Home Blog Pagina 78

DiBaldo, gli spirits dell’Alchimista dei Sensi

DiBaldo apertura
Sinfonie di aromi e botaniche ricercate caratterizzano l’offerta vermouth, bitter, aperitivi e gin firmati dal marchio creato dal master blender e alchimista dei sensi Baldo Baldinini. Prodotti che fondono tradizione e innovazione, regalando un'esperienza sensoriale unica

Melodie olfattive, è così che si possono descrivere le creazioni firmate DiBaldo Spirits, realtà italiana con la missione di riscrivere il mondo della liquoreria attraverso l’esaltazione del gusto e dell’olfatto e diventata in breve tempo punto di riferimento nella produzione di spirits per gli intenditori e per chi cerca un'esperienza sensoriale distintiva.

A fondarla, nel 2014, Baldo Baldinini, “naso” tra i più prestigiosi della scena internazionale, master blender, miscelatore e, soprattutto, alchimista dei sensi, che ha voluto coniugare la sua passione per la ricerca di pregiate e rare botaniche provenienti da tutto il mondo con la distillazione per dare vita a prodotti in grado di regalare a ogni sorso e alle creazioni dei bartender un viaggio dei sensi indimenticabile.

Un laboratorio molto speciale

Gli spirits di DiBaldo sono concepiti come veri e propri prodotti sartoriali di Alchimia aromatica. Cuore della ricerca e della produzione è l’Olfattorio, situato presso la Tenuta Saiano, sui colli di Montebello nella suggestiva Valmarecchia, in provincia di Rimini. Uno speciale laboratorio, e insieme una banca dati unica, dove Baldinini, instancabile esploratore del mondo aromatico, custodisce oltre 50.000 essenze, tinture, estratti, olii essenziali, alcolati, idrolati, botaniche officinali, spezie. Essenze tutte naturali, realizzate con pregiate e rare botaniche provenienti da tutto il mondo, che Baldinini combina sapientemente, sfruttando il suo naso sopraffino e un palato che sviluppa nuove armonie di aromi e sapori. Un processo di alchimia sensoriale, dove aromi e sapori vanno a comporre originali quanto intriganti esperienze multisensoriali dal gusto innovativo.

Sette specialità per bartender e intenditori

L’offerta DiBaldo conta al momento sette etichette, un vermouth, un bitter e un aperitivo, a base di vino, e quattro gin, tutti pluripremiati nei principali concorsi internazionali (cento i riconoscimenti conquistati finora) e realizzati con processi produttivi speciali e innovativi, senza uso di additivi chimici, coloranti artificiali, caramello e zuccheri bruciati.

Prodotti di alta qualità, frutto di ricette scritte su un pentagramma e tenute rigorosamente segrete, dall’eccezionale impatto aromatico e ideali da proporre sia lisci sia in miscelazione. Dal colore rosso rubino, dato dalla base di vino rosso dell’Emilia-Romagna, 721 Vermouth (alc 17,5% in vol) è un “vermouth fuori dai binari”, con la sua originale struttura aromatica, caratterizzata da un’esplosione floreale di rosa damascena, frutti rossi e spezie dolci.

Un vino bianco della stessa regione è la base del complesso e mediterraneo Un Bitter (alc 21% in vol), che porta con sé il profumo dei fiori d’arancio e delle scorze candite fresche, seguito da sentori di liquirizia dolce e rabarbaro fresco, fiori moscati e macis, mentre al palato presenta il gusto avvolgente dell’arancio, che prosegue note morbide di cannella ed erbe amare.

Aperitivo BBB (alc 21,5% in vol) è invece il frutto dell’infusione in vino bianco delle Marche di rare botaniche e spezie e si apre con il profumo fresco e avvolgente di zagare candite che introduce il bouquet caldo, elegante, ricco di originali sfumature piccanti che prolungano il piacere del delicato gusto amaricante di questo prodotto.

Non meno intriganti e raffinati i quattro distillati, tutti distilled gin (alc 45% in vol). Paracelso, dal gusto vivace e agrumato, con le sue note di scorze di agrumi e spezie, e dall’elegante e delicata freschezza. L’ancora più complesso Nostradamus, dal profilo aromatico floreale e mediterraneo e ricco di note calde che seducono il palato. Gin Oro AU 79, un dry gin allo zafferano, che dà il suo colore al prodotto, dal gusto delicato che offre un viaggio aromatico lungo la via della Seta, dalle coste del Mediterraneo fino agli esotici panorami dell’Oriente. E Ag 107,86, altro dry gin dai sentori balsamici di ginepro selvatico, fiori della macchia mediterranea e accordi di spezie e scorze di agrumi.

EVOLIO Expo, a Bari dal 30 gennaio al 1 febbraio per scoprire la filiera olivicolo-olearia italiana

Si tiene a Bari presso la fiera del Levante dal 30 gennaio al 1 febbraio EVOLIO Expo, la prima fiera internazionale B2B dove incontrare i migliori produttori di olio EVO provenienti da tutta Italia e dal Mediterraneo.

Con ben 619 mila imprese olivicole, 4.327 frantoi e +63% di esportazioni nel primo semestre 2024, il settore si conferma strategico per l'economia italiana*.

