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Licor 43 e Villa Massa entrano nel catalogo di Compagnia dei Caraibi

Compagnia dei Caraibi Zamora
Grazie all'accordo con il gruppo iberico Zamora, l'azienda piemontese dal 2026 sarà il distributore esclusivo per l'Italia del rinomato liquore spagnolo e del limoncello premium prodotto a Sorrento

Si rafforza la collaborazione tra Compagnia dei Caraibi e il gruppo spagnolo Zamora Company. L’azienda piemontese, che dal 2023 già distribuisce in Italia il gin Martin Miller’s, tra i prodotti di punta di Zamora, dall’inizio del prossimo anno sarà anche il distributore esclusivo di altri due marchi premium della realtà Iberica: Licor 43 e Villa Massa.

Un'icona spagnola

Nato nel 1946 e tra i liquori spagnoli più venduti al mondo, presente in oltre mercati, incluso quello italiano, Licor 43 (alc 31% in vol) è prodotto a Cartagena (Spagna) con una ricetta che prevede l’utilizzo di 43 ingredienti naturali, tra frutti, spezie esotiche, agrumi mediterranei e botanici selezionati. Dal colore oro intenso, ha un profilo ricco e complesso con note calde di vaniglia e agrumi, arricchite da accenti di erbe aromatiche e tocchi speziati di vaniglia e coriandolo. Morbido e vellutato al palato, si può servire puro, a temperatura ambiente o con ghiaccio, come classico dopo pasto, o utilizzare come base per la preparazione di cocktail.

Un'emblema della tradizione liquoristica italiana

Nato a Sorrento nel 1991, Villa Massa (alc 30% in vol) è invece una delle espressioni più autentiche di un prodotto emblema della tradizione liquoristica italiana: il limoncello. La sua pecualirità è di essere realizzato esclusivamente con limoni di Sorrento Igp, coltivati naturalmente negli agrumeti sorrentini e raccolti solo al culmine della maturazione. Prodotto artigianalmente, senza uso di coloranti e conservanti, ha un colore verde brillante, con riflessi gialli e bianchi, e si caratterizza per le vivaci fragranze agrumate e per il gusto fresco, dal Perfetto equilibrio tra docezza e note citriche.

Con l’ingresso in catalogo dei nuovi brand, Compagnia dei Caraibi consolida il suo posizionamento nella fascia premium e super premium, mentre Zamora Company punta a rafforzare la presenza dei due prodotti nel mercato italiano, sulla scia degli ottimi risultati ottenuti, proprio grazie alla partnership con l’azienda piemontese, con Martin Miller’s, le cui vendite nel periodo tra il 2024 e il 2025 hanno registrato una crescita di oltre il 30%, nonostante il quadro economico e di consumo non favorevole.

Licor 43 e Villa Massa saranno disponibili anche su Oroboro.it, il canale di vendita digitale dedicato al B2B creato da Compagnia dei Caraibi.

Addio ad Alberto Bertone, fondatore di Acqua Sant’Anna

Acqua Sant'Anna Alberto Bertone
Si è spento a 59 anni il presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna, azienda che aveva fondato nel 1996 e impostasi rapidamente tra i maggiori operatori nazionali delle acque minerali

L’industria beverage italiana piange uno dei suoi protagonisti. Se n’è andato, a 59 anni, Alberto Bertone, fondatore, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna.

Nato a Moncalieri, in provincia di Torino, da una famiglia di industriali edili originari del Cuneese, laureato in Scienze politiche a indirizzo economico e con un master al Politecnico di Milano, Bertone aveva iniziato la sua carriera nel gruppo del padre Giuseppe, per poi fondare la sua azienda nel 1996 in valle Stura.

Sotto la sua guida Acqua Sant’Anna si è imposta rapidamente come uno dei maggiori operatori nazionali del settore delle acque minerali. Una realtà dal fatturato che si aggira intorno ai 320 milioni di euro, che nel suo stabilimento di Vinadio (Cuneo) occupa oltre 130 persone e produce circa 20 milioni di bottiglie al giorno.

Sotto la sua guida, l’azienda ha diversificato la proposta, dal tè freddo, con SanThé, alle bevande funzionali Sant’Anna Pro, alle nuove bevande al gusto di frutta della linea Sanfruit Sant’Anna dedicate al mercato del fuori casa. Canale quest’ultimo che, insieme all’espansione sui mercati esteri, con l’acquisizione nel 2024 della francese Eau Neuve, rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo di Sant’Anna, con l’obiettivo di portare la quota di fatturato dall’attuale 15% al 25% nei prossimi due anni, grazie anche allo sviluppo di una nuova gamma di formati dedicati.

Bertone era stato inserito nel 2020 tra i 10 top manager di Business Person of the year nella categoria Food di Fortune, e in precedenza era stato anche consigliere superiore della Banca d’Italia e della Fondazione Crt.

A dare notizia della sua scomparsa una nota della famiglia, dei dipendenti e collaboratori che, in una nota, così lo ricordano: «Imprenditore visionario e coraggioso, ha saputo coniugare visione imprenditoriale, capacità d'innovazione e una profonda attenzione per le persone, diventando nel tempo un punto di riferimento non solo per il suo settore, ma per l'intero tessuto economico e sociale del Paese». Un lascito che va oltre i risultati economici. «La sua umanità, il rispetto per i collaboratori, la sensibilità verso il territorio e la costante volontà di migliorare, ne hanno fatto un esempio di leadership autentica e generosa», conclude la nota.

 

La Cina vince il Campionato del Mondo di Pasticceria. Premio speciale all’Italia

Campionato del Mondo di Pasticceria 2025
Svoltasi a Roma, la finale del mondiale organizzato dalla Fipgc ha visto in gara i team di 11 Paesi. Ha trionfato la Cina, mentre all'Italia è andato il premio Miglior Pralina

Dopo due intensi giorni di gara, è stata la Cina a trionfare nella finale del World Trophy of Pastry, Gelato & Chocolate, il campionato mondiale di pasticceria organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (Fipgc).

