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Baritalia 2025 a Torino: selezionati altri 17 finalisti

Baritalia Torino 2025 gruppo
©Riccardo Gallini /GRPhoto
Tanti i professionisti che hanno preso parte alla quarta tappa dell'edizione 2025 del laboratorio itinerante di miscelazione, approdato nella città culla del vermouth e dell'aperitivo. Ecco i nomi dei bartender qualificatisi per la finalissima di Venezia

Dopo la pausa estiva, il tour di Baritalia lungo la Penisola è ripreso facendo tappa a Torino. Palcoscenico del quarto appuntamento dell’edizione 2025 del laboratorio di miscelazione di Bargiornale il Combo, locale sorto in un’ex caserma dei vigili del fuoco e che è insieme bar, salotto, radio, bistrot, ostello e laboratorio creativo: uno spazio che racconta l’anima intima e accogliente della città, patria del vermouth e dell’aperitivo. Come sempre numerosi, oltre 300, i professionisti del settore, provenienti da tutto il Piemonte e da altre regioni del Nord Italia, che non hanno voluto mancare all’evento, e al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail previsto dal suo menu.

Altrettanto numerosi, ben 86, i professionisti del bancone che hanno partecipato a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che anche quest’anno ha come tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere e incentrata su tre punti focali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Nella tappa torinese sono stati selezionati altri 17 talenti, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima che si terrà nel Final Show di Baritalia 2025, in programma il 24 novembre a Venezia.

Ecco i loro nomi: Valentina Esposito (Alpestre), Fabio Ferrara (Ancienne Pharmacie), Marco Dellafina (Bonaventura Maschio), Nicolò Canali, in rappresentanza di Paolo Beatino (Botran), Elena Rossi (Campari Academy), Filippo Lazzerini (Casoni), Gloria Grassi (Coca-Cola Hbc Italia – Barceló), Chiara Cantini (Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Alessio Spanò (Compagnia dei Caraibi), Giordano Seghetti (Gamondi), Emanuele Costantino (Mixer), Leonardo Scimmi (Molinari), Davide Pelacani (Montosco), Paolo Gugole (Nonino), Federica Di Lella (Stock Spirits), Daniele Graziano (The Organics by Red Bull) e Christian Parisi (Three Cents).

A meritarsi il Premio Baritalia menzione speciale Back to Basics per il drink più aderente al tema è stato Angela Tion (Nonino).

La giuria di Baritalia Torino

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Sara Cannizzaro (Alpestre), Denny Del Monaco (Ancienne Pharmacie), Steve Righetto (Bonaventura Maschio e Botran), Marianna Di Leo (Campari Academy), Nicola Piazza (Casoni), Luca Cervellati (Coca-Cola Hbc Italia Barceló e Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Emanuele Russo (compagnia dei Caraibi), Igor Tuliach (Gamondi), Terry Monroe (Mixer e Montosco), Marco Fedele (Molinari), Giacomo Sai (Nonino), Raffaele Lentini (Stock Spirits), Vittorio Rosso (The Organics by Red Bull) e Filippo Ghizzi (Three Cents).

Giuria, come ormai da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e del Piemonte e dal cavaliere Danilo Bellucci: Stefano Armiento, Livio Buscaglia, Pier Cavalli, Cinzia Ferro, Matteo Fornaro, Michael Faccenda, Martina Franchini, Giuliana Giancano, Naomi Giardino, Marco Giuridio, Luca Granero, Alessia Mittone, Manuel Montalbano, Oscar Partucci, Vanessa Vialardi, Manuela Viglione, Enea Voli, Branka Vukasinovic e Dennis Zoppi.

Gli approfondimenti sulla mixology

Grande è stata la partecipazione dei professionisti anche ai Boot Camp, altro pezzo forte del menu di Baritalia: 17 masterclass gratuite dedicate alle tecniche di miscelazione e tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Ad aprire il programma Luca Cervellati e Filippo Ghizzi con una masterclass sulla scienza delle bolle dei mixer Three Cents (a cura di by Coca-Cola Hbc Italia), seguiti da Manuel Greco che ha spiegato gli elementi distintivi del gin emiliano Gin Tabar (a cura di Casoni), e da Sara Cannizzaro che ha raccontato il matching tra lo spirito alpino di Alpestre e la miscelazione. Danny del Monaco e Lindon Zulbeari hanno raccontato i segreti di Ancienne Pharmacie, mentre Marco Fedele ha condotto il pubblico in un viaggio attraverso la storia e la tradizione di Molinari e Marianna Di Leo ha illustrato lo spirito messicano e l’anima creativa di Espolòn Tequila (a cura di Campari Academy). A chiudere la sessione mattutina le masterclass di Terry Monroe sull’importanza del colore nella miscelazione e la matematica degli ingredienti (a cura di Mixer Professional Cocktails) e di Steve Righetto sull’Aperitivo 2.0 (a cura di Bonaventura Maschio).

Il programma di masterclass è ripreso nel pomeriggio con gli incontri Lucio Ammatuna sull’arte dell’aperitivo con Limoncè (a cura di Stock Spirits), con il viaggio nel mondo del mezcal con Juan Carlos Gonzales (a cura di Compagnia dei Caraibi) e con Danilo Caratto e Michele Giacca dell’Accademia Ifse sull’arte dell’abbinamento tra tapas e cocktail (a cura di GrosMarket).

Gli incontri sono proseguiti con le masterclass di Giacomo Sai sulla miscelazione della grappa (a cura di Nonino), di Nicolò Lo Iacono sull’arte della semplicità nella mixology (a cura di The Organics by Red Bull) e di Igor Tuliach dal titolo Il premium quotidiano (a cura di Gamondi). A chiudere la sessione Gian Maria Ciardulli e Terry Monroe che hanno raccontato il ruolo del Sale Maldon e delle spezie nei cocktail e Francesco Di Stefano con un incontro sulle proposte di Lanterna per creare l’aperitivo perfetto.

