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X-Food, le nuove sfide nella comunicazione del cibo

I relatori di X-Food 2024 Marco La Rosa, Fabiana Alcaino, Francesco Lancia, Michele Rinaldi, Vincenzo Cosenza, Elisabetta Rotolo
Organizzato da Soluzione Group, la seconda edizione di X-Food ha delineato le attuali e prossime tendenze nella comunicazione del cibo.

Dopo la prima edizione 2023, il nuovo appuntamento X-Food organizzato dall'agenzia Soluzione Group (Pr e Digital Mkt) di Flero (Brescia) è stato di recente tenuto al Teatro Elfo Puccini di Milano. Sul palco dei relatori si sono avvicendati esperti e operatori nel campo del marketing alimentare sulla tema del saper raccontare i cibi, anche alla luce dell'impiego dei nuovi social, a cominciare da quelli che utilizzano AI (Intelligenza Artificiale) per le app.

L'introduzione è stata affidata a Stefania Lorusso, giovane e brillante direttrice editoriale di DM (Distribuzione Moderna, testata digitale BtB, media partner evento)

Sono seguiti i seguenti interventi:

Michele Rinaldi, Head of Strategy e AD di Soluzione Group, ha parlato di meccanica di relazioni umane alla base del costrutto di marca che da “nota” deve saper diventare “rilevante”. Ha suggerito un cambiamento radicale di visione e necessariamente di linguaggio: non si può più parlare di target – che letteralmente è un bersaglio da colpire e affondare –, ma di pubblico, un insieme di persone cui chiedere consenso, attenzione, fiducia, prima che denaro. Proprio in questo substrato di relazione c’è la necessità di raccontare piuttosto che di trasferire semplicemente notizie, perché è nella narrazione che si crea la percezione (storytelling is the king). Il racconto sarà il punto fermo per esplorare il futuro del marketing alimentare.

Elisabetta Rotolo, CEO e founder di MIAT (Multiverse Institute For Arts and Technology) si è focalizzata sul cambiamento di mindset delle generazioni alfa che vivono, comprano, si comportano in modo diverso dalle precedenti: unicamente digitali, crescono con gli AI companion. Mettersi in relazione con loro significa spogliarsi di pregiudizi e paure, conoscere i linguaggi, gli strumenti, le potenzialità dello storyliving, fatto di esperienze interattive e completamente coinvolgenti. È necessario per i brand adottare una logica immersiva, creare communities of interest fondate su valori condivisi e da condividere.
In particolare ha citato i seguenti Tech Trend: Web3 Loyalt; Co-creation; Game for Good; Immersive Transmedia; Immersive Restaurants; Communities of Interest and Belonging.
Ha citato gli esempi di utilizzo dei social di Starbucks Odyssey Web3 che utilizza una serie di giochi e quiz successivi per creare fidelizzazione (1,5 milioni di membri attivi 2023 con entrate annue di circa 500 m di dollari), al pari di Coca-Cola Company con mix immersive storytelling ha fatto creare dagli utenti del suo sito un prodotto "ideale". Altro esempio di gaming il sito Lavazza Arena, gioco per riforestare il campo virtuale o il Paese delle Meraviglie dell'inglese Wonderland Immersive Dining Experience o ancora la miniserie tv Behind The Dish (Dietro il piatto) nel quale tre donne chef fanno conoscere ricette di tutto il mondo. Infine The Future of Immersive FoodTech nel quale i punti di forza sono immersivity, gaming, multilanguage, live stage.
Per finire ecco i punti chiave della comunicazione Key Takeaways: interattività, storyliving, transmedialità, centralità della GenZ, connettività con i creatori del sito.

Marco La Rosa, scrittore ed esperto di neurocopywriting ha affrontato il tema delle neuroscienze e il loro legame, antichissimo in realtà, con il food storytelling. Tanti i riferimenti scientifici che sono diventati spunti molto pragmatici su come raccontare il cibo, verbalmente e visivamente. Dall’importanza dei fattori preverbali (colore, forma, disposizione, ordine, punto di vista, prezzo) per la percezione sensoriale degli alimenti, al ruolo delle parole scelte per descrivere il cibo (“gli aggettivi sono tutto”); dal valore del “made in” a quello dei veicolatori di qualità che nascondono potenzialità e insidie etiche e legali; dalla sequenza delle parole di grado diverso per generare un determinato effetto alle grandi potenzialità che umanizzare un prodotto/un brand/un’azienda ha negli spot.
Autore del libro "Neuroscienza della narrazione" (Hoepli editore), in particolare Marco La Rosa ha ricordato lo studio (2003) del prof. Read Montague sui brand Pepsi e Coca-Cola che ha già allora dimostrato come la narrazione di un brand modifica la nostra percezione del gusto a livello neurofisiologico (attesa influenzata dal nostro personale ricordo del brand ndr). Inoltre anche il colore, la forma del piatto, l'ordine e disposizione del cibo nel piatto possono influenzare in un modo o nell'altro la nostra percezione del gusto (si giustifica così l'attenzione quasi maniacale degli chef nell'impiattamento del cibo ndr). Fondamentale poi il contesto: una foto dove il cibo viene afferrato convince di più; la musica a bassa frequenza può rendere il sapore più amaro; il prezzo elevato fa percepire più buono il cibo (viceversa se il cibo non piace ne aumenta il dissapore ndr).
Per la formazione dei menù, il priming semantico dimostra che la parola che viene prima influenza la percezione di quella che viene dopo: dire insalata e pasta fa percepire il piatto più salutare rispetto a pasta e insalata.

