
In una tiepida sera di inizio primavera a Milano, otto tra i migliori bartender d’Italia si sono riuniti da Sali, al Radisson Collection Hotel Santa Sofia Milano, per contendersi un posto sul palcoscenico mondiale. L’occasione era la finale italiana di The Vero Bartender, il concorso annuale di Amaro Montenegro. Giunto alla sua nona edizione, il tema di quest’anno era dedicato al decennio che, più di ogni altro, ha contribuito a plasmare la moderna cultura del cocktail: gli anni Sessanta.
Lalita D’Alessandro, 30 anni, head bartender dell’Inn Ale Cafè di Alessandria, si è aggiudicata il primo premio. Il suo cocktail, Ghiacciato al Sole, ha superato una concorrenza agguerrita composta da Giuseppe Vorzillo (Ritorno al Bar, Acerra), Dario Guida (Maison Toledo, Pozzuoli), Nicola Pini (The St. Regis Venice), Francesco Acamporo (Chic Mama Positano), Antonino Parrinello (Volare Bologna), Emanuele Speranza (Orient Express La Minerva Hotel, Roma) e Javier Riascos (Sentaku Bologna), conquistando così un posto alla Global Final di Bologna il 27 maggio.

Di origini italo-thailandesi, D’Alessandro ha costruito il suo drink vincente attorno a una narrazione giocosa ambientata negli anni Sessanta, con protagonista “Loretta”, una bartender visionaria sull’isola di Capri nel 1963, intenta a sperimentare con un frullatore cromato nel pieno del boom economico italiano. Il cocktail, servito in una flute da champagne, combina Amaro Montenegro con un’infusione di zest di limone di Capri, succo fresco e una dolcezza calibrata. Una creazione elegante, semplice e al tempo stesso sorprendente, che ha conquistato giuria, addetti ai lavori e giornalisti.
La finale italiana è stata valutata da una giuria di esperti composta da Rudi Carraro, global brand ambassador di Amaro Montenegro; Fabio Bacchi di BarTales Magazine; e Alice Musso, campionessa italiana in carica di The Vero Bartender (leggiAlice Musso vince la finale italiana di The Vero Bartender 2025). Musso aveva vinto l’edizione precedente con Cronosphere, un drink a bassa gradazione alcolica e dallo sguardo futuristico, costruito su ingredienti immaginati come locali tra 140 anni: un netto contrasto con l’approccio nostalgico di quest’anno.
La competizione
Lanciato nel 2016, The Vero Bartender nasce come una ricerca di talenti a livello italiano incentrata su un unico prodotto iconico: Amaro Montenegro, il celebre liquore alle erbe prodotto a Bologna dal 1885 con una miscela segreta di 40 botaniche. In nove edizioni, il concorso si è trasformato in un evento di respiro internazionale, attirando bartender da Europa, Nord America, Asia e oltre.
Ogni edizione si fonda su un tema culturale specifico, spingendo i partecipanti ad andare oltre la semplice miscelazione per costruire una vera e propria narrazione. Il tutto nel rispetto di vincoli precisi: un cocktail originale, almeno 3 cl di Amaro Montenegro e un massimo di cinque ingredienti. Tutto il resto - bicchiere, nome, garnish e storytelling - è lasciato alla libertà creativa del bartender.
Il tema 2026 ha offerto spunti particolarmente ricchi. Gli anni Sessanta sono stati un decennio di straordinaria densità culturale: dalla cultura hippie alla Dolce Vita romana, dalla corsa allo spazio ai Beatles. L’edizione italiana ha registrato circa 200 iscritti, selezionati attraverso valutazioni delle ricette, audizioni regionali e giudizi della giuria fino agli otto finalisti. Un gruppo eterogeneo, proveniente da tutta Italia - da Venezia a Roma, da Bologna alla costa campana - ognuno con una personale interpretazione del decennio.
La Global Final
Lalita D’Alessandro volerà ora a Bologna questo maggio, dove sfiderà altri sette campioni nazionali provenienti da Australia, Canada, Cina, Grecia, Balcani, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti: un’élite selezionata tra circa 1.000 partecipanti a livello globale.
Il format va ben oltre una singola serata di gara. La Global Final è strutturata come una residenza immersiva di una settimana, con sessioni formative, esperienze di brand ed eventi esclusivi insieme ad alcuni dei protagonisti della scena internazionale. Il vincitore assoluto otterrà un anno di grande visibilità professionale - tra fiere di settore, masterclass e attivazioni - oltre a un premio del valore di 6.000 euro.
Per Lalita D’Alessandro, però, il compito è chiaro: portare “Loretta” sul palcoscenico mondiale e verificare come un cocktail nato da un’estate caprese d’altri tempi possa confrontarsi con il meglio della scena internazionale.
Ha condiviso così le sue sensazioni con Bargiornale dopo la vittoria nella finale italiana:
«Quando ho saputo di essere l’unica ragazza su 16 semifinalisti ero elettrizzata e allo stesso tempo spaventata. Quando poi sono passata alla finale italiana, per il secondo anno consecutivo, volevo portarmela a casa a tutti i costi. È una vittoria che sognavo e ora è il momento di fare ancora meglio!».
La ricetta vincitrice
Ghiacciato al Sole di Lalita D’Alessandro

Ingredienti:
5 cl Amaro Montenegro infuso con limoni di Capri, 5 cl succo d’arancia freso, 2 cl succo di limone fresco, 1 cl sciroppo di zucchero
Preparazione:
blended
Guarnizione:
scorza di arancia e timo limone
Bicchiere:
flûte


