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Baritalia arriva a Torino il 29 settembre. Registrati per l’ingresso gratuito

Baritalia Torino 2025
Compila il form di iscrizione per l'ingresso gratuito per la tappa di Torino di Baritalia, in scena al Combo, in corso Regina Margherita, 128. Potrai assistere a Baritalia Lab e partecipare alle masterclass in programma

Dopo la pausa estiva, riparte il tour di Baritalia lungo la Penisola. Per la sua quarta tappa dell’edizione 2025 il laboratorio itinerante di miscelazione approda a Torino, la capitale sabauda dove sono nati vermouth e aperitivo. L'appuntamento per i professionisti del bancone è per lunedì 29 settembre, a partire dalle ore 9.00, al Combo (corso Regina Margherita, 128), locale sorto in un’ex caserma dei vigili del fuoco e che è insieme bar, salotto, radio, bistrot, ostello e laboratorio creativo: uno spazio che racconta l’anima intima e accogliente di Torino.

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Baritalia Lab, Le Masterclass, il Signature Bar

Come sempre ad attendere i partecipanti alla tappa una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.

Pezzo forte della giornata le challenge del Baritalia Lab, la sfida di mixology anche per questa edizione incentrata sul tema Back to Basics: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a riscoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità. In palio altri 17 posti per la finalissima del 24 novembre a Venezia.

Altro pezzo forte dell’evento il ricco programma di masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. Ben 17 quelle in programma, tenute da esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare – durante tutto il giorno - i cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata, in qualità di giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di Torino e di tutto il Piemonte.

Il Programma della giornata

Ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
c/o Combo - corso Regina Margherita, 128 - Torino

Ore 10.00-12.00
Baritalia Lab
La sfida - parte I
In collaborazione con Gamondi, Montosco, Nonino, Stock, The Organics by Red Bull

Ore 10.00
MASTERCLASS
Premium Vibes: prodotti e progetti nell’ universo mixology
Three Cents: la scienza delle bolle
A cura di Luca Cervellati e Filippo Ghizzi by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 10.30
MASTERCLASS
Gin Tabar, il primo gin distillato nel cuore dell’Emilia punta su territorio e autenticità
A cura di Manuel Greco by Casoni

Ore 11.00
MASTERCLASS
Alpestre Mixology: spirito d’alta quota
A cura di Sara Cannizzaro by Alpestre

Ore 11.30
MASTERCLASS
I segreti dell’Ancienne Pharmacie
A cura di Danny del Monaco e Lindon Zulbeari by Ancienne Pharmacie

Ore 12.00-14.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Coca-Cola Hbc Italia, Three Cents

Ore 12.00
MASTERCLASS
Molinari: un viaggio attraverso storia e tradizione nel bicchiere
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 12.30
MASTERCLASS
Espolòn Tequila: spirito messicano, anima creativa
A cura di Marianna Di Leo by Campari Academy

Ore 13.00
MASTERCLASS
L’importanza del colore nella miscelazione e la matematica degli ingredienti

A cura di Terry Monroe by Mixer Professional Cocktails

Ore 14.00
MASTERCLASS
Aperitivo 2.0 squadra che vince non si cambia: i perché e i per come del miglior momento per bere
A cura di Steve Righetto by Bonaventura Maschio

Ore 14.30-16.30
Baritalia Lab
La sfida – parte III
In collaborazione con Bonaventura Maschio, Casoni, Mixer Professional Cocktails

Ore 14.30
MASTERCLASS
L’Arte dell’Aperitivo: Limoncè tra Tradizione e Innovazione
A cura di Lucio Ammatuna by Stock

Ore 15.00
MASTERCLASS
The Mezcal journey
A cura di Juan Carlos Gonzales (in arte Tio Pesca) by Compagnia dei Caraibi

Ore 15.30
MASTERCLASS
Tapas & Cocktails – L’arte dell’abbinamento
A cura di Danilo Caratto e Michele Giacca (Accademia Ifse) by GrosMarket

Ore 16.00
MASTERCLASS
From Cinderella to Queen of cocktails. Be brave mix Grappa!
A cura di Giacomo Sai by Nonino

Ore 16.30-18.30
Baritalia Lab
La sfida – parte IV
In collaborazione con Alpestre, Campari Academy, Compagnia dei Caraibi, Molinari

Ore 16.30
MASTERCLASS
La ricercatezza nella semplicità
A cura di Vittorio Rosso by The Organics by Red Bull

