
Chi negli anni ’80 era ancora un bambino o una bambina, o chi non si è mai interessato di calcio, non può ricordare uno degli aneddoti più gustosi nella storia della serie A, gentile omaggio di uno di quei presidenti - personaggi coloriti che un tempo popolavano stadi e studi televisivi regalando perle passate alla storia (che Google ci aiuta a rendere “immortali”). L’allora presidente del Catania, Angelo Massimino, di fronte all’osservazione di un giornalista che sosteneva come, dopo tanti acquisti, alla squadra potesse mancare amalgama, rispose: «E in che squadra gioca questo Amalgama? Lo compro subito!»
Anche chi gestisce un locale che vuole far funzionare bene farebbe bene ad assumerlo subito, questo benedetto Amalgama. Perché uno staff funziona solo quando tra gli ingredienti che lo compongono l’amalgama è ben presente. E uno staff che funziona è una condizione necessaria per costruire un business che fa il suo mestiere, quello di produrre utili (oltre che soddisfazioni) per chi lo gestisce.
Nel mondo dell’ospitalità questa legge è più vera che in tanti altri contesti lavorativi: le persone che entrano in un locale, volenti o nolenti, annusano l’aria, percepiscono l’atmosfera che aleggia, registrano eventuali tensioni meglio di un sismografo. E, se l’atmosfera è tossica o un po’ avvelenata, portano a casa la sensazione, magari inspiegabile o non del tutto consapevole, di non voler tornare volentieri.
L'ultimo numero di Bargiornale è particolarmente ricco di esempi e suggestioni su come costruire e far crescere staff che funzionano: dal racconto di Daniele Crescenzi, titolare del Barnum di Roma, che ha messo in piedi un gruppo di talenti sotto i quali fa crescere un’intera squadra a colpi di corsi di formazione e assaggi, alla ricetta di Cinzia Ferro, anima dell’Estremadura Café di Verbania, che sottolinea l’importanza di creare una “memoria condivisa” sui gusti e le passioni dei clienti che sia l’amalgama di tutte le informazioni e le intuizioni di ogni singolo componente dello staff. Ma non ci fermiamo qui: troverete altre suggestioni e spunti di riflessione dall’intervista che il nostro Ernesto Brambilla ha fatto a Lorenzo Querci, pluripremiato patron di due locali milanesi di grande successo come il Moebius e il Lubna.
Cosa accomuna i tre imprenditori? La sapienza, la pazienza, la costanza. Querci è il protagonista della prima puntata del nuovo video podcast “Il suono del bar”, che segna un ulteriore nuovo capitolo nell’evoluzione di Bargiornale: la direzione è di costruire, tassello dopo tassello, una piattaforma editoriale sempre più ricca e sfaccettata per fornire a chi vuole investire nella propria professione e nella propria professionalità una pluralità di strumenti e di modalità di fruizione per permettere a ognuno di portarsi a casa più informazioni possibili. Fedeli al nostro mantra: cercare di essere sempre utili e interessanti.