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Fuoricasa – easybar maggio 2008

Archivio copertine area horeca –

le pagine utili 8 borsino positiva, negativa, obbligata: le facce della pubblicità 10 cocktail celebri il gin fizz, acqua e limone passati alla storia (ma il merito è tutto del gin) 12 good food si fa presto a dire zucchero: ce n’è per tutti i gusti 14 workstation come organizzare al meglio lo spazio cottura (con pochi metri quadri disponibili) 16 bar decor crea una bella atmosfera con la fiamma di una candela 18 colonna sonora bastano 150-200 euro per offrire un buon dj set 20 newmedia oggetti…

le pagine utili
8 borsino positiva, negativa, obbligata: le facce della pubblicità

10 cocktail celebri il gin fizz, acqua e limone passati alla storia (ma il merito è tutto del gin)

12 good food si fa presto a dire zucchero: ce n'è per tutti i gusti

14 workstation come organizzare al meglio lo spazio cottura (con pochi metri quadri disponibili)

16 bar decor crea una bella atmosfera con la fiamma di una candela

18 colonna sonora bastano 150-200 euro per offrire un buon dj set

20 newmedia oggetti sfiziosi, ricette curiose e amenità varie scovati navigando nel mare della rete

22 calendiario c'è anche un festival dedicato al caffè tra gli appuntamenti di maggio che interessano i professionisti del bar

86 come funziona scopri se non sia il momento giusto per comprarti un veicolo commerciale

88 ecologica passa all'energia verde: potrai fartene vanto (senza spendere molto di più)
 
89 pollice verde ci son rose che restano fiorite gran parte dell'anno

90 che cos'è? cibi afrodisiaci: una proposta stuzzicante

91 buona salute sbornia, il giorno dopo: consigli per farsela passare

92 checkup qualità il vostro bar attrae o respinge? scopritelo col quiz

93 ben fatto date un colore ai vostri clienti (e fateli felici)
 
94 mailbox prodotti le novità sul mercato dal mondo delle aziende
96 mailbox mercati gli eventi della vita delle aziende del fuoricasa che vale la pena conoscere
sapere fare

28 fai la cosa giusta
MENO ALCOL, PIÙ SOCIALITÀ, INGREDIENTI GENUINI E DI QUALITÀ E SOLUZIONI ORIGINALI: SONO I CONSIGLI DELLE AZIENDE A CHI GESTISCE UN LOCALE PER RENDERE IL MOMENTO DELL'APERITIVO ANCOR PIÙ PROFITTEVOLE

32 idee vincenti
DALLA CARTOMANTE ALLE OSTRICHE, VIAGGIO TRA GLI HAPPY HOUR D'ITALIA CHE FANNO PARLARE DI SÈ
34 happy hour show
BANGKOK, LONDRA, ZURIGO E BERLINO: I LUOGHI DOVE L'APERITIVO FA TENDENZA (PERCHÉ LA BELLEZZA DEL LOCALE CI METTE DEL SUO)

52 la bevanda è piatta
CONSUMI IN CALO PER I SOFT DRINK: SI SALVANO SOLO LE BIBITE LISCE. CONTENERE I PREZZI E CURARE MEGLIO L'ESPOSIZIONE I CONSIGLI DEI DISTRIBUTORI PER COMBATTERE LA CRISI. EVITANDO L'ERRORE DI SCENDERE A COMPROMESSI SUL FRONTE DELLA QUALITÀ DELL'OFFERTA

60 benedetto granitore
NEGLI ULTIMI ANNI LE CREME FREDDE HANNO SAPUTO REGALARE AI BAR GRANDI SODDISFAZIONI. PERCHÉ GARANTISCONO OTTIMI MARGINI CON INVESTIMENTI RIDOTTI. E I CLIENTI MOSTRANO DI GRADIRE

75 offri musica live
COME FARE UN BUON IMPIANTO, ORGANIZZARE UNA PROPOSTA MUSICALE COERENTE E SCEGLIERE UNA COVER BAND (SENZA SPENDERE GRANDI CIFRE)

Le rassegne
36 aperitivo MENO MALE CHE C'È: PER I BAR È UNA DELLE AREE DI BUSINESS PIÙ INTERESSANTI. A PATTO DI SAPER METTERE IN PIEDI UNA PROPOSTA DI QUALITÀ.
36 Finger food  carni, pesce, formaggi, verdure: tante idee stuzzicanti.
38 Snack salati irresistibili da sgranocchiare. Chips & tortillas
40 Aperitivi monodose evergreen e piccole chicche.
42  nuovi gusti e versioni esotiche.
43 Salse & creme  cresce il piccante.
44 Liquori & mixability idee cocktail.
47 Mixer blender  gli attrezzi professionali.
48 Vini  spumanti o fermi.
56 soft drink
Bevande alla frutta nuovi gusti e curiosi abbinamenti.
58 Bibite piatte e gassate si moltiplica l'offerta di cole. E crescono le proposte light. 