I finalisti della tappa di Torino e i vincitori per ogni squadra

Alpestre
Valentina Esposito
Sebastiano Puglisi
Alessandro D'Introno

Ancienne Pharmacie
Fabio Ferrara
Francesco Calvi
Maurizio Costa

Bonaventura Maschio
Marco Dellafina
Elena Ballasina
Luca Gasparini

Botran
Paolo Beatino / Nicolò Canali
Marco Vaudagna
Olivier Spirito

Campari Academy
Elena Rossi
Kevin Faccio
Mary Prevedelli

Casoni
Filippo Lazzerini
Jacopo Lancerin
Luciana Parisi

Coca-Cola Hbc Italia – Barceló
Gloria Grassi
Filippo Cellini
Alberto Gnocchi

Coca-Cola Hbc Italia - Vodka Finlandia
Chiara Cantini
Mattia Boschi
Augusto Cappella

Compagnia dei Caraibi
Alessio Spanò
Davide Freguglia

Gamondi
Giordano Seghetti
Matteo De Michele
Giorgio Pocorobba

Mixer
Emanuele Costantino
Ferdinando Liguori
Anna Chiara Patè

Molinari
Leonardo Scimmi
Viola Calderini
Simone Bonino

Montosco
Davide Pelacani
Lorenzo Roveta
Gabriele Maggioni

Nonino
Paolo Gugole
Stefano Marongiu
Angela Tion

Stock Spirits
Federica Di Lella
Valentina Scuotto
Lucio Ammatuna

The Organics by Red Bul
Daniele Graziano
Pietro Garofano
Alice Brozzoni

Three Cents
Christian Parisi
Lorenzo Faggiano
Luca Grifi

I prossimi appuntamenti di Baritalia

CATANIA: 3 novembre
VENEZIA: final show 24 novembre

Miscelazione d’autore a Insolito Marsala con il Drink Team by Bargiornale

Il Rooftop del Dome Hotel
Alcuni dei senatori siciliani della squadra di bartender di Bargiornale saranno i protagonisticon i loro signature a base di Marsala delle serate a tutta miscelazione nell’ambito della manifestazione siciliana: il 1° ottobre al Juparà e il 2 ottobre al Dome Hotel

Il Drink Team by Bargiornale è pronto per Insolito Marsala, l’evento, in scena nella cittadina siciliana fino al 4 ottobre, che intreccia vino, cibo, horeca 3.0 e tecnologia per raccontare il futuro dell’ospitalità (leggi Al via la seconda edizione di Insolito Marsala). Tra i percorsi sensoriali, sperimentazioni e abbinamenti che caratterizzano il menu della manifestazione, un posto d’onore è riservato alla miscelazione, con il Mixology Safary Tour, organizzato con Bargiornale. Due serate speciali, quelle dell’1 e del 2 ottobre, in altrettanti locali del centro storico della città, all’insegna della miscelazione d’autore, che avranno come protagonisti alcuni dei senatori in Sicilia della squadra di mixologist di Bargiornale.

Il primo appuntamento è per mercoledì primo ottobre (dalle ore 19 alle ore 21) al Juparanà, locale poliedrico, guidato da Roberto Tranchida, che dalla mattina alla notte accompagna i suoi ospiti in un percorso di gusto e convivialità. Per l’occasione, dietro il bancone ci saranno Fabrizio Candino e Matteo Bonandrini de La Sartoria di Palermo e Salvatore Longo del Bohème di Catania.

Tappa della seconda serata, giovedì 2 ottobre (sempre dalle 19 alle 21), il Rooftop del Dome Hotel, di Giuseppe Maltese, terrazza sui tetti di Marsala che offre una spettacolare vista sulla città. Ad allietare il palato degli ospiti ci saranno Domenico Cosentino, bar manager del Clara Bow di Catania, e Rocco “Mr. Mojito” Fiorenza del T@G Cocktail Bar di Marsala.

In entrambe le serate, presentate da Stefano Nincevich, vicedirettore della rivista, i cinque bartender proporranno dei loro signature cocktail a base di Marsala, trasformando il vino simbolo della città in un ingrediente moderno e sorprendente per un percorso sensoriale che unisce tradizione e creatività.

Ma, andiamo a conoscere meglio i senatori del Drink Team protagonisti a Insolito Marsala

1. Fabrizio Candino

Classe 1988, da 15 anni dietro il bancone, ha lavorato in diversi locali in giro per il mondo, tra Italia, Europa e Usa. Tornato a Palermo, nel 2021, con i soci Matteo Bonandrini, Ivan Geraci e Andrea Caputo, ha aperto il cocktail bar Sartoria miscelazione democratica. Ha partecipato a diversi concorsi: è stato finalista europeo della Bacardì Legacy (2016), vincitore italiano di The Tahona Society Competition (2018) e global winner dell’edizione 2023 di Art Of Italicus Aperitivo Challenge.

2. Matteo Bonandrini

Lunga esperienza nel settore del bartending e tanta strada tra i maggiori locali di Palermo, è co-proprietario di Sartoria miscelazione democratica, progetto che ha nella “democratizzazzione del lusso” la sua filosofia e punta a creare un’esperienza su misura per i suoi ospiti. La curiosità costante e la ricerca di nuovi stimoli lo hanno portato a collaborare con alcune delle realtà principali del mondo spirit, come Martini & Rossi e Pernod Ricard nel ruolo di brand expert.

3. Salvatore Longo

Nato nei ruggenti anni Novanta di Catania, entra nel mondo dell’hospitality a 18 anni mentre studia chimica e biologia all’università. Dopo esperienze in diversi locali, ha dato vita, insieme a Bruno Arena, al Bohème, un piccolo salotto di miscelazione sartoriale nella sua città. Nel 2017 diventa Molinari Ambassador, viaggiando in Italia ed Europa tra guest shift e masterclass. Oltre a guidare il Bohème, è membro della Wild Turkey Family e collabora come Master Bartender e Trainer per Campari Academy.

4. Domenico Cosentino

Catanese, classe 1977, bar manager del Clara Bow, Cosentino ha come stella polare i grandi classici, che da sempre ispirano le sue creazioni. Dopo un’esperienza in Argentina, nel 2014 rientra in Sicilia per avviare un percorso di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Finalista mondiale della Nearly Neat Competition 2019 a Santo Domingo, oggi porta avanti la sua ricerca tra miscelazione e food pairing, unendo materia prima, creatività e identità siciliana.

