
L’ultima edizione Annual Report CIB - Centro Informazione Birra dei produttori Assobirra, in collaborazione con Ipsos-Doxa, è stata presentata al recente Beer & Food Attraction di RiminiFiera dal nuovo team Assobirra con presidente Federico Sannella e i vice Paolo Merlin, Serena Savoca, Claudia Buzio e Giuseppe Micucci, mentre Andrea Bagnolini è stato riconfermato direttore generale.
Secondo Annual Report CIB, le birre si stanno confermando come protagoniste della socialità nel canale fuoricasa con buone prospettive di incremento dei consumi, in particolare per il settore delle birre analcoliche o NoLo (no-alcol e low-alcol).

Il segmento delle birre analcoliche è infatti arrivato all'2,11% del mercato (dati 2024) mentre in Europa è già attestato al 5%.
Una variante che sta affermandosi anche tra i produttori di birre artigianali che hanno conquistato il 3% circa del mercato in volumi e il 6% in valore (mentre in Europa viaggiano già sul 5%), con una produzione totale di 17,2 milioni di litri, registrando un incremento di oltre 183 milioni di atti di acquisto, mentre il settore no-alcol arriva a registrare 49 milioni di atti di acquisto, segnando rispettivamente +15% e +79% rispetto al periodo preCovid.
Nonostante i venti di guerra degli ultimi tempi che arrivano da Ucraina, Palestina e Iran, per il momento non si registrano sensibili cali di consumi e ridotta propensione alla spesa, nonostante la crescita generale dei costi, a cominciare da quelli dell’energia elettrica e dei carburanti, con ricadute generali sull’inflazione.
Storicamente il consumo pro-capite italiano della birra (o meglio delle birre) rimane in fondo alla classifica europea (insieme con la Francia) e, nonostante un ulteriore calo registrato nel 2023-2024, si è attestato o meglio assestato nel 2024 a 36,4 litri, per un valore di oltre 10,4 miliardi di euro (0,51 % del PIL) relativo a 21,5 milioni di ettolitri.
La Sardegna poi si conferma sempre in testa alla classifica delle regioni italiane con una media “europea” di 60 litri a testa. Ancora ben lontano comunque da quelli dei primi della classe come Repubblica Ceca con 128 litri e Germania con 88 litri, anche se in diminuzione (fonte elaborazione dati Assobirra per Annuario Birritalia 2025-2026 Beverfood).
Momenti di consumo in movimento
Il ruolo socializzante delle birre nel fuoricasa si scompone in tre momenti principali: aperitivo (40%, crescono i beer cocktail), pranzo/cena (41%, in crescita) e dopocena (19%), oltre ai consumi casuali a tutte le ore come bevanda rinfrescante.
In particolare, il miglior abbinamento birre/cibo è un elemento in crescita costante, sia come richiesta da parte dei clienti sia come offerta da parte dei gestori di locali, a cominciare da quelli dei ristoranti (73%), grazie a una crescente informazione e cultura gastronomica generale. Un elemento analogo che si registra per il mercato dei vini e degli altri alcolici.
Le “bionde” tipo lager o pils rimangono le tipologie più richieste soprattutto nei bar e locali serali (56%), mentre nei pub frequentati da una clientela mediamente più esigente e “curiosa” si fanno spazio le birre artigianali delle più varie tipologie e provenienze.
Le birre NoLo (low-alcol e no-alcol, tra 1,2% e 4%) sono preferite da un pubblico più giovane, femminile o sportivo, oltre da chi ha necessità di guidare senza eccessivi problemi dopo il loro consumo.
La crescita delle birre NoLo costituisce oltre il 12% delle nuove produzioni artigianali 2025, quasi il doppio degli anni precedenti.
Un trend che ha avuto riflesso anche per il settore delle birre luppolate, dove molte American Ipa più alcoliche hanno lasciato spazio a Session Ipa più leggere e meno impegnative.
Da notare anche l’affermazione delle birre senza glutine (brassate con cereali diversi da orzo e grano, come miglio, riso, sorgo, grano saraceno e mais) che evitano di causare allergie a intolleranti e celiaci.
Una tendenza confermata dal report Italian Craft Beer Trends 2025 elaborato da Cronache di Birra sulla base di oltre 800 birre artigianali censite attraverso la piattaforma Whatabeer.
