Caffè Moak fa bene e sa comunicarlo

La cultura fa bene al caffè? Dalla terra di Sicilia arriva un deciso sì: Caffè Moak ha dato il via alla dodicesima edizione del Caffè Letterario, concorso nazionale di narrativa che quest’anno rende omaggio allo scrittore francese Albert Camus nel centenario della nascita, e all’ottava di Caffè Corto, premio internazionale di cortometraggi dedicato a E.T., l’extra terrestre inventato nel 1982 dal regista americano Steven Spielberg (i bandi sono disponibili sui siti dedicati: caffe-letterario.it e caffe-corto.com). Considerata l’eco di cui hanno goduto le precedenti edizioni, c’è da scommettere che le iniziative raccoglieranno anche quest’anno ampi consensi (i titoli vincitori saranno resi noti a ottobre a Modica, negli spazi del nuovo centro direzionale Moak).

Nuova generazione
Questa formula di successo fa parte del “nuovo corso” della comunicazione aziendale, che ha preso il via con l’ingresso di Annalisa Spadola, figlia del presidente Giovanni, in qualità di responsabile del marketing, un settore che ha un peso rilevante, con una propria area cui fanno capo designer industriali, professionisti della comunicazione e di strategie aziendali. Un intenso lavoro di gruppo dà vita a eventi, strumenti, messaggi, pack e ogni elemento che “fa comunicazione”. A cominciare dal marchio creato quattro anni fa dal designer olandese Bob Noorda e dall’attenzione all’ambiente. Una recente testimonianza in tal senso è la scatola “paper ball”, realizzata in collaborazione con gli studenti del corso di packaging dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: esaurita la funzione di contenitore di cialde, si trasforma, attraverso un gioco di composizione e costruzione, in sfere per decorare, arredare o da collezionare.
La strada intrapresa ha così contribuito a rafforzare l’immagine dell’azienda e a creare attorno a essa una valenza di qualità, riconosciuta sia dai gestori di bar sia dal cliente finale, a livello internazionale.

Tra le aziende di Christmust

Per questo Moak si trova tra le cento realtà produttive del made in Italy selezionate da Christmust, la monografia patrocinata dal ministero degli Affari Esteri che racconta ed esporta il ritratto dell’Italia del bello e del saper fare. «Essere riconosciuti tra le aziende italiane più attente al design e alla sostenibilità è per noi motivo di orgoglio – afferma Annalisa Spadola -. Nell’ultimo anno abbiamo investito non solo sulla qualità dei prodotti, ma anche su un nuovo modo di comunicare. La nuova campagna guarda alla nuova generazione “in movimento” (vedi box, ndr): un dinamismo che l’azienda sente proprio».

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