Intelligenza artificiale da sfruttare per aumentare l’efficacia dei post

Associare il proprio locale a luoghi famosi situati nelle vicinanze, sia nei testi che nelle foto, fa guadagnare (molto) in visibilità. Imbrogliare è controproducente

Gli spazi sul web si stanno riducendo? Parlando di visibilità, la risposta è probabilmente sì. Sicuramente sì per quanto riguarda Facebook, almeno per la parte di contenuti organici (quelli postati liberamente, cioè non a pagamento). «Facebook è sempre più selettivo - spiega Ale Agostini, ceo dell’agenzia di digital marketing AvantGrade -: lo spazio disponibile per i contenuti non a pagamento si è ridotto dal 30-40% al 5-10%. Questo significa che per ottenere visibilità o si investe oppure bisogna alzare l’asticella, affinando le capacità di postare contenuti rilevanti per gli algoritmi dei vari Google e Facebook». Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale: «Si tratta della capacità delle macchine potenti che guidano gli algoritmi di capire autonomamente la realtà. Ciò significa che se in una foto c’è il Colosseo, Google la riconosce come una foto di Roma e valida l’informazione, dandogli più visibilità».

Lo ha capito, per esempio, l’Oppio Caffè di Roma (nella foto, l’immagine di copertina del profilo Facebook, chiamato non a caso Oppio Caffè Colosseo), che “mette” il Colosseo ogni volta che può. «Per un bar, è importante postare il più possibile foto che permettano di associare il locale a qualche luogo conosciuto, perché ci guadagna in visibilità». Con due avvertenze. Prima: le foto devono essere di qualità. «Sennò vengono meno considerate dalla piattaforma». Seconda: niente trucchi. «La capacità di scovare fake sta crescendo. Se mettete una foto del Duomo e siete a due chilometri, state rischiando un clamoroso autogol».

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