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Coppe Sorgente di Bormioli Rocco

Attrezzature per il servizio –

Tra le proposte più recenti di Bormioli Rocco, ci sono le coppe Sorgente da 33,5 cl dalla forma sinuosa. Ideali per gelati, macedonie, dessert e piccoli antipasti monoporzione, sono disponibili in due versioni, trasparente e azzurra. Le coppe sono alte 9 cm, con un diametro di apertura della “bocca” di 10 cm. www.bormiolirocco.com

Tra le proposte più recenti di Bormioli Rocco, ci sono le coppe Sorgente da 33,5 cl dalla forma sinuosa. Ideali per gelati, macedonie, dessert e piccoli antipasti monoporzione, sono disponibili in due versioni, trasparente e azzurra. Le coppe sono alte 9 cm, con un diametro di apertura della “bocca” di 10 cm. www.bormiolirocco.com

Delizia Cannella Varnelli a gocce

Insaporitori –

Per dare un tocco in più a caffè, cocktail, dessert o creme, c’è Delizia alla Cannella della distilleria Varnelli (Muccia, Macerata). Il concentrato (30° alc, bottiglia da 10 cl) va aggiunto alle preparazioni con il contagocce incluso nel tappo. www.varnelli.it

Per dare un tocco in più a caffè, cocktail, dessert o creme, c'è Delizia alla Cannella della distilleria Varnelli (Muccia, Macerata). Il concentrato (30° alc, bottiglia da 10 cl) va aggiunto alle preparazioni con il contagocce incluso nel tappo. www.varnelli.it

Tuborg Light 3,3 °c

Birra –

Tuborg Light, la birra che ha qualcosa in più: 30% delle calorie in meno, ovvero 30% in meno di carboidrati e 3,3° alcolici. Innovativa, in linea con gli stili di vita salutistici, ma senza rinunciare al gusto. La lattina da 50 cl riprende la grafica Second Generation della gamma Tuborg, ispirata ai temi del divertimento intelligente. www.tuborg.it

Tuborg Light, la birra che ha qualcosa in più: 30% delle calorie in meno, ovvero 30% in meno di carboidrati e 3,3° alcolici. Innovativa, in linea con gli stili di vita salutistici, ma senza rinunciare al gusto. La lattina da 50 cl riprende la grafica Second Generation della gamma Tuborg, ispirata ai temi del divertimento intelligente. www.tuborg.it

Sherry Tio Pepe, da Spirit International

Vini –

Distribuito da Spirits International, il vino bianco Sherry Tio Pepe è prodotto dalle cantine Gonzalez Byass. Ricavato dalle uve palomino di Jerez de la Frontera (Spagna), è invecchiato 4 anni con il metodo solera, ha colore paglierino, gusto secco (15° alc, 75 cl). Servire freddo (5°C), da aperitivo o con piatti di pesce. info@spiritsinternational.it

Distribuito da Spirits International, il vino bianco Sherry Tio Pepe è prodotto dalle cantine Gonzalez Byass. Ricavato dalle uve palomino di Jerez de la Frontera (Spagna), è invecchiato 4 anni con il metodo solera, ha colore paglierino, gusto secco (15° alc, 75 cl). Servire freddo (5°C), da aperitivo o con piatti di pesce. info@spiritsinternational.it

Sangria Zuvit di Boldrini

Bevande –

In un’elegante lattina da 33 cl a sfondo nero con coperchio protettore, Sangrìa Zuvit è la proposta Boldrini per l’estate 2008. Prodotta in Spagna, è un mix di vino rosso, acqua ed estratti naturali di arancia, limone, pesca (7° alc). Servire ben fredda, per aperitivo o long drink. www.boldrini.it

In un'elegante lattina da 33 cl a sfondo nero con coperchio protettore, Sangrìa Zuvit è la proposta Boldrini per l'estate 2008. Prodotta in Spagna, è un mix di vino rosso, acqua ed estratti naturali di arancia, limone, pesca (7° alc). Servire ben fredda, per aperitivo o long drink. www.boldrini.it

