
Ha meno di vent'anni, ma ne dimostra almeno cento. In senso buono, naturalmente. St-Germain è uno di quei liquori che sembrano arrivare direttamente dalla Parigi della Belle Époque, magari dopo aver trascorso la notte a discutere d'arte in un bistrot di Saint-Germain-des-Prés. E invece la sua storia comincia nel 2007. Non sulle rive della Senna, ma grazie all'intuizione di un americano, Robert J. Cooper, distillatore di terza generazione, che ha avuto il merito di trasformare un fiore di sambuco in un piccolo fenomeno della miscelazione internazionale.
La scintilla si era accesa qualche anno prima, durante un viaggio a Londra, dove Cooper aveva scoperto le possibilità aromatiche dei fiori di sambuco utilizzati nei drink. Un ingrediente familiare alla tradizione europea, ma ancora poco esplorato dalla cocktail culture americana. Da quell'incontro nasce l'idea di creare un liquore capace di catturarne il profumo e, soprattutto, di parlare la lingua dei bartender. Il risultato è St-Germain, un prodotto francese dal nome parigino, con una storia imprenditoriale americana e una vocazione decisamente internazionale. Un cosmopolita in bottiglia, insomma. E con un guardaroba impeccabile.
Il segreto di mille fiori
A rendere particolare St-Germain è innanzitutto la materia prima. Il liquore viene realizzato con fiori di sambuco freschi e selvatici, raccolti a mano in tarda primavera, quando la fioritura concede una finestra di poche settimane. Una corsa contro il tempo, perché la natura, a differenza dei bartender, non accetta prenotazioni fuori orario. Per una singola bottiglia vengono utilizzati oltre mille piccoli fiori, selezionati per preservarne la delicatezza aromatica.
Il risultato è un liquore dal profilo floreale e fruttato, con richiami alla pera e al caprifoglio, pensato per integrarsi in preparazioni differenti senza perdere la propria identità. La stagionalità è raccontata anche attraverso un dettaglio insolito: ogni bottiglia è numerata e riporta l'anno di produzione, un riferimento al raccolto primaverile. Una sorta di annata floreale, che richiama il linguaggio del vino pur appartenendo a un mondo produttivo completamente diverso.
Anche la bottiglia merita una parentesi. La sua silhouette sfaccettata richiama l'Art Déco parigino e, secondo una ricostruzione riportata dall'Oxford Companion to Spirits & Cocktails, sarebbe stata ispirata a un flacone di profumo acquistato da Cooper a Parigi. Un'intuizione estetica efficace: il packaging ottenne un riconoscimento ai D&AD Awards già nel 2008. Il nome rende omaggio a Saint-Germain-des-Prés, quartiere della Rive Gauche che nel Novecento divenne uno dei punti d'incontro della vita intellettuale e artistica parigina. St-Germain ne ha fatto una dichiarazione d'identità: un'eleganza francese reinterpretata per il bar contemporaneo.
Dal bartender's ketchup allo Spritz
Il successo di St-Germain deve molto alla comunità dei bartender americani che, negli anni della rinascita della miscelazione classica, cercavano nuovi ingredienti con cui ampliare il repertorio dei cocktail. Cooper comprese l'importanza di questo pubblico e sviluppò il prodotto confrontandosi direttamente con i professionisti del settore. A New York il liquore trovò terreno fertile in locali protagonisti della cocktail renaissance, come Death & Co e Please Don't Tell, dove venne sperimentato in combinazione con distillati, vini spumanti e altri ingredienti.
La sua versatilità gli valse un soprannome destinato a entrare nel lessico dei cocktail bar: bartender's ketchup. Il ketchup dei bartender. Non proprio il massimo dello chic per un liquore che si presenta vestito da gran soirée parigina. Ma il senso era tutt'altro che denigratorio: St-Germain era diventato quell'ingrediente capace di aggiungere una nota aromatica, armonizzare sapori e dare una nuova direzione a ricette già conosciute. Nel 2013 il marchio è entrato nel portfolio del Gruppo Bacardi, aprendo una nuova fase della sua espansione internazionale. Oggi la sua interpretazione più immediata è lo St-Germain Spritz, cocktail che combina il liquore ai fiori di sambuco con Prosecco, soda e una guarnizione di lime e menta. Una ricetta semplice nell'esecuzione, nella quale la componente floreale offre un'alternativa alle note amaricanti che caratterizzano altre interpretazioni dello Spritz. Un drink che ha il pregio di essere immediatamente comprensibile al consumatore e, allo stesso tempo, di raccontare l'identità aromatica del prodotto.