EVOLIO Expo ha l’obiettivo di agevolare l’incontro tra produttori di olio EVO e acquirenti professionali, sviluppando i rapporti commerciali e la condivisione delle esperienze di tutti gli attori della filiera olivicolo-olearia.

A EVOLIO Expo entrerai in contatto con i produttori di olio EVO e potrai partecipare agli innumerevoli momenti formativi in programma su qualità e controllo del prodotto, conoscenza e storia, sostenibilità, oli monovarietali, olio-turismo, EVO-health, stato dell’arte della distribuzione nella GDO, panel test.

Se sei:

  • Responsabile acquisti e di prodotto proveniente dalla GDO
  • Responsabile acquisti e di prodotto del settore Ho.Re.Ca.
  • Professionista del fuori casa che utilizza e promuove Olio Evo (chef, ristoratori)
  • Responsabile import/export di aziende di distribuzione e vendita
  • Proprietario di un ristorante
  • Degustatore professionista

PARTECIPA PER INCONTRARE I MIGLIORI PRODUTTORI DI OLIO EVO!

CLICCA QUI E RICHIEDI INFORMAZIONI

*Dati riferiti al Censimento Agricoltura 2020; Ismea su dati Agea; Fonte: ISMEA - tendenze e dinamiche recenti olio d’oliva – settembre 2024 Istat

 

 

Panna spray protagonista della Sweeet&Shake Cup: manda la tua ricetta entro l’1 dicembre

Torna il concorso di Debic e Bargiornale con in palio un corso di formazione del valore di 500 euro. Previste due categorie: Coffee mix e Twist on classics. Finale al Sigep domenica 19 gennaio 2025. Manda la tua ricetta entro l’1 dicembre

Sweet&Shake Cup, il concorso organizzato da Debic in collaborazione con Bargiornale per promuovere l'utilizzo della panna in caffetteria e in miscelazione, quest'anno raddoppia e mette al centro la panna spray, vera protagonista dell'edizione 2024 (la sesta!).

Saranno infatti due le categorie in cui si suddivide la sfida, riservata ai professionisti del fuori casa, siano baristi, bartender, pasticceri o chef, purché domiciliati in Italia:

  1. Coffee mix: bevanda originale a base caffè.
  2. Twist on classics: rivisitazione di una ricetta di cocktail classica, alcolica o analcolica.

SCOPRI IL REGOLAMENTO

Per entrambe le preparazioni sarà necessario inserire nella ricetta (e valorizzare) la Panna Spray Debic, zuccherata o non zuccherata.

INVIA LA TUA RICETTA

Ogni concorrente potrà proporre fino a tre diverse ricette, che andranno inviate entro l'1 dicembre.

La ricetta dovrà contenere un massimo di cinque ingredienti, con un massimo di tre home made che dovranno essere dettagliatamente descritti e di facile replicabilità; eventuali decorazioni non sono conteggiate come ingredienti.

Originalità della ricetta, valorizzazione  dell’ingrediente Panna Spray nella ricetta, eventuale presenza di Panna Prima Blanca Debic e/o di Panna Culinaire Original Debic tra gli ingredienti e idea di servizio i criteri con cui verranno selezionate le ricette che parteciperanno alla finale del concorso.

Finale al Sigep: in palio un percorso formativo

Tra tutte le ricette candidate, un gruppo di esperti di Bargiornale e Debic selezionerà le sei ricette (tre per la categoria Coffee Mix, tre per la categoria Twist on Classics) che si contenderanno la vittoria nel corso della finale, in programma al Sigep domenica 19 gennaio 2025.

I due vincitori, uno per categoria, potranno costruirsi un percorso personalizzato di formazione sul caffè del valore di 500 euro ciascuno da usufruire in una primaria Scuola di formazione sul caffè.

SCOPRI IL REGOLAMENTO

INVIA LA TUA RICETTA

 

Carpigiani alla Mostra “L’Italia dei Brevetti” con l’Autogelatiera

Alla mostra “L’Italia dei Brevetti”, Carpigiani espone il brevetto dell’Autogelatiera del 1946, simbolo dell’innovazione che ha rivoluzionato il gelato

C'è anche l'Autogelatiera del 1946 di Bruto e Poerio Carpigiani in mostra nell'ambito de "L’Italia dei Brevetti: invenzioni e innovazioni di successo". La mostra, voluta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Palazzo Piacentini, sarà aperta fino a marzo 2025. L'occasione è la celebrazione dei 140 anni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e i 550 anni dello Statuto dei Brevetti della Repubblica di Venezia. La macchina dei fratelli Carpigiani è una delle oltre 100 invenzioni selezionate per rappresentare l’eccellenza italiana.


L’Autogelatiera: innovazione e rivoluzione

L’Autogelatiera, brevettata da Bruto e Poerio Carpigiani nel 1946, rappresentò una svolta nel settore. La macchina introduceva, infatti, un meccanismo ermetico per evitare contaminazioni e una spatola elicoidale rotativa per garantire una miscela omogenea e un processo continuo. Innovativo anche il profilo raschiante, progettato per migliorare il raffreddamento e la cristallizzazione del gelato. Con il suo design compatto e il colore distintivo chiamato "Crema bolognese”, la macchina era perfetta per l’esposizione nei negozi, aprendo nuove opportunità commerciali nel mondo della gelateria.

