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Buste per toast salvabriciole

Novità: un aiuto per la pulizia –

Per mantenenere al meglio piastre, tostapani e fornetti

Chi lavora sa bene quanto è faticoso pulire piastre, tostapani o fornetti dalle colature (formaggio, sughi) e dalle briciole. A tale proposito, Trabo propone le buste Salva Toast (17x20
cm) e i fogli antiaderenti in rotolo Salva Forno (diametro 33 cm) in Icflon, lavabili in lavastoviglie e riutilizzabili fino a 50 volte.
trabo.it

Ostriche e Champagne nella riviera romagnola

Locali –

A Cattolica un angolo di Parigi dove i migliori molluschi francesi monopolizzano il menu: Ostriche e Vino offre il classico banco su strada e anche 50 coperti

Un mix perfetto quello fra Davide Trebbi, di professione avvocato, grande cultore di ostriche francesi, e la sua compagna Barbara Moretti, con un notevole know how professionale nella commercializzazione di pesce e molluschi, entrambi di Cattolica (Rimini). Quasi naturale la loro idea: aprire nella cittadina un locale di ostriche, con banco su strada. Quasi uno street bar. Alla fine, il loro Ostriche e Vino ha visto la luce, dopo tanti viaggi di studio in Francia, corredato anche da una piccola cucina che sforna deliziosi fritti di paranza in padella.

È l'ostrica però a far da protagonista assoluta: il banco su strada, con i molluschi in ghiaccio a vista aperti al momento, le crevettes e le lumachine. Qui si può ordinare un calice di bollicine con tre ostriche a 10 euro. Oppure ci si può sedere al tavolo (50 coperti): in carta, 11 varietà di ostriche selezionate personalmente dai migliori allevamenti francesi. Tra quelle presenti, le ostriche speciali Gillardeaux da l'Ile d'Oleron, le Special Insigny, le Pleine-Mer e quando reperibili le Selvagge.

Menu e cantina
I prezzi vanno da 2,50 a 6 euro l'una per le concave, mentre le Belon, piatte, arrivano a 15 euro con la “pieds de cheval”. È possibile anche la degustazione di una dozzina di ostriche miste a 25 euro. L'approvvigionamento e la logistica, in questa attività, diventano fattori decisivi. Ostriche e Vino garantisce l'arrivo due o tre volte la settimana e la presenza di almeno sei tipologie in ogni momento. Le ostriche vengono servite alla francese in una sorta di piatto-ciotola d'alluminio circolare su un letto di ghiaccio, con forchettina e fettine di limone. In accompagnamento burro francese e baguette. I tesori del mare vengono anche proposti su un sontuoso Grand Plateau Royal (90 euro per 2 persone). La cantina, 65 etichette, è fondata sulle bollicine, a partire da un Blanquette de Limoux Guinot francese a 14 euro, passando per i Franciacorta (come Montenisa e Monterossa) e gli Champagne più titolati.

Paesaggi, tipicità e massaggi: funziona

Ristoranti –

Un ristorante con tanto di hotel, spa e hamman nel profondo delle Langhe. Cascina Langa, un’idea coraggiosa ma premiata, grazie a elaborati menu e ai percorsi salutari personalizzati

Palestre e centri fitness sepolti nel cuore di megalopoli dove, dietro le porte chiuse, la vita continua a scorrere frenetica, o sale “benessere” e bagni turchi ricavati in scantinati sotto ai metricubi di cemento armato dei complessi residenziali. È questa la ricetta per “staccare” dal logorio della quotidianità? La risposta è no, almeno secondo Manuela Viglione, di Cascina Langa, struttura ricettiva piemontese in quel di Trezzo Tinella, nell’Albese, che abbina un ristorante di livello condotto dallo chef Andrew Menning, ad un albergo e, soprattutto, ad una spa con servizi di hammam e percorsi salutari.
Spiega la responsabile della struttura: «Alcuni anni fa nella scelta di recuperare questa cascina, che fu un rifugio per i partigiani piemontesi impegnati nella lotta di Liberazione ed è anche stata descritta dallo scrittore albese Beppe Fenoglio nel suo romanzo “Il partigiano Johnny”, siamo partiti da una convinzione: ci sono luoghi che interpretano al meglio la voglia di pace e relax. Questo colle, ad oltre settecento metri sul livello del mare, da cui si gode uno del panorami più belli sulle Langhe, è uno di quei posti». Insomma, una scelta imprenditoriale che nasce da un’attenta analisi del territorio e degli edifici destinati a diventate base dell’attività. «Perché qui - chiarisce Viglione - si continua a vivere tra boschi e noccioleti, a farsi sfiorare dalla brezza marina che arriva dalla Liguria, a muoversi sui sentieri in una natura che lascia spazio ai pensieri. Un isolamento volontario che serve per staccare e ricominciare».


