L'editoriale del numero di settembre 2025 di Bargiornale dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich, dedicato allo spirito dell'accoglienza
“Una casa lontano da casa”. Così erano i locali ai tempi dei primi lounge bar. Bar dove fare il nido, sedersi, accucciarsi in compagnia di amici e amiche. Posti molto glamour, molto ostriche e Champagne, firmati e controfirmati dall’architetto Paperon de’ Paperoni. Bar che continuano il loro successo, vivi e vegeti, hanno cambiato solo forma, design, insegne, ma il concetto resta quello. Il gioco? Sempre lo stesso: costruire un bozzolo, un teatro, un guscio dove l’ospite possa evadere, dimenticare il mondo reale, sentirsi protagonista per un po’. Vale per i lounge, vale ancora per i Tiki bar. Posti mascherati che quando entri dentro vieni catapultato in un universo che profuma di esotico, fiori tropicali, legni scolpiti, rum a fiumi, mug antropomorfe che gli manca solo la voce e poi potrebbero anche parlare.
Rupert Holmes lo aveva capito con Escape (The Piña Colada Song): l’evasione non è un drink, è un alibi. “If you like Piña Coladas and gettin’ caught in the rain… write to me and escape.” Filosofia pura. Daniele Dalla Pola, in copertina, lo incarna perfettamente: la sua Sexy Colada, i suoi locali tra Miami e Messico. Lui e quelli come lui non fanno Tiki. Sono Tiki. E questa è la chiave del successo: non vendere banalmente uno Zombie a un intenditore di cocktail, ma vendere un mondo intero a chi quel mondo non lo conosce, ma ne è affascinato.
Già perché se un tempo cercavamo una casa lontano da casa oggi quello su cui puntiamo quando cerchiamo un bar è una casa lontano da casa, ma che abbia il profumo di un’altra casa. Vi siete persi nel giro di parole? Ci pensiamo noi.
Oggi la bussola gira altrove. La “casa lontano da casa” non basta più. Serve una casa che sappia di un’altra casa, diversa dalla tua, che racconti storie, ricordi, profumi di radici. I bar di quartiere tornano protagonisti. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Palermo, la Gen Z riscopre i luoghi autentici: vecchie latterie trasformate in cocktail bar, coni gelato che tornano a farti innamorare, caffè che sanno di storia e vicinato. Non è nostalgia.
È “newstalgia”. È, letteralmente, la tendenza a provare sentimenti nostalgici verso elementi del passato reinterpretati o riadattati in chiave moderna. Ma è anche la conferma che i nuovi clienti vogliono autenticità e semplicità. Aperitivi buoni, accessibili, senza troppi orpelli. Perché evadere oggi non significa necessariamente volare verso l’esotico o nel salotto di lusso. Significa trovare rifugio anche in ciò che è reale, tangibile, vicino. E l’evasione è una porta che si apre e porta altrove.
Il bar va pensato come una macchina del tempo, un universo alternativo, un laboratorio di sogni. Basta un profumo, un buon caffè, un angolo di luce giusta. Un posto dove ci si accuccia, si osserva, si sorride e il mondo esterno sparisce. Per qualche minuto, ora, ci si sente altrove.
E allora capisci: evadere non è fuggire. È scegliere di vivere (o meglio far vivere) un’altra realtà, anche se solo per poco. •
Manca poco più di un mese alla Venice Cocktail Week, che da mercoledì 22 a domenica 26 ottobre 2025 tornerà per la quarta edizione in laguna. La kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli coinvolgerà28 cocktail bar della città, selezionati per l’occasione. Si parte con una festa esclusiva all'Hotel Aman, lo stesso che ha ospitato il matrimonio di Jeff Bezos. «In questi anni - racconta Paola Mencarelli - abbiamo portato i veneziani nei bar degli hotel, che raramente frequentavano. Anche per questo il comune di Venezia ci ha creduto fin dal primo momento e ci supporta con il patrocinio, insieme alla Vela (la società che organizza gli eventi in Laguna, ndr) e considerando la Cocktail Week come uno dei grandi eventi».
Paola Mencarelli
La novità dell'edizione 2025 è che la settimana si è ristretta a cinque giorni, con l'obiettivo di rendere tutto più intenso, con contenuti per appassionati, conoscitori e professionisti del settore. Cocktail list dedicate, masterclass, brunch, aperitivi e si conferma il ruolo privilegiato dei pop-up bar delle altre cocktail week, un modo per creare un circuito di bar e unire tutta Italia con un brindisi. Non mancheranno guest shift, con ospiti locali e internazionali, ma su questo Mencarelli aggiunge che, per la sua eccezionalità, Venezia è il luogo privilegiato per dare spazio soprattutto ai professionisti resident dei bar della laguna. «Il principio di fondo delle Cocktail Week - spiega - è proprio di valorizzare i professionisti che ci accolgono nei loro bar, per questo abbiamo introdotto l'iniziativa Barkeeper. D'altra parte penso che sia arrivato il momento di smettere di guardare a quel che si fa fuori dai nostri confini e di dare il giusto risalto a quello che si fa noi in Italia».
Un esempio di Venezia è il focus sull'aperitivo di mezzogiorno, uno dei temi a cui dovranno attenersi i bar che partecipano alla manifestazione nel pensare i loro cocktail (l'altro è un signature): «Non è una novità, fin dalla prima edizione a Venezia abbiamo pensato a questo tema, perché è una consuetudine tutta di Venezia da raccontare: da Florian a mezzogiorno c'è la fila tutti i giorni per un Bellini», chiarisce Mencarelli. Che aggiunge come sia una delle tante sfaccettature dell'accoglienza all'italiana, che si distingue nel mondo: «I nostri barman italiani, sia quando giocano in casa, che quando vanno all'estero, si distinguono per eleganza e savoir faire. Li riconosci già da come sono vestiti. E a Venezia, che è una città elegante in sé, anche perché i cocktail bar degli hotel di lusso dettano la linea, si percepisce ancora di più».
A distinguere l'italianità al bar contribuiscono anche tradizione e creatività: «Il made in Italy nella liquoristica, il fatto che abbiamo inventato l'aperitivo, ricette immortali come il Negroni, che è nato a Firenze, e ancora i caffè storici, nonché quelli moderni che si fanno notare anche a livello internazionale... insomma, in Italia non ci manca nulla e quello che abbiamo deve essere valorizzato agli occhi del mondo. L'obiettivo della Cocktail Week, così come è partita da Firenze ormai quasi dieci anni fa, è proprio questo».
Negli ultimi dieci anni, la scena dei cocktail bar nel Sud-est asiatico ha vissuto un’evoluzione dinamica. Singapore, già protagonista di un precedente articolo su Bargiornale, ha aperto la strada a città come Bangkok e Saigon, che oggi emergono come destinazioni internazionali per la mixology innovativa. La vivace cultura del cocktail riflette le influenze multiculturali della regione, dove artigianalità, creatività e una profonda valorizzazione degli ingredienti locali sono centrali nell’esperienza. Il Sud-est asiatico offre un vivace mosaico di esperienze legate al bere, che mettono in risalto creatività, patrimonio culturale e sapori locali, nelle principali destinazioni turistiche di Thailandia, Vietnam e Cambogia. Mentre i bartender continuano a ridefinire la mixology, una cosa è certa: la scena dei cocktail nella regione è destinata a rimanere un polo globale di innovazione, offrendo un viaggio ricco di gusti, storie e momenti indimenticabili per chi ha il coraggio di esplorarla.
The Bamboo Bar – Mandarin Oriental Bangkok
Il Mandarin Oriental Bangkok, inaugurato nel 1876, è stato il primo hotel di lusso in Thailandia, situato lungo le rive del fiume Chao Phraya. Nel 1953, nacque il Bamboo Bar, il primo bar d’hotel del paese. Da allora, è rimasto un pilastro della vita sociale di Bangkok. Come jazz bar più longevo della Thailandia, è da sempre amato sia dall’alta società che dagli appassionati di cocktail e jazz.
Ristrutturato nel 2014, il Bamboo Bar unisce eleganza contemporanea e tocchi classici, con il bambù come elemento dominante nel design. Il menu attuale, curato da Chanel Adams e dal suo team, celebra i ricchi sapori thailandesi, come erbe e frutti locali: mango verde e giallo, banane.
Tra i cocktail meritano la citazione The Lotus Unfolds, ispirato alla terza stagione di The White Lotus, episodio 5, girato proprio al Bamboo Bar (unisce Código Rosa Tequila, Luxardo Bitter Bianco, Mancino Secco, Whispering Angel Rosé e Snake Fruit); Bamboo cocktail affumicato, con vermouth Mancino Bianco, Fino Sherry e Ardbeg 10 Year Scotch; Green Mango Bee’s Knees, un mix a base di gin London dry, miele, lime, peperoncino thai e shrub di mango verde.