Ore 17.00
MASTERCLASS
Il premium quotidiano
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 17.30
MASTERCLASS
Sale Maldon e spezie in miscelazione
A cura di Gian Maria Ciardulli e Terry Monroe by Montosco

Ore 18.00
MASTERCLASS
Ape’art: scopri l’arte dell’aperitivo con Lanterna
A cura di Francesco Di Stefano by Lanterna

Ore 19.00
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Alpestre, Ancienne Pharmacie, Bonaventura Maschio, Campari Academy, Casoni, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Mixer Professional Cocktails, Molinari, Montosco, Nonino, Stock, The Organics by Red Bull, Three Cents

Ospiti speciali della giornata
I GRANDI BARTENDER PROTAGONISTI DELLA SCENA PIEMONTESE
Stefano Armiento, Danilo Bellucci Livio Buscaglia, Pier Cavalli, Cinzia Ferro, Matteo Fornaro, Andrea Dracos, Michael Faccenda, Martina Franchini, Giuliana Giancano, Marco Giuridio, Luca Granero, Alessia Mittone, Manuel Montalbano, Oscar Partucci, Vanessa Vialardi, Manuela Viglione, Enea Voli, Branka Vukasinovic, Dennis Zoppi

La Gewürztraminer Riserva di Roner trionfa al World Grappa Awards

Grappa Gewürztraminer Riserva Roner
La monovitigno di Gewürztraminer, tra le chicche della distilleria altoatesina, si è aggiudica il titolo World’s Best Grappa 2025 nel prestigioso concorso del circuito dei World Drinks Awards

È firmata Roner la World’s Best Grappa 2025. Ad aggiudicarsi il titolo, assegnato al World Grappa Awards, prestigioso contest internazionale dedicato al mondo delle grappe e parte del circuito di concorsi World Drinks Awards, è la Grappa Gewürztraminer Riserva.

Tra le chicche della storica distilleria altoatesina, il distillato si è imposto su una folta concorrenza, in un’edizione del concorso che ha visto in gara etichette provenienti da oltre 50 Paesi del mondo. Concorso apprezzato per la sua autorevolezza, grazie a un rigoroso sistema di valutazione, che prevede una serie di assaggi alla cieca die prodotti da parte di un parterre di giudici composto da esperti internazionali.

Una grappa emblema del territorio

E gli esperti hanno particolarmente aprozzato le peculiarità della Gewürztraminer Riserva (alc 40% in vol), una grappa monovitigno ottenuta da sole vinacce di uve Gewürztraminer, vitigno aromatico emblema dell’Alto adoge, dove viene coltivato soprattutto nella Bassa Atesina, territorio nel quale ricade Termeno, dove sorge la distilleria Roner. Frutto dell’assemblaggio di diverse annate, questa grappa invecchia per almeno 18 mesi in botti di legno, processo dal quale acquisisce un giusto equilibrio tra maturità e freschezza. Elegante, l’esperienza sensoriale che regala inizia con l‘aroma sorprendentemente floreale accompagnato da note speziate, passa attraverso un gusto pieno e fruttato, per arrivare a nuances ricche e raffinate di cannella e vaniglia.

«La nostra Gewürztraminer Riserva rappresenta il nostro terroir unico, la patria del Gewürztraminer, e questo riconoscimento internazionale dimostra che il nostro impegno per la qualità ai massimi livelli dà i suoi frutti – ha commentato Karin Roner, ceo della distilleria -. Questo premio ci motiva a continuare a innovare, ad alzare sempre l’asticella e a garantire che in ogni bottiglia ci sia solo il meglio».

Un ricco palmares

Il nuovo riconoscimento si aggiunge al già ricco palmares della Grappa Gewürztraminer Riserva, dove tra i vari premi troviamo il titolo di Best of Grape Marc Spirit con 95 unti assegnatole al Falstaff Spirits Trophy 2023, l’Alambicco d’oro dell’Anag 2021, la medaglia d’oro conquistata al World Spirits Award 2020i e quello conquistato a The WineHunter Award nello stesso anno.  