62 ricette d'estate Creme fredde proposte golose di stagione.
64 Granitori  per chi vuol comprarsi la macchina.
66 Granite sorbetti yogurt grandi classici e novità.
70 Ricette caffè  12 idee per arricchire l'offerta. 
intrattenimento
76Video e schermi le novità più spettacolari.
78 Impianto luci  laser, led & co.
80 Impianto audio dal mixer al karaoke.
84 Ready to drink gusti di stagione

pianeta bar
24 buffet a catena A Roma sono stati i primi a “importare” l'idea del buffet (ricco e a prezzi modici) per l'aperitivo. In pochi anni hanno messo su una piccola catena: i Cafè Friends

72 format “Specifico” Nel weekend arrivano oltre 1.500 persone a sera: il discobar Specifico a Brescia si è imposto in pochissimo tempo come un luogo di culto per i giovanissimi. Grazie a un ambiente elegante, a prezzi bassi e a scelte imprenditoriali intelligenti

Bargiornale Maggio 2008

ultima uscita –

news, consigli legali, prodotti e tecnologie novità, eventi 17 commercio Effetti dell’ecopass, autocertificazione per dehor, intesa anticrimine per i locali 18 market Il settore dei dessert coi budini alla frutta e la risposta dei premix al caffè. E inoltre ricerche su soft drink, consumi fuori casa e cantine vinicole 24 normative Bollino per l’agricoltura bio. Taxi pagato per chi esagera con l’alcol. Acqua purificata, le regole. Contratto di leasing per bar. Il bollino Siae. Diritti del locator…

news, consigli legali, prodotti e tecnologie novità, eventi
17 commercio Effetti dell'ecopass, autocertificazione per dehor, intesa anticrimine per i locali

18 market Il settore dei dessert coi budini alla frutta e la risposta dei premix al caffè. E inoltre ricerche su soft drink, consumi fuori casa e cantine vinicole

24 normative Bollino per l'agricoltura bio. Taxi pagato per chi esagera con l'alcol. Acqua purificata, le regole. Contratto di leasing per bar. Il bollino Siae. Diritti del locatore

28 visti e presi Amaro alcol free, snack dolci e orientali,Tequila luxury, premix, distillato al limone, la crema al gusto limoncello

30 giochi Regole per le slot e i videogame a misura d'uomo

32 tecnologia Cantinetta e scaldavivande del terzo millennio, dispenser per tè bag in box

34 agenda Eventi, fiere e appuntamenti da non perdere

36 ambiente In Australia e Olanda i ristoratori amici della natura; tritarifiuti e posate ecologiche

38 globe La birra di Adrià; il fast food vegetariano in Svizzera

40 made in italy Dieta mediterranea patrimonio Unesco, accessori da bar, Street food mobile

42 look Il salotto per esterni, divise fashion e l'aperitivo che ispira i designer

44 multimedia Sistema digitale per audio conferenze e l'iPhone per gli ordini attualità, tendenze, inchieste, ricerche di mercato, stili di consumo

48 expo 2015 Le ricadute sui pubblici esercizi di Milano e provincia potrebbero andare oltre le più rosee aspettative. La nostra analisi dei rischi e delle opportunità

54 clubbing In futuro meno cubiste e privé, più spazio a musica, arte e teatro

56 tendenze Come trasformare un bar qualsiasi in un locale di tendenza: la parola a cinque guru

59 vini Il successo del vino in iper e supermercati

60 vini Straordinari risultati per lo Champagne. Onore al marketing

62 vini Internet, un'opportunità per il mondo del vino

64 vini Per le cantine l'impegno sociale si traduce anche in un investimento in immagine

66 vini Il vino biologico in Italia, analisi di un fenomeno

68 consumatori Il profilo del consumatore italiano e i nuovi luoghi di consumo nel mondo

69 spirit Il momento dei distillati con poco alcol

70 commercio Distribuzione automatica, ipermercati e 300 mila esercizi non convenzionali pronti a scalare il mondo bar

74 consumi Identikit dei turisti, italiani e stranieri: come e dove spendono

76 turismo Viaggiatori in uscita dalla Cina: un esercito in arrivo

78 professioni I cuochi sospesi tra fornelli, convegni e laboratori. Luci e ombre di questa evoluzione

82 formazione In Spagna la fondazione Alicia è centro di sperimentazioni e avamposto dell'alimentazione sana quaderno di ricette, consigli, approfondimenti, prodotti e attrezzature fare

88 al forno La mozzarella giusta garantisce una pizza con i fiocchi: consigli e tecniche di taglio

90 cucina Le lavorazioni preliminari e le cotture più adatte al pollo
92 cucina Ricette memorabili con le erbe aromatiche

94 abbinamenti Birra e pesce: regole di base e matrimoni d'autore

95 caffè Il servizio a domicilio

96 gelato La ciliegia declinata in sorbetto e cremolata sapere 98 fotovoltaico Come e quanto risparmiare con un impianto verde e in più produrre reddito

99 fotovoltaico Gli incentivi previsti per un impianto fotovoltaico

100 clima Rinfrescare l'esterno con i ventilatori di nuova generazione

101 strumenti I segreti delle piastre a infrarossi per cuocere hamburger e verdure

102 mescita Sotto azoto la bottiglia stappata si conserva più a lungo

103 utensili Taglieri da cucina e da sala a prova di Haccp

104 tipicità Saper scegliere un formaggio di qualità a cominciare dal tipo di crosta o dal latte

105 zafferano Il migliore è coltivato in Abruzzo. Istruzioni d'uso

106 liquori Curiosità attorno al mirto, digestivo sardo per elezione provare

108 chips Patatine e fiocchi di patate per la vendita d'impulso e per il banco dell'aperitivo