Le analcoliche possono essere ancora classificate “birre”?
A questo punto dobbiamo aprire una parentesi polemica. A parere di molti, le birre no-alcol difficilmente possono ancora essere considerate delle “birre”, visto che la spinta alcolica rimane caratterizzante ma, senza scomodare l’Editto di Purezza Reinheitsgebot bavarese del 1516, dovrebbero invece essere classificate come semplici “bevande a base di malto d’orzo o altri cereali”, anche se colore, gusto e gasatura possono richiamare le “vere” birre. Un tema che dovrebbe fare la gioia dei marketing manager.
D'altra parte gli "storici" mix birra/gazzosa e birra/limonata (analcolici) prendevano nomi diversi come radler o panaché.
In ogni caso molti produttori stanno puntando su questa “nuova e originale” tipologia mettendo a punto anche processi dedicati (e costosi) per eliminare l’alcol dopo la fermentazione o bloccarne la formazione durante la fermentazione del malto.
Le analcoliche conquistano un posto anche nei concorsi
Organizzato al salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera da Vittorio Ferraris, presidente dei produttori artigianali UBI-Unionbirrai, il concorso Birra dell’Anno 2026 ha coinvolto 212 produttori e 1.716 etichette di birra.
Alle precedenti 44 categorie in gara, è stato aggiunto un apposito riconoscimento per le birre analcoliche (n.45) che è andato a Hop Gainer del Birrificio Birranova di Conversano (Bari).

Un riconoscimento che si va ad aggiungere alla categoria “italiana” White Italian Grape Ale con uso di uva, mosto, vinacce e vino cotto di uve bianche (n.42), che ha visto al primo posto prevalere birra Iga del Birrificio Artigianale Alba di Canelli (Asti).
A decretare i vincitori ha provveduto una giuria di 72 esperti italiani e internazionali provenienti da 19 Paesi che ha proclamato contestualmente Birrificio dell’Anno 2026 con 8 Medaglie d’Oro l’azienda Birra dell’Eremo di Assisi (Perugia), guidata da Enrico Ciani (già Birraio dell’Anno 2023) e da Gertrude Salvatori.

In questo trend i grandi gruppi non sono rimasti certo indietro. Il colosso internazionale Ab-InBev punta su Corona Cero (sposor Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, con conferma fino al 2032); Heineken su Heinken 0.0% (sponsor Campionato F1 2025-2026) e Birra Moretti Zero; Asahi Europe su Birra Peroni 0,0% e Nastro Azzurro 0,0% (sponsor Scuderia Ferrari F1); Carlsberg su Tuborg Zero Lager Beer (sponsor eventi musicali), Forst 0.0% (sponsor FISI-Federazione Italiana Sport Invernali).
«La recente analisi del CIB - precisa Andrea Bagnolini, direttore generale Assobirra - restituisce l’immagine di un fuoricasa che, pur mantenendo abitudini consolidate, mostra schiari segnali di evoluzione delle scelte e attenzione verso la qualità dell’offerta, anche con le low e no-alcol, a testimonianza di un mercato stabile ma ricettivo. Un contesto in cui la birra continua a svolgere un ruolo chiave nell’esperienza di consumo fuoricasa, accompagnando l’evoluzione del canale horeca e rafforzando il ruolo della filiera come protagonista di un’esperienza sempre più consapevole e contemporanea».

Tra le decisioni di scelta di una birra piuttosto che un’altra, aumenta la sensibilità di clienti e gestori verso prodotti che si caratterizzano per l’attenzione alla sostenibilità, dall’impiego di ingredienti locali alle confezioni riciclabili che consentono una maggiore riduzione degli sprechi. In questo settore le birre artigianali sono sempre state protagoniste, ma non mancano esempi di birre industriali che hanno puntato, ad esempio, su fusti e fustini in Pet per gli impianti di spillatura (vedi Carlsberg ma non solo).
Una scelta ecologica che si sta confermando come un vero trend in rapida crescita.
Pioggia di birre novità, a cominciare dalle analcoliche
Molte delle novità arrivate sul mercato sono state presentate in anteprima al recente salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera. Proseguiamo in ordine alfabetico (vendite e quote di mercato dati Assobirra 2024).
