
Un errore trasformato in opportunità, il design racchiuso in un cubo e un piatto della tradizione toscana diventato cocktail. Sono le tre storie dietro i drink che accompagneranno Mattia Trezza del Ceresio 7 di Milano, Giangiacomo Bistolfi del Langosteria Ally's Bar di Milano e Simone Covan del Fede Cocktail Lab di Firenze alla finalissima della Campari Bartender Competition 2026, in programma domenica 10 gennaio 2027 a Milano. I tre bartender hanno conquistato il pass per l'ultimo atto della competizione al termine della semifinale del 21 ottobre, ospitata alla Galleria Campari di Sesto San Giovanni (Mi). Una giornata tutt'altro che semplice, nella quale i dieci concorrenti rimasti in gara hanno dovuto dimostrare di conoscere i cocktail, oltre che saperli inventare.
Sette cocktail, una prova al buio
Prima di raccontare la propria idea di miscelazione, i semifinalisti hanno dovuto affrontare una prova di blind tasting particolarmente impegnativa: riconoscere almeno cinque cocktail su sette, affidandosi esclusivamente ai propri sensi. E non si trattava di sette drink qualsiasi, ma di altrettanti classici della miscelazione: Negroni, Cardinale, Boulevardier, Old Pal, Jamaican Negroni, Rosita e Mi-To.
Una prova di cultura del bere, prima ancora che di abilità degustativa. Perché conoscere una ricetta è una cosa, riconoscerla nel bicchiere senza sapere che cosa si sta assaggiando è tutt'altra faccenda. Soprattutto quando gli ingredienti condividono profili aromatici e sfumature gustative. Superato l'esame dei sensi, spazio alla creatività, alle tecniche e soprattutto alle storie personali. Il filo conduttore è quello dell'edizione 2026, The Red Soul of Your Region, un invito a raccontare le proprie radici e il territorio attraverso il carattere inconfondibile di Campari.
Tre storie, tre modi di interpretare il rosso Campari
Per Mattia Trezza, bartender del Ceresio 7 di Milano, il cocktail Beyond The Red rappresenta qualcosa di più di una ricetta: è una piccola lezione di vita. «È un drink che vuole parlare di un errore, perché anche sbagliare è importante», racconta. Il riferimento è alla precedente semifinale, quando la competizione si era fermata proprio a Milano. «La città mi ha insegnato a non guardare soltanto il traguardo e a non smettere mai di camminare». Un messaggio che acquista un significato particolare alla luce della sua qualificazione.
Cambia completamente registro Giangiacomo Bistolfi, del Langosteria Ally's Bar di Milano, che con Rosso3 ha scelto di omaggiare il design milanese. La forma del cubo diventa protagonista del servizio, dal bicchiere alla guarnizione, fino al ghiaccio. «Volevo giocare anche sull'esperienza del cliente, che può toccare il bicchiere e scoprirne la forma». Un cocktail pensato per incuriosire ancora prima dell'assaggio, tra suggestioni artistiche e richiami agli oggetti che hanno fatto la storia del design.
La terza strada porta direttamente in cucina, precisamente in Toscana. Simone Covan, del Fede Cocktail Lab di Firenze, ha trasformato la pappa al pomodoro in un'inaspettata interpretazione del Cardinale. Il risultato è La Pappa del Cardinale, dove trovano posto pomodoro, basilico e persino il profumo della crosta di pane. «Ho voluto trasformare la pappa al pomodoro in una versione liquida, capace di suscitare un'emozione e richiamare sapori familiari». Un drink che riassume la sua filosofia di miscelazione, nella quale la gastronomia occupa un ruolo centrale.
Dalle 1.600 candidature ai magnifici tre
Il risultato delle semifinali è il punto di arrivo di un lungo percorso di selezione. La dodicesima edizione della Campari Bartender Competition ha raccolto oltre 1.600 candidature online, sviluppandosi poi attraverso 20 tappe regionali. Da queste sono usciti 20 campioni regionali, ai quali si sono aggiunti i 10 migliori bartender della classifica nazionale. I trenta concorrenti hanno quindi affrontato la Bar Experience, una fase di selezione nella quale sono stati valutati direttamente nei propri locali, durante il servizio, su ospitalità, creatività, improvvisazione e qualità dei cocktail.
Soltanto dieci hanno raggiunto la semifinale milanese: Antonio Aumenta, Giangiacomo Bistolfi, Nakia Bruno, Simone Covan, Riccardo Fosso, Marco Giovani, Cosimo Neri, Luca Salvioli, Mattia Trezza e Francesco Vocaturo. A valutare le prove una giuria composta da professionisti della miscelazione, della formazione e del mondo Campari: Anna Cracco, Gaia Lorenzi, Tommaso Cecca, Giovanni Vecchio, Michele Garofalo, Nicola Scarnera e Marianna Di Leo. Il ruolo di giudice tecnico è stato affidato a Riccardo Pennacchia.