Altro che pacchetti, qui tutto è su misura

Immagini suggestive che tuttavia sono al centro di un “calcolo” imprenditoriale preciso: fornire al cliente-utente quello di cui ha davvero bisogno, cioè tempo per sé e relax assoluto, tra buona tavola, ottimi vini, menu salubri e programmi di rigenerazione corporale e psicologica che procedono senza fretta, lasciando il massimo della libertà a chi li pratica. Una filosofia di vita “slow” che, negli ultimi anni e proprio in Piemonte, è stata protagonista di clamorose iniziative di successo.
La proposta di Cascina Langa, dunque, risulta alternativa rispetto alla vendita di “pacchetti” preconfezionati e per nulla personalizzati. Ma come funziona l’abbinamento tra ristorante, hammam e centro spa? «Benissimo - afferma Manuela Viglione -. Intanto la nostra è una nuova spa, differente rispetto ad un centro estetico, perché offre un servizio di fiducia e di comunicazione. Perché non è solo il prodotto di bellezza che rende migliori, sono più elementi che permettono di raggiungere l’obiettivo voluto».
E tra questi elementi ci sono i menu ispirati al territorio, ma anche all’internazionalità, con ricette elaborate che però rispettano rigorosamente gusti e esigenze alimentari come intolleranze e allergie (menu degustazione a 45 euro). Ed è una clientela diversa quella che sceglie di staccarsi dalle città per trovare qui, tra le colline delle Langhe, il posto dove ritemprarsi profondamente. «Persone – annota la direttrice di Cascina Langa- che guardano al di là dei risultati immediati, che prediligono il rapporto personale a quello strettamente professionale e che sanno abbandonarsi al paesaggio che li circonda. Noi - aggiunge- ci limitiamo a favorire questi passaggi in cui i tempi sono gestiti sempre ed esclusivamente dai nostri ospiti».

In Alto Adige l’enoteca è sotto il vigneto

Idee –

Gustare un calice di vino a pochi metri dal luogo di produzione: a Termeno è nato il Giardino di Hofstätter, locale ricavato scavando sotto i filari

L'idea nasce dalla voglia di Martin Foradori Hofstätter di creare un luogo per gustare il vino nel cuore dell'ambiente in cui ha origine, in mezzo ai vigneti. E, per completare l'offerta, aggiungere ai calici quanto di meglio propone la tradizione gastronomica altoatesina. Così a Termeno, nella storica tenuta Hofstätter, l'architetto Walter Angonese ha realizzato il Giardino (Garten in tedesco), un ambiente di design dedicato alla cultura del bere e del convivio.

Al locale, aperto lo scorso dicembre, si accede dall'enoteca completamente ristrutturata, ospitata in un edificio che risale al tardo '800. Da qui lo spazio fluisce nel ristorante con winebar, ricavato scavando sotto il vigneto dietro all'azienda che, a lavori ultimati, è stato ricoperto di terra e impiantato nuovamente a vite. L'atmosfera suggestiva invoglia alla comunicazione, favorita anche dalla continuità di spazi tra il banco di mescita e le lunghe tavolate spaziose, mentre gli affezionati avventori condividono lo “Stammtisch”, il tavolo tondo dedicato agli ospiti abituali che rappresenta il cuore pulsante del locale.

Tutti gli arredi sono stati disegnati dall'architetto e realizzati da artigiani locali, fatta eccezione per le luci Artemide, le sedute del bancone, che portano la firma del designer tedesco Konstantin Grcic, e le installazioni d'arte del viennese Lois Weinberger. Una grande facciata di vetro garantisce la luce naturale, mentre un'ampia scala porta al vigneto sopra al ristorante. Qui, nei mesi estivi, sarà aperta la terrazza panoramica che si affaccia sui filari, da dove partire per un percorso didattico attraverso i vigneti.

Il Giardino offre la vasta gamma di vini Hofstätter, in bottiglia e, a rotazione, in mescita, con prezzi al calice tra 4 e 6 euro. In cantina trovano comunque spazio anche vini di qualità provenienti da altre regioni italiane ed etichette francesi. E in cucina? Dal risotto di seppia con branzino e schiuma di prezzemolo, ideale in abbinamento con il de Vite Hofstätter 2006, al consommé di funghi di bosco con gnocchetto di erbe, ottimo insieme al Kolbenhofer 2006, passando per l'entrecote di manzo con cantucci di patate e radicchio al Lagrein, da gustare con il Steinraffler Lagrein 2002.

