In birreria spira un vento tutto nuovo

Dal mondo –

A Warstein, in Germania, dall’alto di una mongolfiera, abbiamo guardato il nuovo mondo delle birrerie. Quanti cambiamenti tra ambienti, formule, menu e intrattenimenti

Dalle birrerie tradizionali, nate ai tempi che Berta filava, siamo arrivati ai salotti della birra o, se preferite le parolacce, ai “lounge-beer”. Nei decenni sono cambiate atmosfere, formule e servizi offerti. Senza dissotterrare le tabernae di epoca romana siamo passati almeno attraverso tre fasi di colonizzazione. Gli anni Settanta e Ottanta con l’arrivo delle prime birrerie, d’ispirazione tedesca o inglese, con tavoli e sedute in legno che sembravano studiati apposta per inciderci sopra i nomi di fidanzate e amici, campi per le freccette (darts) e un menu di piatti marginale rispetto alla birra, l’unica vera protagonista. Poi sono arrivati i tempi dei locali prefabbricati. Negli anni Novanta dal Regno Unito arrivavano tir carichi di arredi in fotocopia, quadri di caccia e le tipiche spine delle public house vittoriane. La proposta si faceva più ampia. Non solo pinte e tornei di dardi, ma musica live e serate tematiche. Non più soltanto panini fatti con quello che passava il convento, ma pasti completi.

All’epoca del boom dei tradizionali

Nello stesso periodo si affermava anche il modello bavarese. Il caso Kapuziner, due locali in Lombardia, ha fatto scuola: tanto legno chiaro ovunque, pareti addobbate con corna e bersagli, cameriere in abiti tradizionali (Dirndl), crauti, würstel e stinco di maiale affumicato. Il pubblico? Scanzonato e caciarone come fosse all’Oktoberfest: famiglie, ingegneri e operai, tutti fianco a fianco. Infine sono proliferate le microbirrerie, regni veri o a volte solo di facciata, di produzioni artigianali.

Strategie per avvicinare i giovani

Ai modelli tradizionali, diffusi con diverse insegne dal nord al sud del mondo, si sono affiancati concept contemporanei. Per riavvicinare i giovani, nel frattempo migrati verso altri spazi, come cocktail bar e discoteche, e per arginare la diminuzione dei consumi degli ultimi anni (se si esclude il segmento premium), molti gestori hanno cambiato arredi, menu e tecnologie per offrire cose nuove. A Warstein, nord ovest della Germania, cittadina conosciuta nel mondo più per la Warsteiner Brauerei che per aver fatto parte nel Medioevo della Lega Anseatica, abbiamo toccato con mano entrambi i modelli. A cominciare dalla Warsteiner Brauhaus Domschänke & Sudhaus, dove in un ambiente più tradizionale che si può, il ventaglio dei prodotti offerti si allarga per catturare anche i più giovani. Scorrendo la lista passiamo da freschi beer mix come Warsteiner Premium Lemon all’analcolica Warsteiner Premium Fresh 0,00% alcol, lanciata con successo circa un anno fa anche in Italia. Dall’ampliamento del menu nel locale tradizionale, si passa a un cambio di immagine radicale nel nuovo Centro Visitatori, voluto dell’azienda tedesca. Nel moderno stabilimento birrario, la storia e la produzione della birra sono raccontate attraverso un museo multimediale, che ha le sembianze di un cinema e le tecnologie di un ottovolante.

Nuova immagine per i locali

Nel locale, sempre all’interno del Centro, spariscono i tavoloni per fare spazio a tavolini alti con sgabelli, schermi, spazi minimal, luminosi, che favoriscono il dinamismo, la rotazione del pubblico. Qui il mondo della birra c’è, si sente, ma non è invadente. Si tratta anche qui di “Innovazione dalla tradizione”, come recita il claim aziendale, ci fa notare Paolo Dal Gallo, direttore marketing di Warsteiner Italia. Come a mettere in evidenza che la frase in questione non riguarda solo lo storico marchio Warsteiner Premium Verum, ma l’intera filosofia del gruppo che si sta distinguendo in Germania per eventi come il Warsteiner Liquid Cube, spazio temporaneo dove il logo è appena visibile, che ospita performance di djing e vjing per calamitare quel pubblico di amanti della dance e cultori di nuovi media (leggi “geek”), che in birreria vanno di rado. «Un format - come annuncia in anteprima Dal Gallo - che nel corso del 2010 approderà anche in Italia».

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