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Nuovo look per Trevalli e Hoplà Professional

Trevalli Cooperlat
Trevalli Cooperlat ha rinnovato l'immagine delle due linee dedicate ai professionisti, con un restyling del packaging che rafforza l'identità dei due marchi, senza trascurare la funzionalità

Cambio di look per le linee professionali a marchio Trevalli e Hoplà Professional di Trevalli Cooperlat. Un lavoro di restyling che non rappresenta solo un cambiamento estetico, ma una nuova tappa nel percorso evolutivo dei due brand, punto di riferimento nel settore alimentare italiano, pensata per rafforzare l’identità.

Il rinnovo dell’immagine delle due linee nate per rispondere alle esigenze di baristi, pasticceri, gelatieri e ristoratori ha preso forma da un approccio data-driven che ha coinvolto strumenti di analisi avanzata per comprendere le esigenze di chi quotidianamente lavora con la loro offerta di prodotti. Offerta che per il marchio Trevalli Professional comprende un’ampia gamma di prodotti, come latte (latte fresco alta qualità e latte linea bar), panna (fresca pastorizzata, Esl, da montare Uht, spray, da cucina gourmet) e referenze casearie come burro, stracchino, mascarpone e formaggio fresco spalmabile, e per il marchio Hoplà Professional una non meno ricca proposta di prodotti da montare a base vegetale e 100% vegetale.

Il ruolo dell'Ai

Più nel dettaglio, l’opera di restyling ha preso ispirazione dagli insight sulle percezioni e le necessità dei professionisti emersi da ricerche e analisi condotte dalla cooperativa marchigiana dell’agroalimentare in collaborazione con Tradelab, poi interpretati e tradotti nella nuova identità visiva attraverso l’uso di strumenti di intelligenza artificiale predittiva, grazie alla collaborazione di Arteficegroup. Il risultato è un packaging di impatto visivo e, al tempo stesso, che risponde alle esigenze pratiche dei professionisti del fuoricasa, in una perfetta sintesi tra estetica e funzionalità.

Esaltare i valori dei marchi

Un’operazione che dunque ha puntato a esaltare i valori che contraddistinguono Trevalli e Hoplà. Qualità senza compromessi per il primo, che continua a rappresentare l’eccellenza lattiero-casearia italiana, con un’estetica raffinata che sottolinea il prestigio del brand. Innovazione e sguardo al futuro per Hoplà Professional, che propone alternative vegetali versatili e performanti per chi cerca creatività in cucina o vuole interpretare nuovi trend. Due anime diverse e complementari alle quali l’operazione di restyling dà un’identità visiva armoniosa progettata per rafforzarne il legame con i professionisti e che rende immediatamente riconoscibili le caratteristiche distintive delle due gamme.

Prima tappa a Roma per l’edizione 2025 di Bar Master Hub by Campari Academy

Bar Master Hub Campari academy
Focus sull'aperitivo per la nuova stagione di incontri formativi gratuiti dedicati alla comunità bartender. In cattedra alcuni big della scena mixology e della bar industry. Primo appuntamento il 26 marzo alle Officine Farneto

Pronta a partire una nuova stagione di Bar Master Hub, il programma di appuntamenti gratuiti all'insegna dell'alta formazione dedicati alla comunità dei bartender targato Campari Academy. Tre le tappe che toccheranno tutta la Penisola e che offriranno ai partecipanti la possibilità di incontrare, imparare, farsi ispirare e confrontarsi con alcune delle più importanti figure della scena mixology e della bar industry italiana e internazionale. Si comincia il prossimo 26 marzo a Roma, per proseguire il 24 maggio a Napoli e chiudere a Bologna il 28 ottobre.

Ideato per favorire e stimolare la crescita dei professionisti del bancone, il format, alla sua seconda edizione, quest’anno avrà un focus particolare sull’aperitivo, momento di convivialità per eccellenza e di cruciale importanza per lo sviluppo di un cocktail bar di successo, che sarà il filo rosso dei tre appuntamenti. Il rito divenuto simbolo dell’ospitalità italiana sarà analizzato e approfondito nei suoi più diversi aspetti, dal contesto storico in cui è nato fino all’attuale diffusione globale, passando per ricette, ricerca, tecnica, contemporaneità e futuro. A salire in cattedra saranno in totale 15 super trainer da tutto il mondo.

Il format

Ogni appuntamento si svolgerà secondo un format ben rodato: quattro seminari da 45 minuti, un laboratorio tecnico-pratico e, per finire, un momento di networking per favorire il confronto diretto con i grandi protagonisti dell’industria del bar. A variare saranno invece i contenuti proposti nelle varie tappe, così da offrire un’esperienza ancora più ricca e diversificata a coloro che vorranno prendere parte a tutti o più appuntamenti (la partecipazione è gratuita, ma a numero limitato, per cui occorre prenotarsi compilando l’apposito form qui).

Il programma dell'appuntamento romano

Ad aprire il ciclo di incontri il Bar Master Hub Roma, che andrà in scena il 26 marzo alle Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina 18). A inaugurare la giornata l’incontro con Edoardo Nono, fondatore di Rita e Rita’s Tiki Room di Milano, sull’Antropologia socio-culturale dell’aperitivo Milanese. A seguire il seminario dal titolo Don’t ignore the culture di Monica Berg, direttrice creativa di Campari Academy, fondatrice del Tayer+Elementary di Londra e in testa alla classifica, negli ultimi cinque anni consecutivi, delle personalità più influenti nel mondo bar di Bar100. Poi sarà la volta di Samuele Ambrosi, fondatore di Cloakroom, CloakLab e Boss Hogg Treviso, che parlerà de L’anarchia dello spritz, seguito da Dom Carella, food&beverage consultant, patron di Carico Milano e fondatore di Ultra, con il seminario sull’Aperitivo: Non una storia romantica.