La gabbia dei lavori in corso crea solo disagi

Attività –

Parcheggi incompiuti e cantieri eterni: le peripezie del pubblico esercizio prigioniero dei lavori in corso.

Allegati

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Luglio-Agosto 2008 / pdf / Numero pagine: 2 / Lingua: Italiana / di Sergio Redaelli

Per chi ama vino e cultura c’è l’enolibreria

Nuove formule –

La proposta del Buscapè di Modena cattura il pubblico più giovane grazie all’uso combinato di prodotti di 8 diverse cantine, buona musica, l’accesso wi fi gratuito e tanti libri

Perfino gli scaffali-libreria sono dimensionati per contenere i cartoni di vino, in bella mostra insieme ai libri... Hanno pensato proprio a tutto - e hanno dato una forte impronta personale alla loro enolibreria Buscapè - Monica Visciglia e Aurelio Ogliari. Una giovane coppia fresca di laurea all'Università di Modena - cosentina lei, cremonese lui - che, grazie a un bando del Comune di Modena, si è aggiudicata una delle tre licenze di pubblico esercizio in palio per gli autori di un progetto di locale innovativo nella zona di Porta Saragozza (vicino all'area della movida giovane della città, via Gallucci). È nata così una sorta di osteria contemporanea, rivolta a un pubblico giovane e un po' impegnato, della “generazione Erasmus”.  

Ritrovo 
Quando si entra il posto sembra davvero una enolibreria. I libri allineati in effetti si notano di più dei vini. «L'idea era di creare un ritrovo giovane, fresco, genuino. Dove il vino la facesse da protagonista insieme ai libri, che qui si possono consultare, acquistare o scambiare. Era qualcosa che mancava qui a Modena. E non abbiamo fatto altro che trasmettere qualcosa di noi stessi, di quello che ci piace», racconta Aurelio, che dietro la sua attitudine anagraficamente giovane cela una notevole preparazione imprenditoriale. L'intero locale è coperto da rete wi-fi gratuita. E la selezione musicale musica elettronica e hip hop si ascolta in tempo reale accedendo dal sito www.buscapeweb.it nella sezione lastfm. Gli arredi sono tutti riciclati e rimessi a posto dai ragazzi e dagli amici, come il pavimento, recuperato da uno stand di un'azienda al Salone del Mobile. Arredamento vivo, che può cambiare dopo qualche mese, come la gamma dei vini.

Cantina
 Il vino, appunto: solo 30 etichette da 7-8 aziende. Un po' poco per un wine bar, ma dietro un approccio che sembra ingenuo e low profile, in realtà si nasconde una grande idea. «Sono quasi tutte cantine familiari non distribuite attraverso i canali commerciali classici. Alcune le ho scoperte io, a Modena non le ha nessuno. Ad esempio la Cascina Barisel, che fa un ottimo Barbera d'Asti, oppure le già più note Cummo (Sicilia), Villanova (Friuli), Manicardi (Castelvetro, per il Lambrusco), Bortolotti (Prosecco), Agricoltori del Chianti Geografico. E ciò mi permette di saltare grossisti e agenti, di fare ordini diretti, di abbattere costi di magazzino (che non abbiamo) e quindi di vendere a prezzi accessibili». Il 90% del fatturato del vino viene realizzato al bicchiere (da 3 a 4,5 euro), e questo la dice lunga sul locale, la cui offerta è integrata da piccola ristorazione e soprattutto d'estate da cocktail con un pizzico d'inventiva (con aperitivi, senza 'buffet-abbuffata', ma con servizio al tavolo di stuzzichini inclusi nel prezzo). La lavagna dei calici volutamente riporta solo il nome del vitigno e il prezzo.

Filosofia
 «Certamente non vogliamo e non possiamo competere con il wine bar o l'enoteca da superesperti. E a noi non piace l'atteggiamento tronfio e paludato che domina nel mondo del vino. Ma vi dico che la soddisfazione più bella non è quando il cliente chiede informazioni prima sul vino, ma quando i ragazzi, che poco prima avevano ordinato un vino distrattamente, senza badarci, dopo averlo bevuto mi dicono: 'Buono, ma che cos'è?».