La finale, svoltasi a Roma, ha visto in gara i team di undici Paesi – Cina, Italia, Senegal, Argentina, Perù, Vietnam,  Messico, Marocco, Colombia, Giappone e Germania – a sfidarsi sul tema scelto per questa edizione, La natura: le bellezze della mia nazione. Tema che le squadre, ognuna composta da un team manager e da tre pasticcieri qualificati ai mondiali, hanno dovuto interpretare con le loro dolci creazioni: una scultura in cioccolato, una scultura in zucchero, due praline, una torta moderna e una monoporzione gelato. Sette ore e mezzo di tempo per realizzarle sotto la supervisione del maestro Iginio Massari, presidente onorario della giuria guidata dal MOF Meilleur Ouvrier de France Thierry Bamas e composta dai team manager delle squadre partecipanti. La direzione tecnica e artistica è stata affidata al maestro Davide Malizia, tra i più autorevoli esponenti della pasticceria a livello internazionale.

Il podio del Campionato del mondo di pasticceria 2025

A meritarsi la vittoria il giovane team cinese, composto da Lu Haoran, Sun TongTong e Liu Xinru, distintosi in particolare con La bellezza della patria naturale, che comprende due sculture di altissimo livello. Una in cioccolato che raffigura un panda gigante su una zattera di bambù che solca le acque e l’altra invece in zucchero, che rappresenta un vigoroso leopardo cinese, simbolo della maestosità delle montagne e dei fiumi della Cina. Due creazioni che, grazie alla maestria tecnica e alla sensibilità artistica dei pasticceri, hanno saputo catturare l’essenza del paesaggio naturale del Paese di mezzo.

Alle sue spalle si è piazzata la squadra del Marocco, composta da Mohamed El Yazidi, Omar Eddib e Ali Gousaid. La loro opera Escursione Botanica ha celebrato la biodiversità vegetale e ornitologica del Paese, con le sculture in cioccolato e zucchero che riproducono cicogne, simbolo di fertilità e buona fortuna. Nei dolci il team ha invece utilizzato ingredienti pregiati come mandorle, sesamo, albicocche, cocco, ananas e menta.

Il terzo gradino del podio è andato all’Argentina, in gara con un team tutto al femminile e composto da Julia Debicki, Emiliana Amandio e Trinidad Galarce. Le tre pasticcere hanno conquistato il palato dei giurati con opere maestose che rappresentano il puma e il tucano, simboli della fauna e della ricchezza naturale del Paese. Ingredienti dal sapore esotico, come mango, vaniglia, cacao, pistacchio e melograno, sono stati i protagonisti delle loro creazioni dolci, distintesi per eleganza, gusto e originalità.

Il Premio speciale all'Italia

Campionato del Mondo di Pasticceria praline ITALIA
Le praline del team italiano che hanno vinto il Premio Miglior Pralina (credit foto: Emmeti)

Premiata anche l’Italia, in gara con i pasticcieri Nicolas Vella di Val della Torre (Torino), Marco Andronico, originario di Sannicola (Lecce), e Fabio Cascio di Cento (Ferrara), che si è aggiudicata o riconoscimento speciale per la Miglior Pralina. Le loro praline di cioccolato, ispirate ai frutti del bosco come funghi e ghiande, racchiudono ingredienti preziosi come lamponi, quinoa, nocciole, mandorle e caffè, unendo creatività, tecnica raffinata e sapori autentici.

 

Altre gioie per l’Italia dai Top 500 Bars 2025

Top 500 Best bars 2025 Moebius-Milano
Il Moebius Milano, primo locale italiano nella lista 2025 dei Top 500 Bars (9° posto)
Quindici i locali della Penisola nelle prime 100 posizioni della lista dei cocktail bar più influenti al mondo. Ben sei nelle prime 50 e il Moebius Milano entra tra i top 10

Ancora gioie per l’Italia della miscelazione. A regalarle un’altra importante classifica internazionale, quella dei Top 500 bars, con la cerimonia, svoltasi a Firenze, nell’affascinante scenario neoclassico di Palazzo Borghese, patrimonio Unesco, che ha svelato le prime 100 posizioni della lista dei bar più influenti bar del mondo tracciata da Le Cocktail Connoisseur,  ecosistema di social media dedicato al mondo bartending. Classifica che fornisce una ulteriore conferma del peso assunto dalla miscelazione italiana nella scena globale: sono infatti 15 i locali della Penisola presenti, lo stesso numero dello scorso anno (leggi Quanta Italia tra i Top 500 Bars 2024!) uno dei quali, il Moebius Milano, che entra nella top ten. Altro motivo di gioia è che, oltre alle consolidate capitali della mixology del Belpaese, Milano, Roma, Firenze e Napoli, a confermarsi è anche la provincia, con la presenza per il secondo di anno consecutivo del Cinquanta Spirito Italiano di Pagani (Salerno).

Classifica che quest’anno ha incoronato come locale più influente del mondo il Panda & Sons di Edimburgo (Scozia) e che vede presenti nel complesso cocktail bar di 125 città di 53 Paesi, a dimostrazione del forte dinamismo del settore dei cocktail bar. Un mondo che continua ad allargare i suoi confini e del quale la lista dei Top 500 Bars punta a fornire una panoramica completa e più oggettiva possibile, attraverso una metodologia basata sull’analisi di big data in oltre 20 lingue, che aggrega dati provenienti da migliaia di fonti online, tra le quali opinioni di esperti, recensioni dei consumatori e presenza sui social media.