Chanel Adams, bar manager, The Bamboo Bar Bangkok
«Le mie esperienze passate hanno rafforzato il mio amore per la mixology e mi hanno permesso di sviluppare competenze e creatività. Al Bamboo Bar, mi concentro su prodotti locali e tecniche moderne, evocando nostalgia nei nostri ospiti»
Mahaniyom – Bangkok
Quando si pensa a Bangkok, il primo nome che viene in mente è Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, vincitore del Global Bacardi Legacy nel 2019 e fondatore di diversi bar in città. Insieme a Chennarong “Jan” Bhumichitr, ha aperto Mahaniyom nel 2022 nel distretto di Bang Rak. Il nome “Mahaniyom” è una parola thailandese che significa “grande desiderio” o “popolarità”, rivelando le ambizioni dei due fondatori.
Mahaniyom è un po’ difficile da trovare: si trova sopra il rinomato ristorante farm-to-table 100 Mahaseth, in una vecchia casa da tè dove vivevano famiglie da generazioni. Il bar, colorato ed eclettico, è pensato per l’era di Instagram, con elementi asiatici accattivanti come il neon a forma di tigre sulla parete dietro il bancone.
Il menu prende ispirazione da quello di 100 Mahaseth, con un forte focus sulla sostenibilità e sull’uso di un singolo ingrediente come protagonista di ogni drink. Gli ingredienti spaziano dal pomelo al calamaro, dal manzo al cocco. Il team crede che ogni parte di una pianta o di un animale possa conferire un sapore o una consistenza distintiva. Ad esempio, Cow è un cocktail preparato con tecnica fat wash, che utilizza sottoprodotti del manzo come grasso, latte, burro e formaggio blu per creare un drink sapido ma equilibrato.
Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, co-fondatore di Mahaniyom Bangkok
«Anche se puntiamo a cocktail sostenibili e innovativi, il nostro obiettivo principale è creare un’atmosfera funky, divertente e immersiva»
Bar Us Bangkok
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Aperto nel gennaio 2023 nel quartiere Sukhumvit di Bangkok, Bar Us è l'ultimo progetto di Sudarat "Taln" Rojanavanich e Veerach "Aum" Sawaengsupt, lo stesso duo dietro l'acclamato Messengerservice Bar. Taln e Aum vantano un background nel design creativo e hanno progettato gli interni del Bar Us in modo molto simile al loro menu, sovrapponendo elementi, giocando con i contrasti e dando forma a ogni dettaglio con cura. Il menu del Bar Us è una lista di cocktail a più portate, suddivisa nelle sezioni antipasto, piatto principale e after, proprio come in un ristorante.
L'esperienza tipica al Bar Us inizia con uno starter rinfrescante, come il Mango Skin + Marigold + Tumeric root, un connubio di distillato di buccia di mango tropicale, radice di curcuma terrosa, zenzero piccante, note floreali di Marigold, dolcezza di Lillet Blanc e freschezza del gin Widges. Gli ingredienti vengono combinati con Perrier e CO2 e serviti in un bicchiere highball con una lancia di ghiaccio. Il risultato è un drink effervescente, leggero ma vivace. Fra i piatti principali, il drink più popolare è il Satay, che ricorda la deliziosa salsa a base di cetriolo, scalogno rosso e peperoncino servita insieme al famoso piatto thailandese: un equilibrio di piccante, salato, agrodolce, preparato con distillato di Masala, liquore al peperoncino, scalogno rosso, cetriolo, noce di macadamia, soluzione salina e olio di peperoncino. Nessuna esperienza al Bar Us è completa senza un After Dinner, come il Pandan + Jackfruit, un'ode al Kha-Nhom-Chan, l'amato dessert thailandese. In forma liquida, questo drink agrodolce raggiunge il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione con un distillato di jackfruit, pandan, tè Lapsang Souchong cotto sottovuoto con rum bianco, gelsomino e schiuma di cocco. La distillazione del jackfruit conferisce un aroma tropicale, fruttato e pulito al palato, mentre lo sciroppo di pandano conferisce il tipico sapore del dessert thailandese con la sua dolcezza cremosa ed erbacea.
Sudarat "Taln" Rojanavanich, co-fondatore di Bar Us Bangkok
«L'intimo Bar Us è uno spazio progettato per la connessione, la creatività e drink audaci ma accessibili»
The Hudson Rooms Hanoi
All'interno del lussuoso hotel Capella Hanoi si trova The Hudson Rooms, gestito dal bar manager Sean Halse e dal capo barman Patrick Nguyen. The Hudson Rooms immerge gli ospiti in uno spazio intimo, caratterizzato da accattivanti tonalità naturali di verde e oro, con lo splendido sfondo del lago Hoan Kiem. The Hudson Rooms trae ispirazione dal romanticismo del viaggio, in particolare dall'epoca avventurosa del Nord America degli anni Venti. The Hudson Rooms prende il nome dall'esploratore del XVII secolo Henry Hudson, che nel 1609, durante la ricerca del Passaggio a Nord-Ovest, si imbatté nel fiume Hudson, che all'epoca era ricco di banchi di ostriche. Non sorprende quindi che The Hudson Rooms offra un'impressionante selezione di ostriche, tutte abbinabili a oltre 200 whisky diversi.
Se non siete sicuri di come abbinare un whisky a un'ostrica, il team del bar di The Hudson Rooms ha preparato una lista di abbinamenti selezionati, affettuosamente nota come "The Whisky Luge". Ad esempio, l'ostrica Cadoret Ireland No. 3 con il whisky irlandese Redbreast Potstill 12 anni.
Il menù dei cocktail del The Hudson Rooms si ispira all'epoca d'oro dei viaggi in treno e vi trasporta lungo quattro binari che partono dal Grand Central Terminal di Manhattan: a nord verso il Canada, a ovest attraverso Chicago, a sud verso Miami e fino alla costa di Los Angeles. Un punto forte del menù è il affumicato e amaro The Corner Stone, con bourbon whiskey Michter's, whisky Johnnie Walker Black, whisky Bowmore 12, Cynar, crema di cacao al vino di riso viola e tintura di sigaro.
Una delle esperienze più esclusive del The Hudson Rooms è il Track 61, un lounge segreto per whisky e sigari, ricco di fascino. Prende il nome dall'enigmatica carrozza ferroviaria privata del presidente Franklin D. Roosevelt, un tempo discretamente parcheggiata al Binario 61 del Grand Central Terminal durante le sue visite a New York, e trasmette la stessa atmosfera di esclusività. Proprio come Roosevelt riservava il suo vagone ferroviario solo ai suoi ospiti più stimati, l'accesso a questa lounge è solo su invito: per entrare, dovrete impressionare il personale del bar e superare un'ingegnosa domanda di abilità. Dietro una porta nascosta si cela uno spazio intimo che ospita un'eccezionale collezione di whisky. Il bar offre anche sei cocktail esclusivi, tra cui il 61 Old Fashioned, una rivisitazione audace e saporita del classico, realizzata con una miscela segreta di whisky, sherry Oloroso, miele affumicato al sale marino.
Sean Halse, Bar Manager, The Hudson Rooms Hanoi
«Tutti sanno che lo champagne si sposa bene con le ostriche, ma dato che siamo un whisky bar, volevamo provare qualcosa di diverso. La nostra ricerca ha scoperto che Bowmore gestiva un Whisky Luge già alla fine del 1800: abbiamo semplicemente portato il passato al presente»
Sol & Sao Bar – Hoi An
Il Four Seasons Resort The Nam Hai a Hoi An, in Vietnam, si estende su vasti giardini lungo un chilometro di spiaggia mozzafiato, Ha My, considerata una delle migliori al mondo secondo Forbes. Il resort offre tre piscine maestose e quattro ristoranti, tra cui Sol & Sao, un cocktail lounge sulla spiaggia.
Il nome Sol & Sao è una fusione tra la parola latina per sole (Sol) e quella vietnamita per stella (Sao). Questo concetto permea ogni aspetto del bar, dal design al menu, creando uno spazio dove gli opposti (giorno e notte, semplicità e complessità) si bilanciano armoniosamente. Di giorno è un lounge rilassato che serve caffè, gelato e drink al cocco; di notte si trasforma in un elegante lounge costiero con cocktail artigianali e tapas vietnamite.
Il menu è stato sviluppato da Gab Carlos (ex Manhattan e One Ninety Bar Singapore). Come nel celebre Devil’s Cut di Madrid, il menu dà grande importanza ai cocktail a base di sherry. Il capo bartender Vo Duy Phuong, anche barista, esegue perfettamente i drink firmati da Carlos.