Di AI e GENAI, ChatGPT e Metaverso ha parlato Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e fondatore dell’Osservatorio Metaverso. Un panorama estremamente complesso, affollato di strumenti funzionali, se correttamente impiegati, ad aumentare la produttività: meno tempo (-25%), performance quantitativamente e qualitativamente superiori (+40%). Attraverso una serie di case history di grandi aziende che tramite l’uso sofisticato e creativo di questi tools hanno costruito mondi ed esperienze immersive e coinvolgenti, Cosenza ha mostrato alla platea come oggi si debba “abbandonare il marketing pigro” per esplorare il marketing aumentato che adotta questi strumenti per mettersi in relazione profonda con le persone, rendendole protagoniste.
In particolare, Vincenzo Cosenza ha citato vari casi. Mulino Bianco che ha creato ambientazioni diverse dei propri spot. Coca-Cola che ha realizzato il sito Create Real Magic (integrando CPT-4 e Dall-E) che permette agli utenti di di usare la potenza text to image per giocare con l'immaginario dell'azienda; oltre a invitare gli utenti a creare una edizione speciale della bibita al "sapore di futuro". Mc Donald's ha costruito diverse esperienze in Roblox pensate per il pubblico GenZ di Latam con 5 land tematiche (Central, French Fries, Ice Cream, Soda, Burger) predisponendo una collezione virtual coin per comprare skin brandizzate: +55% l'aumento delle vendite via app.
Unilever ha portato il mondo dei gelati Magnum nel Metaverso di Decentraland con Pleasure Museum, un museo pieno di opere d'arte con la possibilità di acquistare il gelato con apposite vending machine virtuali, con consegne reali a casa con Deliveroo. Anche Vincenzo Cosenza ha citato il caso Lavazza Arena in Roblox lanciato in occasione  della Giornata Mondiale d'Azione per l'Amazzonia (2022).

Fabiana Alcaino, Chief Digital & Business Data Unit di RETEX, ha iniziato il suo intervento sottolineando quanto l’industria alimentare sia penalizzata da un gap tra i grandi volumi e la bassa marginalità. L’AI ha grandi potenzialità: può abbracciare tutta la catena del food e incidere sul suo miglioramento, a vantaggio di tutti. È possibile oggi raccogliere, elaborare, usare in forma di insight funzionali alle aziende, tutti i dati che partono dai campi e arrivano allo scontrino del consumatore (marketing predittivo).
Un esempio? Con l’AI è già possibile analizzare frequenza, modalità e tipologia di acquisti per ottimizzare le scorte sul punto vendita, abbattendo lo spreco e dando una svolta sostenibile. Non solo, è possibile analizzare informazioni dal mondo social per tracciare con il dovuto anticipo i nuovi food trend e indirizzare così la ricerca e sviluppo delle aziende. E ancora, è in grado di ottimizzare e personalizzare la customer experience mettendo in relazione informazioni inerenti gli acquisti e formulando un’offerta raffinatamente personalizzata in grado di generare un senso di soddisfazione del cliente.
In particolare, ha citato i riposizionamenti di prodotti come Buondì Motta, Consorzio della Mozzarella, Starbucks, Campbell's, Heinz e Mc Donald's.

La seconda edizione di X-FOOD ha offerto quindi agli ospiti un menù stellato, con contributi di grande spessore, riflessioni alte ed esempi concreti e replicabili, una fotografia dello stato dell’arte e un disegno del futuro con cui dobbiamo già fare i conti. Per chiudere, un dessert che ha avuto come ingredienti principali la sagace ironia e comicità di Francesco Lancia, autore e voce di Radio Deejay che ha provato a immaginare la carta di un ristorante stellato del futuro, con un’offerta varia e variopinta per accontentare vegetariani fatalisti o karmici, fruttariani, fiorani e disadratisti. Tra un quiz per capire come potrebbero descrivere i loro piatti gli chef del futuro e la rivelazione di un inedito canto di Dante, che avrebbe collocato i profanatori di cibo in un terribile girone infernale, Lancia ha saputo mettere in luce quanto noi italiani possiamo sopportare. In particolare, ecco alcuni suoi scoppiettanti aforismi:
Il futuro è nelle stelle! (Michelin)
Ci piace sputare nel piatto dove mangi!
Pericolo! Panna nella Carbonara!
Prima la pasta nell'acqua fredda, poi bollire!
Vino rosso con il pesce!
Chi è l'inventore delle Fettuccine all'Alfredo? Alfredo!

 

 

 

Yuntaku, l’amaro italiano dal cuore giapponese che esalta il concetto di food pairing

La tappa romana delle Yuntaku Dinner Series, dal titolo Sabotage, ha messo insieme una cucina fusion italo-giapponese e i cocktail di Gregory Camillò
Quando un gruppo di fuoriclasse si incontrano vengono fuori serate memorabili. Situazione: una cena dal titolo Sabotage organizzata per dare un assaggio, in tutti i sensi, dell'amaro Yuntaku (anima italiana, ma ingrediente principale giapponese). Fa parte delle Yuntaku Dinner Series, che servono a presentare al pubblico questo amaro "giapponese" a base di Goya (le virgolette sono perché è prodotto dalla storica Distilleria Paolucci di Sora, in provincia di Frosinone) e questa sua doppia anima, metà asiatica e metà italica.
Yuntaku nasce, infatti, da un viaggio a Okinawa di Benedetta Santinelli e Simone Rachetta, che qui conoscono questa specie di zucca amara, dall'aspetto di un cetriolo bitorzoluto, con cui in Giappone si realizza un estratto amarissimo, dalle forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (non a caso gli abitanti di Okinawa sono fra i più longevi del mondo), che viene consumato come medicamento. Simone ne porta alla mamma alcuni semi e lei li pianta.
Da sinistra Giuseppe Lo Iudice, Gregory Camillò, Alessandro Miocchi e Yoji Tokuyoshi
E quando si dice il destino, la pianta cresce e fruttifica durante la pandemia, quando Simone e Benedetta hanno il tempo di "giocare" a produrre il loro amaro. Il resto è la storia di questo distillato, che è stato apprezzato dal team di Velier e inserito in portfolio.
Tornando al tour di promozione dello Yuntaku, la tappa di Roma è stata una vera e propria jam session fra due fra le cucine fra le più interessanti l'Italia e i cocktail del bravissimo Gregory Camillò, bar manager del Jerry Thomas Bar Room, che grazie al suo background asiatico ha perfettamente interpretato quest'identità fusion italo-asiatica.
In cucina, i padroni di casa di Retrobottega, Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice, hanno ospitato la cultura giapponese di Yoji Yokuyoshi della Bentoteca di Milano, per una cena a sei mani. Risultato? Un mix straordinariamente equilibrato di cocktail e cucina, con una lezione gustativa di food&drink pairing e fusion fatta bene, nonché un'esaltazione ben riuscita del protagonista della serata, l'amaro a base di goya.

