I nuovi voucher: limiti e possibilità di utilizzo

I nuovi voucher hanno caratteristiche assai diverse da quelli abrogati nel marzo 2017. Sono utili nel caso si debba ricorrere a personale per brevi periodi. Vediamo come e quando usarli

nuovi voucher

Nuovi voucher: uno strumento che può essere utile nel caso si abbia bisogno di prestazioni lavorative di breve durata o sporadiche. Occorre però tenere presente che i nuovi voucher hanno una struttura diversa e più rigida rispetto al passato.

Dopo essere stati abrogati nel marzo del 2017, sono stati infatti reintrodotti nel luglio dello stesso anno, attraverso un emendamento inserito in sede di approvazione della cosiddetta manovra correttiva 2017. «Oggi è uno strumento molto diverso da come era prima e molto più rigido – spiega Paolo Bergamo, socio consulente del lavoro dello studio professionale Themis -. Ce ne sono di due tipi: uno per le famiglie, chiamato libretto di famiglia, e uno per le piccole imprese, chiamato Presto, per prestazioni di lavoro occasionale, che si differenzia dalla prestazione a ritenuta di acconto che invece fa parte del lavoro autonomo e che quindi è sconsigliabile nel caso di un’attività come un bar. Per i nuovi voucher c’è un limite economico: ciascun utilizzatore, ovvero il datore di lavoro, non può erogare più di 5mila euro di compensi per tutti i prestatori occasionali, in un anno civile, che va da gennaio a dicembre, e per il singolo prestatore non può erogare più di 2.500 euro. C’è un limite anche nei confronti del prestatore, che non può ricevere compensi oltre i 5mila euro nell’anno civile sommando tutti gli utilizzatori. Questo importi devono considerarsi netti, perché la norma dice che c’è un limite massimo di 280 ore lavorative con il singolo prestatore con un compenso orario minimo di 9 euro».

Doverose eccezioni

C’è però una particolarità che riguarda i soggetti svantaggiati: i prestatori titolari di pensione di vecchiaia o invalidità, gli studenti con meno di 25 anni, le persone disoccupate o i percettori di prestazioni di integrazione del salario possono sforare questi tetti in quanto i loro compensi saranno computati al 75% del loro valore.

«I voucher sono delle prestazioni lavorative prepagate. Il datore di lavoro fa una provvista preventiva comprando il compenso e la copertura previdenziale: considerando che c’è un compenso minimo di 9 euro netti, il costo, comprensivo della contribuzione Inps e Inail, è come minimo di 12,38 euro all’ora – continua Bergamo -. Il processo è del tutto telematizzato: occorre che il datore di lavoro effettui l’acquisto del controvalore dei voucher, attraverso il pagamento con un modello F24 di tipo Elide. L’Inps vede il pagamento entro 10 giorni e questa sorta di salvadanaio risulta visibile nella posizione del datore di lavoro sulla piattaforma telematica dell’Inps, cui l’azienda, o il consulente del lavoro o il commercialista cui si appoggia, può accedere se in possesso del pin per i servizi Inps. Attraverso l’utenza Inps è possibile registrare, se c’è una delega, anche il lavoratore, altrimenti è lo stesso lavoratore che deve farlo. A questo punto si può attivare la singola prestazione lavorativa, sempre sulla piattaforma telematica Inps, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione indicando la data, l’ora di inizio e di fine e il luogo di lavoro».

Come funziona

Per attivare lo strumento, infatti, bisogna collegarsi con il sito www.inps.it, ricercare nei servizi “Prestazioni di lavoro occasionale”: si aprirà una maschera dove scegliere tra “libretto di famiglia” e “contratto di prestazione occasionale” e si dovrà compilare una serie di maschere guidate, che consentiranno di registrare la prestazione e fungeranno da comunicazione preventiva. È importante sapere che il compenso minimo è di 36 euro nette, che equivale a 4 ore di lavoro consecutive. Inoltre, è possibile fare una revoca entro le 24 ore del terzo giorno successivo alla data prevista.

Sarà poi l’Inps a provvedere al pagamento e all’accredito contributivo del lavoratore entro il giorno 15 del mese successivo alla prestazione lavorativa.

«Non possono usare questo strumento le imprese con più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato – sottolinea l’esperto -: qui viene introdotta una complicazione da una circolare Inps, perché questi cinque lavoratori non sono un numero assoluto ma si tratta di una media semestrale, prendendo come riferimento il semestre che va dall’ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa».

Infine, c’è da osservare che i voucher non incidono sulla disoccupazione del soggetto (che quindi può continuare a percepire la relativa indennità) e che comprendono la copertura previdenziale e l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 

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