La rivoluzione del bar digitale

Connessioni wi-fi, schermi interattivi, gestionali e app di nuova generazione, pagamenti via smartphone, scontrini telematici. Siete sicuri di essere aggiornati?

Uno dei mantra più ripetuti di questi tempi è quello dell’industry 4.0, cioè della trasformazione digitale delle aziende. Una rivoluzione che sta cambiando il modo di fare impresa a tutti i livelli, e non solo nell’industria.
Anche i bar sono al centro di questa trasformazione, che ha i suoi strumenti princiali in internet, nell’automazione e nell’intelligenza artificiale. Un esempio?

Il registratore di cassa telematico, introdotto da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’ottobre 2016. Consente di inviare quotidianamente, in modo del tutto automatico, i corrispettivi degli incassi alla fine di un calcolo Iva automatico, più rapido e di una serie di vantaggi anche per gli esercenti, tra cui i gestori di bar. Tra questi, la maggior velocità dei rimborsi Iva, la riduzione di due anni dei termini di accertamento e procedure più semplici per la dichiarazione Iva. Da marzo anche gli esercizi commerciali possono scegliere l’opzione telematica e chi vuole aderire al sistema ha tempo fino a fine anno per iniziare a praticarlo nel 2018. Ma la semplificazione della gestione è solo una delle tendenze introdotte dalle tecnologie digitali. Un’altra, più legata agli stili di consumo, è la cosiddetta “mass customization”, la personalizzazione di massa. Che cosa vuol dire? Che


ora siamo abituati a ordinare, attraverso interfaccia web, dal nostro smartphone o dal nostro tablet prodotti di serie modificati secondo i nostri gusti. Questo non vale soltanto per l’automobile o per un paio di scarpe da ginnastica, su cui far scrivere il nostro nome o con un colore speciale. Può succedere anche per ciò che si ordina in un locale: un’insalata, un cocktail, un piatto con richieste particolari, per esempio per celiaci o per chi soffre di intolleranze. I gestori di bar sono già ampiamente abituati a questo genere di “customizzazione”, che in Italia ha radici ben precedenti alla digitalizzazione. Basti contare le innumerevoli varianti con cui noi italiani ordiniamo caffè e cappuccini. Abbiamo, insomma, un vantaggio culturale nell’accogliere le potenzialità delle nuove tecnologie digitali.Che questa trasformazione dei consumi sia in atto, del resto, è certificato da molti. Da oltre un anno Accenture, società di consulenza che assiste le aziende nella svolta al cambiamento, ha creato nella propria sede di Milano un Digital Bar in cui è possibile studiare le interazioni che gli avventori hanno con gli strumenti digitali, allo scopo di capire come creare nuove formule.

Locale cyber-fisico
Tutto questo si integra anche con i software gestionali, che un tempo servivano per fare il conto, scaricare o caricare i prodotti a magazzino e poco altro. Ora questi programmi non soltanto consentono di gestire, variare, personalizzare le proposte, ma anche di renderle fruibili alla clientela, di analizzarne i gusti e le scelte, di fare fidelizzazione attraverso i social media, dando al locale una dimensione che travalica i meri confini fisici, per diventare anche virtuale. Del resto, di questi tempi, è molto in voga una definizione che designa come cyber-fisici tutti quegli strumenti reali, concreti, che però sono connessi alla rete e producono dati, da interpretare e valutare. Sono poi strumenti di analisi, basati su algoritmi ma impostati comunque da esperti, a fornire ai gestori informazioni essenziali per capire la propria attività e indirizzarla nella giusta direzione.
Sul numero di Giugno di Bargiornale  una panoramica dei gestionali, degli applicativi e delle soluzioni più innovative dedicate ai bar (nella foto in alto la loyalty app Cassanova di TwinLogix).
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