110 foodservice French fries, crocchette e medaglioni facili e veloci da preparare

112 foodservice Le ricette all'italiana dei primi piatti pronti 114 gelati Torte gelato e semifreddi, anche monoporzione, per la vendita da asporto

116 extravergine Cinque oli extravergine per la vostra carta 118 vini Spumanti da uve local, novità viste al Vinitaly

120 birre Lager tropicali in rassegna alla riscoperta di antichi riti

122 spirit Rum delle Antille, bianchi e invecchiati da mix

124 minerali Acque leggermente frizzanti da tutto pasto locali, formule, protagonisti, modelli di gestione e buone idee

126 mixability Il contributo dei designer all'arte della miscelazione. Alla prova sette drink inediti

130 fusion Café Mao di Glasgow, crocevia di culture

132 wine bar Il vino protagonista al bar, al Tumedei di Bologna

133 wine bar La formula Vineria: mille vini in mescita e una cucina tributo al territorio

134 café La catena C house, elogio della caffetteria alla milanese
135 cioccolaterie La tavoletta ripensata da Paul De Bondt di Pisa
136 eventi Torna a settembre l'iniziativa Leggevamo quattro libri al bar, elogio al bar di una volta

138 cocktail Lo storico Grifoncino di Bolzano, tutto nuovo in perfetto stile lounge

140 esterni Hakuna Matata Plus a Riccione: un salotto sulla spiaggia a tutta tecno-magia

142 ristoranti La cucina di ricerca di Maria Sole Capodanno all'Osteria di Porta Cicca di Milano

144 ristoranti Water House di Londra, modello virtuoso per tutelare l'ambiente

146 marketing Sinergie tra industria e locali all'Home di Milano

148 catene Il nuovo corso dei locali Pastarito, trattorie all'italiana

150 catene Pizzerie Brickoven, gestione lungimirante

151 menu La carta a tutta salute di Pietro Leemann del Joia di Milano

152 boutique Il Napket di Londra reinventa la formula del fast food in chiave benessere

153 Franchising La cucina macrobiotica e vegetariana reinterpretata nei locali Ristohsawa

154 tendenze Le possibili declinazione del benessere al bar, dal menu al clima giusto

Pianeta somministrazione: l’invasione dei distributori automatici

Commercio –

Il fuori casa fa gola a tanti, anzi a troppi: distribuzione automatica, ipermercati e circa 300mila esercizi, tra banche, spa o stazioni di servizio, pronti a scalare il mondo del bar. Un assalto più temuto che reale.

Allegati

/wp-content/uploads/sites/4/2014/10/vending.pdf” target=”_blank”>Pianeta somministrazione: l’invasione dei distributori automatici
Maggio 2008 / pdf / Numero pagine: 3 / Lingua: Italiana / di Claudio Bonomi

Un buon libro e il bar rivive

Eventi –

Un’associazione promuove buone letture nei locali popolari e di periferia. Senza velleità culturali, ma con l’idea di ricreare la magia dei vecchi bar

Ogni momento è buono per un buon libro, persino al bar. Ritorna il prossimo 17 settembre la seconda edizione dell'iniziativa “Leggevamo Quattrolibri al bar” a cura dell'associazione culturale L'Arte del Vivere con Lentezza, ovvero: portati appresso il tuo libro preferito e condividine qualche paginetta insieme agli amici. Brani scelti di best-seller e opere prime, poesie e thriller, romanzi e saggi, gialli e rosa, classici e meno classici verranno infatti letti da chiunque ne abbia voglia nei locali di tutta Italia, dalle 18 in poi, come in un cin cin transnazionale a base di parole scritte. Un appuntamento nato in rete un anno fa, grazie al supporto del sito (che vanta dalle 1.500 alle 5.000 visite giornaliere e 65 mila utenti unici mese) e che attraverso il tam tam on-line ha coinvolto una quarantina di locali su tutto il territorio nazionale di cui una decina soltanto a Milano. Magie del web dal volto umano per una manifestazione molto poco affettata e soprattutto senza eccessive velleità culturali, come afferma appunto Bruno Contigiani presidente dell'associazione: «Nelle nostre intenzioni l'abbiamo pensata come un evento di massa che avesse per protagonisti gli utenti dei bar e i baristi, di locali dove ci si ritrova a parlare di sport e si gioca ancora a carte o al biliardo. Bar popolari e di periferia, come quello al Giambellino a Milano, dove abbiamo presentato l'anno scorso l'iniziativa, e non locali di tendenza o caffè intesi come enclave raffinate di iperintellettuali».

Letture intense, ma alla portata di tutti

Insomma, reading alla portata di tutti, dove persino gli autori si trasformano per una volta in lettori comuni di brani altrui. Spiega Contigiani: «Roberto Alajmo, ad esempio, ha letto “I palloni del signor Kurz” di Michele Mari, Gabriele Nissim “La musica di una vita” di Andrej Makine e Andrea Kerbaker “La vita: istruzioni per l'uso” di George Perec». Un evento semplice da organizzare per qualunque bar e qualsiasi lettore, manco fosse una riffa. «Basta - aggiunge Contigiani - che la persona interessata scarichi dal nostro sito la locandina e segnali la sua adesione ed il gioco è fatto. Ovviamente si concorda poi la data del reading insieme ai gestori del proprio bar di fiducia, ma il tutto è davvero molto semplice. Infatti diversi locali quest'anno hanno ripetuto l'iniziativa per conto proprio grazie al grande successo riscosso tra gli avventori». La lettura ad alta voce e in compagnia è un ottimo pretesto per trascorrere una serata differente. Avvicina le diversità tra gli avventori e allontana la solitudine,ma è soprattutto un modo diverso per vivere il “solito” bar.

