Il cocktail bar londinese che unisce lusso e sostenibilità

Al Dover Yard di Londra cocktail sostenibili, fermentazioni creative e ingredienti locali ridefiniscono la mixology contemporanea in chiave eco-compatibile

Appena fuori da Berkeley Street, troviamo il Dover Yard, nuovo bar che ha fatto della sostenibilità una missione, all’interno dell'Hotel Mayfair. Lo stesso hotel, nel design punta ad allontanarsi dalla tradizionale esclusività per abbracciare un design eco-consapevole. Gli interni definiscono lo stile: una parete con camino realizzata con pietra recuperata in loco, lampade create con tappi di sughero riciclati e una grande opera d'arte a forma di piuma dell'artista britannica Kate MccGwire che domina la sala sopra il bar. Con il calare della luce pomeridiana, lo spazio cambia completamente carattere, abbandonando la sua sobrietà diurna per diventare una delle destinazioni serali più affascinanti della città. Lusso eco-consapevole e atmosfera autentica, a quanto pare, non si escludono a vicenda.

La sostenibilità qui non è una strategia di marketing, ma un vero e proprio motore creativo. Dietro il bancone si trova un laboratorio a vista per la preparazione dei cocktail, completo di una stanza per la coltivazione di funghi e di serbatoi di fermentazione attivi. I lieviti in eccedenza diventano croissant falernum; i fondi di caffè esausti vengono trasformati in liquori della casa. L'obiettivo è un'attività a zero sprechi, dove rigore tecnico e buona ospitalità coesistono armoniosamente.

Mirko Furci, head of mixology del Dover Yard di Londra

A capo del programma ci sono il beverage director Giulio Guarini e l'head of mixology Mirko Furci. Furci arriva dopo cinque anni trascorsi allo Scarfes Bar, con il suo approccio sicuro e rilassato, a suo agio sia nel raccontare a un cliente la storia di una fermentazione, sia nel servire semplicemente un drink ben fatto. Questo equilibrio permea l'attuale menu, intitolato Radical: a story told from underground. «Esploriamo il potenziale nascosto del suolo britannico attraverso tecniche sostenibili, conservazione e creatività ispirata alla natura», afferma Furci. Tre i capitoli in cui è suddiviso il menu: Estrazione, Rinascita e Trasformazione. «L'Estrazione si basa su metodi di conservazione antichi e moderni per prolungare la durata degli ingredienti e liberare sapori più profondi. La Rinascita dà nuova vita a elementi trascurati o scartati dalle operazioni quotidiane. La Trasformazione esplora tecniche di miscelazione innovative e l'innovazione dei liquidi, spingendo al massimo sapore, consistenza e struttura, pur rimanendo ancorata a pratiche sostenibili».
Anziché affidarsi ai soliti ingredienti tropicali, il menu guarda più vicino a casa. «Invece di utilizzare ingredienti come il frutto della passione o il cocco, lavoriamo con alternative locali come l'olivello spinoso, le foglie di fico e la pera inglese - spiega Furci -. L'obiettivo non è replicare sapori familiari, ma reinterpretarli attraverso una prospettiva locale e responsabile, creando drink che risultino allo stesso tempo familiari e inaspettati, legati alla stagionalità, alla provenienza e al paesaggio che ci circonda».
Tra i cocktail preferiti dai barman c'è l'Amber Sap, che si trova nella sezione Estrazione. Furci e il suo team uniscono il Michter's US1 Straight Rye e lo Skinos Mastiha, un liquore greco noto per il suo carattere resinoso, con una nota leggermente dolce di cedro. Il risultato è un ibrido tra un Basil Smash e un Cobbler. Al posto degli agrumi, un verjus d'acero fatto in casa conferisce una vivace acidità. Shakerato con un cordiale al basilico, filtrato e versato su ghiaccio tritato, il risultato è ricco, aromatico e splendidamente equilibrato.
Dalle 20.30 circa, dal giovedì al sabato, l'atmosfera cambia. I Dj resident prendono il controllo con rap old-school, R&B classico e brani soul, le luci si abbassano e la sala si riempie di gente del posto, clienti abituali, creativi e ospiti dell'hotel. Si adatta perfettamente a entrambi i tipi di locale, ideale sia per un drink tranquillo dopo il lavoro che per una serata più lunga.
A proposito di cosa rende l'atmosfera così speciale, Furci spiega: «L'energia del Dover Yard deriva dalla creazione di uno spazio vibrante, socievole e genuinamente accogliente fin dal momento in cui gli ospiti varcano la soglia. Ciò che davvero anima l'atmosfera è la connessione umana. Il team gioca un ruolo fondamentale, anticipando le esigenze, riconoscendo le personalità e facendo sentire gli ospiti accolti da amici, non semplicemente serviti. La musica dà vita al tutto, con hip hop e R&B che aggiungono movimento ed emozione, soprattutto dopo cena, quando il locale si riempie di persone desiderose di socializzare. In definitiva, vogliamo che le persone se ne vadano con la sensazione che non esista un altro posto simile, un luogo definito da musica, atmosfera e risate».

