La storica distilleria del Monferrato fa il suo esordio nel mondo vermouth. Con un’interpretazione identitaria e contemporanea del prodotto della tradizione piemontese
Dopo il lancio, lo scorso anno del whisky Animo (leggi Animo, il whisky nato in Piemonte di Mazzetti d’Altavilla), e in precedenza dei due gin, Gin Mazzetti e Gin Mazzetti Black Edition, è ora la volta del vermouth. È a questa categoria di prodotto che appartiene l’ultima creazione di Mazzetti d’Altavilla: il Vermouth di Torino Mazzetti. Con la nuova etichetta la distilleria del Monferrato, nota per la sua produzione di grappe, liquori e amari, continua dunque a esplorare territori del mondo spirit per lei inediti, focalizzandosi in questo caso su uno storico prodotto della tradizione piemontese. Tradizione della quale ha voluto fornire una reinterpretazione contemporanea, con il tocco identitario di casa Mazzetti.
Una scelta originale
Tocco identitario che si manifesta in primo luogo nella scelta come base vino principale della Malvasia di Casorzo, raro vitigno monferrino a bacca rossa coltivato sulle colline di Casorzo (Asti) a poca distanza dalla distilleria, dal profilo estremamente fruttato e floreale: una scelta originale nel panorama vermouth e che va a valorizzare un vitigno del territorio. A completare il blend c’è il Cortese, “bianco” storico delle colline piemontesi, che vi porta le sue notefini e fresche.
Dalla combinazione di questi vitigni con una selezione, tenuta segreta, di spezie, tra le quali la noce moscata, e botaniche, tra le quali, il rabarbaro e la china, prende vita il nuovo vermouth di Torino Superiore (alc 18% in vol).
Dal colore rosso rubino brillante, il Vermouth di Torino Mazzetti si caratterizza per la sua spiccata e intensa aromaticità, nella quale si percepiscono sentori speziati ed erbaceiben armonizzati al gusto, che resta raffinato e piacevolmente morbido.
Per un tocco distintivo ai classici
Ottimo da proporre come classico aperitivo, liscio, freddo o con ghiaccio, è anche ideale per la miscelazione, mondo al quale Mazzetti d’Altavilla, guarda con sempre maggior interesse e del quale il nuovo arrivato va ad arricchire l’offerta della casa. Come ingrediente dei cocktail è infatti perfetto sia per realizzare nuove creazioni sia per donare con la sua aromaticità un profilo distintivo a molti grandi classici, a partire da un iconico Negroni o un Boulevardier, in quest’ultimo caso ancor meglio se miscelato con Animo e Bitter Mazzetti.
Sette i concorrenti, da tre continenti, che con le loro “storie liquide” si sono sfidati nella finale del concorso internazionale di Rossi d’Asiago. Ad avere la meglio il bar manager del Cape of Senses di Torri del Benaco con un Tiramisuper Asiago
Sette bicchieri, sette storie. Un Veneto che parla al mondo. Ci sono competizioni che sembrano gare di velocità e altre che diventano romanzi corali. L’AkademyLab 20/20 Global Cocktail Competition by Rossi d’Asiago appartiene alla seconda categoria: un mosaico di voci, gesti e sapori che, invece di contendersi solo il podio, hanno raccontato un’unica grande storia fatta di ospitalità e identità. Dentro i bicchieri, i brand della casa madre - dal Kranebet Botanic Gin, con i suoi sentori balsamici da bosco in quota, ai liquori Volare nelle sfumature più ardite (dal Lychee al Red Cinnamon, dall’Espresso Coffee al White Cacao) - hanno fatto da collante tra i finalisti provenienti da tre continenti. E mentre scorrevano i drink, la giuria (con me accanto agli esperti Michele Di Carlo e Danilo Bellucci) prendeva appunti che erano più racconti che voti.
Le storie liquide dei finalisti
Un esempio? Il Tiramisuper Asiago di Michele Pedrett, vincitore e bar manager al Cape of Senses di Torri del Benaco (Verona), era più di un cocktail: era il tiramisù in versione liquida, vellutata e avvolgente, che correva verso le papille dei giudici come il Diavolo Rosso del ciclismo. Un dolce da condividere, capace di sciogliere la distanza tra dessert e dopocena.
