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Ilenia Ruggeri è il nuovo direttore generale di Sanpellegrino

Sanpellegrino Ilenia Ruggeri Direttore Generale
Con una carriera ventennale all'interno del Gruppo e forte di solide competenze del mercato beverage e nello sviluppo dei marchi italiani e internazionali, la manager ha il compito di proseguire l'espansione del business sul mercato italiano

Novità in casa Sanpellegrino. L’azienda, tra i principali operatori nazionali nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, ha scelto Ilenia Ruggeri come suo nuovo direttore generale. La manager, forte di un’esperienza ventennale all’interno del Gruppo vanta una profonda conoscenza del comparto beverage, competenze che saranno fondamentali per continuare il processo di crescita dell’azienda sul mercato italiano.

Come direttore generale, Ruggeri ha infatti il compito di definire strategie innovative e accelerare le performance dei marchi internazionali del Gruppo, S.Pellegrino, Acqua Panna e bibite Sanpellegrino e di sostenere lo sviluppo del marchio locale Levissima e degli aperitivi analcolici. Inoltre, ha il compito di contribuire allo sviluppo di progetti capaci di ridurre l’impatto ambientale dell’azienda, in linea con il modello di sviluppo del Gruppo, dove il tema della sostenibilità, in tutte le sue declinazioni è al centro dell’intera attività (leggi L’impegno di Sanpellegrino per la sostenibilità).

Classe 1971, laureata in economia aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ruggeri ha iniziato la sua carriera in Avon Cosmetics, dove è rimasta per 4 anni. Nel 2002 è entrata nel Gruppo Nestlé, del quale il Gruppo Sanpellegrino è parte, lavorando 15 anni in Nestlé Purina, dove ha ricoperto posizioni di crescente responsabilità nell’area Generating Demand. Nel 2016 è passata in Sanpellegrino con il ruolo di international marketing director. La sua carriera nel Gruppo è proseguita con la nomina, nel 2020, a head of marketing e innovation, posizione nella quale ha dato un contributo determinante allo sviluppo dei marchi e alla strategia di canale in un periodo molto complesso per l'Italia, come quello della pandemia.

Nella nuova posizione, la manager lavorerà al fianco dell’amministratore delegato Michel Beneventi che ha assunto anche il ruolo di global head of international premium business della business unit globale Nestlé Waters & Premium Beverage, e di Stefano Marini, che ha assunto la posizione di head of Southern Europe & Aoa.

Gin Tabar London Dry, distillato emiliano dall’anima inglese

Gin Tabar London Dry
Con il nuovo arrivato della gamma Gin Tabar, lo storico liquorificio emiliano firma la sua versione dello stile London dry

Stile inglese nella sua essenza, spirito emiliano al palato. È Gin Tabar London Dry, la nuova declinazione di Gin Tabar Casoni, il gin della bassa modenese.

Dopo il successo dei compond gin che compongono la gamma Tabar, Casoni Liquori prosegue il suo viaggio nel mondo gin confrontandosi con lo stile London dry, firmando la sua versione dell’espressione più classica e più apprezzata del distillato. Versione che rende omaggio alle eccellenze della terra emiliana, ma restando nei tratti caratteristici della tradizione del distillato. La ricetta bilanciata mette infatti in primo piano e in maniera nitida, pulita e ben strutturata, l’essenza più pura del ginepro.

Profilo complesso ed equilibrato

Frutto dell’expertise nell’arte della distillazione dello storico opificio fondato a Finale Emilia (Modena) nel 1814, Gin Tabar London Dry (alc 41% in vol), prende vita da una formula che, accanto al ginepro, vede la presenza di altre cinque botaniche: arancia dolce, rosmarino, cardamomo, camomilla e dittamo cretico.

La loro armoniosa combinazione dona al distillato un profilo aromatico complesso ed equilibrato, dove le note del ginepro si intrecciano con le sfumature erbacee del rosmarino, impreziosite dalle note speziate del cardamomo, ammorbidite dalla dolcezza della camomilla e arricchite dalla vivacità agrumata dell’arancia dolce.

Il tutto si traduce in un’esperienza gustativa secca, vibrante e cristallina, morbida al palato, con un finale lungo e ben bilanciato. Caratteristiche che ne fanno un prodotto ideale sia per i puristi del distillato sia per la miscelazione di qualità, dove si presta alla preparazione dei più diversi cocktail sia classici, a partire dal Gin&Tonic, sia per creazioni originali.

Il suo arrivo va ad arricchire ulteriormente la gamma Gin Tabar, che già comprende le versioni Classica, al Bergamotto, e le proposte in edizione limitata alla Ciliegia di Vignola Igp e alla Pera dell’Emilia-Romagna Igp, quest’ultima lanciata alla fine dello scorso anno (leggi Gin Tabar Pera dell’Emilia-Romagna Igp, la nuova limited edition di Casoni).

La ricetta

Gin&Tonic

Gin Tabar London Dry Gin Tonic.
Ingredienti:
5 cl Gin Tabar London Dry, 15 cl acqua tonica
Tecnica:
build
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
highball

Cuzziol Mixperience: undici donne in gara, undici sfide di creatività e adrenalina alla Cuzziol Drink Experience

Cuzziol Mixperience
Creare in pochi minuti un cocktail originale con gli ingredienti contenuti in una mistery box la prova per le concorrenti del contest targato Cuzziol. Ad aggiudicarsi la vittoria è stata Lucia Dentesano

Dieci minuti. Dieci minuti di tensione, di consapevolezza che il tempo è un nemico invisibile e implacabile. Dieci minuti per riflettere, scegliere, agire alla Cuzziol Mixperience. Undici talentuose bartender del Triveneto, undici mistery box, undici sfide di pura adrenalina. E dentro quelle scatole? Un campionario di delizie “made in Cuzziol: whisky, vermouth, bitter, aperitivi, con un occhio di riguardo per il nuovo Maffio, un piccolo gioiello che già fa parlare di sé: in dialetto veneto. E poi c'è il Femo Aperitivo, che arriva come una promessa e un invito a folleggiare. Sempre in veneto. Sul palco della Cuzziol Drink Experience, alla Fiera di Santa Lucia di Piave, il timoniere Luca Azzolina - da poco incoronato “spirit category expert” della Casa - guida la nave verso nuovi orizzonti e aspettative.

