Il progetto: il Caffè del Grifone al Teatro Galli di Rimini

Il Caffè del Grifone
L'interno del Caffè del Grifone, all'interno del Teatro Galli di Rimini, progettato da Marco Lucchi

Il Teatro Galli di Rimini è tornato a nuova vita più sfavillante che mai, dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Caffè del Grifone - la cui gestione fa capo a Caffè Pascucci - dotato di ampia zona consumazione al piano terra e al primo piano ha contribuito ad aumentare l’allure del teatro, che è stato restaurato nel rispetto dei canoni ottocenteschi originari.

Nel caso specifico, l’architetto Marco Lucchi, non potendo adattare il format dei Caffè Pascucci comunemente utilizzato in tutto il mondo, ha formulato un progetto completamente nuovo ispirato al grifone, simbolo del teatro. Un concept che, pur attingendo alla storia, mantiene una spiccata contemporaneità.

Il grifone gigante (250x350 m) che fa gli onori di casa all’ingresso del bar al primo piano  raddoppia grazie alla retrostante parete specchiata e viene riproposto, nella riproduzione stilizzata delle ali, sul fronte del bancone bar. La reiterazione della sua immagine non è l’unico elemento che catalizza l’attenzione. Il locale, che si sviluppa lungo l’affaccio su Piazza Cavour, si presenta inondato di luce ed è tutto rivolto, come un cannocchiale prospettico, verso il banco bar. La copiosa illuminazione proveniente dalle ampie finestre ad arco e dai lampadari in cristallo rende più brillante l’insieme, mentre il gioco di riflessi delle due pareti specchiate contribuiscono a dilatarne le proporzioni. La struttura originaria con dimensioni generose, volte a crociera e pavimento in terrazzo alla veneziana, mostra tutta la propria potenza espressiva anche attraverso l’utilizzo di tecniche antiche e di materiali preziosi e l’inserimento di pochi elementi scultorei che non ne intaccano minimamente la conformazione. La riproduzione del mitico animale alato, il banco bar con piano in marmo statuario e fronte in resina rifinito in foglia d’oro, i fondali a tutt’altezza con grandi mattonelle in vetro specchiato, nelle proporzioni e nella cura dei dettagli sottolineano la maestosità dello spazio.

Alla zona consumazione, posta fra l’ingresso e la zona operativa, è riservato il compito di interrompere la percezione monodirezionale e di dichiarare il carattere contemporaneo dell’interior design. Alla successione, lungo la parete finestrata, di tavoli rettangolari con piano in marmo statuario e sedute in ecopelle color tortora fa da contrappunto la zona divani sopra la pedana a gradini, a effetto teatrale.

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