I finalisti della Competition con le loro creazioni
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Michele Pedrett (il vincitore) con Tiramisuper Asiago
Alex Gill con Roses in December
Anastasiia Kazarina con Note di Natura
Ruta Klemkaite con Regina d'Essenza
Elisa Locci con Dopo
Xue Zini con Country Road, Take Me Home
Olha Tochka con A Fuoco
Diverso ma complementare il “regalo floreale” di Alex Gill, quel Roses in December che invitava a sfogliare un ricordo petalo dopo petalo, lasciando che Kranabet botanic gin, il succo di rosa e lime chiarificato e il Volare Lychee danzassero insieme con grazia invernale. Un grande impatto anche dal punto di vista estetico. Gill, infatti, ha quel “magic touch” di chi è passato dal mondo della fotografia prima di approdare al bar.
E poi c’era Anastasia Kazarina (Lettonia), appena ventidue anni, con le sue Note di Natura: un cocktail che sembrava un poema fatto di gin che canta la primavera, liquore alla banana che risponde col tropico e succo di carota per la par condicio. Un drink innocente e deciso insieme, come un bruco che sa già di farfalla.
Più matura, quasi intima, la proposta della lituana Rūta Klemkaitė, che con la sua Regina d’Essenza ha trasformato un bicchiere in fragranza: elderflower, cacao e gin intrecciati come un profumo da indossare sulle labbra, un omaggio dichiarato, anzi una lettera d’amore, per Laura Bosetti Tonatto, la più grande esperta italiana di profumi.
La Sardegna di Elisa Locci (Forte Village Resort) si è materializzata in Dopo, un tè, di più, un punch: gin, cannella rossa e miele, serviti in tazza da tè con accanto un cucchiaino di gel ricavato dagli scarti. Un invito alla lentezza, un after che diventa rito che ci è stato servito all’ora del “tea o’ clock”.
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L'Akademy Lab 20/20, l’area multisensoriale, di ricerca, sperimentazione e formazione della distilleria Rossi d’Asiago. Gli interni e gli arredi dello spazio, che ha ospitato la finale del concorso, sono realizzati con il legno degli alberi travolti dalla tempesta Vaia nel 2018
Dalla Cina, invece, Zini Xue ha portato un’idea di ospitalità totale: Country Road, Take Me Home era cocktail e pairing insieme, whiskey e Volare Triple Sec da un lato, le tradizionali costolette agrodolci dall’altro. Il risultato? Un viaggio che accorciava la distanza tra Asiago e Chongqing in un paio di morsi e sorsi.
Più teatrale ma altrettanto incisivo il bicchiere della concorrente ucraina Olha Tochka, A Fuoco: aquavit, pesca, ananas e Prosecco in un crescendo che sembrava un fuoco d’artificio controllato, acceso ma elegante, chiuso da una chiave di cioccolato per aprire il sipario del gusto.
Dare forma a un’icona senza tempo
Michele Pedrett, vincitore del’Akademylab 20/20 Global Cocktail Competition
Tra queste storie liquide, Pedrett ha avuto il merito di dare forma a un’icona senza tempo. «Gli ospiti sono la mia fonte di ispirazione - racconta -. Sono loro a lanciarmi sfide, a chiedere sempre qualcosa di nuovo. Io li uso come complici, ma complici felici. E il bello è vederli stupiti al primo sorso». Pedrett parla con la naturalezza di chi vive il bar come una vocazione più che un mestiere. «Ho iniziato a 14 anni e oggi, a 38, non ho mai smesso di divertirmi. La musica e l’arte sono parte del mio lavoro: ogni drink è un quadro che ha bisogno di una cornice, e quella cornice è l’ospitalità».
Così il Tiramisuper Asiago - costruito mattone per mattone con Kranebet Botanic Gin, Volare Espresso Coffee, Volare Butterscotch, Amaretto e White Cacao, completato da panna montata e cacao amaro - non è soltanto una ricetta vincente, ma una dichiarazione: la tradizione può essere liquida, la memoria può essere condivisa, e un cocktail può essere super. SuperAsiago.
La ricetta
Tiramisuper Asiago (foto cocktail) di Michele Pedrett, Cape of Senses, Torri del Benaco, vincitore AkademyLab20/20 Cocktail Competition by Rossi d’Asiago Ingredienti: 30 ml Kranabet Botanic Gin, 30 ml Volare Espresso Coffee, 10 ml Volare Butterscotch, 5 ml Volare Amaretto, 5 ml Volare White Cacao, top di Floating Shaked Double Cream Tecnica: build Guarnizione:
spolverata di cacao amaro Bicchiere: old fashioned.