Autogelatiera Carpigiani


Dalla Tradizione alla Leadership Globale

Grazie all’Autogelatiera, Carpigiani ha avviato una crescita inarrestabile, trasformandosi in leader globale. L’azienda opera oggi in oltre 110 mercati e supporta il settore con innovazione e formazione. Non è un caso che la Gelato University formi migliaia di professionisti ogni anno. Questa combinazione di tecnologia e cultura ha consolidato Carpigiani come punto di riferimento nel mondo del gelato artigianale, portando avanti una tradizione di eccellenza italiana.


L’Autogelatiera: Icona del Gelato e dell’Innovazione

La presenza dell’Autogelatiera alla mostra celebra il suo impatto storico e tecnologico. Grazie a questa macchina, il gelato è diventato un prodotto più accessibile, igienico e di qualità superiore. Carpigiani, con il suo brevetto del 1946, ha dimostrato come l’innovazione possa trasformare un’intera industria, portando il gelato artigianale italiano a essere un simbolo globale di tradizione e modernità.

Gian Maria Ciardulli conquista il terzo Maldon Salt Cocktail Contest

Gian Maria Ciardulli, vincitore della terza edizione Maldon Salt Cocktail Contest 2024
Insieme con le spezie Montosco, Sale Maldon è stato il protagonista dell'omonimo concorso dedicato all'utilizzo del pregiato sale cristallino inglese sia nelle ricette sia nelle guarnizioni dei cocktail.

Dopo Matteo Cassan (Perugia, 2022) e Luca Goracci (Roma, 2023) Gian Maria Ciardulli si aggiudica la terza edizione del 1882 Maldon Salt Cocktail Contest con il cocktail Maldon Spicy N°3, gara svoltasi il 19 novembre presso presso il bar ristorante Temakinho Milano Magenta di (via Boccaccio, 4).

Nato nel 2012, Temakinho è il nome di una catena di 14 locali (6 a Milano, 5 a Roma, uno a Bologna, Firenze e Lione-Francia) che, in ambientazioni tropicali, fondono le tradizioni gastronomiche giapponesi nikkei con quelle brasiliane. Vista l'ampia metratura media, spesso vi si tengono party, eventi aziendali e live music.

L'evento è stato organizzato da Montosco, brand di spezie e salse di La Collina Toscana Spa, importatore esclusivo del Sale Maldon per l’Italia, in collaborazione con Planet One, azienda di formazione e consulenza nel settore food & beverage da oltre 30 anni.

La competizione ha visto la partecipazione di 15 talentuosi bartender e barlady, suddivisi in due categorie: Grandi Classici (mattina) e New Era (pomeriggio).

Grandi Classici (varianti di cocktail famosi):
Alessandro MIone
Andrea Scapazzoni
Andrea Legrottaglie
Gian Maria Ciardulli
Diego D'Angelo
Camilla Scotti
Simone Francia.

I finalisti della categoria Grandi Classici

New Era (cocktail a basso contenuto alcolico):
Alessio Rivarola
Vasile Vidrasco
Valentina Esposito
Andrea Mango
Gherardo Walder
Tiziano Zanoboni
Artem Cherepynskyy.
Emanuel Giuliano

I finalisti della categoria New Era

Durante l'intera giornata, i finalisti si sono sfidati con grande passione, presentando le loro creazioni selezionate in fase di iscrizione.

A giudicare le loro performance quattro figure di spicco della mixology italiana (e non solo):
Marianna Di Leo, salernitana di nascita e brand ambassador di Espolòn Tequila (Campari Group).
Daniele Gentili, mixologist presso ORO Whisky Bar a Roma e Bar Staff Endorsement Marketing Specialist per Red Bull.
Andrea Castellari, 30 anni di esperienza nel settore, creatore e head bartender di numerosi locali milanesi e attualmente titolare del Zizania cocktail bar di Milano.
Terry Monroe, esperta alchemist barlady e titolare del locale Opera 33 di Milano, da cui è nato Speziology, un laboratorio delle spezie che offre consulenze e formazione per bartender e bar. Autrice del recente libro Cromococktail, la chimica del colore nella miscelazione contemporanea (Hoepli Editore).


Dopo un'attenta valutazione, la giuria ha selezionato quattro ricette (due per categoria) che hanno ottenuto l'accesso diretto alla finale serale.
Quattro i superfinalisti:
Gian Maria Ciardulli
Simone Francia
Andrea Mango
Artem Cherepynskyy

Durante questa fase, i concorrenti hanno dovuto dimostrare la propria creatività, realizzando un cocktail ispirato al tema nippo-brasiliano, in perfetta sintonia con la location dell'evento. Hanno avuto a disposizione una mistery box contenente Sale Maldon Originale (Sea Salt Flakes), Smoked (Smoked Sea Salt) e al Peperoncino (Chilli Sea Salt), oltre a un paniere di ingredienti misti.