A conferma di questo processo di espansione e internazionalizzazione del settore, l’emergere di una nuova geografia della cocktail culture: se il 50% dei bar rappresentati è europeo, a crescere a ritmo impetuoso è l’Asia, che ha le sue roccaforti in Honk Konk e Bangkok, ma che vede costantemente aumentare il numero in classifica di cocktail bar di nuove città, come Pune in India, o Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Discorso simile per l’America Latina, con il Messico sempre più protagonista, ma con le città di Paesi finora più periferici che si affacciano sulla scena, come Medellín in Colombia e Montevideo in Uruguay.

Gli italiani nei top 100

Tornando alla scena italiana, il primo locale a comparire in lista è il Moebius di Milano al 9° posto (primo degli italiani anche nella classifica dei World’s 50 Best Bars, leggi Il bar all’italiana conquista il mondo! Trionfa il Bar Leone ai World’s 50 Best Bars 2025), seguito da altri cinque ccktail bar nelle prime 50 posizioni: il Locale Firenze (15°), il Drink Kong a Roma (27°), Gucci Giardino (31°) ancora a Firenze, Freni e Frizioni a Roma (37°) e il Camparino in Galleria a Milano (41°).

Proseguendo, troviamo il Ceresio 7 di Milano (53°), L'Antiquario di Napoli (65°), il Mag Caffè di Milano (80°) e l’Atrium Bar di Firenze (82°). Chiudono l’elenco lo Stravinskij Bar di Roma (94°), i due milanesi Rita (95°) e Backdoor 43 (96°), quindi il Cinquanta Spirito Italiano di Pagani (Salerno, 98°) e The Court di Roma (100°).

Gli italiani all'estero

Ma non finisce qui. A regalare altre gioie al nostro Paese sono anche i locali di proprietà o guidati da italiani all’estero. Al secondo posto della lista dei Top 500 Bars c’è il Paradiso di Barcellona di Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sade, mentre sul terzo gradino del podio il Bar Leone a Hong Kong di Lorenzo Antinori, locale che ha sfiorato una storica tripletta, essendosi piazzato in cima alla classifica dei The World’s 50 Best Bars 2025 e degli Asia’s 50 Best Bars (leggi Asia’s 50 Best Bars 2025: Bar Leone di nuovo sulla vetta).

Al decimo posto si è piazzato il Sips di Barcellona di Simone Caporale e del socio Marc Álvarez, e due posizioni sotto il Connaught Bar di Londra guidato da Ago Perrone e Giorgio Bargiani, seguito alla sedicesima posizione dal Maybe Sammy di Sydney (Australia) di Stefano Catino.

Seguono poi il Boadas di Barcelona (54°), altro locale del duo Caporale e Álvarez, e una posizione sotto il Donovan Bar a Londra di Salvatore The Maestro Calabrese e sempre a Londra il Dukes (85°), con a capo il leggendario Alessandro Palazzi.

La classifica dei Top 500 bars (primi 100 posti)

1. Panda and Sons - Edinburgh
2. Paradiso - Barcelona
3. Bar Leone - Hong Kong
4.Handshake Speakeasy - Mexico City
5. Jigger and Pony - Singapore
6. Himkok - Oslo
7. Tayer + Elementary - London
8. Alquimico - Cartagena
9. Moebius - Milan
10. Sips - Barcelona
11. Salmon Guru - Madrid
12. Connaught Bar - London
13. Tres Monos - Buenos Aires
14. The Cambridge Public House - Paris
15. Locale - Florence
16. Maybe Sammy - Sydney
17. Danico - Paris
18. Bar Nouveau - Paris
19. Tan Tan - Sao Paulo
20. Baba au Rum - Athens
21. Scarfes Bar - London
22. Satan's Whiskers - London
23. Cochinchina - Buenos Aires
24. Angelita - Madrid
25. Zest - Seoul
26. Hope & Sesame - Guangzhou
27. Drink Kong - Rome
28. Coa - Hong Kong
29. Dr. Stravinsky - Barcelona
30. Bar Us - Bangkok
31. Gucci Giardino - Florence
32. The Clumsies - Athens
33. Tlecan - Mexico City
34. Devil’s Cut - Madrid
35. Superbueno - New York
36. Jewel of the South - New Orleans
37. Freni e Frizioni - Rome
38. Atlas - Singapore
39. Nouvelle Vague - Tirana
40.Lyaness - London
41. Camparino in Galleria - Milan
42. Bar Benfiddich - Tokyo
43. Eximia - Sao Paulo
44. Lady Bee - Lima
45. Bemelmans Bar - New York
46. Mirror Bar - Bratislava
47. Caretaker's Cottage - Melbourne
48. The Spy Bar - London
49. Double Chicken Please - New York
50. Red Frog - Lisbon
51. Sip & Guzzle - New York
52. The Bar in Front of the Bar - Athens
53. Ceresio 7 - Milan
54. Boadas - Barcelona
55. Donovan Bar - London
56. Overstory - New York
57. Bar Pompette - Toronto
58. Cafe La Trova - Miami
59. Peniillin - Hong Kong
60. Harry's Bar - Paris
61. Seed Library - London
62. Hanky Panky - Mexico City
63.Bar With Shapes For a Name - London
64. Mimi Kakushi - Dubai
65. L'Antiquario - Naples
66 Virtù - Tokyo
67. Bkk Social Club - Bangkok
68. 1862 Dry Bar - Madrid
69. Argo - Hong Kong
70. Barro Negro - Athens
71. Nightjar - London
72. Selva - Oaxaca
73. Martiny's - New York
74. Employees Only - New York
75. The Savory Project - Hong Kong
76. Flying Dutchmen Cocktails - Amsterdam
77. Clemente Bar - New York
78. Röda Huset - Stockholm
79. Side Hustle - London
80. Mag Café - Milan
81. Moonshiner - Paris
82. Atrium Bar - Florence
83. Cat Bite Club - Singapore
84. Candelaria - Paris
85. Dukes Bar - London
86. Nipperkin - London
87. Tjoget - Stockholm
88. Svanen - Oslo
89. Tokyo Confidential - Tokyo
90. Brujas - Mexico City
91. Arca - Tulum
92. Oriole - London
93. Bar De Vie - Paris
94. Stravinskij Bar - Rome
95.
Rita - Milan
96.
Backdoor 43 - Milan
97. Penrose - Kuala Lumpur
98. Cinquanta Spirito Italiano - Pagani
99. Ruby - Copenhagen
100. The Court - Rome