La voce del Ceo Nicola Dal Toso
Nicola Dal Toso, Ceo e vicepresidente di Antiche Distillerie Riunite – Rossi d’Asiago
«Non abbiamo assaggiato un solo drink mediocre. Ognuno aveva una storia, un suono, un’emozione da trasmettere. È questo che rende grande la mixology: non solo tecnica, ma narrazione». Così Nicola Dal Toso, Ceo e vicepresidente di Antiche Distillerie Riunite – Rossi d’Asiago, sintetizza lo spirito della competizione.
«Il territorio per noi è imprescindibile: Asiago è radici, memoria, rinascita. L’Akademy stessa è stata costruita con il legno della tempesta Vaia. Al tempo stesso guardiamo al mondo: vendiamo in 55 Paesi e vogliamo che i nostri prodotti siano una lingua comune. Il bartender è il nostro traduttore: prende il Kranebet, i Volare e li fa parlare con accenti diversi».
E sul futuro: «L’anno prossimo torneremo ad Asiago con un’edizione ancora più globale. Vogliamo più voci, più lingue, più emozioni. Perché un cocktail non è mai solo un drink: è un racconto che si beve».
Andrea Villa, Consulente Coffee Mixology di Starbucks Reserve Roastery Milano
Dopo il successo dello scorso anno, torna a Milano il 22 settembre l’appuntamento con WeCoffee Club, l’evento professionale (gratuito e su registrazione) dedicato al mondo del caffè. Dalle 10 alle 19, gli spazi di Combo Milano ospiteranno talk, masterclass e degustazioni pensate per baristi, bartender e operatori del settore, con l’obiettivo di favorire la condivisione di conoscenze, idee e innovazioni e aprire nuove opportunità di business. Tra i protagonisti dell’appuntamento ci sarà la Starbucks Reserve Roastery Milano, che porterà il suo approccio al caffè, fatto di qualità, sperimentazione e contaminazioni creative. La partecipazione a WeCoffee Club rappresenta per la Roastery un’occasione per confermarsi non solo come luogo iconico, ma come vero laboratorio di ricerca e innovazione e partner autorevole per i professionisti del caffè.
La masterclass con Andrea Villa
La Starbucks Reserve Roastery Milano sarà presente con uno dei momenti più esclusivi della giornata, la masterclass, riservata a un gruppo selezionato di 15 professionisti, con un big del mondo del caffè: Andrea Villa, tre volte Campione italiano di Coffee in Good Spirits e Consulente Coffee Mixology della Roastery.
Barista, sommelier e mixologist, Villa racconterà la sua collaborazione con la Roastery e come il suo approccio rivoluzionario al mondo dei cocktail a base di caffè - dove la tecnica si coniuga allo storytelling per trasformare ogni bicchiere in un racconto da vivere - sia in perfetta sintonia con la filosofia della Roastery di Starbucks che, sin dalla sua apertura nel 2018, offre un’esperienza di caffè sensoriale e culturale.
Un sodalizio dal quale è nata la nuova drink list firmata da Villa per l’Arriviamo Bar, l'elegante cocktail bar all'interno della scenografica Starbucks Reserve Roastery Milano. Una carta cocktail che dimostra come il caffè possa diventare non solo bevanda, ma anche ingrediente di creazione, coniugando tradizione e innovazione.
Dalla miscela al cocktail
Nel corso dell’incontro, Villa, in collaborazione con Christian Orsini - Operations Services Manager della Roastery -, proporrà un percorso esperienziale che accompagnerà i partecipanti alla scoperta del caffè Whiskey Barrel-Aged: prima assaggiato in versione cold brew, poi trasformato in Endless Reverie, il signature cocktail che incarna la visione della Roastery.
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Un drink che unisce profumi avvolgenti di cola, caramello e arancia a un gusto elegante e amaricante, ammorbidito da una lieve dolcezza. Le note fresche di agrumi e le sfumature di erbe balsamiche trovano equilibrio nella frizzantezza del chinotto, per un cocktail raffinato, dissetante e a bassa gradazione alcolica, pensato per accompagnare con leggerezza ogni momento della giornata. Un vero viaggio sensoriale che esprime pienamente la filosofia della Roastery milanese di Starbucks: qualità assoluta, tecniche d’avanguardia e sperimentazione continua al servizio della community del caffè.
Una pausa di gusto
Accanto alla masterclass, la Starbucks Reserve Roastery Milano offre ai partecipanti un’altra esperienza di gusto durante la pausa pranzo, con la degustazione del Cold Brew Lemon Sour. Spirit-free e dall’anima fresca e agrumata, questo signature drink è tra i più iconici e tra i best seller della Roastery fin dalla sua apertura. Preparato con un cold brew shakerato, sciroppo d’acero e limone fresco, completato da ciliegina Luxardo, zest e zucchero di canna Demerara, rappresenta perfettamente la capacità della Roastery di unire ricerca, semplicità e raffinatezza.