5. Rocco Fiorenza

Noto nel settore come Mister Mojito, per il suo amore smisurato per il grande cocktail cubano - tanto da portare con sé un kit da viaggio per prepararlo a regola d’arte (non pestato!) - è dietro al bancone da oltre 25 anni. La sua miscelazione si distingue per l’approccio sperimentale e innovativo, unendo creatività e valorizzazione degli ingredienti territoriali. Ha girato tutta la Penisola e oggi ha base a Marsala, dove è titolare di eFFeRRe Group e X-Events, società di consulenza, formazione e beverage catering, e il T@G Cocktail Bar

Nel segno dell’italianità le nuove ricette Chef Fresche Idee

Chef Fresche Idee
Spaghetti alla Cacio e Pepe, la Carbonara e la Lasagna alla Bolognese arricchiscono la linea di piatti pronti firmata dal marchio di Parma Is. Ricette gustose, invitanti e clean label, per una pausa pranzo veloce e nutrizionalmente bilanciata

All’insegna dell’italianità le tre nuove ricette Chef Fresche Idee, il marchio con cui Parma Is firma una linea di piatti freschi pronti solo da scaldare. Tutte da gustare, le new entry sono tre icone della cucina nazionale: gli Spaghetti alla Cacio e Pepe, la Carbonara e la Lasagna alla Bolognese, pasta sfoglia con ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano.

Golose novità con le quali Chef Fresche Idee amplia la sua offerta, confermando l’approccio innovativo ai piatti pronti che ne ha decretato il successo di mercato, fin dal lancio nel 2023: ricette semplici, realizzate con materie prime di qualità e senza conservanti, presentate in packaging accattivanti, che si conservano a lungo (shelf life 30 giorni), pratiche e veloci da portare in tavola. E, ovviamente, di indiscutibile bontà.

Gusto e qualità sempre disponibile

Perché gustare una ricetta Chef Fresche Idee è proprio come assaggiare un piatto appena realizzato (e impiattato!) da uno chef, ma sempre a disposizione nel frigo del locale. Altro aspetto distintivo della linea è il processo di pastorizzazione a freddo, che mantiene le ricette fresche come appena cucinate e ne garantisce la stabilità e la sicurezza alimentare per 30 giorni.

Merito dell’efficace azione di abbattimento microbiologico svolta dalla tecnologia delle alte pressioni (Hpp - High pressure processing), che sottopone l’alimento confezionato ad un’elevata pressione idrostatica (fino a 6mila bar), garantendone sicurezza e freschezza. Una tecnologia in cui è specializzata HPP Italia, azienda del gruppo ParmaFood, del quale Parma Is è parte, che è leader in Italia in quest’ambito.

«Siamo molto soddisfatti del successo di mercato riscontrato dai piatti pronti Chef Parma Is fin dal loro lancio - commenta Giulio Gherri, presidente di ParmaFood Group -. Adesso la linea si arricchisce di tre nuove referenze che celebrano la cucina nazionale e fanno da apripista alle prossime preparazioni, che saranno sempre più legate alla stagionalità e alle eccellenze del periodo. Perché a noi piace fare le cose tradizionali in modo nuovo: l’innovazione sta proprio in questo».

Bontà a prima vista

Anche le tre nuove ricette arrivano nell’elegante vassoio nero quadrato, confezionato in skinpack. Una confezione che, grazie all’effetto skin, esalta forme e colori degli ingredienti, rendendo il piatto ben visibile e molto appetitoso, anche solo alla vista: nel segno di un marketing sensoriale che fa pregustare fin da subito il sapore del piatto.

Subito pronti da servire

Non solo buoni come fatti in casa, ma anche “veramente” pronti e perciò veloci e facili da preparare. Come per le altre proposte della linea Chef Fresche Idee, per servire i nuovi piatti basta scaldarli nel microonde per 2 minuti e sono pronti da gustare.

Non occorre nemmeno rimuovere la pellicola. Il film di rivestimento gioca infatti un ruolo chiave: gonfiandosi grazie al calore del prodotto, crea una sorta di bolla che mantiene i vapori al suo interno, rendendo la cottura omogenea e lasciando inalterati gli aromi. In alternativa, si può anche riscaldare la ricetta saltandola in padella per 5 minuti.

Proposte per tutti i gusti

Gustosi, invitanti già alla vista, pratici i piatti pronti Chef Fresche Idee sono ideali per tutti i locali che vogliono offrire ai loro clienti proposte di alta qualità, pur non disponendo di una cucina attrezzata e di personale specializzato. Una linea in grado di accontentare ogni tipologia di pubblico, grazie alla ricchezza e varietà delle proposte, accomunate, inoltre, dall’attenzione per una corretta alimentazione.

Le nuove referenze saranno protagoniste nello stand (Pad. 7 - Stand D051) di Parma Is ad Anuga, tra le maggiori fiere dedicate al food & beverage, in programma a Colonia dall'8 al 4 ottobre prossimi, dove l'azienda sarà presente con tutta la sua ricca proposta.

Negroni Room Experience: dal 3 al 26 ottobre il pop-up a Roma

L'esperienza immersiva Negroni Room, targata Carico Milano, in partnership con Campari, sbarca a Roma a Palazzo Velli Expo, nel cuore di Trastevere

Il format Negroni Room Experience creato da Carico Milano, in collaborazione con Campari, continua il suo tour e sbarca a Roma dal 3 al 26 Ottobre. Un'esperienza immersiva che ripercorre la storia del cocktail nato al Caffè Casoni di Firenze nel 1919 e diventato il più bevuto al mondo. Un'occasione per celebrare l’eccellenza italiana del bere miscelato all'italiana, grazie al percorso multisensoriale ideato da Carico Milano, che unisce l’arte e la passione - valori cardine del brand Campari - all’interno di una degustazione raffinata ed emozionante, non solo per il palato, che ripercorre la storia del cocktail, dal Conte Camillo Negroni ad oggi.