Liquore Black Mental di Fassi

Alcolici –

Noto per caramelle e confetti, l’Istituto biochimico farmaceutico Fassi (Vallecrosia, Imperia) lancia il liquore Black Mental, con puro estratto di liquirizia calabrese (9%). Di soli 20° alc (bottiglia 70 cl), liscio è digestivo, con ghiaccio diventa drink rinfrescante. www.mental.it

Noto per caramelle e confetti, l'Istituto biochimico farmaceutico Fassi (Vallecrosia, Imperia) lancia il liquore Black Mental, con puro estratto di liquirizia calabrese (9%). Di soli 20° alc (bottiglia 70 cl), liscio è digestivo, con ghiaccio diventa drink rinfrescante. www.mental.it

Italian crocchette di Mc Cain

Food –

Italian Crocchette è la novità Mc Cain con un cuore di purè di patate al prezzemolo, da friggere per 3-4 minuti in olio a 175°C. In cartoni da 9 kg (6 buste da 1 kg). Per aperitivi, antipasti e buffet. www.mccain.it

Italian Crocchette è la novità Mc Cain con un cuore di purè di patate al prezzemolo, da friggere per 3-4 minuti in olio a 175°C. In cartoni da 9 kg (6 buste da 1 kg). Per aperitivi, antipasti e buffet. www.mccain.it

Pergotenda Corradi per vivere l’esterno

Arredi –

Pergotenda Corradi per ambienti esterni è composta da otto modelli di tende su misura, con struttura in legno lamellare o alluminio autoportante, con sistema brevettato di copertura scorrevole. In foto, il modello PT 100. www.corraditende.it

Pergotenda Corradi per ambienti esterni è composta da otto modelli di tende su misura, con struttura in legno lamellare o alluminio autoportante, con sistema brevettato di copertura scorrevole. In foto, il modello PT 100. www.corraditende.it

L’hamburger si è trasferito in salotto

Catene –

Il gusto è anche una questione di stile. Lo insegna McDonald’s, che ha dato vita a un restyling con otto sofisticate soluzioni di arredo

Da McDonald's si cambia. Entro fine anno la maggior parte dei 360 locali italiani del gruppo saranno rimodellati. E non avranno un solo nuovo look, ma ben otto. Tanti sono, infatti, gli stili che la catena di fast-food mette a disposizione dei suoi franchisee, i quali possono scegliere quello più adatto al loro locale, in base alla location, al tipo di pubblico e alle dimensioni dei fast-food.
Tutte queste soluzioni rientrano in un progetto internazionale, che declina in formule diverse, realizzate dagli art director della divisione francese della catena, un concept unitario e preciso: un arredamento contemporaneo, minimalista ma caldo e accogliente, con sale realizzate con cura, arredate con materiali naturali, giocati su diverse tonalità di colori morbidi e rilassanti.
Formule personalizzate e di design

Insomma, McDonald's porta il design nell'ambito della ristorazione veloce, per adattarsi ai gusti di un pubblico sempre più raffinato ed esigente. E per farlo, solo in Italia, ha investito oltre 41 milioni di euro, fra remodelling di ristoranti già esistenti e nuove aperture. Le otto soluzioni individuate da McDonald's si adattano alle diverse tipologie di clienti e alle loro modalità di fruizione. Per le famiglie, ad esempio, vengono usati colori caldi, come la terracotta e l'ocra, enfatizzati da caratteristici componenti di illuminazione e disegni sul pavimento che ripetono la disposizione del soffitto. Per il target dei 25-34 anni, invece, gli interni giocano con volumi e spazi per creare una varietà di ambienti che uniscono modernità di immagine e comfort di seduta con tavoli e comode sedute all'insegna di consumi più slow.
Per le tribù metropolitane c'è Qualité