Il compito non è da poco, ma c’è anche il maestro di cerimonie, il ceo Domenico De Conti, a fare gli onori di casa, come se fosse il padrone di un club esclusivo che nessuno osa mettere in discussione. E lì, a osservare e giudicare, c’è la giuria della Cuzziol Mixperience: il "presidentissimo" Iba Giorgio Fadda, il capitano di lungo corso della beverage industry Giorgio Molinari, Miriam De Nicolò, la founder e direttrice responsabile di Snob Magazine, e il suo premio eleganza che fa tremare i polsi di chi non ha abbastanza stile. Per Bargiornale c'è il sottoscritto prontissimo per un rocambolesco cocktail safari. Una giuria che non fa sconti, ma che sa riconoscere il talento quando emerge, anche a colpi di shaker o filtrato con precisione sotto la lente di uno strainer, strumento che separa l’eccellenza dal superfluo.

Una sfida tutta azione e creazione

Le mistery box sono una trappola, si sa. Non sono mai facili, nemmeno quando sono piene di tesori. Le ragazze in gara lo sanno bene. Ogni ingrediente è una mina nascosta sotto un sorriso. Il lime cordial ti rinfresca, ma può diventare un nemico se non dosato bene. Il whisky, il Maffio Aperitivo, l’effervescenza della ginger beer - tutto sembra invitante, ma sotto c’è una sfida.

Ognuna delle bartender ha il suo stile, le sue tecniche, ma quando le cose non vanno come vorresti, l’unica cosa che conta è l’istinto. E il sangue freddo. Non c’è tempo per analizzare, non c’è spazio per la paura. Solo azione, solo creazione, come durante un assalto alla baionetta al banco bar. Il mix diventa un’opportunità e chi sa coglierla vince.

Il podio della Cuzziol Mixperience

E alla fine, tra il caos e la bellezza di una competizione agguerrita, ha vinto Lucia Dentesano con Kiddo. Un cocktail che, pur nella sua semplicità, riesce a colpire nel segno. Whisky The Whistler Irish Honey, lime cordial, passion fruit, ginger beer: un mix che suona come un inno alla freschezza e al carattere. Un equilibrio che affascina e sorprende, come un incontro improvviso con la dolcezza di un vecchio amico. Kiddo è quello che serve: un aperitivo che non si arrende mai, che ha il coraggio di farsi ricordare.

Seconda, ma con il voto più alto di Bargiornale, Tea Alberizzi. La senatrice del Drink Team di Bargiornale non ha deluso. Con Non MIEL’ aspettavo, ha creato un equilibrio sublime tra whisky, lime e il Femo Aperitivo di Maffio, un concentrato di erbe che sembra sussurrare al palato. Il top di Schweppes Selection White Peach & Elderflower regala freschezza e fiori, ma è la foglia di salvia a dare il tocco in più. Non è solo un garnish, è un gesto di classe, il collante che tiene tutto insieme. Elegante, imprevedibile, memorabile.

E poi c’è Claudia Danieli, terza con Yummi, un cocktail che gioca con il contrasto tra dolcezza e acidità. Lime cordial, Naty’s Passion Fruit, Disaronno e Hoxton Banana rum: un abbraccio esotico che non delude, ma non sbraccia nemmeno. C’è qualcosa di rassicurante in Yummi, un sapore che ti coccola senza troppi drammi. Eppure, anche qui, c’è la magia: il mix che ti sembra facile; eppure, non lo è mai davvero. Tre drink, tre storie, tre talenti. Ogni competizione è una tela bianca, e le mistery box sono i colori. Chi sa usarli, vince. Chi non lo sa, resta indietro.

Le ricette

Kiddo di Lucia Dentesano (prima classificata)
Ingredienti:
22,5 ml whisky al miele, 22,5 ml lime cordial, 15 ml passion fruit, top ginger beer

non MIEL’ aspettavo di Tea Alberizzi (seconda classificata)
Ingredienti:
30 ml The Whistler Irish Honey, 20 ml lime cordial, 0,5 ml Maffio Femo Aperitivo, top Schweppes Selection White Peach & Elderflower

Yummy di Claudia Danieli (terza classificata)
Ingredienti:
20 ml di lime cordial, 20 ml Naty’s Passion Fruit, 20 ml Disaronno, 40 ml Hoxton Banana Rum

Habibi di Sanja Adzijevic (Premio Snob – Eleganza)
Ingredienti:
45 ml Hoxton Pink, 25 ml Maffio Vermouth Bianco Morosa, 15 ml sciroppo d’agave, 1 spoon succo di limone, top ginger chili
Guarnizione:
menta fresca, fili di scorza di pompelmo

Whate di Alessia Coletta
Ingredienti:
37 ml Filey Bay Whisky, 22 ml Fumare, 30 ml lime cordial, 22 ml passion fruit

No Name di Rachele Riccio
Ingredienti:
30 ml Maffio Bitter Dotor, 22,5 ml liquore al rabarbaro e zenzero gin, 15 ml Maffio Vermouth Bianco Morosa, top soda Imperdibile al pompelmo rosa

Sparkling Fruit di Giulia Mistro
Ingredienti:
45 ml liquore whiskey al miele, 90 ml succo ananas, 15 ml sciroppo alla pesca, top Schweppes Selection White Peach & Elderflower

El Brombe di Erica Granzotto
Ingredienti:
30 ml Maffio Bitter Dotor, 30 ml Venturo Aperitivo Mediterraneo, 15 ml London dry gin, top tonica al pompelmo