A curare il laboratorio sarà il team di Jerry Thomas Educational di Roma, che avrà come focus il management del momento dell'aperitivo, per renderlo sostenibile economicamente, proponendo contenuti che trasmetteranno ispirazione e pratica, per permettere alla community di crescere e comprendere l’evoluzione dell’industria del bar contemporaneo.

Ultimi giorni per candidarsi agli Awards di Mixology Experience

Mixology Experience
Candidature aperte fino al 31 ottobre per il concorso che celebra le eccellenze nell'ambito degli amari, delle grappe e dei vermouth. La premiazione suk Main Stage della manifestazione, in programma dal 5 all’8 maggio a Fiera Milano Rho, all’interno di Tuttofood

Si avvicina l’appuntamento con Mixology Experience. L’evento di riferimento per il mondo del beverage e dei cocktail bar andrà in scena dal 5 all’8 maggio a Fiera Milano Rho, all’interno di Tuttofood 2025, la fiera internazionale dedicata al settore agroalimentare. Fiera della quale Mixology Experience sarà il cuore pulsante dell’area dedicata al settore beverage, occupando l’intero padiglione 14.

Con il ritorno della manifestazione, tornano anche gli Awards, i riconoscimenti dedicati a tre categorie di spirit, di tradizione prevalentemente italiana, Grappa, Vermouth e Amaro, per i quali le candidature sono aperte fino al prossimo 31 marzo. Un vero e proprio concorso per i produttori nazionali e internazionali, che avranno la possibilità di far giudicare i loro prodotti da una giuria di esperti del settore, che comprende bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti, che valuterà le proposte non solo per le qualità organolettiche, ma anche per l’idea, il concept e il packaging. I vincitori saranno incoronati sul Main Stage di Mixology Experience.

I premi e come candidarsi

Diversi i riconoscimenti che saranno assegnati per ogni tipologia di prodotto. Per gli Amaro Awards le categorie premiate saranno: Best amaro, Best amaro marittimo, Best amaro di montagna, Best idea/concept, Best packaging. Per i Grappa Experience Awards saranno: Best grappa giovane, Best grappa invecchiata, Best grappa riserva, Best innovation, Best idea/concept, Best packaging. Per i  Vermouth Awards: Best vermouth rosso, Best vermouth bianco, Best vermouth dry, Best idea/concept, Best packaging.

I produttori che vogliono partecipare al concorso possono candidare il loro prodotto compilando l’apposito form sul sito dedicato.

Gli approfondimenti con i big della bar industry

Importante strumento di promozione dei marchi, gli Awards sono però solo uno dei tanti appuntamenti del ricco programma della manifestazione. Ad attendere i professionisti nel padiglione 14 ci saranno oltre 300 marchi a presentare la loro offerta per la mixology e un non meno ricco palinsesto di seminari, workshop e incontri di approfondimento su diverse tematiche di attualità, con protagonisti personalità di primo piano della bar industry nazionale e internazionale.

Si parlerà infatti di bar del futuro, sia sotto l’aspetto delle tecnologie che stanno mutando il panorama dei locali sia dell’evoluzione del settore, di caffè e miscelazione, senza trascurare il trend, che va sempre più consolidandosi, del no e low alcohol. Ma non solo, perché altre tematiche oggetto di riflessione saranno il legame tra spirit e turismo, la socialità e l’inclusività nel mondo del lavoro e il rapporto tra il comparto beverage nel suo complesso e l’agroalimentare. Rapporto che la sinergia tra Mixology Experience e Tuttofood punta a valorizzare.

Firenze Capitale della Mixology con My Spirits by Partesa

Una spiritosa posa di Beppe Nencini e Martina Proietti al tavolo Coca-Cola Premium Spirits
Per un giorno Firenze è diventata la Capitale indiscussa della Mixology Italiana. Merito del recente evento My Spirits by Partesa, azienda protagonista nel settore della vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca (gruppo Heineken Italia). Presentate le novità della linea di spirits private label Liq.ID by Partesa: il nuovo Upper Spritz Aperitiìvo Analcolico e il restyling delle etichette dei due Cabo Rojo Carrebean Rum, Grayson's London Dry Gin, Upper Spritz (aperitivo alcolico) e le quattro Vodka Rajissa

Oltre cento referenze in degustazione di 21 maggiori aziende italiane e internazionali produttrici di bevande, alcoliche e non, con 16 Cocktail Station per l'Area Mixology (oltre 50 proposte di cocktail), 8 tavoli per l'Area Agave & Gin, 6 tavoli per l'Area Whisky & Rum, 4 tavoli per l'Area Altro, un grande palco per i Live Show di bartender e barlady Special Guest, due masterclass a tema.
La location scelta per il recente evento My Spirits Partesa è stato il grande (2.550 mq) Teatro Cartiere Carrara di Firenze (ex area Teatro Tenda) affacciato su Lungarno Aldo Moro, nella zona est del capoluogo toscano, con entrata auto da via Fabrizio De André.

Al centro della platea sono state installate le work station dedicate alla Mixology delle aziende:
Panegos & Co Distillerie
TekBar
Brown-Forman Italia
Molinari
Pernod-Ricard Italia
F.lli Branca Distillerie
Pallini
Red Bull Italia
Diageo Italia
General Fruit
Bacardi-Martini
Illva Saronno
Campari
Gioia Luisa
Caffo
Coca-Cola Hbc Italia div. Premium Spirits

A far da corolla alla centrale Area Mixology, una serie di tavoli per la degustazione dei singoli prodotti delle aziende partecipanti all'Area Mixology, più Velier e Compagnia dei Caraibi suddivisi in:

Area Whisky & Rum

Area Agave & Gin

Area Altro per grappe, bevande no alcohol e Liq.ID, la gamma private label di Partesa, che ha presentato il nuovo look delle referenze Grayson’s Gin, i Carribbean Rum Cabo Rojo (white e dark), l’aperitivo Upper Spritz e quattro varianti di Vodka Rajssa (alla fragola, alla menta, alla pesca e pure grain). A queste si aggiungono gli spirits della Premium Collection Liq.ID (Amarottanta, GAL 41, Bitter e Vermouth di Torino), e la novità, presentata in anteprima proprio a My Spirits: Upper Spritz Analcolico, la nuova variante no alcol dell'Aperitivo.