Vivere la cultura del caffè
Con la sua partecipazione a WeCoffee Club, la Starbucks Reserve Roastery Milano conferma il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per la cultura del caffè e di partner per i professionisti del settore, portando un racconto fatto di gusto, ricerca, innovazione e contaminazione creativa. Un invito a pensare al caffè non solo come bevanda, ma come cultura da scoprire, vivere e condividere.
C'è tempo fino al 31 Ottobre per partecipare con una ricetta che contenga sale Maldon al concorso promosso da Montosco, il Maldon Salt Cocktail Contest
Torna il concorso che mette in correlazione mixology e fiocchi di sale: il Maldon Salt Cocktail Contest. Giunto alla quarta edizione, l'evento è organizzato da Montosco, brand di spezie e salse di La Collina Toscana Spa, importatore esclusivo del Sale Maldon. Il contest, organizzato per valorizzare in mixology il pregiato sale marino prodotto sulle coste inglesi, è dedicato a tutti i talenti della miscelazione, che abbiano voglia di cimentarsi con la creazione di una ricetta in cui il sale sia protagonista (qui il regolamento). Il vincitore andrà ad arricchire la bacheca del concorso, in cui sono già presenti Matteo Cassan (vincitore del contest che si è svolto a Perugia nel 2022), Luca Goracci (che ha dominato la tappa di Roma nel 2023) e Gian Maria Ciardulli, che si è aggiudicato la terza edizione, svoltasi a Milano. Stessa città in cui il 18 novembre si sfideranno i selezionati della quarta edizione.
C'è tempo fino al 31 ottobre per candidarsi e le regole di ingaggio sono semplici: creare un cocktail originale, ispirandosi a una figura emblematica del passato o del presente, che rappresenti una fonte di ispirazione nel mondo della miscelazione. La ricetta dovrà contenere il sale Maldon, (classico, affumicato o al peperoncino) come ingrediente costruttivo del drink, non solo come decorazione o guarnizione. Il 7 novembre sarà pubblicato l'elenco dei 20 semifinalisti, che si sfideranno nella gara del 18 novembre a Milano.
Alla kermesse milanese l’azienda di Colle Val d'Elsa presenterà le nuove collezioni glassware per il fuori casa e la mixology. Soluzioni che valorizzano l’esperienza di consumo e che coniugano design, innovazione e sostenibilità
Dal 17 al 21 ottobre Rcr Cristalleria Italiana sarà tra i protagonisti di HostMilano 2025, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo horeca. Ad accogliere i visitatori, uno stand a forma di mongolfiera (Pad. 9P – Stand D09 E10), simbolo del viaggio visionario dell’azienda verso un futuro in cui design, innovazione e sostenibilità si fondono in un nuovo modo di interpretare il vetro.
Rcr presenterà a Milano nuovi lanci e collezioni dedicate al mondo del fuori casa e mixology, con l’obiettivo di rompere i paradigmi tradizionali del glassware e offrire soluzioni all’avanguardia. Ogni prodotto è realizzato in Luxion®, il vetro sonoro superiore brevettato dall’azienda di Colle Valdelsa: 100% riciclabile, brillante, resistente e sicuro, pensato per coniugare estetica, funzionalità e responsabilità ambientale.
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I nuovi calici della collezione Timeless
La collezione Sabina
Tiki Pulcinella e Tiki Venezia
Le novità in mostra nascono da un dialogo costante con i professionisti del settore e sono progettate per rispondere alle esigenze del mercato contemporaneo: materiali di altissimo pregio, forme studiate per valorizzare l’esperienza di consumo e un design che anticipa le tendenze.
La presenza di Rcr a Host arriva in un momento di forte fermento per il comparto. Il settore horeca ha ritrovato slancio, tornando ai livelli pre-pandemia e mostrando una crescita costante a livello globale. Anche il segmento glassware segue questo trend positivo, trainato dalla richiesta di soluzioni sempre più sostenibili e di alta qualità.
Le virtù del vetro
«Il vetro è come un migliore amico. Trasparente, versatile, permanente: non mente mai, si adatta a ogni situazione e resta fedele a sé stesso – commenta Roberto Pierucci, Ceo di Rrc -. La qualità migliore? È immortale. Si ricicla al 100%, può essere riutilizzato all’infinito. Esiste da 4.000 anni e continuerà a esistere, rappresentando la più solida relazione di sostenibilità con il nostro pianeta».
