Home Blog Pagina 977

Palchi a regola d’arte

case history –

Impianti professionali, cachet concordati, programmazione artistica di qualità: così il Live Forum di Assago è diventato un esempio per chi fa musica dal vivo

Non si può steccare in un locale che propone musica dal vivo. Sarebbe paradossale. Alcuni elementi, artistici e tecnici, possono trasformare una serata anonima in una notte da applausi. Volete qualche esempio? Un palco resistente all’onda d’urto degli artisti e del pubblico; un impianto audio a prova di effetto Larsen (quei fastidiosissimi “fischi”); un sistema di luci che illumini bene la scena, ma che al contempo non surriscaldi i musicisti; una selezione artistica accurata.
Ne parliamo con Paolo Marrone, direttore artistico del Live Forum, locale all’interno del Mediolanum Forum di Assago, luogo che da vent’anni è una delle tappe obbligate dei grandi tour musicali in Italia. Il locale, aperto da un anno, si sviluppa su uno spazio di 600 mq di cui cinquanta occupati dal palco, con una capienza di circa 450 persone.
Parafrasando lo slogan del suo sponsor, quello del Live Forum è uno spazio costruito intorno al suo direttore artistico. «Da anni suono e conosco i problemi. Spie che strillano, palchi con assi traballanti, illuminazione inadeguata, mancanza di camerini, tecnici del suono dilettanti. Tutti fattori che incidono sia sulla performance sia sulla soddisfazione del pubblico. Quando i “suoni” sono sbagliati, i cachet inadeguati e non c’è un minimo di backline (la strumentazione base del locale), ne risentono sia gli artisti sia l’immagine stessa del locale».
In un Paese in cui i locali con musica live sono ormai mosche bianche, le parole di Marrone sono da sottoscrivere. Molti locali di musica dal vivo andrebbero ripensati. A cominciare dalla parte tecnica. Nel locale di Assago, alle porte di Milano, si sono affidati a tecnici del suono che hanno curato vari dettagli. Dallo studio e montaggio delle apparecchiature per la riproduzione del suono (microfoni, amplificatori, equalizzatori, diffusori) alla collocazione di microfoni e altoparlanti.
Il sistema audio principale, a marchio Rcf, è composto da due sistemi da tre amplificatori ciascuno, quattro subwoofer, sei casse spia per il monitoraggio di palco. In pratica una potenza di fuoco da 7.000 watt gestita, per mezzo di un mixer digitale da live, da un tecnico del suono professionista. Per le luci la scelta è ricaduta sui fari a led, che garantiscono almeno tre vantaggi. Intanto, il risparmio energetico, poi un tipo d’illuminazione bivalente (convenzionale e decorativa) e, da ultimo ma non per importanza, non fanno sudare chi sta sul palco. Per surriscaldare l’atmosfera ci sono altri congegni: macchine del fumo, teste mobili e laser. Il palco, oltre ad essere robusto come la norma prevede, è rivestito da una bella moquette, nera e ignifuga. Una soluzione per evitare incendi, scivoloni e batterie che scappano da sotto il batterista. «Sono convinto che per dare il massimo l’artista debba sentirsi al sicuro in ogni momento. Per esempio non ritenevo decoroso, come succede altrove, il fatto di costringere i musicisti a cambiarsi in bagno. Dietro le quinte abbiamo un doppio camerino dove gli artisti possano rilassarsi e studiare gli ultimi dettagli, prima dello spettacolo. Lo stesso vale per il backline. Mettiamo a disposizione, oltre a microfoni di qualità, una batteria e vari amplificatori per chitarra». Dalla parte tecnica, passiamo a un altro fattore determinante: la selezione dei performer. Dal Live Forum passano soprattutto artisti della scena indie rock. Un’idea strategica. «C’era una forte domanda del pubblico, ma non c’erano i locali per ospitare questo genere. Abbiamo preferito evitare le scelte comode. Tribute e cover band sono scorciatoie troppo facili. Non vogliamo gruppi juke-box, che propongono scalette da karaoke». Quella di Marrone è una scelta di campo che ha portato buoni frutti. In un anno d’attività ha messo in piedi 200 eventi con 65 serate di musica live, in cartellone dal giovedì al sabato. Sul palco si sono alternati artisti di grande valore della scena indipendente, dai The Fire alla Bud Spencer Blues Explosion, passando da personaggi unici come Bob Log III, un “one man band” che si esibisce con un casco integrale in testa e canta attraverso una cornetta del telefono. Ovviamente non tutte le serate riescono col buco. Ci sono notti in cui la pista sembra una landa desolata. Ma è un prezzo che si paga quando si vuole proporre qualità. «Di volta in volta cerchiamo di prendere accordi economici con gli artisti, o con le agenzie che li rappresentano. In alcuni casi prevediamo un cachet fisso, e se la serata va bene, aggiungiamo un bonus. In altri casi concordiamo un compenso definito. Dipende dalla situazione. Gli accordi si prendono sempre prima del concerto. Per questo preferisco incontrare gli artisti di persona». E giura di non aver mai chiesto “quanta gente mi portate?”, perché la considera una pratica avvilente, quanto troppo diffusa. Lo dice, prima che da direttore artistico, da musicista. Adotta la stessa filosofia anche nei rapporti con pittori, fotografi e scultori. Perché il locale di Assago si propone anche come spazio per l’arte, ospitando in una zona, collegata ma separata dalla zona palco, nuovi talenti. Come in occasione del Think Tank, music & art festival. Cinque giornate, in programma tra ottobre e dicembre, in cui si sono esibiti e si esibiranno oltre un centinaio di virtuosi di chitarre e pennelli.

