Il 31 marzo si avvicina: per i locali scatta l’obbligo dell’assicurazione catastrofale

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Entro il 31 marzo anche bar, ristoranti e strutture ricettive di micro e piccola dimensione devono assicurarsi contro terremoti, alluvioni e rischi idrogeologici. Che cosa prevede la norma e cosa valutare per non commettere errori

C'è una data cerchiata in rosso sul calendario di ogni imprenditore del fuori casa: il 31 marzo 2026. Da quel giorno, per bar, ristoranti, hotel e tutte le realtà della ristorazione e dell'ospitalità diventa obbligatorio avere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali.

La legge di Bilancio 2024 ha introdotto per tutte le imprese con sede in Italia (escluse quelle agricole) l'obbligo di stipulare una polizza che copra i danni causati da terremoti, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. L'obiettivo è far sì che lo Stato non sia l'unico a farsi carico dei costi delle ricostruzioni e dei ristori dopo i disastri, ridistribuendo il rischio attraverso le assicurazioni private, e a promuovere nelle imprese la cultura della prevenzione. Per la maggior parte delle imprese l'obbligo è già scattato: ora tocca anche alle micro e piccole imprese (stato patrimoniale o fatturato inferiore a 10 milioni di euro e meno di 50 addetti) del settore horeca, ovvero attive nella somministrazione di alimenti e bevande e ricettività turistica, per la quale la data ultima è stata fissata al prossimo 31 marzo, come confermato dalla legge 27 febbraio 2026 n. 26.

Che cosa assicurare

I beni da assicurare sono quelli a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività di impresa, anche non di proprietà o in locazione, a meno che non siano già coperti da polizze equivalenti: terreni, fabbricati, impianti, attrezzature. Restano fuori dall'obbligo i beni in costruzione, gli immobili abusivi, le scorte, i mobili d'ufficio e i veicoli immatricolati al Pra.

Le sanzioni

La mancata sottoscrizione della polizza non prevede sanzioni dirette, come sanzioni pecuniarie, ma le conseguenze per le imprese inadempienti sono comunque pesanti. Queste, infatti, verranno automaticamente escluse da contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura. Addio anche all'accesso al Fondo di garanzia per le Pmi, lo strumento che permette a tante piccole imprese di ottenere finanziamenti con la garanzia dello Stato. In pratica, chi non si assicura si taglia fuori da buona parte del sostegno pubblico disponibile, e il meccanismo è già operativo: un decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy del giugno 2025 ha collegato l'accesso a specifici incentivi proprio alla presenza della polizza.

Scegliere la polizza più adatta

Un'analisi elaborata dal network Partner d'Impresa, realtà specializzata nel supporto alle imprese, aiuta a individuare gli elementi chiave per evitare errori nella stipula e scegliere la copertura più adatta alla propria realtà.

Un primo elemento da valutare riguarda l'estensione della copertura. Limitarsi ad assicurare il danno materiale (attrezzature, impianti, strutture), potrebbe non bastare, soprattutto per un settore che opera spesso in zone ad alta esposizione al rischio: centri storici, aree costiere e montane, borghi collinari soggetti a dissesto idrogeologico. A questo si aggiunge la stagionalità: un evento calamitoso nel momento sbagliato può compromettere l'intero risultato annuale.

Ecco perché gli esperti di Partner d'Impresa sottolineano l'importanza di estendere la polizza anche alla perdita di profitto e all'interruzione dell'attività: se il locale rimane chiuso per settimane a causa di un'ordinanza comunale o dei tempi di ripristino, anche un danno tecnicamente riparabile può trasformarsi in una crisi di liquidità.

Locazione e leasing: chi assicura cosa

Un secondo aspetto riguarda chi lavora in locali in affitto o con attrezzature in leasing, vale a dire la stragrande maggioranza delle realtà del fuori casa. In questi casi l'obbligo assicurativo ricade sull'utilizzatore, non sul proprietario, a meno che i beni non siano già coperti da una polizza equivalente stipulata da quest'ultimo. Inoltre, se l’imprenditore assicura beni di terzi, l’indennizzo può essere pagato al proprietario con vincolo di destinazione al ripristino. Si tratta di un tema centrale da gestire contrattualmente tra locatore e conduttore e definisce chi percepisce i soldi dell’assicurazione e come saranno utilizzati in caso di catastrofe che colpisca i beni non di proprietà dell’imprenditore ma da questo utilizzati per il suo lavoro, quali appunto i locali, le attrezzature in leasing e le merci stoccate in conto deposito. Meglio, quindi, non lasciare questo punto nel vago: inserire nel contratto di locazione una clausola esplicita su chi paga il premio e chi deve esibire la prova di copertura è una precauzione necessaria per evitare scoperture o contenziosi in caso di sinistro.

Verificare le polizze già esistenti

Un terzo elemento da non trascurare riguarda il coordinamento con le polizze già in essere. Molte imprese dispongono di una copertura incendio o multirischio che include qualche estensione per eventi naturali. Prima di stipulare qualcosa di nuovo vale la pena verificare se quella copertura è davvero adeguata rispetto ai nuovi obblighi, oppure se presenta lacune, esclusioni o massimali insufficienti. Duplicare coperture è uno spreco; averle incomplete è un rischio.

Un obbligo che può diventare un vantaggio

Ma c'è anche una prospettiva diversa da considerare. Gli imprenditori che investono in misure di mitigazione del rischio, come adeguamenti antisismici, sistemi di drenaggio, piani di emergenza, possono vedersi riconoscere premi assicurativi sensibilmente più bassi, perché la norma prevede espressamente che i costi siano modulati in base alle precauzioni adottate. Da non trascurare la possibilità di stipulare polizze collettive, grazie al lavoro delle associazioni di categoria che hanno negoziato condizioni vantaggiose con le compagnie per andare incontro alle necessità di micro e piccole imprese.

Infine, avere una polizza catastrofale in regola è percepito dalle banche e dagli investitori come un segnale di solidità gestionale. In un contesto in cui i criteri di sostenibilità e la capacità di gestire i rischi pesano sempre di più nelle decisioni di credito, essere coperti può migliorare il profilo di affidabilità dell'impresa e facilitare l'accesso al credito a condizioni più favorevoli. In questo modo l'obbligo di stipula dell'assicurazione catastrofale può trasformarsi in un importante vantaggio competitivo.

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