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Il caffè nel regno del wafer

Boutique –

Caffetteria e negozio di specialità, tutto a marchio. È il modello della Loacker Moccaria di verona, dove wafer e dolci sposano naturalità e leggerezza. A breve altri punti vendita e sviluppo in franchising.

Loacker Moccaria sbarca in città: dopo il punto vendita-pilota, aperto all’interno del Design Outlet del Brennero l’anno scorso, da dicembre il format di caffetteria italiana, pasticceria e shop è arrivato anche nel cuore di Verona. «È un progetto in cui crediamo molto, perché si inserisce nel successo internazionale che stanno vivendo i coffee shop, rappresenta per noi un new business ma anche una straordinaria vetrina per i prodotti e la filosofia di Loacker» spiega Michael Kompatscher, amministratore delegato di Loacker Moccaria International, società controllata al 100% da Loacker (www.loacker.it).

Non solo caffetteria, anche bistrot e lounge

La formula è quella del franchising, anche se per ora i locali aperti vedono l’azienda rivestire sia i panni del franchisee che quelli del franchisor. Un modo intelligente per verificare sul campo la correttezza della formula e fare le opportune modifiche. Ad esempio, il punto vendita di Verona ha una superficie dimezzata rispetto a quello del Brennero: 280 mq articolati su due livelli, che si propongono come uno spazio polifunzionale, dove abbinare lo shopping alimentare alla ristorazione. Un bancone da bar, collocato ad isola al centro del locale e dotato di banco dolci e snack visibile da qualunque angolazione, permette ai clienti di assistere in tempo reale alla preparazione dei prodotti. La zona consumazione è allestita con tavoli da bistrot, mentre uno speciale settore lounge, con ampi e comodi divani, è a disposizione di chi desidera una situazione più confortevole. Caffè e snack dolci sono il cuore dell’offerta del locale, che propone solo prodotti a marca Loacker, creati espressamente per l’insegna. Il caffè, composto da una miscela di qualità diverse, ha una tostatura speciale e presenta una leggera nota di cioccolato. Anche per quanto riguarda le altre bevande è chiaro il collegamento con i prodotti del marchio altoatesino, com’è il caso del latte macchiato al gusto di nocciola. Per la preparazione delle diverse bevande a base di caffè, l’azienda ha elaborato delle creme a base di ingredienti naturali (analoghe a quelle utilizzate per i dolciumi), prive di coloranti, conservanti e aromi artificiali, nel rispetto della filosofia della qualità propria del marchio.
Le creme provengono direttamente dalla produzione dei wafer e ricordano marcatamente i sapori tipici dei prodotti Loacker. Per quanto riguarda il food, l’offerta è costituita al 90% da proposte dolci contro il 10% di quelle salate (soprattutto snack). Il cliente può scegliere tra una vasta gamma di specialità come monoporzioni di torte, wafer, tiramisù insieme a limonate bio, succhi di frutta, vino ecc. Non manca il gelato, specialità naturale al 100%. E dopo la degustazione, i clienti passano all’acquisto nello spazio store.

Video Lottery Terminal, via alle nuove macchinette

Giochi –

Sdoganati dal decreto legge sugli adempimenti comunitari in materia di giochi, i video lottery terminal potrebbero completare l’offerta di giochi al bar, accanto alle new slot. per il funzionamento di questi apparecchi serve tuttavia una connessione adsl, ancora assente da molti locali.

Con un’espressione inglese di carattere tecnico vengono definiti “Video lottery terminal” o più comunemente vlt , e dopo il successo ottenuto dalle new slot - le macchinette che comunemente troviamo in molti bar - stanno per entrare nel vissuto di molti giocatori italiani.
Praticamente sconosciuti al grande pubblico, questi apparecchi sono creati negli Stati Uniti intorno alla metà degli anni ’80, e il nostro Governo, attraverso il decreto legge sugli adempimenti comunitari in materia di giochi (DL25 settembre n.149 coordinato con la legge di conversione 19 novembre 2008 n. 184), ne ha sancito l’avvio della sperimentazione. Recita il testo di legge: “al fine di promuovere il completamento della disciplina in materia di apparecchi per il gioco lecito, di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, entro novanta giorni dalla data di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze... sono dettate le disposizioni occorrenti per disciplinare...la sperimentazione degli apparecchi di cui al predetto articolo 110, comma 6, lettera b), nonché la sperimentazione della raccolta del gioco praticato mediante i medesimi apparecchi”. Ma di cosa si tratta esattamente?
Per dirla con le parole degli esperti “Un vlt è un apparecchio normalmente basato su una tecnologia in grado di garantire elevate caratteristiche di sicurezza e operante solo in presenza di connessione di rete attiva”.
In pratica parliamo di veri e propri computer caratterizzati dalla connessione in rete: rispetto alle attuali macchine presenti nei bar, che hanno un proprio software interno e una connessione alla rete di Aams che ne controlla essenzialmente l’attività di raccolta, i vlt vivono grazie a una centrale di controllo eterna, attraverso cui possono svolgere tutte le loro funzioni principali. Insomma: il software di questi apparecchi non è dentro la macchina, come nelle new slot, bensì fuori. La diretta connessione in rete, è bene ricordarlo, già sperimentata con le slot di nuova generazione (che possono funzionare solo in presenza di un collegamento alla rete dei Monopoli di Stato, aams.it, e di Sogei, sogei.it) anche per questi apparecchi diventa una “conditio sine qua non”, un fattore che, al di là delle prestazioni, ne aumenta all’ennesima potenza, sicurezza e controlli.