Il menu

Un'insalatina non convenzionale a base di erbe amare e asparago bianco ha aperto le danze, accompagnata da un twist sul Bloody Mary di rara eleganza, per poi lasciar spazio alla grassezza delle ventresca di tonno che farciva un Katsusando che sembrava un fratello giapponese di un tramezzino buonissimo, da mangiare rinfrescando il palato con lo Spumonish di Camillò. Il Cherry Blossom con Yuntaku, visciole e Barolo chinato chiudeva la degustazione alcolica di Camillò, accompagnando con grazia i due piatti a base di volatili: i Gyoza in brodo dashi, con ripieno di anatra croccante e mandarino cinese il Piccione ubriaco marinato nel Sake e grigliato con salsa sardella e sukiyaki. E se il primo è un cocktail internazionale interpretato con un tocco asiatico, gli altri due sono stati scelti da Camillò pescandoli nelle sue esperienze a Singapore e fra i drink più bevuti in Asia.
Finale con un gelato al Tè Matcha e spuma di yogurt a dare la spinta acida. Naturalmente, con assaggio conclusivo di Yuntaku in purezza: d'altra parte l'amaro non è il fine pasto per eccellenza?

La ricetta di Gregory Camillò

Spumonish
(Ispirato al classico giapponese Spumoni)
Ingredienti:
35 ml Yuntaku infuso con Sansho pepper (14 g Sansho pepper in 2100 ml Yuntaku, infusione a temperatura ambiente di 24 ore, mettere 700 ml alla volta in un sifone, caricare con una cartuccia di nitrogeno, filtrare per eliminare il pepe e conservare in frigo)
45 ml Succo di pomelo
10 ml Tonica
20ml Grapefruit soda
Tecnica Built
Bicchiere Collins

Appuntamento sui tetti della capitale con l’Organics SkyGarden all’Aleph Hotel

Torna sulla terrazza dell'Aleph Rome Hotel l'Organics SkyGarden by Red Bull con la signature list del bar manager Lorenzo Politano

Per la seconda stagione di seguito Red Bull torna a inaugurare a Roma l'Organics SkyGarden su una delle terrazze più famose della capitale, quella dell'Aleph Rome Hotel (appartenente alla Curio Collection by Hilton). Per l'occasione, il resident bar manager Lorenzo Politano (31 anni di cui 6 all'Aleph) presenta la nuova carta dei signature cocktail by Organics by Red Bull, basata sul concept dell'Urban Garden, come il rooftop in cui ci troviamo. «Dal giardino abbiamo tratto ispirazione - afferma Politano - per cocktail in cui non manca mai una nota di erbe o spezie, che vanno a valorizzare le varie versioni di Red Bull Organics in linea».

I nomi dei drink vanno a dare un indizio di quella che sarà la sensazione prevalente all'assaggio, dal Citrusy (agrumato con pompelmo rosa) all'Herbal (un Gin Tonic modificato dal tono erbaceo con l'aggiunta di Lucano Anniversario), dal Vegetal (un twist sul Moscow Mule vegetale, con uno sciroppo al basilico) all'Exotic (con l'ananas e il Mezcal a dare il tocco esotico).

Molta attenzione al tema sostenibilità, che non solo è uno dei cardini del progetto Organics, come ci ha spiegato anche il brand ambassador di Organics by Red Bull Daniele Gentili, presente alla serata di inaugurazione, ma anche per la terrazza dell'Aleph è un faro da seguire: «Lavoriamo molto recuperando gli scarti delle colazioni - spiega il bar manager Politano - per esempio recuperando per i nostri home made le scorze della frutta che avanzano dalla preparazione dei succhi».

Nella carta del rooftop, oltre ai drink elaborati con Red Bull, troviamo anche una Martini Experience, una Negroni Session, una proposta di cocktail analcolici e un'ampia selezione di bites pensati dall’executive chef Carmine Buonanno, per accompagnare la bevuta a tutte le ore (sul rooftop c'è anche una piscina a sfioro, a disposizione degli ospiti dell'hotel, quindi il bar lavora tutto il giorno). «La nostra è una clientela prevalentemente internazionale - spiega Politano - e per questo siamo sempre operativi con i grandi classici e con drink freschi che possano essere un valido accompagnamento per una pausa rigenerante».

Locanda di Romagna Ca’Pelletti riapre a Milano

Gli arredi moderni e funzionali di Locanda di Romagna Ca'Pelletti di Milano.
La sesta Locanda di Romagna Ca'Pelletti firmata Surgital ha trovato sede nella zona sud di Milano, vicino all'ingresso dell'Autostrada dei Fiori (Milano-Genova) nel complesso direzionale San Vigilio Uno.

Firmata dall'azienda Surgital, la prima apertura milanese di Ca'Pelletti è del 2016, sotto la piazza trendy Gae Aulenti, di fronte alla Stazione di Porta Garibaldi. Ma, complice l'effetto Covid e l'aumento geometrico degli affitti, l'azienda di Lavezzola (Ravenna) ha preferito sospendere l'attività (già ben avviata) e spostare il locale nei nuovi spazi a sud di Milano, in una zona ricca di uffici ed edifici universitari (Iulm).
La nuova apertura si aggiunge ai locali Ca'Pelletti già avviati di Bologna (due, la prima dieci anni fa), seguiti da quelli di Padova, Orio Center (Aeroporto di Bergamo) e Firenze. A breve sono previste altre inaugurazioni, con l'obiettivo di arrivare a quota dieci entro la fine del 2025.

Riposizionata nel 2023, la formula Locanda di Romagna Ca'Pelletti prevede una offerta ristorativa a tutto orario, dalla prima colazione alla pausa pranzo, dall'aperitivo alla cena serale (dalle h.9 alle h.23).
La proposta è caratterizzata da una cucina sempre aperta, con un inevitabile tributo alla ricca cucina emiliano-romagnola, dove le protagoniste sono le paste farcite prodotte direttamente dall'azienda specializzata Surgital, a cominciare dai cappelletti (parenti più grandi dei tortellini) variamente conditi, per passare ai tortelli bartlaz, alle piadine, alle spadellate di pasta (doppia razione) alle verdure gratinate eccetera.
Non meno interessanti sono le proposte per la "Signora Colazione", dai Vassoi delle Prelibatezze ai pancake, dai paninozzi alla cornetteria da farcire e alla caffetteria.

