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Quali sono le licenze richieste in caso di spettacoli o piccoli intrattenimenti nel locale?

Che cosa prevede il TULPS

Il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, noto colloquialmente come TULPS (Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni), all'articolo 68 prevede che il gestore che intenda dare corso a concerti, spettacoli o piccoli intrattenimenti all'interno del proprio locale sia in possesso di apposita licenza da richiedere al Sindaco.

La licenza ex art. 68 TULPS non va confusa con la licenza di pubblico esercizio ex art. 80 TULPS, rispetto alla quale è accessoria.

Si tratta di due licenze separate. Nel caso della licenza prevista dall'art. 68 sono rilevanti le qualità imprenditoriali soggettive del gestore e l'eventuale influenza dello spettacolo sull'ordine, la sicurezza e la moralità pubblica. Nel caso della licenza di cui all'art. 80 sono rilevanti gli aspetti strutturali dell'edificio e il rispetto della vigente normativa in materia di igiene e di sicurezza (es. impianti a norma, dotazione antincendio, segnaletica di sicurezza, ecc.).

Rapina in albergo e responsabilità dell’albergatore

Cassazione civile, sez. III, 5 dicembre 2003, n. 18651

In analogia a quanto si verifica in tema di responsabilità del vettore per la perdita delle cose consegnategli per il trasporto qualora le stesse vengano sottratte a causa di una rapina, anche la sottrazione con violenza o minaccia delle cose depositate dal cliente in albergo può imputarsi alla forza maggiore, idonea ad escludere la responsabilità dell'albergatore, solo quando le comprovate circostanze di tempo e di luogo in cui la sottrazione stessa ebbe a verificarsi siano state tali da renderla assolutamente imprevedibile ed inevitabile.



Cassazione civile, sez. III, 5 dicembre 2003, n. 18651




Cessione di azienda: il subentro nei contratti di lavoro

Le eccezioni previste dall’ordinamento

Con la cessione d'azienda tutti i contratti di lavoro (ad esempio con camerieri, baristi, cuochi) continuano con il gestore acquirente, che subentra automaticamente nei rapporti precedenti.

Questa impostazione, come è evidente, tende a privilegiare la continuità nel funzionamento del bar.

Vi è, però, un'importante eccezione: i contratti trasferiti sono quelli che non hanno carattere strettamente personale. Ad esempio non viene trasferito senza opportuno consenso quello con un intrattenitore che si esibisce occasionalmente nel locale.

L'art. 2558 del codice civile consente inoltre ai terzi (ad esempio i fornitori) di recedere, entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, purché in presenza di giusta causa.

L’indicazione nel menu del prodotto congelato

Cassazione penale, sez. III, 24 maggio 2005, n. 24190

Il semplice fatto di non indicare nella lista delle vivande poste sui tavoli di un ristorante che determinati prodotti sono congelati, configura il tentativo di frode in commercio.

I motivi sono due: da un lato, il ristoratore ha "l'obbligo di dichiarare la qualità della merce offerta ai consumatori"; dall'altro, l'esposizione del menu equivale "ad una proposta contrattuale nei confronti dei potenziali clienti".



(Cassazione penale, sez. III, 24 maggio 2005, n. 24190)


Sanzioni: il diritto a riscuoterle si prescrive?

Ecco che cosa prevede l’ordinamento

Il diritto a riscuotere le somme dovute per sanzioni amministrative si prescrive nel termine di 5 anni dal momento in cui è stata commessa la violazione.

Attenzione: la prescrizione inizia nuovamente a decorrere per intero ogni volta che l'amministrazione notifica un atto dal quale emerge la volontà di realizzare il proprio credito (ad es. notificazione del verbale di accertamento, oppure dell'ordinanza/ingiunzione).

Mobbing: le responsabilità del datore di lavoro

La prevenzione e il controllo anti-mobbing

Se il dipendente impugna il licenziamento sostenendo di essere stato vittima di mobbing, il gestore si troverà ad affrontare il problema della sua responsabilità.

La norma fondamentale in materia è costituita dall'art. 2087 del codice civile: "L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".

Tale norma pone a carico del datore di lavoro uno speciale obbligo di protezione del lavoratore.

Questo obbligo si estende anche al mobbing.

In altre parole, il gestore ha l'obbligo di tutelare anche la sanità mentale del dipendente, se messa a dura prova dall'ambiente lavorativo.

Anche il mobbing cosiddetto orizzontale, che si ha quando non è il superiore, ma il collega, a molestare il mobbizzato, può comunque essere imputato al datore di lavoro. Ciò perché anche qui incombe sul datore di lavoro l'obbligo di garantire che la serenità dell'ambiente di lavoro non sia turbata da comportamenti di altri suoi dipendenti.

In base infatti all'art. 2049 c.c. "I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti".

Se il gestore scopre di avere in mano una banconota falsa…

Consigli per rompere la catena del falso

Che brutta scoperta trovarsi tra le mani del denaro falso!

Le statistiche dicono che la banconota più frequentemente contraffatta è quella azzurra, da 20 euro.

Il consiglio più utile è sempre lo stesso: controllare, controllare e controllare ancora.

Già, ma controllare che cosa?

Vediamo alcuni suggerimenti.

Nelle banconote da 5, 10 e 20 euro verificate sempre che ci siano la filigrana e la fascia iridescente, in quella da 50 euro il bollo argentato.

Nei biglietti da 5, 10, e 20 euro inclinate anche la banconota dal lato dove è raffigurata la carta geografica dell'Europa e controllate che compaia la banda dorata verticale con il valore della banconota.

