Bar diurni: le scelte si spostano sul vino di prezzo

Vino a due facce nel mondo del bar: volumi in calo nel canale diurno, dove si concentrano il 35% delle vendite di vino dei grossisti nell’horeca e in leggera crescita nel segmento della notte, che fa registrare un +0,3% (ma pesa soltanto l’8% dei volumi totali): sono i dati per il 2015 rilevati da Tracking Grossisti Bevande di Iri Worldwide, società di ricerche di mercato che monitora su base mensile le vendite dei distributori nei pubblici esercizi.

«Nel canale diurno – afferma Mario Carbone, responsabile del servizio Tracking Grossisti Bevande di Iri Worldwide – il fusto la fa da padrone, con oltre il 60% dei volumi venduti, anche se le bottiglie registrano nel 2015 una performance migliore: +0,2% contro il -2% dei fusti. Il brick mantiene un peso marginale, con appena il 3% delle vendite totali. Il bianco è il protagonista assoluto delle vendite: assorbe oltre l’80% delle vendite di fusti a volume e il 63% delle bottiglie. E, per quanto riguarda queste ultime, sono bianchi tutti i dieci vitigni più venduti, a partire dal Prosecco, leader incontrastato delle vendite».

Più drink che mescita

Dei dieci vitigni più venduti nel canale diurno, solo tre nel 2015 hanno registrato incrementi sia a volume sia a valore: Chardonnay, Vermentino e Pinot Bianco, mentre i cali più consistenti sono a carico di Prosecco e Trebbiano. «Sono dati che riflettono il modo in cui è trattato il vino nei bar diurni e le scelte di buona parte dei gestori – afferma Carbone -: i vini bianchi, infatti, sono prevalentemente usati per la miscelazione più che per la mescita. E in questi anni di crisi dei consumi non è infrequente la scelta di puntare a sostituire ingredienti di qualità con altri meno costosi al fine di tenere basso lo scontrino medio dei cocktail. Questo spiega, per esempio, il calo a due cifre registrato nelle vendite di Prosecco». La preferenza verso i vini di prezzo si ripercuote anche nella scelta del canale di approvvigionamento: «I volumi di vino venduti dai grossisti sono in calo – spiega Carbone -; i gestori che privilegiano vini da prezzo tendono, in misura nettamente maggiore degli altri,  a rivolgersi per i loro acquisti alla Gdo».

Bottiglie meglio dei fusti

Se le vendite di fusti a volumi calano  in tutte le tipologie di vino, con il bianco a -0,7%, il rosso a -3% e il rosato addirittura a -9,3%, la situazione cambia quando si analizzano le vendite a volume di bottiglie: al lieve calo dei bianchi (-0,7%), corrispondono un lieve incremento dei rossi (+1,8%) e soprattutto un significativo aumento dei rosati (addirittura +11%, anche se il loro peso complessivo è limitato al 2%).

A livello di vitigni, le performance migliori arrivano da Vermentino e Pinot Bianco, entrambi con incrementi a volume superiori al 6%.

Meglio la notte

Se i bar diurni mostrano dati poco confortanti, va invece leggermente meglio il canale dei bar serali: +0,3% le vendite a volume dei grossisti nel 2015, ma per le bottiglie da 75 cl il risultato è un incoraggiante +2,9%. A crescere, in particolare, sono Nero d’Avola, Primitivo e Vermentino.

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