Da notare inoltre il corner Mixum dei cocktail ready-to-serve alla spina come Gin Tonic Gal, Gin Paloma e l'Aperitivo Analcolico Upper Spritz in fusti 20 lt (x 133 drink) in PolyKeg riciclabile.

In apertura dell'evento sono state organizzate due masterclass:
Aperitivo & Trend tenuta da Giovanni Vecchio, Head Trainer di Campari Academy
Altos Tequila e Del Maguey Mezcal tenuta dal brand ambassador Gabriele Riva.

Sul grande palco del Teatro sono andate in scena  le esibizioni delle Special Guest:
Cinzia Ferro
barlady campionessa e titolare del locale Estremadura Café di Suna-Verbania;
Julian Biondi pluripremiato bartender fiorentino, imprenditore, consulente di diversi locali e collaboratore di Bargiornale;
Giuliana Giancano
barlady e contitolare Del Pout Pourry Vintage Café di Torino;
Bruno Vanzan
Campione del Mondo Bacardi 2008, vicecampione del mondo flair WFA 2015, Bartender of The Year 2016, fondatore della BVA-Bruno Vanzan Academy, creatore di prodotti come i liquori Black Sinner al Caffè e Iovem a base di mosto d'uva e miele.

La presentazione dell'evento è stata affidata alla brillante Carlotta Savorelli, sotto l'attenta regia della event manager Katia Pelucchi e del portfolio manager spirits Riccardo Cicolani di Partesa. Colonna sonora assicurata dalla brava dj Ada Rey di Radio Studio Delta di Cesena.

«Siamo felici di aver riscosso ancora una volta un gran successo di partecipazione da parte oltre 600 operatori italiani del settore – afferma Giovanni Marco Esposito, direttore commerciale Partesa. E' stata un’occasione per confrontarci sull’orientamento del mercato, per approfondire la conoscenza dei prodotti che fanno e faranno tendenza e per dialogare con alcuni dei grandi protagonisti della mixology italiana. Inoltre, abbiamo presentato in anteprima le novità della nostra linea Liq.ID che si arricchisce quest’anno di una referenza no alcol come Upper Spritz Analcolico per rispondere a una domanda in costante crescita in questo segmento. Il mercato degli spirit sta vivendo un momento particolare: dopo l’exploit post-Covid, sostenuto dai trend della mixology, trasversale ai diversi punti di consumo, e della premiumness, stiamo assistendo ad una fase di assestamento, in cui continuano a dominare la cultura del “bere bene”, che spinge la domanda verso prodotti premium a scapito di quelli mainstream, e quella del “bere responsabile”, che vede pian piano emergere anche in questa categoria le richieste per le varianti low o no alcol».

Chi è Partesa

Partesa è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca. Attiva da 36 anni, oggi opera in 15 regioni con 36 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 34.300 clienti Horeca, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità  con oltre 7.400 referenze nell’ambito di birra, vino, spirit,  bevande analcoliche e food. Inoltre offre efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business. Partesa è parte del Gruppo Heineken Italia.

La tutela dell’acqua al centro delle strategie di Sanpellegrino

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Si dispiega su più fronti l'imoegno del Gruppo per la salvaguardia della risorsa, dalla tutela di giacciai e sorgenti all'ottimizzazione del consumo nei processi industriali. Intanto è arrivata la certificazione Aws anche per lo stabilimento Levissima in Valtellina

Con l’avvicinarsi della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 22 marzo, Sanpellegrino taglia un altro traguardo a tutela della risorsa. Il Gruppo ha ottenuto la  certificazione Aws (Alliance for Water Stewardship) per lo stabilimento di Cepina Valdisotto (Sondrio), dove viene imbottigliata l’acqua Levissima. Riconoscimento che attesta l’impegno a seguire linee guida, riconosciute a livello internazionale, nella gestione sostenibile e condivisa delle risorse idriche locali. La nuova certificazione si aggiunge a quelle già ottenute negli anni scorsi per lo stabilimento di S.Pellegrino a San Pellegrino Terme (Bergamo) e di Acqua Panna a Scarperia (Firenze), così che il Gruppo ha certificato tutti i suoi siti produttivi dedicati all’imbottigliamento di acque minerali.

La certificazione degli stabilimenti rientra nel più vasto impegno portato avanti da Sanpellegrino nella salvaguardia delle risorse idriche che si dispiega in una serie di progetti che coinvolgono l'intera filiera produttiva, dalla tutela delle sorgenti all'ottimizzazione del consumo nei processi industriali. Iniziative che stanno portando a notevoli risultati, con oltre 337,7 milioni di litri di acqua risparmiati negli ultimi 7 anni.

La protezione dei ghiacciai

L’impegno del Gruppo passa anche dai progetti dedicati alla cura dei territori nelle aree dove sono presenti i suoi siti. Particolare attenzione viene dedicata da oltre 20 anni alla protezione dei ghiacciai, con iniziative a sostegno della ricerca in questo campo, fondamentale per monitorarne lo stato di salute. Il primo progetto in questo ambito risale all’inizio degli anni Duemila, con l’installazione di una stazione meteorologica automatica sul Ghiacciaio Dosdè Orientale, in Alta Valtellina, e con il monitoraggio del Ghiacciaio dei Forni, il secondo ghiacciaio della Alpi italiane, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Collaborazione che, nel 2015, ha portato alla realizzazione del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, un atlante aggiornato che raccoglie dati e informazioni sui 903 ghiacciai presenti nel nostro Paese. Negli ultimi anni, il Gruppo, attraverso il marchio Levissima, ha sviluppato ulteriori iniziative per il Ghiacciaio dei Forni e due anni fa ha donato all’ateneo milanese nuove attrezzature per il monitoraggio dei ghiacciai.

