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VENDITA ATTIVITA’ RISTORANTE BAR CON PIZZERIA

A Marina di Campo – Isola d’Elba, in zona di forte passaggio in prossimità di una delle coste più belle dell’Isola vendo attività di ristorante, bar con pizzeria.Locale completamente a norma, super attrezzato, capacità di 80 coperti di cui 40 esterni posizionati in ampio e curato giardino con gazebo. Parcheggio privato. Contratto d’affitto 6+6 comprendente appartamento di 4 vani più accessori adatto per nucleo familiare. Fatturato dimostrabile e pre…

A Marina di Campo - Isola d'Elba, in zona di forte passaggio in prossimità di una delle coste più belle dell’Isola vendo attività di ristorante, bar con pizzeria.
Locale completamente a norma, super attrezzato, capacità di 80 coperti di cui 40 esterni posizionati in ampio e curato giardino con gazebo. Parcheggio privato.
Contratto d’affitto 6+6 comprendente appartamento di 4 vani più accessori adatto per nucleo familiare. Fatturato dimostrabile e prezzo trattabile.
Tel. 320 6424528

VENDITA LOCALE

In Milano zona Navigli, 90 mq con cantina di 70 mq, possibilità di acquisto di macchinari, attrezzature, arredamenti bar-trattoria.Tel. 329 2573908

In Milano zona Navigli, 90 mq con cantina di 70 mq, possibilità di acquisto di macchinari, attrezzature, arredamenti bar-trattoria.
Tel. 329 2573908

VENDITA O RICERCA ATTIVITA’

Vendi o cerchi un albergo, ristorante, pizzeria, bar, pub, pasticceria ecc.. Pagina web dedicata: www.consultazienda.itTel. 039 587342 / 039 587356

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COPPIA: Cameriera di sala e Chef

Cameriera di sala e Chef con oltre 20 anni di esperienza cercano lavoro in bar, hotel, ristoranti e valutano proposte di gestione presso strutture balneari.Tel. 334 7970766

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Tel. 334 7970766

CUOCO GASTRONOMO

Cuoco gastronomo di grande esperienza con capacità in pasticceria e banchetti valuta proposte di lavoro in tutta Italia.Tel. 06 2591876

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Tel. 06 2591876

PASTICCIERE ESPERTO

Pasticciere esperto cerca lavoro, ottima conoscenza di pasticceria, gelateria e salati.Richiesto alloggio.Tel. 081 8491988 / 081 8821428

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OFFERTA PERSONALE

Hai bisogno di cuochi, camerieri, pizzaioli, baristi ecc.. disponibili subito per tutta Italia e estero? No agenzia.www.consultazienda.itTel. 039 587342 / 039 587356

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OPERATRICE TURISTICA

Operatrice turistica con inglese fluente, cerca lavoro in alberghi di Capri, Ischia, Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana in qualità di cameriera ai piani, governante o addetta al ricevimento.Cell: 349 3918390

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Cell: 349 3918390

L’aperitivo è servito con cultura

Formule –

Lettura di libri, proiezione di cortometraggi, conversazioni in lingua: sono alcune delle idee sperimentate per i locali che vogliono proporre ai clienti serate fuori dagli schemi. Guadagnandoci in immagine

Conquistare nuovi clienti, soprattutto di questi tempi, è obiettivo che fa gola a molti. Organizzare eventi è un modo per provarci. Chi è bravo e fantasioso, preferisce inventarseli. Un'altra strada, peraltro a costi contenuti, è di inserirsi in circuiti già collaudati (ma magari non ancora sbarcati nella vostra città). Il vantaggio è duplice: far tesoro delle buone esperienze altrui e avere un referente che può dare una mano sia nell'organizzazione dell'evento sia, ed è forse la cosa più interessante, sul fronte della comunicazione.
Quello degli aperitivi culturali è un filone che negli ultimi anni ha dimostrato una certa vitalità. Dimenticatevi numeri da stadio e code fuori dal locale: si tratta di eventi perlopiù di nicchia, capaci però di attirare qualche decina di clienti, spesso mai entrati nel vostro locale, e di dare senso a serate dove l'afflusso della clientela tradizionale è scarso.
Certo, molti di loro si affezioneranno più alla formula che al locale. Ma, dando all'iniziativa una certa contiuità, il locale - almeno per quel target - finirà per essere identificato con la formula e quindi “adottato”. Con un vantaggio aggiuntivo: che spesso i locali che ospitano queste serate riescono a ottenere, più di altri, l'attenzione dei giornali locali. Non è poco, specie per un bar di provincia o per uno tra i mille locali di una grande città.

