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Il menu italiano di qualità conquista New York

Locali –

Primi e pizze sono gli elementi di richiamo dei sette ristoranti Serafina nella Grande Mela. Con volumi d’affari da capogiro e 1.000 coperti al giorno

Siamo a quota sette. Tanti sono i ristoranti Serafina a New York, compreso il più recente, nel Theatre District, a Broadway. Per la realizzazione di quest'ultimo locale i soci si sono avvalsi della collaborazione del designer David Rockwell (già architetto per i Nobu hotel di Tel Aviv e New York, del Gordon Ramsay's Maze di Londra) e del contributo della Fondazione di Federico Fellini, Actor e dell'Acting Studios of America al fine di creare un locale che rispettasse la teatralità di Broadway. Una storia, quella dei ristoranti Serafina, di successi e di intuizioni imprenditoriali. Il primo Serafina, il cui nome originario era Sofia, fu avviato nel 1995 da due affermati imprenditori dell'ospitalità: Vittorio Assaf e Fabio Granato (di proprietà dello stesso gruppo anche il ristorante Geisha e la Brasserie Cognac). Qualche anno fa, i locali Sofia hanno dovuto cambiare insegna. Il nuovo nome è stata scelto attraverso un concorso pubblico, tra oltre 10.000 proposte, perché considerato di buon auspicio.

Economie di scala sui grandi numeri
Oggi i ristoranti Serafina sono un simbolo a New York della cucina italiana. Ogni Serafina mantiene una propria individualità pur con uno stesso filo conduttore: proporre sapori genuini e tradizionali in un ambiente così confortevole da richiamare l'atmosfera di casa. I clienti, americani o turisti, famiglie, gruppi o singoli, ma anche molti uomini d'affari, si spostano da un ristorante all'altro anche nell'arco di una stessa giornata. La media di frequentazione è tra i 600 e i 1.000 clienti al giorno. Vittorio Assaf dichiara: «Si tratta di volumi ai quali l'Italia non è abituata. Per sostenere la competizione, si deve proporre un servizio onesto e prezzi corretti, insieme ai migliori ingredienti del mercato, la maggior parte importati dall'Italia». Tra questi: olio extravergine d'oliva Colavita (dal Molise), sale marino dalla Sicilia e mozzarella di bufala dal Caseificio artigianale delle Rose (Campania). «Ci riforniamo tre volte a settimana. Le mozzarelle partono alle 6 di mattina e la sera dello stesso giorno sono servite a cena», assicura Assaf. I volumi d'affari con i locali Serafina sono da record: ogni anno sono consumate 2.000 forme di parmigiano Reggiano e 2.300 prosciutti di Parma o Langhirano.

Anche la vendita al dettaglio funziona
I primi piatti vanno da 9.75 a 19 dollari. Si spunta qualcosa di più sulle pizze (fino a 22 dollari): ancora una volta si sottolinea la qualità delle materie prime, dalla farina del Mulino Caputo di Napoli ai pomodori San Marzano, al fior di latte. La bufala è usata sulle pizze speciali, essendo molto più cara. Tra le bianche più richieste, quella con sashimi di tonno o con robiola e olio di tartufo. Secondi di carne o pesce, tra i 14.50 ai 24 dollari. Prosegue Assaf: «Gli americani all'inizio non si aspettavano una tale qualità. Noi investiamo moltissimo nell'importazione degli ingredienti italiani. Li usiamo anche per la nostra linea di sughi “Serafina” che vendiamo al dettaglio a meno di 10 dollari nei supermercati come Whole Food» Con ottimi risultati di vendita, manco a dirlo.

Affitto in scadenza e diritti del gestore

Normative –

L’indennità che spetta al gestore-conduttore nel caso di cessazione del rapporto di locazione