La rigenerazione dei cicli idrogeologici

Altro campo che vede il Sanpellegrino molto attiva è la rigenerazione i cicli idrologici dei territori dove è presente. Tra i progetti di più ampia portata, quello realizzato a Cepina Valdisotto, sempre attraverso Levissima, dove Gruppo ha collaborato il comune, il Consorzio forestale dell’Alta Valtellina e l’Università di Milano per recuperare i 140 ettari di bosco danneggiati nel 2018 dalla tempesta Vaia. L’iniziativa ha permesso di rimuovere gli alberi sradicati o danneggiati dal bostrico, un coleottero autoctono, che ha proliferato in maniera incontrollata a causa della marcescenza degli alberi caduti. Il ripristino delle aree boschive ha garantito anche la messa in sicurezza del versante soggetto al rischio di dissesto idrogeologico e di aumentare la capacità di ricarica delle falde sotterranee.

 

 

A Torino il Campionato di Macinatura stupisce e incorona Tania Maifredi

Coffee Grinder Championship Apertura_vincitrice torino con premio fiorenzato
La Barista di Polasco (BG) vince e si assicura la finale insieme a Nadia Giacomelli, in chiusura di un’edizione inedita e divertente

La prima prova della quarta edizione del Master Coffee Grinder Championship, il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona che si è svolto presso Horeca Expoforum al Lingotto di Torino, ha decretato le prime due dei sei concorrenti che parteciperanno alla finale: la vincitrice Tania Maifredi, barista presso il locale Trex Ristorno Caffè di Bergamo e Nadia Giacomelli, barista presso il bar Miss Moka di Paratico (BS), che si è classificata seconda con soli due punti di differenza.

È stata un’edizione inedita e movimentata, che ha impegnato e divertito i partecipanti e il numeroso pubblico che l’ha seguita. Come sempre, nel pomeriggio i concorrenti sono stati impegnati nell’ottenere in tazza un espresso dal profilo sensoriale il più aderente possibile a quello descritto dal torrefattore sponsor della tappa, ovvero Costadoro, attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose, accompagnati da assaggi. In caffè in gara è stato Sombra, proveniente dalle alture peruviane, coltivato e raccolto da una famiglia tutta al femminile e processato con metodo lavato.

La tazza di riferimento preparata dai giudici Carlotta Trombetta di Costadoro, Luca Bernardoni di Caffè Hardy e Luigi Pillitu di Caffè Bistrot , risultava all’assaggio con un corpo medio-basso, un’acidità contenuta, un’elevata dolcezza e note di frutti tropicali quali papaya, mango e un accenno di frutti rossi; in superficie una crema dalla tessitura cremosa, mentre il retrogusto era persistente di cioccolato al latte. La ricetta di riferimento era di 18,3 grammi in e 52 grammi out in 31 secondi, con un Tds di 7,50; Tania ha l’ha realizzata con 18 grammi in e 45 grammi out in 25 secondi, ottenendo il profilo che più si è avvicinato a quello dei giudici.

Fin qui nulla di nuovo, ma la mattina ha avuto due prove insolite e avvincenti. A cominciare dal caffè analogico, una sfida che si è svolta a coppie con l’utilizzo di attrezzature semplici, senza sofisticati sistemi di controllo, scegliendo quale sistema di estrazione tra aeropress e pump my moka, avendo a disposizione acqua filtrata di Brita Italia da scaldare senza l’ausilio di un termometro, un grinder Pietro di Fiorenzato per la macinatura e una bilancia basculante per la dose del caffè: ha vinto Massimo Lugli, che si è aggiudicato la possibilità di assegnare le prove successive ai propri competitor e di scegliere la propria.

Le quattro specialità della successiva prova tecnica hanno visto impegnati Tania Maifredi e Federico Raso nel cambio macine sul grinder gravimetrico Sense di Fiorenzato, Diletta Sisti e Roberto Somma nella pulizia completa e corretta secondo pulyCaff, Fabio Ferrara e Giada Berutto nella sostituzione con guarnizioni in silicone by Dvg De Vecchi e doccette Dalla Corte, infine i settaggi da impostare sulla multiboiler StudioDalla Corte (operazione agevolata dall'utilizzo di TechUp di Dvg de Vecchi) sull’F64 Evo Sense di Fiorenzato e sul sistema filtrante by-pass di Brita sono stati a carico di Massimo Lugli e Nadia Giacomelli; il

Un elemento caratterizzante di questa edizione è stato la solidarietà: la targa ricevuta in premio è stata realizzata da Parallelolab, un’associazione che si occupa del reinserimento di soggetti fragili nella società; inoltre è stato dato un contributo concreto all’empowerment femminile con il sostegno a Women in Coffee Italy.

New entry è stata l’Associazione Rubens, che offre percorsi integrati di riabilitazione, educazione e inclusione sociale e lavorativa a persone in difficoltà e alle loro famiglie: i suoi ragazzi hanno dato un contributo attivo lungo tutta la giornata insieme ali allievi della scuola professionale Immaginazione e Lavoro.

Infine, il presidente Epat, Claudio Ferraro, è intervenuto a supporto dei giovani, confermando l’importanza della formazione con il patrocinio dato alla gara ed evidenziando quanto siano utili per tutta la categoria momenti formativi e di confronto, di cui il Master Coffee Grinder Championship è un esempio.