Trasformata in un pop-up che ha già toccato Firenze, dove tutto è nato, Torino e Napoli, la Negroni Room si accenderà a Palazzo Velli Expo, una location d’eccezione nel cuore di Trastevere. Dal 3 al 26 ottobre, l’iniziativa vedrà anche il contributo di quattro partner bar del territorio, Il Marchese, Terrazza Les Etoiles, La Zanzara, tutti indirizzi top romani, e il Depero Club di Rieti, i cui bartender proporranno la loro interpretazione del Negroni, offrendo agli ospiti un’esperienza autentica e diversificata. L’esperienza prevede l’accesso esclusivo per gruppi di 10 persone in 3 slot giornalieri.

Almave, il primo distillato di agave zero alcol sbarca in Italia

Due referenze, Blanco e Ámbar, per la bevanda a base di agave azul, lanciata dal campione di Formula Uno, Lewis Hamilton, in collaborazione con Casa Lumbre
Non chiamatela tequila analcolica. L'avvertimento viene da Iván Saldaña in persona, master distiller, già riferimento nella distillazione alcolica dell'agave. Almave è il primo distillato premium analcolico di agave blu, appena lanciato in Italia in due versioni, Blanco e Ámbar, in partnership con Pernod Ricard Italia. Con Saldaña, nel progetto troviamo un altro nome, notissimo sebbene in altri campi: è il sette volte Campione del Mondo di Formula Uno, Lewis Hamilton, che ha dato vita al progetto, in collaborazione con il gruppo di spirits messicano Casa Lumbre.
Il campione del mondo di F1, Lewis Hamilton, ideatore del progetto Almave

Con un roadshow che ha coinvolto i migliori bartender di Milano e Roma, Almave si presenta con il suo gusto liscio e armonico, reso pungente da una leggerissima presenza di capsaicina (il composto che rende piccanti i peperoncini). «Siamo convinti - ha spiegato Iván Saldaña - che non necessariamente il nostro target è chi non beve, anzi, più spesso è un bevitore che vuole alternare un cocktail alcolico e uno analcolico per vivere al meglio la sua serata. Con un prodotto come Almave si possono costruire cocktail sia senza alcol, che con alcol, ma che comunque saranno low». Gli fa eco Alejandro Mazza, advocacy manager di Pernod Ricard, che evidenzia come il bere low&no sia sempre più una questione di inclusività: «Oggi è fondamentale per i bar avere per il cliente che non ha voglia o non può bere alcolico la medesima attenzione che riserva a chi beve cocktail alcolici. La sensibilità verso i mocktail sta crescendo e prodotti premium come Almave vanno in questa direzione, offrendo nuovi stimoli creativi».
Il processo di produzione di Almave differisce distintamente da quello del tequila, con cui ha in comune la provenienza di riferimento, la regione di Jalisco, e l'utilizzo di agave azul di altissima qualità. Per prima cosa, le piñas di agave di Almave vengono raccolte, cotte e schiacciate. Quindi, invece della fermentazione, vengono distillate più volte con acqua, per concentrare e catturare la complessità, i delicati aromi e i sapori dell'agave. Sugli scaffali a un prezzo che si aggira intorno ai 30 euro, quindi in fascia superpremium, Almave ha una shelf life di 13 mesi e, una volta aperto, va conservato in frigo, per un paio di settimane al massimo.

Ekaf – Cellini porta a Host i nuovi rituali del caffè

Cellini Diletta Host 2025
Protagoniste allo stand del Gruppo le tante novità sviluppate per i baristi e i consumatori contemporanei. Dalle bevande calde Joybreak alle nuove proposte in cialda e in grani di Cellini Caffè

Il caffè è da sempre un rito, ma i rituali cambiano insieme alle persone che li vivono. Gruppo Ekaf – Cellini Caffè interpreta questa evoluzione con un percorso di innovazione che verrà presentato a Host Milano, la vetrina internazionale più importante per l’horeca e il mondo del caffè, in scena a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre.

Il filo conduttore è chiaro: restare fedeli all’eccellenza del caffè italiano, introducendo soluzioni che aiutino i professionisti a distinguersi sul banco e offrano ai consumatori esperienze nuove e contemporanee.

Tra le novità spicca Joybreak, il brand di bevande calde solubili e monoporzioni che arricchisce l’offerta dei locali. Ricette facili da preparare, dal gusto autentico e dal risultato sempre costante: Joybreak risponde alle tendenze più richieste, fidelizza la clientela e amplia il ventaglio di proposte disponibili per i baristi.

L'eccellenza Cellini Caffè in cialda e in grani

Accanto a Joybreak, Cellini Caffè rilancia due linee strategiche. La nuova gamma di cialde, che coniuga freschezza e praticità, garantendo una stabilità estrattiva che semplifica il lavoro degli operatori e assicura al consumatore la qualità dell’espresso firmato Cellini. Si amplia e si rinnova la linea di caffè in grani Cellini BARISTA. La linea si arricchisce di nuove referenze dai profili aromatici intensi e strutturati, estrazioni coerenti con i massimi standard qualitativi e un restyling dal design moderno che rafforza la brand identity.

In primo piano anche il Coffee Concentrate Cellini, pensato per un mercato sempre più orientato alla mixability. Una base caffè, intensa e pronta all’uso, che apre la strada a signature drink, ricette fredde, preparazioni latte-based fino ad applicazioni in pasticceria. Una soluzione veloce, personalizzabile e social-friendly, perfetta per le nuove generazioni e per i locali che vogliono distinguersi con proposte innovative e scalabili.

Proposte che testimoniano la capacità di Ekaf – Cellini Caffè di innovare senza rinunciare alla tradizione: un equilibrio tra cultura dell’espresso e nuove opportunità di consumo, in Italia e all’estero.

Le novità saranno protagoniste a Host (Pad 20- D12 E11), dove Ekaf – Cellini Caffè racconterà come i nuovi rituali di consumo possano tradursi in esperienze coinvolgenti per i consumatori e in nuove marginalità per i professionisti. Perché i gusti cambiano, ma l’eccellenza non passa mai di moda.

