Attenzione, non facciamoci del male

Prevenzione –

Malattie professionali, incidenti, forti carichi di stress: lavorare dietro al banco non è affatto una passeggiata. I pericoli sono sempre in agguato: ma con una serie di accorgimenti si può (e si deve) ridurre i rischi

Sono muscoli e ossa, insieme alla pelle, i “punti deboli” dei lavoratori del settore horeca. Il 50% delle malattie professionali, infatti, riguarda l'apparato locomotore, mentre i problemi alla pelle riguardano il 29% dei casi. È la fotografia che emerge dallo studio “Protecting workers in hotels, restaurants and catering” realizzata dall'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (Eashw). Uno studio che mette in luce come, nell'horeca, malattie professionali e incidenti sul lavoro non siano affatto casi rari. La percentuale di persone che subisce infortuni che causano oltre tre giorni di assenza dal lavoro, infatti, è analoga a quella del resto dei settori economici. Con una (fortunata) eccezione: le morti bianche sono poche. Gli infortuni mortali nei bar italiani sono stati 13 nel 2006 e 8 nel 2007.
Tornando alla Ue, lo studio citato evidenzia due gruppi di possibili cause di incidenti, rispettivamente legati all'ambiente fisico di lavoro e all'organizzazione dei compiti. Sul primo fronte, l'elenco è lungo: ci sono i problemi legati a suoni e rumori eccessivi (tipici delle discoteche), quelli legati all'insufficiente illuminazione, quelli respiratori (causati per esempio da ripetuti passaggi dal caldo al freddo, dalla cattiva qualità dell'aria o dall'aria condizionata), quelli legati agli sforzi fisici, come sollevare e trasportare pesi, salire e scendere scale o trascorrere lunghi periodi in piedi. Senza dimenticare i rischi sempre in agguato: da cadute e scivolate per ostacoli mal segnalati, a tagli, ferite e scottature, non di rado causati - almeno in parte - dall'uso improprio delle attrezzature.

Il secondo fronte è spesso sottovalutato, ma altrettanto problematico e da monitorare con grande attenzione: dall'eccesso di stress, legato a ritmi di lavoro particolarmente intensi e/o a un prolungato orario giornaliero, al rischio di violenze o molestie da parte di colleghi, superiori o clienti, alle difficoltà legate ad assenza di riposi, orari indefiniti ecc. Risolvere la questione con un'alzata di spalle è poco utile. Chi fa così non di rado finisce con il trovarsi a gestire altre problematiche: tassi di assenteismo e livelli di turnover decisamente maggiori della media, ma anche onerose cause di lavoro con ex dipendenti.
Il nuovo decreto su salute e sicurezza

Insomma, chi lavora dietro al banco non ha affatto giornate semplici da affrontare. Fin qui i problemi: ma, fortunatamente, esistono anche le soluzioni. Lo studio dimostra - con una gran quantità di esempi - come una buona legislazione e intelligenti iniziative di prevenzione possano contribuire a ridurre sensibilmente incidenti e malattie professionali.
Nel nostro Paese, la grande novità in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro è stata la recente pubblicazione del D.Lgs 9 aprile 2008, n.81, che ha per la prima volta riunito, in un testo unico, tutte le norme sull'argomento. Fissando un nuovo principio fondamentale:la sicurezza è responsabilità di tutti. Ciò significa che del rispetto delle norme devono d'ora in avanti farsi carico tutti, dal datore di lavoro fino all'ultimo lavoratore, anche se a livelli diversi di responsabilità. Tradotto: il datore di lavoro che non rispetterà gli obblighi di legge avrà i suoi guai. Ma anche il lavoratore che non avrà assunto i comportamenti necessari per ridurre i rischi (ad esempio, manomettendo i dispositivi di sicurezza di un macchinario per lavorare “meglio”) sarà chiamato a prendersi la sua bella parte di responsabilità.
Il D.Lgs. n.81/2008 prevede, a carico dei titolari di locali, l'obbligo di redigere un documento di valutazione dei rischi. Per facilitare una prima mappatura dei possibili problemi, l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro ha predisposto all'interno del proprio sito (ispesl.it) nella sottosezione “Banche dati” (ci si arriva dal link “Documentazione”) una serie di “Profili di rischio” settoriali, tra cui quelli per gli hotel (che comprende la parte bar) e per la ristorazione.
Sara Stabile, ricercatrice dell'Ispesl, ci aiuta a focalizzare l'attenzione sugli elementi più critici per il mondo del bar, suggerendo altresì possibili soluzioni per attenuare i rischi di incidenti: «Una buona base di partenza - afferma - è la corretta progettazione delle postazioni di lavoro. Occorre fare attenzione da un lato agli aspetti ergonomici, facendo in modo di minimizzare i movimenti innaturali e le torsioni, dall'altro a quelli legati al microclima. I problemi classici, in quest'ultimo caso, sono quelli legati a frequenti passaggi da ambienti caldi a freddi e viceversa e all'esposizione a correnti d'aria».

Gli accorgimenti per lavorare più sicuri

Inciampi, scivolamenti e cadute sono insidie sempre presenti. Per ridurre i rischi, si possono apportare una serie di migliorie ai locali: la presenza di eventuali gradini o dislivelli, per esempio, va adeguatamente segnalata con bande antisdrucciolo colorate o luminose, a seconda che si lavori di giorno o di notte. La workstation andrebbe pavimentata e ricoperta di superfici antiscivolo. «Ma anche chi lavora deve fare la sua parte - afferma Manlio Mazziotta, responsabile del settore salute e sicurezza di Filcams-Cgil -, usando calzature antiscivolo. Che riducono drasticamente, per esempio, le scivolate dovute alla presenza di acqua nella zona di lavoro».
Spesso - lascia intendere Mazziotta - gli indumenti più adeguati vengono messi da parte per valutazioni estetiche (è il caso delle calzature antiscivolo) o di presunta comodità: «I problemi di schiena, legati al dover stare in piedi a lungo, si riducono indossando apposite fasce elastiche, studiate per sostenere il tronco».
L'utilizzo delle apparechiature professionali è un'altra potenziale fonte di pericolo. La prima attenzione deve riguardare l'apparecchio stesso, che deve essere a norma. Poi c'è il rischio di scosse, che si previene verificando periodicamente l'integrità dei cavi e delle attrezzature elettriche, evitando di far passare i cavi vicino all'acqua o di maneggiare le prese con mani umide. Fondamentale anche la manutenzione periodica delle macchine secondo istruzioni, da fare sempre previo spegnimento dell'interruttore e distacco della spina. «Spesso gli incidenti legati all'uso delle macchine, come tagli e bruciature - afferma Stabile -, accadono a persone che non conoscevano il corretto funzionamento dell'attrezzatura che stavano maneggiando. Una corretta formazione su come utilizzarle al meglio e su quali cautele avere può ridurre di molto gli incidenti».
Un'ultima potenziale fonte di pericolo è legata all'utilizzo di prodotti chimici per la detergenza.
Le raccomandazioni base? Conservare i prodotti nei contenitori originali muniti di etichetta e riporli in zone ben definite, separate da quelle dove si conservano cibi e bevande.

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