Merry Ferrari di Maria Grazia Ferrari
Ingredienti:
30 ml Merrys Irish Cream, 20 ml Kahlua, 10 ml Disaronno, 1 bar spoon cordial lime, 5 ml sciroppo di maracuja

Rubino di Agata Zama
Ingredienti:
40 ml Maffio Bitter Dotor, 30 Maffio Vermouth Rosso Moroso, 30 ml Mayfield Gin rabarbaro e zenzero

Tutti i sogni ancora in volo di Daniela Castelli
Ingredienti:
30 ml Hoxton Tropical, 30 ml succo di limone, 20 ml sciroppo agave, 40 ml succo d'arancia, top Schweppes Selection Lemon & Quinine
Guarnizione:
fetta d'arancia essiccata

Un evento al porto di Trieste per scoprire il “Caffè senza confini”

Imperator Tazza Trieste
La giornata di formazione organizzata da Imperator srl a Trieste per dare valore al caffè, come ingrediente d’eccellenza, protagonista anche in cucina e pasticceria

Un appuntamento per parlare di Caffè senza confini: dalle origini al porto di Trieste. Lo ha organizzato nel capoluogo giuliano, lo scorso 12 marzo, Imperator, azienda specializzata nell’importazione di caffè crudo. Una giornata con gli esperti del settore, dedicata alla scoperta del mondo del caffè, dalla sua origine fino alla torrefazione (che è stata effettuata live), da prodotto agricolo a ingrediente d’eccellenza che può essere valorizzato anche nella gastronomia.

Dopo averne descritto le origini e le caratteristiche principali, come i diversi metodi di lavorazione (naturale, lavato, honey), un focus speciale è stato dedicato alle trasformazioni nel tempo, oltre che nei differenti metodi di estrazione, che influenzano aroma e gusto, rendendolo un ingrediente d'eccellenza in cucina e pasticceria.

Imperator Tazza Trieste Preparazione caffè Trieste
Diego Nata, tecnico controllo qualità di Imperator

«Per noi è fondamentale lavorare sulla cultura del caffè e sullo sviluppo delle conoscenze che precedono il momento della tazzina - afferma Alberto Polojac, amministratore delegato di Imperator srl -. Solo comprendendo appieno il percorso che il caffè compie, dalla pianta al seme, fino alla torrefazione, è possibile apprezzarne appieno l’aroma e il gusto, ma anche riconoscerne il valore come ingrediente d’eccellenza. Ogni fase di questo processo, infatti, influisce profondamente sulla qualità finale di un prodotto dalle innumerevoli sfumature, che lo rendono molto di più di una semplice bevanda».

Fonte Plose amplia la gamma Alpex e veste “di nuovo” Aqua Plose Gourmet

Alpex Pink Grapefruit
Pink Grapefruit è la new entry che arricchisce la gamma di sodati per la miscelazione Alpex. Rinnovato anche il pack della linea di acqua minerale Gourmet dedicata al fuoricasa

Una new entry nella gamma Alpex e un “vestito” tutto nuovo per Aqua Plose Gourmet sono le novità di Fonte Plose per questa prima parte dell’anno.

Cominciamo da Alpex, la linea di sodati per la mixology dell’azienda altoatesina, che si arricchisce della nuova referenza Pink Grapefruit, una soda al pompelmo rosa. L’ultima arrivata, che sarà in distribuzione in primavera, come tutte le proposte della gamma, è realizzata con pochi e selezionati ingredienti, tutti naturali, senza uso di conservanti, edulcoranti ed aromi artificiali. La sua ricetta, frutto di un lungo studio, è stata pensata per offrire ai bartender un prodotto dal gusto fresco e che restituisca tutta la piacevolezza del sapore del pompelmo rosa. In bottiglia di vetro da 20 cl, è molto versatile, ideale per la preparazione di cocktail freschi e di tendenza, a partire dal Paloma, ma le sue caratteristiche e la pienezza di gusto la rendono perfetta anche per il servizio liscio.

Il suo arrivo rende sempre più completa una gamma di bevande di qualità che già conta le referenze: Indian Dry Tonic Water, Italian Taste Tonic Water, Selected Natural Ginger Beer, Premium Natural Ginger Ale, Premium Taste Bitter Lemon, Premium Classic Soda Water, le cole Cola e Cola Zero e i cocktail analcolici ready to drink Alpex Spritz, Alpex Hugo e Alpex Gin Tonic.

Un nuovo vestito per Aqua Plose Gourmet

Arriverà nei prossimi mesi, invece, la nuova bottiglia da 75 cl di Aqua Plose Gourmet dedicata al fuoricasa. Un packaging personalizzato, con il disegno stilizzato delle Alpi e il nome "Plose" entrambi in rilievo, pensato per una nuova esperienza tattile e visiva del prodotto.

ACQUA PLOSE GOURMET_2025 NAT GAS 75
Le nuove bottiglie Aqua Plose Gourmet

Rinnovata anche l’etichetta, che riveste anche i formati in vetro da 25 e 50 cl. Questa è stata impreziosita da dettagli in oro e argento e dai colori aggiornati sui toni del blu notte per la Naturale e del verde acqua marina per la Frizzante, differenti dai classici stili standard, per dare un ulteriore tocco di eleganza al servizio ed esaltare la qualità del contenuto, l’Acqua Plose.

Una delle acque più leggere al mondo, con un residuo fisso di soli 22 mg/l, una durezza bassissima (1,3 F), valori minimi di sodio (1,3 mg/l), quasi priva di nitrati e senza nitriti. Il suo pH 6,6 la rende ideale per essere assimilata dal corpo umano, mentre l’elevato contenuto di ossigeno (10 mg/l), favorisce la diuresi e l'espulsione delle tossine e aiuta a migliorare la digestione.