Tonic Water, la linea di toniche firmata Mazzetti d’Altavilla

Mazzetti d'altavilla Gin & Tonic Mazzetti
Mediterranean Tonic e Premium Dry le due referenze della linea della di toniche della storica distilleria del Monferrato, studiate per il perfetto incontro con i gin della casa

Nota per la sua produzione di grappe, liquori, amari, Mazzetti d’Altavilla ha da tempo approcciato con successo anche il mondo della mixology, dove i suoi gin, il primogenito Gin Mazzetti (alc 42% in vol) dalle note aromatiche, fresche, agrumate e balsamiche, cui lo scorso anno si è aggiunto il Gin Mazzetti Black Edition (alc 46% in vol), apprezzato per la personalità robusta, i sentori speziati, con intense note di pepe e la leggera sapidità (leggi Gin Mazzetti Black Edition, il nuovo London dry di Mazzetti d’Altavilla), riscuotono un crescente successo presso i bartender e i loro clienti. E sempre al mondo della miscelazione guarda la nuova crezione della storica distilleria del Monferrato: no, non è uno spirit, ma la linea di toniche Tonic Mazzetti, composta dalle due referenze Mediterranean Tonic Water e Premium Dry Tonic Water.

Due proposte per il perfetto incontro con il gin 

Disponibili in lattina da 15 cl, formato che soddisfa con precisione la quantità richiesta per la preparazione di un drink, le toniche sono state sviluppate a partire dai gin della casa, così da esaltare al massimo l’identità dei due distillati. L’obiettivo di Mazzetti d’Altavilla è stato infatti di creare il perfetto incontro sensoriale tra tonica e gin per la preparazione del long drink più gettonato da diversi anni a questa parte: il Gin&Tonic.

In particolare, la Mediterranean Tonic Water, morbida, aromatica e fresca, con la sua piacevole sensazione di menta piperita, si sposa alla perfezione con gin floreali, agrumati o botanici delicati, come Gin Mazzetti, dei quali va esaltare i profumi erbacei e floreali.

Elegante, bilanciata, dal profilo secco e deciso, accompagnato dalla tipica nota amara della china che resta delicata e mai invasiva, la Premium Dry Tonic Water si presta invece anche per una miscelazione più sofisticata. Il suo abbinamento perfetto è con gin strutturati, speziati, agrumati o secchi, come Gin Mazzetti Black Edition, per dare vita a Gin&Tonic raffinati ed essenziali.

 

Torna Bar Convent a Berlino: la tre giorni a tutta mixology dal 6 all’8 ottobre

Grande focus sulla formazione al Bar Convent Berlin, con stage e workshop interattivi pensati per affrontare i temi più rilevanti per la bar industry

Bcb per gli amici, Bar Convent Berlin per tutti. Torna, dal 6 all'8 ottobre, sempre nella cornice dell'Exhibition Centre Berlin, l'appuntamento dedicato all'industra del beverage organizzato da RX Germany, fra i più attesi d'Europa. Un'occasione di business, confronto e networking a livello internazionale, in cui saranno presenti i principali player del settore, buyer e visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Nella sua ultima edizione berlinese 2024, Bcb ha coinvolto oltre 15.400 Visitatori professionali provenienti da 87 Paesi. «Questo evento è un luogo unico - commenta Petra Lassahn, direttore di Bcb -, in cui l'industria crea un punto di riflessione  e rende la sua community migliore, per sé e per i suoi ospiti. Con i suoi oltre 500 espositori e partner , Bcb crea quello che veramente si può definire come who is who della bar industry».

Priyanka Blah, direttrice della formazione di Bcb

In questa cornice, la formazione riveste un ruolo fondamentale per veicolare i contenuti dell'industria del beverage ed è stata affidata alla direzione di Priyanka Blah, figura nota per la sua esperienza nel settore, già fondatrice e redattrice di The Dram Attic, una piattaforma di alto valore  a livello mondiale che celebra il mondo dei cocktail e dei distillati. I contenuti si svilupperanno attraverso un mix diversificato di stage e workshop interattivi, unendo didattica, degustazioni ed esperienza degli ospiti e allargando gli orizzonti a categorie come quella del vino e i cocktail realizzati con esso.
Fa parte del programma il centro educativo ed esperienziale denominato Bcb Embassy, in cui ogni giornata sarà dedicata a una tematica specifica: Low&No per il primo giorno, Classics il secondo e Next Generation in chiusura.

illy acquisisce Capitani ed entra nel mercato delle macchine da caffè

illycaffè
L’acquisizione permette alla torrefazione triestina di integrarsi a monte, affiancando alle sue rinomate miscele i sistemi di preparazione proprietari. Un'operazone strategica per continuare a crescere in un contesto di mercato che resta complesso

Acquisizione strategica per illycaffè. La torrefazione triestina ha rilevato l’80% del capitale sociale di Capitani, azienda comasca specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per i sistemi porzionati, soprattutto per il segmento domestico. L’operazione sarà conclusa nelle prossime settimane, subordinatamente alle consuete condizioni e approvazioni regolamentari, con la famiglia Capitani, fondatrice dell’azienda, che resta nella società con una quota del 20%.