Dal Lotto al poker on line

L’altra grande differenza tra le new slot e i vlt risiede nelle attività di gioco che propongono. Le prime, infatti, sono limitate a un unico meccanismo di gioco e sono tarate per erogare una vincita massima equivalente a 100 euro a fronte di una partita del costo di un euro. Per i vlt la questione cambia notevolmente, almeno stando a quanto offre il mercato internazionale, visto che l’Italia deve ancora approntare un proprio regolamento: in primo luogo un vlt può essere utilizzato per giochi numerici (come il Lotto e il SuperEnalotto), quindi per giochi basati solo sulla casualità (come il gioco di carte del “Sotto e Sopra”), anche se qualcuno sostiene che, data la loro versatilità, possano consentire anche attività come il Texas Hold’em on-line. In secondo luogo i vlt possono essere usati anche per le scommesse a quota a fissa su eventi quali corse virtuali di cavalli o auto. «L’esperienza sul mercato internazionale - dichiara Luca Contiello, amministratore delegato di GMatica (gmatica.it), azienda presente sul panorama italiano degli apparecchi da intrattenimento - indica che un vlt incassa fino al 30 - 40% più di una awp (il classico apparecchio da bar), se opportunamente gestito in termini di contenuti di gioco e di innovazione continua degli stessi». Una conferma sulla resa di questi apparecchi giunge da una ricerca recentemente pubblicata dalla Sapar (associazione del settore automatico, sapar.it), nella quale si legge che la raccolta media delle macchine di nuova introduzione sarà ben superiore a quella delle attuali awp, così come dimostrano i casi di vlt esistenti nel nord America e nel nord Europa.

In futuro new slot e vlt nei bar

Chi pensa a un facile sdoganamento dei vlt nei bar, dovrà comunque fare i conti con alcuni fattori non trascurabili: per funzionare al massimo regime questi apparecchi avranno bisogno di una veloce connessione Adsl, ancora assente da molti esercizi pubblici italiani; almeno nella fase sperimentale, il numero delle macchine sarà fortemente contingentato, anche perché la normativa non prevede una completa sostituzione delle attuali new slot, bensì un completamento dell’offerta di gioco.«Le comma 6a non sono ancora presenti appieno sul mercato, i produttori non si sono ancora ripagati gli investimenti fatti, e quanto alle vlt, c’è da normare da capo a fondo», il commento di Gennaro Parlati, direttore generale di Acmi (associazione nazionale costruttori macchine intrattenimento, acmi.ws) riportato dal sito giocoegiochi.com. Il numero dei vlt potrebbe quindi attestarsi intorno alle 20-30 mila unità, un numero oscillante tra il 6,3 e il 9,5% del totale delle new slot presenti in Italia (315 mila macchine). Almeno per il momento, e ripetiamo, in assenza di un regolamento attuativo delle norme riguardanti i vlt, è difficile prevedere se verrà disposto un luogo per eccellenza che costituisca il principale terreno di coltura del mercato di questi apparecchi, così come la fitta rete dei bar lo è stata in questi anni per le new slot. Il legislatore, e anche questo deve essere sottolineato, non ha previsto alcuna esclusione di sorta, fattore che, in prospettiva, potrebbe vedere inseriti anche gli esercizi pubblici nel novero delle strutture adatte ad accogliere al proprio interno i nuovi apparecchi da gioco.

Più servizi nel bar di domani, parola di professore

Consumi –

Il bar? Deve copiare le farmacie e trasformarsi in un crocevia socialmente utile dove fare anche acquisti, giocare, navigare su internet e socializzare. Quasi una casa. La ricetta di Giampaolo Fabris.

