Nardini accelera e rallenta nello stesso momento: arrivano Hylde e Riserva XX Secolo

Nardini Alice & Michele
La distilleria di Bassano del Grappa presenta due novità agli antipodi ma unite dalla stessa filosofia: Hylde, liquore al sambuco pensato per la miscelazione contemporanea, e Riserva XX Secolo, una grappa rimasta 26 anni nella botte numero 305. Due modi diversi di raccontare il tempo, senza perdere l'identità che accompagna Nardini da quasi 250 anni

Ci sono aziende che cambiano pelle. E altre che, come una Porsche 911, si evolvono senza mai smettere di essere riconoscibili. «La linea è sempre quella del 1956, ma ogni quattro anni l'auto cambia», racconta Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini. Una metafora efficace per descrivere il momento che sta vivendo la più antica distilleria d'Italia: innovare senza perdere la propria identità.

È una filosofia che prende forma in due novità apparentemente agli antipodi ma unite dalla stessa visione. Da un lato Hylde, liquore al sambuco pensato per una miscelazione contemporanea e per intercettare il successo crescente dell'Hugo Spritz. Dall'altro Riserva XX Secolo, una grappa rimasta ventisei anni in botte e prodotta in appena mille esemplari numerati. Due spiriti lontanissimi per stile, occasione di consumo e target, ma accomunati da una parola che in casa Nardini ha sempre avuto un peso specifico particolare: tempo.

Hylde, il tempo breve della fioritura

Il nome deriva da HyldeMoer, figura della tradizione nordica considerata lo spirito protettore del sambuco e dei suoi fiori. Una scelta che richiama immediatamente la materia prima protagonista del prodotto.

Nardini Michele Viscidi
Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini

«Hylde è lo spirito protettore del sambuco e dei suoi fiori. Ci sembrava il nome giusto per celebrare una materia prima fondamentale nella realizzazione di questo liquore», spiega Alice Lucchi, global head of marketing di Distilleria Nardini.

La lavorazione parte dai fiori di Sambucus nigra, raccolti a mano tra aprile e maggio nel momento di massima espressione aromatica. Le infiorescenze vengono essiccate e trasformate in una tintura che ne preserva le componenti aromatiche più fini ed eleganti. Su questa base interviene il savoir-faire liquoristico di Nardini, meno conosciuto rispetto a quello legato alle grappe ma altrettanto radicato nella storia dell'azienda.

Per la cronaca, il mastro distillatore si chiama Andrea Manzoli. Ma ascoltando gli interventi di Michele Viscidi e Alice Lucchi si ha quasi l'impressione che non serva nemmeno nominarlo. In casa Nardini è una presenza talmente radicata da assomigliare a una di quelle figure che fanno parte del patrimonio emotivo dell'azienda: sempre lì, sempre indispensabili. Custode di segreti, ricette e sperimentazioni, anche questa volta ha lasciato il segno con due prodotti diversissimi, eppure accomunati dalla stessa precisione esecutiva. Da una parte una Riserva capace di attraversare ventisei anni di maturazione senza perdere la propria identità, dall'altra un liquore al sambuco destinato a ritagliarsi uno spazio importante nella miscelazione contemporanea.

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Alice Lucchi, global head of marketing di Distilleria Nardini

Il risultato è un liquore dal colore ambrato, limpido e aromaticamente ricco. Al naso emergono note floreali e fruttate accompagnate da richiami di frutta matura e miele. Il sorso è morbido e avvolgente, caratterizzato da una dolcezza misurata e da un finale delicatamente speziato. La gradazione è di 20% vol.

Hylde nasce con una chiara vocazione per la miscelazione leggera e trova nell'Hugo Spritz il suo approdo naturale. Una scelta che guarda a una categoria in forte crescita sia in Italia sia all'estero. «È un cocktail che interpreta perfettamente i trend attuali: fresco, piacevole, poco alcolico e facile da bere», osserva Lucchi. Un fenomeno che, oltre ai tradizionali mercati dell'Europa centrale, sta conoscendo una forte crescita anche negli Stati Uniti.