I cocktail sono divisi in prima e dopo il tramonto: nella drink list “prima del tramonto” spicca il cocktail denominato Colours of Hoi An, un twist sul whiskey sour con bourbon Michter’s, succo di mela verde, succo di limone, sciroppo di cannella e acero, albume. Decorato con petali ispirati ai colori della città antica: giallo per gli edifici, viola per i fiori di ciliegio, verde per la vegetazione. Dopo il tramonto, consigliamo di assaggiare un Umami Gibson.
Vo Duy Phuong, Head Bartender, Sol & Sao Bar Hoi An
«Sono i momenti di sorpresa e meraviglia, andare oltre le ricette tradizionali per creare qualcosa di veramente memorabile per gli ospiti, che alimentano il mio amore per la mixology»
The Enigma Mansion – Saigon
Il primo Enigma Bar a Saigon ha aperto nel settembre 2022, subito dopo la fine delle restrizioni pandemiche. Nel 2024, ha subito una trasformazione significativa, riaprendo come The Enigma Mansion in una nuova location, in una villa centenaria, che presenta un’estetica più raffinata e classica rispetto al design futuristico e al neon del locale originale. L’ambiente combina design europeo classico con elementi moderni: pareti in mattoni marroni, illuminazione calda e una scultura sospesa a forma di fenice, simbolo di rinascita e trasformazione. Le pareti a specchio e le sedute intime creano un’atmosfera conviviale.
Guidato dal fondatore Vũ Ngọc (Will) e dal capo bartender Thong Hoai (Tee), Enigma Mansion propone un menu cocktail che unisce tecniche classiche e approcci innovativi, con 30 signature e 300 ricette classiche. Utilizzano metodi innovativi come il rotavap e l’omogeneizzazione ultrasonica, oltre a ingredienti locali. Un esempio è il cocktail denominato Mustard: distillato di senape gialla, aceto di lampone, aglio nero di Lý Sơn, acqua frizzante al pomelo Diễn, gin Roku.
Il gin Roku offre una base botanica, la senape aggiunge note speziate, l’aceto di lampone dona acidità, l’aglio nero profondità umami, e l’acqua frizzante al pomelo freschezza agrumata.
Vũ Ngọc (Will), Fondatore, The Enigma Mansion Saigon
«La maggior parte dei nostri 30 cocktail firmati incorpora ingredienti locali speciali. Qualsiasi cosa, dal nord al sud del Vietnam: mango Hoa Loc, sarsi di Dak Lak, persino sale di gambero di Tay Ninh»
Hybrid – Saigon
Situato di fronte alla cattedrale di Notre Dame, in un vicolo al 57 di Nguyen Du Street, sopra il Tipsy Department Bar, si trova Hybrid Saigon. Nato dalla passione del fondatore Liam Duong per la mixology, Hybrid è uno spazio raffinato ma informale per gli appassionati di cocktail.
Il bancone è realizzato con legno recuperato da vecchie barche da pesca, in omaggio alla città natale costiera di Duong, Nha Trang. In fondo al bancone, una finestra offre una vista mozzafiato sulla città. Le pareti, vissute, sono decorate con opere contemporanee di artisti emergenti di Saigon, creando un equilibrio tra antico e moderno.
Il menu cocktail è innovativo: l’enfasi è posta sui profili aromatici, non sulla base alcolica. Gli ingredienti sono elencati per primi, mentre lo spirito viene menzionato alla fine, per valorizzare l’insieme. Il cocktail simbolo di Hybrid Saigon è il Maestro Mushroom, una reinterpretazione del classico Old Fashioned, ispirato alla zuppa di pollo e funghi dell’infanzia di Duong.
Liam Duong, Fondatore, Hybrid Saigon
«I nostri cocktail sono sinfonie di gusto meticolosamente composte, dove gli spiriti giocano un ruolo di supporto. Sfido l’approccio tradizionale e invito a gustare l’inaspettato»
The Pi – Saigon
Situato nel vivace quartiere Đa Kao del Distretto 1, The Pi è un cocktail bar ispirato alla natura infinita della costante matematica π. Fondato da Chun Chun, The Pi è più di un semplice bar: è una celebrazione della diversità e dell’innovazione in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini. Questa visione si concretizza in un menu cocktail in continua rotazione, con ogni edizione che esplora nuovi profili aromatici e ingredienti. L’impegno verso l’inclusività è ulteriormente dimostrato dall’ospitalità di bartender donne internazionali, come Lynnette Marrero, Chanel Adams e Maria Kim.
L’interno del bar è semplice ed elegante, con un bancone in marmo, illuminazione soffusa e una selezione curata di distillati. Un piccolo cortile anteriore aggiunge fascino, offrendo posti all’aperto. Il bancone da 10 posti favorisce un’esperienza intima e comunitaria, dove i clienti possono dialogare con i bartender e gli altri ospiti. Tra i cocktail merita l’assaggio l’Ultimate Martini, una combinazione audace di mezcal affumicato (3 parti), Calvados (1,5 parti), Chartreuse verde (1 parte) e qualche goccia di olio di noce. E non si può lasciare The Pi senza condividere un po’ di assenzio con Chun, appassionata dello spirito all’anice.
Chun Chun, Fondatrice, The Pi Saigon
«Proprio come la costante matematica, The Pi offre un’esperienza cocktail in continua evoluzione, con infinite possibilità di combinazioni di sapori»
Elephant Bar – Siem Reap
Quando il Raffles Siem Reap aprì le sue porte, i moderni mezzi di trasporto non erano disponibili per raggiungere l’hotel attraverso il terreno impervio. I visitatori arrivavano a dorso di elefante, dando inizio alla leggenda dell’Elephant Bar. Oggi è il bar più rinomato di Siem Reap, simbolo di eleganza senza tempo e fascino sofisticato.
All’interno, il bar ospita la più grande collezione di whisky e bourbon della Cambogia, perfetti da gustare ammirando le stampe litografiche che raffigurano la grandezza di Angkor e la vita cambogiana.
Entrare all’Elephant Bar è come fare un salto indietro nel tempo: il fascino coloniale si fonde con tocchi moderni. L’ambiente è raffinato ma accogliente, ideale per rilassarsi dopo una giornata tra le rovine di Angkor. Il décor classico include pannelli in legno scuro, soffitti alti e ampie finestre che inondano lo spazio di luce naturale, con vista sui giardini dell’hotel.
Il menu cocktail è un mix di classici e sapori locali cambogiani. I bartender, guidati dal direttore Food & Beverage Mehdi Oussedik, si ispirano alla ricca eredità culturale del paese, pur mantenendo uno sguardo sulle tendenze globali. Gli ingredienti locali includono citronella, mango, tamarindo e zucchero di palma. Il cocktail simbolo è l’Airavata, un drink tropicale con rum, cocco, frutto della passione, succo di lime, crème de banane e succo d’ananas. Il nome deriva da Airavata, l’elefante bianco mitologico dell’induismo, veicolo celeste del dio Indra.
Mehdi Oussedik, Direttore Food & Beverage, Elephant Bar Siem Reap
«All’iconico Elephant Bar, ogni cocktail racconta una storia, realizzata con precisione per onorare la leggendaria eredità del Raffles Grand Hotel d’Angkor»
English version
The modern cocktail bar scene in Southeast Asia has experienced a dynamic evolution over the past decade. Singapore, the subject of a previous Bargiornale article, has led the way for other cities in the region such as Bangkok and Saigon, which are now emerging as international destinations for innovative mixology. The vibrant cocktail culture in Southeast Asia reflects the diverse, multicultural influences of the region, where craftsmanship, creativity, and a deep appreciation for local ingredients are central to the experience. Below we take you on a tour of the most memorable drinking experiences in Thailand, Vietnam and Cambodia.
Southeast Asia offers a vibrant tapestry of drinking experiences that highlight creativity, cultural heritage, and local flavours. As bartenders continue to redefine mixology, one thing is clear: the region’s cocktail scene is poised to remain a global hub of innovation, offering a rich journey of tastes, stories, and unforgettable moments for those bold enough to explore it.
The Bamboo Bar and Mandarin Oriental Bangkok
The Mandarin Oriental Bangkok, which opened its doors in 1876, was the first luxury hotel in Thailand, nestled along the banks of the Chao Phraya River. In 1953, The Bamboo Bar followed, becoming Thailand's first-ever hotel bar. Since then, it has remained a cornerstone of Bangkok’s social landscape. As the longest-running jazz bar in the country, The Bamboo Bar has long been a favourite among both high society and cocktail and jazz enthusiasts.