Quanto alla moneta da 1 euro, sappiate che il falso è spesso privo della data e della lettera R che sulle monete vere si trova sul lato che raffigura l'uomo di Leonardo: anche il bordo della moneta falsa risulta meno spesso rispetto a quello originale.

Ma che cosa deve fare il gestore che si accorge di aver in mano denaro falso?

La soluzione è una sola: chiedere l'intervento e consegnare le banconote a Carabinieri o Polizia.

I cittadini, infatti, hanno l'obbligo di interrompere immediatamente la catena di passaggi del denaro falso, diversamente, potrebbero trasformarsi da truffati a truffatori.

Successione: come deve essere redatto il testamento olografo?

Ecco che cosa dispone il codice civile

Il testamento olografo è disciplinato dall'art. 602 c.c., il quale così recita:



"Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore (684).

La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni. Se anche non è fatta indicando nome e cognome, è tuttavia valida quando designa con certezza la persona del testatore.

La data deve contenere l'indicazione del giorno, mese e anno. La prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento".



Da quanto sopra si evince che i requisiti di forma del testametno olografo sono i seguenti:



1) deve essere scritto di proprio pugno dal testatore;

2) deve essere datato, indicando giorno, mese ed anno;

3) deve essere sottoscritto da testatore.



Occorre invece evidenziare che il testamento in esame può essere redatto su qualsiasi tipo di carta.

Inoltre, la persona da beneficare va indicata con precisione e non sono ammesse condizioni impossibili e neppure quelle contro l'ordine pubblico, la morale.




Licenziamento per giusta causa e rapporto di fiducia

Sentenza della Corte di Cassazione del 27.1.2004 n. 1475

Nel caso di giusta causa o giustificato motivo soggettivo di licenziamento, i fatti addebitati devono rivestire il carattere di grave negazione degli elementi del rapporto di lavoro, ed in particolare dell'elemento fiduciario. La valutazione della sussistenza del conseguente impedimento alla prosecuzione del rapporto deve essere operata con riferimento non già ai fatti astrattamente considerati, bensì agli aspetti concreti afferenti alla natura ed alla qualità del singolo rapporto, alla posizione delle parti, al grado di affidamento richiesto dalle specifiche mansioni del dipendente, nonché alla portata soggettiva dei fatti stessi, ossia alle circostanze del suo verificarsi, ai motivi ed all'intensità dell'elemento intenzionale e di quello colposo e ad ogni altro aspetto correlato alla specifica connotazione del rapporto (Cass. 27/1/2004 n. 1475).

Contrasti con l’assicurazione: che cosa fare?

Il reclamo all’ISVAP

Di norma anche i locali pubblici sono assicurati per rischi diversi (ad esempio contro il furto, l'incendio e per la responsabilità civile).

Le ipotesi che sorgano problemi con la Compagnia di assicurazioni non sono remote.

Per risolvere in modo rapido piccoli contrasti, il gestore può sporgere reclamo alla stessa assicurazione, indicando il numero di polizza o di sinistro, i propri dati personali, compreso un recapito telefonico, e la descrizione accurata della questione sorta e le proprie richieste.

A questo punto, l'assicurazione è tenuta ad esaminare la vertenza e fornire un motivato riscontro entro il termine di 45 giorni, decorso inutilmente il quale (o in caso di risposta insoddisfacente) il gestore stesso potrà rivolgersi direttamente all'ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni Via del Quirinale 21 00187 Roma - Servizio Tutela degli Utenti - telefax 06.42133206), chiedendo un intervento nei confronti della compagnia con allegazione nell'esposto tutta la documentazione relativa al sinistro (precedente reclamo e eventuale risposta dell'impresa).

Cose in custodia e responsabilità per danni

Cassazione civile , sez. III, 09 novembre 2005, n. 21684

In tema di responsabilità civile per i danni cagionati da cose in custodia, la fattispecie di cui all'art. 2051 c.c. individua un'ipotesi di responsabilità oggettiva, essendo sufficiente per l'applicazione della stessa la sussistenza del rapporto di custodia tra il responsabile e la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, senza che assuma rilievo in sè la violazione dell'obbligo di custodire la cosa da parte del custode, la cui responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito. Detto fattore attiene non ad un comportamento del responsabile, ma al profilo causale dell'evento, riconducibile non alla cosa che ne è fonte immediata, ma ad un elemento esterno, recante i caratteri dell'imprevedibilità e dell'inevitabilità. Ne consegue l'inversione dell'onere della prova in ordine al nesso causale, incombendo sull'attore la prova del nesso eziologico tra la cosa e l'evento lesivo e sul convenuto la prova del caso fortuito.

Cassazione civile , sez. III, 09 novembre 2005, n. 21684


Reato di estorsione e locali pubblici

Tribunale Milano, 22 ottobre 2002

Non integra il delitto di rapina impropria la condotta di chi, dopo aver fruito della consumazione al tavolo di un bar, si allontana senza pagare quanto dovuto e, alla richiesta da parte del titolare di adempiere la propria prestazione, minaccia quest'ultimo puntandogli alla tempia una pistola giocattolo priva del tappo rosso: manca, in tal caso, l'impossessamento della cosa mobile altrui mediante sottrazione a chi la detiene. È invece configurabile, nel caso di specie, il delitto di estorsione aggravata dall'uso dell'arma, avendo l'agente posto in essere tanto l'azione minacciosa, quanto realizzato l'ingiusto profitto con altrui danno, mediante l'allontanamento dal bar senza adempiere alla controprestazione dovuta.



Tribunale Milano, 22 ottobre 2002


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