Quindici milioni d’italiani entrano ogni giorno in un bar. Quattro su dieci ci vanno almeno una volta la settimana e due su dieci tutti i giorni, ma c’è una preoccupante tendenza a diradare la frequenza: il problema della quarta settimana, diventata poi terza, la paura della crisi finanziaria e il timore di spendere incidono sempre di più sulle abitudini quotidiane. Secondo una recente indagine Fipe (fipe.it), il 41,5% dei clienti abituali negli ultimi mesi va al bar meno spesso: sul totale di questi, il 24,5% lo fa perché ha meno soldi in tasca, il 22 ha bisogno di risparmiare, il 13 preferisce mangiare a casa, l’11,5 usa i soldi per altre spese, il 10 ha cambiato le abitudini ecc. Gli italiani, insomma, stanno ricostruendo la loro scala di priorità in base al budget. Sempre secondo Fipe, più della metà dei frequentatori giudica il livello dei prezzi elevato. Con quali criteri affrontare queste criticità? Lo abbiamo chiesto a Giampaolo Fabris, professore di sociologia dei consumi all’Università San Raffaele di Milano (giampaolofabris.it). È considerato, internazionalmente, uno dei maggiori esperti nello studio del consumatore e della marca.

Come migliorare i consumi al bar e attirare un cliente impaurito dalla crisi economica ?
L’esempio virtuoso viene dalle farmacie. Nel corso di un’indagine di customer satisfaction ho avuto modo di scoprire che gli italiani apprezzano la farmacia come punto vendita. A prima vista sembrerebbe un luogo freddo e inospitale e invece fornisce tanti servizi utili ai cittadini oltre a distribuire, s’intende, le medicine: ti dà il depliant sulle malattie di stagione, ci trovi i prodotti cosmetici e d’erboristeria, gli integratori, articoli di dermocosmesi, ti dice dove puoi fare il vaccino antinfluenzale e via dicendo. Ecco la formula vincente. Fornire servizi aggiuntivi al consumatore, oltre a prodotti sicuri e trasparenti.

A che tipo di servizi pensa?
Il barista potrebbe dare al cliente la possibilità di acquistare tutta la gamma alimentare che di solito si limita a somministrare e cioè bevande, panini, piatti pronti, dolciumi e prodotti da ricorrenza. Di connettersi al web e di giocare. L’importante è offrirgli prodotti e servizi il più possibile originali ed esclusivi, magari a marchio. Poi il bar deve tornare ad essere un luogo di socializzazione.

In che senso?
Un luogo rassicurante dove il cliente trova cordialità, cortesia, un’atmosfera piacevole e la possibilità di stringere relazioni umane. La fidelizzazione dipende da questo. Essere gentili non costa nulla e può cambiare la redditività. Il proprietario della catena di caffetterie Starbuck’s mi disse che aveva voluto creare il posto più simile alla casa, tra l’abitazione e il posto di lavoro. Il segreto è, dunque, proporre al consumatore piccoli piaceri: il cioccolatino con l’espresso, la brioche sempre croccante, i tavolini puliti. L’obiettivo è invogliarlo a fermarsi, a non scappare via. Oggi, nessuno può più vantare rendite di posizione. Il legame con la clientela bisogna crearselo, ogni giorno. Allo stesso tempo vanno eliminati balzelli e arcaismi come il costo del servizio al tavolo.
Una carta dei cocktail più dettagliata o le etichette bene in vista possono aiutare i consumi? Il problema non è l’etichetta più lunga, magari illeggibile. Tutti sappiamo il Negroni com è fatto, non c’è bisogno di scriverlo. Ma al bar si mangia, non solo si beve. Il cliente fa attenzione alla naturalità degli alimenti, si fida delle cose che conosce, delle tipicità legate al territorio in cui vive.

Veniamo ai prezzi. È d’accordo con l’iniziativa di Fipe di stabilizzarli per un periodo di tempo?
Il consumatore oggi valuta il prezzo in base al proprio budget di spesa. Il contingentamento può essere opportuno in un periodo d’inflazione galoppante, che l’Istat ha costantemente sottodimensionato e può essere di stimolo all’industria. Quando il Cipe bloccò i listini della pasta, Barilla inventò il Mulino Bianco. Forse non ci avrebbe pensato.

C’è chi dice che sia arrivato il momento di restituire valore etico al guadagno, di accontentarsi di una giusta remunerazione. Che ne pensa?
Il guadagno è la retribuzione dell’imprenditore e genera ricchezza per tutti. Fatta questa premessa, l’obiettivo è guadagnare correttamente, fare felici i consumatori, praticare prezzi equi e trasparenti e non strozzare i fornitori. Nel mio ultimo libro Societing (Egea) spiego che bisogna ridare legittimazione sociale al marketing e potenziare l’efficacia nelle strategie d’impresa.