Il primo assaggio di quello che saranno i McDonald's del 2009 (ma sono già 130 i locali rinnovati finora e per la fine dell'anno ne verranno pronti altri 60) è a Milano, in piazza Duomo, dove si può già mangiare un panino o un'insalata tra pareti-vetrina con frutta e verdura, quadri e tavoli di tono contemporaneo ed elementi di design (come le sedie e le poltrone di Vitra modello Eames e le lampade di Targetti). È il modello Qualité, un ambiente particolarmente ricercato, che si rivolge a un pubblico di giovani-adulti metropolitani. Ma, grazie alla presenza della Ronald Gym (la prima palestra con giochi e attrezzature sportive computerizzate rivolta ai bambini) e di una speciale sala per le feste di compleanno (colorata e insonorizzata), questo nuovo McDonald's è anche un luogo di ritrovo ideale per giovani famiglie con figli. In effetti, nei locali così riveduti e corretti cambia anche il “peso” dei vari spazi: si amplia quello per i bambini, attrezzato in modo che possano unire attività fisica e divertimento, e vengono creati ambienti particolari, come i McCafé: spazi d'offerta progettati per coprire altri momenti di consumo rispetto al fast food classico, come la prima colazione, gli snack con prodotti salati o le merende.

Discoteca per under 18, a mezzanotte si chiude

Alcol –

A Bari, minorenni tutti a casa a mezzanotte. D’accordo gestori di discoteche, genitori e Comune. Coinvolte anche le forze dell’ordine

Basta con le resse di minorenni davanti alle discoteche, tutti a casa a mezzanotte come Cenerentola sotto gli occhi attenti della polizia. Lo stabilisce il protocollo d'intesa (il primo del genere in Italia) siglato il 29 aprile scorso dai gestori di sei locali da ballo e dal comitato dei genitori di Bari. Stop agli assembramenti, alle prevendite selvagge, al traffico paralizzato davanti ai locali. «Ci vorranno due o tre mesi per valutare gli effetti ma già la prima festa al Villaggio Inn con 800 ragazzi è stata un successo e tutto è filato liscio come l'olio» spiega Pasquale Dioguardi, presidente dell'associazione delle discoteche aderenti a Cna - Pubblici esercizi, l'associazione che ha firmato l'accordo. L'intesa si articola in più punti con i locali che s'impegnano alla chiusura anticipata della «prima serata» fissata per le 23,30 per il periodo invernale (e alle 24,00 per il periodo estivo) e per la somministrazione di alcolici sarà sempre richiesto di esibire il documento d'identità. Il protocollo d'intesa prevede anche una presenza delle forze dell'ordine sia dentro che fuori le discoteche. Presente alla firma l'assessore comunale al commercio, Sergio Ventrella: «L'accordo ci piace e lo avalliamo. Ci ha dato anche l'idea di utilizzare carabinieri e finanzieri in congedo per i controlli in discoteca nella fascia notturna con funzioni antidroga e antibullismo». I genitori sono soddisfatti. «Forse è un'iniziativa impopolare, ma non si poteva andare avanti come in passato - dice Demetra Rutigliano che ha firmato il protocollo come genitore - con i ragazzi che s'improvvisavano “pierre” e che raccoglievano adesioni davanti a scuola. I locali erano arrivati ad un livello di sovraffollamento e veniva alimentato un pericoloso giro di denaro».

La guida ai rossi salvacuore

Ricerche –

Un esperto inglese di malattie cardiovascolari, Roger Corder, ha valutato 300 vini in base al loro contenuto di procianidine, sostanze che prevengono infarti e ictus e di cui i rossi sono ricchi. Tre vini italiani ai vertici della classifica