Scrittori, attori e semplici clienti

Una delle iniziative, nata e pensata per i bar, di cui si è parlato molto è “Leggevamo quattro libri al bar”. Ideata nel 2007 da Bruno Contigiani, teorizzatore della filosofia del “vivere con lentezza”, si sta diffondendo per contagio. La terza edizione, in programma dal 22 al 30 settembre («per dare ai gestori dei locali l'opportunità di scegliere la sera che preveriscono»), ha già raccolto molte più delle 50 adesioni dell'anno scorso. «Il nostro obiettivo - spiega Contigiani - è di rilanciare i bar come luoghi di una socializzazione che oggi per le persone è sempre più problematica. Da qui l'invito a leggere un libro ad alta voce». Man mano che l'iniziativa si diffonde, fioccano idee e iniziative: quest'anno ci saranno letture fatte dagli stessi scrittori o da attori, o ancora vere e proprie performance. A chi ce lo chiede, possiamo dare consigli su come organizzare la serata ed eventualmente aiutare a contattare scrittori e autori emergenti».
C'è anche chi, come il Caffè De' Cherubini di Milano, dopo l'edizione del 2008 ha deciso di trasformare una serata ben riuscita in un appuntamento fisso, organizzando un ciclo di incontri con letture di libri di psicologia.

Dai cortometraggi alle lingue

Format consolidati sono invece quelli di Aperitivo corto e di Passport. Il primo, creato dall'omonima associazione, offre ai locali la possibilità di organizzare una serie di serate con proiezioni di cortometraggi inediti, coinvolgendo il pubblico in votazioni e indovinelli.
«Lo facciamo nei mesi invernali - spiega Pablo Bettaccini, titolare del bar Colazione da Tiffany di Monsummano Terme (Pt) - in accordo con un circolo di appassionati locali. Sono serate che raccolgono un pubblico perlopiù di appassionati, ma a cui ogni tanto ha partecipato anche qualche attore».
Un'alternativa per le città cosmopolite o per quelle che vivono di turismo è quella di organizzare aperitivi in lingua, momenti di conversazione libera sotto la guida di un insegnante madrelingua per chi vuole tenersi “allenato”. «Lo facciamo il mercoledì sera da tanti anni - racconta Andrea Carollo dell'Henry's Caffè di Milano - raccogliendo dalle 20 alle 40 persone in una saletta a parte. Gran parte di loro sono ormai degli habitué della serata».

I FORMAT
Leggevamo quattro libri al bar
Nata per favorire la socializzazione e pensata per i bar, l'iniziativa prevede l'organizzazione di incontri di lettura a voce alta di libri, fatta da attori, scrittori ma più spesso da normali clienti. La terza edizione è fissata dal 22 al 20 settembre 2009. Ma c'è anche chi poi va avanti tutto l'anno. Informazioni: www.vivereconlentezza.it

Aperitivo corto
L'omonima associazione ha creato un format per fornire ai locali interessati un ciclo di dieci serate con la proiezione di cortometraggi selezionati di giovani autori italiani. Il pubblico è chiamato a votarli e a rispondere a un gioco a quiz.

Aperitivi in lingua
Incontri di conversazione di un'ora e mezza con un insegnante madrelingua all'ora dell'aperitivo: è la formula lanciata dall'associazione milanese Passport.
Dall' inglese l'offerta si è pian piano allargata ad altre lingue, tra cui russo, giapponese e italiano per stranieri.

Bizzarri: «Creiamo prodotti che vi semplificano la vita»

Nestlé Professional –

Offrire bevande e cibi facili da preparare, già conosciuti e apprezzati dai clienti e capaci di offrire a chi lavora dientro il banco la possibilità di lavorare meno (o meglio) o di guadagnare di più: è l’impegno della nuova divisione del colosso svizzero. Che scommette sulla crescita nel canale bar

Semplificare la vita ai baristi, fornendo loro prodotti “facili” a costi contenuti, e offrirgli nuove opportunità per sviluppare il proprio business: sono i due criteri guida su cui basa la propria attività Nestlé Professional, nuova divisione della multinazionale svizzera dedicata al mondo del fuori casa.
Un mondo dal quale, come ci racconta Giovanni Bizzarri, Country business manager di Nestlé Professional Italia, l'azienda si attende importanti tassi di crescita per gli anni a venire.