Ristoranti – Imprese del Gusto novembre-dicembre 2010

Archivio Copertine Horeca –

News 14 Idee I gift box, idea regalo che fa gioco al ristoratore. E crea una nuova clientela. 15. Sergio Mei codifica la cucina italiana in un ricettario. 16 Cultura Nel parmense, Coppini crea un museo dedicato alla cultura dell’olio extravergine. 18 Autori La guida del Gastronauta Davide Paolini, con oltre 700 ristoranti recensiti. 20 Eventi A febbraio torna Sapore, a Rimini, l’appuntamento annuale per il settore del fuoricasa. 22 Beverage Bertagnolli festeggia i suoi 140 anni con u…

News


14 Idee I gift box, idea regalo che fa gioco al ristoratore. E crea una nuova clientela.
15. Sergio Mei codifica la cucina italiana in un ricettario.
16 Cultura Nel parmense, Coppini crea un museo dedicato alla cultura dell’olio extravergine.
18 Autori La guida del Gastronauta Davide Paolini, con oltre 700 ristoranti recensiti.
20 Eventi A febbraio torna Sapore, a Rimini, l’appuntamento annuale per il settore del fuoricasa.
22 Beverage Bertagnolli festeggia i suoi 140 anni con una nuova grappa.
42 Aziende&mercati Federalismo in cucina e variabile beer lovers.
44. Delverde riprende la corsa.
46. A vent’anni Partesa volta pagina.
56 Vino&cultura Semplicemente Uva mette in mostra i vini naturali a Milano.
57 Vino&cantine Abbinare gli spumanti, la tavola ci guadagna con il vademecum Cinzano.
58 Vino&cantine La Collina dei Ciliegi sperimenta un nuovo circuito di vendita: il club.
59 Vino&eventi Trento capitale delle bollicine.
60 Vino&web Internet per comunicare e vendere. Il Gastronauta
9 DIBATTITO Secondo Davide Paolini la dieta mediterranea non va confusa con i molteplici valori delle cucine regionali italiane.
Ristorazione 
2011, customer satisfaction