Planteray Mister Fogg Navy Rum, la nuova chicca che celebra un pezzo di storia del rum

Mister Fogg Navy Rum Planteray Rum
In edizione limitata e distribuito da Compagnia dei Caraibi, la nuova creazione firmata Planteray Rum celebra la tradizione del Navy rum. Pensato per i palati moderni, nasce dal blend di distillati di quattro isole caraibiche

Celebra un pezzo di storia del rum Mister Fogg Navy Rum, la nuova chicca firmata da Planteray Rum. La storia cui rende omaggio è quella dei Navy rum, il rum che la Royal Navy, la marina militare britannica, forniva ai marinai a bordo delle sue navi – a ciascuno ne spettava una razione giornaliera -, una pratica andata avanti per tre secoli, fino al 1970. I rum forniti erano una miscela di distillati provenienti dalle diverse colonie britanniche produttrici di canna da zucchero che, custoditi nelle stive, durante i lunghi mesi di navigazione, tra onde e salsedine, sviluppavano caratteristiche uniche.

A questa tradizione si richiama il nuovo nato del marchio di Maison Ferrand, distribuito in Italia, come il resto della produzione della casa francese, da Compagnia dei Caraibi, prodotto in edizione limitata, Planteray Mister Fogg Navy Rum nasce dal blend di distillati delle quattro principali isole caraibiche storicamente utilizzati nei produzione navale: Barbados (43%), Trinidad (36%), Guyana (17%) e Giamaica (4%).

Come da tradizione

Invecchiato prima in botti ex-bourbon nei rispettivi Paesi d’origine, i distillati partono poi per un lungo viaggio verso la Francia, emulando la storica tradizione dell’invecchiamento dinamico in mare. Giunti nella regione del Cognac, subiscono un ulteriore doppio invecchiamento: la prima in botti di rovere usate, seguita da una lunga ossigenazione, che dura fino a tre anni, in grandi botti di legno aperte, come da tradizione del Navy rum. Passaggio, quest’ultimo, che ricrea l’umidità dei dock britannici e favorisce una maturazione più ricca del distillato.

Carattere forte per palati moderni

Il prodotto finale è un rum, realizato nel rispetto della tradizione, compresa la robusta gradazione, pari al 55,7% vol., in linea con gli standard storici della marina britannica, ma con un gusto adatto ai palati moderni. Dal colore di zucchero bruciato, intenso e scuro, Planteray Mister Fogg Navy Rum presenta infatti un profilo aromatico armonioso, dai decisi sentori di melassa, cioccolato fondente, vaniglia, frutta secca e spezie. Un prodotto da servire liscio, adatto sia agli appassionati del distillato sia a chi voglia provare un rum dal forte carattere, ma ottimo anche in miscelazione per la preparazione di cocktail eleganti e strutturati.

Cambio al vertice di Hausbrandt: la guida passa ad Arianna Zanetti

Hausbrandt Martino e Arianna Zanetti
Martino e Arianna Zanetti
Passaggio di testimone alla guida del gruppo del caffè e non solo. La figlia del fondatore Martino Zanetti assume la carica di presidente e ceo

Cambio al vertice di Hausbrandt Trieste 1892. Martino Zanetti, anima del gruppo che riunisce il noto marchio di caffè premium, birra Theresianer, i vini Col Sandagoe lo champagne Martin des Orsyn, passa il testimone alla figlia Arianna, da tempo in azienda che assume le cariche di presidente e ceo.

Un passaggio, fortemente voluto Martino Zanetti, che resta presidente della Fondazione Hausbrandt, volano dello sviluppo aziendale e che ne promuove l’identità culturale, che segna l’avvio di una nuova fase per l’azienda, nel segno della continuità, dell’innovazione e della responsabilità. Una evoluzione che nasce dalla necessità di unire la tradizione e i valori che caratterizzano il gruppo alle sfide del futuro, e che interessano in particolare il mercato del caffè, che vive uno scenario nuovo e critico e che rappresenta l’80% del fatturato del Gruppo Hausbrandt, che quest’anno si prevede di chiudere sopra i 100 milioni di euro.

Un gruppo moderno e responsabile

Uno scenario turbolento che non ha frenato gli investimenti del gruppo, finalizzati a creare un’offerta che incontri le nuove abitudini e i gusti dei consumatori, sempre con un focus sulla qualità e l’impegno a rendere maggiormente sostenibili i prodotti, come mostrano le recenti certificazioni bio e Fairtrade (leggi Certificazione Fairtrade per Hausbrandt Caffè Bio 100% Arabica).

«Il passaggio di testimone rappresenta molto più di un cambio generazionale: una staffetta nella quale si corre assieme con lo stesso spirito e la stessa visione per conseguire nuovi obiettivi nel retaggio dei risultati raggiunti sotto la guida di mio padre – ha commentato in una nota Arianna Zanetti -. Un presente che valorizza il percorso compiuto e dà l’opportunità al futuro. Hausbrandt vuole essere un’azienda in continua crescita ed evoluzione, che germoglia, fiorisce e genera valore».

