.lli Branca Destilerias e Branca Usa. Bilancio che registra il miglioramento dei principali indicatori economici e di sostenibilità.

Oltre 380 milioni di valore generato

Nel corso dello scorso anno il Gruppo ha consolidato la sua presenza in oltre 160 mercati, registrando una crescita significativa in Europa, Stati Uniti e Argentina e la recente espansione nel Sud Est Asiatico, con i mercati internazionali che rappresentano l’80% del fatturato globale. Il volume di prodotto imbottigliato ha raggiunto quasi 80.000 tonnellate e il valore generato ha superato i 380 milioni di euro. Il fatturato consolidato è stato pari a 355 milioni di euro, -16% rispetto all’anno precedente: un dato quest’ultimo che non deve ingannare, in quanto legato all’impatto del tasso di conversione iper-inflattivo del Pesos argentino in Euro, applicato per il mercato argentino da sempre, dopo l’Italia, uno dei mercati di punta di Branca. Infatti, l’esercizio, al netto dell’effetto di conversione, ha registrato un aumento reale in valore e volumi, testimoniato dal dato dell’utile netto, cresciuto del 47% sul 2022.

Calano le emissioni e i conumi energetici

Non meno notevoli i risultati raggiunti sul fronte della sostenibilità. A partire dai progressi fatti nella riduzione dell’impatto ambientale a livello globale. Le emissioni totali di CO₂ sono diminuite del 10% rispetto all'anno precedente, grazie all’adozione di impianti più sostenibili e al miglioramento dell’efficienza energetica in tutte le aree produttive. Ancora meglio è stato fatto in Italia, dove le emissioni sono calate del 13% e i consumi energetici si sono ridotti dell’8%. Adesso l’impegno si sta focalizzando sul contenimento dei consumi idrici, cresciuti del 20%, attraverso l’adozione di nuove strategie per ridurle, e sull’implementazione di pratiche di economia circolare in tutte le sedi produttive.

L’impegno verso la sostenibilità è stato esteso da Branca a tutti i fornitori di materiali, prodotti e servizi con l’obiettivo di realizzare una filiera di approvvigionamento sostenibile. In quest’ottica, il Gruppo ha scelto di collaborare solo con partner che rispettano le normative locali e internazionali. Una strategia che in Argentina ha portato al raggiungimento del 100% di fornitori con almeno una certificazione "green", Iso 14001 per la gestione ambientale, OHSAS 18001 e Iso 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro. Un po’ più indietro l’Italia, dove i fornitori certificati sono pari all’85% e molto di più gli Usa, dove si fermano al 25%, ma che nei prossimi anni saranno allineati agli standard argentini, estendendo le pratiche sostenibili a tutti i livelli della catena di fornitura.

Al centro il benessere delle persone

Sul fronte sociale, in particolare nell’area produzione e commercializzazione di spirit, Branca ha incrementato la propria forza lavoro dell'8%, raggiungendo un totale di 341 dipendenti, il 99% dei quali assunti a tempo pieno e con contratto a tempo indeterminato, con l’obiettivo di mantenere questa percentuale nel tempo. A ulteriore conferma dell’impegno verso la stabilità e il benessere delle persone le risorse investite nella crescita professionale dei dipendenti, con oltre 10.800 ore di formazione erogata nel 2023, che includono programmi su competenze tecniche e trasversali, salute e sicurezza sul lavoro, e benessere psico-fisico.

Consolidare il percorso di crescita green

Nel prossimo anno, nel quale festeggerà il suo 180° compleanno, Branca proseguirà il suo percorso di crescita responsabile, rafforzando ulteriormente l’impegno sul fronte ambientale e sociale e puntando a conquistare nuove fasce di consumatori, potendo contare su un portafoglio di brand iconici che riscuote un forte interesse sia in Italia sia sui mercati internazionali, quali Fernet-Branca, Brancamenta, Stravecchio Branca, Antica Formula, Carpano, Punt e Mes, Borghetti e Grappa Candolini, oltre a Vodka Sernova e Gin Spirito Blu, che mantengono un posizionamento competitivo e rilevante.

«Viviamo in un mondo in costante evoluzione, dove non dobbiamo lasciarci sorprendere, ma essere previdenti e proattivi. Il 2023 ci ha messo alla prova con molte sfide, dall’inflazione alla crisi globale, ma abbiamo dimostrato che, quando si è preparati, si può affrontare qualsiasi situazione. Abbiamo continuato a investire nelle persone, nelle tecnologie e nei mercati», ha commentato in una nota stampa Niccolò Branca, presidente e amministratore delegato del Gruppo -. Per noi, la sostenibilità non è solo un dovere morale; rappresenta una reale opportunità di crescita condivisa. Il nostro impegno per la qualità e il rispetto verso persone e ambiente si traduce in un modello di business che aspira a generare valore duraturo».