In caso di cessazione del rapporto di locazione ad uso commerciale per scadenza naturale del termine il conduttore ha diritto a un'indennità per la perdita dell'avviamento pari a 18 mensilità quantificabili sulla base dell'ultimo canone corrisposto; in caso di attività alberghiera l'indennità sarà pari a 21 mensilità. È quanto prevede l'art. 34 della Legge 392/78, disponendo inoltre, a ulteriore vantaggio del conduttore uscente, la corresponsione di un'ulteriore indennità pari all'importo di quelle sopra descritte qualora ricorrano due condizioni: l'immobile sia, da parte di chiunque, adibito all'esercizio della stessa attività o di attività incluse nella stessa tabella merceologica a quella esercitata dal conduttore uscente; il nuovo esercizio sia avviato entro un anno dalla cessazione del precedente.
Da sottolineare che, per la giurisprudenza maggioritaria, il diritto del conduttore all'indennità per perdita dell'avviamento compete indipendentemente dalla prova - in concreto - dell'esistenza dell'avviamento stesso e della sua perdita, giacché esso si fonderebbe su una presunzione operata dal legislatore a priori. Inoltre, il conduttore non potrà preventivamente rinunciare a detta indennità, ma solo (eventualmente) successivamente alla cessazione del rapporto di locazione, una volta che il credito derivante dal diritto sia divenuto esigibile; tale rinuncia risulterà però legittima solo a fronte della corresponsione, da parte del locatore, di un diverso corrispettivo in denaro o della concessione di altri vantaggi accordati al conduttore.
Da ultimo, si rileva che per la giurisprudenza maggioritaria il conduttore sarebbe titolare di un diritto di ritenzione dell'immobile fino a che l'indennizzo non sia stato corrisposto; ciò significa che il conduttore potrà protrarre la detenzione e il godimento dell'immobile per l'esercizio della sua attività commerciale, senza che da tale attività possa derivare alcuna responsabilità a suo carico a titolo di maggior danno. Per altra parte della giurisprudenza il conduttore, in pendenza del pagamento dell'indennità, sarebbe titolare di un mero diritto di custodia dell'immobile nell'interesse proprio, e non anche al godimento dello stesso.

Il marchio Dop cambia colore

Normative –

Con regolamento della Commissione n. 628/2008 del 2 luglio 2008 l’Unione Europea ha definito il nuovo marchio Dop, prima identico al marchio Igp (tranne che per la dicitura del riconoscimento trascritta all’interno) e ora riconoscibile per il colore rosso della circonferenza esterna dentellata e del cerchio interno (prima blu). Fino al 1° maggio 2010 i produttori potranno esporre ancora il vecchio marchio per esaurire le confezioni in circolazione.

Con regolamento della Commissione n. 628/2008 del 2 luglio 2008 l'Unione Europea ha definito il nuovo marchio Dop, prima identico al marchio Igp (tranne che per la dicitura del riconoscimento trascritta all'interno) e ora riconoscibile per il colore rosso della circonferenza esterna dentellata e del cerchio interno (prima blu). Fino al 1° maggio 2010 i produttori potranno esporre ancora il vecchio marchio per esaurire le confezioni in circolazione.

Ristrutturazioni, responsabilità verso i clienti

Normative –

Lavori di ristrutturazione in corso: cosa rischia il gestore nel caso di incidenti alla clientela

A quali conseguenze è sottoposto il gestore di un pubblico esercizio se, durante l’esecuzione di alcuni piccoli lavori di ristrutturazione all’interno del locale, un cliente viene colpito per esempio da un calcinaccio mentre sta mangiando oppure si ferisce a causa di un attrezzo fuori posto?
Il caso è regolamentato dall’articolo 2051 c.c. che disciplina la responsabilità per il danno cagionato da cose in custodia in ordine al quale il custode si presume sempre responsabile salvo che lo stesso provi il caso fortuito.
Si tratta di un’ipotesi di responsabilità sui generis riferita a un soggetto al quale non è ascrivibile un fatto definibile come illecito, ossia come antigiuridico. In altre parole, la riconducibilità della responsabilità al gestore dell’attività è basata sul semplice rapporto di custodia intercorrente tra la cosa dalla quale il danno è derivato (l’attività commerciale) e il soggetto chiamato a risponderne (il gestore), a prescindere dall’esistenza dell’eventuale colpa o dal dolo.
Ai fini della determinazione della responsabilità e della relativa risarcibilità del danno, ciò che rileva è soprattutto il ruolo svolto “dalla cosa” nella determinazione del danno, essendo del tutto ininfluente la diligenza del custode. Premesso che per la giurisprudenza gli utenti e gli avventori di bar, centri commerciali, hotel e ristoranti, in quanto soggetti deboli rispetto al gestore dello stesso, sono ritenuti meritevoli di una più intensa tutela, il titolare dovrà accollarsi il rischio della controllo di eventuali eventi lesivi connessi con beni di sua pertinenza e assolverne l’onere risarcitorio, dovendo inoltre approntare alcune misure cautelative (Cassazione. Civile, Sezione III, sentenza 30 novembre 2005, n. 26086).
Poiché non risulta sufficiente che il gestore di un pubblico esercizio esponga un cartello informativo che inviti a non sostare nella zona dei lavori, l’unico rimedio è il rispetto rigoroso del proprio obbligo di vigilanza e di controllo sulla cosa in custodia, rispetto che può portare a scelte sicuramente antieconomiche, come per esempio la chiusura della sala oggetto della ristrutturazione e/o del lavoro murario, ma certamente meno rischiose e onerose in caso di una causa risarcitoria.