Gian Maria Ciardulli si aggiudica il Prime Uve Exotic Contest

Presso il torinese San Mauro Country Club, nove finalisti hanno saputo miscelare le acquaviti d'uva Prime Uve Bonaventura Maschio in cocktail ispirati al mondo esotico, tropicale e tiki.

Cosa c'entra un'acquavite d'uva come Prime Uve Bonaventura Maschio (nelle versioni Bianche e Nere) con il mondo esotico, tropicale e tiki?
Magari poco per gli irriducibili puristi che si rifanno ai drink tiki di Don The Beachcomber ma invece molto per le possibili interpretazioni creative, visto le interessanti proposte emerse al Prime Uve Exotic Contest, organizzato dall'a storica (1903) distilleria veneta il 22 settembre scorso al San Mauro Country Club di San Mauro Torinese, alle porte del capoluogo piemontese.

Le caratteristiche tipiche dei due distillati come gusto morbido e pulito, profumi floreali ed erbacei, si sposano benissimo con gli ingredienti tipici del mondo esotico, tropicale e tiki, con frutta dai sapori intensi come ananas, cocco, maracuja e mango e distillati di canna da zucchero come il ron nei vari invecchiamenti.

Ciascuno dei nove partecipanti (selezionati tra un centinaio di proposte inviate per e-mail) ha voluto e saputo infatti interpretare una propria personale miscelazione che ha visto prevalere in particolare le proposte di Chiara Braione (Lanificio San Salvatore, Salerno), Gian Maria Ciardulli (Donna di Cuori, Cecina/lLivorno) e Sandro Pellegrini (Sunset Café, Marina di Pisa), secondo la giuria di professionisti come i giornalisti di settore Rossella De Stefano e Rodolfo Guarnieri, insieme con il capobarman e consigliere Aibes Guido Mazzetti e il cultore di settore Andrea Fiore. Sotto osservazione criteri cardine come gusto, focus sull'impiego di Prime Uve, territorialità e presentazione.
Ottimi apprezzamenti anche per gli altri concorrenti Roberto Cuccu e Paola Dacò (Epiko, Laveno Mombello/Varese), Francesco Zicari (Lido Boomerang - Havana Club, Marina di Ginosa/Taranto), Niccolò Bovenzi (Smile Tree, Torino),  Marco Vaudagna (Garden Café, Torino), Fabio Ferrara (free lance, Torino).
A latere del contest, i concorrenti sono stati anche sottoposti a un blind test di riconoscimento di distillati vari, mentre i tre finalisti Chiara Braione, Gian Maria Ciardulli e Sandro Pellegrini hanno dovuto improvvisare tre ricette exotic tiki con alcuni ingredienti a sorpresa.
Organizzata da Steve Righetto, Brand Developer e Horeca Specialist di Distillerie Bonaventura Maschio, in collaborazione con il Piemonte Area Sales Manager Bonaventura Maschio Mauro Solera, l'evento è stato presentato dall'esuberante Livio Buscaglia, barman pluripremiato, titolare della scuola SecreTiki Academy di Torino e coorganizzatore dell'evento.
Il materiale di servizio è stato fornito dallo sponsor The Bars, presente il titolare Gabriele Gionni.

Le tre ricette prime classificate

Kai Nalu (Onda del Mare)
di Gian Maria Ciardulli (Donna di Cuori, Cecina/Livorno)

Ingredienti
3 cl Prime Uve Nere Bonaventura Maschio
3 cl Prime Uve Bianche Bonaventura Maschio in cordial tiki (fermentato con acqua di mare, acqua di cocco, succo di ananas e di banana, caffè, miele, succo di agrumi)
1,5 cl Gin Barmaster Bonaventura Maschio
top Ginger Beer e chili
2 gocce Angostura Aromatic Bitters
Preparazione
Tecnica throwing, versare in bicchiere highball, completare con aria di sale nero delle Hawaii e una spolverata di fiori mix Montosco. e spray di Gin Puro Bonaventura Maschio. Abbinare con lingue di zucchine arrotolate con un cuore di salmone e servite in cestini di paglia.
Commento
Ricetta ispirata al "militare" Suffering Bastard di Joe Scialom (1942) con Prime Uve Nere al posto del brandy. Ricetta già inserita da tempo nella drink list del Campione della Riviera Toscana. Da notare camicia e grembiule in puro stile tiki.

Primitive
di Sandro Pellegrini (Sunset Cafè, Marina di Pisa)

Ingredienti
2 oz Prime Uve Nere Bonaventura Maschio
2 oz fassaniola gold (tropical fruit mix a base di succo ananas, passion fruit, papaya, mango, lime, guava e banana, bollite, frullate e filtrate)
1 oz succo di limone
spray di Prime Uve Nere Bonaventura Maschio
Preparazione
Tecnica fash blender, servire in boccale di ceramica tiki. Abbinare con cubetti di mango in guscio di papaya.
Commento
Da notare l'utilizzo della fassoniola, sciroppo fruttato molto utilizzato da Don The Beachcomber per "rinforzare" i suoi drink tiki. Note di merito per i mug di ceramica tiki utilizzati, oltre che per la camicia hawaiana e il cappello di paglia da piantatore equatoriale.

Opperbacco!
di Chiara Braione (Lanificio San Salvatore, Salerno)

Ingredienti
45 ml Prime Uve Bianche Bonaventura Maschio
15 ml Ron de Guatemala Botran Kì
30 ml Bacco's mix home made (90 g burro vegetale, 60 g saba o mosto cotto, Amaro Bonaventura Erbe e Spezie, vaniglia e cannella)
15 ml verjus (succo acido d'uva)
15 ml succo di limone
Preparazione
Shaker & double strain, servire in boccale di ceramica tiki personalizzato Prime Uve insieme con granita di limone, spolverata di vaniglia e cannella. Abbinamento con "Acqua di Benvenuto" in coppetta, trancio di "formaggio" vegetale o fake emmenthal.
Commento
Ricetta che prende idea da due storici drink come Navy Grog e Pearl Diver. Nota di merito per la migliore presentazione e aver saputo personalizzare i mug tiki utilizzati con la scritta Prime Uve.