Tales of Italy, la collezione Lavazza che rinnova la tradizione dell’espresso

Tales of Italy Lavazza
Certificata Iei, la nuova gamma omprende quattro miscele ispirate ad altrettanti luoghi iconici della tradizione italiana del caffè. Presentata una ricerca che approfndisce il rapporto tra gli italiani e la colazione al bar

È nata per rinnovare le ricette dei classici della caffetteria in chiave contemporanea Tales of Italy, la nuova collezione di miscele firmate Lavazza per i professionisti della tazzina. Collezione composta da quattro referenze in grani (formato 1 kg), Galleria, Canal Grande, Trastevere e Riviera di Chiaia, ispirate a quattro luoghi iconici della Penisola, rispettivamente, Milano, Venezia, Roma e Napoli, che rappresentano un’evoluzione del classico espresso italiano e pensate per andare incontro ai nuovi gusti di una clientela finale sempre più esigente.

Le miscele Tales of Italy, le prime di Lavazza con il bollino Certified Italian Espresso dell’Istituto Espresso Italiano (Iei), che identifica il vero espresso italiano, sono state infatti studiate per offrire un espresso dal gusto rotondo ed elegante, con i loro bouquet aromatici unici, frutto delle innovazioni presenti nelle proposte, come la fermentazione della Robusta, processo che scompone gli zuccheri e sprigiona sapori e note esotiche, e la Cereja Apassita, la ciliegia di caffè maturata a lungo sulla pianta, che invece dona un profilo gustativo più complesso, caratterizzato da una dolcezza naturale e avvolgente.

Andando più nel dettaglio, Galleria è una miscela tostata chiara di caffè 100% Arabica, provenienti da piantagioni montane in Centro America, Sud America e Africa, certificate Rainforest Alliance, e arricchita dalla Cereja Apassita. Ha un profilo complesso, dall’avvolgente dolcezza caratterizzato da note di miele e uvetta.

Canal Grande è invece composta da un 30% di Robusta lavata da diverse parti dell’Asia e fermentata, e per il 70% da Arabica del Centro America. Dalla tostatura media, ha un retrogusto rotondo e note aromatiche di cioccolato e mandorla.

Tostatura media anche per Trastevere, preparata con 50% Robusta lavata e fermentata, sempre di provenienza asiatica, e 50% di Arabica naturale del Centro America. A caratterizzarla è la dolcezza intensa e profonda, con note aromatiche di cioccolato e nocciola e un retrogusto persistente con note esotiche e vinose

Infine, Riviera di Chiaia, composta per il 20% da Arabica e per l’80% da dal Sud America e Asia, tostate scure, e che spicca per il gusto intenso dalle note di cioccolato fondente, spezie e caramello.

Inediti abbinamenti

Lavazza ha accompagnato il lancio di Tales of Italy, a Moebius di Milano, con la proposta di una “colazione inaspettata” in collaborazione con il pastry chef Fabrizio Fiorani, che ha elaborato quattro creazioni ad hoc, partendo da una rivisitazione di dolci classici della colazione italiana, in abbinamento alle miscele.

Il miglior Risotto di Milano, reinterpretazione in chiave dolce dell’iconico piatto della tradizione milanese, è stato abbinato a Ode a Milano, un cappuccino con la miscela Galleria, in cui agrumi, canditi e frutta secca incontrano la crema pasticcera per una creazione che ha racchiuso tutta l’anima del panettone milanese. Il mio Maritozzo 2.0, rivisitazione del dolce cult romano proposto in forma quadrata, ha accompagnato un espresso con Trastevere. Qualcuno ha detto Tiramisù per colazione?, con il quale il pastry chef ha trasformato il tiramisù in dolce da colazione, è stato proposto in pairing con Ode a Venezia, cappuccino con miscela Canal Grande. Cosa direbbero a Napoli?, una reinterpretazione della sfogliatella dove il croccante lascia spazio alla cremosità, è stato abbinato a un espresso Riviera di Chiaia.

Colazione al bar vera passione per gli italiani

Nell’occasione sono stati divulgati anche i risultati di un’indagine Eumetra, commissionata da Lavazza, che approfondisce il rapporto tra gli italiani e la colazione al bar e che fornisce interessanti spunti agli operatori dei locali. L’indagine ha evidenziato come il primo pasto della giornata sia un’abitudine consolidata per gli italiani, che viene consumato, a casa o fuori, dal 98% delle persone. Ben 5 su 10 fanno colazione fuori casa almeno una volta al mese e il 20% più volte a settimana. Il 66% degli intervistati considera la colazione fuori casa un momento di piacere e socialità essenziale, ma tra le altre principali motivazioni spiccano il gusto del caffè al bar (24%), l’ampia scelta di cibi e bevande (24%) e il risparmio di tempo (19%). I bar si confermano il luogo prediletto (59%), seguito da pasticcerie e caffetterie (24%).

Riguardo i criteri di scelta del luogo dove consumare la colazione, al primo posto c’è la qualità del caffè (36%), in particolare a Roma e Napoli, dove la percentuale sale al 43% e al 47%. Tra le bevande che si consumano abitualmente nella colazione vince il cappuccino (34%), seguito dall’espresso (27%) che però è la bevanda preferita a Napoli con il 34%, e dal caffè macchiato (14%) che ha il maggior tasso di preferenza a Venezia (18%).

Inoltre, il 95% degli italiani accompagna le bevande a una proposta food, e, tra le opzioni stravince il dolce, con brioche o cornetto (76%), seguito da pasticceria fresca dolce (30%), ma emerge anche una preferenza per i prodotti salati per il 14%.