Una visione che si integra perfettamente con i valori promossi da Host, punto di riferimento per le tendenze green nei settori Dining, Living, Giving e Working. Con il lancio delle nuove collezioni, Rcr invita il pubblico del salone internazionale dell’ospitalità a salire a bordo della sua mongolfiera, per scoprire un glassware che guarda in alto, senza perdere di vista l’equilibrio tra bellezza e responsabilità.
L’appuntamento è dal 17 al 21 ottobre al Padiglione 9 Stand D09E10!
Conclusa la 13esima edizione del concorso Panettone Day. Il primo premio va ad Arianna Verucci della Cioccolateria Vetusta Nursia (Norcia, Pg), che ha vinto con il suo panettone tradizionale
Si sono presentati in 57, tanti erano i finalisti della 13esima edizione di Panettone Day. A salire sul gradino più alto del podio per il Miglior Panettone Tradizionale è stata Arianna Verucci della Cioccolateria Vetusta Nursia (Norcia, PG).
Il lievitato primo classificato categoria Panettone tradizionale, opera di Arianna Verucci della Cioccolateria Vetusta Nursia (Norcia, PG)
Gli altri premi assegnati durante la finale di Panettone Day 2025
Ecco gli altri pasticceri premiati nella finale del concorso.
Antonio Giannotti di Perrotta (Montella, AV) per il Miglior Panettone Creativo Dolce
Diego Malafonte di Caffetteria Pasticceria Diego 2000 (Piedimonte San Germano, FR) per il Miglior Panettone al Cioccolato
Andrea Songia di Luman srl, Pasticceria Fumagalli (Albese Con Cassano, CO) per il Miglior Panettone ai Cereali Antichi Waldkorn
Menzione speciale a Gianluca Prete di Moderno srl, Pasticceria Fumagalli (Lurago d'Erba, CO) per il Miglior Lievitato Dolce Abbraccio del Giubileo 2025
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Miglior panettone creativo dolce
Miglior Panettone al cioccolato
Miglior Panettone ai cereali antichi Waldkorn
Menzione speciale Miglior Lievitato del Giubileo
Il concorso, nato dalla collaborazione tra Braims (marchio di CSM Ingredients, multinazionale attiva nella ricerca e produzione di ingredienti e soluzioni a valore aggiunto per il settore alimentare) e Novacart, quest'anno ha cambiato formula e ha previsto una selezione più serrata, l'introduzione di una categoria in più (oltre a tradizionale, creativo e al cioccolato sono stati inseriti anche il premio al Miglior Panettone ai cereali antichi Waldkorn e la Menzione speciale per il Miglior Lievitato Dolce Abbraccio del Giubileo 2025.
Gino Fabbri e Marco Pedron in giuria
Una super giuria al lavoro con 24 esperti
A partire da questa edizione anche la formula del voto finale è cambiata. La giuria tecnica era composta da 24 esperti, da pasticceri e tecnologi alimentari, e presidiata dal Maestro Gino Fabbri, con il supporto del Pastry Chef Marco Pedron e di Domenico Napoleone - vincitore dell’ultima edizione del concorso. Gli esperti, divisi in diversi tavoli di lavoro, hanno assaggiato e valutato in gruppo i panettoni delle diverse categorie di prodotto.
Temporary store a Milano nel mese di ottobre
Confermata, invece, un'iniziativa da sempre molto apprezzata, ottima vetrina per gli artigiani che hannno partecipato al concorso. Dall'1 al 26 ottobre, 26 panettoni selezionati dalla giuria di Panettone Day saranno protagonisti del Temporary Store, uno spazio esclusivamente dedicato a celebrare quest’icona dell’arte pasticcera nel cuore di Milano. Tra degustazioni esclusive ed eventi serali dedicati al pubblico, il Temporary Store sarà l’occasione per scoprire alcuni dei migliori panettoni vincitori del contest Panettone Day negli ultimi 12 anni e acquistare le creazioni artigianali top di quest'anno.
L'acqua filtrata è un ingrediente fondamentale nelle ricette di pasticceria: i consigli di Cesare Murzilli per usarla al meglio nei prodotti per la prima colazione
In pasticceria, ogni dettaglio conta. La precisione è fondamentale: dalla scelta delle materie prime di qualità alla temperatura del forno, ogni elemento può determinare la differenza tra un dolce buono e uno davvero indimenticabile. Eppure, c’è un ingrediente spesso sottovalutato: l’acqua. Non solo come elemento chiave nei processi di cottura, pulizia e preparazione, ma anche come componente essenziale di molte ricette di pasticceria.