Nata nel 1979 a Solbiate con Cagno, Capitani si è imposta come esempio di piccola media impresa d’eccellenza del made in Italy, distinguendosi per la sua produzione di design di alta qualità, la capacità di innovazione e l’efficienza dei processi industriali. Le sue macchine sono prodotte interamente in Italia, con componenti 100% italiani. Fornitrice già da tempo di illycaffè per il mercato domestico, conta 57 dipendenti e un fatturato di circa 20 milioni di euro.

I vantaggi dell’operazione

La sua acquisizione permetterà a illycaffè di integrarsi a monte, affiancando al rinomato blend illy i sistemi di preparazione proprietari, massimizzando così la qualità in tazza dell’espresso italiano. Inoltre, grazie alla presenza internazionale di illycaffè e al suo posizionamento premium, la sinergia tra le due realtà consentirà di sviluppare economie di scala e contribuirà a ridurre significativamente le importazioni dai fornitori extra-europei a beneficio di tutta la filiera.

Una tappa importante nella strategia di crescita

L’operazione è funzionale ai piani di crescita dell’azienda triestina, che ha chiuso l’ultimo anno con un fatturato di 630 milioni (leggi Il 2024 è stato un altro anno d’oro per illycaffè), e ne mostra la volontà di reagire a un contesto di mercato che resta complesso. «Questa acquisizione segna una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita. In un contesto macroeconomico sempre più sfidante, abbiamo deciso di continuare a puntare sul made in Italy, sull’eccellenza e sull’innovazione, integrandoci a monte e valorizzando la filiera produttiva italiana – ha commentato Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, in una nota -. Sebbene il settore del caffè continui a essere in una tempesta perfetta, principalmente a causa dell’elevato costo della materia prima e dei dazi, abbiamo scelto di non stare fermi ma di accelerare i nostri investimenti strategici al fine di rafforzare ulteriormente la nostra leadership qualitativa a livello globale».

Più frutta, meno alcol: DOuMIX? presenta Fruit Spritz

Fruit Spritz DOuMIX
Il marchio, nato per stimolare la creatività dei protagonisti del mondo drink, propone un’interpretazione contemporanea del classico Spritz, dove la parte alcolica è sostituita dalla naturalezza dei suoi pre-mix a base di vera frutta

Lo Spritz è uno dei simboli indiscussi dell’aperitivo. Con il suo colore vivace e il carattere frizzante è diventato un rituale, un momento di condivisione che unisce amici e colleghi al termine della giornata. Ma le nuove abitudini di consumo chiedono sempre più spesso alternative leggere, fresche e sorprendenti, capaci di unire convivialità e attenzione al benessere. Da questa esigenza nasce il Fruit Spritz, la nuova interpretazione del classico Spritz che sostituisce la tradizionale parte alcolica con la naturalezza dei pre-mix a base di frutta di DOuMIX?.

Il risultato è un aperitivo low alcohol, più moderno e versatile, che conquista al primo sorso. Grazie alla frutta, il drink si arricchisce di aromi intensi, profumi invitanti e colori brillanti, trasformandosi in un cocktail adatto a ogni stagione e capace di adattarsi a diversi gusti ed esigenze.

Ogni variante un’esperienza unica

Ogni variante di Fruit Spritz ha una personalità unica, pronta a raccontare un’esperienza diversa nel bicchiere.

Così Pink Spritz gioca sull’equilibrio tra dolcezza e freschezza agrumata del pompelmo rosa, regalando un twist moderno e dal carattere sofisticato. Yuzu Spritz, dove il protagonista è l’agrume orientale dalle note complesse e aromatiche, rappresenta la scelta più innovativa e gourmet, dedicata a chi ama sperimentare. Dolce e vellutato, Mango Spritz è un drink esotico e avvolgente, perfetto per chi ama i sapori morbidi e tropicali. Maracuja Spritz è una vera esplosione di energia: acidulo, intenso, sorprendente, conquista chi cerca un tocco più deciso e vivace. Peach Spritz, con le sue note delicate e rotonde, è invece elegante e raffinato, ideale per un aperitivo soft ma di grande impatto. Mentre Strawberry Spritz porta nel bicchiere la freschezza golosa e iconica della fragola, che aggiunge un tocco di colore irresistibile.