Non a caso, insieme alla garanzia degli alti standard di posizionamento dell’offerta, tra gli obiettivi della nuova governance c’è anche l'accento sul miglioramento del welfare aziendale per rafforzare il ruolo del gruppo, che da sempre vanta un'alta presenza femminile, come realtà premiante, capace di offrire crescita, carriera e miglioramento della qualità del rapporto lavoro e vita privata. L’impegno è di continuare a valorizzare le risorse umane, la loro formazione e crescita personale oltre che lavorativa e di infondere nei collaboratori un senso di responsabilità condivisa, crescendo professionalmente in un ambiente dove possano contribuire e sentirsi parte del successo dell’azienda.

 

CandeGin Gentle, il London dry che non passa inosservato

CandeGin 1- FRANCESCO FERONE
Credit foto: Francesco Ferone
A base di 10 botaniche e distillato in Sicilia, il nuovo gin unisce qualità premium a un’immagine audace e ironica, con un pack di design che reinterpreta il linguaggio del laundry in chiave pop e giocosa

Qualità premium e immagine che buca. È su questi due elementi che punta CandeGin per fare breccia nel mercato affollatissimo del gin e ricavarsi un suo spazio nella bottigliera dei locali e nel cuore dei loro clienti. Fondato da tre giovani provenienti da Sicilia, Campania e Piemonte, con background in design, comunicazione e hotellerie, il nuovo marchio italiano ha fatto il suo esordio sul mercato all’inizio della scorsa estate con il lancio del suo primo prodotto, Gentle, un London dry artigianale dal carattere audace e raffinato.

Distillato in Sicilia presso Distilleria Alma, giovane distilleria fondata a Modica nel 2021, CandeGin Gentle prende vita da 10 botaniche naturali accuratamente selezionate, senza uso di aromi e additivi: ginepro, coriandolo, liquirizia, iris, yuzu, mela, fico d’india, salvia, pepe di Sichuan e tè verde. La distillazione è lenta e meticolosa, il processo dura non meno di sei ore, e avviene in un piccolo alambicco in rame dotato di gin basket, nel quale vengono collocate le botaniche più delicate, mentre quelle più robuste vengono immerse nella caldaia: una soluzione che garantisce l’estrazione ottimale degli aromi di tutti gli ingredienti, donando al prodotto un profilo equilibrato e armonico.

Un’esperienza sensoriale dinamica

Il risultato di questo processo di lavorazione è un London dry capace di regalare un’esperienza sensoriale dinamica tra contrasti e armonie. Al naso si distingue per il bouquet intenso, armonioso e avvolgente, con note fruttate di mela, seguite da delicati sentori floreali dell’iris e dalla freschezza del coriandolo. Equilibrato e complesso, con una decisa base di ginepro, si presenta al palato con le morbide note di fico d’india unite alla freschezza agrumata dello yuzu e alla leggerezza del tè verde. Successivamente emergono le note più intense, con la liquirizia che aggiunge profondità e il pepe di Sichuan che esplode nel finale per una chiusura secca e speziata.

Una dinamicità di sensazioni che rende CandeGin Gentle tanto ideale da proporre in purezza quanto un ottimo ingrediente da miscelare. Se il distillato ha il suo perfect serve nel Gin&Tonic, bene si presta a infinite interpretazioni, dalle più minimal alle più creative, come mostrano White Cycle e Quick Wash, due dei signature del marchio. Nel primo si unisce a vermouth bianco e a una fogli di salvia: un drink essenziale e secco che esalta le botaniche del gin in tutta la loro purezza. Quick Wash è invece un sour dove CandeGin Gentle si miscela con cordiale di salvia e tè verde e sciroppo di miele.

Immaginario laundry riletto in chiave pop

Ma un altro elemento distintivo di CandeGin è la sua immagine, che rimanda in modo giocoso al mondo del laundry, reinterpretandone il linguaggio in chiave pop, ironica e contemporanea, come si evince dal nome, che richiama ispirato alla parola “candeggina”, e dal pack. Frutto dello studio e dell’analisi di centinaia di prodotti del settore, la bottiglia in vetro (50 cl) è il fulcro di questo immaginario: la verniciatura bianca e soft-touch crea un effetto tattile simile alla plastica, evocando con ironia i classici flaconi del mondo laundry e l’etichetta dai colori vivaci riprende codici e segni grafici tipici di tali prodotti. Un oggetto di design, insieme sfacciato e sofisticato, che si distingue e si fa subito riconoscere, con un linguaggio visivo diretto, audace e curato in ogni dettaglio. Una scelta estetica che riflette appieno la filosofia del marchio: trasformare il gin in un “esercizio di stile liquido”, dove artigianalità, creatività e ironia si fondono per dare vita a un prodotto capace di sorprendere tanto per gusto quanto per personalità.

Treblasé, il nuovo aperitivo nato a Torino

Treblasé
Il nuovo arrivato è un aperitivo alla genzianella, leggero e sofisticato, nato dal recupero di una ricetta degli anni Cinquanta reinterpretata in chiave contemporanea. Un'armonia di note apline, mediterranee, con un tocco esotico, perfetto anche per la miscelazione più sperimentale

C’è una lunga storia di famiglia, che si inserisce nella gloriosa tradizione liquoristica torinese, dietro Treblasé, il nuovo aperitivo nato a Torino. È la storia dei coniugi Giuseppe Bosso e Maria Varvello che, negli anni Trenta del secolo scorso, lasciano il piccolo paese di Frinco d’Asti, nel Monferrato, per trasferirsi nella città patria del vermouth e dell’aperitivo. Qui prima aprono una trattoria con bottiglieria nel quartiere Aurora Valdocco, per poi rilevare la Ditta di Liquori Foglia, ai Docks Piemontesi di corso Dante, dove, fino agli anni Settanta, producono e commercializzano una selezione di liquori, amari e sciroppi, tra i quali l’Amaro Cervino, l’Amaretto, l’Elixir China e la Genzianella, il prodotto top della casa, a base dell’omonima pianta alpina, la cui radice amaricante porta nel bicchiere un’anima profonda e selvatica.

