Ordinati a Venezia i nuovi Cavalieri della Pala da Birra del Belgio

I consiglieri Ordre de la Chevalerie du Fourquet des Brasseurs in piazza San Marco
Protagonista dell’evento Belgian Beer Weekend la multinazionale della birra AB-InBev con gli storici marchi del Belgio Stella Artois, Leffe e Hoegaarden.

Per la prima volta Belgian Brewers Federation ha organizzato fuori dal Belgio la Belgian Beer Weekend, con la cerimonia di conferimento del titolo Cavalieri della Pala da Birra a 23 operatori italiani, tra distributori e titolari di brasserie, che si sono distinti nell’attività di diffusione della cultura brassicola del Belgio, riconosciuta dall’Unesco nel 2016 come Patrimonio Culturale Immateriale. Il primo Cavaliere ad essere ordinato è stato l’Ambasciatore del Regno del Belgio in Italia Andy Detaille.
«Un evento come Belgian Beer Weekend - ha sottolineato Andy Detaille, Ambasciatore del Regno del Belgio in Italia - permette di riscoprire radici e valori come rispetto per le tradizioni e l’artigianato che hanno plasmato la storia dell’Europa e delle birre belghe, unitamente a una costante innovazione per guardare con sicurezza al futuro senza dimenticare il passato».

A officiare la cerimonia è stato il Grand Maître de l’Ordre de la Chevalerie du Fourquet des Brasseurs (Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri della Pala da Birra), Alain De Laet (titolare Brewery Huyghe) accompagnato da dodici Consiglieri, confratelli e consorelle, tutti rigorosamente in mantello e copricapo rosso/nero, in nome della memoria di St. Arnould, Santo Patrono dei Birrai e di Re Gambrinus, leggendario inventore fiammingo della ricetta per produrre la birra con malto d’orzo e luppolo.

La fourquet è la storica e lunga pala/rastrello di legno o metallo, utilizzata da sempre per mescolare acqua e malto d’orzo, per favorire l’ammostamento dell’amido di cereali in zucchero fermentabile nel processo di produzione della birra.

Il Reggitore della Pala da Birra / fourquet

«Belgian Beer Weekend è una occasione preziosa - precisa Ief Timmermas, Country Director di AB-InBev Italia - che permette al pubblico di assaporare e riscoprire un patrimonio birrario europeo ricco di storia, capace ancor oggi di creare legami condivisi».

Ief Timmermans, Country Director e Ad Italia di AB InBev

Venezia, un palcoscenico prestigioso

Per l’edizione 2026 è stato scelto un palcoscenico internazionale, unico e prestigioso, come la città di Venezia che ha visto lo svolgimento della cerimonia il 20 aprile scorso sotto i porticati del Mercato del Ponte di Rialto, cerimonia alla quale è seguito un insolito corteo composto dai Cavalieri e dai Cerimonieri che, tra una numerosa folla festante plaudente di cittadini e turisti, per calli e campielli ha raggiunto piazza San Marco, con inevitabile foto di gruppo finale davanti alla Basilica di San Marco.

Sempre sotto i porticati del Mercato del Ponte di Rialto, Belgian Brewers Federation che raggruppa i principali 50 birrifici (tra oltre 2.500 aziende) ha organizzato una ventina di stand di piccoli e grandi produttori di birra, con la possibilità di degustare alcune tra le più importanti etichette belghe, sia alla spina sia in bottiglia.

Particolare successo ha riscosso lo stand della multinazionale AB-InBev che ha presentato, alla spina e in bottiglia, i suoi "gioielli" brassati in Belgio come la premium lager Stella Artois, le rosse d'abbazia Leffe e la bianca birra di frumento Hoegaarden.

Molti hanno osservato la mancanza di un corner dedicato alle specialità gastronomiche del Belgio che di consueto vengono proposte nelle brasserie belghe come moules-frites (cozze e patatine fritte), carbonade flamande (stufato di manzo alla birra), waterzooi (zuppa cremosa di pollo o pesce), gaufres (waffle) caldi, praline di cioccolato e speculoos (biscotti speziati alla cannella). Un'occasione mancata di diffondere ulteriormente una completa cultura gastronomica belga.

In mancanza, abbiamo provveduto a rifarci, sostando nel vicino e storico bacaro Cantina Do Spade dal 1448 e consolandoci con una serie di cicchetti come fiori di zucca fritti ripieni di baccalà, mezze uova con acciuga, folpetti in guazzetto, mozzarelle in carrozza, spiedini fritti di olive farcite.

Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, le birre belghe protagoniste a Venezia

Protagoniste indiscusse dell’evento Belgian Beer Weekend Venice 2026 sono state le birre Stella Artois (premium lager), Leffe 1240 (rosse d’abbazia) e Hoegaarden (di frumento), prodotte negli stabilimenti che fanno capo alla sede di Leuven/Lovanio (inaugurata nel 1366 come birrificio Den Hoorn) del primo gruppo birrario del mondo come AB-InBev, nato nel 2008 con la fusione tra il produttore americano Anheuser-Busch e la belga InBev (AmBev/Interbrew).

Oltre alle specialità belghe, AB-InBev dispone di un ricco portafoglio internazionale di oltre 400 marchi iconici come l’americana Budweiser, la tedesca Beck’s e la messicana Corona Extra, prodotte con il lavoro di 137mila dipendenti (8mila in Europa) in oltre 190 stabilimenti di 40 Paesi per circa 500 milioni di ettolitri (30% della produzione globale).

Il gruppo è presente in Italia con la filiale di Milano a cui lavorano 220 dipendenti di 13 diverse nazionalità.

Il Perfect Serve di Stella Artois alla spina

Lanciata nel 1708 dal mastro birraio e nuovo titolare del birrificio Den Hoorn, Sebastian Artois, la premium lager Artois (5,2% alc) è stata ridenominata nel 1926 Stella Artois e viene prodotta in oltre 10 milioni di ettolitri con il metodo della fermentazione a bassa temperatura, diventando la birra belga più nota e consumata in oltre 100 Paesi. Presenta un inconfondibile gusto leggermente amaro, floreale e fruttato.

Particolare attenzione AB-InBev rivolge alla corretta spillatura di birra Stella Artois, con l’organizzazione del programma di formazione Draught Masters con insegnamento del Perfect Serve (bagno in vasca con raffreddamento del calice, inclinazione a 45° del calice a raddrizzare durante la spillatura, taglio della schiuma in eccesso con spatola, risciacquo del calice in vasca) accompagnato da una vera e propria competizione nazionale per operatori del settore Horeca.

Leffe, le Birra d’Abbazia dal 1240

Fondata nel 1240, più volte distrutta e ricostruita, l’Abbazia di Nôtre-Dame de Leffe nell’omonimo quartiere della città di Dinant (nel sud del Belgio) è diventata giustamente famosa nel corso dei secoli per aver dato vita a delle birre speciali che hanno preso il nome di Leffe Birre d’Abbazia. Sospesa a intermittenza, la produzione stabile è ripresa nel 1952 ed è stata spostata a Leuven/Lovanio nel 1996.

Prodotta con il metodo della fermentazione ad alta temperatura, la gamma Leffe si serve rigorosamente nel proprio calice da 25 cl e si compone di varie tipologie in bottiglia 25, 33 o 75 cl  come la dorata, fruttata e leggermente speziata Leffe Blonde (6,6% alc) anche in versione vanigliata e dealcolizzata 0.0%; la scura Leffe Brune (6,5% alc); la chiara e corposa Leffe Tripel (8,5% alc) unica a essere rifermentata in bottiglia; la rossa con note maltate e speziate Leffe Rouge (6,6% alc) anche in lattina 44 cl; la rossa e tostata Leffe Ambrée (6,6% alc); la ramata dal profilo complesso e deciso Leffe Rituel 9° (9% alc).

 Hoegaarden, la birra del Principe Vescovo di Liegi

Grazie a un’agevolazione fiscale per l’uso del frumento (più costoso e ricercato dell’orzo) del Principe Vescovo di Liegi, nel 1445 alcuni monaci del villaggio di Hoegaarden crearono una ricetta speciale aggiungendo al malto di frumento, scorza d’arancia e coriandolo dell’isola caraibica di Curaçao. Ricetta recuperata nel 1966 dal mastro birraio Pierre Celis che, in ricordo dell’agevolazione fiscale consentita dal Principe Vescovo di Liegi, ha effigiato il bastone pastorale vescovile insieme a quella della pala da birra/fourquet sull’etichetta della birra di frumento (witbier) Hoegaarden (4,9% alc, anche in versione 0.0%) in bottiglia 33 cl.

Realizzata con il metodo della fermentazione ad alta temperatura, Hoegaarden va servita rigorosamente nel proprio bicchiere esagonale, ispirato all’uso dei barattoli utilizzati storicamente dagli abitanti del villaggio fiammingo.

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