Vini longevi, scelta d’identità

Un’enclave di vitigni autoctoni
in una zona – i Colli
orientali del Friuli, in provincia
di Udine – a forte vocazione
vitivinicola: l’azienda Torre Rosazza,
dal 1974 uno dei fiori all’occhiello di Genagricola (holding agroalimentare
del Gruppo Assicurazioni
Generali), punta tutto sui valori
tradizionali del buon bere e produce
etichette non allineate alle mode
e alle tendenze del mercato. Vini
che si propongono con una loro
precisa personalità, che passa anche
attraverso una gradazione attorno
ai 13 gradi.
Tradizione e tecnologia
Quella di Torre Rosazza è una scelta
di campo precisa, favorita sia dalle
peculiarità geologiche e climatiche
del territorio, sia da una programmatica
aderenza alle caratteristiche
di ogni vitigno. La vicina Abbazia
di Rosazzo infatti nei secoli ha preservato
i vitigni storici e ha mantenuto
intatta l’unicità di questi luoghi
e delle loro produzioni.
Ecco il motivo per cui oggi i cru di
Torre Rosazza (Friulano – pluripremiato
in Italia e all’estero – Picolit,
Verduzzo, Ribolla, Pinot grigio e il
“localissimo” Pignolo) costituiscono
un’autorevole carta d’identità di
un territorio dove la vite e il vino
hanno una storia plurisecolare e
fortemente identitaria.
«La filosofia produttiva di Torre
Rosazza – dichiara Alfredo Barbieri,
direttore commerciale Italia
di Genagricola – cerca di coniugare
tradizione e moderna tecnologia.
La gradazione dei vini proposti
tiene conto delle esigenze di
consumatori che ben conoscono
le peculiarità dei vitigni, dei terreni
e della posizione geografica e
si aspettano di ritrovarle nel bicchiere.
A mio avviso il futuro del
consumo del vino non sarà legato
all’abbassamento della gradazione,
ma all’educazione del consumatore
al consumo responsabile».
Vini-simbolo di questa filosofia
sono il Fiulano, fra i bianchi, e il
Pignolo (per ora prodotto in non
più 2500 bottiglie) fra i rossi.
«Il pignolo – spiega Mario Zuliani,
enologo e responsabile delle vendite
di Torre Rosazza per il mercato
italiano – è un antico vitigno riscoperto
negli anni Sessanta dall’abate
Nadalutti dell’Abbazia di Rosazzo,
che dà vita a uno splendido rosso
di grande tannicità naturale».
Vini importanti
Come per il Friulano, che sta portando
alto il vessillo del Tocai, la
gradazione non scende al di sotto
dei 13° e regala a questi vini una
longevità importante.
«Grazie a questa qualità i nostri
prodotti non devono essere consumati
in tempi brevi. Caratteristica
quindi particolarmente apprezzata
dai ristoratori – spiega
ancora Zuliani -. I nostri vini, sia
i bianchi che i rossi, sono indicati
per accompagnare pasti strutturati,
secondo un’idea di piacere conviviale
che oggi forse è antitetica
rispetto a quella del pasto veloce.
Basta intendersi, sono due filosofie
diverse»

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