Da inizio 2009 al posto della divisione Foodservice è nata Nestlé Professional. Cosa è cambiato, al di là del nome?
Innanzitutto il punto di partenza: Nestlé ha individuato nel mercato del fuori casa uno dei pilastri del futuro sviluppo dell'azienda. Pensiamo che nei prossimi anni, a crisi passata, possa crescere molto di più del retail: soprattutto nei Paesi emergenti, ma anche in quelli dell'Europa Occidentale. Una volta individuato nel fuori casa un asset strategico, il passo successivo è stato creare una struttura adeguata alla sua importanza. Nestlé Professional è una business unit con risorse proprie, persone dedicate, investimenti specifici. Abbiamo una struttura centrale di ricerca che si occupa di studiare nuovi prodotti e un forte interscambio di esperienze e conoscenze tra i vari mercati. La strategia è unica a livello mondiale, ma ogni Paese può seguire le proprie logiche e sviluppare prodotti che, se hanno successo, possono essere poi portati anche in altri mercati.

Quali sono i valori chiave su cui si sviluppa il vostro business?
Il nostro primo obiettivo è di stabilire con l'operatore una vicinanza, fatta di dialogo e di relazione, che ci permetta di comprenderne i bisogni e di dargli delle risposte. Nel segno di affidabilità, consulenza e innovazione. Che significa fornire prodotti che permettono all'operatore di risolvergli dei problemi: facendogli fare meglio, più velocemente o a minor costo cose che già fa. Oppure offrire soluzioni, nel segno della novità, capaci di portare consumi aggiuntivi.

Il vostro primo target è la ristorazione. E il mondo del bar?

In termini di volumi viene dopo ristorazione, vending e canale delle gelaterie-pasticcerie. Ma il bar è il canale dove siamo entrati più tardi, nel 2001, e quello per cui prevediamo i maggiori tassi di crescita, a ritmi del 5-10% l'anno.

Quest'anno avete interrotto la vostra collaborazione con Natfood. Per quali ragioni?

Il nostro primo obiettivo, come ho detto, è essere sempre più vicini ai nostri clienti. Per questo abbiamo deciso di creare una nostra rete vendita dedicata al canale bar, una squadra di consulenti capaci di supportare il business degli operatori e offrire un servizio più efficiente, risposte più tempestive e maggiore collaborazione. Al posto di un distributore esclusivo, come è stato Natfood per otto anni, adesso abbiamo una rete di concessionari con un'esclusiva di zona, coordinati direttamente da noi. Per i gestori di bar abbiamo creato una piattaforma web, attività commerciali dedicate e una newsletter. E non escludiamo in futuro la possibilità di dar vita a un sito di e-commerce b2b.

Il settore dei bar non sta passando un buon momento. Cosa fare per uscire dai guai?

Credo che la prima cosa da fare sia cercare di ricreare quel feeling tra consumatore e barista che mi sembra un po' smarrito, così come è smarrita l'identità stessa del bar. Sono ancora troppi quelli che pensino che basta tirare su la saracinesca per avere clienti. La realtà è quella di un consumatore più esigente, che vuole un buon livello di servizio e non sempre lo trova. Troppi bar sono tutti uguali: devono riscoprire qual è il motivo che offrono per essere scelti.

Cosa fate - o farete - per aiutarli?

Sul fronte del prodotto, abbiamo sviluppato una proposta, fatta di prodotti solubili di alta qualità e di macchine erogatrici robuste, di dimensioni adeguate e facili da usare, capace di offrire nuove occasioni di consumo con un basso costo di erogazione. L'ultimo esempio è il filone dei caffè aromatizzati, dal ginseng alla nocciola, che hanno riscontrato un grande successo. Sul fronte del servizio, ci stiamo strutturando per andare incontro alle nuove esigenze del bar, sempre meno in grado di prevedere tempi e quantità di consumo e quindi bisognoso di ridurre le scorte e di un maggior numero di ordini per quantitativi più bassi. Sul fronte della consulenza, vorremmo fare un po' di formazione, partendo dall'interesse e dai bisogni degli operatori. Un'ipotesi potrebbe essere quella di far conoscere meglio i nostri prodotti, fornendo consigli e suggerimetni sul modo di presentarli o di guarnirli al meglio.