Sale Maldon è un sale marino particolare, ottenuto dalle storiche saline romane accanto alle rive del fiume Blackwater (Essex, contea orientale dell'Inghilterra), di tipo cristallino a scaglie, a basso contenuto di magnesio, dal sapore ricco e delicato.

L'unica regola del contest è rendere il Sale Maldon il protagonista indiscusso del drink.

Alla fine, la giuria ha incoronato Gian Maria Ciardulli come vincitore che, grazie al suo originale cocktail realizzato al momento con la mistery box, ha saputo esaltare i sapori unici del Sale Maldon in modo innovativo e sorprendente.

Maldon Spicy N°3
di Gian Maria Ciardulli,  Donna di Cuori Cocktail Bar, Cecina (Livorno)
Ingredienti
6 cl cachaça
4,5 cl cordial mix home made al passion fruit, yuzu, Sale Maldon Smoked, polvere di arancia Montosco
addensante vegano a gocce
top Soda al Pompelmo Rosa
Preparazione
Shake & strain, versare in tumbler alto su cubi di ghiaccio, guarnito con crustas di Sale Maldon Smoked, spolverata di Sale Maldon Chilli, top di aria con mix di Spezie Montosco (pomodoro, limone, salvia) su cui posare una sfoglia di corallo viola, insieme con cannuucce edibili al limone e cacao. Gaming finale con profumo al rosmarino e/o fiori giapponesi. Abbinato a una soluzione salina a base di Sale Maldon Smmokey, insieme con una campana tibetana per il sound.

«Sono particolarmente contento di questo prestigioso riconoscimento - ha affermato il vincitore Gian Maria Ciardulli - un riconoscimento che viene da una specialissima giuria di esperti di settore, con due prestazioni realizzate in un'atmosfera di grande partecipazione corale di tutti i finalisti. Per la categoria Grandi Classici ho presentato un twist del Gimlet, non in coppetta ma in versione on the roiks miscelando il gin con un cordiale alcolico ai 5 agrumi con Sale Maldon Smokey. In ogni caso ho voluto preparare un drink da meditazione, esaltando l'abbinamento giallo-viola secondo il terzo chakra e le tre consistenze di Sale Maldon».

Sotto la supervisione di Sabrina Bocci, Marketing Manager Montosco, alla perfetta riuscita dell'evento hanno collaborato, tra gli altri, la bar manager Martina Salvetti, Francesca Bucari (responsabile progetto di Planet One) e Marianna Giordano, direttrice di Temakinho Milano Magenta.

Il gin e i vermouth di Elena Spirits new entry nel catalogo di Spirits&Colori

Elena Spirits
Rispetto per la tradizione, solide radici nel territorio, quello delle Langhe, e tanta sperimentazione la filosofia alla base dei prodotti Elena Spirits, nuovo progetto di Elena Penna e Luca Currado Vietti, nomi noti del mondo vinicolo, ora distribuiti in esclusiva dall'azienda emiliana

Nuovi arrivi nel catalogo di Spirits&Colori. A fare il suo ingresso nel portafoglio di spirit distribuiti in esclusiva dall’azienda di Reggio Emilia sono i vermouth e il gin di Elena Spirits, giovane realtà del beverage fondata da Elena Penna e Luca Currado Vietti, coppia anche nella vita, già nota per la produzione di vini di alta qualità, prima alla guida della Vietti di Castiglione Falletto (Cuneo), poi acquisita dal gruppo Krause, e quindi con Cascina Penna Currado, azienda vitivinicola da loro creata dopo l’uscita dal gruppo.

Elena Spirits è dunque un nuovo progetto della coppia, portato avanti con i figli Giulia e Michele, e come da loro tradizione tutto votato all’eccellenza. Altra caratteristica del progetto è il forte radicamento nel territorio, quello delle Langhe dove l’azienda sorge, per la precisione a Serralunga d’Alba, nell’antica cascina del XVI secolo fondata dai marchesi Falletti, nome di punta della storia del vino italiano, in quanto creatori a inizio Ottocento del Barolo, che si estende su una superficie di 2.400 mq e dotata di un sistema produttivo amico dell’ambiente.

Un dry gin langa style

La gamma di Elena Spririts entrata nel catalogo di Spirits&Colori comprende un gin e tre vermouth, tutti realizzati con materie prime locali, accuratamente selezionate, e frutto di lunghe sperimentazioni tese a coniugare tradizione e modernità.

Guardando i prodotti più nello specifico, Elena Gin (alc 42% in vol, bottiglia 700 ml) è un gin dry “Langa style”, realizzato partendo da una vecchia ricetta di famiglia. Viene preparato con 9 botaniche provenienti dalla Langa e dalle Alpi Marittime che circondano il Piemonte, raccolte a mano e senza uso di aromi ed estratti artificiali: ginepro delle Alpi Marittime, mandorlo, timo, fiori di sambuco nero di Langa, fiore di Angelica delle Alpi, menta selvatica alpina, camomilla di campo, buccia di cedro e di chinotto. Le botaniche, infuse o in percolazione, vengono distillate con l’alcol una sola volta, utilizzando un distillatore in rame del Settecento a fuoco a legna.