Refurbished in 2014, The Bamboo Bar blends contemporary elegance with classic touches, with bamboo being a prominent design element, from the bar and chairs to wall and ceiling finishes. The current cocktail menu, crafted by Chanel Adams and her team, honours the richness of Thai flavours, such as Thai herbs and fruits such as green and yellow mangoes, and bananas.
Drawing inspiration from The White Lotus Season 3, Episode 5, filmed at The Bamboo Bar, The Lotus Unfolds is a refined and flavourful cocktail. It combines Código Rosa Tequila, Luxardo Bitter Bianco, Mancino Secco, Whispering Angel Rosé, and Snake Fruit. The Código Rosa Tequila offers a smooth, floral agave base, while the Luxardo Bitter Bianco and Mancino Secco contribute a crisp, herbal complexity. A hint of Whispering Angel Rosé adds a delicate fruity note and elegance, perfectly complemented by the exotic tartness of snake fruit.
A mainstay on the menu is The Bamboo Bar’s smoky twist on the classic Bamboo cocktail featuring Mancino Bianco vermouth, Fino Sherry and Ardbeg 10 Year Scotch. One of the top sellers on the current menu is the sour and spicy Green Mango Bee’s Knees with London dry gin, honey, lime, Thai chili and a Thai green mango shrub. Tanqueray 10 gin provides the crisp, citrusy base, while the green mango shrub adds tart freshness. The honey’s natural sweetness balances the acidity of the mango and Thai chili provides a mild heat, enhancing the complexity of the drink. To prepare the cocktail, 30 ml of green mango shrub is mixed with 15 ml honey syrup, 45 ml of Tanqueray 10 gin, 5 ml of lime juice and 3 dashes of Thai chili tincture and shaken and served over block ice in a tumbler with a green mango slice garnish and rim of Thai chili powder and Maldon salt.
Chanel Adams, bar manager, The Bamboo Bar Bangkok
«My experience past experiences have solidified my love for mixology and allowed me to develop my skills and creativity in the craft. At The Bamboo Bar, my focus is on local products and modern techniques, evoking a sense of nostalgia for our guests»
Mahaniyom Bangkok
When one thinks of Bangkok, the first name to come to mind is Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, winner of Global Bacardi Legacy in 2019, and the founder of several bars in the city. Together with Chennarong “Jan” Bhumichitr, the two industry veterans have opened Mahaniyom in 2022 in the Bang Rak district of Bangkok. The name Mahaniyom is a Thai word that means great desire or popularity, revealing the ambitions of Kanivichaporn and Bhumichitr with their latest project.
Mahaniyom is slightly difficult to find, located above renowned Farm-to-Table restaurant 100 Mahaseth in an old tea house, where families had been living for generations. The colourful and eclectic Mahaniyom is designed for the Instagram age with several eye-catching Asian elements including the iconic neon tiger on the wall flanking the bar counter. Mahaniyom’s menu takes inspiration from 100 Mahaseth, with a strong focus on sustainability and making single ingredients the protagonist of each drink. These include everything from Pomelo to Squid, from Cow and Coconut.
The team at Mahaniyom believes that every part of a plant or animal can impart a distinctive flavour or texture to the end result. For example, Cow is a cocktail that uses the by-product of the animal such as beef fat as well as milk, butter and blue cheese to create a savoury yet round drink. Cow is made by combining black pepper brown butter brandy (fat washed brandy with cooked ground black pepper and butter) with red wine miso clarified milk punch (mulberry juice, lactic acid, red wine, palm sugar, miso paste, wagyu beef fat, rum, milk) which is stirred and strained over a large ice cube in a rocks glass with a blue cheese air garnish.
«Although we strive to make sustainable, forward-thinking cocktails, our main objective at Mahaniyom is a funky, fun and immersive atmosphere»
Bar Us Bangkok
Bar Us is a contemporary drinking lounge that was opened in January 2023 in the Sukhumvit district of Bangkok. Bar Us is the latest project from Sudarat “Taln” Rojanavanich and Veerach “Aum” Sawaengsupt, the same duo behind the highly acclaimed Messengerservice Bar.
Taln and Aum have creative design backgrounds and crafted the interior of Bar Us much like their drinks menu, by layering elements, playing with contrast, and shaping every detail with careful intention. The menu at Bar Us features a multi-course cocktail list, divided into the sections starter, main, and after, much like a restaurant.
The typical experience at Bar Us starts with refreshing starter like MANGO SKIN + MARIGOLD + TURMERIC ROOT, a marriage of tropical mango skin distillate, earthy turmeric root, zesty ginger, with floral notes from Marigold, sweetness from Lillet Blanc and crispness from Widges gin. The ingredients are combined with Perrier and CO2 and served in a highball glass with an ice spear. The result is an effervescent, light, yet vibrant drink.
Next up at Bar Us is the main course – the most popular drink is SATAY, reminiscent of the delicious dipping sauce made of cucumber, red shallot and chili which is served alongside the popular Thai dish. Much like Thai cuisine, SATAY is the balance of spicy, savoury, sweet and sour, made with Masala Distillate, chili liqueur, red shallot, cucumber, macadamia nut, salt solution and chili oil.
No experience at Bar Us is complete without an After dinner. PANDAN + JACKFRUIT is an ode to Kha-Nhom-Chan, the beloved Thai dessert. In liquid form, this sweet and sour drink strikes the perfect balance between tradition and innovation with a jackfruit distillate, pandan, Lapsang Souchong tea sous vide with white rum, jasmine and coconut foam. Jackfruit distillation provides a tropical aroma that is fruity and clean on the palate while the Pandan syrup brings the signature Thai dessert flavor with its creamy, grassy sweetness. White rum is cooked sous-vide with Lapsang Souchong tea, adding a subtle layer of smokiness reminiscent of toasted coconut or charred banana leaf. Vodka is infused with fresh jasmine flowers, lending a soft, floral sweetness. Finally, coconut water ties everything together with a clean, lightly nutty freshness that balances the richness.
Sudarat “Taln” Rojanavanich, co-founder, Bar Us Bangkok
«The intimate Bar Us is a space designed for connection, creativity, and bold but approachable drinks»
The Hudson Rooms Hanoi
Tucked inside the luxurious Capella Hanoi hotel is The Hudson Rooms, led by bar manager Sean Halse and head bartender Patrick Nguyen. The Hudson Rooms immerses guests in an intimate space with eye-catching natural green and golden hues, set against the stunning backdrop of Hoan Kiem Lake. The Hudson Rooms was inspired by the romanticism of traveling, especially the adventurous era of 1920s North America. The Hudson Rooms was named after 17th century explorer Henry Hudson, who while searching for the Northwest Passage in 1609 stumbled upon the later named Hudson River, which at the time was full of oyster reefs. It should be no surprise then that there is an impressive selection of oysters at The Hudson Rooms, all of which can be paired with over 200 different whiskies.
If you are unsure how to pair a whiskey and oyster, the bar team at The Hudson Rooms have prepared a list of selected pairings, affectionately known as The Whisky Luge. For example, the Cadoret Ireland No. 3 oyster with Redbreast Potstill 12yo Irish whiskey.
The cocktail menu at The Hudson Rooms was inspired by Golden Age of rail travel and transports you along four rail tracks departing from Manhattan’s Grand Central Terminal: north to Canada, westwards across Chicago, down south to Miami and all the way to coastal Los Angeles. A highlight on the menu is the smoky and bitter The Corner Stone with Michter’s bourbon whiskey, Johnnie Walker Black whisky, Bowmore 12 whisky, Cynar, Purple Rice Wine Crème de Cacao and cigar tincture.
One of the standout experiences at The Hudson Rooms is Track 61, a concealed whisky and cigar lounge steeped in intrigue. Named after President Franklin D. Roosevelt’s enigmatic private train car—once discreetly stationed at Track 61 in Grand Central Terminal whenever he visited New York—the speakeasy channels that same air of exclusivity. Much like Roosevelt reserved his train car for only his most esteemed guests, access to this lounge is by invitation only—you’ll need to impress the bar team and pass a clever skill-testing question to enter. Behind a hidden door lies an intimate space housing an exceptional whisky collection, featuring rare gems like The Macallan Exceptional Cask 1950 (67 years old) and Michter’s 25-Year-Old Limited Release Bourbon. The bar also offers six distinctive signature cocktails, including the 61 Old Fashioned—a bold, savory twist on the classic, crafted with a secret whisky blend, oloroso sherry, sea salt smoked honey, stout reduction, and oyster brine, served alongside a fresh oyster.