AB-Inbev Italia (2 milioni hl, 10% del mercato)
Con un ricco portafoglio di grandi marchi internazionali (Corona Extra, Bud, Beck’s, Stella Artois, Tennent's Super…), il colosso AB-InBev sta oggi concentrando l’attenzione su un prodotto originale come Corona Cero 0.0%, di origine messicana, variante analcolica di birra Corona Extra, promuovendolo come sponsor globale delle Olimpiadi (Worlwide Olympic Partner) a cominciare dalle recenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, riconfermando l’accordo fino al 2032.
A base di malto d’orze e mais, Corona Cero è una lager chiara che si contraddistingue per il gusto leggero e aroma fruttato, particolarmente rinfrescante, e per essere servita (ma non è necessario) con un spicchio di lime infilato nel collo della bottiglia 33 cl di vetro trasparente.
Birra Amarcord (40mila hl)
Nuova grafica per un prodotto di punta del birrificio Amarcord di Rimini, guidato dai giovani fratelli Elena e Andrea Bagli. Firmata dal mastro birraio Andrea Pausler nello stabilimento di Apecchio (Pesaro-Urbino), Birra Non Filtrata 100% Italiana si propone infatti ora in una tradizionale bottiglia bassa in vetro bruno, tappo corona, da 33 cl con una vivace etichetta tricolore. Come tipologia è una pale ale non filtrata ad alta fermentazione (5% alc) di grado amaro medio (25 Ibu), colore oro intenso (16 Ebc) realizzata con malto d’orzo da agricoltura sostenibile proveniente dal sud Italia e con luppolo in fiore romagnolo di “Cooperativa Luppoli Italiani” utilizzato in modalità dry hopping (infusione a freddo). Le note dolci del malto si presentano insieme a quelle agrumate e resinose del luppolo scelto. Premio Cerevisia 2024 e 3 Stars Bellavita Awards London 2025.
Altra novità è la distribuzione nazionale di Birra Amarcord Tank nelle tipologie Lager (5,2% alc, amaro 19 Ibu) e Pilsner (4,5% alc, amaro 35 Ibu) non pastorizzata, da spillare senza CO2, negli scenografici Tank Rossi da 250 o 500 litri, trasportati con furgoni a temperatura controllata. All’interno dei Tank la birra viene conservata in apposite sacche che, una volta svuotate, sono facilmente riciclabili. Oltre a risultare sempre fresche e maggiormente bevibili, le birre non pastorizzate in tank sono da collegare direttamente all’impianto di spillatura del locale e consentono di eliminare il passaggio e lo stoccaggio di fusti. Inoltre possono essere esposti direttamente nel locale, risultando di forte impatto visivo.
Da segnalare infine l’originalità di proporre le Birre Stagionali alla Spina (in fusti da 20 litri) in tre tipologie: Amarcord 100% Italiana (5% alc, amaro 55 Ibu, disponibile da fine aprile); Amarcord del Raccolto (brassata con luppolo appena raccolto, 5,6% alc, amaro 40 Ibu, disponibile da fine ottobre) e Amarcord Birra del Nevone (winter strong ale, 8% alc, amaro 20 Ibu, disponibile da fine novembre).
Birra Baladin (25mila hl)
Nuove e originali le quattro proposte del vulcanico Teo Musso di Birra Baladin di Piozzo (Cuneo). Grazie a un accordo di collaborazione con lo storico (1895) birrificio Budweiser Budvar, Baladin propone la prima Birra alla Ceca/Czech Style Lager (5,5% alc) di colore dorato (12 Ebc), gusto amaro medio con note erbacee (25 Ibu) in barattolo 33 cl e fusto, da servire nell’apposito boccale Teku Mug realizzato da Rastal. Ricetta ceka ma ingredienti (malto d’orzo e luppolo) rigorosamente di casa Baladin. Per realizzare il nuovo prodotto, Teo Musso ha riconfigurato l'impianto di Piozzo per la decozione, un metodo di ammostamento profondamente radicato nella tradizione ceka, ma raramente utilizzato in Italia.