Al naso si presenta con una decisa nota di ginepro e con sentori di erbe aromatiche leggermente agrumate, mentre è opulento al palato, oleoso e denso, con sapore corposo e ricco dal quale emergono le note aromatiche, con un finale spaziato ed erbaceo. Di colore trasparente, leggermente fumé, è ideale da servire on the rocks per apprezzarne la pienezza al palato e l’intensità olfattiva superiore alla media, ed è perfetto per i classici cocktail a base gin e per un Gin&Tonic, in questo caso abbinato a una tonica neutra.

La tavolozza dei vermouth

Passando ai vermouth, Elena Vermouth di Torino Superiore Bianco Tim 21 (alc 18% in vol, bottiglia da 750 ml) ha una base di vino Timorasso Derthona 2021, miscelata con botaniche ed erbe piemontesi. L’uso del Timorasso, una sfida dei produttori, conferisce al prodotto particolare freschezza ed eleganza, impreziosite da note di arancia dolce, timo e vaniglia, il tutto avvolto in sfumature floreali e speziate. Dal sapore vinoso, armonioso e persistente, è ideale per essere servito on the rocks, senza aggiunte di scorze di agrumi, o come base per cocktail sofisticati.

Il Barolo Lazzarito 2019 e una parte di Roero Arneis è invece la base vino alla quale si amalgamano le botaniche, erbe e spezie naturali piemontesi, tra le quali come genziana, liquirizia e artemisia, per dare vita a Elena Vermouth di Torino Superiore Rosso Laz 19 (alc 18% in vol, bottiglia da 750 ml). Un prodotto, dal colore rosso granato, con unghia aranciata, e dal profilo sensoriale elegante e raffinato, vinoso e tannico, con una lunga persistenza speziata e un finale piacevolmente dolce, perfetto da servire con ghiaccio.

Infine, Elena Vermouth di Torino Rosso (alc 18% in vol bottiglia da 1 l), realizzato con vini piemontesi e con l’estrazione a freddo delle spezie per tre settimane, si caratterizza per l’aroma equilibrato e raffinato, con note di chinotto, cannella e chiodi di garofano. Un vermouth versatile, sia da servire da solo, con ghiaccio, sia come ingrediente da miscelazione per la preparazione di classici come Negroni e Manhattan.

Finale Coffee Grinder Championship tra gusto cultura e benessere

Finale Master Coffee Grinder Championship 2024
Il pomeriggio di domenica 24 novembre presso Ecosistema si preannuncia denso di interesse, guidato dall’infaticabile ideatore della competizione, Fabio Verona.

La finale del Master Coffee Grinder Championship 2024 si svolge nel cuore di Milano, presso Ecosistema, in via Giardino 5, domenica 24 novembre a cominciare dalle 16,30. 

Come sempre tutti gli appassionati di caffè e gli operatori di settore sono invitati ad assistere a una competizione che è sempre appassionante e che vedrà sfidarsi i finalisti Ilaria Anna Izzo, Fabio Ferrara, Diletta Sisti, Nadia Giacomelli, Iuri Grandini e Giuseppe Fiorini. 

A valutari con grande professionalità ci penserà il dream team judge della competizione composto da Luca Ventriglia, capo giuria, Luca Bernardoni e Luigi Pillitu (giuria sensoriale) e Simone Previati per la giuria tecnica. 

A guidare la giornata ci penserà l’ideatore della competizione e “padrone di casa” Fabio Verona,  docente Iiac, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto, di cui i primi tre classificati riceveranno una copia omaggio.

Come sempre la prova della durata di 15 minuti, vede impegnati i concorrenti nell’ottenere in tazza un espresso dal profilo sensoriale il più aderente possibile a quello descritto dal torrefattore sponsor della tappa, ovvero Bloom Specialty Coffee, attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose, accompagnati da assaggi di verifica. 

Sarà un pomeriggio diverso all’insegna del gusto, con la possibilità di assaggiare il caffè di Bloom Specialty Coffee, degusatre il sun-dried gin, primo gin al mondo realizzato con la cascara, il liquore SVN Senses al cui interno si trova caffè Mama proveniente dal Rwanda, il liquore vinoso e il bitter delle valli cuneesi firmati F.M. Corona. 

Al termine, vi sarà un aperitivo realizzato dal pluri campione italiano di Coffee in Good Spirits del circuito Sca, Francesco Corona, accompagnati da specialità di Ecooking World.

I convenuti potranno inoltre conoscere e confrontarsi con i referenti degli sponsor dell’evento e le attrezzature e apparecchiature messe a disposizione, a cominciare con il macinacaffè Atom W75 dotato della tecnologia Grind by Weight di Eureka Grinders, la macchina espresso Studio di Dalla Corte, i prodotti per la pulizia di Pulycaff, i sistemi di filtrazione dell’acqua di Brita, le tazze di Ipa porcellane, le attrezzature di Dvg Coffee, filtri e doccette di Ims Filtri, le macine da caffè di Keber.

