Stati Generali della Grappa: i produttori lanciano il brand Distillato d’Italia

grappa e spirit Bicchiere

Rappresentano il 10% dei consumi di spirit in Italia (dati Assodistil 2025), dal 2022 sono riuniti nel Consorzio Nazionale Grappa e dal 2025 il Consorzio ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, diventando il primo organismo di tutela riconosciuto per una bevanda spiritosa italiana a Indicazione Geografica. Con queste premesse, circa 20 produttori di grappa, fra i principali player del settore, si sono incontrati nella capitale dando luogo agli Stati Generali della Grappa, in occasione di Roma Bar Show, per decidere una strategia comune di valorizzazione del prodotto grappa e del brand Distillato d'Italia.
La strategia presentata durante gli Stati Generali vuole rispondere alle indicazioni di un mercato sempre più orientato a privilegiare esperienze di qualità superiore, in cui la mixology ha un ruolo fondamentale. Quattro gli obiettivi individuati: rilanciare i consumi, dare maggiore visibilità alle distillerie, rafforzare la notorietà del Consorzio e della grappa, valorizzandone l'Indicazione Geografica, e raggiungere un pubblico più ampio attraverso nuove occasioni di consumo.
«I dati ci dicono con chiarezza che dobbiamo agire, ma ci mostrano anche dove sono le opportunità. La Grappa ha una storia, un’identità e una qualità che pochi distillati possono vantare; ora dobbiamo essere capaci di raccontarle con linguaggi e occasioni di consumo contemporanei, senza perdere il legame con quella tradizione che costituisce la nostra forza», ha dichiarato Nuccio Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa. Con lui, in rappresentanza delle Distillerie F.lli Caffo, hanno preso parte al confronto: Bepi Tosolini, Marzadro, Nardini, Domenis1898, Mazzetti D’Altavilla, Stock, Bonaventura Maschio, Distillerie Bonollo Umberto, Bottega, Francoli, Nannoni, Poli, Mazzari, Deta, Pisoni, Castagner, Rossi d’Angera, Roner, Zanin, Branca, Distillerie Bonollo e Nonino.
Tre, in particolare, le direttrici sulle quali sviluppare il racconto futuro: al bancone, interpretando la grappa in miscelazione, per far del cocktail una porta d’ingresso per nuovi consumatori; nel bicchiere, con un particolare focus sulla grappa riserva, per valorizzare la dimensione premium e da meditazione del consumo di questo distillato; sul territorio, promuovendo la grappa come destinazione, trasformando le distillerie e i luoghi di produzione in esperienze da conoscere e visitare.

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