In collaborazione con la vicina Fonte San Bernardo, Teo Musso propone Acqua di Luppolo, anche in versione Zero, bevanda analcolica ai fiori di luppolo fresco piemontese Cashmere, dai sentori agrumati di pompelmo, ananas e cocco, confezionata in bottiglia 33 cl tappo a vite. Da aggiungere a Botanic Radler con Cedro e Limone (2% alc), bevanda rinfrescante dalle spiccate note di cedro candito e limone, a base di malto d’orzo e di frumento, in bottiglia 33 cl.
Birra Peroni/Asahi Europe (6,5 milioni di hl, 18% del mercato, export 2,5%)
Accanto all’affermata Birra Peroni Nastro Azzurro 0.0% (fresca di partnership con la Scuderia Ferrari HP), la filiale romana del gruppo Asahi Europe, guidata dal sales director Andrea Tortella, dal mkt director Viviana Manera e dal trade mkt director Riccardo Piazzolla, continua a investire nel segmento premium delle marche di territorio.
A Birra Raffo Ricetta Originale infatti è stata aggiunta la novità Birra Raffo Lavorazione Grezza, non filtrata e non pastorizzata (4,8% alc), stile pale lager, a bassa fermentazione, realizzata con cereali di Puglia non raffinati, orzo e grano duro. Ne risulta una birra di colore ambrato torbido, dal gusto intenso di cereali maltati, proposta in fusto Pet da 20 litri e nella nuova bottiglia 33 cl che riporta una solare etichetta gialla e onde del mare incise sul vetro. Da bere rigorosamente “croccante” che, come insegna la bionda testimonial Serena Brancale, in lingua pugliese significa “ghiacciata”. Infine la “piccola” bottiglia da 20 cl Peroncino è stata dotata di una nuova grafica.
Da segnalare anche il trend in crescita dei beer cocktail che ha visto protagonisti nello stand Birra Peroni i mixologist Patrick Pistolesi e Alex Frezza proporre alcune preparazioni come Canova (Mediterraneo cordial, top Peroni Nastro Azzurro 0.0%) e Cobra Key (mezcal, vermouth bianco, liquore al mango home made, Ancho Reyes Verde, Kong cordial home made, top Peroni Nastro Azzurro).
Ceres Italia/Royal Unibrew (600mila hl, 2,8% mercato)
Dopo l’acquisizione di Terme Crodo da Campari (2020) con i marchi Lemonsoda e Oransoda e di Birra Castello (2023), la filiale italiana della danese Unibrew Royal (nota per la “forte” Ceres Strong Ale, doppio malto da 7,7% alc), ha lanciato la versione “leggera” Ceres Lager Non Filtrata (5% alc) e i cocktail non alcolici Lemonsoda Spritz e Lemonsoda Mojito.
Carlsberg Italia (1,1 milioni hl, 5,4% mercato)
Di proprietà di Carlsberg Italia, la ricca gamma di birre dello storico (1877) Birrificio Angelo Poretti di Induno Olona (Varese), alle porte della Valganna, ha ricevuto un importante cambio grafico dall’agenzia Dragon Rouge che lo connota più visivamente rendendolo più iconico, come afferma Serena Savoca, mkt & corporate affairs director, oltre che vicepresidente Assobirra di recente nomina. Da registrare inoltre, in affiancamento a Tuborg Zero Lager, la novità tutta italiana Tuborg Zero al Limone, birra analcolica (0,4% alc) tipo lager chiara arricchita di succo di limone che la rende particolarmente rinfrescante, proposta in bottiglia 33 cl con tappo a strappo, che si affianca a Birra Angelo Poretti 4 Luppoli Zero.
Già ben collaudato per le birre del gruppo Carlsberg, il sistema di spillatura Draught Master Modular 20 ed Extra 10 (che mantiene la birra fresca per 30 giorni in fusti riciclabili Pet, senza bisogno di CO2) viene ora impiegato per cocktail ready to drink come Carlsberg 10 Luppoli Spritz.
Forst (820mila hl, 3,8% mercato)
Nonostante sia una tipologia birraria molto diffusa nei Paesi del nord e centro Europa, a cominciare dal Belgio, le birre di stagione (Natale, Pasqua, Primavera…) in Italia non sono ancora molto proposte. Tra i produttori più sensibili al tema, oltre ai birrifici artigianali, segnaliamo Birra Forst 1857 di Lagundo (Bolzano) che ha presentato l'edizione 2026 di Birra di Pasqua, accanto a Birra Forst 0.0% (Medaglia d'Oro di categoria al Beer World Awards 2023 e sponsor FISI per la nazionale italiana di sci). Ad essa è stata affiancata anche la versione aromatizzata Forst 0.0% Citrus & Herbs.