Posti sono limitati, è suggerito prenotarsi a catering@ecookingworld.com 

Ecosistema Milano è il nuovo spazio multifunzionale nel cuore della città, nato per offrire un’esperienza immersiva che unisce benessere, design, nutrizione e consapevolezza. Fondato dai fratelli Luca e Luigi Cassago, è un ambiente d'ispirazione dove ogni evento, spazio e proposta è pensata per nutrire il corpo, la mente e lo spirito attraverso i quattro elementi della natura: Aria, Acqua, Fuoco e Terra.

Gin Tabar Pera dell’Emilia-Romagna Igp, la nuova limited edition di Casoni

tabar gin pera Igp
Realizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia-Romagna Igp, la nuova referenza unisce ai sentori di ginepro l'elegante dolcezza del frutto, eccellenza del territorio dove lostorico liquorificio è nato e opera dal 1814

Casoni firma una nuova versione di Gin Tabar. La linea del distillato premium, nata nel 2017 con il lancio di Gin Tabar Classico, seguito nel 2023 da Gin Tabar Bergamotto (leggi Tabar Bergamotto, il nuovo gin di Casoni) e poi da Gin Tabar Ciliegia di Vignola Igp (leggi Casoni avvia la raccolta di Ciliegia di Vignola Igp per Tabàr Premium Gin) si arricchisce ora della referenza in edizione limitata Gin Tabar Pera dell'Emilia-Romagna Igp.

Realizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia-Romagna Igp, l’ultimo nato vuole sottolineare il profondo legame tra l’azienda e il territorio emiliano, dove l’antico opificio Casoni è nato e continua a operare dal 1814. A caratterizzare il nuovo gin è un’eccellenza regionale, la pera, in questo specifico della varietà Williams, una delle otto coperte dall’Indicazione geografica tipica, dalla polpa bianchissima, dolce e particolarmente succosa e profumata.

Un lungo processo di lavorazione

Gin Tabar Pera ER IGP
Gin Tabar Pera dell'Emilia-Romagna Igp

Gin Tabar Pera dell'Emilia-Romagna Igp, come gli altri distillati Tabar, è un compound gin ottenuto da 6 botaniche e prodotto con un processo di lavorazione lungo e meticoloso nella storica sede di Casoni, a Finale Emilia, nella Bassa modenese. Qui le pere vengono messe in infusione in alcol per 5 giorni e scaldate a 60 °C e poi distillate in alambicchi discontinui d’acciaio. Per mille bottiglie vengono utilizzati 50 kg di pere, ovvero 50 g per bottiglia.

Lo stesso procedimento viene poi seguito per tutte le altre botaniche che compongono la ricetta: ginepro, arancio amaro, rosmarino, cardamomo e camomilla. Il distillato di pere viene lasciato affinare in tank di acciaio per un mese e poi distillato con le altre botaniche lavorate. Il prodotto, portato a un volume alcolico di 45% con acqua demineralizzata, rimane infine in affinamento per circa 15 giorni per consentirne il perfezionamento aromatico, e quindi filtrato.

Un gin moderno, elegante e delicato

Nasce così un gin dal profilo elegante e delicato, che racchiude insieme i sentori dei gin moderni con quelli dolci e tipici della Pera dell’Emilia-Romagna Igp. Quest’ultima, insieme al ginepro, domina infatti l’esperienza gustativa, con la sua dolcezza che si declina attraverso note floreali e fruttate, con sfumature che ricordano vagamente l’aroma del miele e tocchi di vaniglia, e il retrogusto delicatamente acidulo che sprigiona una grande freschezza. Ma altri protagonisti della melodia aromatica regalata dal nuovo gin sono i tocchi mediterranei di arancio amaro, vegetali di rosmarino, piacevolmente pungenti di cardamomo e botanici di camomilla.

Un prodotto moderno, ideale da proporre liscio e molto versatile in miscelazione, dove si presta alla preparazione di Gin&Tonic, abbinato a toniche delicate, di intriganti twist on classic dal carattere contemporaneo e di creazioni nuove e originali.

 

Mattia Pastori lancia il pairing tra cocktail e panettone

Il mixologist esplora il connubio tra drink e lievitati per un Natale originale

Mattia Pastori trasforma il panettone, simbolo delle festività natalizie italiane,in un’esperienza gastronomica innovativa grazie ai pairing. Il mixologist propone accostamenti che uniscono la ricchezza aromatica del lievitato a cocktail creativi, studiati per esaltarne le caratteristiche.

L’idea è di valorizzare il panettone in tutte le sue varianti, dal classico al salate, utilizzando drink che bilancino e ne amplifichino i sapori. Secondo Pastori, «il connubio tra cocktail e panettone permette di reinterpretare la tradizione con uno sguardo contemporaneo, rendendo ogni momento conviviale speciale e ricercato».

Pairing tra Margarita e Dry Martini

Il Breakfast Margarita è perfetto con un panettone arancia e cioccolato: la crusta di caffè e mandorla, infatti, esalta le note dolci e agrumate. L’Americano Inaspettato con liquore alla nocciola, invece, è il compagno ideale di un panettone gastronomico farcito, unendo sapori dolci e salati in un equilibrio sorprendente.