Sean Halse, Bar Manager, The Hudson Rooms Hanoi
«Everyone knows that champagne goes well with oysters but given that we are a whisky bar, we wanted to try something different. Our research found that Bowmore was doing a Whisky Luge back in the late 1800s - we just brought the past to the present»
Sol & Sao Bar Hoi An
The Four Seasons Resort The Nam Hai in Hoi An, Vietnam is set in vast gardens along a kilometre-stretch of breathtaking Ha My, one the best beaches in the world according to Forbes. The resort features three majestic pools and four dining venues, including Sol & Sao, a beachside cocktail lounge.
The name "Sol & Sao" itself is a fusion of the Latin word for sun (Sol) and the Vietnamese word for star (Sao). This concept permeates every aspect of the bar, from the design to the drink menu, creating a space where opposites—day and night, simplicity and complexity—are harmoniously balanced. By day, the relaxing lounge serves coffee, gelato and coconut-infused drinks. By night, Sol & Sao Bar transforms into a stylish coastal lounge with craft cocktails and Vietnamese tapas.
The drink was developed by Gab Carlos, formerly of Manhattan and One Ninety bar Singapore. Much like the highly lauded Devil’s Cut in Madrid, the cocktail menu at Sol & Sao places a strong emphasis on sherry-based cocktails. Head bartender Vo Duy Phuong acts as both coffee barista and mixologist at the all-day bar and flawlessly executes the signature drinks developed by Carlos.
Cocktails are classified as before and after sunset, and from the before sundown section, Colours of Hoi An, a twist on a whiskey sour, is just as nice to look at as it is to sip. Featuring Michter’s bourbon whiskey, green apple juice, lemon juice, cinnamon maple syrup and egg white, the cocktail features flower petals inspired by the colours of the Ancient Town in Hoi An: yellow for the golden hue of the buildings, purple for the cherry blossoms and green for the lush trees and plants. For after sunset, a crowd favourite is the savoury Umami Gibson with 60 ml Tanqueray 10 gin, 20 ml Tio Pepe fino sherry and 4 dashes of Umami bitters (5 g wakame, 3 g katsuobushi bonito flakes, 10 g kombu, 200 ml vodka).
Vo Duy Phuong, Head Bartender, Sol & Sao Bar Hoi An
“For me, it’s the surprise and delight moments—venturing beyond traditional recipes to create something truly memorable for guests —that fuels my love for bartending.”
The Enigma Mansion Saigon
The original Enigma Bar in Saigon opened its doors in September 2022, shortly after pandemic restrictions were lifted. In 2024, the bar underwent a significant transformation, reopening as The Enigma Mansion at a new location on Tôn Đức Thắng Street in District 1. The new venue features a more refined and classic aesthetic compared to the original futuristic, neon-lit design.
Located within a century-old mansion that has preserved its historic soul through the passage of time, The Enigma Mansion combines classic European design with modern elements, featuring brown brick walls, warm lighting, and a striking suspended phoenix sculpture, symbolizing rebirth and transformation. The ambiance is further enhanced by mirrored walls and intimate seating arrangements, creating a convivial atmosphere.
Under the guidance of founder Vũ Ngọc (Will) and Head Bartender Thong Hoai (Tee), Enigma Mansion offers a diverse cocktail menu that bridges classic techniques with innovative approaches. The drink list has 30 signature creations and an astonishing 300 classic recipes, reflecting a commitment to both tradition and experimentation.
The Enigma Mansion relies on innovative methods such as rotavap and ultrasonic homogenization and local ingredients to develop its signature cocktails. For example, Mustard (yellow mustard distillate, raspberry vinegar, Lý Sơn black garlic, Diễn Pomelo Sparkling water, Roku gin) is a captivating blend of savoury, tangy, and herbal flavours. The Roku gin provides a crisp and botanical based, complemented by the spicy notes of yellow mustard distillate and the tartness of raspberry vinegar. The Lý Sơn black garlic adds depth and a subtle umami quality, while the Dien pomelo sparkling water adds effervescence and a refreshing citrus twist.
Vũ Ngọc (Will), Founder, The Enigma Mansion Saigon
«Most of our 30 signature cocktails incorporate special locally-sourced ingredients. Anything from the north to the south of Vietnam. There’s Hoa Loc mango, and Dak Lak sarsi and even Tay Ninh shrimp salt»
Hybrid Saigon
Nestled across from the iconic Notre Dame Cathedral, down a charming alley at 57 Nguyen Du Street, just above Tipsy Department Bar, lies Hybrid Saigon. Born from founder Liam Duong’s passion for redefining mixology, Hybrid Saigon offers a refined yet unpretentious space for cocktail enthusiasts. Duong envisioned a sanctuary where the focus is solely on the art of exceptional cocktails, free from distractions and fuss.
The interior of Hybrid Saigon is stunning. The bar counter, made from reclaimed wood salvaged from old fishing boats, pays homage to Duong's coastal hometown of Nha Trang. At the far end of the counter, a captivating window in a secluded corner of the bar offers a stunning view of the city below. Timeworn walls are adorned with contemporary artworks by emerging Saigonese artists, creating a perfect balance between the old and the new.
The drink menu at Hybrid is as innovative as the setting. Here, the emphasis is placed not on the spirit base, but on the complex flavour profiles that form the heart of each creation. The cocktail menu is designed with a unique approach—ingredients are listed first, with the spirit base mentioned last, highlighting the holistic flavour profile of each drink. The team continuously pushes the boundaries of flavour, utilizing modern techniques such as rotavap to transform familiar ingredients into innovative concoctions, ensuring that each cocktail is an expression of creativity.
The quintessential cocktail at Hybrid is Maestro Mushroom, their take on the classic old fashioned, inspired by Lam's childhood favorite: chicken and mushroom soup. Featuring shiitake, honey, chicken fat, ume, lactic acid and Dewar’s 12 whisky, Meastro Mushroom is a savoury cocktail with earthy, umami notes.
The cocktail is prepared with 25 ml chicken fat-washed blended Scotch whisky (700ml blended Scotch whisky and 100 ml melted chicken fat in a jar which is shaken every 2hrs for 8hrs, frozen for 8 hrs and then solids are strained and discarded), 25 ml umeshu and 10 ml mushroom honey lactart (20 g shiitake mushrooms and 200 ml water in a vacuum bag and sous vide for 3 hrs at 75° C. Strain the liquid to get 100 ml of mushroom water then add to 300 g raw honey and 8 g lactic acid until all ingredients have dissolved, then bottle), which is stirred and strained into an old fashioned glass with an ice block and garnished with a pickled mushroom.
Liam Duong, Founder, Hybrid Saigon
«At Hybrid, our cocktails are meticulously crafted symphonies of taste, where spirits play a supporting role to the overall experience. We challenge the traditional approach of selecting spirits first, encouraging you to embrace the unexpected and savour the harmonious blend of ingredients»
The Pi Saigon
Located in the vibrant Đa Kao neighborhood of District 1, The Pi cocktail bar was inspired by the infinite nature of the mathematical constant π. Founded by Chun Chun, The Pi is more than just a bar – it is a celebration of diversity and innovation in a traditionally male-dominated industry. This vision materializes through a rotating cocktail menu, with each iteration exploring new flavour profiles and ingredients. The bar's commitment to inclusivity is further exemplified by showcasing international female guest bartenders including Lynnette Marrero, Chanel Adams and Maria Kim.
The Pi's interior is a blend of simplicity and elegance, featuring a marble-topped counter, ambient lighting, and a curated selection of spirits. A small front yard adds to the charm, offering an outdoor seating option for guests. The intimate setting, with its 10-seater bar counter, fosters a communal experience where patrons can converse with the bartenders and fellow guests, making each visit unique.
Drinks like the "Ultimate Martini," featuring smoky Mezcal (3 parts), Calvados (1.5 parts), and Green Chartreuse (1 part) with a few drops of walnut oil, showcase the bar's commitment to pushing the boundaries of mixology with bold flavour combinations. And no visit to Pi is complete without sharing some absinthe with Chun, an aficionado of the anise-flavored spirit.
Chun Chun, Founder, The Pi Saigon
«Just like the mathematical constant, The Pi offers an ever-evolving cocktail experience with endless possibilities of flavor combinations»
The Elephant Bar Siem Reap
When Raffles Siem Reap first welcomed guests, modern transportation was not an option to navigate the rugged terrain leading to the hotel. Instead, visitors made their way by elephant, marking the beginning of the Elephant Bar's legendary story. Today, it stands as Siem Reap's most renowned bar, a tribute to timeless elegance and sophisticated charm. Inside, the bar houses the largest collection of whiskies and bourbons in Cambodia, perfect for savouring while admiring the lithographic prints that depict the grandeur of ancient Angkor and Cambodian life.
