Il brand “Cucina italiana” traina in consumi nel fuori casa

Al convegno di FederDistribuzione protagonista il made in Italy. Il riconoscimento del patrimonio Unesco, per Carlo Buttarelli, presidente FederDistribuzione, «è un’opportunità per rafforzare il legame tra territorio, produzione agroalimentare, distribuzione e ristorazione»

Valorizzare il made in Italy con un occhio alla cucina italiana. È questo il messaggio che arriva da FederDistribuzione, che a Roma ha tenuto il convegno dal titolo “La distribuzione moderna al servizio dei consumi fuori casa”, ospitato e patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura. A introdurre i lavori, Carlo Alberto Buttarelli, presidente di FederDistribuzione, che ha ricordato i numeri del mercato del fuori casa, che parlano di 102 miliardi di consumi nel 2025. I dati di TradeLab sull’out of home hanno fatto da sfondo al dibattito: 10 miliardi le occasioni di consumo annue, nelle quali si registra una crescita del pranzo (+1,7%), mentre restano in difficoltà l’aperitivo serale (-3,1%) e i consumi del dopo cena. Come ha fatto notare Massimo Viganò, che ha presentato i dati per TradeLab, va detto che, se rapportiamo i dati al 2018 per avere un confronto al netto delle dinamiche pandemiche, si nota una crescita del 23%. Indubbiamente trainata dal turismo, nazionale e internazionale, che rappresenta complessivamente il 22% dei consumi fuori casa, pari a 23 miliardi di euro. «Nel 2025 - dice Viganò - il solo turismo straniero ha generato 11 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024, mentre il turismo italiano ha toccato i 12 miliardi di euro (+3%)».
In questo contesto si inserisce quella che Buttarelli definisce «capacità divulgativa della cucina italiana», che fa da traino al turismo. «È una filiera che sta cambiando - commenta -, che richiede sempre più collaborazione e capacità di innovazione. La crescita del turismo internazionale e l’attenzione sempre maggiore verso la cucina italiana, riconosciuta dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità, rappresentano un’opportunità per rafforzare il legame tra territorio, produzione agroalimentare, distribuzione e ristorazione». Un tema caro anche al ministro Francesco Lollobrigida: «Attraverso il talento dei nostri chef e ristoratori, i viaggiatori che vengono in Italia hanno l’opportunità di gustare prodotti unici, scoprirne i segreti di lavorazione e risalire alle filiere di produzione».
Fondamentale la valorizzazione del brand e quello della cucina italiana è già di per sé molto forte, ma vanno sviluppati i brand regionali e quelli relativi alle tipicità. Un esempio virtuoso è quello dello Spritz. A raccontarlo Dario Cuccurullo, Senior Channel & Customer Marketing Director di Campari, che ha ricordato come la “Carta dello Spritz” abbia contribuito a potenziare anche il marchio aperitivo, che rappresenta più di un momento di consumo, è un’occasione di convivialità e un’espressione del lifestyle all’italiana. Ma attenzione, dice: «Bisogna difendersi dalla banalizzazione dello Spritz», riferendosi allo svilimento del brand attraverso proposte che sconfinano nella contraffazione.
Un brand “patrimonio” è quello che il ministro Lollobrigida annuncia di concerto con Metro Italia, con l’obiettivo di valorizzare le indicazioni geografiche e i prodotti che provengono da filiere che puntano alla qualità, più che alla quantità. David Martinez Fontano, ad di Metro e presidente di FederDistribuzione Horeca, concorda sull’importanza dei piccoli fornitori per distinguersi nei cataloghi e diversificarli in ottica locale, ma al tempo stesso chiede un cambio di strategia al ministro e uno sforzo di cooperazione fra imprenditoria e istituzioni, per affrontare le difficoltà che incontra il settore. «Il canale horeca - dice - sta attraversando una fase di profonda evoluzione, in cui gli operatori chiedono ai propri partner non solo un’offerta ampia e qualificata, ma anche servizi, flessibilità e strumenti capaci di accompagnare la gestione quotidiana dell’attività».
Su quest’ultimo tema e sulla necessità di avere un rapporto sempre più ravvicinato con i clienti del fuori casa, Maurizio Danese vicepresidente e cofondatore Pregis, introduce il tema della digitalizzazione, che può sostenere un’evoluzione delle piattaforme. «Anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale sarà sempre più facile avere una predizione degli ordini, per dare anche ai fornitori la possibilità di produrre in base a un modello già noto. I nostri agenti devono diventare veri e propri consulenti, che con l’aiuto di strumenti come i tutorial possono aiutare il cliente ad avere una panoramica diversa sui prodotti e un’incidenza diversa sul food cost».

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome