Succhi, tè, energy drink e cole fanno cassa

Bilancio positivo per i consumi di bevande fredde grazie al contributo delle famiglie e dei Millenial che aumentano le visite al bar

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I l bilancio è positivo per i consumi di bevande fredde nei bar. Secondo l’Osservatorio Crest di The Npd Group, infatti, nel 2017 c’è stata complessivamente una crescita: ad andare bene sono soprattutto i succhi e i nettari, grazie al trend in aumento della colazione, con un buon andamento anche di tè ed energy drink, bevande gassate e aperitivi confezionati, mentre calano le acque. Tra le tendenze più interessanti, inoltre, c’è il contributo delle famiglie e dei Millennial all’aumento delle visite al bar. Il trend delle bevande fredde nel fuori casa, considerando quindi le acque, i succhi e i nettari, gli apertivi confezionati, le bevande gassate e le bevande piatte (ovvero gli energy drink e i tè), in generale è stato positivo nel 2017, sia in termini di volumi, con circa 4,8 miliardi di bevande fredde servite, in aumento di 325 milioni rispetto al 2016, e anche in termini di incidenza, dal momento che tra quelli che visitano il fuori casa c’è una tendenza maggiore al consumo di questo tipo di prodotti. «L’andamento positivo è stato trainato dal clima molto caldo che c’è stato nel 2017, infatti l’incremento si concentra nei mesi estivi, e dalla crescita del mercato, perché è aumentato il numero di visite e i consumatori del fuori casa», osserva Matteo Figura, responsabile della divisione Foodservice di The Npd Group Italia.

Si moltiplicano i punti di vendita

A livello di volumi, il canale principale per la categoria è il bar con 1,180 miliardi di bevande fredde servite, 68,3 milioni in più rispetto al 2016 (+6,1%). Nei bar l’unico comparto in negativo è quello delle acque, che pesa per il 32,6% sulle bevande fredde, in calo del 2,5% complessivamente: si riduce soprattutto l’acqua naturale, che ha segnato un -4,1%, mentre l’acqua frizzante è diminuita di uno 0,1%; la sola in aumento è l’acqua lievemente frizzate, a +11,6%. «L’andamento negativo dell’acqua è dovuto al fatto che le persone tendono a sostituirla con altre bevande, di solito le gassate o piatte. A ciò si aggiunge un discorso di struttura del mercato: si moltiplicano i punti vendita e il bar non è necessariamente più il luogo di ristoro dove le persone entrano semplicemente perché hanno sete. Crescono altri punti di consumo come i distributori automatici che favoriscono i consumi di impulso», afferma l’esperto.

Più di tutti crescono i succhi di frutta e i nettari, che pesano per il 24% del comparto nei bar, con 34,2 milioni di Fonte: The Npd Group Italia - Indagine Crest, dati 2017 bevande servite in più rispetto al 2016 (+13,7%). «In questo caso il consumo è trainato dal mattino, visto che la colazione cresce, arricchendosi, il che porta con sé anche le spremute e i succhi», continua Figura. Aumentano anche le bevande piatte, che pesano per il 9,2%, con 18,5 milioni in più di porzioni, grazie soprattutto al clima caldo, e le bevande gassate che, con un peso del 23,5%, hanno segnato un +6,9% con 17,8 di servings in più, così come gli aperitivi, che contano per il 10,7%, con 7,6 milioni in più (+6,4%). Per quanto riguarda l’incidenza, c’è da osservare che: «solo nel 23,4% delle visite compare una bevanda fredda, perché tradizionalmente a fare da traino al bar sono le bevande calde, ma è comunque in crescita dello 0,7%», sottolinea Figura. Su questo fronte è negativo invece il trend dell’acqua (-0,3%), mentre si conferma in incremento (+0,6%) l’incidenza di succhi e nettari, delle bevande gassate (+0,3%), degli apertivi (+0,1%), e delle bevande piatte (+0,3%). Considerando i momenti delle visite al bar in relazione ai consumi, la crescita delle bevande fredde si concentra al mattino, con 47 milioni di servings, mentre è leggermente negativo l’andamento nell’aperitivo e nella cena.

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