Mangioni felici, un bel target

La cucina è quella tipica di una trattoria romana, con alcune ricette classiche, come i rigatoni alla carbonara, filetti e tagliate. Ma l’attrazione gastronomica principale della Gatta Mangiona, a Roma, al quartiere Monteverde, sono le pizze classiche e creative, gli sfizi e i fritti della tradizione rivisitati, con l’impiego di ingredienti nuovi per la rosticceria classica. Il tutto in abbinamento a una lista di bevande che non sfigurerebbe in un ristorante di buon livello, più che in una ordinaria pizzeria.
Punti di forza Sono infatti circa le 200 etichette di vino italiane e internazionali, di cui una quarantina da uve biologiche, 80 tipi di birre artigianali, una carta di 30 whisky pregiati per il fine pasto, più grappe artigianali e una piccola selezione di calvados, cognac, rum e brandy. E per i golosi anche un ricco assortimento di dolci della casa, preparati quotidianamente e scelti da un cliente su due. La clientela della Gatta Mangiona è composta da persone del quartiere e da una fetta significativa di romani appassionati e gourmet. Per la maggior parte i clienti sono romani dai 25 ai 45 anni, ma si va facendo più consistente la presenza di stranieri e italiani del centro- nord, che arrivano alla Gatta Mangiona grazie al passaparola e alle guide di settore: da quando ha aperto (nel 1999) il locale non investe in pubblicità o comunicazione e solo dalla prossima estate avrà un sito internet (www.lagattamangiona. com, in allestimento). Cinque-sei volte l’anno sono previste serate di abbinamento pizza-vino per incuriosire la clientela e allargare il giro dei nuovi potenziali avventori. Le scelte dei clienti si orientano principalmente sulle proposte tradizionali della pizzeria, cui si affiancano con successo anche le pizze e i fritti creativi, proposti in carta e su un’apposita lavagnetta. Il locale, aperto solo a cena, ha una sala da 70 coperti con forno a vista e altre due salette interne da 30 coperti. La superficie complessiva è di 250 mq, compresa la cucina sul retro, attrezzata con forno elettrico e a gas, friggitrice, bollitori, fuochi e piastre. L’offerta di pizze al forno a legna contempla oltre 30 proposte, da 8 a 12 €, suddivise nel menu per tipologia: pizze della tradizione (come la marinara); nuove pizze classiche rosse (ortolana, margherita con bufala o capricciosa); bianche senza pomodoro (dalla boscaiola alla verdura&salsiccia); infine le pizze rosse della Gatta (come la gallurese o la calabrese).
Vino-cibo, pacchetti completi In carta anche alcuni abbinamenti pizza-vino a 14-15 €, che includono un calice di bianco o rosso, come la margherita speziata, da accompagnare a un Riesling Kabinett; la napoletana con il Cerasuolo di Montepulciano; o la focaccia con pancetta arrotolata, da gustare con un bicchiere di Champagne Brut Blancs de Blancs. Fuori menu ogni giorno si suggeriscono proposte particolari a rotazione, dalla pizza d’autunno, con taleggio, castagne al vapore, lamelle di porcini crudi e riduzione di mirtilli, alla pizza con formaggio Asiago, asparagi, speck d’anatra e pepe rosa. Oltre alla varietà di offerta e alle ricette insolite, introvabili in altre pizzerie della capitale, tra i punti di forza della Gatta Mangiona ci sono gli ingredienti e le materie prime di qualità, regionali e nazionali, selezionati con attenzione e acquistati presso una rete di fornitori di fiducia, tra cui figurano “Valsana” per i formaggi e i salumi veneti, “Dol- di origine laziale” per i prodotti del Lazio, “Balistreri” per le acciughe di Bagheria (Palermo). Non i soliti prodotti di una comune pizzeria quindi, ma salumi e formaggi da degustazione, dal Prosciutto di Parma Riserva 24 mesi agli Speck artigianali della Val Pusteria.
Farine antiche e olii regionali L’impasto della pizza, altro fattore distintivo del locale, è composto da un mix di tre farine: di grano tenero, di segale e di Solina, un’antica farina abruzzese macinata a pietra dal molino Amadio. Gli olii extravergini sono regionali, di 6/7 piccoli produttori selezionati. Le pizze sono cotte in forno a legna con risultati di qualità: una pizza gustosa, di colore brunito, con bordi alti, morbida e croccante al tempo stesso e l’alto tasso di occupazione del locale sono segni evidenti della soddisfazione della clientela. Proprio perchè il locale è sempre pieno, anche su prenotazione, il servizio gastronomia della Gatta Mangiona si sta rivelando come uno dei fattori di successo. Il servizio in sala è veloce e per la parte vini, birre e distillati è curato personalmente dai due proprietari. Negli abbinamenti prevale l’accostamento della pizza con le birre artigianali, ma una fetta di clientela è incuriosita anche dal vino: in genere la scelta si orienta sui Lambruschi e i rosati con le pizze tradizionali, mentre i rossi e persino lo Champagne sono l’opzione preferita con le specialità più innovative. L’offerta gastronomica comprende inoltre una lista di fritti insoliti (dai 2 ai 7,50 €), come supplì, crocchette e calzoncelli che della tradizione romana mantengono solo la forma e gli ingredienti base (riso e patate), ordinati in genere come antipasto. Le proposte spaziano dal supplì rosso, a base di cipolla rossa, verza rossa e testun (un formaggio, ndr) alle vinacce, fino al calzoncello con caciocavallo, peperoni e capperi (3 euro); o ancora dalle crocchette di patate con ricotta e spinaci (2 euro) al supplì con scampi e mele al curry (5 euro), o il gustoso supplì al petto di anatra e cipolle caramellate al Marsala stravecchio.
Strudel di pizza A chiusura del pasto La Gatta Mangiona si gioca la carta del dolce: è stato preparato un menu dedicato, che comprende una ventina di dolci e dessert preparati in casa (dai 4,50 ai 5,50 €). Sottolinea Giancarlo Casa, uno dei due proprietari: «Sui dessert abbiamo un approccio particolare. Cerchiamo di valorizzare dolci semplici di chiaro stampo casalingo, basati sull’utilizzo di prodotti selezionati come il mascarpone della Valtaleggio per il tiramisu o il cioccolato Guanaja 70% per la mousse. Abbiamo da poco proposto per la prima volta un dolce a base di pizza: uno strudel di pasta di pizza ripieno di ricotta e marmellata d’arance, con pistacchi, polvere di caffè e pimentos spagnoli secchi. E ci sta dando ottime soddisfazioni».

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