«Ca'Pelletti guarda al futuro con fiducia, inserendosi perfettamente nel progetto di riqualificazione urbana dell'intera area di Milano Sud - spiega Elena Bacchini, direttrice marketing Surgital e amministratrice unica di Ca'Pelletti Retail - da sempre porta di accesso alla città metropolitana milanese. Questa nuova apertura si presenta con una visual rinnovata e distintiva, in gradi di arricchire l'esperienza di consumo comunicando i valori distintivi del nostro brand: tradizione, qualità, accoglienza e inclusione. Surgital infatti ha inteso esprimere al meglio nel progetto rinnovato di Ca' Pelletti tutta l'esperienza maturata in 40 anni di attività produttiva e la profonda conoscenza culinaria di un'azienda i cui prodotti sono utilizzati dai ristoratori di ben 60 Paesi del mondo».

Il nuovo progetto è stato curato dalla studio Odeon Design di Santarcangelo di Romagna (Rimini) dell'architetto Cristina Zanni. A cominciare dalla cura del comfort acustico e visivo, grazie all'impiego dei pannelli fonoassorbenti personalizzati IsolSpace dell'azienda Tecnasfalti di Carpiano (Milano) come IsolSpace Style (a soffitto) e IsolSpace Frame (quadri a parete), realizzati in fibra di poliestere (Pet riciclato) brevettati, in collaborazione con l'architetto Marta Casiraghi. Il locale di 520 mq può ospitare fino a 130 posti a sedere, tra l'ambiente interno e dehors esterno.

 

 

Dropology di Foodness: la nuova forma della creatività

Dropology di Foodness
L'azienda di Curtatone ha da poco avviato la distribuzione di un'innovativa macchina, brevettata da Wonderbubbles, che consente di sferificare qualsiasi bevanda e trasformare ogni drink in un’opera d’arte unica

L’innovazione non conosce sosta in casa Foodness. L’ultima novità dell’azienda di Curtatone (Mantova) è Dropology, una rivoluzionaria attrezzatura progettata per sferificare qualsiasi tipo di bevanda. Con Dropology, i professionisti del beverage possono ora creare piccole perle liquide (drop) perfette per decorare cocktail, aperitivi, creme fredde e molto altro ancora.

Pensata per i bartender e i mixologist che desiderano aggiungere un tocco di creatività alle loro creazioni, la nuova macchina permette di sferificare bevande, alcoliche e non, per sperimentare nuove combinazioni di sapori e presentazioni, trasformando ogni drink in un’opera d’arte unica.

Creatività a portata di mano

Il tutto in modo semplice e veloce, grazie alla facilità d’uso del sistema. Basta inserire la bevanda desiderata e in pochi istanti si ottengono le drops da utilizzare come decorazione o elemento distintivo nelle proprie creazioni. A questo proposito Foodness propone 6 gusti di sciroppi pronti all’uso, al gusto di Arancia, Menta, Fragola, Zenzero, Cioccolato e Speculoos, con i quali è possibile decorare cocktail ma anche creme fredde come, per esempio, la Crema Fredda allo Yogurt o lo Yogurt Soft.

Inoltre, quando è in funzione, Dropology offre un vero e proprio “live show”. Il vortice di drops colorate cattura l’attenzione e la curiosità dei clienti, trasformando il processo di preparazione dei drink in uno spettacolo affascinante. Ogni drink guarnito con queste perle liquide diventa così un’esperienza sensoriale completa, capace di stupire e deliziare.

Un'esperienza visiva e gustativa senza precedenti

Con Dropology non solo i bartender, ma ogni barista ha la possibilità di rendere unica l’esperienza di consumo dei propri clienti, sfruttando la versatilità delle drops per realizzare infinite personalizzazioni che rendono ogni preparazione beverage non solo gustosa, ma anche visivamente sorprendente. Altro punto di forza della nuova attrezzatura il suo design compatto e le sue dimensioni ridotte che ne fanno la soluzione ideale per qualsiasi ambiente, integrandosi perfettamente in bar, ristoranti, lounge e caffetterie.

Ricettario e menu pronti all'uso

Per facilitare l’utilizzo della macchina, Foodness ha elaborato alcune ricette semplicissime con gli sciroppi già pronti all'uso. Queste ricette consentono al barista di mettersi subito all’opera e possono essere considerate basi di partenza per cocktail più elaborati. Insieme a Dropology, è possibile quindi ricevere anche il menu e il ricettario: una guida completa per creare drink innovativi e deliziosi fin dal primo utilizzo.

Con Dropology, Foodness continua a portare innovazione e qualità nel mondo del beverage, offrendo ai professionisti strumenti all’avanguardia per esprimere al meglio la loro creatività e competenza.

Per info

Per maggiori informazioni su Dropology e su come integrarla nel proprio locale, visitate il sito web https://dropology.foodness.it o contattate il servizio clienti Foodness via mail all'indirizzo info@foodness.it

 

Pasticceria Nuovo Mondo lancia le Pesche di Prato 2.0

Reduce da un viaggio in Messico, Paolo e Andrea Sacchetti riformula la ricetta del dessert, aggiungendo il cacao criollo

Per anni le Pesche di Prato hanno portato alto il nome dei Sacchetti, padre e figlio, nel mondo della pasticceria italiana. Oggi Paolo, di ritorno da un viaggio in Messico, firma un upgrade della ricetta, creando le Pesche di Prato 2.0. La novità? L'aggiunta di Mexico Criollo Fondente al 76% per un gusto più avvolgente e deciso.

Le Pesche di Prato, ieri come oggi

Paolo e Andrea Sacchetti, padre e figlio, della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato, hanno fatto delle Pesche di Prato uno dei loro dessert signature. Ciò lo ha reso protagonista di moltissimi eventi ai quali prendono attivamente parte in lungo e in largo per lo Stivale. Queste particolari “pesche” sono originariamente composte da due semisfere di pasta brioche, farcite con crema pasticcera che lega le due metà. Il sapore è accentuato di una bagna speziata, l’alkermes, chiude il morso, portando con sé intriganti sfumature di vaniglia.