Il verdetto al Moebius. Ora si guarda alla finale
La proclamazione dei tre finalisti è avvenuta al Moebius di Milano, uno dei locali più celebrati della scena internazionale, fresco del secondo posto nella classifica The World's 50 Best Bars 2026 e del riconoscimento come miglior bar d'Europa (leggi The 50 Best Bars 2026: Moebius secondo, Bar Leone conferma il primo posto). Una cornice particolarmente significativa per l'ultimo verdetto prima della finalissima. L'appuntamento è ora fissato per domenica 10 gennaio 2027, a Milano, quando Trezza, Bistolfi e Covan si contenderanno il titolo di Campari Bartender of the Year 2026, attualmente detenuto da Marco Masiero. Tre bartender, tre visioni della miscelazione e un solo titolo da assegnare. Per scoprire chi avrà l'ultima parola bisognerà aspettare gennaio.
La parola ai bartender
Le idee, i luoghi e i ricordi che hanno ispirato i cocktail dei dieci semifinalisti della Campari Bartender Competition 2026
Antonio Aumenta, Lux Food&Spirits, Sala Consilina (Sa)
«L'ispirazione del mio drink nasce dall'interpretazione della territorialità attraverso un'altra parola: resistenza. Per me resistere non significa rimanere fermi sulle proprie idee, ma sapersi adattare, evolvere e trovare una nuova strada senza dimenticare da dove si viene. Da questo concetto nasce Vespro, il nome del mio cocktail. Il vespro è il momento della giornata in cui la luce comincia a calare, lasciando spazio alla notte»
Giangiacomo Bistolfi, Langosteria Ally's Bar, Milano (finalista Campari Bartender Competition 2026)
«Il mio drink si chiama Rosso al Cubo ed è ispirato al design milanese attraverso quattro riferimenti: il Posacenere di Munari, la Radio Cubo, Ago, Filo e Nodo e, più in generale, il design della città. Ho giocato sulle ripetizioni del rosso e della forma cubica: tre volte rosso e tre volte cubo. Il cocktail è servito in un bicchiere a forma di cubo, con una garnish e un ghiaccio cubici. Anche l'esperienza del cliente è importante: può toccare il bicchiere, scoprirne la forma e vivere un'esperienza insolita. Visto da un altro tavolo, il drink incuriosisce proprio per il suo aspetto strano e innovativo»
Nakia Bruno, Black Sheep, Bolzano
«Per questa Campari Bartender Competition ho presentato una variante del drink delle audizioni, a base di Campari, vermouth, frutti rossi, yogurt e soda alla mela rossa. L'ispirazione arriva da una merenda altoatesina, come quella che avrei potuto fare da una nonna qui, ma che non ho mai vissuto perché ho trascorso la mia infanzia altrove. Ho immaginato una merenda fatta di crostata, yogurt e succo di mela»
Simone Covan, Fede Cocktail Lab, Firenze (finalista Campari Bartender Competition 2026)
«L'ispirazione del mio drink nasce dalla passione per il buon cibo. Nel mio lavoro e nella mia filosofia di miscelazione la gastronomia ha sempre un ruolo importante, soprattutto quando si tratta di piatti tipici italiani e della tradizione toscana. Ho reinterpretato il Cardinale ispirandomi alla pappa al pomodoro, piatto fiorentino preparato con pane raffermo, pomodoro, basilico e aglio. Ho voluto trasformarlo in una pappa al pomodoro liquida, capace di suscitare un'emozione e richiamare sapori familiari: il Campari, il pomodoro e la crosta di pane»
Riccardo Fosso, Balagan, Roma
«L'ispirazione del mio drink nasce dal Lazio. Ho voluto utilizzare ingredienti provenienti da tutta la regione, senza soffermarmi su una sola città: il vino di Piglio, il peperone di Pontecorvo e il melograno di Gaeta. Li ho uniti per raccontare una storia che termina a Roma, davanti alla Fontana di Trevi»
Marco Giovani, Eclettica Lab, La Spezia
«Il mio drink e il suo concept racchiudono la Liguria. Rappresentano una trasformazione, un percorso nel quale ho deciso di creare legami. Siamo passati dalle radici, il tema del mio primo drink in questa competition, ai legami con la bar industry. Da qui anche il filo rosso che ho usato in gara»
Cosimo Neri, Salotto Negroni 1919, Certaldo (Fi)
«Fuori Rotta è il nome del mio drink: un viaggio attraverso i sapori e le emozioni della Toscana. Tocchiamo il mare, la collina e la montagna, con Campari al centro del racconto. Un elemento particolare che ho voluto portare all'attenzione è la storia delle fontane Campari, poco conosciuta. Credo sia giusto restituire valore a queste opere monumentali»
Luca Salvioli, GAIA Bar, MUSA Lago di Como, Sala Comacina (Co)