Perché l’acqua è cruciale nelle ricette di pasticceria
L’acqua filtrata è un ingrediente fondamentale, presente in quasi tutte le ricette di pasticceria: dagli impasti alle creme, dalle glasse alle bagne, fino alle gelatine e ai lievitati. La sua qualità ha un impatto diretto sulla riuscita del prodotto finale. Una composizione sbilanciata, ricca di cloro o di minerali indesiderati, può compromettere la lievitazione, alterare il gusto delicato di una mousse o rendere instabili le emulsioni. Al contrario, un’acqua filtrata, con una composizione minerale equilibrata, favorisce l’espressione degli aromi naturali, migliora la consistenza degli impasti e contribuisce a un aspetto visivo più uniforme e professionale. È proprio grazie a questo ingrediente invisibile che si possono ottenere dolci più stabili, aromatici e costanti nel tempo.
I sistemi BRITA utilizzano tecnologie avanzate come la decarbonatazione e la filtrazione al carbone attivo per rimuovere cloro, odori e sapori indesiderati, mantenendo una qualità dell’acqua costante. Questo migliora l’affidabilità delle preparazioni e riduce gli scarti, un vantaggio importante in pasticceria, dove la precisione è tutto.
L’acqua filtrata è essenziale anche nella produzione di vapore nei forni combinati, spesso impiegati per dolci delicati come bignè, meringhe e lievitati. Un vapore pulito garantisce una cottura uniforme e risultati visivamente impeccabili. In pasticceria, l’acqua non è solo un supporto tecnico: è un vero ingrediente di qualità. Investire in un sistema di filtrazione professionale significa scegliere eccellenza, sicurezza e costanza. Ogni giorno, in ogni dolce.
Cesare Murzilli: l’acqua filtrata di BRITA alleato perfetto per chi punta all’eccellenza
Cesare Murzilli, pasticcere e membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, lo dice chiaramente: l’acqua è un ingrediente tecnico, spesso sottovalutato, ma decisivo. Nei lievitati regola la formazione del glutine, attiva i lieviti e incide su morbidezza e struttura. Nelle mousse, ganache e glasse, migliora le emulsioni e rende i colori più brillanti. Nei sorbetti e gelati, esalta gli aromi e dona finezza. Anche nei caramelli e sciroppi, garantisce cristallizzazioni precise e limpidezza.
Con la tecnologia BRITA, l’acqua viene filtrata per eliminare cloro, impurità e disinfettanti, bilanciando i sali minerali. Il risultato? Preparazioni più stabili, aromatiche e visivamente perfette, attrezzature protette e una maggiore efficienza energetica.
Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.
I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale. Nell'episodio n.12 di "La Punta Documental", Roberto Artusio e Cristian Bugiada intraprendono un viaggio libero e caotico nel cuore rurale del Messico, dove l'agave è radice, cultura e resistenza. Nessun copione, nessun piano, solo una destinazione: Oaxaca, Puebla e le loro riserve della biosfera, palenques a conduzione familiare, leggende locali e mezcal che raccontano secoli di storia.
L'episodio numero 12 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga e domandarsi cosa unisce i combattimenti dei galli alla produzione del mezcal (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono, il decimo episodio e l'undicesimo episodio).
Svolta zero alcol per il London Dry con l'iconico guardiano della torre, con il lancio di Beefeater 0.0%. La versione analcolica di questo gin resta fedele al profilo aromatico dell'originale distillato, distribuito in Italia da Pernod Ricard. Spiccano le note agrumate e l'immancabile ginepro, ottenute esclusivamente grazie ad aromi naturali, con una formula che nasce dall’aggiunta dell’essenza di Beefeater London Dry ad una base analcolica.
In linea con i trend di consumo moderno e delle nuove generazioni, che sempre più si orientano verso scelte low e no alcohol, la proposta zero di Beefeater è una versione inclusiva, pensata per chi sceglie di non bere, ma vuole comunque vivere il momento. Il suo perfect serve è indubbiamente il Beefeater 0.0 & Tonic, che ripropone la più classica ricetta del Gin Tonic in chiave analcolica, accompagnato da una fettina di limone, per dare un twist agrumato che riprende le note botaniche del famoso gin.
A distinguere la bottiglia zero dall'originale, senza rinunciare all'iconico logo con il guardiano della Torre di Londra, è una colorazione con tocchi di azzurro per la linea 0.0, sia sull'etichetta che sul collo della bottiglia e sulla capsula. La nuova alternativa sarà disponibile a partire da settembre, ad un prezzo sostanzialmente in linea con la versione alcolica del gin.