L’eccellenza del beverage a Mixology Experience

Mixology Experience 2025 cover
Dal 5 all’8 maggio 2025, all’interno di Tuttofood a Fiera Milano Rho, torna l'evento di riferimento per la bar industry. Con oltre 300 espositori, un ricco programma di incontri, grandi ospiti e la seconda edizione degli Awards

Fervono i preparativi per Mixology Experience. L’appuntamento con la manifestazione di riferimento per il mondo del beverage, giunta alla sua quarta edizione, è dal 5 all’8 maggio 2025 all’interno di Tuttofood 2025 a Fiera Milano. Una sinergia che rafforza ulteriormente il legame tra il mondo della bar industry e quello del food business.

Tanti gli eventi nell’evento che animeranno la manifestazione. Tra questi la seconda edizione degli Awards, i premi dedicati all’eccellenza negli spirit e assegnati da una giuria di esperti del settore. Tre le categorie di prodotti previste dal concorso: Amaro Awards, con la premiazione del Best amaro, Best amaro marittimo, Best amaro di montagna, Best idea/concept, Best packaging; Grappa Experience Awards, con la premiazione della Best grappa giovane, Best grappa invecchiata, Best grappa riserva, Best innovation, Best idea/concept, Best packaging; Vermouth Awards, dove verranno premiati il Best vermouth rosso, Best vermouth bianco, Best vermouth dry, Best idea/concept, Best packaging.

Le candidature sono aperte fino al 31 marzo 2025 sul sito Bartender.it e la premiazione si svolgerà sul main stage di Mixology Experience, nel padiglione 14 della Fiera, rendendo i vincitori protagonisti di un palcoscenico esclusivo.

«Gli Awards rappresentano una straordinaria opportunità di visibilità per i produttori, ma anche un’occasione di confronto e valorizzazione delle eccellenze del settore – spiega Luca Pirola, ideatore di Mixology Experience e fondatore di Bartender.it -. Le aziende partecipanti avranno la possibilità di far giudicare i propri prodotti da una giuria di esperti, che valuterà le proposte non solo per le qualità organolettiche, ma anche per l’idea, il concept e il packaging, in un’analisi attenta alle esigenze del mercato contemporaneo».

Oltre 300 espositori, incontri e grandi ospiti

Nel padiglione interamente dedicato al mondo beverage di Mixology Experience, i professionisti troveranno oltre 300 brand con le loro proposte, con un’ampia panoramica su quanto di meglio offre il mercato, dai distillati, liquori, amari, bitter, vermouth e aperitivi ai soft drink, dagli sciroppi alle soluzioni per i mocktail, da birra, bollicine e acqua al caffè.

Molto ricco, come di consueto, il programma di seminari, workshop e incontri di approfondimento su diverse tematiche, come:

  • Il Bar del Futuro, tecnologie e previsioni
  • Coffee Mixology, il mondo della miscelazione con il caffè
  • No&Low Alcohol a tutto i campo
  • Il legame tra spirits e turismo
  • Il rapporto tra distillati, liquori e spirits ed il mondo agroalimentare
  • Socialità e inclusività nel mondo del lavoro.

Ma non solo, perché a rendere ancora più ricco l’appuntamento ci saranno anche grandi ospiti nazionali e internazionali: personalità di primo piano del mondo del bere miscelato, come lo staff del The Connaught Bar di Londra, dell’industria e della distribuzione.

Nuovo look per Limoncè che punta anche all’aperitivo con Limoncè Aperitivo

Limoncè _Limoncè Aperitivo_01
Il brand di Stock Spirits Italia si rinnova nell’immagine, con una nuova bottiglia che celebra il legame con la Sicilia. E lancia una nuova referenza pensata per la mixology che sposa il trend dei drink low alcohol

Due novità in casa Limoncè: il marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia si rinnova nel lock e va alla conquista dell’aperitivo con una nuova proposta, Limoncè Aperitivo.

Cominciamo da quest’ultimo che apre un nuovo capitolo nella storia del brand icona del dopo pasto, che ora punta a ritagliarsi uno spazio importante anche nel momento di consumo a maggior tasso di crescita del mercato del fuoricasa. «Una importante novità per Limoncè, che ha deciso di innovare, in una maniera fuori dagli schemi, entrando in una nuova categoria, quella degli aperitivi con Limoncé Aperitivo alla Siciliana, creato per la mixology – racconta Valentina Simonetta, direttrice marketing di Stock Spirits Italia a Bargiornale.it -. Ha solo 14,8 gradi alcolici, quindi una volta miscelato nei cocktail arriva a circa 10 gradi, rispondendo al forte trend del bere bene e a minore gradazione. È un aperitivo all'italiana di colore giallo, come i limoni di varietà Femminello, con 60% di succo in più, che raccogliamo a mano durante l'inverno, perché li facciamo maturare sotto il sole della lunga estate siciliana. Un prodotto che immaginiamo protagonista dell’estate, che raccoglie tanti target, dalla generazione X alla generazione Z fino ai sessantenni».

Ottenuto esclusivamente da limoni Femminello, dei quali vengono utilizzati sia gli olii essenziali delle scorze sia il succo, il nuovo arrivato si caratterizza per il profilo organolettico fresco e ben bilanciato e il ridotto contenuto di zuccheri, che lo rendono ideale per la creazione di cocktail inediti. A questo proposito il signature della casa è il Limoncè Spritz, da preparare miscelando due parti Limoncè Aperitivo con tre parti di prosecco e una parte di soda, completando il drink con una fettina di limone. Il risultato è uno Spritz fresco, leggero, dissetante e dal profilo più amaro perfetto per l’aperitivo, ma anche per essere servito in qualsiasi momento della giornata.