Con un lievitato con spezie e mortadella, per esempio, il perfetto abbinamento è un French 75 grazie alla freschezza e all’eleganza agrumata di questo cocktail. Infine, il Dry Martini si conferma un classico intramontabile, capace di bilanciare la dolcezza di uvetta e canditi nel panettone tradizionale.

Chi è Mattia Pastori

Mattia Pastori è un riferimento nella mixology italiana. Ha maturato esperienza nei migliori hotel di lusso e come fondatore di Nonsolococktails, agenzia che promuove la cultura del bere miscelato. Il suo approccio combina eleganza e innovazione, dando vita a cocktail che raccontano storie e creano esperienze sensoriali.

Pastori è autore del libro Il figlio del bar (edito da Tecniche Nuove), dove raccoglie la sua filosofia e oltre 40 ricette. Il volume rappresenta una celebrazione del legame tra tradizione e creatività, un tema che emerge anche nei suoi abbinamenti dedicati al Natale.

Innovare con cocktail e panettone

Con il suo lavoro, Pastori dimostra come il cocktail possa andare oltre il bicchiere, diventando parte di un’esperienza gastronomica completa. I suoi pairing natalizi rappresentano un invito a riscoprire il panettone in chiave contemporanea, trasformandolo in un elemento di convivialità che sorprende e incanta.

Il quarto locale Cafezal profuma di pane e dolci

Cafezal San Gregorio Milano
Ha aperto il nuovo punto vendita milanese in via San Gregorio, nel quartiere di Porta Venezia: è rafforzato l’obiettivo di offrire un’esperienza specialty completa.

Pulito, lineare, elegante: Cafezal ha aperto il suo quarto punto vendita in via San Gregorio 29A, nel quartiere milanese di Porta Venezia. Ogni punto vendita non replica i precedenti, ma ha le sue peculiarità; così il nuovo ha al suo interno anche un ampio laboratorio di pasticceria e panificazione, che segna un ulteriore passo nel segno della centralizzazione e l’autonomia della produzione, che ha preso il via con l’impianto di torrefazione nel primo locale di via Solferino nel 2017, che poi si è spostato nel più ampio dei punti vendita, in viale Premuda. 

Il laboratorio di Porta Venezia è situato nel retro del locale ed è già visibile dalle vetrine, con un affaccio sulla produzione artigianale di lievitati, pani e dolci, con una gamma che comprende alcuni dei best seller di Cafezal, come i dolci portoghesi pastel de nata (un pasticcino di pasta sfoglia a forma di piccolo cestino ripieno di una crema profumata) e il brasiliano quidim, dolce a base di tuorli, zucchero e cocco.

Tra le nuove offerte ci sono poi il mate, erba sudamericana che offre una valida alternativa al matcha; per il pranzo, il menu ha un’impronta internazionale: al suo interno si trovano infatti uova strapazzate, avocado o salmon toast, insalate e panini.

Come già i precedenti, anche questo punto vendita è stato pensato e messo a punto da Carlos Bitencourt, ideatore di Cafezal, che punta sempre più all’autonomia produttiva e rafforza l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza specialty completa con qualità, trasparenza e innovazione. Per verificare di persona la selezione dei chicchi e la tostatura ben lontana da quelle molto scure dell’offerta industriale, nel punto vendita sono presenti tre silos dai quali scegliere il prodotto preferito per l’asporto.

Come già nei locali di via Solferino, viale Premuda e corso Magenta, anche in San Gregorio non si entra in una semplice caffetteria: la visione è quella di una torrefazione che segue l’intero processo produttivo del caffè, dalla piantagione alla tazzina, nonché l’offerta food, puntando su originalità e gusto.

Set&Charge di Enel: un cocktail di sostenibilità e opportunità

Bar, caffè e pub possono soddisfare le esigenze dei clienti mettendo a disposizione la ricarica per i veicoli elettrici.

La transizione energetica cambia il modo in cui i clienti scelgono gli esercizi commerciali ai quali rivolgersi e questa nuova consapevolezza può trasformarsi in un’opportunità per bar, caffè e pub, che possono offrire un nuovo servizio e allo stesso tempo attrarre nuovi clienti.

L’opportunità ha un nome: con Set&Charge, i clienti possono ricaricare la propria auto elettrica mentre gustano un cocktail o un caffè. L’offerta di Enel consente alle aziende di installare punti di ricarica per veicoli elettrici nelle aree di sosta e nei parcheggi nei dintorni di bar, caffè, ristoranti ed esercizi commerciali in generale, offrendo ai clienti un servizio aggiuntivo.

Enel si occuperà di tutto: Set&Charge comprende l’infrastruttura di ricarica, la fornitura di energia elettrica e il software di gestione Net Enterprise. Un’integrazione che semplifica la gestione operativa e consente agli esercizi commerciali di concentrarsi sul proprio core business, ottenendo al contempo un ritorno economico in bolletta.