Riserva XX Secolo, ventisei anni in una botte

Se Hylde racconta il tempo breve della fioritura, Riserva XX Secolo rappresenta il tempo lungo dell'attesa.

La nuova Riserva nasce da una selezione di vinacce provenienti da vitigni storici dell'area compresa tra i fiumi Brenta e Piave. Distillata con il tradizionale metodo Nardini a caldaiette a vapore sottovuoto, è stata posta nel 1999 nella botte numero 305 di rovere di Slavonia e lì è rimasta per ventisei anni.

«Quel blend eccezionale fu messo in botte da mio zio Giuseppe nel 1999. Riscoprirlo oggi, dopo ventisei anni, crea un dialogo affascinante tra il mondo veloce degli aperitivi e quello lento della riflessione», racconta Viscidi. Prodotta in sole mille bottiglie numerate, Riserva XX Secolo è per definizione irripetibile. Non soltanto perché quella botte non esisterà più, ma perché quei ventisei anni non potranno essere replicati.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo ambrato brillante e riflessi caldi. Il profilo aromatico offre note di cioccolato fondente, frutta rossa matura e spezie dolci. L'assaggio è rotondo, vellutato ed equilibrato, con una lunga persistenza gustativa. La gradazione alcolica è di 44,5% vol. All'assaggio Riserva XX Secolo sorprende e, allo stesso tempo, non sorprende. Non sorprende perché, nonostante i ventisei anni trascorsi nella botte numero 305, conserva intatto il Dna Nardini. È una grappa più morbida, più arrotondata, meno "alpina" rispetto ad altre espressioni della casa, ma al naso, al palato e perfino sulla lingua lascia immediatamente riconoscibile la firma della Distilleria a Vapore.

Un tratto distintivo che racconta la coerenza di un'azienda che nel 2029 celebrerà il suo primo quarto di millennio. Un anniversario al quale Nardini si sta preparando con tutte le energie e un fitto programma di novità. Del resto, come lascia intuire Viscidi, qualcosa sta già bollendo nelle caldaiette della distilleria.

Per valorizzarne la complessità aromatica, gli abbinamenti ideali sono formaggi stagionati e cioccolato fondente al 70% o all'80%, capaci di dialogare con le note di cacao, frutta rossa matura e spezie dolci che caratterizzano questa edizione limitata.

Due strade che si incontrano

La scelta di presentare insieme Hylde e Riserva XX Secolo non è casuale. «Rappresentano due strade apparentemente parallele che trovano il modo di incontrarsi. Da un lato un liquore contemporaneo, fresco e versatile; dall'altro una Riserva rara e numerata che esprime il valore più profondo della nostra storia», spiega Lucchi. I due prodotti sono stati svelati per la prima volta al DaV Milano di CityLife, il ristorante della famiglia Cerea nel cuore del quartiere milanese. Ed è proprio qui che Hylde ha mostrato una delle sue qualità più interessanti: la versatilità.

Oltre al classico Hugo Spritz - particolarmente convincente con una leggera aggiunta di lime - il nuovo liquore al sambuco si è dimostrato perfettamente a suo agio anche in versione Mule. La sorpresa più interessante è arrivata però da una prova fuori repertorio. Insieme a Cosimo Nucera, bar manager del DaV Milano, abbiamo testato Hylde in un Martini Cocktail. Pochi centilitri sono sufficienti per aggiungere una sfumatura floreale e leggermente speziata, elegante e mai stucchevole.

Un dettaglio che racconta bene la filosofia di questo nuovo prodotto: contemporaneo, versatile e capace di parlare sia al pubblico dell'aperitivo sia ai bartender in cerca di nuove sfumature aromatiche. Due prodotti agli antipodi, uno nato dalla fugacità di una fioritura e l'altro da ventisei anni di attesa. Ma entrambi profondamente Nardini.

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