Davide Gibertini è il nuovo amministratore delegato di Stock Spirits Italia

Stock Spirits Italia Davide Gibertini
Il manager, che vanta una lunga esperienzza in realtà multinazionali e di private equity, dove ha ricoperto ruoli di primo piano, succede alla guida della storica azienda italiana a Evelina Teruzzi

Cambio al vertice di Stock Spirits Italia. La storica azienda fondata a Trieste nel 1884 e oggi parte di Stock Spirits Group, ha un nuovo amministratore delegato: è Davide Gibertini, che succede nella carica a Evelina Teruzzi, che ha ricoperto il ruolo dal 2022.

Gibertini vanta una lunga esperienza in realtà multinazionali e di private equity, nelle quali ha ricoperto incarichi di primo piano. È stato group commercial director per la realtà della farmaceutica Havea, dove ha gestito con successo l’integrazione nel di più realtà aziendali. Ha inoltre un'ampia conoscenza del settore dei beni di largo consumo, grazie ai ruoli di leadership commerciale svolti in aziende come Reckitt-Benckiser e, nel settore del food&beverage, come The Kraft Heinz Company e Birra Peroni. Ruoli che gli hanno consentito di acquisire competenze strategiche in ambito commerciale e trade marketing e nella gestione di team complessi.

Costruire esperienze memorabili

Ora per lui comincia una nuova avventura in una storica azienda italiana degli spirit, che lo scorso anno ha festeggiato i suoi primi 140 anni di vita (leggi Stock Spirits Italia festeggia i 140 anni lanciando Bitterissimo Stock), con il compito di proseguirne il percorso di crescita forte di un portafoglio spirit di alto livello.

«Questo è un nuovo capitolo entusiasmante della mia carriera che mi riporta in un mercato estremamente appassionante, in un periodo di profonda e positiva trasformazione – ha commentato in una nota che ne annuncia la nomina il neo amministratore delegato -. In Stock Spirits, siamo pronti a costruire esperienze memorabili per i nostri consumatori, affrontando con coraggio le sfide e anticipando i cambiamenti. Il mio obiettivo è far crescere questa realtà internazionale in Italia, puntando su una solida strategia e su una forte collaborazione con i nostri clienti. Non vedo l'ora di lavorare con un team appassionato, pronto a fare la differenza guardando al futuro con visione e determinazione».

Felice della nuova nomina Jean-Christophe Coutures, ceo Stock Spirits Group. «Siamo entusiasti di avere Davide con noi ha dichiarato il numero uno del gruppo -. Porterà la sua passione e competenza per supportare la realizzazione della nostra strategia. Uniamoci nell'augurargli successo nel suo percorso in Stock Spirits».

Indie Bartender lancia il primo database mondiale di cocktail menu

Cocktail Menu Collection Indie Bartender Danil Nevsky
Danil Nevsky, fondatore di Indie Bartender
La Cocktail Menu Collection raccoglie drink list da tutto il mondo, consultabili gratuitamente. Danil Nevsky: «Così forniamo ispirazione e democratizziamo il merito»

Sono 106 al momento, ma l’obiettivo è già fissato sulle quattro cifre. Sono i menu già disponibili nella Cocktail Menu Collection, il nuovo strumento integrato in Indie Bartender: la creatura di Danil Nevsky, probabilmente il comunicatore più noto del settore bar, si arricchisce di un archivio di file PDF, presso il quale gli iscritti possono consultare gratuitamente menu raccolti dallo stesso Nevsky in giro per i continenti, o forniti dai bar di tutto il mondo.

«I menu sono una parte fondamentale del lavoro di un bar», spiega Nevsky, eletto al secondo posto tra le personalità più influenti del mondo bar da Bar100 nel 2024. «Se però non si ha la possibilità di viaggiare regolarmente, l’unica alternativa è beccarsi una serie di fotografie postate su Instagram da chi visita questo o quel locale. Ci si perde così la visione più ampia del modo in cui il menu è strutturato, descritto, presentato: la Cocktail Menu Collection vuole colmare questo vuoto, permettendo ai bartender di tutto il mondo di consultare il lavoro dei colleghi, ovunque».

Ispirare i bartender e dare visibilità ai team

L’obiettivo del progetto, descritto in esclusiva per Bargiornale dallo stesso Nevsky, è fornire ispirazione ai bartender e al tempo stesso garantire visibilità e traccia (la cosiddetta digital footprint, ndr) ai team che lavorano alla creazione dei menu e troppo spesso non ricevono l’apprezzamento che meriterebbero: «I menu hanno vita breve, cambiano regolarmente: magari vincono un premio ma il bar si sta già dedicando a costruire il successivo, e a raccogliere i riconoscimenti sono sempre i frontmen, non tutti i membri del team che contribuiscono. Io vorrei permettere a tutti di avere merito, una democratizzazione, anche solo per poter realizzare un portfolio da presentare come referenza nella carriera futura».

In un momento in cui l’attenzione sui menu va intensificandosi (i BarAwards di Bargiornale conferiscono un premio speciale dedicato), è anche facile incontrare bar che addirittura cambiano lista ogni tre mesi. E magari è un po’ troppo: «Forse mancano proprio le risorse per comprendere che non è necessario», prosegue Nevsky. «La Collection è una sorta di guida: quanti bartender sono anche designer, grafici, artisti? Far da bere è un conto, ma realizzare un menu vero e proprio, da principio a fine, è un’altra cosa e servono strumenti e conoscenze più specifiche di quanto sembri».

Il linguaggio è cruciale

Oltre all’archivio, Nevsky produrrà una serie di contenuti digitali per commentare i singoli menu presenti in collezione, descrivendone tre criteri: concetto, aspetto e struttura, perché il discorso va ben oltre i semplici cocktail. «Il linguaggio è il dettaglio cruciale», insiste Nevsky. «Lo scopo di un menu dovrebbe essere permettere agli ospiti di scegliere con consapevolezza: i miei preferiti sono quelli che riportano il nome del drink, chiaro e facile da pronunciare, e tre o quattro parole che descrivano sapori e aromi, piuttosto che tutti gli ingredienti. Se un menu è chiaro, fa risparmiare tempo e fatica anche al personale di sala, che non deve spiegare ciascun drink a ogni ospite».