Chef

Chef di cucina con esperienza, appartenente alla Federazione Italiana Cuochi valuta proposte di lavoro per la sagione estiva presso bar tavola calda e hotel320 9527166

Chef di cucina con esperienza, appartenente alla Federazione Italiana Cuochi valuta proposte di lavoro per la sagione estiva presso bar tavola calda e hotel
320 9527166

Cuoco

Cuoco gastronomo con esperienza valuta proposte di lavoro in tutta Italia.06 2591876

Cuoco gastronomo con esperienza valuta proposte di lavoro in tutta Italia.
06 2591876

I vini del Trentino incontrano la cucina di tutta Italia

Iniziative –

Un’azienda vinicola di Trento ha effettuato un tour enogastronomico nelle varie regioni della Penisola, sperimentando innovativi abbinamenti

Comunicare, spiegare, raccontare. Per vendere e non solo. Anche per far capire i motivi di una scelta produttiva, le caratteristiche di un territorio, le peculiarità di un vitigno a bacca bianca o rossa prodotto in una zona piuttosto che in un'altra. Questa la filosofia dei Cavit Tour, ovvero un ciclo di appuntamenti enogastronomici dove i vini del Trentino incontrano la cucina di varie regioni. Banale operazione di marketing? No. Qualcosa di più complesso.

Appuntamenti in tutta Italia
«Organizziamo trenta, quaranta serate all'anno in tutt'Italia - spiega Alessandro Rosso, direttore commerciale Italia di Cavit - per raggiungere obiettivi diversi: diffondere la cultura enologica trentina nelle diverse regioni italiane, proponendo abbinamenti di vini trentini con piatti tipici regionali. Creare un forte rapporto con il ristoratore e soprattutto animare il locale del nostro cliente con iniziative originali». Che i clienti, visti gli afflussi fin qui registrati, hanno già dimostrato di apprezzare, e parecchio. Le serate sono condotte da Luciano Rappo, esperto di analisi sensoriale, responsabile per Cavit del panel di degustatori, che seleziona con gli enologi i vini e gli spumanti protagonisti del Cavit Tour, in un confronto preliminare con gli chef dei ristoranti coinvolti. La risposta culinaria dei ristoranti finora interessati? Quelli di Abruzzo, Puglia e Basilicata si sono espressi con menu sempre molto vari e creativi, in una piacevole “diatriba” tra sapori e prodotti di mare e di montagna.

Clienti intenditori
«Stupisce il fatto che i consumatori conoscano così bene i vini bianchi profumati e freschi del Trentino- spiega Luciano Rappo -. Chi partecipa a questi eventi infatti sono grandi appassionati di vino e spesso dimostrano di apprezzano più le caratteristiche dei vini del Nord che i vini bianchi prodotti nel territorio dove vivono. Diverso il discorso sui vini rossi. La tendenza del gusto, soprattutto al sud Italia, privilegia il rosso molto colorato e ricco al palato. Assaggiando i nostri prodotti che hanno caratteristiche maggiori di freschezza e acidità, qualcuno rimane perplesso. Per affascinarli usiamo una comunicazione molto semplice, un linguaggio diretto, abolendo i soliti “tecnicismi” e cercando di dare un'emozione tramite il vino che stanno bevendo. Proviamo a coinvolgere quelle persone che rimangono subito attratte dalle tematiche esposte, cercando di renderli protagonisti. E alla fine della serata i commenti sono quasi sempre positivi sui vini e gli abbinamenti».

Abbinamenti vino cibo tutti da raccontare
Molto importante per la riuscita di questi eventi è la complicità del ristoratore, che deve saper spiegare in maniera approfondita i motivi che lo hanno portato a creare una ricetta piuttosto che un'altra. Ecco dunque abbinamenti arditi, ma che davanti alle spiegazioni degli chef sono stati compresi e graditi. Per esempio: orata dell'Adriatico con speck trentino in unione a Schiava gentile Bottega Vinai proposta dall'Hostaria l'Angolo divino di San Salvo (Ch) o le orecchiette della nonna con cozze e broccoli unite al Sauvignon Maso Toresella 2005, preparata da La Vecchia marina di Polignano a mare (Ba).

Nuovo rapporto fra ristoratore e casa vinicola
«Tra la casa vinicola e il ristoratore - spiega Alessandro Rosso - nasce così un rapporto nuovo che porta numerosi vantaggi sia a chi lo promuove, cioè alla cantina, che all'operatore . Quest'ultimo fidelizza la clientela più attenta, quella per capirci aperta alla ricerca di esperienze enogastronomiche di alto livello. E inoltre ha la possibilità di sfruttare il “richiamo” pubblicitario legato all'avvenimento, grazie alla comunicazione intrapresa da Cavit verso gli organi di informazione del territorio.