Heineken Italia (6,6 milioni di hl, 31% mercato)
Oltre alla già affermata analcolica Heineken 0.0% (sponsor del Campionato di Formula 1) ora proposta anche in lattina 33 cl, registriamo la proposta Moretti Zero (0,05% alc) di Heineken Italia. Di colore dorato, si caratterizza per un delicato profilo aromatico, con note di crosta di pane e frutta gialla, in bottiglia di vetro scuro da 33 cl tappo corona.
Della gamma Heinken Italia, è entrata a far parte Ichnusa Metodo Lento, lager chiara (4,3% alc) prodotta dall’omonimo e storico (1912) birrificio di Assemini (Cagliari), caratterizzata da un processo di fermentazione più lungo e controllato che permette ai lieviti di creare un gusto pieno, fresco e rinfrescante, con note di miele. Disponibile in bottiglia di vetro chiaro tappo corona da 33 cl.
La creatività dei mastri birrai di Birra Messina (che oggi lavorano nello stabilimento di Massafra, Taranto) non conosce sosta. Dopo il successo di Birra Messina Cristalli di Sale, ecco arrivare la proposta Birra Messina Note di Melograno, pensata per sollecitare la curiosità di chi cerca, in particolare tra i giovani, un’alternativa stimolante per il rito dell’aperitivo. L’aggiunta di vero succo di melagrana (e non di melograno che è il suo albero!) alla birra lager (5% alc), a cominciare da un invitante colore rosso brillante, aggiunge note fruttate e amaricanti, ideali per sollecitare l’appetito. Proposta nell’ormai iconica bottiglia in vetro chiaro della gamma Birra Messina da 33 cl con tappo corona ed etichetta romboidale con i tipici decori siciliani. Da servire nel proprio bicchiere brandizzato.
Interbrau
Infaticabile società patavina d’importazione di specialità birrarie dei fratelli Michele e Sandro Vecchiato, Interbrau è stata la prime aziende a credere nelle analcoliche. Accanto alla gamma protagonista delle quattro birre belghe di frumento Blanche de Namour 1858, propone infatti una serie di birre analcoliche.
Le danesi Mikkeller Drink’in The Sun, Mikkeller Burst Ipa e Mikkeller Weird Weath Ale; le bavaresi Schneider Weisse Alcohol Free, Wieninger Teisen Dorfer Hell Alkohol Frei e Wieninger Weizen No Alcohol; la giapponese Kirin Ichiba 0.0; la spagnola Ambar Triple Zero (zero alcol, zero zuccheri, zero CO2) Gluten Free.
Alla gamma di analcoliche si aggiunge O’Connell Irish Chocolate Stout, birra scura (4,2% alc) caratterizzata da note di cacao, caffè tostato e malti tostati nel nuovo formato in lattina da 44 cl che si avvale della tecnologia nitro che prevede una capsula di carboazoto all’interno della lattina che si attiva solo al momento dell’apertura. Nel versarla in bicchiere si forma così una schiuma fine e vellutata, con texture cremosa, in grado di replicare una spillatura da pub.
Menabrea/Forst (200mila hl)
Controllato da Birra Forst, lo storico (1846) birrificio Menabrea di Biella celebra quest’anno i 180 Anni di attività. Accanto a Menabrea 0.0 Zero Zero, è stata messa a punto la specialità mix Birra & Gazeuse alla Genziana (2,5% alc), che unisce alla freschezza dell’acqua gassata e zuccherata, il gusto di una birra chiara con le note amaricanti (e digestive) del fiore di genziana. Proposta in bottiglia di vetro chiaro da 33 cl tappo corona.
Paulaner Italia
Lo storico (1634) birrificio bavarese Paulaner ha presentato due novità in linea con le recenti tendenze di mercato. Si tratta dell’insolita Paulaner Muchner Weissbier 0.0% (forse la prima una birra di frumento analcolica) prodotta con il tradizionale metodo ad alta fermentazione Paulaner e poi, a maturazione avvenuta, dealcolizzata in modo da conservarne le proprietà gustative. Proposta in bottiglia 50 cl.