La manager guiderà le strategie di marketing e comunicazione con l'obiettivo di rafforzare la presenza del marchio nel mercato italiano, in particolare nell'horeca
Nuova nomina in casa Julius Meinl. Il marchio viennese di caffè, con oltre 160 anni di storia, ha scelto Elena Arpegaro come nuova head of marketing di Julius Meinl Italia. Nel suo nuovo ruolo, la manager sarà responsabile delle strategie di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand nel mercato italiano, che proprio a Vicenza ha il suo principale sito produttivo, e di sviluppare progetti dedicati al canale professionale, in particolare nel mondo del fuori casa.
Con oltre vent’anni di esperienza nel largo consumo alimentare, Arpegaro vanta un solido background nel marketing strategico e operativo. La sua carriera è iniziata nel 2005 in Cameo, dove ha seguito marchi iconici come Muu Muu, Ciobar e Paneangeli, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità, fino a guidare team come senior product manager e group product manager. Successivamente, ha assunto la carica di marketing manager Italia per Paulaner, e, più di recente di responsabile marketing e comunicazione in Germinal Group, rafforzando le sue competenze in innovazione e sostenibilità.
«Sono entusiasta di entrare a far parte di Julius Meinl, un marchio che coniuga una storia straordinaria con una continua spinta all’eccellenza - ha dichiarato Arpegaro in una nota che annuncia la sua nomina -. Il mio obiettivo sarà quello di valorizzare l’unicità di Julius Meinl e consolidarne la presenza in Italia, sviluppando progetti capaci di creare valore per i nostri partner e di offrire ai consumatori esperienze autentiche, momenti speciali per assaporare appieno la pausa caffè».
In vista del salone internazionale dell’ospitalità, in programma a Milano dal 17 al 21 ottobre, Il gusto dell’ospitalità ha anticipato trend e dati economici del settore. Ristorazione, caffè, gelato, cioccolato e panificazione si confermano pilastri del made in Italy: filiere capaci di innovare e di generare valore
In attesa di Host 2025, il salone internazionale dell’ospitalità, in programma dal 17 al 21 ottobre prossimi a Fiera Milano (leggi Torna a ottobre a Milano l’appuntamento con Host), un evento svoltosi a Milano ha fornito un’anticipazione di quanto accadrà in occasione della manifestazione. Tenutosi nella Veranda Liberty di Palazzo Castiglioni, Il gusto dell’ospitalità, questo il nome dell’evento promosso da HostMilano e Confcommercio Milano, con le associazioni Altoga, Assofood, Epam Fipe Milano e Panificatori, ha acceso i riflettori su cinque grandi filoni simboli dal made in Italy: ristorazione, caffè, gelato, cioccolato, pasta-pizza-pane, mettendone in evidenza tanto la capacità di innovare quanto la vitalità economica.
Innovazione fa rima con ibridazione
Innovazione che fa sempre più rima con ibridazione e sinergie. Il consumatore contemporaneo non si accontenta più di un prodotto, ma cerca un’esperienza che sorprenda e coinvolga, spesso nata dall’incontro inatteso tra mondi diversi. È così che nascono nuove frontiere del gusto: pane e cioccolato che si trasformano in creazioni gourmet, dessert che uniscono forno e gelato, nuovi approcci al caffè.
Un’evoluzione che mostra come le nostre filiere italiane stiano imparando a dialogare tra loro per intercettare una domanda sempre più esigente. Una dinamica che non solo rinnova la tradizione, ma apre anche nuovi spazi di business per le imprese, spingendole a guardare oltre i confini del proprio comparto.
E proprio questa è la cifra che caratterizzerà Host 2025: con oltre 1.900 espositori provenienti da54 Paesi, la manifestazione sarà un vero laboratorio di contaminazioni creative, uno spazio per valorizzare e stimolare connessioni, dove aziende, buyer e professionisti potranno osservare da vicino i nuovi trend globali del fuoricasa e del food retail.
Filiere in salute
Se sul piano creativo le contaminazioni aprono nuove strade, sul fronte economico le filiere dell’ospitalità italiana confermano la loro solidità. La ristorazione resta il cuore pulsante del settore: nel 2024 ha generato un valore aggiunto di oltre 59 miliardi, sostenendo le filiere produttive con acquisti per circa 20 miliardi di euro e sviluppando un indotto complessivo che supera i 55 miliardi.