Esercizi di vicinato, non serve la licenza

Normative –

Per l’apertura dei cosidetti punti di vicinato basta una semplice comunicazione da indirizzare all’ufficio protocollo del Comune

Niente più licenze per nuova apertura, subingresso, trasferimento di sede, cambio di proprietà o gestione, variazioni di superfici di vendita, cessazione di attività. Da tempo i titolari degli esercizi di commercio, soprattutto se di piccole dimensioni, beneficiano delle misure introdotte dal d.lgs. n. 114/1998 che ha innovato la precedente normativa, semplificando le incombenze burocratiche.
Per i c.d. “esercizi di vicinato”, in luogo della vecchia licenza chiesta al Sindaco, basta una comunicazione su apposito modulo (Com 1) - da depositare in triplice copia all’ufficio protocollo del Comune competente - ed è possibile compiere simili attività dopo 30 giorni, presentando la relativa denuncia al Registro delle Imprese. L’autorizzazione amministrativa comunale rimane obbligatoria per le attività commerciali esercitate nelle “medie strutture” e nelle “grandi strutture” di vendita e può essere revocata qualora il titolare non inizi l’attività, rispettivamente, nell’anno o nei due successivi, oppure la sospenda per un periodo superiore a un anno.

Accertamenti fiscali, nuove procedure

Fisco –

Introdotto nell’ordinamento un nuovo strumento volto a favorire l’adesione spontanea da parte del contribuente ai processi verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e Iva

Il Legislatore tributario con il d.l. n. 112/2008 (convertito in legge n. 133/2008) ha introdotto nell'ordinamento giuridico interno un nuovo strumento che potremmo definire volto a favorire l'adesione spontanea da parte dei contribuenti ai processi verbali di constatazione in materia di Imposte sui Redditi ed Iva, redatti dagli Organi preposti dell'Amministrazione Finanziaria, che consentono l'emissione di accertamenti parziali ai sensi dell'art. 41 bis del D.P.R. 600/73 e dell'art. 54, comma 4, del D.P.R. 633/1972 .
Grazie alla nuova disciplina è ora, quindi, possibile per il contribuente manifestare l'intendimento e la volontà di aderire al contenuto integrale del verbale di constatazione, attraverso una comunicazione, da inviare entro i 30 giorni successivi alla consegna del verbale stesso al competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate e all'organo che materialmente lo ha redatto.
Nei 60 giorni successivi alla comunicazione, l'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate procede a notificare al contribuente l'atto di definizione dell'accertamento parziale. Attraverso tale forma di adesione, ciascun contribuente potrà dunque procedere a una definizione anticipata della propria posizione fiscale, così come rilevata in sede ispettiva, beneficiando, altresì, di una riduzione delle sanzioni applicabili alle violazioni, commesse in un determinato periodo d'imposta, relative sia ai tributi oggetto di adesione sia al contenuto delle dichiarazioni presentate.
È riconosciuta, altresì, la possibilità di versare, alla definizione dell'accertamento parziale, il quantum debeatur avvalendosi delle procedure rateali previste dall'art. 8 del D.Lgs. 218/1997, senza presentazione di alcuna garanzia, fermo restando in ogni caso che sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell'atto di adesione.
Qualora, infine, non si proceda al pagamento delle somme definite con l'atto di adesione all'accertamento parziale entro i prescritti limiti temporali, il competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate provvederà alla relativa iscrizione a ruolo “definitiva” degli importi dovuti.