Pesche di Prato 2.0: cosa cambia

Presentate in anteprima durante La Toscana in Bocca, al Castello dell'Imperatore di Prato il 7 e l'8 giugno, le Pesche di Prato 2.0 devono loro nuova identità ad un recente viaggio in Messico che ha coinvolto il pasticcere “padre”, Paolo, insieme ad altri noti professionisti italiani dell’arte dolce. La trasferta nella regione dello Yucatan ha avuto l’obiettivo di indagare le origini del cacao criollo, la varietà più rara e pregiata. In particolare, ad essere stata testata dai pasticceri protagonisti del viaggio è la grande qualità di un prodotto risultato della fusione tra l’esperienza degli agronomi dell’azienda e il sapere secolare degli agricoltori messicani. Così arriva a Prato il Mexico Criollo dark 76%. Si tratta di un cioccolato particolare, con persistenti note di cacao accompagnate da morbidi sentori fruttati e profumi floreali. Prodotto con cacao criollo naturalmente fermentato in cassoni di legno di acacia, essiccato al sole, tostato a bassa temperatura e, naturalmente, certificato Cacao Trace, Mexico Criollo dark 76% diventa il nuovo ingrediente principe delle Pesche di Prato firmate Paolo e Andrea Sacchetti.

La nuova ricetta

Il dessert si arricchisce di questa tipologia di cacao sia nell'impasto della pasta brioche sia nella crema pasticcera che farcisce le Pesche. Al termine della sua lavorazione, la Pesca viene altresì rotolata in zucchero mescolato a cacao. A chiudere il tutto, sopra il dessert, una spuma di ganache montata al cioccolato e un’amarena candita sotto sciroppo. La bagna al liquore di Alchermes, centrale per il gusto conclusivo dell’originale Pesca di Prato, rimane anche in questa nuova versione, ma con un grado alcolico leggermente maggiore.

Compagnia dei Caraibi punta sul profilo pop di Ginnastic Gin

Ginnastic Gin Match Citrus Blend e Ginnastic Gin Challenge Lemon
Un'aria pop per i nuovi distillati mediterranei Ginnastic Gin Challenge Lemon e Ginnastic Gin Match Citrus Blend, aromatizzati con agrumi calabresi da Amari & Affini Liquorificio Erboristico Officinale in Calabria di Rende (Cosenza).

Sono diversi i produttori che hanno scommesso sulle più diverse aromatizzazioni mediterranee del gin, utilizzando erbe e agrumi tipici. Nel settore ora è presente anche la proposta Ginnastic Gin prodotto dall'azienda Amari & Affini Liquorificio Erboristico Officinale in Calabria di Rende (Cosenza), con la quale Compagnia dei Caraibi ha siglato un contratto per l'acquisizione di una partecipazione fino al 30%. Il polo produttivo è nello stabilimento di Vecchio Magazzino Doganale di Ivano Trombino e Stefano Curcio nella frazione Martorano di Montalto Uffugo (Cosenza) sul versante tirrenico della Calabria.

Gioco, selezione degli ingredienti, qualità produttiva e immagine pop contraddistingue le due specialità Ginnastic Gin Challenge Lemon e Ginnastic Gin Match Citrus Blend.

Ginnastic Gin Challenge Lemon è caratterizzato dai Limoni Igp (cultivar Femminiello e Lunare) provenienti dalle località di Martorano, Bisignano e Rocca Imperiale.
Ginnastic Gin Match Citrus Blend si avvale dei Pompelmi Rosa della piana di Sibari, raccolti direttamente dal distillatore che li lavora ancora freschi, lasciandoli macerare in vasche da bagno smaltate (!) per un risultato unico quanto a freschezza.
Entrambe le specialità hanno un titolo alcolico di 41,5%, ricavate dalla distillazione discontinua in alambicco Pot Still da 300 litri, con una base alcolica cerealicola alla quale vengono aggiunti gli infusi freschi degli agrumi. Entrambe le specialità risultano perfette per essere miscelati in drink come Gin & Tonic, assicurando particolari note erbacee e agrumate, con una punta di salinità.
Da notare l'originale bottiglia da 70 cl in vetro scuro che riporta in etichetta il nome del prodotto a lettere colorate singolarmente che danno un'immagine pop del prodotto, diversa da tutte le altre.

Abbiamo potuto conoscere e gustare i nuovi Ginnastic Gin nel corso del recente Open Day organizzato nella sede dell'agenzia Attila & Co. di Milano, insieme alle ultime specialità di Compagnia dei Caraibi come Sabatini Gin Negroni, Planteray Rum Cut & Dry Coconut, Carlo Alberto Vermouth di Torino, East Imperial Soda, birra Testadariete.
La presentazione è stata affidata al bartender internazionale e mixology specialist di Compagnia dei Caraibi Filippo Sisti e al collega Fabrizio Ferlisi dello show room Wiji Surf di Milano. Riportiamo una semplice variante di gin&tonic.

Beat 
Ingredienti
4 cl Ginnastic Gin Match Citrus Blend
top East Imperial Grapefruit Soda
Preparazione
Tecnica build direttamente nel tumbler basso con ghiaccio, guarnire con trancio di pompelmo rosa.

 

 

Iginio Massari sbarca a Gardone Riviera

La famiglia Massari si aggiudica il bando per la concessione dell’ex casinò sulle rive del lago di Garda

Iginio Massari conquista un posto sul lago di Garda. Infatti, la famiglia del maestro pasticcere si è aggiudicata il bando per la concessione di porzione dell’immobile meglio noto come l’ex Casinò di Gardone Riviera. L'arrivo del gruppo Massari è stato reso possibile grazie a un lavoro di restauro e recupero funzionare dell'edificio pubblico ribattezzato "Palazzo Wimmer".

Il progetto della famiglia Massari

La famiglia Massari ha presentato un progetto che intende trasformare l'ex Casinò di Gardone Riviera in un punto di riferimento enogastronomico. Nel settore curato dal gruppo sorgerà una straordinaria location per la ristorazione e ampi spazi dedicati a eventi, cerimonie e aperitivi nella suggestiva cornice del Lago di Garda, preservando l'eleganza dello storico palazzo. La stessa cura sarà riservata agli eventi culturali, esposizioni, rassegne e festival che organizzeranno, in accordo con il Comune, nel teatro del confinante palazzo Wimmer. Il progetto prevede importanti lavori di ammodernamento e ristrutturazione con l’obiettivo di apertura entro il primo semestre del 2025.