L’aperitivo contemporaeo

Con queste varianti, il Fruit Spritz diventa molto più di un semplice cocktail: un format versatile che si presta a essere personalizzato, arricchito da garnish creative e proposto nelle più diverse occasioni, dal classico aperitivo in terrazza alle serate più speciali.

Colorato, frizzante e contemporaneo, il Fruit Spritz risponde alle esigenze di un pubblico sempre più attento a equilibrio e leggerezza, senza rinunciare al piacere e alla convivialità. È la dimostrazione che l’aperitivo può evolversi restando fedele alla sua anima: un momento di gioia e di incontro, ma con uno sguardo nuovo, più vicino ai gusti e alle tendenze di oggi.

Scegliere il Fruit Spritz significa portare nei bicchieri non solo un cocktail, ma un’esperienza sensoriale che unisce la tradizione italiana dell’aperitivo alla freschezza autentica della frutta.

Aperte le iscrizioni per il corso Coffee Sustainability Foundation di Mumac Academy

Mumac Academy Coffee Sustainability Fondation SCA
In programma lunedì 22 settembre, il corso on line, tenuto dal formatore certificato Sca Angelo Sportelli, approfondisce il tema della sostenibilità nel mondo del caffè e le principali sfide che il settore si trova ad affrontare

La sostenibilità è un tema che assume una centralità sempre maggiore nel mondo del caffè. A questo tema è dedicato il corso Coffee Sustainability Foundation Sca di Mumac Academy, il centro di formazione sulla cultura del caffè di Cimbali Group. L’appuntamento formativo, della durata di 8 ore (9-13 e 14-18), è in programma lunedì 22 settembre in modalità online attraverso la piattaforma Teams.

Il corso, tenuto in collaborazione con il formatore certificato Sca (Specialty Coffee Association) Angelo Sportelli, introduce i concetti chiave della sostenibilità ed esamina le principali problematiche che il settore del caffè si trova oggi ad affrontare. L’obiettivo è di far comprendere come la sostenibilità rappresenti una sfida di grande portata per il mondo del caffè, ma non inaffrontabile e chiarire le idee su come muovere i primi passi in ciascun contesto specifico.

A questo scopo il percorso formativo è stato pensato per un’ampia platea di partecipanti connessi a questo mondo, professionisti e non: baristi, piccoli agricoltori, grandi produttori, addetti alle vendite, acquirenti di caffè verde, proprietari e gestori di locali, torrefattori, commercianti, tecnici, operatori di Ong.

I partecipanti, confrontandosi direttamente con il formatore, potranno approfondire i fondamenti di un approccio sostenibile al caffè, le principali relazioni all’interno del settore, esplorare le sfide e le opportunità ambientali, economiche e sociali, oltre a sviluppare strumenti pratici a supporto delle pratiche sostenibili.

Come partecipare

Per partecipare al Coffee Sustainability Foundation Sca occorre iscriversi a questo link, dove si possono trovare ulteriori info sull’appuntamento. In alternativa si può mandare una e-mail a: mumacacademy@cimbaligroup.com

Le iscrizioni chiudono una settimana prima della data del corso e il costo di partecipazione è di 366 euro (Iva e certificazione incluse)

Locale Firenze si regala Labo-ttega: un mixology lab per celebrare i suoi 10 anni

Nelle cantine trecentesche, un nuovo spazio per sperimentazioni e degustazioni, mixare sapori liquidi e solidi e trovare un nuovo linguaggio gastronomico

Quale modo migliore per celebrare il traguardo dei 10 anni se non inaugurare un nuovo mixology lab? Un modo per promuovere ancora di più (se ce ne fosse bisogno), l'unione fra bar e cucina, in un posto come Locale Firenze, 36° posto dei World’s 50 Best Bars, che da sempre ha una doppia anima di cocktail bar e ristorante, promuovendo il verbo del food&cocktail pairing. Inaugurazione ufficiale prevista per il 15 settembre, giorno in cui Locale Firenze spegnerà le dieci candeline, per il nuovo spazio denominato Labo-ttega, realizzato nelle sue suggestive cantine sotterranee del Trecento.