Da un’indagine SWG sulle attese dei clienti, le linee guida per affrontare le sfide per il nuovo anno.
26 Formula bio ristorante
Da Biogusto a Roma tutto è “home made” e la proposta è integralmente biologica, con tanto di certificazione.
30 Formula polifunzionale
A Torino, IngrossoMinuto cambia proposta lungo la giornata. A partire dalle torte casalinghe per colazione e merenda, fino alle cene a tema.
Fare impresa
33 Tendenze: puntare su un tema Le cene clandestine da espediente si sono trasformate in moda e tendenza e insegnano che la voglia di novità e imprevedibilità dell’evento fanno breccia nei consumatori. Una indicazione per tutti.
34 Perché motivare i collaboratori La leadership nasce dalla capacità di gestire lo staff e stabilire un clima aziendale favorevole allo sviluppo del business.
36 Attenzione! Allergie in aumento Sono 6 milioni gli italiani che manifestano reazioni allergiche a certi alimenti. Per loro, un menu ben studiato da un dietologo, stoviglie dedicate e un cameriere adeguatamente formato.
38 Cibi conservati, scegliere bene Quali le differenze tra sottovuoto, surgelato e atmosfera modificata? I vantaggi per i ristoratori per orientarsi negli approvvigionamenti.
40 Ristrutturazioni, arriva la Scia Procedure più snelle, tempi più rapidi per i piccoli interventi strutturali di rinnovo dei locali. Anche per le zone paesaggistiche. Made in Italy
48 Pasta faidate, parola di chef Alfonso Caputo, due stelle Michelin, racconta come alla Taverna del Capitano si producono spaghetti e linguine.
50 Gaja, consigli per la ripresa Nell’intervista con Ristoranti Angelo Gaja indica alcune priorità per il mondo del vino e delle eccellenze alimentari
52 Chiarli, tutto sul Lambrusco Le bollicine rosse sono la missione di Cantina Chiarli. Che ora le propone anche in versione rosé brut. Già premiato.
63 Dossier: sostenibilità & competitività Etica e business non sono più in antitesi, ma sempre più integrati nella gestione delle imprese. E anche per i consumatori la responsabilità sociale d’impresa è un requisito utilizzato per orientare le scelte
Drink List
69 Per la tavola delle feste
Questo mese le nostre proposte sono ampie, per aiutarvi ad affrontare con successo le occasioni e le ricorrenze di fine anno.
70 Cocktail pre e after dinner Dal contest Diageo Reserve Word Class i drink dei bartender più talentuosi.
72 Bollicine per tutti i gusti Un assortimento ideale di spumanti: rosé da aperitivi o pesce, metodi classici a tutto pasto, Champagne. E cinque premium.
76 Selezione in rosso Dalla Sicilia alla Valtellina, cinque proposte di buon livello a un prezzo perfetto.
77 Se puntate sul pesce Cinque bianchi aromatici ricchi e da invecchiamento, dai molti abbinamenti.
78 Birre speciali di Natale Edizioni speciali dagli aromi particolari, con calici dedicati e pack personalizzati.
80 E alla fine un bel premium Cinque spirit da meditazione top di gamma dai gusti intensi e aromatici.
Strumenti
84 Da chef a manager, con la tecnologia
Adottare gli strumenti di nuova generazione per sala e cucina: un salto di mentalità che fa recuperare margini.
86 Cottura: processi a confronto Rispetto al forno statico il forno trivalente e il sottovuoto dimostrano più efficienza. Facciamo un esempio.
88 Comanda facile con iPratico Un software gestionale facile e intuitivo che “gira” su iPod e iPad. Tutto italiano.
90 Rame e ceramica coppia solida La capacità termica del rame e l’antiaderenza della ceramica nella nuova linea di pentole Copper Ceramik Baldassare Agnelli. Food&Beverage
92 L’alta resa dell’agnello britannico Aninali allevati al pascolo, calo in cottura minimo, tagli innovativi. Li propone Longino&Cardenal.
94 Farina performante di Molino Pasini Una farina ottenuta da macinazione di grano tenero italiano, ideale per la pasta fresca fatta a mano.

Bargiornale novembre 2010

Archivio copertine Horeca –

Localicase history 12    Live Forum, Milano. Indicazioni per un palco a regola d’arte18    Bar&ristorante Oy di Torino: un take away per buongustai26    The Dubliner Pub, Mira (Ve). Locale a misura di Fidodal mondo 32    A21 lounge di Helsinki. Metà cocktail bar, metà scuola38    Just Salad di New York. L’insalata diventa glamour  tendenze&progetti 45    Fritto, Champa…