Lezione d’ambiente in stile british, al Water House

Ecologia –

Il Water House di Londra sviluppa all’estremo l’idea di locale ecologico: non inquina, non consuma e impiega gli utili per fini sociali

Per ristoranti ecocompatibili, quelli con le credenziali sempre più verdi, il trend sta crescendo esponenzialmente in Inghilterra. L'ultima apertura in questa categoria - che sarà di nicchia ancora per poco - è Water House, che sorge sulle rive del Regent's Canal a Londra, nel modaiolo quartiere di Shoreditch, a est della City. Water House - pubblicizzato come il primo ristorante a zero emissioni nocive della storia - è il fratello più giovane di Acorn House, l'altro tempio britannico dell'eco-ristorazione ambientale, nato nel 2006 dalle menti “verdi” di Arthur Potts-Dawson (capo chef) e Jamie Granger-Smith (manager e fondatore).
La “mission” di questo locale è semplice: offrire il meglio dei prodotti locali, cucinati in modo fresco e moderno, in un ambiente che non solo non inquina, ma aiuta anzi a ridurre le emissioni di gas nocivi nell'ambiente. Da Water House non si butta via niente, si ricicla tutto con metodi addirittura sperimentali e ci si preoccupa di non gravare sulle cause del cambiamento di clima e del riscaldamento globale; tutti argomenti di straordinaria attualità che ben impressionano la clientela eco-consapevole del neonato locale.

Tutta l'energia viene autoprodotta

Grazie alla propria location, Water House utilizza le acque del Regent's Canal per creare energia idro-elettrica, cioè elettricità con cui viene effettuata tutta la cottura dei cibi, servendosi di piastre a induzione. Il locale gestisce poi tutte le proprie necessità di climatizzazione (sia riscaldamento, sia condizionamento) grazie ad un sistema scambiatore di calore (o a pompa di calore) collocato sotto il livello del canale. Mentre una serie di pannelli solari termici montati sul tetto forniscono l'energia necessaria per produrre l'acqua calda utilizzata dal ristorante. Tutti i frigoriferi sono dell'ultima generazione, e non utilizzano i famigerati gas fluorurati HCFC bensì quelli a idrocarburi (HC) che non solo diminuiscono i consumi (fino al 64% in meno dei tradizionali frigoriferi) ma non sono dannosi per l'ambiente. Per i rifiuti Water House ha tre sistemi: una “worm factory” (bidone di lombrichi) per il cibo crudo, un sistema di compostaggio a caldo per la maggioranza degli altri scarti organici e un sistema sperimentale Bokashi che trasforma l'olio di frittura usato in sostanza riciclabile.

Soltanto cibo locale e biologico

Nel locale stesso, che propone un look modernissimo, quasi scandinavo, i menu sono “paperless”, ovvero senza carta - scritti di giorno in giorno su ampie lavagne. L'acqua servita è filtrata con un sistema speciale in collaborazione con Belu, i vini sono biologici o biodinamici e tutto il cibo è stagionale e al più possibile locale (nulla viene importato per via aerea). Naturalmente, tutto il pesce proviene esclusivamente da allevamenti sostenibili. Lo stesso principio del “senza carta” si estende poi anche alle toilette, attrezzate con un nuovo tipo di sanitari giapponesi che fanno a meno della carta igienica, offrendo un servizio completo di pulizia senza “sprechi inutili”. E per finire, gli introiti vengono spesi per fini socialmente utili, visto che proprietaria del locale è un'associazione non governativa, il Shoreditch Trust, impegnata nella riqualificazione ambientale del quartiere londinese.

Fondazione Alicia, l’avamposto dell’alimentazione sana

Formazione –

Nasce in Catalogna un innovativo centro di ricerca gastronomica, dove tecniche sperimentali e scienza sono al servizio di una corretta e sana cultura alimentare