Definirlo mixology lab è tuttavia riduttivo: è uno spazio in cui le due squadre guidate dall'executive chef Simone Caponnetto e dal bar manager Fabio Fanni si potranno confrontare, proponendo percorsi che mixano sapori liquidi e solidi, sublimando il concetto di food&cocktail pairing: masterclass esclusive, esperienze gastronomiche e di mixology (su prenotazione, al costo di 65 euro a persona), eventi privati focalizzati sull’innovazione e la sperimentazione sugli ingredienti. Qualche esempio? Il drink Maiale e pesche (un Milk Punch a base di Marsala, whisky, pesca, mela, fondo bruno di maiale e latte), affiancato alla Terrina di maiale, che valorizza il quinto quarto dell'animale.

Anche il nome Labo-ttega non è casuale: nasce dall’unione di laboratorio e bottega, prendendo spunto dalla tradizione fiorentina, dove la bottega non era solo un negozio, ma un centro di apprendimento, produzione e creatività. Si "andava a bottega" per imparare e sperimentare, con la supervisione di un maestro.

«Labo-ttega - commenta Fabio Fanni - ci offre la possibilità di sperimentare ancora di più, utilizzando tecniche come la fermentazione e la nostra già vasta produzione di miso, kombucha e amazake. Non si tratta di bere un semplice drink, ma di vivere un’esperienza sensoriale studiata con coerenza, precisione e rispetto per ciò che il territorio offre in quel momento dell’anno». Lo scambio fra bar e cucina è il fulcro del progetto, per lo chef Simone, che aggiunge: «Con questo percorso voglio celebrare il valore dell’ingrediente originale, riscoprendo materie prime dimenticate, come il vero zafferano toscano, il miele autentico e i fagioli zolfini».

Torna a Bologna ShowRum: un viaggio nei grandi terroir della canna da zucchero

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Appuntamento il 21 e 22 settembre per il festival del rum, ideato e diretto da Leonardo Pinto. Novità 2025, il Pirate’s Cove, dove degustare etichette rare

Il festival italiano del rum torna a Bologna. Appuntamento il 21 e 22 settembre per la seconda edizione nel capoluogo emiliano di ShowRum - Italian Rum Festival, l'undicesima dal lancio dell'evento ideato e diretto da Leonardo Pinto. La manifestazione, per il secondo anno consecutivo, si terrà nello spazio industriale del Binario Centrale – Spazio Dumbo di Bologna e anche quest'anno ospiterà prodotti provenienti da tutto il mondo, offrendo al pubblico un viaggio nei grandi terroir della canna: Caraibi, America Latina, Oceano Indiano, Asia e le nuove frontiere come Australia, Giappone e Italia.
Fitto il programma dell'evento, che si svilupperà fra stand, masterclass, il premio Best in class, le aree degustazione e i tre bar tematici: il Carribean Bar gestito dal Freccia Bar di Piumazzo, dedicato ai grandi classici caraibici; il Tiki Bar, firmato da Gianni Zottola in collaborazione con il 40139 Garden Bar di Bologna, con drink esotici e polinesiani; lo Speakeasy Bar, a cura del Cotton Club di Modena. La novità di quest'anno è lo spazio Pirate’s Cove, un’area esclusiva a cura di Marco Graziano per dare a tutti gli appassionati la possibilità di accedere a bottiglie rare e pregiate: con una fee minima di 35 euro, i visitatori potranno effettuare 10 assaggi tra selezioni da collezionisti. La due giorni dedicata al rum non si fermerà nell'area fieristica, ma coinvolgerà diversi locali del capoluogo emiliano: si chiama Drink Around la rassegna di guest bartending che si svolgerà nei migliori locali della città.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.10

L'episodio numero 11 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due avventurieri, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. Nel decimo episodio, i due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale.

L'episodio numero 10 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo e il nono episodio).