La colazione supera il modello brioche e caffè

Locali –

Il Caffè delle Rose di Rimini ha messo a punto due linee di breakfast, una energetica, l’altra mediterranea e leggera

Le nuove frontiere del breakfast? Al bar e, più precisamente, al Caffè delle Rose di Rimini dove le colazioni sono all'insegna del benessere, pensate su misura e calibrate dal punto di vista energetico e nutrizionale sul fabbisogno di ogni cliente. Dopo un lancio di rodaggio in concomitanza di Rimini Wellness lo scorso maggio, l'iniziativa è entrata stabilmente nell'offerta del locale. Sfida difficile perché la maggior parte della gente tende a limitarsi al classico “cappuccio e brioche”. Ma la proposta è stata accolta bene. Tanto che nel weekend il 30% dei clienti opta per questa formula e si gode una colazione come si deve al tavolo.

Non chiamatelo brunch
E così, nel seduttivo ambiente del caffè (ampie vetrate e verande sul salotto riminese di viale Vespucci, all'interno del Mareo, palazzo firmato da Massimiliano Fuksas) fino alle 12 è possibile scegliere tra due linee di breakfast basate su prodotti per quanto possibile bio: la “colazione sport”, piuttosto energetica, e la “Caffè delle Rose”, più light e mediterranea. Qui non si ama chiamarlo brunch, ma è allo studio l'idea di estendere almeno una di queste colazioni alla pausa pranzo grazie alla versatilità della proposta. La prima linea comprende uova strapazzate al prosciutto con pane tostato, oppure omelette o uovo all'occhio di bue con erba cipollina e cestino di pane alla noci, assaggi di torte, coppa di frutta fresca, spremuta d'arancia o centrifugato di carote e sedano.

La seconda linea, quella light, anziché uovo propone insalata d'arancia con olio extravergine e foglie di mentuccia, bruschetta con olio crudo e origano di Pantelleria, seguita da bevanda calda e crema d'arancia al posto della spremuta. Ogni referenza della carta colazioni è accompagnata dal numero delle calorie. Ogni breakfast viene servito al tavolo in un unico vassoio per ciascun cliente (da 10 a 12 euro). La colazione, comunque, può essere anche variata a seconda delle proprie esigenze, in base all'apporto calorico, con qualche piatto fuori carta.

I nuovi centrifugati
Forte di questa specializzazione e sulla scia dello stesso filone salutistico delle colazioni benessere, il Caffè delle Rose ha rivisitato i suoi centrifugati già presenti in carta, ponendo un accento più creativo sul colore. Tra i “centrifugati cromoterapici” troviamo, ad esempio, il Pink Rose, ottimo come fonte di zuccheri e potassio. Il colore rosa intenso è dato dal mix con fragole, pesche, mele, limone. Nel Passion Rose è invece il rosso a far padrone: pomodori, carota, sedano, limone. Questo centrifugato ha proprietà dissetanti e depurative ed è una grande fonte di licopene, ottimo per il sistema immunitario.

Esercenti, il peso degli immigrati

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Luglio-Agosto 2008 / pdf / Numero pagine: 2 / Lingua: italiano / di Sergio Redaelli

La Slovenia scommette sul benessere

Relax –

Il piccolo Paese ospita 25 stazioni termali e punta a diventare la destinazione wellness più articolata d’Europa

La Slovenia rinnova e amplia il suo appeal turistico, soprattutto nei confronti degli italiani, che per numero di arrivi (oltre 367mila nel 2007) hanno superato tedeschi, austriaci e croati, e che, in un caso su tre, scelgono questo paese per i suoi centri termali. L'offerta è davvero ampia: su una superficie inferiore a quella della Lombardia, si concentrano ben 25 stazioni termali, che nella maggior parte dei casi hanno avviato di recente molti interventi di ampliamento e miglioramento delle strutture wellness e ricettive. Emblematico il caso di Lifeclass, gruppo che possiede in Slovenia ben sette tra hotel e resort a quattro e cinque stelle, che di recente ha rilevato il Royal Thai Spa di Treviso. Il fiore all'occhiello del gruppo è il Grand Hotel Portoroz a Portorose: completamente ristrutturato nel 2004, ospita il Terme & Wellness Palace, l'unico a utilizzare i cinque fattori curativi tipici del genius loci di Portorose: il fango delle saline, l'acqua madre, il clima, l'acqua termominerale e quella marina. Cinque elementi sfruttati in decine di modi (dalla talassoterapia alla fisioterapia, dal sauna park alle piscine termali) nei 7500 mq di superficie della struttura. Meno scontato trovarci anche un Centro Ayurveda, che sta per essere certificato dal ministero della Salute del Kerala, con 35 medici terapisti provenienti dallo Stato indiano. L'Oriente è protagonista anche al Wai Thai, il più grande centro per il massaggio tradizionale tailandese all'estero. Ospitato all'interno dell'Hotel Slovenija, propone ambienti tradizionali e trattamenti, eseguiti da specialisti tailandesi, che abbinano la tradizione orientale con le più avanzate tecniche antistress.