Nei brindisi per il giuramento di Obama c’è anche il prosecco

Avvenimenti –

Cento bottiglie del vino di Conegliano e Valdobbiadene sono state inviate a Washington per un party presidenziale

Il prosecco italiano è stato uno degli ospiti speciali nei festeggiamenti per il giuramento del nuovo presidente degli Stati uniti, Barack Obama. Secondo quanto segnala il portale Winenews.it il prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene (Treviso) ha fatto la comparsa nei banchetti presidenziali d'oltreoceano, grazie a un'iniziativa promossa dalla Regione Veneto, in collaborazione con Unioncamere Veneto e il Consorzio del Prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene. Il ciclo di eventi di gala per celebrare l'elezione di Obama ha preso infatti il via ieri con l'“Italian American Presidential inauguration celebration”, organizzata dalla Italian American Democratic Leadership Country, presso la Darlington House di Washington. A questo ricevimento, a cui hanno partecipato sia il presidente Obama che il vice Joe Biden, sono state inviate 100 bottiglie di prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene. Il vicepresidente della Regione Veneto, Franco Manzato, ha commentato come «Nel 2009 metteremo in campo una serie di iniziative promozionali per portare all'estero i nostri prodotti migliori e ripulirli dalle imitazioni. Il prosecco di Conegliano e Valdobbiadene è il vanto del Veneto, e come tale è il vino più adatto a figurare sui tavoli di gala degli eventi per il presidente Obama».

La decorazione aggiunge valore al drink

Cocktail –

Ciliegine, limoni e cetriolini sono solo alcuni degli ingredienti utili per confezionare i mix che conquistano il pubblico

La decorazione è il “biglietto da visita”. Perché i cocktail si bevono prima con gli occhi, poi con il palato. Per essere piacevole, la decorazione deve essere proporzionata, sobria, a base di prodotti commestibili, come frutta fresca e ortaggi, meglio se tagliati sul momento. Tra i frutti più utilizzati ci sono arance, ciliegie, limoni, ananas, banane, lime, fragole e altri vegetali come sedano, cetriolo, olive e cipolline. L'importante è usarli come si deve. La coppetta per esempio non dovrebbe accogliere molto più che la classica ciliegina, un twist di limone, un'oliva o una cipollina mignon. Purtroppo però capita spesso di imbattersi in decorazioni mastodontiche e di cattivo gusto. Quando si ha a che fare col tumbler alto o comunque bicchieri più capienti per i long drink, il discorso cambia un po'. Per questi cocktail si può usare la fantasia, dando vita a decorazioni più articolate. L'importante è non affollare il bicchiere: siamo sempre di fronte a bevande, non a mangia e bevi. Altra regola da seguire è quella della “continuità”, che grandi esperti del campo come Momo Harzallah, Luca Ramoni, Paolo Pachetti ed Ettore Diana illustrano come il filo che lega insieme gusto, profumo e aspetto del drink: per una Piña Colada, per esempio, l'ideale è uno spicchio d'ananas sul bordo perché richiama il gusto e i profumi del drink.

Gli attrezzi ideali per lavorare
Se ci si vuole cimentare in figure più articolate, dai fiori fatti col ravanello alle sculture di frutta, è necessario munirsi degli attrezzi giusti. A cominciare da un coltello lungo e seghettato per tagliare grandi frutti (come il melone o l'anguria), un coltellino per realizzare spirali d'effetto, uno spelucchino per realizzare rifiniture di precisione, un coltellino per verdura e agrumi ma anche zester e rigalimoni, due strumenti per realizzare scanalature sulla buccia di agrumi e ricavare scorzette minuscole (chiamate zeste).

A Lione c’è un hotel-scuola unico al mondo

Proposte –

Gestito dall’Istituto alberghiero di Paul Bocuse, Le Royal è anche uno dei primi alberghi della nuova collezione M Gallery del gruppo Accor

È rivolta a clienti individuali, edonisti. A coloro che ricercano una sorpresa e un'esperienza nuova, luoghi che abbiano un'anima e una storia. La nuova collezione M Gallery lanciata a fine estate dal gruppo Accor si differenzia dagli altri marchi del gruppo perché si richiama alla tendenza della lentezza. Le parole chiave che caratterizzano le sue strutture (40 entro il 2010 grazie al rebranding di hotel del gruppo, acquisizioni e nuove realizzazioni) sono infatti originalità, autenticità, personalità. Posizionati nel centro delle città o in destinazioni turistiche, gli alberghi della collezione M Gallery rispondono a quella ricerca di esperienze e alla passione per l'origine che sembra essere la traccia dominante nelle attitudini dei viaggiatori di oggi.