Stop alla classificazione dei vini con bicchieri, stelle o grappoli. Bisogna passare ai cuori. A suggerirlo è un ricercatore britannico, Roger Corder, esperto di malattie cardiovascolari, membro della Royal Society of Medicine inglese e della American Heart Association, che riunisce i migliori cardiologi Usa. Seguendo i criteri di Corder si scopre che tre vini italiani, tra pochissimi altri in tutto il mondo, sono davvero un toccasana per il cuore. Si tratta del Sagrantino 25 Anni e del Sagrantino Collepiano della cantina Arnaldo Caprai e del Rosso Superiore della cantina di Mandrolisai, località dell'entroterra sardo. Che cos'hanno di particolare questi rossi? Sono ricchissimi di procianidine, sostanze che fanno parte della categoria dei polifenoli e che hanno, secondo Corder, una funzione importantissima nell'impedire il restringimento dei vasi sanguigni, vene e arterie. In sostanza, l'azione delle procianidine riduce la probabilità di subire un ictus o un infarto.
Lo studioso britannico ha iniziato a divulgare le sue scoperte sulle procianidine già a partire dal 2001, ma solo nel 2006 i suoi studi sono balzati alla ribalta in Gran Bretagna, in seguito alla pubblicazione del suo libro The Wine Diet. Nell'autunno del 2007 è uscita l'edizione americana, The Red Wine Diet, che ha dato ampia risonanza alla classifica dei vini sani di Corder (c'e anche un sito dedicato).
Risultati. Nel libro lo studioso ha pubblicato i risultati delle sue analisi su 300 etichette di tutto il mondo, assegnando loro una classifica che va dai cinque cuori per i vini più salutari, fino a un unico cuore per quelli meno ricchi di procianidine. Soltanto l'1,5% dei prodotti testati - 45 in tutto e tra questi i tre italiani - hanno meritato l'eccellenza e soltanto un altro 8,5% ha ottenuto i quattro cuori. La maggior parte dei rossi (gli unici vini ad avere le procianidine), cioè il 57%, non è andata oltre uno o due cuori. Corder vuole arricchire il suo database e invita produttori e winemaker a mettersi in contatto con lui, per realizzare i test e fornire una classificazione dei campioni inviati che indichi quanto facciano bene al cuore.
Il tutto a beneficio del consumatore. Dice il professore inglese: «Quando ho capito che i cibi con alto contenuto di polifenoli flavonoidi, come appunto le procianidine, fanno bene alla salute ho cominciato a studiarli con attenzione. Il vino rosso, sotto questo aspetto, è uno degli alimenti migliori, insieme ai mirtilli rossi e al cacao». The Red Wine Diet è quindi un libro che intende guidare a una scelta responsabile dei vini, che vanno assunti sempre in quantità moderate, non più di due bicchieri al giorno. «Anche perché - sottolinea Corder - i consumatori a volte possono essere i peggiori nemici di se stessi. Studi condotti nei Paesi dove è migliore l'assistenza sanitaria, come la Francia o l'Italia, hanno dimostrato che la gente tende ad acquistare i cibi o ad avere abitudini alimentari che tengono poco in considerazione gli effetti sulla salute». Una tendenza che andrebbe cambiata, magari - perché no? - anche attraverso una formazione intelligente messa in pratica dai ristoratori.

La vitivinicoltura italiana si scopre biologica

Settori –

Con quasi 38mila ettari di vigneti bio il nostro Paese si colloca al vertice della produzione europea