Quattro italiani tra i World’s 50 Best Bars 2025 (dal 51 al 100)

World's 50 Best Bars 2025 Freni e Frizioni-interior
Freni e Frizioni a Roma (58° posto)
Freni e Frizioni e Jerry Thomas Speakeasy a Roma, L'Antiquario a Napoli e il Gucci Giardino a Firenze i locali nella lista dalla 51esima alla centesima posizione. L'8 ottobre sarà svelata la classifica dei primi 50

In attesa di conoscere la lista dei migliori 50 locali del mondo, che sarà svelata nella tradizionale serata di gala, che quest’anno torna in Asia, a Honk Kong il prossimo 8 ottobre, è arrivato il primo verdetto di The World's 50 Best Bars. È stata infatti svelata la classifica dei bar che occupano le posizioni dalla 51 alla 100.

Classifica che vede la presenza di quattro locali italiani, uno in più rispetto allo scorso anno (leggi Tre italiani tra i World’s 50 Best Bars 2024 (dal 51 al 100): il primo a comparire è il Freni e Frizioni di Roma, piazzatosi al 58° posto (53° lo scorso anno, seguito da L'Antiquario di Napoli al 63° (78° nel 2024), dal Jerry Thomas Speakeasy, anche questo a Roma, al 98° posto, e dal Gucci Giardino di Firenze, che fa il suo ingresso nella lista piazzandosi al 99° posto. Non male, sia perché i locali sono rappresentativi di tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, sia considerando che soddisfazioni ancora maggiori possono arrivare fra due settimane.

In testa in Europa con la Spagna

Un risultato che inoltre pone l’Italia, in testa per numero di locali in Europa, che, a sua volta è il continente più rappresentato con 15 cocktail bar. Un primato quello italiano in condivisione con la Spagna, presente con l’Angelita di Madrid (51°) e altri tre cocktail bar situati a Barcellona: Dr. Stravinsky (83°), Boadas (85°) e la new entry Foco (89°).

Il Regno Unito per la prima volta scende al secondo posto, con tre locali tutti londinesi: A Bar with Shapes For a Name (73°), Kwãnt Mayfair (79°) e Three Sheets Soho (80°) al suo esordio nella lista.

La vivacità dell'area Americhe

Gli Stati Uniti sono quest’anno il Paese che conta più locali in assoluto, otto distribuiti tra Chicago, Los Angeles, Miami, New York e San Francisco. Nelle Americhe da segnalare l’ottimo risultato del Messico, presente con 5 bar, tra i quali la new entry Bar Mauro (54°). Più un generale la scena Centro e Sudamericana si mostra vivace, facendo registrare diversi nuovi ingressi in classifica, quali il Mamba Negra (81°) e il Bar Carmen (100°) di Medellín, in Colombia, il Victor Audio Bar di Buenos Aires (87°), in Argentina, e l’Exímia di San Paolo (61°) in Brasile.

L'Asia si consolida

Scorrendo la lista, che quest’anno include locali di 36 città di tutto il mondo, altro aspetto che emerge è il consolidarsi nella scena bar internazionale dell’Asia, con 12 locali presenti. A guidare la classifica è ora Hong Kong con tre bar, Argo (56°), la new entry Gokan (70°) e The Savory Project (86°). Seguono, con due bar ciascuno, Giappone e Thailandia, con due new entry a Bangkok, il Dry Wave Cocktail Studio (88°) e l’Opium (92°).

La Corea del Sud è presente con il Bar Cham di Seul (53°), lo Sri Lanka con lo Smoke & Bitters di Hiriketiya (67°, era 88° nel 2024), mentre Taiwan entra in classifica per la prima volta con il Vender (74°). Altra new entry il Lair (96°) di Nuova Delhi, in India.

Per quanto riguarda il resto del mondo, da segnalare l’ascesa di Lpm Dubai (60°), new entry del 2024 e salito di 16 posizioni, e la conferma per l’Africa dell’Hero Bar di Nairobi (69°).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2025 (dalla 51 alla 100)

51. Angelita - Madrid
52. Licorería - Limantour Mexico City
53. Bar Cham - Seoul
54. Bar Mauro Mexico City
55. Bar Pompette - Toronto
56. Argo - Hong Kong
57. Wax On - Berlin
58. Freni e Frizioni - Rome
59. Schmuck - New York
60. LPM Dubai - Dubai
61. Exímia - São Paulo
62. Barro Negro - Athens
63. L'Antiquario - Naples
64. True Laurel - San Francisco
65. The SG Club - Tokyo
66. Bird - Copenhagen
67. Smoke & Bitters - Hiriketiya
68. La Sala de Laura - Bogotá
69. Hero Bar - Nairobi
70. Gokan - Hong Kong
71. El Gallo Altanero - Guadalajara
72. Attaboy - New York
73. A Bar with Shapes For a Name - London
74. Vender - Taichung
75. Martiny's - New York
76. Tjoget - Stockholm
77. Arca - Tulum
78. Baltra Bar - Mexico City
79. Kwãnt Mayfair - London
80. Three Sheets Soho - London
81. Mamba Negra - Medellín
82. Café La Trova - Miami
83. Dr. Stravinsky - Barcelona
84. Native - Singapore
85. Boadas - Barcelona
86. The Savory Project - Hong Kong
87. Victor Audio Bar - Buenos Aires
88. Dry Wave Cocktail Studio - Bangkok
89. Foco - Barcelona
90. Florería Atlántico - Buenos Aires
91. Byrdi - Melbourne
92. Opium - Bangkok
93. Mírate - Los Angeles
94. Bar Trench - Tokyo
95. Employees Only - New York
96. Lair - New Delhi
97. Kumiko - Chicago
98. Jerry Thomas Speakeasy - Rome
99. Gucci Giardino - Florence
100. Bar Carmen - Medellín

 

Al via la seconda edizione di Insolito Marsala

Insolito Marsala 2025
Dal 26 al 27 settembre e dall’1 al 4 ottobre torna l’evento che trasforma la città siciliana in un laboratorio diffuso dedicato a vino, cibo, ospitalità e nuove tecnologie. Con un ricco programma di appuntamenti, tra degustazioni, formazione e percorsi sensoriali, per esplorare il futuro di questi mondi

Si avvicina l’appuntamento con Insolito Marsala, l’evento che dal 26 al 27 settembre e dall’1 al 4 ottobre trasformerà la città di Marsala in un laboratorio diffuso dedicato a vino, cibo, ospitalità e nuove tecnologie.