Si sa, i catalani si sono fatti conoscere nel mondo intero per l'innovazione, l'ingegno ed il talento espresso nel mondo dell'alta cucina, grazie a personalità come Ferran Adrià, Carme Ruscalleda o i fratelli Roca. Inaugurata da pochi mesi all'interno di un monastero medioevale, completamente ristrutturato la Fondazione Alicia è l'ultima pensata dei nostri cugini catalani.
Alicia rappresenta un singolare centro di ricerca dedicato all'innovazione tecnologica in cucina, ma anche alla salvaguardia e promozione del patrimonio agroalimentare e gastronomico. Un polo di cucina sperimentale ad alta vocazione sociale, come tiene a sottolineare il suo giovane direttore e inventore, il giornalista e gastronomo Toni Massanés. Non è un caso il fatto che il lavoro della fondazione si inserisce nel quadro più ampio di Futural (Futuros alimentos), piano pubblico che si è dato il compito di migliorare la qualità alimentare dei prodotti alimentari e aumentare la competitività del settore.
E difatti l'obiettivo dichiarato di Alicia, finanziata e sostenuta dalla Generalitat de Catalunya e dalla Caixa Manresa, guidata da un comitato scientifico che vanta come presidente lo stesso Ferran Adrià, è coerente: promuovere uno stile di alimentazione sano e corretto, ma assai complesso e articolato negli strumenti che Alicia si è data per raggiungerlo. I 18 ettari di terreni coltivabili e i 2.000 mq di aule e laboratori che ospitano il centro, inserito nella splendida cornice del monastero di Sant Benet de Bages, a circa 40 minuti da Barcellona, ospitano numerose attività.
In questo dipartimento lavorano grandi chef, ricercatori e sperimentatori della cucina più avanguardista a livello mondiale. Un laboratorio attrezzato con le più moderne tecnologie gestito con il supporto di un'equipe scientifica stabile che intende rendere pubblici e accessibili tutti i risultati di scoperte e invenzioni, frutto dei propri studi.

Uno staff lavora a nuovi prodotti e texture

Oltre alle sperimentazioni su tecniche (pressione, idrogeno, radiofrequenza, microonde), nuovi prodotti e textures, il dipartimento si propone di mettere a punto nuove strategie per migliorare le abitudini alimentari dei consumatori. Questo dipartimento lavora in sinergia con il settore ricerca per migliorare i costumi e le abitudini alimentari dei consumatori, nel tentativo di prevenire alcune patologie (diabete, tumori, fibrosi cistiche, obesità, anoressia) causate da un'alimentazione scorretta, ma anche per diventare consumatori consapevoli. Il centro svolge azioni di sensibilizzazione e indirizzo, insieme alle Università nei confronti di chi organizza i servizi di ristorazione collettiva, come mense pubbliche e aziendali, ospedali, ecc.

Non solo ricerca, ma anche didattica

Una particolare attenzione di Alicia è dedicata ai centri didattici, che interessano ogni ordine e grado di scuola, dalle materne agli istituti alberghieri, con programmi specifici di sensibilizzazione e specializzazione. Si passa così dai laboratori medioevali organizzati nel Monastero per parlare di storia dell'alimentazione a quelli sul “meticciato” alimentare iniziato con la scoperta dell'America per proseguire con i seminari dedicati ai fenomeni interculturali a tavola. L'obiettivo di questi corsi è approfondire la conoscenza delle abitudini alimentari delle popolazioni migranti e farne oggetto di iniziative per l'integrazione scolastica e sociale.
Esistono anche cucine attrezzate per bambini e insegnanti specializzati in attività ludico-didattiche in grado di stimolare “nuovi appetiti” verso un'alimentazione sana e prevenire l'abuso di prodotti che portano all'obesità. Ad esempio, consigliando diete o regimi alimentari dove trovano spazio verdure, frutta e cibi nutrizionalmente corretti (ad esempio, pesce).
Non mancano, infine, una fornitissima biblioteca ricca di volumi specializzati, e un palinsesto di corsi di cucina per elaborare nuovi ricettari con i prodotti tipici del territorio. Ovviamente, tutte le attività di formazione avvengono in aule attrezzate con le più avanzate tecnologie multimediali.

Amita, succo di successo dalla Grecia all’Italia

Novità –

In esclusiva per il canale horeca arriva il nuovo succo di frutta firmato Coca-Cola HBC

Lancio in grande stile per Amita, succo di frutta firmato Coca-Cola HBC Italia e destinato per ora in via esclusiva al canale horeca. In Grecia, Amita, dove è presente dal 1983, è di fatto il succo di frutta per definizione con 125 milioni di litri venduti, 150 milioni di euro di fatturato ed una quota del 60% a volume e del 65% a valore. Basti pensare che sempre in Grecia la conoscenza del marchio Amita è paragonabile a quella di Coca-Cola (indice 100 per Coca-Cola e 99 per Amita): un brand che ha ampliato il suo raggio d'azione, entrando con successo anche nel mercato delle barrette energetiche. E, dunque, Coca-Cola HBC Italia ha messo a punto un piano che ha come obiettivo quello di ripetere la performance greca, mettendo in campo la sua intera organizzazione commerciale per la distribuzione presso i partners commerciali ed a tutti i propri clienti che è stata fondamentale nel recente lancio di Coca-Cola Zero. Sul piano della distintività, un punto di forza è sicuramente la bottiglia: elegante, studiata appositamente per il canale horeca, completamente sliverata. Garantisce una maggiore protezione del prodotto mantenendone intatte le qualità organolettiche.Sull'etichetta spicca l'immagine della frutta, che comunica gusto-naturalità-freschezza. La gamma comprende 11 gusti divisi tra “nettari”, pesca (50%), pera (40%), albicocca (50%), “succhi 100%”, arancia, pompelmo, ananas, 5 frutti, e “drinks”, purea di banana (20%), succo di arancia rossa (30%), succo di melone, uva, limone (25%) e succo di arancia, carota e limone (30%). I colori sono caldi, naturali e creano una gamma di forte impatto visivo.«La categoria dei succhi e dei nettari è una delle più importanti nel campo delle bevande - spiega Maurizio Pettorino, direttore commerciale di Coca-Cola HBC Italia - la terza dopo acqua e bevande gassate. Il mercato oggi è distinto da una crescita contenuta, ma riteniamo che un'azienda come la nostra possa avere le carte in regola per costruire al suo interno una quota importante».