Lmdv Capital acquisisce l’intera proprietà di Boem

Boem gamma
La società di Leonardo Maria Del Vecchio ha assunto il controllo totale del marchio italiano di hard seltzer. Che ora punta a consolidare la posizione in Italia e a muovere i primi passi all’estero

Si apre un nuovo capitolo nel percorso di crescita di Boem, il marchio di hard seltzer made in Italy. Un nuovo capitolo che al primo paragrafo vede un nuovo assetto societario: Lmdv Capital, la società di investimento di Leonardo Maria Del Vecchio, socio di Fedez e Lazza nel progetto Boem, ha assunto il pieno controllo dell’azienda per guidarne il rilancio e lo sviluppo internazionale.

Il nuovo assetto permetterà di affrontare con coerenza e visione un mercato in forte evoluzione e di sviluppare ulteriormente l’identità del marchio, con Fedez e Lazza che continueranno a dare il loro contributo nel ruolo di ambassador del brand in Italia.

Consolidare la crescita in Italia e sviluppo all'estero

Il passaggio di mano arriva infatti in un momento cruciale per la crescita del marchio, fondato nel 2023. Il 2024 è stato un anno di consolidamento e di importanti investimenti, dedicati in particolare a ricerca e sviluppo, al marketing e alla costruzione dell’organizzazione e si è chiuso con risultati in linea con il piano industriale. I primi frutti di questo impegno sono arrivati nei primi mesi di quest’anno, quando il marchio ha registrato una notevole impennata delle vendite e con il fatturato quadrimestrale che ha superato di ben il 69% l’intero risultato del 2024.

A trainare la crescita l’arrivo di due nuove referenze, Mango e Pompelmo Rosa (leggi Due nuovi gusti per Boem), che in aggiunta all’originale Boem al gusto Zenzero, compongono una gamma di bevande ready to drink a basso contenuto alcolico (4,5% in vol) e calorico (meno di 30 kcal per 100 ml), sugar free e vegane, che risponde in pieno alle esigenze e preferenze delle nuove generazioni di consumatori. Ma non solo, perché alla crescita del fatturato ha contribuito anche la nuova identità visiva del brand e il rafforzamento della distribuzione sia nel segmento horeca, dove è affidata a Velier, sia nella gdo.

L’anno in corso è quello nel quale il marchio punta a consolidare la sua presenza nei canali di vendita nazionali, a rafforzare la redditività e a muovere i primi passi concreti sulle piazze estere.

Il tuo locale è davvero inclusivo? Scarica la check list e scoprilo

Concentrated disabled man in wheelchair pays for purchase in coffee shop with terminal, credit card
Scarica il questionario di autovalutazione e scopri se il tuo locale è inclusivo e accogliente (e non solo accessibile secondo le norme di legge) per persone con disabilità o ridotte capacità motorie

Basta poco: scegliere un tavolo senza la gamba in mezzo, tenere il bagno pulito, offrire una cannuccia perché tutti possano bere il latte senza problemi. Per rendere il proprio locale inclusivo e accogliente (e non solo accessibile, come richiedono le norme di legge) per persone con disabilità o ridotte capacità motorie non servono per forza enormi investimenti, economici e non solo.

SCARICA QUI LA CHECK LIST E SCOPRI QUANTO È INCLUSIVO IL TUO LOCALE

Bastano pochi accorgimenti o attenzioni nella progettazione: per chi è, per esempio, su una sedia a rotelle, quei dettagli possono fare la differenza. E che permettono di parlare di usabilità, anziché di accessibilità, come spiega Massimo Fiori, presidente di Ruote a spasso Aps. L’associazione ha messo a punto il progetto UsAbile e la mappa dell’usabilità, uno strumento basato su Google Maps che raccoglie e recensisce infrastrutture, servizi, ristoranti e bar valutandone l’accoglienza per chi ha una disabilità. Una mappa colorata, consultabile sul sito Ruoteaspasso.it, con pin verdi, gialli e rossi, a seconda del livello di usabilità, valutati da un team di trenta persone con disabilità motoria.

Ne parliamo più nel dettaglio nell'articolo uscito sul numero di settembre di Bargiornale, da pagina 138. Intanto, chi volesse capire meglio qual è il grado di "usabilità" del proprio locale, può verificare compilando la check list apposita, che vi proponiamo anche sul numero cartaceo e che si può scaricare qui.

SCARICA QUI LA CHECK LIST E SCOPRI QUANTO È INCLUSIVO IL TUO LOCALE

Oltre a spazi, sedute e bagni, non bisogna mai dimenticare un fattore fondamentale: per l’inclusività è anche essenziale la formazione del personale, che deve avere la giusta sensibilità nel relazionarsi con tutti i clienti.

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