Una cucina in due metri

Ottimizzare è la parola d’ordine per qualsiasi tipo di impresa
e lo è a maggior ragione per un bar, che deve mettere a frutto con il massimo dei risultati lo spazio che ha a disposizione lungo l’orario di apertura. Anche in un regime di liberalizzazione delle licenze si pone poi il problema
di diversificare la proposta: a meno che non disponga
di una cucina attrezzata, il bar si vede preclusa tutta una serie di servizi che potrebbero attirare una clientela sempre più orientata a contenere la spesa senza rinunciare alla qualità del prodotto. Ci sono però macchine che consentono di avvicinare la proposta del bar a quella di un ristorante, mantenendo una semplicità di impiego e una rapidità di esecuzione fondamentali per strutture piccole, in cui anche il personale deve essere versatile e non può essere dedicato in maniera esclusiva a una sola funzione.
Nella nostra simulazione di banco attrezzato e multifunzionale (che potete vedere nell’illustrazione) abbiamo ragionato in base alle caratteristiche delle macchine per bar di Stima, azienda toscana specializzata in strumenti di cottura con cappa a carboni attivi e, pertanto, che non hanno la necessità di un impianto aspirazione fumi.

Ridurre ingombri e consumi

Il forno pizza VP2 Evolution, per esempio, con un ingombro minimo, di appena 63 cm di larghezza e 45 di profondità, consente, grazie alle due camere di cottura, di sfornare pizze tradizionali o rettangolari da taglio, oltre a produrre farinate o bruschette con tempi ridotti di cottura. «La macchina – spiega uno dei titolari dell’azienda, Fabrizio Venturini – ha anche un assorbimento davvero ridotto: tenendo in temperatura una sola camera si ha un consumo di appena 0,5 kWh e il vantaggio di avere a disposizione una fonte di calore sempre pronta per scaldare panini e bruschette o, ancora, patatine, crocchette, olive ascolane, piadine, patate, verdure grigliate». In questo modo l’impiego si può estendere con profitto lungo tutto l’arco della giornata.
L’abbinamento di altre due macchine, Voglia di Pasta e Speedy Chef, permette invece, in circa 110 cm, di avere a disposizione una vera e propria cucina. Con la prima macchina si possono preparare primi, a un ritmo stimato in 120 piatti l’ora, tenendo in caldo i sughi pronti in quattro vaschette a bagnomaria. Una versione più grande è dotata di quattro cestelli per la cottura, anziché i due della versione più piccola, raddoppiando la produttività con un ingombro in larghezza
di 15 cm in più. Speedy Chef è invece una mini cucina a un fuoco a induzione che consente di finire i primi realizzati
con Voglia di Pasta spadellandoli, oppure di preparare sughi espressi o perfino secondi o contorni.
Per chi punta di più sull’aperitivo o sul dopocena, può invece rivelarsi un comodo alleato il Bruschettò, un forno a doppia griglia per riscaldare pizzette e bruschette o per rinvenire prodotti congelati come salatini o pane. Occupa in larghezza 50 cm sul banco o sul retrobanco.

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