Designer e barman, è il drink design

mixability –

I designer fanno incursione tra coppette e ricette. Complici dell’invasione alcune firme del beverage e i barman con stile. Ne nascono creazioni fuori schema e con una marcia in più.

Prendete un barman, uno di quelli tutto cervello e shaker e mettetelo al lavoro. In un momento tranquillo però, quando i clienti non assediano le mura del bancone, e c'è il tempo per ragionare. In questa scena noterete che l'attenzione del nostro barman nel confezionare il drink è quasi maniacale. Sembra che non lo faccia solo per soddisfare le papille del cliente, ma anche il suo gusto personale. Non prende la prima coppetta. La seleziona, la pesa per vedere se è quella la giusta, la analizza in base alla forma e la pulisce fino a farla brillare. Poi dà uno sguardo al bottigliere. In una frazione di secondo studia liquori, distillati, succhi di frutta, guarnizioni, cannucce, stirrer. E parte. Shakera con gli occhi puntati sul cliente, mentre il ghiaccio fa il suo insieme agli ingredienti. Poi versa, appoggia delicatamente il tovagliolino sul banco, completa l'opera con una guarnizione su misura e infine appena prima che il cliente, spesso distratto, sorseggi si mangia con gli occhi la sua creatura.
È un attimo ma è la realizzazione di un prodotto che coniuga estetica e qualità, bontà del contenuto e del contenitore, bellezza e funzionalità. Proprio come un oggetto di design. Forse, se c'è una differenza tra design e drink, è proprio il fattore tempo. La poltrona o la lampada sono fatte per durare, il Mai Tai no. Per il resto i punti di contatto tra il mondo del progetto e quello del bancone, sono diversi. A cominciare dagli stessi designer che sono stati coinvolti in progetti che hanno riguardato la realizzazione dapprima di bicchieri e altri oggetti da cocktail e in un secondo momento nell'ideazione di vere ricette. Riconosciamo a Cesare quel che è di Cesare. A dare il primo stimolo, a realizzare la prima iniziativa organizzata, è stato un premium brand di gin, Bombay Sapphire, che venti anni fa ha dato impulso alla ricerca. Ma facciamo un passo indietro, verso la fine degli anni Ottanta. la coppetta, regina dei bicchieri, e il suo Martini Cocktail erano diventati un po' demodè. Quel gioiello dell'Art Deco presentato per la prima volta a Parigi nel 1925 all'Esposizione di arti decorative e industriali, la diva alta 10 centimetri baciata da Clark Gable, Mae West e James Bond stava entrando in un periodo buio.

Una sfida per rilanciare la coppetta
Nei primi anni Novanta Bombay Sapphire decise così di lanciare la prima sfida ai designer per rilanciare il mito. Dal 1992, alcune figure della progettazione si sono confrontate con la coppetta per ridefinirla e darle nuovo slancio. Restituendo al bicchiere, e al drink Martini, la sua voce e la sua creatività. Sono nate coppette che sono vere opere d'arte. Alcuni esempi illustri sono nelle pagine precedenti. La coppetta biconica “Perfect Balanced” di Tom Dixon, realizzata in vetro opaco blu notte e ispirata alla sua famosa lampada Cone Light, oppure quella di Karim Rashid con uno stelo appuntito che entra nel bevante per infilzare, come un trofeo di caccia, l'oliva o il lampone. Si tratta di modelli di creatività e funzionalità, in sintonia con quello che dovrebbe essere un qualsiasi prodotto di design. Basti pensare al tumbler di Marcel Wanders, elegante, geometrico, ma estremamente stabile intorno al suo “piede-perno” per non perdere nemmeno una goccia.
Pionieri dei progetti da bar
«Design e cocktail - commenta il designer e scrittore Gianluca Sgalippa - sono da tempo legati a filo doppio. Nel '95 ero assistente al corso di Design Industriale. Era stato dato l'input di riprogettare stirrer, boston e tutta l'attrezzatura da bar. È stato un lavoro interessante, una sfida in cui oltre agli studenti sono stati coinvolti grandi esperti del bar come Dario Comini, Franco Gasparri e l'inglese United Distillers come partner del progetto. Oggi le iniziative si sono moltiplicate, ma dieci anni fa in Italia, ci sentivamo pionieri». Se su bicchieri e attrezzi il lavoro è iniziato da tempo e ha portato, come abbiamo visto, a ottimi risultati, oggi la nuova sfida per i progettisti è la realizzazione non solo dei bicchieri ma anche dei cocktail. Insomma, dopo il contenitore si passa anche al contenuto.
A Milano durante l'ultima Settimana del Mobile, nel corso degli eventi Fuorisalone, sono stati presentati i drink dei designer Dixon, Rashid e Wanders. Ricette inedite come il Kartini Sapphire, mix rosso intenso a tutto bitter e crème de cassis, dal gusto spiccatamente dolce in linea con la tendenza della mixability americana (Rashid vive a New York). Un sapore morbido che abbiamo ritrovato anche nel Sapphire Wanders, aperitivo pomeridiano in cui spicca la presenza del gin Bombay aromatizzato con infuso di rosmarino e gli aromi di frutti di bosco che emergono dal frullato di otto lamponi. Più innovativo è Tomtini, il martini proposto dal britannico Tom Dixon, dove la dolcezza del succo di mela è bilanciato, dal gin, dal tè verde e dallo sciroppo di zenzero. Un mix tonico, corroborante, speziato, che sembra preso in prestito dalla scuola Soho (Londra).