Ogni albergo M Gallery ha una precisa identità
Così gli alberghi del bouquet M Gallery (in Italia ne sono previsti 4 a Roma, Napoli, Firenze e Venezia) offrono un soggiorno distintivo grazie alla loro storia, a una localizzazione d'eccezione, a una visione all'origine della loro creazione, a un design particolare. Per questo, ciascun hotel conserva il proprio nome, la propria identità. Uno dei primi hotel a far parte della nuova collezione è Le Royal di Lione, organizzato nei suoi spazi come una grande casa borghese. Recentemente ristrutturato, si affaccia su Place Bellecour, la piazza di Lione per antonomasia. Le sue 74 camere su cinque piani (una suite e una junior suite su ciascun piano) sono dominate alternativamente dal blu (colore reale) o dal rosso, il suo opposto. Tutto, al Royal, è studiato (forse anche con un pizzico di eccesso) per far sentire l'ospite un membro della casa: dalla biblioteca accanto alla reception dove trova spazio la collezione di cineserie della padrona di casa, il cui ritratto fa bella mostra di sé sulla parete, al bar dove degustare alcolici premium (nel minibar in camera non se ne trovano proprio per invogliare gli ospiti a sperimentare), alla sala da pranzo con cucina a vista, dove domina un grande tavolo per condividere con altri ospiti il pasto, componibile a piacere e disponibile a tutte le ore.

L'unico hotel-scuola al mondo, nel nome di Paul Bocuse
Di fianco, in una grande libreria, fotografie, cimeli, diplomi e premi a Paul Bocuse. Sì, perché la particolarità del Royal è il fatto di essere l'unico hotel-scuola al mondo. È infatti gestito dall'Institut Paul Bocuse. Qui infatti gli allievi della rinomata scuola completano i loro studi teorici con un'attività pratica che li porta a operare in tutte le aree di attività dell'albergo, a partire dal servizio ai piani fino alla reception e, naturalmente, alla cucina dove viene servita una prima colazione di rara qualità e dove, sotto la guida dello chef Kevin Eigl, vengono preparate ricette che valorizzano particolarmente i prodotti regionali liones

La creatività nei cocktail è una dote femminile

Tendenze –

L’ultima edizione di Lady Drink ha confermato il primato di una mixability rosa che ha saputo ritagliarsi uno spazio proprio con drink beverini, fruttati e finemente decorati

Cinque anni fa Bargiornale ha incontrato all'edizione di Lady Drink di Bibione delle barlady alle prime armi che oggi sono diventate campionesse e professioniste affermate. E, quest'anno, all'ultima edizione (per la cronaca, la dodicesima), all'Enterprise Hotel di Milano, barmaid di grande esperienza hanno ribadito un primato tutto femminile nell'arte della miscelazione. Una cocktellerie ormai distinta da quella maschile e senza complessi d'inferiorità. A cominciare dai gusti. Tra i cocktail presentati a Lady Drink in questi 12 anni, più o meno 1.500 ricette (120 circa per ogni edizione), emergono miscele create su misura per un pubblico femminile, drink da signore per signore. Cocktail dolci, ma non “sdolcinati”, completati per alleggerirli con soda spumanti e ready to drink. Drink beverini, dove la frutta, in sciroppo, succo, nettare, è la vera regina. E poi le decorazioni. Il luogo comune vuole che le donne in questo campo siano più portate dei colleghi maschi. Il luogo comune ha un certo fondamento.

Il bicchiere, complemento fondamentale
Le concorrenti di Lady Drink (tutte con “patente” Aibes o aspiranti) hanno dimostrato una mano d'artista nell'intaglio della frutta e, soprattutto, una particolare attenzione al bicchiere: ci pensano due volte prima di addobbarlo come un elegante albero di Natale. E hanno stile. Come dimostra la ricetta, ideata insieme al mixologist Fabio Bacchi, della trionfatrice assoluta a Lady Drink 2008, Lucia Milone dello Scimlis di Bari. Una versione riveduta del classico Whiskey Sour, realizzata con tecnica sartoriale. «Ho usato - spiega Lucia Milone - quattro boston, uno per cocktail, per miscelare e per shakerare. Così ho amalgamato al meglio tutti gli ingredienti. Per completare l'opera ho aggiunto foglie di menta e gocce di oli essenziali di lime, ma senza shakerarli insieme al resto per non rovinare l'equilibrio». Un bella prova di professionalità. In rosa.