English version

Dover Yard sits just off Berkeley Street, inside 1 Hotel Mayfair, London's first mission-driven luxury hotel. As afternoon light shifts into dusk, the space changes character entirely, shedding its daytime restraint to become one of the city's more compelling evening destinations. Eco-conscious luxury and genuine atmosphere, it turns out, are not mutually exclusive.

The interiors set the tone: a fireplace wall built from stone salvaged on-site, lamps crafted from repurposed corks, and a large-scale feather artwork by British artist Kate MccGwire anchoring the room above the bar. Sustainability here isn't a marketing position but a genuine creative driver. Behind the bar sits a visible liquid preparation laboratory, complete with an in-house mushroom grow room and active fermentation tanks. Surplus pastries become croissant falernum; spent coffee grounds are turned into house liqueurs. The goal is a zero-waste operation where technical rigour and good hospitality quietly coexist.

Heading up the programme are Beverage Director Giulio Guarini and Head of Mixology Mirko Furci. Furci arrives after five years at Scarfes Bar with a confident, unhurried approach, equally at ease walking a guest through the story behind a ferment or simply delivering a well-made drink.

That balance runs through the current menu, Radical: A Story Told From Underground. «We explore the hidden potential of UK soil through sustainable techniques, preservation and nature-led creativity», says Furci, divided across three chapters: Extraction, Rebirth and Transformation. «Extraction draws on ancient and modern preservation methods to extend ingredient life and unlock deeper flavours. Rebirth gives new purpose to overlooked or discarded elements from daily operations. Transformation explores progressive mixing techniques and liquid innovation, pushing flavour, texture and structure while staying rooted in sustainable practice».

Rather than reaching for the usual tropical staples, the menu looks closer to home. «Instead of relying on ingredients like passion fruit or coconut, we work with local alternatives such as seabuckthorn, fig leaf and English pear - Furci explains -. The goal is not to replicate familiar flavours but to reinterpret them through a local and responsible lens, creating drinks that feel both familiar and unexpected, connected to seasonality, provenance and the landscape around us».

Among the bartender favourites is the Amber Sap, found in the Extraction chapter. Furci and his team bring together Michter's US1 Straight Rye and Skinos Mastiha, a Greek liqueur known for its pine-forward, resinous and subtly sweet cedar character, in a hybrid basil smash-cobbler. In place of citrus, a house-made maple verjus lends bright, tart acidity. Shaken with a basil cordial, strained and poured over crushed ice, the result is rich, aromatic and beautifully balanced.

From around 8:30pm on Thursdays through Saturdays, the energy shifts. Resident DJs take over with old-school rap, classic R&B and soulful tracks, the lighting drops, and the room fills with locals, creative regulars and hotel guests. It holds together well across both registers, equally suited to a quiet drink after work or a longer night out.

On what makes the atmosphere work, Furci explains: «The energy of Dover Yard comes from creating a space that feels vibrant, social and genuinely welcoming from the moment guests walk in. What truly drives the vibe is human connection. The team plays the biggest role, anticipating needs, recognising personalities and making guests feel welcomed by friends rather than simply served. Music brings it all to life, with hip hop and R&B adding movement and emotion, especially during the after-dinner hours when the room fills with people looking to socialise. Ultimately, we want people to leave feeling there's nowhere else quite like it, a place defined by music, vibe and laughter».

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