«Un ritorno alle origini»

«Personalmente sarà un po’ come tornare alle origini, visto che mia madre gestiva proprio un’attività di ristorazione dove nacque il mio amore per i dolci – commenta il maestro Iginio Massari –. Come famiglia abbiamo oggi il know-how, che in primis portano in dote i miei figli Nicola e Debora, per entrare nel mondo dell’arte culinaria in una zona di prestigio da tempo riconosciuta per una ristorazione eccellente. Mossi dai valori che già promuoviamo nell’ambito della pasticceria, faremo dell’ex Casinò un luogo capace di esaltare il bello e il buono, celebrati in tutte le loro forme». Per perseguire lo scopo Massari elaborerà una proposta tradizionale, dando al progetto una rilevanza nazionale e internazionale. «Dopo una lunga ricerca di competenze abbiamo affidato la cucina ad un giovane chef già di esperienza e prestigio. Con lui costruiremo le nostre proposte condividendo creatività e analisi gastronomica. Ci siamo impegnati a lavorare proficuamente in iniziative di marketing territoriale, in stretta connessione con il Comune di Gardone Riviera, che ringraziamo per la capacità mostrata dal Sindaco Cipani a capo di una giunta compatta, nella valorizzazione di un bene monumentale di tale importanza ed eleganza», ha aggiunto Massari.

Casoni avvia la raccolta di Ciliegia di Vignola Igp per Tabàr Premium Gin

Foto di gruppo dei raccoglitori di Ciliegia di Vignola Igp
Cominciata la raccolta di Ciliegia di Vignola Igp per la Limited Edition di 500 bottiglie di Tabàr Premium Gin Ciliegia di Vignola Igp.

Il segreto del successo di molti liquori e distillati consiste nell'utilizzo di materie prime fresche, a cominciare da erbe e frutta. Per questo motivo Casoni Fabbricazione Liquori di Finale Emilia (Modena) ha di recente avviato la raccolta 2024 di Ciliegie di Vignola Igp per il suo Tabàr Premium Gin Ciliegia di Vignola Igp a cominciare dal Campo Sperimentale Dimostrativo Ciliegio Convenzionale e Biologico del Consorzio di Tutela della Ciliegia di Vignola Igp.

Presso l'Agriturismo Fondo Montecuccoli di Vignola (Modena) abbiamo partecipato a una masterclass sulla gamma Tabàr Premium Gin a cura di Manuel Greco.

«Dopo il successo di Tabàr Premium Gin e Tabàr Premium Gin Bergamotto - precisa Manuel Greco, trade marketing manager di Casoni Fabbricazione Liquori - abbiamo avviato la produzione della limited edition di Tabàr Premium Gin Ciliegia di Vignola Igp, valorizzando un prodotto di territorio veramente unico per freschezza, gusto e aroma del frutto. Il successo riscontrato sul mercato ci ha spinto a continuarne la produzione, facendone salva la metodologia produttiva e la dimensione artigianale. Per la limited editon di 500 bottiglie di Tabàr Premium Gin Cliegia di Vignola Igp (45 % alc) occorrono circa 30 kg di ciliegie raccolte a mano, per una media di 100 g per bottiglia. Si comincia con una infusione delle ciliegie in soluzione idroalcolica per 5 giorni, seguita dal riscaldamento a 60 °C, quindi una distillazione dell'infuso in alambicco discontinuo in acciaio. Segue un primo affinamento di un mese in un tank di acciaio, seguito dall'aggiunta di altre botaniche come ginepro, cardamomo, camomilla e rosmarino, con aggiunta di scorze di arancia amara. Segue un secondo affinamento di 15 giorni in tank di acciaio e filtrazione finale. Ne risulta un prodotto unico sia per essere proposto in purezza a fine pasto o per conversazione, sia miscelato in cocktail».
Il distillato Tabàr prende il nome (in dialetto) del mantello a ruota (tabarro) molto in uso nel passato per coprirsi dal freddo e dalla pioggia, in particolare tra contadini, operai e militari.
E' seguito un intervento del direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp, Walter Monari, che ha precisato la dimensione della raccolta che avviene su 500 ha su filari a spalliera alta con 30 varietà.

Quindi è stata tenuta una cocktail experience con degustazione di un cocktail speciale a cura del mixologist Celeste Porrari del Cocktail Bar Animo di Modena.

Qualcosa stava nascendo
Ingredienti
4,5 cl Tabàr Gin Ciliegia di Vignola Igp infusa sottovuoto con curry masala per 4 h home made
1,5 cl Noilly Prat Vermouth Original Dry
1,5 Bitter Casoni
gocce di alcolato di vaniglia
Preparazione
Ingredienti in bottiglia, versare in vasetto di ceramica, top di spuma di foglie di eucalipto (sifone), coprire con crumble di cioccolato amaro con un ciuffetto di menta, cannuccia e mini vanghetta da orto in metallo.

 

Baritalia arriva a Verona il 24 giugno. Registrati per l’ingresso gratuito

Compila il form di iscrizione per l'ingresso gratuito alla tappa di Verona di Baritalia, in scena all'A.m.e.n., in viale dei Colli, 27. Potrai assistere a Baritalia Lab e partecipare alle masterclass. Scopri il programma della giornata:

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Dopo Caserta e Bari il tour di Baritalia lungo la Penisola prosegue in direzione Nord. Per la sua terza tappa dell’edizione 2024 il laboratorio itinerante di miscelazione approda a Verona per un'altra giornata non solo di sfide a tema cocktail, ma anche di grandi masterclass.

L'appuntamento per i professionisti del bancone è per lunedì 24 giugno, a partire dalle ore 9.00 all’A.m.e.n. (viale dei Colli, 27), locale situato sul colle San Leonardo, tra le verdi colline veronesi, con vista panoramica mozzafiato sulla città.

