I mille grossisti che fanno il mercato beverage

Sono 1.032 i distributori beverage censiti da Progettica che con un fatturato totale di 3,2 miliardi detengono l’80% delle vendite. La birra resta il prodotto cardine

grossisti beverage
Courtesy Partesa

Sono circa un migliaio, metà dei quali a Nord, i grossisti beverage che si spartiscono l’80% del mercato italiano. È la stima fatta da Progettica, società di consulenza milanese che ha censito i 1.032 più importanti operatori nazionali. «A livello di mercato - afferma Alberto Scola, ceo di Progettica (nella foto) - l’elemento più interessante è che, nonostante il business si concentri nelle mani di poco più di mille player, il numero di grossisti di bevande si mantiene sostanzialmente stabile. E, in chiave prospettica, non si intravedono significativi segnali di razionalizzazione».

Identikit grossista«Lombardia e Veneto sono le regioni chiave del mercato - spiega Scola - con  un po’ più di 200 grossisti che si spartiscono il 30% del fatturato del canale horeca. L’area numericamente meno presidiata è il Centro, con l’eccezione di Lazio e Toscana, dove operano più di 100 grossiti. Le Isole, invece, si caratterizzano per una presenza molto elevata di distributori, in larga parte di piccole o medie dimensioni».

La birra in fusto resta la categoria più importante per le vendite: «Le ottime performance dei nuovi fusti di capacità inferiore ai 20 litri ha dato una grande spinta al comparto». Trend positivi anche per liquori e vini, il cui peso nel portafoglio dei grossisti è in aumento: «Sono prodotti interessanti per il distributore, sia in ottica di differenziazione del servizio, sia di marginalità - spiega Scola -, ma richiedono un livello di competenza commerciale piuttosto elevata».  Trend interessanti anche per gli aperitivi monodose, soprattutto nel canale diurno (che pesa il 50% del fatturato).

«I grossisti - conclude Scola -, guardano con attenzione crescente a prodotti in linea con le aspettative dei clienti: dalle bevande light alle bibite locali, alle bevande salutistiche».  

I profili dei distributori più performanti

Progettica ha individuato quattro tipologie di distributori capaci di performare meglio della media sia in termini di tassso di crescita del fatturato sia di redditività: l’evoluto, lo specializzato, il cosiddetto “Big size” e lo standard.

Evoluto. Presidia tutti i sotto canali, ha una proposta assortimentale ampia, una struttura di trade-marketing e figure dedicate allo sviluppo di categorie che necessitano di competenze specifiche (birra/spirit/vino/food)

Specializzato. Si posiziona prevalentemente sui canali serale (birra-food) e ristorazione-pizzeria (birra-vino-food); propone un assortimento di referenze molto selezionate ed esclusive

Standard. È prevalentemente posizionato nel canale bar e pizzeria, ha una politica di vendita molto dinamica e offre servizi basici alla propria clientela; fa dell’efficienza gestionale un elemento di vantaggio competitivo

Grandi dimensioni. Ha una politica commerciale molto aggressiva, sviluppa attività promozionali e di trade-marketing di grande intensità, ha una copertura geografica ampia e una quota di mercato rilevante. Il valore delle economie di scala gli consente di competere in modo significativo nel mercato

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