In Slovenia nascerà la prima "love spa"
A fine anno termineranno inoltre i lavori di ristrutturazione dello storico Palace Hotel, destinato a diventare un cinque stelle lusso. Cantieri aperti anche nel gruppo Krka, a cui fanno capo 10 hotel per un totale di 1356 posti letto. Riaperto a fine 2007 il castello di Ototec, trasformato in un cinque stelle che coniuga lusso e charme, è in costruzione un nuovo wellness hotel a quattro stelle presso le Terme Dolenjske Toplice, che sarà aperto quest'inverno. L'albergo, che costa 14 milioni di euro per il 25% coperti da fondi Ue, sarà direttamente collegato alle terme, tra le più antiche d'Europa, e al wellness center Balnea: un parco ricreativo da 9200 mq di superficie tutto dedicato al benessere. Considerati i benefici effetti sulla fertilità di queste acque minerali, potrebbe nascere qui la prima “love Spa” d'Europa coerentemente con le politiche del gruppo Krka di specializzare e differenziare l'offerta nel benessere. Così Strugnano rappresenta il polo della talassoterapia, mentre alle terme Zmarjezke Toplice è stata creata Vitarium Spa &Clinique, una medical Spa specializzata in programmi individuali disintossicanti, dimagranti e antietà.

Esercenti, il peso degli immigrati

Attività –

Dagli ultimi dati sui movimenti delle imprese emerge uno scenario dove i titolari assumono, soprattutto al nord, maggiore peso.

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Luglio-Agosto 2008 / pdf / Numero pagine: 2 / Lingua: italiano / di Sergio Redaelli

Il trionfo dell’ostrica nel regno della piada

Bistrot –

A Cattolica un angolo di Parigi dove le migliori ostriche francesi monopolizzano il menu. Ostriche e Vino ha il classico banco su strada con i molluschi a vista

Un mix perfetto quello fra Davide Trebbi, di professione avvocato, grande cultore di ostriche francesi, e la sua compagna Barbara Moretti, un notevole know how professionale nella commercializzazione di pesce e molluschi, entrambi di Cattolica (Rimini). Quasi naturale la loro idea: aprire nella cittadina un locale di solo ostriche, con banco su strada. Quasi uno street bar. Poco importa se alla fine, il loro Ostriche e Vino abbia effettivamente visto la luce, dopo tanti viaggi di studio in Francia, corredato anche da una piccola cucina che sforna deliziosi fritti di paranza in padella.
È l’ostrica però a far da protagonista assoluta: il banco su strada, con i molluschi in ghiaccio a vista aperti al momento, le crevettes e le lumachine. Qui si può ordinare un calice di bollicine con tre ostriche a 10 euro. Oppure ci si può sedere al tavolo (50 coperti): in carta, 11 varietà di ostriche selezionate personalmente dai migliori allevamenti francesi. Tra quelle presenti, le ostriche speciali Gillardeaux da l’Ile d’Oleron, le Special Insigny, le Pleine-Mer, e quando reperibili, le Selvagge.


Servizio alla francese e tante bollicine


I prezzi vanno da 2,50 a 6 euro l’una per le concave, mentre le Belon, piatte, arrivano a 15 euro con la “pieds de cheval”. È possibile anche la degustazione di una dozzina di ostriche miste a 25 euro. L’approvvigionamento e la logistica, in questa attività, diventano fattori decisivi. Ostriche e Vino garantisce l’arrivo due-tre volte la settimana e la presenza di almeno 6 tipologie in ogni momento. Le ostriche vengono servite alla francese in una sorta di piatto-ciotola di alluminio circolare su un letto di ghiaccio, con forchettina e fettine di limone. In accompagnamento burro francese e baguette. I tesori del mare vengono anche proposti su un sontuoso Grand Plateau Royal (90 euro per 2 persone). La cantina, 65 etichette, è fondata prepotentemente sulle bollicine, a partire da un Blanquette de Limoux Guinot francese a 14 euro, passando per i Franciacorta (come Montenisa e Monterossa) e gli Champagne più titolati. Non manca anche una carta delle acque.

Informazioni per le vostre scelte

La Vetrina di Fuoricasa - Easybar –

I prodotti e gli strumenti necessari per la gestione di un locale moderno.Le informazioni indispensabili per chi deve scegliere tra diverse soluzioni sul mercato

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