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Quella di Verona sarà un’altra tappa ricca di eventi a tema mixology, in linea con l’obiettivo della manifestazione: promuovere la cultura dei cocktail e della miscelazione su tutto il territorio nazionale. Perché da Nord a Sud, dall'Ovest all'Est, Baritalia si conferma manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Almeno tre buoni motivi per non mancare

Un appuntamento da non mancare per diversi buoni motivi. A cominciare da Baritalia Lab, laboratorio di miscelazione dove si confronteranno bartender di tutta la Penisola sul tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere. In questa edizione, ci concentriamo infatti su tre pilastri fondamentali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender. In palio altri 17 posti per la finalissima di Cormayeur che ospiterà il final show di Baritalia 2024.

Per proseguire con il programma di Masterclass, altro tradizionale momento clou della manifestazione, dedicate alle tecniche di miscelazione. Ben 17 quelle in programma, dove a salire in cattedra saranno esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare - tutto il giorno - i cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata, come giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di Verona e tutto il Veneto.

Programma

Ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
c/o A.M.E.N Viale dei Colli, 27 - Verona

Ore 10.00-12.00
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Campari Academy, Compagnia dei Caraibi, Nonino, OnestiGroup, Tassoni

Ore 10.00
MASTERCLASS
Mind the basic: l’arte della semplicità
A cura di Nicolò Lo Iacono by The Organics by Red Bull

Ore 10.35
MASTERCLASS
Bar Selection: Sale Maldon e spezie in miscelazione
A cura Chiara Sassoli e Martina Salvetti Basta by Montosco
Spice It easy con Terry Monroe
A cura di Terry Monroe by Montosco

Ore 11.10
MASTERCLASS
Ripartire dall'Italia, il Paese delle 4 F
A cura di Simone Mina by Bonaventura Maschio

Ore 11.45
MASTERCLASS
Ci ho preso gusto con i low alcohol
A cura di Leonardo Todisco by Strucchi

Ore 12.20
MASTERCLASS
La rinascita di un marchio: Fulvio Piccinino e l’interpretazione contemporanea di Alpestre nei suoi 5 nuovi volti
A cura di Fulvio Piccinino by OnestiGroup

Ore 12.55
MASTERCLASS
Storie di highball – Between Premium Spirits & Bubbles
A cura di Federico Tomasselli by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 13.00-15.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Bonaventura Maschio, Gamondi, Molinari, Montosco, Strucchi, The Organics by Red Bull

Ore 13.30
MASTERCLASS
Il lusso di osare con Tassoni
A cura di Giovanni Ceccarelli by Tassoni

Ore 14.05
MASTERCLASS
Grappa, il distillato italiano – Ready to mix it up!
A cura di Luca Rossi e Fabrizio Tacchi by Caffo

Ore 14.40
MASTERCLASS
Come ottenere un cubetto puro e trasparente?
Il fabbricatore per il ghiaccio come alleato vincente per “signature drink” di qualità
A cura di Gianluca Dal Corso by Brema

Ore 15.15
MASTERCLASS
Perché i drink più bevuti al mondo sono i drink più bevuti al mondo? Tra marketing e scienza
A cura di Emanuele Russo by Compagnia dei Caraibi

Ore 15.50
MASTERCLASS
Espolòn Tequila, Spirito Messicano Anima Creativa
A cura di Marianna Di Leo by Campari Academy

Ore 16.00-18.30
Baritalia Lab
La sfida – parte III
In collaborazione con Caffo, Coca-Cola Hbc Italia

Ore 16.25
MASTERCLASS
The Secrets of Ancienne Pharmacie
A cura di Danny Del Monaco by Ancienne Pharmacie

Ore 17.00
MASTERCLASS
Monovitigno Nonino: rivoluzione ed evoluzione della grappa italiana nel mondo! #BEBRAVEMIXGRAPPA
A cura di Francesco Neri by Nonino

Ore 17.35
MASTERCLASS
“Back to Daisy”. L’unicità di Cointreau nella storia della miscelazione
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 18.10
MASTERCLASS
Gamondi, la semplicità della qualità
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 19.00
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Bonaventura Maschio, Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Molinari, Montosco, Nonino, OnestiGroup, Strucchi, Tassoni, The Organics by Red Bull

Ospiti speciali della giornata
I GRANDI PROTAGONISTI DEL TRIVENETO

Samuele Ambrosi, Luca Avesani, Simone Baggio, Francesco Bauso, Raffaele Bellomi, Mattia Beraldo, Andrea Cason, Federico Cassini, Oscar Cavallera, Diego Cesarato, Marco Cosenza, Giacomo Diamante, Facundo Gallegos, Enrico Gonzato, Gian Nicola Libardi, Giovanni Marini, Giacomo Merlin, Roberto Pellegrini, Claudio Perinelli, Giampaolo Posata, Rama Redzepi, Debora Tarozzo, Leonardo Veronesi, Marco Zani, Ampelio Zecchini, Michele Zilio

Carico di premi per Nardini all’International Wine & Spirit Competition

Nardini Grappa Bianca
La Grappa Bianca, premiata con la medaglia d'oro "Eccezionale"
Un oro "eccezionale" assegnato all'iconica Grappa Bianca, tre argenti e un bronzo compongono il medagliere conquistato dalla storia distilleria nell'edizione 2024 della prestigiosa competitione internazionale

È ricco il bottino di riconoscimenti portato a casa da Distilleria Nardini dall’edizione 2024 dell’International Wine & Spirit Competition (Iwsc). Sono infatti ben 5 le medaglie che la distilleria più antica d’Italia si è aggiudicata nella prestigiosa competizione internazionale, che dal 1969 premia le migliori espressioni mondiali nel campo dei vini e degli spirit. Tra tutte spicca la Gold Medal Outstanding, ovvero la medaglia d'oro “eccezionale” conquistata all’iconica Grappa Bianca Nardini, tra l’altro l’unica assegnata quest’anno nella categoria Grappa. È questo il più alto riconoscimento attribuito nella competizione che viene assegnato alle referenze con caratteristiche di equilibrio, complessità e potenza straordinari e che si distinguono nettamente dagli altri prodotti della loro categoria.