Entering the Elephant Bar feels like stepping into a bygone era, with its colonial-era allure harmoniously paired with a modern touch. The space exudes a refined yet inviting atmosphere, offering a stylish and comfortable retreat for guests looking to unwind after a day spent exploring the ancient wonders of Angkor. The bar’s classic décor features rich dark wood panelling, soaring ceilings, and expansive windows that flood the space with natural light, providing a breathtaking view of the hotel’s lush gardens.
The cocktail menu at The Elephant Bar is a blend of classic cocktails and local Cambodian flavours. The bar’s bartenders, led by Food and Beverage manager Mehdi Oussedik, draw inspiration from Cambodia’s deep cultural heritage while keeping a keen eye on global cocktail trends. The menu offers a range of drinks, from timeless classics to inventive creations that highlight indigenous ingredients like lemongrass, mango, tamarind, and palm sugar.
The signature drink at The Elephant Bar is the Airavata—a tropical, indulgent concoction that blends rum, coconut, passion fruit, lime juice, crème de banane, and pineapple juice. This cocktail is named after the Airavata, the revered white elephant of Hindu mythology, known as the celestial vehicle of Indra, the king of the gods, and master of the clouds.
Mehdi Oussedik, Food and Beverage Director, The Elephant Bar Siem Reap
«At the iconic Elephant Bar, every cocktail tells a story, crafted with precision to honour Raffles Grand Hotel d’Angkor’s storied legacy»
La nuova sezione del sito Bargiornale.it, nata in collaborazione con Lavoroturismo.it, è dedicata alle offerte di lavoro del mondo bar. Sconto del 10% fino al 30 settembre per pubblicare le proprie inserzioni: scopri il codice da utilizzare
Trovare personale è una delle sfide più difficili per chi gestisce un locale.
E, parallelamente, trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze non è sempre cosa facile.
Per questo i servizi di cerca/trova lavoro assumono un'importanza sempre più cruciale. Per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, Bargiornale ha inaugurato una nuova sezione dedicata all'interno del proprio sito, Il Trova lavoro, realizzata in collaborazione con Soluzione Lavoro Turismo, azienda che da oltre 25 anni si occupa ricerca del personale nel mondo dell'ospitalità attraverso il sito Lavoroturismo.it.
Per chi cerca lavoro
Cliccando sulla sezione Il Trova lavoro trovi un elenco delle più recenti posizioni aperte nel mondo del bar. Un motore di ricerca facile da utilizzare permette di visualizzare tutte le ricerche in corso, con la possibilità di restringerle per posizione cercata (bar manager, barista, bar back ecc.) e/o luogo di lavoro, salvare le proprie ricerche e impostare un alert per le posizioni aperte d'interesse, che avvisa via mail ogni volta che viene inserita una nuova ricerca corrispondente ai propri interessi.
È inoltre possibile inserire gratuitamente il proprio cv per entrare nel database su cui le oltre seimila aziende che collaborano con Lavoroturismo.it possono effettuare le proprie ricerche.
Per chi offre lavoro: un codice sconto riservato
Le aziende del mondo dell'ospitalità possono, previa registrazione gratuita, fare ricerche dirette sul database di oltre 150mila profili registrati: il sistema mostra in prima battuta i candidati con ricerca attiva e con il cv aggiornato più di recente.
Per il lancio dell'iniziativa, abbiamo previsto una promozione riservata ai lettori di Bargiornale.
Dopo la registrazione, inserendo il codice sconto BARGIORNALE10E nella sezione di Acquisto Crediti, si ottiene il 10% di sconto su tutti i contratti disponibili.
Compila il form di iscrizione per l'ingresso gratuito per la tappa di Torino di Baritalia, in scena al Combo, in corso Regina Margherita, 128. Potrai assistere a Baritalia Lab e partecipare alle masterclass in programma
Dopo la pausa estiva, riparte il tour di Baritalia lungo la Penisola. Per la sua quarta tappa dell’edizione 2025 il laboratorio itinerante di miscelazione approda a Torino, la capitale sabauda dove sono nati vermouth e aperitivo. L'appuntamento per i professionisti del bancone è per lunedì 29 settembre, a partire dalle ore 9.00, al Combo (corso Regina Margherita, 128), locale sorto in un’ex caserma dei vigili del fuoco e che è insieme bar, salotto, radio, bistrot, ostello e laboratorio creativo: uno spazio che racconta l’anima intima e accogliente di Torino.
Come sempre ad attendere i partecipanti alla tappa una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.
Pezzo forte della giornata le challenge del Baritalia Lab, la sfida di mixology anche per questa edizione incentrata sul tema Back to Basics: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a riscoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità. In palio altri 17 posti per la finalissima del 24 novembre a Venezia.
Altro pezzo forte dell’evento il ricco programma di masterclassdedicate alle tecniche di miscelazione. Ben 17 quelle in programma, tenute da esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuiteper tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.
Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare – durante tutto il giorno - i cocktail delle aziende partner dell’evento.
Ospiti speciali della giornata, in qualità di giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di Torino e di tutto il Piemonte.
Il Programma della giornata
Ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
c/o Combo - corso Regina Margherita, 128 - Torino
Ore 10.00-12.00 Baritalia Lab La sfida - parte I In collaborazione con Gamondi, Montosco, Nonino, Stock, The Organics by Red Bull
Ore 10.00 MASTERCLASS Premium Vibes: prodotti e progetti nell’ universo mixology Three Cents: la scienza delle bolle
A cura di Luca Cervellati e Filippo Ghizzi by Coca-Cola Hbc Italia
Ore 10.30 MASTERCLASS Gin Tabar, il primo gin distillato nel cuore dell’Emilia punta su territorio e autenticità
A cura di Manuel Greco by Casoni
Ore 11.00 MASTERCLASS Alpestre Mixology: spirito d’alta quota
A cura di Sara Cannizzaro by Alpestre
Ore 11.30 MASTERCLASS I segreti dell’Ancienne Pharmacie
A cura di Danny del Monaco e Lindon Zulbeari by Ancienne Pharmacie
Ore 12.00-14.30 Baritalia Lab La sfida – parte II In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Coca-Cola Hbc Italia, Three Cents
Ore 12.00 MASTERCLASS Molinari: un viaggio attraverso storia e tradizione nel bicchiere
A cura di Marco Fedele by Molinari
Ore 12.30 MASTERCLASS Espolòn Tequila: spirito messicano, anima creativa
A cura di Marianna Di Leo by Campari Academy
Ore 13.00 MASTERCLASS
L’importanza del colore nella miscelazione e la matematica degli ingredienti
A cura di Terry Monroe by Mixer Professional Cocktails
Ore 14.00 MASTERCLASS Aperitivo 2.0 squadra che vince non si cambia: i perché e i per come del miglior momento per bere
A cura di Steve Righetto by Bonaventura Maschio
Ore 14.30-16.30 Baritalia Lab La sfida – parte III In collaborazione con Bonaventura Maschio, Casoni, Mixer Professional Cocktails
Ore 14.30 MASTERCLASS L’Arte dell’Aperitivo: Limoncè tra Tradizione e Innovazione
A cura di Lucio Ammatuna by Stock
Ore 15.00 MASTERCLASS The Mezcal journey
A cura di Juan Carlos Gonzales (in arte Tio Pesca) by Compagnia dei Caraibi
Ore 15.30 MASTERCLASS Tapas & Cocktails – L’arte dell’abbinamento
A cura di Danilo Caratto e Michele Giacca (Accademia Ifse) by GrosMarket
Ore 16.00 MASTERCLASS From Cinderella to Queen of cocktails. Be brave mix Grappa!
A cura di Giacomo Sai by Nonino
Ore 16.30-18.30 Baritalia Lab La sfida – parte IV In collaborazione con Alpestre, Campari Academy, Compagnia dei Caraibi, Molinari
Ore 16.30 MASTERCLASS La ricercatezza nella semplicità
A cura di Vittorio Rosso by The Organics by Red Bull
Ore 17.00 MASTERCLASS Il premium quotidiano
A cura di Igor Tuliach by Gamondi
Ore 17.30 MASTERCLASS Sale Maldon e spezie in miscelazione
A cura di Gian Maria Ciardulli e Terry Monroe by Montosco
Ore 18.00 MASTERCLASS Ape’art: scopri l’arte dell’aperitivo con Lanterna
A cura di Francesco Di Stefano by Lanterna
Ore 19.00 Baritalia Lab LA PREMIAZIONE In collaborazione con Alpestre, Ancienne Pharmacie, Bonaventura Maschio, Campari Academy, Casoni, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Mixer Professional Cocktails, Molinari, Montosco, Nonino, Stock, The Organics by Red Bull, Three Cents
Ospiti speciali della giornata I GRANDI BARTENDER PROTAGONISTI DELLA SCENA PIEMONTESE
Stefano Armiento, Danilo Bellucci Livio Buscaglia, Pier Cavalli, Cinzia Ferro, Matteo Fornaro, Andrea Dracos, Michael Faccenda, Martina Franchini, Giuliana Giancano, Marco Giuridio, Luca Granero, Alessia Mittone, Manuel Montalbano, Oscar Partucci, Vanessa Vialardi, Manuela Viglione, Enea Voli, Branka Vukasinovic, Dennis Zoppi
La monovitigno di Gewürztraminer, tra le chicche della distilleria altoatesina, si è aggiudica il titolo World’s Best Grappa 2025 nel prestigioso concorso del circuito dei World Drinks Awards
È firmata Roner la World’s Best Grappa 2025. Ad aggiudicarsi il titolo, assegnato al World Grappa Awards, prestigioso contest internazionale dedicato al mondo delle grappe e parte del circuito di concorsi World Drinks Awards, è la Grappa Gewürztraminer Riserva.