Un nuovo look che consolida il legame con la Sicilia

L’altra novità è il restyling della bottiglia di Limoncè Originale (alc 25% in vol). «Limoncè si rinnova anche nell’immagine con una bottiglia completamente nuova per raccontare una storia di autenticità italiana e il legame con la Sicilia, terra dalla quale arrivano i nostri limoni che vengono “coccolati” e raccolti a mano», prosegue Simonetta. Studiato dalla branding agency italiana Robilant, il nuovo pack conserva la forma elegante e slanciata di sempre, ma si arricchisce di elementi che celebrano la Sicilia. Alla tradizione del barocco siciliano è infatti ispirata la lavorazione, realizzata su uno stampo proprietario esclusivo. A impreziosirlo la firma di Lionello Stock, fondatore di Stock Spirits Italia, e il trattamento grafico del nuovo logo, che mantiene l’iconico orientamento verticale, da sempre elemento distintivo della marca.

A restare immutata è invece la formula del prodotto, che ha come ovvio protagonista sempre e solo il limone  Femminello. In questo caso ne vengono utilizzati solo gli oli essenziali, estratti dalle scorze, con una lenta infusione a freddo che permette di mantenere inalterati gli aromi e le caratteristiche naturali dell'agrume. La doppia filtrazione a bassa temperatura, con setacci di carta come nel processo artigianale, assicura la purezza e la qualità del prodotto finale.

A indossare il nuovo vestito è anche Limoncè Crema (alc 25% in vol), il liquore realizzato con Limoncè e arricchito da una golosa crema di latte.

La call to action Be a Gamechanger di Brita per un consumo sostenibile dell’acqua

Brita Seabin_BRITA
L'azienda rinnova l'impegno per un consumo più consapevole e sostenibile della risorsa, invitando professionisti e consumatori a ridurre l’uso di plastica monouso e a tutelare l'acqua. E aderisce al progetto Whale and Dolphin Conservation

Il prossimo 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza di questa risorsa e della sua salvaguardia. Per l’occasione, Brita ha lanciato la call to action Be a Gamechanger, che invita i gestori dei locali e i consumatori a mettersi in gioco, diventando protagonisti attivi nella tutela dell’acqua e nella lotta contro l'inquinamento da plastica. Obiettivo dell’azienda è promuovere un cambiamento nelle abitudini di professionisti e consumatori che vada verso un consumo più consapevole e responsabile dell’acqua e la riduzione dell’utilizzo di articoli in plastica monouso a favore di soluzioni sostenibili. Cambiamento che passa anche per la scelta di bere l'acqua del rubinetto filtrata, campo nel quale Brita offre una ricca gamma di soluzioni dedicata sia al mondo del fuoricasa sia al mercato domestico, che garantiscono acqua di qualità ed evitano l'uso di bottiglie di plastica monouso.

L'ingresso nella Water Defenders Alliance

Ma l’impegno dell’azienda a tutela della risorsa si dispiega a 360°. Al fianco dal 2016 della Whale and Dolphin Conservation, organizzazione benefica dedicata alla protezione di balene e delfini e dell’ambiente marino, Brita ha rafforzato il suo impegno attivando una collaborazione con LifeGate a sostegno del progetto Water Defenders Alliance, l’alleanza che coinvolge aziende, porti, istituzioni, persone e mondo della ricerca impegnate attivamente per la salute delle acque.

Nell’ambito del progetto, Brita ha adottato due dispositivi di raccolta dei rifiuti marini: un Seabin presso la Marina Blue Dolphin di Roma Fiumicino e un Trash Collec’Thor presso il porto Venezia Certosa Marina. I dispositivi, in un anno, potranno raccogliere circa 2 tonnellate di rifiuti, incluse plastiche e microplastiche, equivalenti al peso di oltre 130.000 bottigliette di plastica.

Sostenibilità al centro

Iniziative che si inseriscono nel più vasto programma di azioni portate avanti dall’azienda sul fronte della sostenibilità. Da tempo Brita ha introdotto il Planet Contribution Index, un indicatore che misura il suo impatto ambientale in termini di bottiglie di acqua risparmiate in combinazione con la Company Carbon Footprint, l‘impatto generato dall’attività aziendale, misurato in emissioni di anidride carbonica, ponendosi un ambizioso obiettivo: evitare entro la fine di quest’anno l’utilizzo di oltre 6,5 miliardi di bottiglie d’acqua, abbattendo la propria impronta carbonica di un milione di tonnellate di CO2. Un target sempre più vicino, considerando che ad oggi il risultato raggiunto è di 5,5 miliardi di bottiglie evitate.

Altri esempi dell’impegno dell’azienda a favore dell’ambiente riguardano la gestione virtuosa dei rifiuti e la promozione dell’economia circolare. Brita vanta infatti un tasso di riciclo superiore al 70% per i rifiuti non pericolosi e da anni ha attivato a livello globale un sistema di recupero dei filtri esausti, in Italia focalizzato sui filtri della linea professionale. A questo si aggiunge l’utilizzo di materiali sostenibili, come le plastiche bio-based e il carbone attivo derivato dai gusci di cocco, per le sue soluzioni e l’attenzione a ridurre il più possibile i consumi di energia, come testimonia il nuovo stabilimento di Bad Camberg, in Germania: una moderna costruzione in legno, progettata e realizzata secondo rigorosi standard di efficienza energetica e alimentata al 100% da energia green.

 

Casa Tobago a Milano: il progetto raccontato dagli architetti

Uno spazio polifuzionale, con arredi vintage e rivestimenti che stabiliscono un dialogo fra elementi di modernariato e contemporanei

Casa Tobago, locale polifunzionale dagli ampi spazi e dalle diversificate proposte per l’aperitivo e l’after-dinner, nasce per essere, nei locali adiacenti a quelli che ospitavano il mitico club Plastic, un punto di riferimento della vita serale e notturna del capoluogo lombardo. Gli spazi sono stati reinterpretati da Alessandro Mario Cesario, autore del concept e socio fondatore, insieme a Christian Brigliadoro, in collaborazione con l’architetto Luca Piccinno.