Ricette create con stile e a quattro mani
Ovviamente si tratta di specialità create a quattro mani con i bartender. Come noterete dalle ricette pubblicate in queste pagine l'imprinting - dato da chi tutto il giorno lavora con bottiglie e shaker a chi lavora con squadra e tecnigrafo - è evidente. La proporzione tra basi, coloranti, aromatizzanti è da manuale. Si nota il grande lavoro fatto sul bilanciamento dei sapori e profumi, sulle infusioni di distillati, sulle guarnizioni che danno quel tocco in più senza per questo disturbare l'alchimia del miscelato. «Non conoscevo il mondo del cocktail. Per me è stata una sorpresa scoprire tutto il lavoro che ci sta dietro, le ore di studio sugli ingredienti e sulla presentazione. Ero uno che al massimo conosceva il vodka tonic», esordisce così Konstantin Grcic, grande firma del design, che oltre a Absolut Grcic, originale set di bicchieri realizzato per Absolut Vodka, ha ideato quattro ricette inedite.

Ispirazioni dall'aperitivo
«Ho iniziato - continua Grcic - a fare attenzione al mondo del drink quando sono entrato in contatto con i locali milanesi. Milano pullula di locali da aperitivo dove ho conosciuto la varietà degli ingredienti e delle preparazioni e a scoprire grandi personaggi come il bartender Maurizio Stocchetto del Bar Basso (storico cocktail bar milanese diventato in questi ultimi anni punto di incontro per i designer di tutto il mondo, nda).
L'interesse per i cocktail nato in Italia si è poi trasformato in vera fascinazione quando ha visto all'opera in Svezia un giovane e talentoso barman che gli ha spiegato molte curiosità e trucchi. Con Absolut Vodka ha avuto di recente la possibilità di confrontarsi con l'ideazione di bicchieri pensati per la mixability. Il suo punto di riferimento, quasi inevitabilmente, è stata la bottiglia-icona di Absolut disegnata da Carlsson & Brossman alla fine degli anni Settanta.
«È così semplice, ma allo stesso tempo distintiva. Così ho cercato di trasferire ai bicchieri la stessa linea essenziale». Sono nati tumbler, coppette e shot equilibrati nei pesi e nelle forme, che quando si stringono tra le mani o ci si appoggia le labbra, danno una sensazione di eleganza naturale. E per completare l'opera Konstantin Grcic ha pensato anche al contenuto creando, quattro ricette che trovate in queste pagina, presentate alla Triennale di Milano durante l'ultima Design Week.

Ferran Adrià firma la birra da tavola

Novità –

Il grande cuoco catalano lancia una “bionda” da alta cucina. Nasce la Estrella Damm Inedit

La birra sbarca nella haute cuisine. E non in una qualsiasi, bensì in quella esclusiva di elBulli, il ristorante catalano di Ferran Adrià (a destra nella foto). Da un paio di mesi i clienti possono scegliere come alternativa ai vini più blasonati anche una frizzante “bionda”: è la Estrella Damm Inedit, nata da un anno di lavoro tra l'équipe del ristorante e i mastri birrai dell'azienda Damm. A caratterizzarla è il mix di ingredienti (tra cui malto di orzo e grano) e di aromi (come scorza d'arancia, coriandolo e liquirizia), e la seconda fermentazione in bottiglia a cui è sottoposta. Il risultato è una birra intensa (4,8 % vol.) cremosa, dagli aromi floreali e dalle ricche sfumature di gusto, la prima concepita per essere servita in calici da vino bianco e per accompagnare anche le creazioni di alta gastronomia. Ma anche per vincere ogni complesso di inferiorità nei confronti del vino. Estrella Damm Inedit è commercializzata in Spagna da questo mese in 2 formati: 75 cl e 50 cl.

Discoteca Area-Venice, tutto per il dee jay

clubbing –

Impianto luci e audio di ultima generazione, video art e una consolle da astronave. A Venezia è stato inaugurato Area-Venice, club del dj e produttore Joe T. Vannelli.