Un giro di affari mondiale che nel 2007 ha raggiunto i 40 miliardi di dollari, pari a circa 31 miliardi di euro. Con previsioni che parlano di un trend positivo che, tempo altri due anni, porterà il mercato dei prodotti biologici a sfiorare i 60 miliardi di dollari. Cifre da capogiro, rese pubbliche in occasione di BioFach 2008, il salone mondiale del biologico tenutosi a fine febbraio a Norimberga, in Germania. Una fiera che, unitamente a vari incontri dedicati al tema tenutisi allo scorso Vinitaly, ha offerto l'occasione per fare il punto anche su uno dei comparti più promettenti del settore del biologico bio, ovvero quello del vino. In Europa solo il 4% dei viticoltori produce uva biologica. Una percentuale apparentemente esigua, ma che in realtà nasconde percentuali in forte sviluppo. E, per una volta, è proprio l'Italia a fare da traino alla coltivazione bio in vigneto nel Vecchio Continente, con oltre 10mila aziende che coltivano in tutto 37.693 ettari di vigneti biologici (di questi però circa 12 mila sono in conversione, dati Sinab). Di sicuro c'è che il vigneto biologico italiano si concentra soprattutto nel centro-sud, in Sicilia, Abruzzo e Toscana, in particolare. Difficile, però capire quante siano le cantine che vinificano uve bio. Stime parlano di circa 350 unità, delle quali pochissime di grandi dimensioni. Tra queste la franciacortina Barone Pizzini che oggi produce in modo bio tutti i suoi spumanti e ha da poco inaugurato una cantina realizzata secondo i dettami della bioarchitettura. In ogni caso, un utile strumento per conoscere i vini bio è la Guida ai vini d'Italia bio 2008 di Pierpaolo Rastelli che ha degustato e raccontato 592 vini provenienti da 157 cantine.

L'uva è bio ma il vino non ancora
A differenza di altre realtà come quella statunitense (dove anche Wine Spectator si è accorta del bio dedicando al comparto una copertina che titolava Il vino va verso il verde), l'Unione europea non ha ancora una normativa che disciplina, oltre alla produzione di uve biologiche, anche il processo di vinificazione. Non è un caso che in Italia non si possa parlare di “vino biologico”, bensì di “vino da uve provenienti da agricoltura biologica”. Insomma, è il metodo di coltivazione delle uve a essere bio, non il vino. Vuol dire, in vigneto, la messa al bando di prodotti di sintesi chimica, come concimi, fitofarmaci e diserbanti, e naturalmente degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati che con il biologico proprio non vanno in armonia. Ma il problema, sorge in cantina, dove si possono (e spesso succede) adottare le normali pratiche di vinificazione, peraltro legittime e del tutto consentite dalla legge e dal buon senso produttivo. Tra queste, l'impiego di conservanti come l'anidride solforosa (che in piccole quantità non è dannosa per la salute mentre serve ai vini ) e di additivi come i lieviti che favoriscono la fermentazione del mosto e senza i quali le caratteristiche dei vini peggiorerebbero sensibilmente. Proprio per colmare questo vuoto normativo, l'Unione Europea ha finanziato il progetto Orwine che ha lo scopo di definire entro il 2009 un disciplinare sul vino biologico condiviso a livello comunitario comprendente anche la vinificazione.
 
La tecnica biodinamica

Il discorso si fa più complicato quando si parla di vino da uve provenienti da agricoltura biodinamica. In questo caso ogni pratica, dalla vigna alla cantina, è dettata dal più assiduo rispetto della natura e del suo precario equilibrio. Vediamone qualche assunto. Le piante vengono trattate con preparati naturali omeopatici, come gli infusi alle erbe, e particolari specie di insetti sono i fedeli alleati del contadino nella lotta ai parassiti. Il terreno viene concimato solo con il letame e aratro ancora con le bestie, senza l'ausilio del trattore. La vinificazione avviene seguendo le fasi lunari e l'uva fermenta solo grazie ai lieviti naturali che si trovano sulla patina della buccia dei acini, la cosiddetta pruina. Assolutamente bandito l'impiego di anidride solforosa in aggiunta a quella esistente in natura e di tutti gli altri additivi chimici. Ne nasce un vino genuino, mai uguale a se stesso, e che ha tipicità da vendere, essendo la perfetta espressione del terroir e dell'andamento climatico dell'annata. Un vino che, se madre natura è stata generosa e l'enologo ha svolto bene il proprio dovere, può senza dubbio essere anche più buono di uno “normale”. Resta, tuttavia, l'opinione diffusa che un simile metodo di produzione, così radicale e onnicomprensivo, sia praticabile in piccole realtà, mentre sia decisamente più complicato da adottare su vasta scala. Basti pensare agli elevati costi della manodopera che esso comporterebbe.

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