Comodato d’uso, gli obblighi del gestore

Normative –

Il gestore è tenuto a impiegare l’attrezzatura ricevuto in comodato solo secondo l’uso determinato dal contratto

Nella prassi commerciale i locali ricorrono spesso a contratti di fornitura di bevande e alcolici con distributori specializzati. La maggior parte di questi contratti ha durata pluriennale e prevede un’esclusiva contrattuale a favore del fornitore/distributore a fronte di “premi”, costituenti bonus in denaro, che quest’ultimo riconosce al locale qualora vengano rispettati livelli minimi di consumo. Va detto che la concessione di una esclusiva, affinché possa dirsi corretta, dovrebbe essere retribuita alla sottoscrizione del contratto con un versamento una tantum, ovvero annuale, mentre il riconoscimento del premio può correttamente discendere dai consumi. Molto spesso il superamento dei limiti minimi di consumo è necessario non solo per l’incasso di eventuali bonus, ma anche per la prosecuzione del contratto al cui interno, generalmente, è apposta una clausola di risoluzione a favore del fornitore per mancato raggiungimento dei quantitativi richiesti. Sempre all’interno di questi contratti è d’uso che il fornitore conceda in comodato le attrezzature. Questi apparecchi si intendono concessi sempre a titolo gratuito, anche se non specificato nel contratto. Tanto infatti stabilisce espressamente il codice civile all’art. 1803. Il gestore è tenuto a impiegare l’attrezzatura ricevuto in comodato solo secondo l’uso determinato dal contratto e non può, a sua volta, concederlo a terzi, né a titolo gratuito, né a titolo oneroso. Al termine del contratto le apparecchiature ricevute in comodato dovranno essere restituite e, qualora risultassero deperite per il solo effetto del loro corretto utilizzo, il gestore non potrà essere ritenuto responsabile né rispondere del deterioramento.

Igiene o multe

Inchiesta –

Igiene in bar e ristoranti in quattro grandi città italiane. Gli esercenti assolti con riserva. Aree critiche: la catena del fredddo e la scarsa manutenzione delle attrezzature

Allegati

/wp-content/uploads/sites/4/2014/10/asl.pdf” target=”_blank”>Igiene o multe
Ottobre 2008 / pdf / Numero pagine: 6 / Lingua: Italiana / di Sergio Redaelli

Rivoluzione verde per i locali notturni

Club –

È partito da Rotterdam il movimento dei locali della notte rispettosi dell’ambiente. Banconi in vetro riciclato, illuminazione a basso consumo ed energia solo da fonti rinnovabili

Una delle formule di aggregazione che funzionano di più negli ultimi tempi, soprattutto in Usa, Gran Bretagna e Nord Europa, è il “green clubbing”. Si tratta in sostanza di organizzare eventi, soprattutto nelle discoteche, con uno sfondo ambientalista e con l’obiettivo dichiarato di divertirsi, senza rinunciare all’edonismo, ma allo stesso tempo risparmiare energia e ridurre le emissioni inquinanti. Molti locali e organizzazioni reclamano il primato di essere “il primo locale verde del mondo”, ma i veri precursori di questo movimento stanno a Rotterdam e fanno parte di un’organizzazione non governativa chiamata Enviu.

La disco ecosostenibile

Fin dal 2006 Enviu ha avviato un programma, The Sustainable Dance Club, che attraverso nuove tecnologie e un attento design allestisce i locali, anche per una sola serata, trasmettendo il messaggio di uno stile di vita sostenibile. Nucleo della formula, oltre a video e display che mostrano consumi di acqua ed elettricità e inneggiano alle fonti rinnovabili, è un pavimento speciale, in grado di produrre energia attraverso il calpestio di chi vi balla sopra. The Sustainable Dance Club, emanazione di Enviu, è divenuta un’organizzazione a sé stante, con l’obiettivo di realizzare entro il 2008 una discoteca completamente ecosostenibile a Rotterdam e di esportare il format in tutto il mondo, sia per i locali sia per eventi musicali.