Dal Foro Italico ai giardini milanesi
Nel 2026 lo St-Germain Spritz è stato protagonista di alcune delle principali collaborazioni del marchio in Italia, a cominciare dagli Internazionali Bnl d'Italia. Per il terzo anno consecutivo St-Germain ha affiancato il torneo romano in qualità di Official Supplier e quest'anno anche come Official Spritz, portando il proprio rituale dell'aperitivo nelle aree hospitality e negli spazi dedicati al pubblico del Foro Italico. Cuore dell'attivazione è stato lo St-Germain Riviera Club, allestito nel Fan Village come luogo di incontro tra gli appassionati di tennis, con la possibilità di seguire le partite in diretta streaming e gustare lo Spritz. Il marchio è stato inoltre presente nelle lounge del Campo Centrale e nelle aree di ristorazione. Per la prima volta l'esperienza è uscita anche dai confini del torneo, coinvolgendo alcuni indirizzi dell'aperitivo romano: Emerald's Bar, The Hoxton Rome, Paparazzo Bar & Rooftop, The Appuntamento e Caprera. Un modo per prolungare il legame tra sport, socialità e cultura dell'aperitivo anche fuori dal Foro Italico.
A Milano, invece, St-Germain ha scelto il terreno dell'abbinamento gastronomico. Durante l'estate la collaborazione con Giardino Cordusio, il cocktail bar ospitato all'interno di Palazzo Cordusio Gran Meliá, ha messo lo Spritz al centro di una proposta food pairing firmata dall'executive chef Andrea Nani. Il piatto, ideato con materie prime stagionali e ingredienti della tradizione italiana, è stato studiato per accompagnare il profilo floreale del cocktail, valorizzandone le caratteristiche senza sovrastarle. Un esempio di come anche una ricetta apparentemente semplice possa diventare il punto di partenza per un'esperienza di aperitivo più articolata.
Quando St-Germain incontra i migliori bar del mondo
L'altra anima del marchio, quella più strettamente legata alla miscelazione professionale, è emersa in occasione di The World's 50 Best Bars 2026, che ha scelto Milano per ospitare la sua cerimonia di premiazione. St-Germain ha partecipato come Official French Liqueur Partner e, alla vigilia dell'evento, il 6 ottobre, ha organizzato Soirée in Bloom negli spazi della storica Pasticceria Marchesi 1824. L'idea era semplice: riunire alcuni protagonisti della scena mondiale del bartending e lasciare che fossero i cocktail, oltre alle persone, a fare conversazione.
Più che una tradizionale guest shift, la serata è stata concepita come un incontro corale tra professionisti di provenienze ed esperienze differenti. Dietro il banco si sono ritrovati Benjamin Cavagna del 1930 di Milano, Riccardo Rossi di Freni e Frizioni di Roma, Ben Yabrow di TBD a New York, Beckaly Franks di Artifact a Hong Kong, Rob Libecans di Caretaker's Cottage a Melbourne e Danil Nevsky, Indie Bartender di base a Barcellona.
Sei personalità differenti, accomunate dalla possibilità di interpretare lo stesso ingrediente attraverso linguaggi e sensibilità individuali. Ad accompagnare i cocktail, la proposta food di Baguette 3000 di Remy & Team e un progetto di merchandising sviluppato con Montana HK. La presenza del marchio durante la settimana dei 50 Best si è inoltre estesa ad appuntamenti e masterclass realizzati insieme agli altri prodotti del portfolio Bacardi, rafforzando il legame con la community internazionale dei bartender.
A quasi vent'anni dal debutto, St-Germain continua così a muoversi su due binari complementari: da un lato l'accessibilità dello Spritz e il rito dell'aperitivo, dall'altro la creatività della miscelazione d'autore. In fondo, il percorso è rimasto fedele all'intuizione originaria di Robert Cooper: creare un liquore capace di trovare posto dietro i banconi dei grandi cocktail bar, senza rinunciare alla semplicità di un buon aperitivo. Il tutto partendo da un fiore di sambuco. Che, a pensarci bene, non è poco per un fiore che ha soltanto poche settimane all'anno per farsi notare.
St-Germain Spritz
Ingredienti:
40 ml St-Germain liquore ai fiori di sambuco, 60 ml Prosecco, 60 ml soda, 1 spicchio di lime, 1 ciuffo di menta fresca, ghiaccio abbondante
Preparazione:
riempire un highball, con il ghiaccio, versare il Prosecco, aggiungere la soda e infine St-Germain. Mescolare delicatamente e guarnire con uno spicchio di lime e qualche fogliolina di menta fresca



