Il pasto fai da te sbarca al ristorante

Catene –

Grandi frigo con piatti confezionati. Microonde per scaldare. E il cliente fa tutto da solo. A Verona nasce una formula di ristorazione low cost, senza camerieri

Si presenta, orgogliosamente, come “il primo ristorante in Italia senza camerieri”. E difatti è l’apoteosi del self-service. Grandi frigoriferi espongono i prodotti e i piatti freschi preconfezionati: al cliente non resta che scegliere quel che desidera, pagarlo e portarlo nella “zona cucina”, sempre fai-da-te, attrezzata di 4 microonde per scaldare le vivande. Poi ci si accomoda e si mangia. È questo il format inaugurato a Verona da Food&City. Un open space con il banco frigo su un’intera parete, una zona con i forni e un’altra con le bevande alla spina, un’area bar e un’altra con i tavolini (50 posti). Presto, ai 100 mq attuali, si aggiungerà il cortile interno che amplierà la ricettività del locale.

Piatti preparati quotidianamente

Food&City è un mix tra ristorazione e vending, cucina tradizionale (e locale) e fast food. Una rielaborazione in chiave italiana di modelli di ristorazione veloce apprezzati in molti paesi europei. Apre una new age nella ristorazione veloce italiana, ripensando i capisaldi del free flow: ossia varietà e servizio, velocità e prezzo. Cominciamo dalla novità più eclatante: il servizio. Ogni mattina i piatti sono preparati in alcune gastronomie e consegnati al locale, dove gli addetti si occupano di preparare i panini e confezionare i piatti. «Riducendo al minimo gli addetti (solo 4) si abbattono i costi del personale e questo risparmio si trasferisce sul cliente, così possiamo garantire cibi di qualità a prezzi più bassi» spiega il titolare Roberto Aldighieri. In cifre, questo significa che con 3-4 euro si mangia un primo piatto e con 3,85 un secondo. Le porzioni sono abbondanti, da 250 a 300 g, tanto che adesso sta per essere introdotta la mezza porzione, a 1,50 euro.
L’abolizione dei camerieri rappresenta per i clienti anche un risparmio di tempo: niente attese per l’ordinazione e l’arrivo del piatto, il conto e il pagamento.
Il menu ogni mese ruota su 70 ricette, molte di tradizione locale. Ogni giorno si può scegliere tra una ventina di piatti diversi, tra primi e secondi, panini, insalate e verdure bollite, dessert e frutta già porzionata. Ma non basta. «I nostri clienti possono anche portare a casa il cibo pronto, come in gastronomia, con il vantaggio di poter prendere solo una porzione e il giorno dopo cambiare» aggiunge Aldighieri, che ammette come l’80% del business sia realizzato proprio dal take away.
Dopo il locale-pilota di Verona, in gennaio ci saranno 3 nuove aperture a Milano: l’obiettivo dichiarato è quello di creare una catena in franchising.

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