Il vino italiano non cresce sul Web

Ricerche –

Appena il 5% dei portali delle aziende del settore, segnala un’indagine di Winenews.it, è organizzato per l’e-commerce

Il vino italiano non si abbina bene con il mondo di Internet: è questa la principale conclusione dall'ottava edizione della ricerca “Cantine in Web”, realizzata dal portale winenews.it, che ha analizzato oltre 2.500 siti di aziende vinicole italiane. Secondo l'indagine, se nel 2007 c'era stato qualche debole passo in avanti, il 2008 non ha invece portato particolari progressi al mondo del vino italiano sul web, che rimane molto indietro rispetto agli altri grandi ambasciatori del made in Italy come motori, design e moda.
Fatta eccezione per una ristrettissima élite, la grandissima maggioranza delle aziende vitivinicole italiane continua infatti a vedere la rete come uno strumento accessorio, se non trascurabile. L'e-commerce nel settore rimane infatti sostanzialmente fermo al 5% delle imprese (mentre complessivamente il volume di affari in Italia nei vari settori è cresciuto del 20% nel 2008); buona parte delle sezioni dedicate ai video non hanno registrato una crescita nei contenuti. In generale, molti portali rimangono ancora dei semplici siti vetrina, dalla grafica spesso poco accattivante e con tecnologie ormai superate. La situazione risulta leggermente migliore, invece, per quanto riguarda la diffusione di blog e newsletter. Una panoramica poco confortante e difficilmente spiegabile, se si considera che in Italia, nel 2008, gli utenti di Internet hanno sfiorato quota 35 milioni, ovvero quasi il 60% della popolazione.

I dodici migliori portali del settore
I casi di eccellenza, come si accennava, non mancano: Cantine in web ha anche selezionato i migliori dodici portali del settore, prendendo in esame aspetti come l'impatto emozionale, la grafica, l'innovazione, la semplicità di utilizzo, la completezza e la varietà dei contenuti. In testa svetta il sito di Santa Margherita, seguito da Donnafugata e Planeta; quindi Tasca d'Almerita ed ancora, al quinto posto, il gruppo Duca di Salaparuta-Vini Corvo-Cantine Florio. In sesta e settima posizione ci sono due nuove entrate, ovvero San Leonardo e Alessandro di Camporeale. L'ottava e la nona piazza spettano a due cantine friulane Gravner e Bastianich. Nella Top ten entra anche il sito di Caprai seguito da quello di Feudi di San Gregorio e dalla Tenuta dell'Ornellaia.

La Sicilia regina del Web
La maglia nera sul web spetta - a pari merito - a Piemonte e Toscana, non a caso le due regioni storiche dell'enologia italiana. Tranne poche eccezioni, i siti piemontesi e toscani - segnala l'analisi di Winenews - si fanno notare infatti per la grafica datata, la scarsità di contenuti, la tecnologia primitiva. Numerosi produttori di queste due regioni addirittura non sono ancora sbarcati in rete. È invece la Sicilia, regione relativamente "giovane" nel mercato del vino, a svettare per creatività e innovazione tecnologica, con un livello medio di qualità che punta decisamente verso l'alto.

I casi di successo all'estero

La situazione dei concorrenti più diretti, ovvero le aziende vinicole francesi, appare invece molto più avanzata. In particolare le più note griffe dello champagne sono le vere "fuoriclasse" della rete, grazie alla loro veste scintillante e glamour, come dimostrano i casi di Krug, Bollinger, Dom Perignon e Moët & Chandon. Secondo Winenews.it è invece deludente l'immagine virtuale dei più famosi chateaux, che non è all'altezza della loro fama leggendaria. Molto più attente a Internet le grandi cantine d'oltreoceano: i portali dei colossi come Mondavi e Gallo sono ricchissimi di informazioni e costituiscono un'utile guida per chi vuole conoscere non solo l'azienda, ma anche il territorio in cui si trova. Dall'altra parte del globo, in Australia, il sito di Penfold's si rivolge al pubblico internazionale in maniera semplice ma è anche allo stesso tempo ricco di testi, foto, video e notizie.