Non si corre il rischio di avere bartender che si iscrivono alla piattaforma con il solo scopo di “rubare” ricette altrui? «Sì, potrebbero anche solo copiare da lì e rendere le proprie offerte simili alle altre. Ma non sarebbe una novità e in ogni caso si innescherà una selezione naturale: si può copiare quanto si vuole, ma chi sarà più critico, analitico e soprattutto maturo, evolverà. Noi intanto forniamo l’ispirazione». Infine, menu digitale o fisico? «Il QR Code fa risparmiare, per carità. Ma volete mettere un file whatsapp rispetto alla consistenza, l’aspetto e l’esperienza di un menu cartaceo di qualità?».

 

English Version

Indie Bartender launches the world's first global cocktail menu database

The Cocktail Menu Collection gathers drink lists from around the world, accessible for free. Danil Nevsky: «This way, we provide inspiration and democratize recognition»

Currently, there are 106 menus available, but the goal is already set in the four-digit range. These are the menus included in the Cocktail Menu Collection, a new tool integrated into Indie Bartender. Created by Danil Nevsky—arguably the most well-known communicator in the bar industry—this platform now features an archive of PDF files where registered users can freely browse menus collected by Nevsky himself from across the globe or submitted directly by bars worldwide.

«Menus are a fundamental part of a bar’s work», explains Nevsky, who was ranked the second most influential personality in the bar world by Bar100 in 2024. «However, if you don’t have the opportunity to travel regularly, your only alternative is scrolling through a series of Instagram photos posted by people visiting different venues. This way, you miss out on the broader perspective of how the menu is structured, described, and presented. The Cocktail Menu Collection aims to bridge that gap, allowing bartenders worldwide to explore the work of their peers anywhere».

The project’s goal is to inspire bartenders

As Nevsky revealed exclusively to Bargiornale, the project’s goal is to inspire bartenders while also providing visibility and a digital footprint for the teams behind these menus—professionals who often don’t receive the recognition they deserve. «Menus have a short lifespan; they change regularly. A menu might win an award, but the bar is already working on the next one, and the recognition usually goes to the frontmen, not to all the team members who contributed. I want to ensure that everyone gets the credit they deserve—a democratization of recognition—while also helping them build a portfolio to use as a career reference».

At a time when the focus on menus is increasing (Bargiornale’s Barawards even includes a special award dedicated to them), more bars are changing their menus as often as every three months. But is that too much? «Perhaps it’s simply a lack of resources to understand that constant change isn’t necessary», Nevsky continues. «The Collection serves as a guide: how many bartenders are also designers, graphic artists, or creatives? Making great drinks is one thing, but crafting a full-fledged menu from start to finish requires specific skills and tools that aren’t always obvious».

Language is the key detail

Beyond the archive, Nevsky will produce a series of digital content analyzing the menus in the collection based on three criteria: concept, aesthetics, and structure. After all, it’s about much more than just the cocktails themselves. «Language is the key detail», Nevsky emphasizes. «A menu’s purpose should be to help guests make informed choices. My favorites are those that include a clear, easy-to-pronounce drink name, along with three or four words describing the flavors and aromas rather than listing all the ingredients. A well-structured menu saves both time and effort for the service staff, reducing the need to explain each drink individually to every guest».

But what about the risk of bartenders joining the platform simply to “steal” recipes? «Yes, they could just copy from there and make their offerings look similar to others. But that wouldn’t be anything new. Ultimately, a natural selection process will take place: you can copy all you want, but those who are more critical, analytical, and mature will evolve. Our job is to provide inspiration».

Finally, digital or physical menus? «QR codes save money, sure. But can a WhatsApp file really compare to the texture, design, and experience of a high-quality printed menu?».

Parte la dolce sfida del Campionato del bergamotto in Pasticceria

Campionato del bergamotto in Pasticceria
Aperte fino al 10 maggio le iscrizioni per la prima edizione del concorso organizzato da Apei, che sfida pasticcieri, gelatieri e lievitisti a creare originali dolci con il bergamotto di Reggio Calabria

Il bergamotto, agrume simbolo della Calabria, è il grande protagonista di un nuovo contest dedicato all’arte dolciaria. A organizzarlo è Apei, l’associazione degli Ambasciatori pasticceri dell’eccellenza italiana, presieduta dal maestro Iginio Massari, che ha aperto le iscrizioni per la prima edizione del Campionato del bergamotto di Reggio Calabria in Pasticceria. Una sfida lanciata ai pasticcieri professionisti, senza vincoli territoriali o associativi, chiamati realizzare creazioni originali che valorizzino ed esaltino le qualità del bergamotto.

Il concorso è aperto a tutti i professionisti del settore, pasticcieri, gelatieri, lievitisti, che lavorino presso una pasticceria o un punto vendita e che abbiano un’attività al pubblico e, in più, che utilizzino Instagram e/o Facebook. I concorrenti dovranno partecipare a due sezioni a loro scelta tra Pasta lievitata, Torta da forno e Torta gelato, e le loro creazioni dovranno avere il bergamotto di Reggio Calabria come gusto aromatico prevalente.

Come partecipare

Per partecipare al Campionato del bergamotto occorre iscriversi sul sito apeiitalia.it (dove è disponibile il regolamento completo), compilando l’apposito form e inserendo le proprie ricette per le due sezioni di gara che ha scelto, oppure inviandole alla mail segreteria@apeiitalia.it. In ogni caso, la data ultima per le iscrizioni e per l’invio delle ricette è il prossimo 10 maggio.