Organizzato da Eureka Cultura e Innovazione con il sostegno del Comune di Marsala, Unioncamere Sicilia e diversi partner, tra i quali Bargiornale, l’evento intreccia tutti questi mondi per raccontare come possano reinventarsi ed esplorare il futuro dell’ospitalità, con un occhio particolare al ruolo giocato dalle nuove tecnologie digitali. Tutto ciò attraverso un percorso che si snoda tra degustazioni, pairing insoliti, formazione, cene a tema e arte urbana.

La formazione per i professionisti

E proprio le nuove tecnologie digitali avranno un posto di primo piano negli incontri formativi riservati dalla manifestazione al pubblico professionale. Dal 1° al 4 ottobre, al Complesso Monumentale San Pietro, prenderà il via un doppio ciclo di appuntamenti mattutini: l’Insolito Academy, focalizzata sul vino, sulla comunicazione e sull’innovazione, e la Gain Academy, che porta a Marsala esperti internazionali dell’hospitality e dell’enoturismo. Gli incontri, gratuiti ma su prenotazione, tenuti da esperti del settore e del mondo accademico, mettono a fuoco temi come l’intelligenza artificiale applicata al fuori casa, le tecnologie immersive e digitali per arricchire l’esperienza dell’ospite, e i nuovi modelli di comunicazione e di gestione nel mondo dell’ospitalità. Un’occasione per aggiornarsi, confrontarsi e comprendere le trasformazioni che stanno ridisegnando il questi settori.

Oltre alle Academy, tra gli appuntamenti per i professionisti da segnalare anche gli incontri che mettono in dialogo giornalismo, accoglienza, digitale e arte. Lluís Tolosa, direttore della Guía de Vinos de La Vanguardia di Barcellona, offrirà una riflessione sul racconto del vino e sul futuro della narrazione enogastronomica. Elisabetta Roncati esplorerà il legame tra vino e arte attraverso le etichette Nft, mentre Paolo Lottero (Ais) presenterà applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale nella comunicazione delle cantine. Enza Bergantino porterà invece l’enoturismo al centro, come esperienza di relazione autentica, arricchita da un workshop pratico su come costruire un’accoglienza capace di lasciare un segno nella memoria dei visitatori.

Nuove esperienze sensoriali

Accanto alla formazione, Insolito Marsala propone esperienze sensoriali e percorsi di sperimentazione. All’Enoteca di Palazzo Fici e nelle cantine aderenti, i vini di Marsala incontreranno alcune delle più importanti Dop italiane, dal Parmigiano Reggiano al Culatello di Zibello, dal Gorgonzola alla Mozzarella di Bufala, in abbinamenti pensati e guidati da sommelier, storici della gastronomia e comunicatori. Le degustazioni, a numero chiuso, saranno anhe occasione di confronto sul valore culturale del cibo e sul dialogo tra territori, tradizioni e innovazione.

Spazio alla mixology

In questo dialogo tra tradizione e innovazione, un posto d’onore è riservato alla mixology, con il Safari Mixology Tour, realizzato in collaborazione con Bargiornale. Nelle serate dell’1 e del 2 ottobre, Stefano Nincevich, vicedirettore della rivista, condurrà il pubblico tra i locali del centro storico. Due le tappe del tour che avranno come ospiti d’onore delle serate alcuni dei senatori siciliani del Drink Team di Bargiornale. Il primo ottobre l’appuntamento è al Juparanà, guidato da Roberto Tranchida, mentre il 2 ottobre sarà la volta del Dome Hotel di Giuseppe Maltese.

Tra esperimenti radicali ed eccellenze dell'isola

A spingere forte sull’innovazione gli “esperimenti radicali” del Future Cooking Lab dell’Università di Parma, un laboratorio sensoriale che ogni pomeriggio all’Insolito Lounge Bar, presso il Complesso Monumentale San Pietro, proporrà “assaggi di futuro”, come il gelato estemporaneo all’azoto liquido preparato al momento, spume rarefatte, bolle commestibili agli agrumi, al caffè e al Marsala.

Completano il percorso sensoriale le cene che portano il vino in cucina. Sicilia in Tavola offrirà menù a tema sui prodotti agricoli dell’isola, mentre il Marsala Insolito Menù vedrà i ristoranti cittadini e alcuni grandi chef siciliani proporre piatti dedicati all’Insolito e al Marsala per tutta la durata dell’evento.

Ultima tappa di Baritalia a Catania il 3 novembre. Manda la tua ricetta entro il 19 ottobre

La città siciliana ospiterà la quinta tappa di Baritalia 2025. In palio gli ultimi 16 posti per la finalissima di Venezia. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta
È la Sicilia l’ultima meta del tour lungo la Penisola dell’edizione 2025 di Baritalia. Il laboratorio di miscelazione approderà a Catania lunedì 3 novembre, un grande ritorno in una città dove la carovana di Bargiornale aveva fatto sosta in una delle sue prime edizioni. Un appuntamento da non perdere per bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.

Con la tappa di Catania si conclude la selezione dei finalisti di Baritalia Lab: in fondo all’articolo c’è il form da compilare per candidare la propria ricetta. Per farlo c’è tempo fino al 19 ottobre e in palio ci sono gli ultimi 16 posti per la finalissima, che si terrà il 24 novembre a Venezia.

Il gusto dell’essenzialità

Anche questa stagione di Baritalia è incentrata sul tema del “Back to Basics”: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a ricoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità.

A questa filosofia dovranno ispirarsi i concorrenti, dando vita a drink innovativi attraverso un approccio semplice o a originali rivisitazioni dei classici, reinterpretandoli in modo da esaltarne la purezza e la sobrietà, senza però alterare il fascino intramontabile delle loro storie. In ogni caso i cocktail dovranno essere creati utilizzando massimo 4 ingredienti (garnish esclusa) ed esaltando le qualità dei prodotti sponsor.