La formula dell’aperitivo

Una tradizione e un patrimonio di conoscenze oggi recuperati da Simonetta Bosso, erede della famiglia, che, insieme al marito Luca Zanini, ha fondato la società Docks Stazione, con sede a Cit Turin, e che produce Treblasé. Per la loro creazione i due si sono ispirati alla storica ricetta della Genzianella, reinterpretandola in chiave contemporanea, rinnovandone la formula e immaginario.

Frutto di due anni di lavoro, la ricetta di Treblasé, prevede l’infusione di 14 botaniche. La genzianella con le sue note alpine, bergamotto, arancio amaro di Calabria e mandarino che donano i loro agrumati sentori mediterranei, galanga, macis e vaniglia che danno il tocco esotico, rabarbaro e china che portano la piacevole amarezza che stimola l'appetito. Completano la formula la liquirizia, che aggiunge rotondità, il coriandolo con la sua freschezza, lo zenzero che porta vivacità e il sambuco che dona all’insieme un’elegante nota floreale.

Ideale anche per una mixology più sperimentale

Leggero (alc 15% in vol) e sofisticato, Treblasé è un aperitivo che si esprime al meglio servito ben freddo, in modo da farne apprezzare il gusto elegante, deciso e ben bilanciato, che si apre con note di genzianella e arancio, sostenute da note amare e vivaci per chiudere con un lungo finale dagli accenti speziati e balsamici, e il profilo aromatico ampio e complesso, che combina in modo armonioso sentori erbacei con quelli agrumati e di spezie dolci.

Caratteristiche che lo rendono ideale per la miscelazione, dove si può utilizzare per preparare un originale Spritz, unendolo a prosecco e soda, oppure un Americano, sposandosi a meraviglia con il vermouth, o si può proporre in versione Tonic, con acqua tonica fresca e aromatica. Ma ben si presta anche a miscelazioni più innovative e sperimentali, lavorando bene con bevande fermentate come la kombucha.

Eleganza retrò e stile contemporaneo

Una curiosità riguarda il nome del nuovo prodotto, che nasce da un gioco fonetico tra piemontese e francese, dal sapore rétro, ispirato al brano Lupi spelacchiati di Paolo Conte, dove l’espressione “très blasé” evoca un’eleganza nostalgica e raffinata, ma vitale. E un’eleganza raffinata dal sapore retrò, ma contemporaneo, evoca anche il design della bottiglia (70 cl), ideata in collaborazione con lo studio Olssøn Barbieri di Oslo (Norvegia), con etichetta impreziosita da un’illustrazione dell'artista Giacomo Bagnara.

Il migliore caffè del mondo viene dal Rwanda: assegnati gli Ernesto Illy International Coffee Award

ROME, ITALY - NOVEMBER 06: Andrea Illy and finalists attend the Ernesto Illy International Coffee Award 2025 at FAO Headquarters on November 06, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images for illy)
Giunto alla decima edizione, l'Ernesto Illy International Coffee Award premia i migliori caffè Arabica che fanno parte del blend Illy

Giunge alla decima edizione l'Ernesto Illy International Coffee Award, il riconoscimento per i migliori caffè Arabica provenienti da tutto il mondo, scelti tra quelli coltivati nelle regioni che contribuiscono a formare il blend Illy. Va al Rwanda e alla Ngamba Coffee Washing Station - Sucafina S.A, rappresentata da Emmanuel Akiba, il riconoscimento Best of the Best dell'Ernesto Illy International Coffee Award: l'arabica ruandese ha prevalso su 27 altri lotti finalisti provenienti dai nove Paesi della miscela. «Chi vince il premio - ha detto il presidente di illycaffè Andrea Illy - è anche colui a cui guarderanno gli altri come esempio per le migliori pratiche agronomiche».

Ogni anno, infatti, il laboratorio di qualità di Trieste individua i 9 Paesi che hanno prodotto i migliori caffè della stagione e, per ognuno, seleziona i 3 migliori lotti di caffè prodotti in modo sostenibile. Brasile, Costa Rica, Etiopia, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Nicaragua e Rwanda i paesi coinvolti per il premio Ernesto Illy International Coffee Award 2025. Fra questi, una giuria internazionale indipendente seleziona il Best of the Best, che è stato premiato in occasione di una serata di gala, che ha seguito la giornata di premiazioni e riflessioni che si è tenuta nel palazzo della Fao.

Andrea Illy, presidente di illycaffè

Una cornice non casuale per dar luogo a riflessioni sul presente e sul futuro del caffè, in un panel che non ha nascosto le tematiche relative alla crisi del settore. «Con il lancio dell’Ernesto Illy International Coffee Award - commenta Andrea Illy  -, dieci anni fa, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro percorso di miglioramento della qualità. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato come adattare la coltivazione al clima e mitigare l’impatto ambientale. Questo percorso ci ha insegnato che resilienza e qualità crescono di pari passo, e ci ha dato l'opportunità di raccontare ai consumatori il mondo che si cela dentro ognuna delle 10 milioni di tazzine illycaffè che vengono bevute ogni giorno».

Fra le priorità di Illy, l'adozione dell'agricoltura rigenerativa: «Se da un lato la percezione del caffè è cambiata in meglio, passando da pura assunzione di caffeina per avere un po' di energia a esperienza sensoriale, e questa è una buona notizia, non possiamo nascondere che il mondo del caffè negli ultimi 10 anni abbia affrontato diverse nuove sfide. In primis il clima che è cambiato, mettendo a repentaglio molte piantagioni. Questo, associato a speculazione finanziaria e in generale a una sorta di finanziarizzazione di questa commodity hanno portato i prezzi ai massimi storici. Ma noi abbiamo reagito a queste condizioni, in particolare attraverso l’agricoltura rigenerativa». L’adozione di questa pratica agronomica ha permesso di ottenere risultati tangibili, dice Illy: minore impatto ambientale, maggiore capacità produttiva e un ulteriore salto di qualità in tazza.