Caratteristiche che la giuria ha riscontrato nella Grappa Bianca (alc 50% in vol), come già accaduto nel 2021 per la Grappa Extrafina della Selezione Bortolo Nardini (leggi Pieno di medaglie per Nardini all’International Wine & Spirit Competition). «Eleganza da moscato, uve vellutate e un tocco di ricchezza cioccolatosa. Complessa, con un importante tenore alcolico armoniosamente integrato. Aromi espressivi di uva, formaggio blu stagionato, ribes nero ed eucalipto. Agrumi, pera verde e fiori di sambuco. Finale lungo con note di spezie. Finemente realizzata», sono infatti le parole con le quali i giudici hanno motivato il premio. Un giudizio che rende merito alla sinfonia di aromi floreali e fruttati spigionati da questo distillato, il primo nato di Distilleria Nardini.

Gli altri prodotti premiati

A rendere ancora più ricco il medagliere di Distilleria Nardini all’Iwsc 2024, che ha visto in gara oltre 4.000 prodotti da più di 90 Paesi del mondo, gli altri quattro premi assegnati ad altrettante referenze della casa. Ovvero le tre medaglie d’argento andate ad Acqua di Cedro (alc 29% in vol), liquore che porta con sé tutta la freschezza del cedro e il suo aroma fresco e mediterraneo, ideale sia da servire ben freddo sia per la miscelazione. All’Amaro Nardini (alc 29% in vol), caratterizzato dal perfetto equilibrio di sapori e dai sentori di liquirizia, menta piperita e arancio, dopopasto ideale da servire liscio, freddo o con ghiaccio. E alla Grappa Riserva 7 Anni Selezione Bortolo Nardini (alc 45% in vol), ottenuta da un blend di grappe, da vinacce di uve polivitigno, distillate in impianto continuo/discontinuo e colonne di distillazione, e invecchiata per almeno 7 anni in botti di Rovere di Slavonia, e che si caratterizza per il profilo complesso, con sfumature di note speziate e fruttate con sentori di vaniglia, marasca e frutti di bosco.

Infine, la medaglia di bronzo andata al Bitter Aperitivo (alc 24% in vol), un bitter moderno, a base di arancio, assenzio romano e radice di genziana, elegante e morbido e perfetto per la miscelazione.

Libera a Roma: la caffetteria-pasticceria in un’atmosfera da salotto retrò

I caffè de La Tosteria si alleano con la pasticceria di Andrea De Bellis, famoso pasticcere della capitale convertito al veganesimo (e al free from)

«Prima abbiamo trovato il salotto al mercatino del riuso e poi ci abbiamo costruito il locale sopra». Racconta così Andrea De Bellis, pasticcere noto della capitale, l’origine del progetto di Libera, la nuova pasticceria-caffetteria che promette di far parlare di sé a Roma. De Bellis in questa avventura è affiancato da Ani Misha, Barbara Meloni e Marco Michelini per il reparto caffetteria, che propone la selezione della torrefazione toscana La Tosteria. Un salotto della nonna reso moderno e accogliente, nonché accattivante, da colori accesi ma non troppo. Il posto giusto dove fermarsi per una pausa rilassata, anche nello spazio esterno, prendere un caffè, sia esso un espresso o un filtro, e sorseggiarlo accompagnandolo con i dolci di De Bellis. Siamo a Furio Camillo, poco distante da San Giovanni, peraltro su una via che non è di passaggio, con l’intenzione di “farsi trovare”. Da queste parti di specialty coffee e caffetterie contemporanee ancora non si sentiva granché parlare, anche le pasticcerie di un certo livello sono poche, quindi l'idea è che questa deve diventare una meta che "vale il viaggio".

Grande il lavoro compiuto sull’espresso, con una selezione importante di chicchi alle spalle, che come si diceva è in collaborazione con La Tosteria. Si parte dall’espresso base, un blend 75% arabica (il costo della tazzina in questo caso è di 1,10 euro, in linea con i bar romani) fino ad arrivare ai monorigine: Colombia, Kenya, Etiopia, Santo Domingo e le specialità che arrivano dal progetto Woman in coffee, che nel caso di Libera si propone con un caffè dal Guatemala. Tutti i caffè in linea sono descritti dalle belle bottiglie che fanno apprezzare già al primo sguardo le differenze fra un chicco e l’altro, poi arriva il consiglio dell’esperto, che guida nella scelta e un bigliettino da visita che chiamano “la carta d’identità”, per ricordarsi ciò che si è bevuto.

La macchina del caffè scelta per Libera, la RS1 di Rancilio Group, promette di fare la differenza. «È una macchina - spiega Andrea Guerra de La Tosteria - che permette di fare profilazioni per ciascun tipo di caffè, con una tecnologia funzionale e uno schermo touch, al servizio del barista. Ogni tipologia di caffè inserita prevede un settaggio che nei 25 secondi va a cambiare la temperatura dall’inizio alla fine dell’estrazione. Si parte per esempio da 92 gradi e si arriva a 93,5. Sembra una sciocchezza quel grado e mezzo di differenza, ma al palato il risultato cambia totalmente».

Passando al reparto dolci, arriva la domanda sibillina di Andrea De Bellis: «Li vedi questi dolci in vetrina, come ti sembrano?». Moderna ma non troppo, a vederla. «Gli abbinamenti sono quelli ormai consolidati nel mondo della pasticceria, ma quello che distingue questi dolci è che sono tutti vegani», chiarisce De Bellis. E in effetti fanno capolino le tartellette alla frutta, i dolci al cioccolato, la Sacher a forma di tramezzino, perfino il maritozzo, e tutto si direbbe fuorché che siano privi di uova, latte, panna e burro. «Abbiamo voluto rispondere non solo a una nicchia di mercato come quella dei vegani - aggiunge De Bellis - ma anche a chi ha problemi di intolleranze, al lattosio o alle uova, che qui troverà dei prodotti sicuri e liberi, non a caso il nome che abbiamo scelto è Libera». E tornando al caffè, si segnala anche la scelta di Sproud, il latte vegetale a base piselli prodotto in Svezia e dichiarato il più sostenibile del mondo. Secondo Guerra, «è l'unica bevanda vegetale che non copre l'aroma del caffè e in più monta perfettamente».
Si apre alle 9,30 e si chiude alle 19,30, ma come dicono i soci è tutto da vedere, in base alla risposta che darà il quartiere. Per ora già c’è grande curiosità: nonostante non sia una via di passaggio sono innumerevoli i clienti che entrano per un primo assaggio.

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