Amita, succo di successo dalla Grecia all’Italia

Novità –

In esclusiva per il canale horeca arriva il nuovo succo di frutta firmato Coca-Cola HBC

Lancio in grande stile per Amita, succo di frutta firmato Coca-Cola HBC Italia e destinato per ora in via esclusiva al canale horeca. In Grecia, Amita, dove è presente dal 1983, è di fatto il succo di frutta per definizione con 125 milioni di litri venduti, 150 milioni di euro di fatturato ed una quota del 60% a volume e del 65% a valore. Basti pensare che sempre in Grecia la conoscenza del marchio Amita è paragonabile a quella di Coca-Cola (indice 100 per Coca-Cola e 99 per Amita): un brand che ha ampliato il suo raggio d'azione, entrando con successo anche nel mercato delle barrette energetiche. E, dunque, Coca-Cola HBC Italia ha messo a punto un piano che ha come obiettivo quello di ripetere la performance greca, mettendo in campo la sua intera organizzazione commerciale per la distribuzione presso i partners commerciali ed a tutti i propri clienti che è stata fondamentale nel recente lancio di Coca-Cola Zero. Sul piano della distintività, un punto di forza è sicuramente la bottiglia: elegante, studiata appositamente per il canale horeca, completamente sliverata. Garantisce una maggiore protezione del prodotto mantenendone intatte le qualità organolettiche.Sull'etichetta spicca l'immagine della frutta, che comunica gusto-naturalità-freschezza. La gamma comprende 11 gusti divisi tra “nettari”, pesca (50%), pera (40%), albicocca (50%), “succhi 100%”, arancia, pompelmo, ananas, 5 frutti, e “drinks”, purea di banana (20%), succo di arancia rossa (30%), succo di melone, uva, limone (25%) e succo di arancia, carota e limone (30%). I colori sono caldi, naturali e creano una gamma di forte impatto visivo.«La categoria dei succhi e dei nettari è una delle più importanti nel campo delle bevande - spiega Maurizio Pettorino, direttore commerciale di Coca-Cola HBC Italia - la terza dopo acqua e bevande gassate. Il mercato oggi è distinto da una crescita contenuta, ma riteniamo che un'azienda come la nostra possa avere le carte in regola per costruire al suo interno una quota importante».

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