Caffè Ottolina entra nel gruppo RoastMaster Capital

Caffè Ottolina
L'ingresso della storica azienda milanese segna l'avvio dell'ambizioso progetto portato avanti dalla piattaforma di investimento: creare un nuovo grande gruppo italiano della torrefazione, puntando a un fatturato di 70 milioni al 2028

È Caffè Ottolina il primo partner del progetto di aggregazione delle torrefazioni italiane promosso da RoastMaster Capital, piattaforma di investimento con sede a Milano, e Harcos Capital Partners, holding di partecipazioni specializzata nella promozione di club deal per l’investimento in imprese italiane ad alto potenziale. Progetto che punta a creare uno dei principali gruppi di torrefazione della Penisola, in grado di competere sui mercati nazionale e internazionale, puntando a raggiungere un fatturato di circa 70 milioni di euro nel prossimo quadriennio.

L'operazione Caffè Ottolina

Il primo passo verso la sua creazione è l’ingresso della storica torrefazione milanese, fondata nel 1948 da Giulio Ottolina e oggi guidata dalla quarta generazione della famiglia, e della finanziaria Horeca Servizi nella holding company RoastMaster Capital. L’operazione, appena conclusa, porta in dote al nuovo gruppo una realtà che ha chiuso lo scorso anno con un fatturato di circa 12 milioni di euro, con un Ebitda (l’utile prima di interessi, tasse e ammortamenti) di circa 2 milioni, che serve oltre 800 clienti nel canale horeca in Lombardia e collabora con importanti catene italiane e internazionali.

«Con Caffè Ottolina diamo ufficialmente avvio al progetto di RoastMaster Capital, una piattaforma pensata per unire eccellenze italiane del caffè e rafforzarne la competitività a livello internazionale – ha commentato Emanuele Musini, ceo di RoastMaster Capital, in una nota che annuncia l’operazione -. Ottolina rappresenta un marchio storico e di grande valore, che condivide la nostra visione di crescita sostenibile e di valorizzazione del made in Italy. Questo è solo il primo passo di un percorso di aggregazione che punta a creare uno dei principali gruppi di torrefazione del Paese».

 

Da parte sua, Caffè Ottolina beneficerà del supporto industriale e finanziario del nuovo gruppo, con la famiglia Ottolina, che ha investito nella nuova holding, che continua a mantenere la guida operativa dell’azienda.

«Siamo fieri e onorati di essere i primi a unirci a questo progetto. Abbiamo lavorato a lungo con RoastMaster Capital per costruire un’iniziativa che punta non solo alla crescita della nostra azienda, che continueremo a gestire con la stessa attenzione al prodotto e ai clienti – ha dichiarato Remo Ottolina, presidente di Caffè Ottolina -. Porteremo la nostra esperienza all’interno di RoastMaster Capital per offrire alle torrefazioni che coglieranno questa opportunità un modello di business consolidato e nuove prospettive di sviluppo».

 

 

Il futuro dell’aperitivo secondo Altasfera

Con una rete di 28 punti vendita, Altasfera è una realtà consolidata nel canale del cash&carry e punta sempre di più sul canale bar con la linea Aperisfera

L’aperitivo è molto più che un’abitudine: è un momento chiave per ogni bar, dove si costruisce la relazione con il cliente e si misura la capacità di offrire qualità, esperienza e personalità. È in questo spazio di creatività e servizio che oggi si inserisce Altasfera Italia, una realtà consolidata nel canale del cash&carry, capace di portare la propria competenza anche nel mondo della mixology. A quest’ultimo è dedicato il nuovo marchio Aperisfera, che va ad affiancarsi ad altre due linee che hanno costruito l’identità del brand e che sono state recentemente oggetto di restyling: Altasfera, dedicata all’utilizzo professionale in cucina, e Alti Piaceri, pensata per un consumo di qualità nel mondo horeca.
Con una rete di 28 punti vendita tra soci e partner, distribuiti fra Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna ed Emilia-Romagna, l’azienda ha chiuso il 2024 con 300 milioni di euro di fatturato. Numeri che raccontano la solidità di un gruppo, ma anche una visione chiara: offrire ai professionisti dell’ospitalità strumenti concreti, affidabili e pensati per semplificare il lavoro quotidiano.

Una gamma che parla il linguaggio dei bartender

Le Speed Bottle da 1 litro a marchio Alti Piaceri

Strutturata per chi vive il bancone come un laboratorio creativo, la gamma di Altasfera per la mixology si sviluppa in 32 referenze, che, utilizzando i tre marchi aziendali, riescono a coprire un ampio numero di bisogni, rispondendo a tutte le esigenze di qualità e velocità di servizio.
Cinque le categorie principali su cui si concentra l’assortimento Altasfera per il bar, a cominciare dalla gamma di Speed Bottle da 1 litro, composta da preparati di frutta concentrati per i cocktail. Cocco, Cranberry, Fior di Sambuco, Fragola, Granatina, Passion Fruit e Pesca: sono questi i gusti disponibili in un formato speciale, che risponde all’esigenza di garantire maggiore precisione nel dosaggio, una presa più comoda e un utilizzo più agevole, particolarmente apprezzato dai bartender durante il servizio. Senza glutine e senza lattosio, i gusti sono stati pensati per supportare i professionisti nella realizzazione di drink originali ed esteticamente curati, aiutandoli a esprimere al meglio la propria creatività e a valorizzare la presentazione del cocktail. Ugualmente pensata con una finalità pratica, la linea dei complementari per cocktail, utili a completare ogni drink con equilibrio, precisione e immediatezza. Disponibili in versione lime cordial, sciroppo di zucchero, sciroppo di canna, sweet&-sour, succo di limone e succo di lime. Il succo di limone è, inoltre, disponibile anche in formato tanica da 5 litri, utile per chi lavora su alti volumi. Le ricette concentrate di questi prodotti sono studiate per facilitare la miscelazione e aggiungere il tocco finale a esperienze di gusto autentiche e sensoriali.
In formato da 750 ml, troviamo la linea per bibite e granite, nei gusti di Amarena, Arancia, Cocco, Fragola, Granatina, Latte di Mandorla, Limone, Menta e Orzata. Una linea pensata per decorare e aromatizzare drink alcolici e analcolici, nonché le granite, esprimendo al meglio il sapore e aroma del frutto. Quando crescono i volumi delle bibite analcoliche, fresche e dissetanti, arrivano in aiuto i preparati per bibite in tanica da 7 kg. A base di succo concentrato, offrono un’alta resa e si diluiscono in rapporto 1:7 (1 parte di prodotto in 7 parti d’acqua) e sono disponibili nei gusti Ace, Ananas, Arancia e Arancia Rossa.