Maniva ottiene la certificazione per la parità di genere

Maniva
La nuova certificazione è un altro traguardo nel percorso di sostenibilità e responsabilità sociale avviato dall'azienda negli ultimi anni, supportato da un piano strategico che tiene insieme crescita del business e impegno a tutela dell'ambiente, dei territori e delle persone

Maniva raggiunge un altro traguardo nel suo percorso di sostenibilità e responsabilità sociale. L’azienda produttrice di acque minerali ha infatti ottenuto la certificazione Uni/Pdr 125:2022 per la parità di genere, rilasciata dall’ente certificatore Dnv. Un importante risultato che premia l’impegno dell’azienda su questo fronte delicato, attraverso la promozione di politiche più efficaci per garantire pari opportunità e trattamento equo per tutti gli oltre settanta collaboratori e collaboratrici dei suoi due stabilimenti, quello di Bagolino, in provincia di Brescia, e di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo.

Impegno che Maniva sta portando avanti con un piano strategico che prevede politiche e strumenti operativi che mirano a favorire l’occupazione femminile, le pari opportunità nell’accesso al lavoro, la parità reddituale, l’inclusione e il benessere dei dipendenti.

Nei due stabilimenti dell’azienda, infatti, sono attive pratiche quali flessibilità oraria, contratti part-time e smart working, garanzie per la pari opportunità nel reclutamento e nello sviluppo professionale di ogni lavoratore e lavoratrice e programmi di formazione specifici su diversità e inclusione e sensibilizzazione sulle tematiche della parità di genere.

Crescita e sostenibilità vanno insieme

Il raggiungimento della certificazione è un altro passo avanti del cammino intrapreso da Maniva negli ultimi anni dove la tutela dell’ambiente, il sostegno alle comunità e ai territori dove opera sono obiettivi prioritari al pari dell’incremento del business e procedono insieme, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Un cammino che di recente le è valso il premio Impresa Vincente 2024 nell’ambito del progetto di Intesa San Paolo (leggi Maniva è Impresa Vincente 2024 di Intesa San Paolo) e del quale il prossimo passo sarà l’adozione del bilancio di sostenibilità, il documento che riporta il percorso di sostenibilità di un’azienda e analizza gli impatti economici, sociali e ambientali della sua attività.

Il rito dell’afternoon tea con vista su Roma

All'Adèle, rooftoop dell’Hotel Splendide Royal a Roma, hanno scommesso sull'afternoon tea. Trenta varietà di tè in accompagnamento a dolci e salati firmati da Sebastian Delandre

Fino al 31 marzo Adèle, rooftop all’ottavo piano dell’Hotel Splendide Royal a Roma, offre ogni pomeriggio un’esperienza che celebra l’Afternoon Tea di origini britanniche. La tradizione d'Oltremanica è reinterpretata con stile italiano in una location che aggiunge il plus della vista sulla città sulla Città Eterna.

Le origini dell’Afternoon Tea

Il rito del tè pomeridiano nacque nel XIX secolo grazie alla Duchessa di Bedford, Anne Mary Stanhope, che introdusse la pratica per colmare il lungo intervallo tra colazione e cena. Inizialmente, il tè era una bevanda costosa, legata all’importazione dalla Cina, ma con l’avvento delle piantagioni in India divenne più accessibile. Così, l’Afternoon Tea si affermò come simbolo di raffinatezza nell’Inghilterra vittoriana.

Le sale da tè in Italia

In Italia, il caffè ha sempre dominato la scena delle bevande calde, relegando il consumo del tè a una nicchia più ristretta. Tuttavia, a partire dal Novecento, le sale da tè hanno iniziato a diffondersi, offrendo ambienti eleganti e tranquilli dove poter gustare la bevanda. Nonostante il tè non abbia mai raggiunto la popolarità del caffè, queste sale sono diventate luoghi di ritrovo per chi cerca un’esperienza diversa, caratterizzata da un’atmosfera rilassata e sofisticata.

Il direttore di Adèle, Gianmarco Panico

L’Afternoon Tea firmato Adèle

Voluta dal direttore Gianmarco Panico, Adèle propone un’interpretazione contemporanea dell’Afternoon Tea. A curarla è il pastry chef Sebastian Delandre che nelle sue creazioni combina tecnica francese e amore per l'Italia. Dalla sua parte anche l'attenzione ai dettagli e l’utilizzo di materie prime selezionate. Tra la selezione che accompagna l'Afternoon tea sono compresi dolci e salati homemade, tra cui scones con marmellata e clotted cream, crostate, muffin e finger sandwiches. Ognuna delle 30 varietà di tè è servita con una clessidra per garantire il tempo di infusione ideale, e l’esperienza è completata da un flute di champagne.

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