Per le categorie Pasta lievitata e Torta da forno, però, l’invio della ricetta non è sufficiente: occorre anche spedire le creazioni, entro il 22 maggio a Cast Alimenti (Via Serenissima, 5, 25135 Brescia). I prodotti per la categoria Torta gelato, invece, verranno valutati esclusivamente sulla base della ricetta e dei bilanciamenti.

Entro il 10 maggio i concorrenti dovranno anche pubblicare sui propri profili social una foto delle creazioni, inserendo i tag/link che verranno loro comunicati dall’organizzazione e segnalando la pubblicazione sempre alla mail segreteria@apeiitalia.it

La finale a Reggio Calabria

Una commissione valuterà le proposte e, sulla base della somma dei punteggi ottenuti nelle due categorie, selezionerà i 10 professionisti che prenderanno parte alla finale del concorso, in programma il 19 luglio a Reggio di Calabria nell’ambito della 25esima edizione del BergaFest, la kermesse che celebra il bergamotto organizzata dall’Accademia Internazionale del Bergamotto di Reggio Calabria.

A valutare le tre creazioni saranno tre giurie: tecnica, composta da pasticceri di livello mondiale; critica, formata da rappresentanti del mondo della stampa; giuria popolare, composta dal pubblico.

Il vincitore del Campionato del bergamotto di Reggio Calabria in Pasticceria sarà il concorrente che avrà ottenuto il punteggio più alto dalla somma dei voti nelle due categorie assegnati dalla giuria tecnica. Ma saranno premiati anche gli autori del dolce preferito dalla critica e di quello più votato dal pubblico.

 

L’Artusi senza confini, aperte le iscrizioni al contest firmato Surgital e Casa Artusi

Il concorso è riservato a chef under 35, stranieri ma in Italia per lavoro, che dovranno creare una loro ricetta utilizzando uno dei prodotti contenuti nella gamma di Laboratorio Tortellini, marchio Surgital

Surgital, in collaborazione con Casa Artusi, lancia “l’Artusi senza confini”, un contest dedicato a giovani chef stranieri che lavorano in Italia. Spirito dell’iniziativa, quello di celebrare la cucina italiana in un’ottica internazionale, favorendo contaminazioni culturali e reinterpretazioni creative.

I partecipanti dovranno ideare un piatto originale a base di pasta fresca, ispirato a una ricetta del celebre libro di Pellegrino Artusi, “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”, rielaborandola con influenze del proprio Paese d’origine.

Tra i requisiti, l’utilizzo obbligatorio di un prodotto della linea Laboratorio Tortellini di Surgital, senza altre restrizioni sugli ingredienti o sulla tipologia di piatto.

La finale

I finalisti, tutti under 35, si sfideranno in un live cooking il 12 maggio 2025 presso Casa Artusi a Forlimpopoli, e verranno valutati da una giuria presieduta dallo chef stellato Luca Marchini, patron del ristorante L’Erba del Re di Modena, e della quale faranno parte l’accademico Andrea Gianotti, professore all’Università di Bologna e Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze e cultura della gastronomia, la giornalista Martina Liverani, il direttore di Grande Cucina Federico Lorefice, e a un rappresentante del marketing di Surgital e uno di Casa Artusi.

Le iscrizioni

Le iscrizioni sono aperte da metà febbraio a fine aprile 2025 sul sito italiangourmet.it/lartusisenzaconfini.

In palio, oltre alla pubblicazione delle ricette in un ricettario digitale, la partecipazione alla Festa Artusiana 2025 come guest chef per i primi tre classificati. Il vincitore assoluto otterrà inoltre un corso di formazione professionale “one to one” di 20 ore al Congusto Institute di Milano.

 

 

Il doppio colpo di Champagne Lallier: arrivano Réflexions 0.21 e Réflexions 0.21 Brut Rosé

Lallier _REFLEXIONS_R.021
Le due novità presentate al Lubna di Milano. Sono la prima creazione completa dello Chef de Cave Dominique Demarville

Tre "prime volte", una di maggior rilievo dell'altra. Champagne Lallier arriva sul mercato italiano con le sue novità e apre nuovi scenari, prima di tutto nel proprio corso ultracentenario iniziato nel 1906 ad Aÿ, nel pieno centro della regione Grand Cru della Champagne. Al Lubna di Milano dello chef Enrico Croatti, il nuovo spazio multiforme in zona sud che ha visto ospite anche lo chef Peter Brunel dell’omonimo ristorante stellato, lo Chef de Cave Dominique Demarville ha presentato una doppia nuova uscita che racconta di tre piccoli, enormi dettagli mai vissuti prima.

La linea Réflexionscreata nel 2010 da Francis Thibault, si arricchisce di due nuove referenze che rappresentano la prima creazione completa di Demarville, dalla vigna alla bottiglia: il Réflexions 0.21 e il Réflexions 0.21 Brut Roséche per la prima volta in assoluto fa il suo esordio in gamma. Due espressioni accomunate dalla coerenza con il credo Lallier, fatto delle quattro "emozioni" che si rincorrono nel lavoro tra terra e cantina: freschezza e purezza del terroir, intensità e profondità dal fare vino in senso stretto, così che, come racconta Demarville, «il tocco Lallier rimanga inconfondibile, ma ogni Réflexions mantenga una propria identità».

Nuovo concetto di vintage

Réflexions 0.21 tiene fede al "nuovo concetto di vintage" di Lallier, che punta a valorizzare il carattere del raccolto che domina il blend (Il nome indica che la maggioranza delle uve utilizzate deriva appunto dal 2021). «È il blend più importante cui ci dedichiamo ogni anno - prosegue lo Chef de Cave -, studiando la varietà che caratterizza l'annata. Il 2021 è stato un anno molto sfidante in Champagne, con pioggia continua e freddo soprattutto all'inizio della stagione: è stata una delle annate con meno raccolto degli ultimi dieci anni. Poi ad agosto e settembre una sorta di miracolo, un clima perfetto per la maturazione delle uve, bellissime anche se non troppe, ed è da queste che nasce Réflexions 0.21». 

