Il nuovo bar secondo Adrià

Dal mondo –

Terminata l’esperienza di elBulli, i famosi fratelli catalani aprono a Barcellona un locale dalla doppia anima: di qua cocktail, di là gastrobar. Con in comune l’idea di offrire ai propri clienti (anche) tanto spazio

Gli Adrià sono sbarcati a Barcellona. Dopo mesi di annunci e rinvii, che hanno fatto crescere l'attesa per la nuova avventura di Albert e Ferran Adrià, hanno aperto i battenti i due locali dei due fratelli: il cocktail bar 41 grados (scritto 41°) e l'adiacente ristorante Tickets. «Il vero lusso - esordisce Albert Adrià nell'intervista concessa a Bargiornale - oggi è lo spazio». Ancora di più se condito da caviale, ostriche e snack innovativi, che ricordano lo spirito di elBulli, il ristorante di cucina creativa più famoso al mondo. «Dopo 25 anni di pura ristorazione - prosegue Adriá - volevano lanciare qualcosa di nuovo, un concetto aperto, che forse si stabilizzerà tra sei mesi o forse più, che si basasse sul dialogo tra i cocktail, di cui proponiamo una grande scelta, soprattutto di gin tonic, e le tapas. Molte di queste sono figlie delle sperimentazioni che abbiamo portato avanti a elBulli, come il gelato di parmigiano, omaggio alla cucina italiana, ma anche una selezione di ostriche o un'offerta ben precisa di caviale». Caviale e ostriche a parte, i prezzi del 41 grados sono alla portata di tutti. Da noi si possono spendere per un cocktail e cinque tapas a scelta meno di 35 euro. Naturalmente se ne possono spendere anche molti di più ma, con al massimo 50 euro, si ha un grande assaggio dello spirito del locale. Che ospita al massimo 35 persone, in tanto spazio perfettamente studiato. Perché l'esperienza del 41 grados deve avvenire nel massimo comfort e, possibilmente, nella maggiore privacy possibile».
La scelta del nome è stata suggerita sia dalla media dei gradi alcolici dei liquori usati per preparare i cocktail, 41 appunto, sia dal fatto che il locale si trova sul 41esimo parallelo nord, sull'Avinguda Paralel, ai piedi della collina del Montjuïc, zona al momento di gran moda.

Tappa obbligata della movida

In poche settimane di apertura, il nuovo locale è già diventato un must delle notti barcellonesi. Sia per gli abitanti, che vengono per l'aperitivo o per il dopo teatro o cinema, sia per i turisti: «Abbiamo già molte prenotazioni dall'estero, da turisti o uomini d'affari che visitano la città - commenta soddisfatto Albert Adrià -. E questo, come nella nostra tradizione, senza fare pubblicità o campagne di alcun tipo; il passaparola e il traino della fama di elBulli bastano per farci conoscere sia in patria che all'estero».
Il locale propone un menu di 28 cocktail definiti ilegales, ovvero alcolici, tra cui i classici Mojito, Daiquiri, Margarita, Alexander, Piña Colada o Mary Pickford, ma anche il French 75, a base di Moët Chandon, o il semplice Garibaldi, con Martini e succo d'arancia. A questi si affianca una scelta di quattro cocktail analcolici, chiamati invece legales, e altrettante proposte tradizionali della Catalogna, o della Spagna in generale, come la Sangria, che non ha bisogno di presentazioni, il Rebujito, a base di Jerez e succo di lime e limone, la Mamadeta, con Chartreuse verde e granita di limone, e il Pomada, cocktail a base di gin Xoriguer e succo di limone.
Gin tonic in mille modi

Proprio il gin è il protagonista assoluto del bancone del 41 grados, dietro al quale i barman scelti da Albert e Ferran Adrià sono pronti a miscelare, a scelta del cliente, ben 28 tipi di gin; dai classici Tanqueray, il normale e il n.10, Beefeater o Tanny's, ai più elaborati Mombasa, due diverse proposte di Martin Miller, sino ad arrivare ai 55 gradi dell'Old Raj, con quattro tipi di tonica (Nordic Mist, Fever Tree, 1724 e Boylan) e cubetti di ghiaccio osmotizzati senza ossigeno. «Siamo riusciti a fare del Gin tonic - sottolinea Albert Adrià - uno dei cocktail distintivi del nostro locale, grazie proprio all'aver lasciato ampia libertà di scelta degli ingredienti al nostro cliente».
A più d'uno luccicano gli occhi quando parla dell'offerta culinaria del 41 grados. «Lo spirito di elBulli continuerà a vivere qui e nel vicino Tickets anche dopo la sua chiusura - sottolinea Albert -, perché riproponiamo piatti già ampiamente sperimentati nel nostro ristorante». Magari con un tocco di novità, come per le “olive sferiche ripiene di succo”, qui rinominate “Las olivas del 41°” e insaporite con rosmarino e aglio. Altre tapas da sottolineare sono i pistacchi avvolti in una sfoglia di yogurt secco acido, le mini baguette-cracker servite con pancetta spagnola, i peperoncini o le perle di mozzarella liquida con foglie di basilico fresco, i mini coni di alghe ripieni con una tartare di tonno piccante, le ostriche insaporite con menta e fingerlime o il “caviale” di tapioca. Parlando di caviale, la proposta del 41 grados è certamente inedita, con il caviale osetra schrencki del fiume Amur, situato tra Siberia e Cina, servito con uno shot (chupito) di vodka.

Un ingresso, due locali

Una proposta gastronomica di sicuro appeal, rafforzata dal fatto che 41 grados condivide l'entrata al locale (e le zone di servizio) con Tickets, il gastrobar cittadino erede de elBulli; «Certo, la serata perfetta sarebbe aperitivo al 41grados e cena da Tickets - dice Albert Adrià -. Ma i due locali vivono comunque di vita propria, anche se hanno luoghi e partner comuni, tra cui per l'Italia Lavazza, di cui siamo amici di famiglia». Tra gli altri partner 41 grados annovera Coca-Cola, Moët Chandon, Estrella Dawn, Joselito, Flores Valles, Luis Cañas ecc. «Molti dei nostri partner sono aziende locali, perché vogliamo sottolineare il nostro stretto rapporto con il territorio e con i suoi prodotti. E con loro potremmo esportare queste due nuove insegne anche all'estero. Non subito: per il momento il passo è prematuro. 41 grados e Tickets sono concept ancora da sviluppare e affinare. Ci vorranno almeno sei mesi/un anno per metterli a punto definitivamente». Con entrambi i locali sempre pieni, l'affinamento di questi nuovi concetti lanciati dai fratelli Adrià riuscirà loro sicuramente più facile.

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