Da citare nello stesso trend free-alcol Paulaner Spezi, iconica bevanda rinfrescante, mix di aranciata e cola, proposta in lattina 33 cl, prodotto di successo distribuito in Germania fin dal 1974.
Radeberger Italia e QBA-Quality Beer Academy
Diretta dal marketing manager Lorenzo Bossi, Radeberger Gruppe Italia e la "consorella" QBA-Quality Beer Academy, puntano sulla spagnola Estrella Damm 0.0%.
Da segnalare la proposta Kit Analcoliche composto da:
Clausthaler Dry Hopped Non Filtrata Non Alcoholic Brewing, chiara agrumata tedesca, luppolata a freddo con Cascade;
Clausthaler IPA Non Alcoholic Brewing, chiara dorata tedesca con luppolo Cascade;
Clausthaler Original Non alcoholic Brewing, chiara dorata tedesca floreale;
Delirium Delirio Alcohol Free Blond Beer che riprende la ricetta belga della più “forte” Delirium Tremens Strong Ale (8,5% alc), alla quale è stata rimossa la parte alcolica dopo la fermentazione, mantenendo la stessa corposità e gusto speziato;
Jever Fun Non Alcoholic Beer Sugar Free (0,5% alc), olandese senza lo zucchero rimosso dal lievito durante l’ammostamento;
Paranoia Alcohol Free, belga chiara non filtrata dry hopping con Citra e Mosaic;
Paranoia Alcohol Free Rouge, belgian fruit red ale alla ciliegia;
Victoria 0.0%, birra ambrata spagnola (gruppo Damm).
Swinkels Italia (340mila hl, 16% mercato)
Forte di una ricca gamma di birre special premium (ben 28 alla spina) come Bavaria, La Trappe, Palm e BrewDog, la filiale italiana (Torino) della olandese Swinkels Family Brewers, guidata dall’on trade sales manager Umberto Varvelli, ha lanciato la Superior Pilsner Swinkels in fusto e la 8.6 Strong Lager in fusto e lattina.
Non potevano mancare per il settore no-alcol due proposte firmate Bavaria 0.0% Alcohol Free e Bavaria 0.0% IPA, La Trappe Trappist Epos 0.0% e La Trappe Trappist Nillis 0.0% (ambrata).
Inoltre per il segmento gluten free l’azienda olandese presente la novità scozzese BrewDog Punk Ipa.
Warsteiner Italia
Tre sono le nuove proposte della tedesca (Vestfalia) Warsteiner Private Brauerei, gestita fin dal 1753 dalla famiglia Cramer, in linea con i nuovi trend. La filiale italiana è gestita dall’ad Luca Giardiello.
Warsteiner Fresh 0.0% venduta in bottiglia scura 33 cl tappo corona, oltre che in fusti 20 litri slim keg a rendere, è una birra a bassa fermentazione, per la quale viene utilizzato il particolare processo di dealcolizzazione Pilsner Warsteiner, per evaporazione sottovuoto a bassa temperatura, grazie a un’esperienza trentennale nel settore zero alcol.
Warsteiner Naturradler Lemon è una bevanda aromatizzata al limone a base di Pilsner Warsteiner che titola 2% alc, risultando particolarmente fresca ed equilibrata.
Rye River Bidin’ Time Irish Lager Gluten Free è certificata Coeliac Society of Ireland. L’eliminazione del glutine avviene senza intaccare il gusto di questa birra a bassa fermentazione (4,5% alc) in bottiglia di vetro scuro 33 cl tappo corona. Pluripremiata da World Beer Awards come Ireland Winner e Style Winner World’s Best.
Disponibile nelle versioni in fustino da banco da 5 litri e in quella sottobanco da 20 litri, Rye River Irish Lager si avvale di una speciale e artistica colonna di spillatura in acciaio cromato, di design italiano realizzata da Celli, che riproduce stilizzato l’uccello martin pescatore con un pesciolino nel becco che compare nel marchio e nell’etichetta Rye River. La colonna è fornita dell’esclusivo rubinetto Celtic con sparkler preinstallato.