Qui la terza "prima volta": un tocco di Meunier (7%) che aggiunge complessità e intensità al blend, composto anche da 44% Chardonnay e 49% Pinot Nero, per un dosaggio zuccherino leggerissimo a 7 grammi per litro, a donare una minima, ma apprezzabile cremosità. Naso agrumato e di fiori bianchi, palato elegante con una freschezza lunghissima e di pregevole persistenza.

Un rosé dallo stile identitario

Réflexions 0.21 Brut Rosé è invece un blend di Réflexions e una minima percentuale (7%) di vini rossi da vigneti gran cru nell’area di Busy: ne deriva lo stile identitario per colore, freschezza e un riflesso di amarezza. «Volevamo - spiega Demarville - creare un rosè che avesse un alto livello di freschezza, intensità e un finale molto lungo». Si percepiscono frutta rossa, ciliegia, fragole, al palato è di corpo pieno con una leggera acidità bilanciata da una minima nota tannica: 43% di Pinot Noir (di cui il 7% vinificato in rosso), 41% di Chardonnay e 6% di Meunier. In attesa, già da oggi, della prossima annata (di successo).

Julius Meinl: oltre 160 di eccellenza tra tradizione, innovazione e sostenibilità

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La linea di miscele The Originals Bio Fairtrade di Julius Meinl
Punto di riferimento nella cultura del caffè, l’azienda prosegue la sua crescita fatta di ricerca della massima qualità, rispetto per l’ambiente e innovazione costante. Valori esaltati dalla linea di miscele pregiate The Originals Bio Fairtrade, certificate Bio e Fairtrade

Da oltre 160 anni, Julius Meinl rappresenta un punto di riferimento nella cultura del caffè, unendo la tradizione viennese all’innovazione e alla sostenibilità. L’azienda, con un cuore produttivo a Vicenza, continua a distinguersi nel settore grazie a una filosofia che coniuga qualità, responsabilità ambientale e ricerca costante dell’eccellenza.

L’attenzione alla qualità e alla sostenibilità ha portato Julius Meinl a sviluppare prodotti che incontrano le esigenze di un mercato in continua evoluzione. La crescente sensibilità verso scelte etiche e responsabili ha guidato il successo della linea The Originals Bio Fairtrade, che nel 2024 ha superato i 6 milioni di euro di vendite, conquistando oltre 2000 clienti attivi.

Questa gamma di miscele pregiate, certificate Bio e Fairtrade, incarna perfettamente l’impegno dell’azienda nel garantire non solo eccellenza nel gusto, ma anche un impatto positivo sull’ambiente e sulle comunità di coltivatori. Blend come Gloriette Gold, Belvedere Blend e Danube Delight si distinguono per profili aromatici unici e una lavorazione attenta che esalta la purezza delle materie prime. Nel corso dell’anno, la gamma si è ampliata con il lancio dei formati da 500 g, con pack riciclabile, per Belvedere Blend e Danube Delight, rispondendo alla crescente richiesta di soluzioni sostenibili e pratiche per il settore Horeca.

Rispettare la qualità del caffè e l’ambiente

Ogni dettaglio del processo produttivo è studiato per rispettare la qualità del caffè e l’ambiente. L’uso di packaging riciclabile, l’installazione di pannelli fotovoltaici e l’adozione di tecnologie all’avanguardia hanno permesso una riduzione significativa delle emissioni di CO₂. L’azienda punta, inoltre, a raggiungere il 100% di approvvigionamento responsabile entro il 2025, attraverso iniziative come il Generations Program in Colombia e Uganda, volto a migliorare le condizioni di vita dei coltivatori e promuovere pratiche agricole sostenibili, e l'iniziativa Responsibly Selected Coffee, che garantisce l’acquisto del caffè attraverso schemi di sostenibilità conformi al Coffee Sustainability Reference Code della Global Coffee Platform.

Le miscele conquistano l’alta pasticceria

Il prestigio delle miscele Julius Meinl si riflette anche nel mondo dell’alta pasticceria. Antonio Bachour, pastry chef di fama mondiale e Global Brand Ambassador del brand, utilizza questi caffè nelle sue creazioni, dimostrando come il connubio tra qualità e innovazione possa dare vita a esperienze sensoriali straordinarie. La cultura del caffè viennese, con la sua storicità e raffinatezza, continua a influenzare il modo in cui Julius Meinl interpreta e trasmette il piacere di un caffè d’eccellenza.

Un futuro fatto di innovazione e sostenibilità

Guardando al futuro, Julius Meinl prosegue il suo percorso di crescita con un impegno costante verso la sostenibilità e l’innovazione. Il 2025 vedrà ulteriori novità, con l’obiettivo di rendere il caffè un’esperienza sempre più consapevole e rispettosa dell’ambiente. Con una tradizione secolare e una visione proiettata al domani, Julius Meinl continua a scrivere la storia del caffè, una tazza alla volta, portando avanti i valori della cultura viennese e trasformandoli in un’esperienza moderna e sostenibile.

Alice Musso vince la finale italiana di The Vero Bartender 2025

Alice Musso_vincitrice della Finale Italia di The Vero Bartender 2025
Alice Musso, vincitrice della finale italiana di The Vero Bartender 2025
La giovane bartender del Drink Kong di Roma, Alice Musso, vince la finale italiana della competizione promossa da Amaro Montenegro, con il cocktail Chronosphere. Appuntamento per la finale global a Bologna il 9 aprile, dove Alice sfiderà i migliori professionisti selezionati in 8 Paesi.

Futuro distopico e ambientazioni da fantascienza nelle narrazioni degli otto finalisti italiani di The Vero Bartender 2025. Alla fine l’ha spuntata Alice Musso - classe 1995, volto del Drink Kong di Roma e terza a Barawards 2024 nella categoria Bartender dell’anno - con un concept di drink volto a rappresentare un'umanità all’opera per adattarsi al nuovo clima del pianeta.

