
Nel bicchiere sembra neutro. In realtà il ghiaccio è uno degli ingredienti più delicati del beverage: incide su diluizione, estetica, sicurezza alimentare e consumo di acqua ed energia. Temi che tornano centrali anche in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo).
Il ghiaccio è un alimento a tutti gli effetti, prodotto a partire da acqua potabile e soggetto alle norme Haccp, come ricordano anche le indicazioni del Ministero della Salute. Ma spesso viene trattato come un accessorio. Eppure, i rischi non mancano: contaminazioni durante la manipolazione, conservazione non corretta, gestione superficiale lungo la filiera. Studi microbiologici e linee guida tecniche evidenziano come le principali criticità possano derivare non solo dall’acqua di partenza, ma anche da superfici, attrezzature e modalità di utilizzo, con la possibile presenza di batteri responsabili di contaminazioni alimentari. C’è poi il tema dell’impatto. Produrre ghiaccio richiede quantità rilevanti di acqua ed energia, e impianti non ottimizzati possono generare sprechi significativi.
Una barriera d’ossigeno
Un aspetto sempre più rilevante in un settore che oggi è chiamato a confrontarsi con sostenibilità e gestione delle risorse. In questo contesto si inseriscono alcune innovazioni di processo, come Ox-Ice, tecnologia sviluppata da Ice Cube in collaborazione con l’Università di Palermo, che prevede l’arricchimento dell’acqua con ossigeno attivo prima del congelamento per creare una barriera contro contaminazioni anche nelle fasi successive alla produzione.
La tecnologia brevettata, certificata da Dnv secondo lo standard STP89 che attesta la sicurezza e la qualità del ghiaccio alimentare, si caratterizza per l'impiego controllato di perossido di idrogeno come agente igienizzante naturale. La sua azione garantisce, insieme a un alto livello di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera, anche un ghiaccio più trasparente.
Più sicurezza, meno acqua ed energia
L’introduzione del sistema ha portato anche all’aggiornamento degli impianti, realizzato con il supporto di Technoacque, con interventi che hanno interessato l’intera linea di trattamento dell’acqua. Il dato interessante è l’impatto: il nuovo sistema ha consentito una riduzione di circa il 50% del consumo di acqua ed energia rispetto alla configurazione precedente. Un risultato che apre una riflessione più ampia sull’efficienza dei processi produttivi nel mondo del ghiaccio alimentare.


