Mondiali di Belo Horizonte: l’Italia può sorridere

Un sesto posto e buoni piazzamenti per i concorrenti italiani alle finali mondiali di Belo Horizonte.

Dan Bacaintan durante la finale di Coffee in Good Spirits con cui ha meritato il sesto posto a livello mondiale.

Soddisfazione per un podio mondiale raggiunto e un velo di insofferenza nei confronti di quel pizzico di sfortuna che ha accompagnato alcune prove, sono il bilancio per la squadra italiana delle finali mondiali di Latte Art, Coffee in Good Spirits, Cup Tasters e Brewers del circuito Sca che si sono svolte da poco a Belo Horizonte (Brasile). Sono stati tre giorni intensi, con prove di concorrenti provenienti da 40 Paesi di tutto il mondo che, come osserva Cristina Caroli, coordinatrice di Sca Italy, ha visto concorrere “competitors sempre più preparati, perché le discipline stesse hanno avuto evoluzioni tecniche importanti, supportate da un mondo specialty in grado di fornire prodotti incredibilmente complessi e interessanti. I traguardi, dunque, sono sempre più difficili da conquistare e sempre più stimolanti, con competizioni che ogni volta alzano l’asticella della qualità e dello spettacolo”.

Dan Bacaintan

Dan Bacaintan, unico concorrente in finale, è arrivato sesto al World Coffee in Good Spirits, vinto dal britannico Dan Fellows. Ha affrontato la sua gara in tranquillità, gestendo la scena con movimenti puliti, con discorsi fluidi e con la naturalezza propria di chi, nel proprio locale, desidera mettere a proprio agio il cliente (in questo caso la giuria). «La mia ricerca è iniziata ricercando la migliore temperatura a cui servire caffè e alcolici: mi sono reso conto che lo stesso drink assaggiato a diverse temperature, cambiava notevolmente – afferma Dan -. Così è nato il mio concetto di gara, in cui ho realizzato due drink totalmente differenti tra loro con la stessa ricetta; per questo li ho chiamati Celsius e Farenheit. Ho quindi realizzato due chiavi di lettura della stessa bevanda e questo è stato possibile grazie alla complessa evoluzione dei flavours del mio caffè, un Panama Geisha Finca Hartmann con otto giorni di fermentazione anaerobica di His Majesty the Coffee». Osserviamo la ricetta e le sue due declinazioni. Base comune dei due drink sono stati 60 ml di espresso, 40 ml di sciroppo di ananas realizzato al momento, 30 ml di acqua a 99°C, 20 ml di cachaça Gouveia Brazil 44, 1 ciliegia al maraschino. La versione calda Celsius, è stata rifinita con una spruzzata di essenza di cannella; il caffè caldo aveva sentori di frutti rossi, in particolare ciliegia, che si è ritrovata nel drink. La versione fredda Farenheit, ha visto sostituita la vaporizzazione con una stecca di cannella come decorazione, mentre l’acqua bollente è stata calcolata come diluizione del ghiaccio con all’interno una ciliegia al maraschino. Una volta freddo, il caffè si evolveva con note di frutta gialla, in particolare ananas, che si sono ritrovate nel drink. Soddisfatto nonostante l’over time di 20”, senza il quale sarebbe salito in classifica. L’auspicio è che anche grazie al suo esempio possa crescere il numero dei baristi che si appassiona alla mixology con il caffè.

Manuela Fensore

Manuela Fensore si è posizionata dodicesima nella World Latte Art. Con i suoi decori non ha rappresentato una storia, come avvenne nella finale italiana, ma più di uno ha avuto un senso profondo. «L’art bar rappresentava l’albero della vita – racconta -, il primo free pour, il mio dragone, la forza di una mamma, e il secondo un koala appeso al ramo di una palma (non aveva alcun legame con altri). Il designer latte rappresentava la mia maternità con due angeli custodi, mentre l’espresso era un tributo agli italiani”. Si è presentata sicura: alla fine della prima gara era terza, nei quarti di finale la montatura del latte non è stata perfetta e questo le è costato il passaggio in semifinale.

 

Alessandro Galtieri

Alessandro Galtieri ha gareggiato nella World Brewers Cup. La sua ricetta è stata un’estrazione con V60 realizzata con 20 gr di caffè finca Hartmann di His Mayesty the Coffee, 333 grammi di acqua arricchita in minerali a una temperatura a 92°C, con un risultato in tazza di estrema complessità aromatica, con flavours tropicali. Purtroppo la sua gara è stata compromessa da un malfunzionamento elettrico, che non ha permesso all’acqua di bollire nei tempi previsti e ha causato un over time di 20 secondi. «Le esperienze che ci formano a volte lo fanno in modo doloroso; la cosa veramente importante è trarne il giusto insegnamento con consapevolezza e uscirne migliorati”» è stato il commento di Alessandro.

Helena Oliviero

Helena Oliviero ha affrontato le prime eliminatorie del World Cup Tasters presentandosi al tavolo con le otto triplette con positività, pronta per individuare la tazza differente tra le altre due. L’alzata ha visto una lunga sequenza di 7 “yes”, contro un unico “no”; 7 tazze riconosciute su 8 in soli 5,04” che le hanno permesso di accedere ai quarti di finale. Purtroppo il giorno successivo a causa di un’indisposizione improvvisa, la sua sensibilità è stata messa alla prova: «Sono arrivata in pedana preoccupata: non riuscivo a cogliere i gusti o, meglio quelle sottili sfumature che permettono di distinguere un caffè dall’altro», infatti ha individuato 3 tazze su 8. «In un primo momento mi sono abbattuta; ora sono più serena: ho dato il massimo, purtroppo sono stata sfortunata. Di certo posso dire che non ho alcuna intenzione di tirarmi indietro: continuerò ad allenarmi per condurre una gara eccellente a Sigep 2019» afferma Helena.

Arnon Thitiprasert

Complimenti a tutti. A chi ha la tentazione di abbattersi, ricordiamo le parole del campione mondiale di Latte Art 2017, il tailandese Arnon Thitiprasert. Nell’articolo a lui dedicato sul numero di gennaio 2018 di Bargiornale, tra i consigli per crescere professionalmente e nelle gare ha dato quello di perseverare, suggerendo di seguire la carriera di Conor McGregor, lottatore di arti marziali miste irlandese: nella sua carriera ha sommato tante vittoria e anche qualche sconfitta. Una gara di Latte Art, come di qualsiasi altra disciplina, è una sorta di combattimento, di cui accettare qualsiasi verdetto, su cui costruire nuovi obiettivi.

 

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