Le basi alcoliche più utilizzate, a marchio Aperisfera

La linea di basi alcoliche per la miscelazione a marchio Aperisfera

Con un occhio speciale al mondo mixology, Altasfera ha realizzato un’esclusiva linea di prodotti alcolici a marchio che comprende le basi più utilizzate dai bartender: il rum blanco Plaja Dorada, la vodka Voronov e il gin Stanfield (tutti da 1 litro e 37,5% Abv), a cui si aggiungono Aperisfera Aperitivo 11% e Aperisfera Bitter 25% (da 1 litro). Una novità in cantiere, relativa alla gamma di prodotti Aperisfera, è l’introduzione del formato da 200 cl, studiato per offrire un’ulteriore convenienza, nonché un ampliamento della gamma, con prodotti sia food che mixology, per rendere sempre più accattivante e cost effective il momento dell’aperitivo e dell’after dinner.

 

L’australiano Jack Simpson è il nuovo campione del mondo baristi 2025

World Barista Championship 2025 vincitore
Courtesy Specialty Coffee Association
A HostMilano trionfa la filiera. Nessun italiano in finale, ma il messaggio è chiaro: il futuro dell’espresso passa dalle persone

Dopo cinque giorni di performance ad altissima intensità, Jack Simpson, australiano di Axil Coffee Roasters di Melbourne, è stato incoronato World Barista Champion 2025 sul palco di HostMilano.

Alle sue spalle Simon SunLei (Cina) e Ben Put (Canada), seguiti da Jason Loo (Malaysia), Hiroki Ito (Giappone) e Christopher Sahyoun Hoff (Danimarca). Nessun italiano in finale quest’anno, ma il pubblico della fiera milanese ha potuto assistere a una delle edizioni della gara organizzata dalla Specialty Coffee Association più tecniche e consapevoli degli ultimi anni: 51 campioni nazionali in gara, 25° anniversario della competizione, e un livello di storytelling e precisione mai visto prima.

Simpson ha dedicato la sua routine a due produttori con cui lavora da anni, Jonathan Gasca Serna (Finca Zarza, Colombia) e Jamison Savage (Finca Deborah, Panama), costruendo la presentazione intorno a un messaggio potente: «Il nostro compito non è solo fare un buon caffè, ma rappresentare le persone che lo rendono possibile».
La sua vittoria, arrivata dopo sette anni di allenamenti e tre finali consecutive, segna il quarto titolo mondiale per l’Australia e consolida il ruolo del Paese come una delle capitali globali del caffè specialty.

Un campionato che cambia volto

Dalla prima edizione di Monte Carlo nel 2000, il World Barista Championship ha ridefinito le competizioni barista e influenzato l’intera industria. In 25 anni, la gara ha introdotto nuove tecniche di estrazione, ha acceso la curiosità su metodi di fermentazione come la carbonic maceration e ha trasformato il barista in ambasciatore di cultura e sostenibilità.
Quest’anno, più che mai, il focus è stato sull’etica del caffè e sul rapporto tra innovazione e responsabilità verso i produttori. Simpson, infatti, ha messo in guardia dal rischio di una corsa all’estetica della complessità: «Le fermentazioni estreme e le varietà rare sono affascinanti, ma serve continuità per chi coltiva».

Nuove tendenze, tra etica e innovazione

Dal palco milanese sono emerse alcune tendenze chiare:
Responsabilità e trasparenza: il barista come voce dei produttori e ponte tra origine e tazzina.
Fermentazioni controllate, ma più consapevoli, con focus sull’impatto economico e ambientale.
Integrazione delle tecnologie intelligenti, con macinini, macchine espresso e water management sempre più connessi e precisi.
Storytelling come competenza chiave: ogni presentazione è un racconto che unisce ricerca, sensibilità e rigore tecnico.

L’Italia in platea

Nessun italiano tra i finalisti della gara della Specialty Coffee Association, ma un pubblico numeroso e un forte coinvolgimento nazionale grazie alla cornice di HostMilano, che ha ospitato anche i campionati Aicaf-Altoga, il Gran Premio della Caffetteria Italiana, vinto da Cristina Pangrazio (prima donna a conquistare il titolo).
Tra le altre gare: Daniele Esposito (Campania) per la Lags “verde”, Andrea Tianyu Wang (Veneto) per la “oro” e Vittorio Orsina vincitore della Moka Challenge (leggi I nuovi campioni delle Lags Battle e del Gran Premio della Caffetteria Italiana).

Una lezione di umanità

«Abbiamo tutti gli strumenti per fare un grande caffè, ma il più importante è la voce», ha detto Jack Simpson al termine della sua routine. Parole che racchiudono la missione del barista contemporaneo: trasmettere il valore del caffè.
Dopo anni di performance sempre più complesse, il World Barista Championship sembra tornare alle origini, non nel formato, ma nello spirito. Quello di un mestiere che continua a evolversi, senza mai perdere il suo centro: le persone.

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