Locali
case history
12    Live Forum, Milano. Indicazioni per un palco a regola d’arte
18    Bar&ristorante Oy di Torino: un take away per buongustai
26    The Dubliner Pub, Mira (Ve). Locale a misura di Fido
dal mondo
32    A21 lounge di Helsinki. Metà cocktail bar, metà scuola
38    Just Salad di New York. L’insalata diventa glamour  
tendenze&progetti
45    Fritto, Champagne e Beauty Farm. Un concept ibrido chiamato aD.oRo
48    Compasso d’Oro: in gara anche oggetti di Food Design
attività
50    Requisiti per le nuove aperture. La parola alle associazioni
58    Come sfruttare la regalistica per far fruttare il vostro caffè
64    Speakeasy, Roma. Club segreto per mixologist e appassionati
tecnologia
68    Gestire il bar con l’iPhone o l’iPad. Si può fare grazie a iPratico
giochi&scommesse
72    Vìdeolottery, bar e ristorante. La formula dei Wincity
76    Reti Amiche più diffusi nei tabaccai con l’ingresso di Sisal
78    Battaglia aperta, a colpi di ordinanze, tra sindaci e slot la dispensa del gastronauta 84  protagonisti 86  il cliente misterioso 88
Professione
norme&fisco
91 Ristrutturare diventa più semplice e veloce
93 Iter più veloci per ottenere l’autorizzazione a piccoli lavori di ampliamento
94 Il Fondo di garanzia apre a nuovi confidi
96 Videolottery vietate nei pubblici esercizi
98 Per i tabaccai arriva il corso di idoneità
100 Servire liquori contraffatti? Un reato penale
gestione
102 Come valutare costi e ricavi di un dehors
104 Miniguida alla scelta del gestore telefonico
106 L’energia pulita, scelta utile e redditizia
107 Una carta di credito targata Confcommercio
108 Fate un check up alla vostra attività
110 Consigli per personalizzare l’offerta food
111 Barrissimo premia con i corsi Bar University
prodotti
112 Cioccolatiere e prodotti per servire la cioccolata in tazza
118 Vini rossi buoni per l’aperitivo
120 Le Limited Edition per il Natale
ricettario
124 Idee per preparare piatti e drink a base di fiori. Il caso di Spello
128 Arriva il nuovo pane MezzoSale. Per chi deve limitare il sodio
130 l’angolo del caffè  
132 birra&co   
134 vini al bar  
136 drink da raccontare   
138 letti al bar
Imprese & mercati
top management
140 Matteo Lunelli, ad del gruppo Lunelli, racconta come con la mescita delle bollicine si possa creare un business interessante
144 Moreno Portioli, numero uno della Torrefazione Portioli, spiega le ragioni della crescita
zoom
148 Come sono cambiate le abitudini di consumo degli italiani
aziende
150 Viaggio nei segreti produttivi del gin Bombay Sapphire
152 Diemme Caffè lancia un linea di eco gadget fai da te
155 giù il cappello 
156 agenda   
158 annunci   
159 indirizzi


Cantine professionali NEVADA, conservare il vino ad arte

Attrezzature –

Le cantine professionali per vino NEVADA rappresentano la migliore risposta alle esigenze di coloro che amano il vino per passione o professione.

Una scalata a colpi di flûte

Top management –

La famiglia Lunelli, dopo aver portato Ferrari ai vertici nazionali, punta a farne un brand globale. Continuando a puntare sui bar e sulle potenzialità della mescita. Intervista a Matteo Lunelli, ad del gruppo

Per ogni generazione c’è una nuova sfida da affrontare. In casa Lunelli, la famiglia che guida da oltre mezzo secolo la crescita delle Cantine Ferrari, questa legge non scritta è una realtà. Bruno Lunelli, il capostipite, ha rilevato la cantina dal suo fondatore, Giulio Ferrari, è l’ha trasformata da un micro produttore d’eccellenza a un’azienda da oltre centomila bottiglie. I tre figli Mauro, Franco e Gino, oltre ad avere portato Ferrari alla leadership di mercato, ci hanno costruito attorno un gruppo dell’eccellenza del bere, affiancando al Trento Doc la grappa Segnana, l’acqua Surgiva e i vini Lunelli. Per i nipoti Matteo, Marcello e Camilla, oggi ai vertici del gruppo, la sfida è far diventare Ferrari un brand globale, che simboleggi lo stile di vita italiano. Ma Matteo Lunelli, l’alfiere di questa nuova sfida, resta con i piedi ben piantati in Trentino e in Italia, di gran lunga il mercato principale per Ferrari. Dimostrando una profonda conoscenza e un’altissima considerazione per il canale bar.