Accanto alla ristorazione, il caffè continua a rappresentare un comparto strategico. Con più di 556.500 tonnellate di prodotto torrefatto, pari al 25% della produzione dell’Unione Europea, l’Italia è il principale torrefattore europeo. Un primato che si inserisce in un mercato globale valutato 120 miliardi di dollari e in costante crescita sia per ciò che riguarda la materia prima sia per le macchine da caffè: il valore di queste ultime è stimato in quasi 19 miliardi di dollari per quest’anno e si prevede salga oltre i 25 miliardi entro il 2030. Tuttavia, l’aumento dei costi della tazzina e la contrazione dei consumi interni pongono sfide non indifferenti ai nostri torrefattori, che dovranno trovare un nuovo equilibrio economico/finanziario per ridare slancio ai consumi.
Il gelato rappresenta un altro asset chiave del made in Italy: la filiera vale oltre 4,5 miliardi di euro e ogni anno nella Penisola vengono consumate più di 600 milioni di porzioni artigianali, per un consumo pro capite di circa 2 kg, altro primato in Europa.
Infine, il comparto della panificazione, che ha generato in Italia un fatturato di circa13 miliardi di euro nel 2024, con consumi previsti in crescita dell’1,6% nonostante un trend di lungo periodo leggermente calante.
Flor de Oro, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza, servita in calice e presentata in abbinamento con un dessert firmato dal pastry chef Cesare Murzilli
Note floreali e sentori di miele e tè nero per Flor de Oro, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza. L'evento di lancio ha visto estrazioni in Chemex e cold brew abbinate a piatti del pastry chef Cesare Murzilli
La collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza si arricchisce di una nuova referenza: la nuova monorigine si chiama Flor de Oro ed è una riconferma della fiducia del torrefattore torinese nel lavoro di Diego Bermúdez presso Finca El Paraíso, in Colombia (già fornitore in passato di lotti di caffè di altissima qualità).
Flor de Oro nasce da tecniche all'avanguardia alla Finca El Paraíso
Flor de Oro è un 100% Arabica Castillo coltivato ad altitudine tra i 1800 e i 2000 metri s.l.m., lavato e sottoposto a fermentazione anaerobica. Questo lotto speciale è sottoposto a un processo di lavaggio anaerobico con shock termico, tecnica distintiva di Bermúdez, che esalta il suo profilo aromatico, con note floreali e sentori di miele e tè nero. Il nome del prodotto è un omaggio al fiore di camomilla, ma rappresenta anche un tributo al fiore "dorato" della pianta del caffè.
Le piantagioni di Finca El Paraíso in Colombia
La lavorazione si basa su tecnologie proprietarie sviluppate presso la Finca, dove Bermúdez applica un approccio scientifico basato su studi di microbiologia e della lavorazione del caffè, con l’obiettivo di mitigare gli effetti climatici sulle caratteristiche sensoriali del caffè a ogni raccolto. Il processo è strutturato in tre elementi: si parte con lo shock termico, per fissare i precursori aromatici nella struttura cellulare dei chicchi di caffè; il sistema di essiccazione è a condensazione, per evitare la volatilizzazione degli aromi; si opera poi un processo di biocatalisi mediata da lieviti, che permette un controllo assoluto della fermentazione.
Gli abbinamenti firmati dal pastry chef Cesare Murzilli
Il suo profilo aromatico raffinato e floreale di Flor de Oro si esprime al meglio sia nei metodi a filtro caldo (come l’estrazione con Chemex) sia a freddo (cold brew), regalando un’esperienza elegante e persistente. La presentazione della nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza è avvenuta a Milano, al 10_11, nell'elegantissimo contesto dell'hotel 5 stelle lusso Portrait, con i piatti firmati dal pastry chef Cesare Murzilli e il racconto della coffelier Stefania Zecchi.
Declinazioni di cioccolato fondente, il dessert firmato Cesare Murzilli
Flor de Oro è stato prima presentato in estrazione a caldo con Chemex, da degustare in calice e in abbinamento con il dessert Declinazioni di cioccolato fondente (mousse al cioccolato fondente, cremoso alla fava tonka, salsa al caffè e camomilla). Poi è stata la volta del cold brew (estrazione a freddo) e del mocktail Flor de Bosque (Flor de Oro in cold brew, porcino, miele di castagno e camomilla) firmato dal bar manager Andrea Merenda. Ulteriore abbinamento food con Passeggiata in giardino, ancora firmata Murzilli: una sfoglia alla nocciola con maionese alla camomilla, nocciole pralinate, patate novelle, bietoline, asparagi, carote e zucchine.