Tra le chicche della storica distilleria altoatesina, il distillato si è imposto su una folta concorrenza, in un’edizione del concorso che ha visto in gara etichette provenienti da oltre 50 Paesi del mondo. Concorso apprezzato per la sua autorevolezza, grazie a un rigoroso sistema di valutazione, che prevede una serie di assaggi alla cieca die prodotti da parte di un parterre di giudici composto da esperti internazionali.
Una grappa emblema del territorio
E gli esperti hanno particolarmente aprozzato le peculiarità della Gewürztraminer Riserva (alc 40% in vol), una grappa monovitigno ottenuta da sole vinacce di uve Gewürztraminer, vitigno aromatico emblema dell’Alto adoge, dove viene coltivato soprattutto nella Bassa Atesina, territorio nel quale ricade Termeno, dove sorge la distilleria Roner. Frutto dell’assemblaggio di diverse annate, questa grappa invecchia per almeno 18 mesi in botti di legno, processo dal quale acquisisce un giusto equilibrio tra maturità e freschezza. Elegante, l’esperienza sensoriale che regala inizia con l‘aroma sorprendentemente floreale accompagnato da note speziate, passa attraverso un gusto pieno e fruttato, per arrivare a nuances ricche e raffinate di cannella e vaniglia.
«La nostra Gewürztraminer Riserva rappresenta il nostro terroir unico, la patria del Gewürztraminer, e questo riconoscimento internazionale dimostra che il nostro impegno per la qualità ai massimi livelli dà i suoi frutti – ha commentato Karin Roner, ceo della distilleria -. Questo premio ci motiva a continuare a innovare, ad alzare sempre l’asticella e a garantire che in ogni bottiglia ci sia solo il meglio».
Un ricco palmares
Il nuovo riconoscimento si aggiunge al già ricco palmares della Grappa Gewürztraminer Riserva, dove tra i vari premi troviamo il titolo di Best of Grape Marc Spirit con 95 unti assegnatole al Falstaff Spirits Trophy 2023, l’Alambicco d’oro dell’Anag 2021, la medaglia d’oro conquistata al World Spirits Award 2020i e quello conquistato a The WineHunter Award nello stesso anno.
Mediterranean Tonic e Premium Dry le due referenze della linea della di toniche della storica distilleria del Monferrato, studiate per il perfetto incontro con i gin della casa
Nota per la sua produzione di grappe, liquori, amari, Mazzetti d’Altavilla ha da tempo approcciato con successo anche il mondo della mixology, dove i suoi gin, il primogenito Gin Mazzetti (alc 42% in vol) dalle note aromatiche, fresche, agrumate e balsamiche, cui lo scorso anno si è aggiunto il Gin Mazzetti Black Edition (alc 46% in vol), apprezzato per la personalità robusta, i sentori speziati, con intense note di pepe e la leggera sapidità (leggi Gin Mazzetti Black Edition, il nuovo London dry di Mazzetti d’Altavilla), riscuotono un crescente successo presso i bartender e i loro clienti. E sempre al mondo della miscelazione guarda la nuova crezione della storica distilleria del Monferrato: no, non è uno spirit, ma la linea di tonicheTonic Mazzetti, composta dalle due referenze Mediterranean Tonic Water e Premium Dry Tonic Water.
Due proposte per il perfetto incontro con il gin
Disponibili in lattina da 15 cl, formato che soddisfa con precisione la quantità richiesta per la preparazione di un drink, le toniche sono state sviluppate a partire dai gin della casa, così da esaltare al massimo l’identità dei due distillati. L’obiettivo di Mazzetti d’Altavilla è stato infatti di creare il perfetto incontro sensoriale tra tonica e gin per la preparazione del long drink più gettonato da diversi anni a questa parte: il Gin&Tonic.
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Tonic Mediterranean Mazzetti
Tonic Premium Dry
In particolare, la Mediterranean Tonic Water, morbida, aromatica e fresca, con la sua piacevole sensazione di menta piperita, si sposa alla perfezione con gin floreali, agrumati o botanici delicati, come Gin Mazzetti, dei quali va esaltare i profumi erbacei e floreali.
Elegante, bilanciata, dal profilo secco e deciso, accompagnato dalla tipica nota amara della china che resta delicata e mai invasiva, la Premium Dry Tonic Water si presta invece anche per una miscelazione più sofisticata. Il suo abbinamento perfetto è con gin strutturati, speziati, agrumati o secchi, come Gin Mazzetti Black Edition, per dare vita a Gin&Tonic raffinati ed essenziali.
Bcb per gli amici, Bar Convent Berlin per tutti. Torna, dal 6 all'8 ottobre, sempre nella cornice dell'Exhibition Centre Berlin, l'appuntamento dedicato all'industra del beverage organizzato da RX Germany, fra i più attesi d'Europa. Un'occasione di business, confronto e networking a livello internazionale, in cui saranno presenti i principali player del settore, buyer e visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Nella sua ultima edizione berlinese 2024, Bcb ha coinvolto oltre 15.400 Visitatori professionali provenienti da 87 Paesi. «Questo evento è un luogo unico - commenta Petra Lassahn, direttore di Bcb -, in cui l'industria crea un punto di riflessione e rende la sua community migliore, per sé e per i suoi ospiti. Con i suoi oltre 500 espositori e partner , Bcb crea quello che veramente si può definire come who is who della bar industry».
Priyanka Blah, direttrice della formazione di Bcb
In questa cornice, la formazione riveste un ruolo fondamentale per veicolare i contenuti dell'industria del beverage ed è stata affidata alla direzione di Priyanka Blah, figura nota per la sua esperienza nel settore, già fondatrice e redattrice di The Dram Attic, una piattaforma di alto valore a livello mondiale che celebra il mondo dei cocktail e dei distillati. I contenuti si svilupperanno attraverso un mix diversificato di stage e workshop interattivi, unendo didattica, degustazioni ed esperienza degli ospiti e allargando gli orizzonti a categorie come quella del vino e i cocktail realizzati con esso.
Fa parte del programma il centro educativo ed esperienziale denominato Bcb Embassy, in cui ogni giornata sarà dedicata a una tematica specifica: Low&No per il primo giorno, Classics il secondo e Next Generation in chiusura.
L’acquisizione permette alla torrefazione triestina di integrarsi a monte, affiancando alle sue rinomate miscele i sistemi di preparazione proprietari. Un'operazone strategica per continuare a crescere in un contesto di mercato che resta complesso
Acquisizione strategica per illycaffè. La torrefazione triestina ha rilevato l’80% del capitale sociale di Capitani, azienda comasca specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per i sistemi porzionati, soprattutto per il segmento domestico. L’operazione sarà conclusa nelle prossime settimane, subordinatamente alle consuete condizioni e approvazioni regolamentari, con la famiglia Capitani, fondatrice dell’azienda, che resta nella società con una quota del 20%.
Nata nel 1979 a Solbiate con Cagno, Capitani si è imposta come esempio di piccola media impresa d’eccellenza del made in Italy, distinguendosi per la sua produzione di design di alta qualità, la capacità di innovazione e l’efficienza dei processi industriali. Le sue macchine sono prodotte interamente in Italia, con componenti 100% italiani. Fornitrice già da tempo di illycaffè per il mercato domestico, conta 57 dipendenti e un fatturato di circa 20 milioni di euro.
I vantaggi dell’operazione
La sua acquisizione permetterà a illycaffè di integrarsi a monte, affiancando al rinomato blend illy i sistemi di preparazione proprietari, massimizzando così la qualità in tazza dell’espresso italiano. Inoltre, grazie alla presenza internazionale di illycaffè e al suo posizionamento premium, la sinergia tra le due realtà consentirà di sviluppare economie di scala e contribuirà a ridurre significativamente le importazioni dai fornitori extra-europei a beneficio di tutta la filiera.