È un approccio completo al mondo dell'intrattenimento quello sperimentato e voluto dal disc jockey e produttore discografico Joe T. Vannelli con Area Venice/Area Venezia, il locale di Mestre (Ve) che ha rilevato attraverso la società Jt International, rilanciandolo come discoteca supertecnologica: “Un'arena per ballare ed emozionarsi” che ha meritato una doppia inaugurazione, venerdì 22 e sabato 23 febbraio.
«Area Venice - dice Vannelli - si presenta come una sintesi di tutto quello che ho imparato nella mia vita di dj e produttore: un autentico concentrato di energia e tecnologia». Il coinvolgimento del pubblico avviene grazie alla combinazione di effetti sonori e visivi resa possibile dall'impianto Pioneer Svm-1000, il primo mixer a quattro canali combinato audio-video che consente ai dj artist di modificare a proprio piacimento l'atmosfera del locale. Un'innovazione che azzera i confini esistenti tra dj e vj, presentata in anteprima mondiale da Pioneer proprio all'Area. Una chicca che ha contribuito a fare di questa disco una mecca per il popolo della notte alla ricerca di esperienze totalizzanti e ha accreditato il locale come laboratorio per sperimentare le più nuove soluzioni audiovisive (per la gioia del pubblico anche laser a 16,8 milioni di colori, fari da 7.000 watt, lanciatori di coriandoli sincronizzati e una potente macchina del fumo a 4 cannoni). Un colpo non male per Vannelli che può così contare sul supporto dei produttori di equipaggiamenti tecnologici, sfruttando anche il ritorno di comunicazione legato ad attività di comarketing, e sulla disponibilità delle star del djing internazionale a esibirsi alle consolle. Solo per citarne alcune l'1 marzo è stata la volta di Boy George, il 15 di Niki Belucci e il 23 marzo di Satoshi Tomiie.
Anche l'ambientazione è stata pensata quasi come cassa acustica, per massimizzare l'effetto di coinvolgimento, con pavimenti in legno capaci di trasmettere le giuste vibrazioni e ottimizzare la resa audio. Massimo Cadamuro, l'architetto che ha firmato la ristrutturazione di Area dandole quasi la forma di astronave (come a rimarcare il supertecnologico soundsystem del locale), ha curato molto anche l'aspetto visual: le immagini alle pareti con donne fatali e gli anelli ottici inseriti nelle colonne di vetro sono solo alcuni particolari che rendono suggestivo il locale. Tra le curiosità anche “il muro del suono”, un pannello su cui sono immortalati tutti i migliori dj del mondo.
Quattro i bar, uno dei quali dedito esclusivamente alle vodka e un altro fruibile anche in ottica lounge, che consentono al pubblico di vivere la musica a partire dalle 7 di sera. Oltre alla zona fumatori, non manca un'ampia area adibita a galleria d'arte, che ospita una personale permanente dell'art designer Alex Turco. Un progetto ambizioso, dunque, che ha avuto anche la legittimazione istituzionale del comune di Venezia che ha acconsentito ad Area Venice/Area Venezia di utilizzare il Marchio di Venezia dato a quelle realtà capaci di promuovere la città nel suo cammino di sviluppo culturale, sociale ed economico.

Roberto Cavalli, il vino

Griffe –

Lo stilista e il figlio Tommaso lanciano il primo rosso della griffe

Dici moda e pensi a passerelle, bambole e bellimbusti. Dici Cavalli (Roberto) e pensi a paillettes e manti di animali selvaggi. Il che non ha nulla a che vedere con il vino, se non fosse che Cavalli ha di recente lanciato una linea di rossi. Fino a qualche tempo fa avremmo accolto la notizia come il capriccio di un eccentrico signore, ma i tempi cambiano. Le scorribande degli stilisti nel mondo del vino sono all'ordine del giorno e i risultati più che soddisfacenti (che ne dite di quelli ottenuti dai Caprai?). Non bastasse il vino fa gola anche alle multinazionali. Un esempio per tutti: il gruppo Lvmh, insieme alle griffe Luois Vuitton, Dior, Loewe, ha in portafoglio Champagne come Krug Moët&Chandon e Veuve Clicquot. Difficile pensare ancora a capricci.
La riprova è che dietro il vino di Cavalli c'è Carlo Ferrini, proclamato winemaker dell'anno dall'americana Wine Entusiast (chapeau!). Lui l'artefice, insieme a Cavalli figlio (Tommaso), di questo rosso Igt Toscana. Ammaliante, come le creazioni di Cavalli padre, è sintesi perfetta di merlot, cabernet sauvignon, petit verdot, cabernet franc e alicante bouchet, allevati in due distinti vigneti. In tutto 45.000 piante che, a completo regime,daranno vita ad altrettante bottiglie. Per l'annata 2004 ci accontentiamo di 5.000 bottiglie declinate in una linea prêt à porter, Cavalli Selection, con etichetta ghepardata, e una linea di haute couture, Cavalli Collection, dove la vestina cede il posto al logo di ottone “Rc”. Quando la classe non è acqua...

Cibo di strada all’insegna del design

Progetti –

Il classico Ape Piaggio trasformato in Street Food Mobile. È il nuovo progetto dell’architetto Andrea Carletti

Trasformare un Ape Piaggio Classic, veicolo storico che da 60 anni è anche un vero oggetto di design all'italiana, in uno strumento per la preparazione e vendita di cibi da strada è stata la scommessa dell'architetto Andrea Carletti per la Settimana del Design milanese 2008. È nato così il brevetto di Street Food Mobile, progetto che permette di allestire a bordo di ogni Ape Piaggio Classic una postazione nella quale preparare diversi generi di cibo da strada. L'idea vuole recuperare quell'antica tradizione italiana legata alla vita all'aperto, ma unita all'alta qualità propria dei prodotti di design targati Made in Italy. L'allestimento dello Street Food Mobile sarà inoltre modificabile e consentirà soluzioni flessibili e su misura a seconda che si vogliano cucinare panini classici, hotdog o altro ancora.

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