Alice Musso in azione TVB Finale Italia 2025
Alice Musso in gara. Location della finale italiana era lo spazio ARCA Milano

Amaro Montenegro festeggia 140 anni

L’orologio virtuale della competition si è spostato sul 2165, il tema della gara - competizione internazionale proposta da Amaro Montenegro, che quest’anno festeggia i 140 anni del brand, giunta alla settima edizione - era proprio il futuro (Shaping the future). I partecipanti - selezionati in tutta Italia nei mesi scorsi - sono stati invitati a proiettarsi 140 anni avanti nel tempo, sfidandosi nella creazione di cocktail all’avanguardia a base di Amaro Montenegro con tecniche, preparazione e forme che testimoniassero uno sforzo di innovazione e anche di visione.

Il futuro in un bicchiere

Otto finalisti si sono Abbiamo assaggiato bicchieri commestibili, ascoltato storie su party dell’altro mondo (su Marte), applaudito ad alleanze tra esseri umani e organismi monocellulari o funghi. Questi cocktail del futuro sono stati assaggiati da Rudi Carraro (Global Brand Ambassador Amaro Montenegro), Luca Bruni (vincitore dell’edizione passata di The Vero Bartender, oltre che Bartender dell’anno a Barawards 2024)), Fabio Bacchi (Fondatore Bar Tales Magazine e Roma Bar Show) e Edoardo Nono (proprietario del Rita & Cocktail’s e del Rita’s Tiki Room di Milano), seduti al banco della giuria.

Alice Musso_cocktail TVB
Cronoshepre, il cocktail presentato da Alice Musso

Il drink vincente: Chronosphere

Il cocktail presentato da Alice Musso - sulle note di Interstellar e con citazioni orwelliane - si chiama Chronoshpere. «Dentro c’è una idea di futuro - ci ha spiegato lei ancora emozionata poco dopo la proclamazione - che ci presenta un pianeta molto diverso, per via di tutti i cambiamenti climatici e l’inquinamento che gli esseri umani hanno causato. Allo stesso tempo c’è la consapevolezza di questo e la volontà di adattarsi a tutti questi cambiamenti. Nel drink, oltre ai 45 ml di Amaro Montenegro, prodotto icona della mixology italiana, anche una soda composta da sherry al cocco - un prodotto tradizionale e un frutto identificato come nuovo prodotto autoctono della zona di produzione dello sherry stesso - e un cordiale al mango senza aggiunta di acidi o di zuccheri, a simboleggiare un’altra pianta tropicale che è già entrata a far parte delle coltivazioni mediterranee e, insieme, l’attenzione all’alimentazione sana».

«Il livello quest’anno era veramente alto, tutti i finalisti hanno portato dei cocktail incredibili. Quello che più mi ha colpito delle proposta di Alice è il gusto del cocktail», ci spiega Luca Bruni, giurato ed ex campione di The Vero Bartender. «Al di là delle performance e dello storytelling di tutti i finalisti, pensa che lei abbia fatto la differenza proprio in termini di gusto».

Alice Musso con i finalisti TVB Finale Italia 2025
Alice Musso con i finalisti The Vero Bartender Finale Italia 2025

I drink dei finalisti di The Vero Bartender

Sforzi di immaginazione davvero imponenti, quelli visti in finale. Martina Bracca, dello Smile Tree di Torino, ha presentato Nova Aurora. Tra gli ingredienti konbucha al caffè e melassa e una fermentazione di bucce di ananas con zucchero e spezie come cannella, cardamomo, anice stellato, a simboleggiare una inusuale “collab” tra esseri umani e batteri. Christian Costantino del Marina del Nettuno di Messina, si è proiettato Su un altro pianeta!, con un cordial in polvere con camomilla, aceto di mele, acido citrico e zucchero all'arancia, a completare un drink servito al Monte, il bar più esclusivo di Marte, dove umani e marziani si ritrovano a fare festa. Vestito da astronauta, Daniele Ventura dello Smiley Steakhouse di Capo d’Orlando (Sicilia) si è lanciato anche lui nello spazio al Montenegro Space, cocktail bar situato più o meno tra Venere e Marte. Ecosfera il suo drink, con liquido al plasma di frutta galattica e garnish con omino spaziale. Shakerato a gravità zero. Marco Giovani, dell’Eclectica Lab de La Spezia, ha immaginato il ritrovamento di una cassa di Amaro Montenegro come ristoro per i sopravvissuti a un futuro distopico. Amaro accompagnato, nel drink Booster, da acquavite di teff (un cereale antichissimo e privo di glutine) e un survival cordial. Luca Goracci ha immaginato anche lui una inedita alleanza tra mondo degli umani e mondo dei funghi per salvare il Pianeta, con un cordiale a base di funghi a caratterizzare il suo drink, Simbiosi. Funghi protagonisti anche in Cosmic Mycota, cocktail di Lalita D’Alessandro dell’Inn Cafè di Alessandria, con infusione di shiitake in Amaro Montenegro e shrub alla carota, impreziositi da un’aria cosmica allo zenzero e sale. Federica Di Lella di Puntosette (Torino) ha presentato l’ingrediente principale della competition come un elisir di longevità e ha ingaggiato i giudici perché “rianimassero” i quattro elementi aria-acqua-terra-fuoco in un nuovo mondo, brindando con il cocktail Ava (cordial di avocado ed estratto fresco di barbabietola chiarificato).

Appuntamento al 9 aprile per la finale global a Bologna

In attesa di verificare cosa davvero ci riserverà il futuro remoto al bancone del bar, possiamo guardare un poco più vicino e segnare in agenda la data del 9 aprile, quando Alice Musso si farà portabandiera italiana nella finale global di The Vero Bartender, sfidando i migliori colleghi selezionati in altre otto nazioni: Australia, Canada, Cina, Emirati Arabi, Messico, Regno Unito, Spagna e USA.

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