Una tappa importante nella strategia di crescita
L’operazione è funzionale ai piani di crescita dell’azienda triestina, che ha chiuso l’ultimo anno con un fatturato di 630 milioni (leggi Il 2024 è stato un altro anno d’oro per illycaffè), e ne mostra la volontà di reagire a un contesto di mercato che resta complesso. «Questa acquisizione segna una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita. In un contesto macroeconomico sempre più sfidante, abbiamo deciso di continuare a puntare sul made in Italy, sull’eccellenza e sull’innovazione, integrandoci a monte e valorizzando la filiera produttiva italiana – ha commentato Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, in una nota -. Sebbene il settore del caffè continui a essere in una tempesta perfetta, principalmente a causa dell’elevato costo della materia prima e dei dazi, abbiamo scelto di non stare fermi ma di accelerare i nostri investimenti strategici al fine di rafforzare ulteriormente la nostra leadership qualitativa a livello globale».
Il marchio, nato per stimolare la creatività dei protagonisti del mondo drink, propone un’interpretazione contemporanea del classico Spritz, dove la parte alcolica è sostituita dalla naturalezza dei suoi pre-mix a base di vera frutta
Lo Spritz è uno dei simboli indiscussi dell’aperitivo. Con il suo colore vivace e il carattere frizzante è diventato un rituale, un momento di condivisione che unisce amici e colleghi al termine della giornata. Ma le nuove abitudini di consumo chiedono sempre più spesso alternative leggere, fresche e sorprendenti, capaci di unire convivialità e attenzione al benessere. Da questa esigenza nasce il Fruit Spritz, la nuova interpretazione del classico Spritz che sostituisce la tradizionale parte alcolica con la naturalezza dei pre-mix a base di frutta di DOuMIX?.
Il risultato è un aperitivo low alcohol, più moderno e versatile, che conquista al primo sorso. Grazie alla frutta, il drink si arricchisce di aromi intensi, profumi invitanti e colori brillanti, trasformandosi in un cocktail adatto a ogni stagione e capace di adattarsi a diversi gusti ed esigenze.
Ogni variante un’esperienza unica
Ogni variante di Fruit Spritz ha una personalità unica, pronta a raccontare un’esperienza diversa nel bicchiere.
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Così Pink Spritz gioca sull’equilibrio tra dolcezza e freschezza agrumata del pompelmo rosa, regalando un twist moderno e dal carattere sofisticato. Yuzu Spritz, dove il protagonista è l’agrume orientale dalle note complesse e aromatiche, rappresenta la scelta più innovativa e gourmet, dedicata a chi ama sperimentare. Dolce e vellutato, Mango Spritz è un drink esotico e avvolgente, perfetto per chi ama i sapori morbidi e tropicali. Maracuja Spritz è una vera esplosione di energia: acidulo, intenso, sorprendente, conquista chi cerca un tocco più deciso e vivace. Peach Spritz, con le sue note delicate e rotonde, è invece elegante e raffinato, ideale per un aperitivo soft ma di grande impatto. Mentre Strawberry Spritz porta nel bicchiere la freschezza golosa e iconica della fragola, che aggiunge un tocco di colore irresistibile.
L’aperitivo contemporaeo
Con queste varianti, il Fruit Spritz diventa molto più di un semplice cocktail: un format versatile che si presta a essere personalizzato, arricchito da garnish creative e proposto nelle più diverse occasioni, dal classico aperitivo in terrazza alle serate più speciali.
Colorato, frizzante e contemporaneo, il Fruit Spritz risponde alle esigenze di un pubblico sempre più attento a equilibrio e leggerezza, senza rinunciare al piacere e alla convivialità. È la dimostrazione che l’aperitivo può evolversi restando fedele alla sua anima: un momento di gioia e di incontro, ma con uno sguardo nuovo, più vicino ai gusti e alle tendenze di oggi.
Scegliere il Fruit Spritz significa portare nei bicchieri non solo un cocktail, ma un’esperienza sensoriale che unisce la tradizione italiana dell’aperitivo alla freschezza autentica della frutta.
In programma lunedì 22 settembre, il corso on line, tenuto dal formatore certificato Sca Angelo Sportelli, approfondisce il tema della sostenibilità nel mondo del caffè e le principali sfide che il settore si trova ad affrontare
La sostenibilità è un tema che assume una centralità sempre maggiore nel mondo del caffè. A questo tema è dedicato il corso Coffee Sustainability Foundation Sca di Mumac Academy, il centro di formazione sulla cultura del caffè di Cimbali Group. L’appuntamento formativo, della durata di 8 ore (9-13 e 14-18), è in programma lunedì 22 settembre in modalità online attraverso la piattaforma Teams.
Il corso, tenuto in collaborazione con il formatore certificatoSca (Specialty Coffee Association) Angelo Sportelli, introduce i concetti chiave della sostenibilità ed esamina le principali problematiche che il settore del caffè si trova oggi ad affrontare. L’obiettivo è di far comprendere come la sostenibilità rappresenti una sfida di grande portata per il mondo del caffè, ma non inaffrontabile e chiarire le idee su come muovere i primi passi in ciascun contesto specifico.
A questo scopo il percorso formativo è stato pensato per un’ampia platea di partecipanti connessi a questo mondo, professionisti e non: baristi, piccoli agricoltori, grandi produttori, addetti alle vendite, acquirenti di caffè verde, proprietari e gestori di locali, torrefattori, commercianti, tecnici, operatori di Ong.
I partecipanti, confrontandosi direttamente con il formatore, potranno approfondire i fondamenti di un approccio sostenibile al caffè, le principali relazioni all’interno del settore, esplorare le sfide e le opportunità ambientali, economiche e sociali, oltre a sviluppare strumenti pratici a supporto delle pratiche sostenibili.
Come partecipare
Per partecipare al Coffee Sustainability Foundation Sca occorre iscriversi a questo link, dove si possono trovare ulteriori info sull’appuntamento. In alternativa si può mandare una e-mail a: mumacacademy@cimbaligroup.com
Le iscrizioni chiudono una settimana prima della data del corso e il costo di partecipazione è di 366 euro (Iva e certificazione incluse)
Nelle cantine trecentesche, un nuovo spazio per sperimentazioni e degustazioni, mixare sapori liquidi e solidi e trovare un nuovo linguaggio gastronomico
Quale modo migliore per celebrare il traguardo dei 10 anni se non inaugurare un nuovo mixology lab? Un modo per promuovere ancora di più (se ce ne fosse bisogno), l'unione fra bar e cucina, in un posto come Locale Firenze, 36° posto dei World’s 50 Best Bars, che da sempre ha una doppia anima di cocktail bar e ristorante, promuovendo il verbo del food&cocktail pairing. Inaugurazione ufficiale prevista per il 15 settembre, giorno in cui Locale Firenze spegnerà le dieci candeline, per il nuovo spazio denominato Labo-ttega, realizzato nelle sue suggestive cantine sotterranee del Trecento.
Definirlo mixology lab è tuttavia riduttivo: è uno spazio in cui le due squadre guidate dall'executive chef Simone Caponnetto e dal bar manager Fabio Fanni si potranno confrontare, proponendo percorsi che mixano sapori liquidi e solidi, sublimando il concetto di food&cocktail pairing: masterclass esclusive, esperienze gastronomiche e di mixology (su prenotazione, al costo di 65 euro a persona), eventi privati focalizzati sull’innovazione e la sperimentazione sugli ingredienti. Qualche esempio? Il drink Maiale e pesche (un Milk Punch a base di Marsala, whisky, pesca, mela, fondo bruno di maiale e latte), affiancato alla Terrina di maiale, che valorizza il quinto quarto dell'animale.
Anche il nome Labo-ttega non è casuale: nasce dall’unione di laboratorio e bottega, prendendo spunto dalla tradizione fiorentina, dove la bottega non era solo un negozio, ma un centro di apprendimento, produzione e creatività. Si "andava a bottega" per imparare e sperimentare, con la supervisione di un maestro.
«Labo-ttega - commenta Fabio Fanni - ci offre la possibilità di sperimentare ancora di più, utilizzando tecniche come la fermentazione e la nostra già vasta produzione di miso, kombucha e amazake. Non si tratta di bere un semplice drink, ma di vivere un’esperienza sensoriale studiata con coerenza, precisione e rispetto per ciò che il territorio offre in quel momento dell’anno». Lo scambio fra bar e cucina è il fulcro del progetto, per lo chef Simone, che aggiunge: «Con questo percorso voglio celebrare il valore dell’ingrediente originale, riscoprendo materie prime dimenticate, come il vero zafferano toscano, il miele autentico e i fagioli zolfini».