Lettere d’amore per l’Amarena

Love Letters in the Sand. Lettere d’amore scritte sulla sabbia è una ballata cantata da Pat Boone nel ’57. Uno dei successi più riconoscibili degli anni di Elvis e soci. “Love Letters”, per estensione, sono quelle che le 15 finaliste di “Lady Amarena” hanno voluto spedire all’indirizzo dell’Amarena Fabbri in occasione del suo centenario. Le celebrazioni sono avvenute a Lecce in occasione del 66mo Nazionale Aibes alla presenza di Nicola Fabbri, entusiasta anfitrione dell’inedita sfida, e di una giuria composta da Mauro Lotti, leggenda del bartending italiano, Mauro Mahjoub, re del Negroni, Samuele Ambrosi, Antonella Tolomelli, direttore marketing di Fabbri e portabandiera del palato femminile in una competizione esclusivamente riservata alle barlady.

Ricette e storytelling

Si parlava di “lettere d’amore” anche perché ormai il talento nelle cocktail competition non si misura più, o non solo, dalla lista degli ingredienti, ma anche dall’atto del narrare, lo storytelling direbbero gli anglosassoni. Il nostro racconto non può che iniziare con l’omaggio di Lady di Ferro, detta Cinzia, vincitrice assoluta della manifestazione che, oltre a portarsi al suo Estremadura Cafè di Verbania uno splendido shaker cesellato a mano da Vincenzo Lannino, sarà per un anno brand ambassador per Fabbri 1905. «Il mio drink “E raccontò come amare Nanà” è ispirato alla storia d’amore dei miei bisnonni Carlo e Genoveffa detta Nanà. Parliamo degli anni ’20, il nonno, giovane, impettito e austero carabiniere si sciolse (forse l’unica volta nella sua vita) quando conobbe l’affascinante signorina Nanà. Per vederla pochi minuti percorreva distanze pazzesche a piedi o in bicicletta. La corteggiò in tutti i modi, ma le possibilità economiche erano veramente ristrette. La Grande Guerra era appena finita e la gente era costretta ad arrangiarsi come poteva. Un giorno, a primavera, riuscì a incontrarla. Lei era con un’amica e andava alla messa. Le parlò e con la complicità dell’amica riuscì a sedersi con lei su un prato sotto un albero di amarene e a godere, anche solo per pochi minuti, del sorriso della giovane che gustava con gran piacere i frutti dell’albero. Per sorprenderla gli venne un’idea: realizzarle una collana con il frutto che tanto amava. Quel gioiello così naïf e romantico ha ispirato il mio “side”: un collier di orecchini di vere amarene Fabbri che ho assemblato due ore prima della gara per mantenerne la freschezza».

A questo appassionato racconto familiare della Ferro si sono alternati molti tributi al legame profondo tra il fondatore Gennaro Fabbri e la moglie Rachele. «Il mio Amamarena – spiega Patrizia Bevilacqua, seconda classificata – è un long drink ispirato alla storia della famiglia Fabbri. In particolare alla vicenda di Gennaro Fabbri che regalò all’amata moglie Rachele il vaso bianco e blu, come simbolo d’amore per aver ideato una ricetta a base di amarene». A due storie d’amore così importanti si è aggiunto il racconto di Lucia Montanelli del Dorchester di Londra, quarta classificata. Il suo 100 Marene evoca il prodotto Fabbri più famoso negli anni ’20 la “Marena con frutto”. Il drink rivisita il Manhattan con uno dei più antichi prodotti della tradizione italiana, le amarene Fabbri. Rye whisky, sherry oloroso, un tocco di bitter all’arancia e mandarino, le dolci note dello sciroppo di amarene Fabbri, il tutto sormontato da una leggera spuma al Grand Marnier». Il gusto e la dolcezza delle amarene rendono il suo Manhattan bilanciato e sensuale.

Lingerie da cocktail

Un tratto che condivide con l’originalissimo Agent Provocateur di Debora Tarozzo del Mentelocale di Brescia. «Ho preso spunto da questo frutto succulento sexy, seducente. Un frutto “femmina” in tutti i sensi». Il drink si chiama Agent Provocateur, come la nota azienda di lingerie di lusso, ed è un omaggio a Dita Von Teese regina del Burlesque. In sostanza è un twist sul Cosmopolitan sormontato da un “velluto” di amarena. Il vero tocco in più è il suo side: un lucidalabbra all’interno del quale non c’è una vernice qualsiasi, ma una riduzione di sciroppo delle amarene da passare sulle labbra prima dell’assaggio.

Ai tempi del ghiacciolo

Tra i rimandi più originali segnaliamo lo Ionicis di Giorgia Mannarino Rotonda Bistro che ha presentato un long drink, sormontato da fiore di ibisco, dal sapore che ricorda un gusto dell’infanzia come il ghiacciolo all’amarena. Se il contenuto dei drink presentati è determinante, altrettanto vale per i contenitori. Alessandra Giofré, Lady Aibes 2015 in forza all’Alt Cafè Cocktail di Carosino (Ta) ha portato in scena delle coppette dipinte a mano da un’amica artista. Una coppetta che ha riscosso successo: tanto che verrà conservata nel museo Fabbri.

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