«Ho portato un drink che è un twist sul Campari Shakerato, un cocktail a cui sono molto legato. Ho cercato di creare un incontro tra Campari e il Lago di Como attraverso ingredienti capaci di rappresentare il territorio, soprattutto quelli di colore rosso»
Mattia Trezza, Ceresio 7, Milano (finalista Campari Bartender Competition 2026)
«Ho portato Beyond Red, ovvero Oltre il rosso, un drink che vuole parlare di un errore, perché anche sbagliare è importante. Milano me lo ha insegnato un anno fa, durante la mia precedente semifinale, quando mi ha chiuso una porta in faccia. Ma è importante rialzarsi: Milano insegna a non guardare soltanto il traguardo e a non smettere mai di camminare»
Francesco Vocaturo, Blackshed, Cosenza
«Ho voluto rappresentare il territorio calabrese attraverso Campari e due ingredienti: il lampone coltivato in Sila e la rosa canina, un arbusto che cresce spontaneamente sull'altopiano silano, con cui ho realizzato una soda. È un drink fresco, sodato, preparato con tecnica build, nel quale ho cercato di combinare il carattere bitter del Campari con la componente fruttata del lampone e quella tannica della rosa canina»
Dentro il bicchiere: le 10 ricette della Campari Bartender Competition 2026
Dal design milanese alla pappa al pomodoro, passando per i sapori e le tradizioni regionali. Dieci cocktail, dieci interpretazioni del territorio con Campari protagonista. Ecco ingredienti, preparazioni e guarnizioni delle creazioni presentate dai semifinalisti della Campari Bartender Competition 2026
Comacina di Luca Savioli
Ingredienti:
40 ml Campari, 40 ml cordiale Comacina (riber rosso dell’Alto Lago, bucce di mela rossa della Valtellina, gelso rosso, foglie di gelso essiccate, zucchero, acqua e acido tartarico, acido citrico), 5 ml Amaro Braulio, 3 gocce Maraschino
Preparazione:
shake & double strain
Bicchiere:
Coppa Martini Savage
Fuori Rotta di Cosimo Neri
Ingredienti:
45 ml Campari, 10 ml China Clementi, 20 m Occhio di Pernice, 60 ml soda salata (elicriso, mirto, aghi di pino marittimo, E124)
Preparazione:
stir
Guarnizione:
zest di arancia
Bicchiere:
tumbler basso
Beyond The Red di Mattia Trezza
Ingredienti:
40 ml Campari, 30 ml Vermouth-style analcolico di rabarbaro, zafferano e botaniche, 3 gocce soluzione salina, 40 ml Franciacorta chiarificato al cocco, riso e ibisco
Preparazione:
stir
Guarnizione:
Foglio di riso allo zafferano e liquirizia
Bicchiere:
calice
The Soul Is Red di Francesco Vocaturo
Ingredienti:
50 ml Campari, 35 ml nettare di lampone, 10 m soda alla rosa canina
Preparazione:
build
Guarnizione:
cialda di lampone
Bicchiere:
highball
Desiderio di Riccardo Fosso
Ingredienti:
45 ml Campari, 35 ml vino rosso Cesanese del Piglio, 15 ml sciroppo di peperone arrostito di Pontecorvo, estratto di melagrana di Gaeta
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
moneta commestibile
Bicchiere:
tumbler basso
Oma di Nakia Bruno
Ingredienti:
45 ml Campari, Vermouth di Torino Classico, lamponi, fragole, 30 ml yogurt
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
lamponi
Bicchiere:
Bar/Giani Highball Glass
Rosso3 di Giangiacomo Bistolfi
Ingredienti:
60 ml Campari, 25 ml Nebbiolo di nuova generazione valtellinese, 20 ml Barrel Aged Cherry Prince Alfonso, 10 ml distillato di vinacce e osmanto
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
cubo di osmanto
Bicchiere:
bicchiere cubo
Vespro di Antonio Aumenta
Ingredienti:
40 ml Campari, 22,5 ml fake vermouth al Crodino Rosso homemade (Miraval Rosé Côte de Provence, Crodino Arancia Rossa, Grand Marnier, vodka), 25 ml cordiale di melagrana e fiori di ibisco homemade
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
disco di pelle di frutta e profumo di arancia
Bicchiere:
calice Roxy Bar Punch
Sgroppino Sbagliato di Marco Giovani
Ingredienti:
40 ml Campari, 60 ml vino di melograno alla brace homemade, sfera di sorbetto di pomodoro e basilico rosso homemade,
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
arancia grattugiata
Bicchiere:
coppa vintage
La Pappa del Cardinale di Simone Covan
Ingredienti:
30 ml Campari, 25 ml Gin Bulldog alla pomarola toscana chiarificata, 15 ml Vermouth del Professore al pomodoro secco, 3 dash bitter al pane e basilico rosso, gocce di olio evo toscano al basilico, essenza di crosta di pane
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
sale nero e gelée di pappa al pomodoro
Bicchiere:
coppa Martini