Ferrari è una presenza storica nell’horeca. Che peso ha per voi il canale bar?

In termini di volumi è il più importante. Ed è quello in cui la nostra leadership è più consolidata: a fronte di una quota di mercato nel segmento metodo classico del 25%, infatti, Ferrari nel canale bar supera il 30%. La nostra penetrazione è omogenea, dal Trentino alla Sicilia. Per noi la mescita è di importanza strategica: ogni flûte è un contatto. Le migliaia di clienti che bevono Ferrari al bar per noi diventano altrettanti ambasciatori del nostro prodotto. Molti gestori di locali hanno saputo costruire sulla mescita un grande business. Diversi di loro hanno un legame con la famiglia Lunelli e con il brand che dura da oltre vent’anni. Ci vengono a trovare e noi li coinvolgiamo in un “percorso del bello e del buono” che comprende, oltre alle cantine, anche Villa Margon, la nostra sede di rappresentanza, e la Locanda Margon, il ristorante di casa Ferrari. Sono momenti da cui spesso nascono nuove opportunità sia per noi sia per i gestori che, conoscendo meglio il nostro mondo, riescono a trasmetterlo anche al cliente. Il quale, oltre a essere più curioso, è anche disponibile a pagare un prezzo più alto se gli si fa percepire con chiarezza la qualità di ciò che gli si propone.

Quali sono le opportunità ancora non pienamente sfruttate dai gestori di locali?
La mescita ha ancora un grande spazio di crescita, soprattutto al momento dell’aperitivo. E per i locali che consumano grandi volumi, la Magnum è un formato che esalta sia l’aspetto scenografico ed emozionale, sia la qualità del prodotto.

E i prodotti su cui puntare?

Partiamo con una premessa. Ferrari ha una linea esclusivamente dedicata all’horeca fatta tutta da prodotti di eccellenza. Il concetto di seconda linea, per noi, non esiste.
Detto questo, per la mescita il nostro best seller è il Maximum Brut, di cui abbiamo appena rinnovato la veste grafica. Poi c’è il Perlé millesimato, una vera icona dello stile Ferrari. Ma sta trovando sempre più spazio anche il Rosé, magari proposto all’aperitivo in abbinata con i salumi.

Con Ferrari Spazio Bollicine siete diventati anche gestori di locali...

Li abbiamo aperti in grandi località turistiche, come Porto Cervo o Madonna di Campiglio, con due obiettivi. Il primo è far conoscere il Ferrari ai turisti stranieri che vengono in Italia, primo passo per poi andarlo a proporre a casa loro. Il secondo è quello di avere degli spazi di sperimentazione che ci consentano di conoscere meglio il canale e le sue esigenze per portare con più competenza ai nostri clienti gestori un valore aggiunto fatto di idee e proposte innovative.

Come personalizzare l’offerta food

Bar University –

Utilizzando in maniera intelligente i molteplici semilavorati messi a disposizione dall’industria (spesso poco conosciuti), è possibile creare – con costi contenuti – un menu in grado di differenziare il vostro locale

Differenziarsi, per qualunque tipo di locale, è un’esigenza primaria, vista la concorrenza sempre più agguerrita da fronteggiare. Farlo senza eccessiva fatica e, soprattutto, senza spendere troppo non è semplice. Ma qualche buon trucco c’è, come racconta Oscar Cavallera negli ultimi corsi di Bar University: «Uno dei modi più semplici e più efficaci per differenziarsi - spiega il direttore della scuola di formazione di Bargiornale - è quello di mettere a punto un’offerta food personalizzata. Un modo per farlo a costi davvero contenuti è quello di utilizzare con intelligenza e fantasia i molti semilavorati e preparati messi a disposizione dall’industria». Una strada che i gelatieri, per esempio, hanno intrapreso da tempo, usando topping e granelle per arricchire e personalizzare i propri gelati. «Ma anche qui si può fare di meglio - spiega Cavallera -. Per esempio si potrebbe, in stagione, proporre il gusto pesca con l’amaretto piemontese: un modo per differenziarsi rifacendosi alla tradizione».