Cosa chiedete in cambio?

Le nostre macchine sono offerte in comodato d'uso gratuito: perché il nostro investimento abbia un ritorno, occorre raggiungere una certa soglia di vendite. Noi offriamo un prodotto di qualità, sicuro, affidabile e con marchi conosciuti e riconosciuti dai clienti, come Orzoro o Perugina. Logico che questo abbia un costo, ma anche un valore che va oltre il prodotto.

Quali sono i nuovi prodotti cui state lavorando?

Le due linee di sviluppo più promettenti sono le aromatizzazioni e le ricette fredde a base cioccolato, caffè e vaniglia.

La macchina da tatuaggi invece del solito boston

Tecnologia –

Il mixologist Diego Ferrari e il guru dei tatuatori Francesco Capra hanno messo a punto una nuova tecnica di miscelazione. Per gli short drink usano una pistola da tattoo. Precisa, igienica e scenografica

Ho visto cose che voi umani…Al festival Roboxotica di Vienna il futurologo Magnus Wurzer, insieme ad altri impallinati di scienza e fantascienza, raduna ogni anno una trentina di robot nati per preparare cocktail. Si tratta di bartender di ferro, valvole e circuiti cibernetici, come “Capek, the Robot Cocktail Maker”. Basta dargli il comando giusto e il suo braccio meccanico corre verso il bottigliere, spilla e infine, con precisione, miscela le giuste dosi per il cocktail. Non è ancora in produzione, perché ogni tanto sbaglia e rompe tutto. Ma i suoi inventori sono fiduciosi. Niente a che vedere col suo collega giapponese RoboBar della Yaskawa Electric Corporation, gruppo leader nella robotica, che lavora 24 ore, senza sosta, non sbaglia mai e non si ammala. Gli manca la parola, ma questo succede anche a certi barman in carne e ossa.

La risposta ai barman robot

Per rispondere all'attacco dei barman robot ci voleva un umano, ben addestrato e appassionato di congegni vari come Diego Ferrari, mixologist in forze al Pergola Village a S. Martino (Lodi), sulla via Emilia. Circa un anno fa Ferrari era nello studio di Giancarlo Capra, detto il Pellerossa, un maestro dei tatuaggi di stile “horror-macabro”. Mentre la macchina dei tatuaggi era in azione sulla sua spalla sinistra, ha avuto una visione. Ha pensato: quella tattoo machine sarebbe perfetta per dosare, al millilitro, gli ingredienti di uno short drink. «Con Giancarlo Capra, un amante dei drink sartoriali, abbiamo fatto uno studio approfondito su aghi, tubi, frequenze e materiali. E siamo giunti alla conclusione che la tattoo machine è perfetta per miscelare i drink, specie quelli che richiedono precisione chirurgica come il Montgomery, il Manhattan o il Dirty Martini». Il funzionamento è semplice, intuitivo. L'ago, sterile e lavabile, pesca l'ingrediente aromatizzante (salamoia, Angostura, vermouth ecc.) dalla vaschetta porta-inchiostro. Quando si mette in moto il congegno, micron di aromi passano dall'ago alla coppetta e si miscelano con basi di gin, vodka o whisky. La vibrazione, ad altissima frequenza, fa in modo che le molecole si mescolino in pochi istanti e che il cocktail sia equilibrato al millilitro. «La tecnica offre una gestione ottimale degli aromi. Preferisco questo metodo a tecniche “in & out” e “montgomery”. Con soli 150 euro mi sono aggiudicato un attrezzo per confezionare short drink fatti ad arte». Diego Ferrari non riesce a separarsi dalla tattoo machine. L'ha portata in gara anche all'Absolut Talent Show. Il suo drink non ha vinto, ma era preciso come un orologio: vodka, crème de cassis e polvere d'argento alimentare. In dosi da manuale.

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