LEGGI IL REGOLAMENTO DI BARITALIA 2025

Bartender maestro di ospitalità

Ma i concorrenti dovranno dare prova anche della loro arte dell’ospitalità. I giudici premieranno infatti non solo l’abilità tecnica e la qualità del drink, ma anche la capacità di trasformare il servizio in una performance memorabile, dove ogni dettaglio contribuisce a far sentire il cliente il vero protagonista.

A Casoni Liquori la distribuzione dei ready to drink analcolici Sir. James 101

L’azienda emiliana Casoni amplia il proprio catalogo con una proposta innovativa dedicata alla mixology analcolica, che distribuirà in Italia e Regno Unito

La crescita repentina del segmento "Nolo" (No & Low Alcohol) non è sfuggito a Casoni Fabbricazione Liquori, storica realtà italiana nel settore dei liquori e distillati, fondata a Finale Emilia (Modena) nel 1814. È in quest'ottica che bisogna leggere l'annuncio della distribuzione esclusiva in Italia (e nel Regno Unito) della linea Sir. James 101, brand internazionale di cocktail analcolici ready to drink, già apprezzato nei principali mercati europei, su cui è presente dal 2020.

Una linea di cocktail, realizzati con aromi ed estratti naturali, pensata per chi vuole vivere momenti conviviali, senza rinunciare all’esperienza sensoriale del bere miscelato. La gamma comprende il Gin Tonic analcolico, con fresche note di ginepro e agrumi; il Mojito, vivace e rinfrescante con lime e menta, e l’Aperitivo Spritz, fruttato e lievemente bitter.

«La linea di cocktail analcolici firmati Sir. James 101 si integra con la nostra strategia commerciale - commenta Stefano Tirtei, Direttore Commerciale di Casoni -, ancora di più orientata alla creazione di una chiara proposta di valore dei brand. In un momento di cambiamento nelle tendenze di consumo è necessario voler individuare risposte alternative, nel rispetto dei nostri target di posizionamento e di coerenza dell’assortimento».

Zero waste: quando ha senso? I consigli antispreco

Food organic waste from apple and carrot in a paper bag for organic waste recycling. Organic waste, sorting.
Trainer bar chef di Ad Horeca, Filippo Barracano analizza con esempi pratici il riutilizzo delle materie prime fra bar e cucina

Trovare il giusto equilibrio fra lotta allo spreco della materia prima e il risparmio di tempo e denaro. È in questo labile confine che si muove un consulente come Filippo Barracano, trainer bar chef, che con Ad Horeca, scuola di formazione food&beverage a Modugno (Bari), promuove l’arte di valorizzare la proposta al bar. Sua la masterclass intitolata “Dal rifiuto al ricavo: lo Zero waste che aumenta il margine in cucina”, che punta a far aprire gli occhi su tematiche come la sostenibilità, la stagionalità, l’antispreco, senza perdere la bussola finanziaria.

Filippo Barracano, trainer bar chef di Ad Horeca

Nella ricerca dell’equilibrio, conta naturalmente il tipo di bar in questione. «Quando faccio una consulenza analizzo il locale a 360°: il target, il posizionamento, il personale, sia come numero di addetti, che come livello di preparazione, nonché le attrezzature a disposizione. Sono tutte variabili che incidono sulle scelte in termini di acquisti e proposta».

Poi ci si concentra sul food cost e sulla conoscenza che c’è di questa materia fra cucina e bancone. «Per calcolare un giusto food cost - spiega il consulente - devo mettere sul piatto della bilancia anche lo scarto, a meno che non trovi il modo di valorizzarlo». Fa l’esempio di una melanzana: «Se elimino la buccia, devo sapere che posso riutilizzarla, per esempio friggendola e utilizzandola come finitura croccante del piatto». Nei locali polifunzionali, fondamentale che ci sia sinergia fra bar e cucina. «Prendiamo come esempio la zucca, che in questo momento è in piena stagione. La cucina avrà probabilmente in carta un piatto a base di zucca, ma la buccia? Può essere utilizzata dal barman per farne un home made, da cui tirare fuori un drink alla zucca». In questo, è importante stare al passo coi tempi: «Prima si vedevano molte garnish fatte con elementi di recupero, ma ora si va più verso un’estetica minimalista dei drink. In compenso, si lavora sempre di più con gli home made da fresco». In cucina, invece, funzionano bene e sono in trend le polveri, che utilizzano anche i barman per “sporcare” i bicchieri e preparare la crusta: «Possono essere utilizzate per una guarnizione o per condire un piatto e si fanno molto velocemente con l’aiuto di un essiccatore».

Barracano suggerisce di viverlo anche come uno studio del prodotto, ma bisogna stare attenti a non esagerare. «Il confine - chiarisce - sta in quello che mi conviene recuperare o permette di far rivivere il prodotto in maniera virtuosa. Sarebbe impensabile fare tutto in questo modo, ma da un altro lato se so che da un singolo ingrediente ricavo 2-3 preparazioni, in fase di scelta d'acquisto, guarderò anche il costo con un occhio diverso».

Va poi fatto un discorso sulla stagionalità: «È evidente che un prodotto in stagione è più disponibile, ha un sapore migliore e un costo più contenuto, altrimenti devo pensare a delle alternative». Qui viene incontro il surgelato, che ha l’ulteriore vantaggio di avere zero spreco. «Negli acquisti, è giusto mixare fresco e surgelato. Oggi troviamo tantissimi prodotti gelo di altissima qualità e si può tendenzialmente approfittare dei cataloghi dei player del settore. Ma io suggerisco sempre di lavorare il prodotto surgelato con una forma di personalizzazione. Anche i pronti da cuocere, per esempio, va bene che siano proposti, ma magari associamoli a una buona salsa fatta da noi».

Ma non c’è sforzo di personalizzazione, di riciclo, di preparazione degli home made che abbia senso se non viene comunicato al cliente. «Ho pensato questa ricerca sul prodotto circolare, ho realizzato questo infuso, ho studiato questo pairing… ma devo farlo sapere al cliente. Questo rafforzerà la catena e aumenterà la percezione valoriale».

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