Tartellette e minipanini

Due prodotti capaci di offrire ampie possibilità di personalizzazione sono le basi per crostatine (dolci e salate) e i minipanini surgelati: «Le prime permettono di fare tartellette di qualunque tipo, capaci di coprire tutti i momenti di consumo: a colazione si possono farcire con le marmellate di stagione, a merenda con la Nutella (per i bambini), a pranzo con mozzarella e pomodoro. I minipanini permettono, invece, di offrire assaggi diversi, creando così un’esperienza di consumo».
Saper stupire è una delle chiavi per conquistare il cliente: «Si può fare anche con poco - spiega Cavallera -. Per esempio servendo le insalate all’interno dei cestini di sfoglia, che si acquistano pronti, e magari guarnendole con la frutta disidratata. Oppure realizzando dei semplici tris (vedi foto in alto) utilizzando minipanini ai diversi sapori».

L'industria? Un buon aiuto

Nei cataloghi messi a punto dalle industrie fornitrici di prodotti alimentari sono spesso presenti una serie di semilavorati perfetti per consentire ai locali di creare una propria offerta distintiva a costi davvero contenuti. Gli esempi non mancano: dalle tartellette dolci e salate da farcire a piacere, ai minipanini surgelati disponibili in diverse ricette (al sesamo, ai semi di coriandolo ecc.), ai più classici toppinge granelle utilizzate per
la decorazione dei dolci o dei gelati.

Con iPhone e iPad si gestisce il bar

Tecnologia –

Golden Service lancia iPratico, il primo gestionale per locali nato come applicazione dei prodotti Apple

Essere all’ultimo grido e risparmiare un sacco di soldi sono due obiettivi che molto raramente vanno di pari passo: iPratico è l’eccezione che conferma la regola. Si tratta di un gestionale completo per locali e ristoranti, messo a punto dalla Golden Service di Lecco, realizzato per essere usato sui dispositivi Apple, ovvero i popolarissimi iPhone, iPod e iPad. «Vent’anni fa - racconta con orgoglio Domenico Palmisani, ceo di Golden Service - siamo stati i primi in Italia a realizzare un gestionale per la ristorazione che girasse su Windows. Oggi, invece, siamo la prima azienda al mondo ad avere messo a punto un gestionale validato dalla stessa Apple e acquistabile su Apple Store».
iPratico unisce all’estrema semplicità d’uso caratteristica del mondo Apple un sensibile risparmio di costi per chi lo adotta. «Il risparmio - spiega Palmisani - è duplice: nel costo del gestionale, decisamente inferiore a quelli presenti sul mercato (meno di 800 euro per due postazioni), ma soprattutto nel costo degli strumenti necessari per utilizzarlo. Al posto del computer in cassa si usa un iPad, al posto dei palmari l’iPhone o addirittura un iPod touch. L’iPad costa 499 euro, l’iPod touch 239 - ma noi ne abbiamo anche a 194 euro -. Altro che 1.500 euro per un pc e almeno 600 euro per un palmare...». Con iPratico basta mettere in mano un iPod a ogni cameriere e un iPad in cassa e il gioco è fatto. Senza contare che, rispetto ai gestionali “classici”, i Pratico presenta una serie di funzionalità in più.

Il principale vantaggio di iPratico è che gira su strumenti che, a locale chiuso, il titolare può tranquillamente portarsi a casa, magari per controllare con calma i conti della serata, verificare la produttività dei dipendenti e fare gli ordini per il magazzino (tutto lo storico viene caricato su un sito, accessibile 24 ore al giorno tramite password, che ha la funzione di back office).

Poi ci sono gli “effetti speciali” per stupire il cliente e offrirgli un’esperienza più coinvolgente: dalla possibilità di inserire, oltre alle foto delle preparazioni, anche le video ricette da mostrare ai commensali al momento dell’ordine (chi è pratico, può tranquillamente farsi il proprio filmato con l’iPad e poi caricarlo su iPratico) a quella di inviarle via bluetooth direttamente sull’iPhone del cliente. Tra le tante possibilità offerte, anche quella di mandare ai clienti con iPhone l’intero menu da consultare. Ma gli appassionati di iPad & co sapranno sicuramente inventarne di sempre nuove.

css.php