Bargiornale gennaio 2009

Archivio copertine Horeca –

NEWS Consigli Legali, prodotti e tecnologie novità, eventi10 market Calendari glamour, corsi per rum masters, taglio prezzi, format in franchising e campagne per promuovere il bere responsabile14 normative Lap dance, una sentenza ne delinea i contorni. Contratto di inserimento per under 30. E ancora, rischi del gestore che dà lavoro a stranieri non in regola coi permessi, versamento Iva, tassa d’occupazione18 made in italy Pasticcerie cinematografiche, food center italiano a…

NEWS
Consigli Legali, prodotti e tecnologie novità, eventi
10 market Calendari glamour, corsi per rum masters, taglio prezzi, format in franchising e campagne per promuovere il bere responsabile
14 normative Lap dance, una sentenza ne delinea i contorni. Contratto di inserimento per under 30. E ancora, rischi del gestore che dà lavoro a stranieri non in regola coi permessi, versamento Iva, tassa d’occupazione
18 made in italy Pasticcerie cinematografiche, food center italiano a Pechino e l’abc della decorazione del cocktail
20 visti e presi Nuovo aperitivo in lattina, vodka glamour polivalente e panini multiformi
22 tecnologia Lampade compatte alogene a infrarossi, nuovi sistemi di erogazione del caffè e vetrine per pasticceria
24 giochi Rapporto sul giro d’affari del gioco. E novità in tema di totem per scommesse e distributori di ricariche
26 agenda Eventi, fiere e appuntamenti da non perdereattualità

ATTUALITA'
Tendenze, Inchieste, Ricerche di Mercato, Stili di Consumo

30 aperitivo Torna l’aperitivo italiano: buoni modelli dai finalisti di Barfestival
34 mezzogiorno Cambia la pausa pranzo degli italiani: le ultime tendenze
37 mezzogiorno Personalizzare l’offerta di piatti pronti surgelati. Come fanno al bar Specchio, Faenza
38 distillati Comunicazione e formazione nei confronti degli esercenti per rilanciare la grappa al bar
40 vini Nuove denominazioni dall’Unione Europea: in vigore dal prossimo agosto
42 tipicità Specialità tipiche da banco: un volano anche per il bar. Ne parlano due esperti: Chef Kumalè e Davide Paolini
44 consumi La ricetta di Giampaolo Fabris per il bar di domani 46 giochi Anche i video lottery terminal sono stati ammessi al bar. Ma servono connessioni adsl
48 franchising Il punto sul franchising, banco per format ibridi 50 gestione Più MenuExpo: lezione dei docenti di Bar
University

LOCALI
Formule, Protagonisti, Modelli di Gestione e buone idee
68 beach bar La spiaggia si trasforma in polo di intrattenimento con servizi di animazione e bar dancing. Come allestire un locale di successo in vista della prossima estate
72 beach bar attrezzature Le soluzioni delle aziende dell’outdoor per la realizzazione dei moderni beach bar
74 prevenzione Malattie e infortuni sul lavoro. Fare prevenzione prendendo spunto da due case history dal mondo della notte
77 servizio Dalla cura della macchina del caffè allo stoccaggio delle tazze. Le regole d’oro
78 gelaterie Puntare sul gelato alla soia può essere una carta vincente. L’esempio della gelateria Gelarmony, a Roma
80 boutique A Verona nasce Loacker Moccaria. Una caffetteria che punta su wafer e dolci
82 snack bar Panini in infinite versioni. A decidere è il cliente. La formula Pansito a Roma
84 distillati Gli italiani sono cultori del whisky, ma spesso il bar non brilla per proposta e servizio. Da esperti e gestori consigli utili per emergere





QUADERNO
Ricette, Consigli, Approfondimenti, Prodotti e Attrezzature
PROVARE
52 snack Tavolette e barrette al cioccolato tengono banco nelle vendite d’impulso. I nuovi prodotti che fanno cassetta
54 cioccolato Tante idee regalo a base cioccolato da mettere in vetrina. E incentivare le vendite puntando sull’offerta dolce
56 distillati I blended whisky sono i più diffusi al mondo. Rassegna di distillati da proporre in purezza o da utilizzare nei cocktail
58 distillati In degustazione single malt torbati, distillati dal carattere complesso, il cui gusto e storia sanno affascinare il consumatore
60 distillati Whisky da Irlanda, Giappone e Usa. Come personalizzare il vostro bottigliere con specialità worldwide
62 infusi Tè dal gusto morbido per la prima colazione in abbinamento a pasticceria secca, brioche e torte. In rassegna anche una macchina automatica
64 infusi Tè dal gusto deciso, spesso aromatizzati, da proporre per dare più sprint al pomeriggio
66 vini Completare l’offerta di pasticceria o gelateria con vini dolci aiuta a far crescere il giro d’affari e conquistare visibilità. Le bottiglie selezionate per voi e i consigli di abbinamento
Eventi, prodotti
86 barfestival, cronaca della finalissima
89 book shop
90 SPOT
91 grand prix della pasticceria, regole e iscrizioni
92 spot e annunci

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