Grazie alla piattaforma Net Enterprise, è possibile configurare e controllare ogni aspetto del servizio di ricarica. Net Enterprise, permette di monitorarne l’andamento delle ricariche elettriche e impostare tariffe personalizzate per i clienti, fornendo una panoramica dettagliata delle transazioni effettuate. Inoltre, offre la possibilità agli esercenti di visualizzare gli importi mensili da incassare. Infine, per i clienti Enel, gli importi incassati dalle ricariche elettriche possono essere accreditati direttamente in bolletta, permettendo di ridurre l'importo complessivo del costo dell'energia elettrica.

Un altro elemento distintivo di Set&Charge è l'integrazione con l’App Enel X Way, grazie alla quale le stazioni di ricarica sono accessibili a tutti gli utenti, incluse le flotte aziendali che utilizzano la Card Enel X Way.

Set&Charge è un’opportunità non solo per gli esercizi commerciali ma anche per l’intera comunità. I punti di ricarica possono essere messi a disposizione di tutti, creando un circolo virtuoso per la propria attività, per la propria clientela e per tutta la collettività. E incentivando l’utilizzo della mobilità sostenibile, ci sarà ancora più gusto a concedersi una pausa caffè.

Antonio Tittoni vince la seconda edizione della Elephant Gin National Competition

Elephant Gin National Competition Antonio Tittoni_02
Il proprietario e bar manager del Depero di Rieti trionfa nella finale dell'edizione 2024 della bartending competition e si aggiudica un viaggio in Africa alla scoperta del gin ispirato agli elefanti di Compagnia dei Caraibi

È Antonio Tittoni il trionfatore della finale della seconda edizione della Elephant Gin National Competition, la gara di bartending del distillato dal cuore africano di Compagnia dei Caraibi. Una vittoria che ha assegnato al proprietario e bar manager del Depero di Rieti il titolo nazionale, seguendo Ivan Geraci nella Hall of Fame della competition (leggi Come vincere una competition con due Gimlet “da brividi” e restare umili), e il meritato premio: un biglietto per un viaggio in Africa per scoprire tutti i segreti del gin ispirato agli elefanti e i progetti di tutela della fauna locale, a partire proprio dai grandi elefanti, dei quali il brand è da sempre promotore e sostenitore.

I finalisti

L’atto finale dell’edizione 2024 della gara è andato in scena presso Drink Factory a Bologna, dove a sfidarsi c’erano i quattro vincitori delle altrettante semifinali svoltesi tra marzo e giugno lungo tutta la Penisola. A contendersi il titolo c’erano, oltre a Tittoni, che si era aggiudicato la tappa di Roma, Daniele Loche del Faya Bar di Porto San Paolo (Sassari), vincitore della tappa svoltasi  Grotta Marcello di Cagliari, Elisa Locci del Tiki Beach del Forte Village di Pula (Cagliari), trionfatrice della semifinale al Noh Samba di Bari, e Filippo Wenitzing dell’Eclettica Cocktail Lab di La Spezia, vincitore della tappa svoltasi al Pinch di Milano. Finalisti che, dopo la vittoria della semifinale, hanno fatto visita alla distilleria di Elephant Gin a Wittenburg, in Germania, dove hanno potuto vedere dal vivo, dalla selezione delle botaniche alla bottiglia, come nasce la gamma del gin super premium, che comprende il pluripremiato Elephant London Dry Gin (45%), l’aromatico Elephant Sloe Gin (35%), il corposo Elephant Strength Gin (57%) e il fresco Elephant Orange Cocoa Gin (40%).

La sfida finale

Ad aprire la finale una sessione di laboratorio, durante il quale i bartender finalisti hanno potuto sperimentare e realizzare le basi per i loro cocktail per le due manche della gara. Nella prima hanno presentato il loro signature che, come previsto dalle regole d’ingaggio della Elephant Gin National Competition, doveva contenere e valorizzare un distillato della linea Elephant Gin e ancheuna delle 14 botaniche che ne compongono la formula. Nella seconda, invece, hanno dovuto ideare e preparare al momento (in 15 minuti di tempo) un nuovo originale drink, sempre a base di una referenza Elephant, utilizzando le basi create nella sessione di laboratorio.

A giudicare le loro performance una giuria composta da Mirco Guizzardi, proprietario del Freccia Bar di Piumazzo (Modena), Daniele Pons, sales lead di Compagnia dei Caraibi, Davide Patta, co-proprietario del Ruggine di Bologna, e Federico Mastellari, socio e fondatore di Drink Factory a Bologna. Giuria che Tittoni ha saputo conquistare con due ottime prove, in particolare con il suo signature Noah, drink fresco e dissetante, corposo e fruttato, dedicato a una moderna arca di Noè, che ha realizzato con un blend di referenze del marchio, il classico London Dry e l’Orange Cocoa, unendolo a bitter soda di mela e banana e a un cordiale alla nocciola, trovando cosi il giusto equilibrio tra dolcezza e acidità ed esaltando al meglio il gusto dei distillati.

La ricetta

Noah di Antonio Tittoni


Ingredienti:
40 ml Elephant London Dry Gin, 20 ml Elephant Orange Cocoa Gin, 110 ml Apple and banana bitter soda, 16 ml Hazelnut aperitif cordial
Tecnica:
build
Guarnizione:
mela rossa essiccata colorata con barbabietola
Bicchiere:
Collins

css.php