C’è anche la certificazione ambientale

Tutto questo mentre a Manhattan ha debuttato Greenhouse nel quartiere di SoHo. Si tratta di un locale notturno completamente ecologico, che punta a ottenere la certificazione ambientale più severa degli Usa, la Leed (Leadership in energy and environmental design). Greenhouse è realizzato interamente in materiali riciclati o riciclabili, su una superficie di 557 mq distribuiti su due piani, con due diversi sistemi di diffusione sonora, bar con banconi in vetro riciclato e arredi assolutamente ecosostenibili, perfino nei bagni, dove si trovano cosmetici naturali. Gli arredi di Greenhouse impiegano legnami di provenienza certificata, pavimenti e pareti in bambù, illuminazione a basso consumo a Led. Stesso obiettivo, ma con sede diversa, a Londra, persegue Club4Climate, un’organizzazione presieduta da un personaggio alquanto particolare, Doctor Earth, che dal suo sito invita i giovani a divertirsi pensando all’ambiente.
L’ultima creazione della società è il Surya, locale a King’s Cross, nella capitale britannica, dotato anch’esso di un pavimento che produce energia, che copre il 50% del fabbisogno della struttura. Una miniturbina eolica e un impianto ad energia solare, ancora in fase di realizzazione, renderanno il disco club completamente autonomo nel giro di pochi mesi.

Ristorazione Collettiva ottobre 2008

Archivio Cover Horeca –

 Il Punto                                                                                9 Gli itali…

 Il Punto                                                                               

Gli italiani e la tavola. Sull’isola con i rigatoni  Che cibi porterebbero gli italiani su  un’isola deserta? Ce lo dice un’indagine effettuata da Astra Ricerche: pasta, pane, latticini, i più  gettonati


  Business News                                                                
11    Panorama
  
16   Techno


          21   Mondo Food

Strategie                                                                             
26 «Siamo il partner a servizio completo»
La missione di Marr è quella di essere il trait d’union fra fornitori e operatori della ristorazione. All’amministratore delegato, Ugo Ravanelli, abbiamo chiesto di raccontarci come realizza questo impegno 

 
 Tendenze                                                                       
31 La cucina italiana a caccia di identità
Dal manifesto presentato al Pellegrino Cooking Festival alle giornate di Alma Viva, si moltiplicano i segnali che rivelano come il settore stia cercando nuove vie da percorrere





   Anteprima Sia Guest                                                     
35 A Rimini va in scena l’accoglienza
Anticipazioni sulle novità del mondo delle attrezzature, che saranno presenti alla rassegna


 Sociosanitaria                                                                  
42 L’Istituto Rizzoli apre la nuova mensa
L’operazione è stata decisa nell’ambito della riorganizzazione degli spazi dell’ospedale bolognese. E realizzata con la collaborazione di Cir Food, che gestirà la sala di ristorazione

Prodotti                                                                            
44 Innovazione sulla tavola
Dalter Alimentari è specializzata nell’offerta di formaggi grattugiati e porzionati. Una formula che offre diversi vantaggi agli operatori della ristorazione: vediamo quali


       


Imprese                                                                            
46 Un centro di ricerca d’eccellenza
Il Gruppo Angelo Po ha inaugurato a Carpi la nuova struttura interamente riservata alle attività di ricerca e sviluppo. Compresa la fondamentale parte didattica
  



Case History                                                                     
48 Flessibilità e alto standard di servizio
Prima azienda della Toscana (in crescita a livello nazionale), Eudania prepara, con efficienza e attenzione alla qualità,10 milioni di pasti all’anno



_Mercati                                                                          
49 A tavola come bio comanda
Le mense biologiche sono in costante crescita. È una realtà che interessa sempre più da vicino le aziende della ristorazione collettiva. Ecco il parere di chi già da anni se ne occupa in maniera importante




Fuoritalia                                                                            
54 Food e shopping da Vips
Nei locali della catena spagnola il cliente può mangiare e fare la spesa. Il tutto a prezzi ragionevoli, resi ancora più convenienti dalle frequenti promozioni e dagli sconti fedeltà





_Normative                                                                       
8 Per Dop e Igp è il tempo dell’uniformità
L’Unione Europea ha lavorato alla definizione di un quadro normativo organico, a salvaguardia dei prodotti a denominazione protetta





_Partnership                                                                    
62 Con Accor Services i patti sono chiari
Il gruppo mette “nero su bianco” il suo impegno nei confronti dei suoi partner: nasce così la Carta dei diritti degli affiliati

 _ Fast news                        
    
63    Idee servizio
67    Leggi
71
    Fiere & Convegni
78     Da leggere, da guardare



 




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Cuoco pizzaiolo con ottime referenze si offre per lavoro annuale o stagionale in Italia o all’estero. E’ richiesta la possibilità di alloggio.392 8120268 / 392 8120268

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