Casa Tobago presenta materiali, colori e finiture in grado di definire un interior design accogliente e funzionale. A caratterizzare il progetto, due cucine a vista con banconi di marmo rosso Alicante per assistere alle preparazioni, cocktail bar, griglieria all’ingresso e sala adiacente dedicata alla pizza e ai lievitati, che si snodano all’interno dell’ampio spazio interno completo di dehors verde.

L’ampio bancone accoglie l’ospite e invita alla convivialità su comodi sgabelli, al contrario dello spazio dedicato allo speakeasy cocktail bar, arredato con divanetti: qui l’ambientazione è più intima ed è sottolineata dalla luce soffusa. L’illuminazione artificiale riveste un ruolo importante per ricreare le atmosfere della notte, così come quelle rilassate, mentre ai banconi è stato affidato il compito di accentrare tutte le attività. Gli impianti volutamente a vista sono accostati con effetto contrastante a morbidi tessuti e oggetti di diversa provenienza, cercati nei mercati di tutta Europa, per creare un allure vintage, fra modernariato e contemporaneo.

I tessuti e le carte da parati a righe Regimental, così come la palette dei colori nei toni della terracotta e del verde, non sono solo complementi, ma costruiscono volumi e dividono gli ambienti. Le applique, le imbottiture delle sedie, i divani del banco di somministrazione, il baldacchino che accoglie il bancone e gli ospiti sotto un’intima tenda, così come i marmi dei tavolini da caffè e del bancone concorrono a definire lo spazio nel suo insieme, tanto quanto le stampe inglesi e orientali, le foto in bianco e nero di icone musicali anni Settanta, i diari di viaggio, i ritratti dallo charme coloniale tipico delle Guest House, unitamente ai richiami rock anglosassoni.
Gli arredi sono in larga parte “tailor made” disegnati da Alessandro Mario Cesario e Luca Piccinno, i tessuti e i componenti sono realizzati e selezionati da Cesario. Importanti portali laccati nero lucido dividono le tre sale e solo attraverso una porta con campanello e spioncino si accede allo speakeasy: una stanza segreta con morbidi divanetti e moquette, illuminata dalla flebile luce dei paralumi integrati agli schienali dei divanetti. Ancora diversa l’ambientazione del club Rosario Amaya, inspirata alla celebre cantante spagnola, dove frange, velluti, moquette e rivestimenti dei muri proiettano il visitatore in un’atmosfera déco.
Il dehors è l’ultimo step del restyling del locale eseguito da Alessandro Mario Cesario. L’effetto sorpresa è assicurato dalla folta vegetazione che invade il cortile, simile a un living all’aperto. Uno spazio utilizzabile in tutte le stagioni, immerso nel verde, in cui divani, poltrone insieme a quadri e oggetti creano un’atmosfera vibrante. Gli interni contaminano gli esterni e viceversa, creando una connessione che esalta la continuità di stile e di dettagli. 200 metri quadrati in tutto con pedana in legno, e ricoperti da tende, già presenti sulla facciata.
L’arredo è composto da tavoli in resina, su disegno di Luca Piccinno e Alessandro Mario Cesario, sedie in paglia, cuscini e le lampade custom made senza filo. Verde, rosso aragosta e nero sono i colori dominanti in abbinamento a quelli dell’interno del locale. Con la bella stagione, vetrate e tendaggi rimangono aperti senza soluzione di continuità con la zona lounge e la zona living per la cena.

Bellussi lancia il nuovo BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut

Bellussi BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut
Un profilo elegante e complesso caratterizza l'ultimo nato della linea BellusSì della cantina veneta: uno spumante ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra

Si arricchisce di una nova perla la linea di bollicine BellusSì della cantina di Valdobbiadene (Treviso) Bellussi. Il nuovo arrivato è BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut, uno spumante dal profilo elegante e complesso ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra, in Trentino.

Le uve, meticolosamente selezionate e raccolte a mano, vengono vinificate con pressatura soffice e una parziale macerazione a freddo per esaltare le caratteristiche aromatiche della materia prima. Il processo di spumantizzazione è effettuato con il metodo Charmat lungo, prolungando la rifermentazione dai 180 ai 270 giorni: scelta che conferisce al prodotto una struttura raffinata, con un bell’equilibrio di freschezza e complessità e un perlage fine e persistente.

Dal colore giallo paglierino brillante, con riflessi dorati, Bellussi Blanc de Blancs Extra Brut (alc 12,5% in vol) si presenta al naso con il suo elegante profilo aromatico, caratterizzato da sentori di frutta a polpa bianca, accompagnati da note di agrumi e delicati accenni floreali. Secco e strutturato al palato, ha un finale persistente, arricchito da una bollicina fine e cremosa.

Raffinato e versatile

Da servire a una temperatura di 6-8 °C, il nuovo spumante è anche molto versatile prestandosi alla perfezione a un’ampia gamma di abbinamenti con il food. Ideale come aperitivo, lo si può accompagnare con crudi di pesce e crostacei, come tartare di gambero rosso e carpaccio di branzino, o con antipasti leggeri a base di verdure croccanti e formaggi freschi. Ma il suo profilo si sposa benissimo anche con sushi e tempura di verdure, per un’esperienza di degustazione contemporanea e sofisticata, con primi piatti come risotti ai frutti di mare e tagliolini al tartufo bianco e, tra i secondi, con carni bianche delicate, come il pollo al limone o il coniglio in porchetta.

Il Bellussi Blanc de Blancs va a completare la linea BellusSì che già comprende il BellusSì Blanc de Noir Millesimato Brut (alc 12,55 in vol), ottenuto da sole uve Pinot Nero coltivate nei vigneti collinari dell’Oltrepò Pavese, e il BellusSì Prosecco Doc Rosè Millesimato Brut (alc 11,5%), ottenuto da una selezione di uve Glera (90%) e Pinot Nero (10%) coltivate in Veneto.

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